antichi egizi trevilab

Die Stoanernen Mandlar machen eine Reise - Pubblicato da martin_inside

0
×

Attenzione

Questo evento è terminato, rimani connesso per nuovi eventi

Informazioni evento

(Regie: Leo Ploner). Die Mandlar leben in den Sarntaler Alpen. Dem jüngsten Mandl ist das aber viel zu langweilig. Er bittet das Hexenkind um einen Zauber, damit die Steinmänner eine Reise machen können. Doch sie sind nicht überall willkommen, und auf ihrem Berg werden sie arg vermisst, von den Wanderern, aber auch von den Nörggelen und Hexen. Schaffen es die Hexen, die Mandlar aufzuspüren und wieder nach Hause zu holen? Das Musical der Heimatbühne Sarnthein holte 2021 den 3. Platz beim Autorenwettbewerb der Südtiroler Theaterzeitung.

Contatti :

Date e orari evento :

L'evento si tiene dal 20 Mag 2023 al 04 Giu 2023

Note sugli orari :

Sa 20. Mai 2023 18:00

Potrebbe interessarti anche :

  • dal romanzo di Michela Murgia edito da Giulio Einaudi Editore > con Anna della Rosa > drammaturgia Carlotta Corradi > regia Veronica Cruciani > produzione Savà Srl durata: 75' Accabadora uno dei più bei romanzi di Michela Murgia nonché uno dei libri più letti in Italia negli ultimi anni (vincitore del Premio Campiello 2010) è lo spettacolo di Veronica Cruciani interpretato da Anna Della Rosa. Il testo teatrale è scritto da Carlotta Corradi su richiesta della regista che da subito ha pensato di farne un monologo partendo dal punto di vista di Maria, la figlia di Bonaria Urrai l’accabadora di Soreni. Michela Murgia racconta una storia ambientata in un paesino immaginario della Sardegna, dove Maria all’età di sei anni viene data a fill’e anima a Bonaria Urrai, una sarta che vive sola e che all’occasione fa l’accabadora. La parola, di tradizione sarda, prende la radice dallo spagnolo acabar che significa finire, uccidere; Bonaria Urrai aiuta le persone in fin di vita a morire. Maria cresce nell’ammirazione di questa nuova madre, più colta e più attenta della precedente, fino al giorno in cui scopre la sua vera natura. È allora che fugge nel continente per cambiare vita e dimenticare il passato, ma pochi anni dopo torna sul letto di morte della Tzia. L’accudimento finale è uno dei doveri dell’essere figlia d’anima, una forma di adozione concordata tra il genitore naturale e il genitore adottivo. La drammaturgia di Carlotta Corradi parte proprio dal ritorno di Maria sul letto di morte di Tzia Bonaria. C’è un tempo di separazione tra le due donne che pesa in questo incontro. La verità, la rabbia che la ragazza ancora prova per il tradimento subito dalla Tzia viene a galla prepotentemente, nonostante gli sforzi che Maria compie per galleggiare tra i migliori ricordi dell’infanzia accanto alla lunga gonna nera della Tzia. Rassegna In Scena 23/24 - Teatro Cristallo in collaborazione con Teatro Stabile di Bolzano I biglietti per questo spettacolo saranno acquistabili a partire dal 20 settembre 2023 presso la cassa del Teatro Cristallo, sull'app Teatro Cristallo Bolzano, dal totem automatico posizionato fuori dal Teatro Cristallo oppure online
  • Ninderscht isch nicht Paartherapie mit Ginther und Irene Ginther (Thomas Hochkofler) und Irene (Karin Verdorfer) geben die in einer Paartherapie erlernten Lebenstipps an das Publikum weiter – ganz nach dem Motto: Eppes isch iberåll und „ninderscht isch nicht“! Nach dem Riesenerfolg des Kinofilms „Joe der Film“ kehren Thomas Hochkofler und Karin Verdorfer wieder auf die Kabarettbühne zurück. Beim Kabarettprogramm „Schaffa Schaffa, Häusle baue“ haben Ginther und Irene dem Publikum wichtige Tipps zum Hausbau gegeben. Inzwischen sind ein paar Jahre vergangen, zwischen den beiden gab es eine handfeste Ehekrise, worauf man sich auf eine Paartherapie begab – und jetzt ist scheinbar wieder alles im Lot. Nach der gemeinsamen Paartherapie wissen die beiden ganz genau, wie man eine richtig gute Beziehung führt, und sie sind davon überzeugt, dieses Wissen weitergeben zu müssen – quasi als soziale Initiative zur Rettung der Paargemeinschaften. Als absolute Spezialisten auf diesem Gebiet helfen sie dem Publikum mit diesem Stück, die Qualität ihrer Beziehung auf ein sicheres Niveau zu heben. Geeignet ist „Ninderscht isch nicht“ also einerseits für Paare oder solche, die es noch werden möchten, andererseits aber auch für Singles, die nach diesem Stück entweder zur Erkenntnis gelangen, dass sie dann doch lieber Singles bleiben möchten, oder eben, dass nun die richtige Zeit gekommen ist, einen Traum-Partner zu finden. Auch Paare, die sich mit Stil trennen möchten, erhalten natürlich wertvolle Tipps – ganz nach dem Motto: „Ninderscht isch nicht“!
  • Dove andiamo quando sogniamo? Che cosa cerchiamo di dire a noi stessi in quello spazio sospeso, ulteriore e intermedio, che ci accoglie appena chiudiamo gli occhi? Ogni essere sogna, al di là del fatto che ne conservi memoria: la nostra esistenza è un susseguirsi di visioni notturne, architetture elaborate e complesse, la cui edificazione obbedisce a una necessità naturale. E allora la domanda diventa: perché sogniamo? Perché per l’essere umano è un bisogno vitale e ineludibile? La ricerca sui sogni di Sigmund Freud, pietra miliare del Novecento, tenta una risposta attraverso l’analisi di numerosi casi clinici, talora drammatici, talora perfino buffi e occasionali, ognuno capace di rivelarci qualcosa sulle leggi misteriose e splendide che sovrintendono alle nostre messinscene notturne. Sì, messinscene. Perché il sogno nella lettura di Freud ha un impianto profondamente teatrale, evidente fino da quel titolo originario del volume che alludeva a una vera e propria “drammaturgia onirica”. E dunque ecco scaturire l’ultima domanda: con quali regole si procede, nel fantasmagorico teatro del Sogno? Cinque anni dopo la versione teatrale realizzata a Milano al Teatro Strehler, Stefano Massini riprende in mano il suo decennale lavoro su “L’interpretazione dei sogni” di Sigmund Freud, a cui l’autore dedicò anche un romanzo di successo, edito da Mondadori e già tradotto in più lingue. Da lì Massini riparte, stavolta in prima persona, mettendo il suo estro di narratore al servizio di un impressionante catalogo umano: fra le note di Enrico Fink, sulla scena di Marco Rossi prende forma un variopinto mosaico di personaggi che, narrando i propri sogni, resi immagini da Walter Sardonini e illuminati da Alfredo Piras, compongono una sinfonia di possibili interpretazioni, in cui il pubblico si riconosce e ritrova. Stefano Massini in L’INTERPRETAZIONE DEI SOGNI liberamente ispirato e tratto dagli scritti di Sigmund Freud scene Marco Rossi luci Alfredo Piras immagini Walter Sardonini musiche Enrico Fink eseguite da trombone e tastiere Saverio Zacchei chitarre Damiano Terzoni violino Rachele Innocenti produzione TEATRO STABILE DI BOLZANO, FONDAZIONE TEATRO DELLA TOSCANA e TEATRO DI ROMA in collaborazione con PICCOLO TEATRO DI MILANO – TEATRO D’EUROPA