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Alps Move 2026 | DURCH’S NETZ GEFALLEN
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Theatre
Venerdì, 02 Ott 2026 18:00

Sul filo della digitalizzazione – In questo spettacolo, danza e installazione artistica dialogano con il corpo, la parola e la musica dal vivo. Con ironia la performance racconta il tentativo di non restare intrappolati nella rete della rivoluzione digitale e di preservare la propria autonomia. Il lavoro di Dirler, Schenk-Delgado e Goetz si muove tra i poli dell’autodeterminazione e della dipendenza, della connessione e della solitudine, rendendo visibile quanto queste esperienze siano profondamente intrecciate – e spesso separate solo da un clic. In lingua tedesca e italiana. Concetto: Joy Luna Schenk-Delgado Coreografia: Joy Luna Schenk-Delgado, Birke van Maartens Interpreti: Rebecca Dirler, Anna Goetz, Joy Luna Schenk-Delgado Regia: Birke van Maartens Costumi: Birke van Marteens, Rebecca Dirler Foto: Agnes Gerevich Produzione: Rebecca Dirler

Alps Move 2026
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Theatre
Sabato, 03 Ott 2026 20:00

NUR EINMAL: SIMPLY POETIC 2026 “L’incertezza che accompagna il percorso di ricerca di sé conduce, dopo un continuo oscillare, a un nuovo equilibrio”. In questo spettacolo, Yunjung Kim volge l’attenzione all’ “io”, che prende forma nell’incontro con l’ignoto. Utilizzando un linguaggio corporeo essenziale e rigoroso, traccia un percorso in cui l’orientamento viene perduto per poi essere ritrovato. L’insicurezza è rappresentata non come un ostacolo ma come una forza generativa che conduce ad un nuovo equilibrio. Concetto, coreografia, interprete, regia, produzione: Yunjung Kim Foto: Stefan Schwienbacher Regia luci: Yunjung Kim L’ARTE DI CADERE E RIALZARSI L’arte di cadere e rialzarsi è una performance partecipativa e d’ispirazione autobiografica. Traendo spunto da esperienze personali, situazioni assurde e rocambolesche, Sabrina Valle mette in scena un work in progress, site-specific, che coinvolge venti persone non professioniste. Cadere, perdersi, farsi male sono i temi che ricorrono. E poi la morte, che è al centro della ricerca dell’artista, così presente in questo momento storico eppure così lontana dalla cultura occidentale contemporanea. Lo spettacolo si caratterizza per l’assenza di scenografia, il minimalismo, la lentezza e l’utilizzo dello spazio pubblico come un palcoscenico naturale. Il confine tra pubblico e privato si assottiglia, perché il teatro è strettamente legato alla “polis” – alla politica, al vivere insieme. Concetto, regia, produzione: Sabrina Valle Interpreti: Sabrina Valle e 20 persone non professioniste THE WEIGHT OF UNCERTAINTY Quest’opera di video danza mette in scena la ricerca di bilanciamento in un mondo pieno di incertezza e cambiamenti. Al centro c’è il corpo, come sensibile spazio di risonanza che reagisce, si adatta, perde l’equilibrio e lo ritrova. Vicinanza e distanza, tensione e rilascio, resistenza e resa diventano esperibili fisicamente e riflettono dinamiche tanto personali quanto collettive. Lo spazio scenografico si apre ad uno sguardo intimo, che indaga un’esperienza di vita caratterizzata dal cambiamento costante. Il film invita a considerare l’incertezza non solo come minaccia, ma anche come opportunità per immaginare nuove forme di relazione, consapevolezza ed equilibrio. Concetto, coreografia, costumi, produzione: Marion Sparber Interpreti: Marion Sparber, Alan Fuentes Guerra Direttore della fotografia e montaggio video: Ky-Anh Tran Musica originale e sound design: Stefano Ciardi, Ky-Anh Tran UMBILICAL “Non abbiamo scelto il momento per venire al mondo: adesso possiamo creare il mondo in cui nascerà e crescerà il seme che abbiamo portato con noi.” Gioconda Belli Umbilical è un’installazione fatta di forme, suoni e canzoni. Un quadro vivente. Una visione del meraviglioso momento della nascita. “Dar a luz” si dice in spagnolo – dare alla luce. La performance è un viaggio in cui una mano di donna apre la via attraverso lo stretto canale dell’utero, per illuminare il cammino, con voce dolce e calda. La vita si apre la strada a colpi di pianto riempiendo d’aria i polmoni per la prima volta: sono qui, sono io! Dopo torna la quiete, qualcuno lava una camicia da notte sporca di sangue con l’acqua cristallina di una fonte. Concetto, coreografia, regia, interprete, costumi, produzione: Iosu Lezameta Foto: Ainoa Artola Musiche e suoni: Iosu Lezameta, Diego Potron, Silvana Berton

Biblioteca Piazza Hofmann 2, Lana, BZ
Alps Move 2026 | UP CLOSE
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Theatre
Mercoledì, 07 Ott 2026 20:00

Up Close è una performance di danza immersiva che esplora la prossimità, la percezione e il delicato equilibrio tra individuo e collettività. Pubblico e performer condividono lo stesso spazio, incontrandosi in un ambiente in cui sguardi, respiri e minimi spostamenti diventano parte della coreografia. Il lavoro indaga come la vicinanza trasformi la nostra percezione e quali dinamiche emergano quando le persone si muovono in uno stesso spazio. In questo organismo coreografico complesso e stratificato, pur mantenendo la propria identità, le singole voci e movimenti si intrecciano progressivamente fino a dare vita a un corpo collettivo, costruito con rigorosa precisione compositiva. Con Up Close, Anastasia Kostner supera la frontalità della scena tradizionale e crea uno spazio performativo vivo, in cui attenzione, risonanza e relazione diventano il cuore dell’esperienza. Concetto, coreografia: Anastasia Kostner (nato in collaborazione con ArtET University of the Arts-Artisteducator in Dance Finals 2024) Interpreti: Giorgia Calliari, Elsbeth de Boer, Stefania Bertola, Thea Malfertheiner, Maicol Mariz, Riccardo Meneghini, Mirjam Plank, Miriam Taschler, Paola Zadra Foto: Karlheinz Sollbauer Musiche originali e suoni: Erwin Tuijl Regia luci: ArtEZ Costumi: Tanzschmiede/Fucinadanza Outside Eye: Sanne Clifford, Jordi Ribot Thunnissen, Martina Marini Produzione: Tanzschmiede/Fucinadanza (Martina Marini), IDEA-tanztheaterperformance (Doris Plankl)

KiMM Via Parrocchia 2, Merano, BZ
Alps Move 2026 | UP CLOSE
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Theatre
Venerdì, 09 Ott 2026 20:00

Up Close è una performance di danza immersiva che esplora la prossimità, la percezione e il delicato equilibrio tra individuo e collettività. Pubblico e performer condividono lo stesso spazio, incontrandosi in un ambiente in cui sguardi, respiri e minimi spostamenti diventano parte della coreografia. Il lavoro indaga come la vicinanza trasformi la nostra percezione e quali dinamiche emergano quando le persone si muovono in uno stesso spazio. In questo organismo coreografico complesso e stratificato, pur mantenendo la propria identità, le singole voci e movimenti si intrecciano progressivamente fino a dare vita a un corpo collettivo, costruito con rigorosa precisione compositiva. Con Up Close, Anastasia Kostner supera la frontalità della scena tradizionale e crea uno spazio performativo vivo, in cui attenzione, risonanza e relazione diventano il cuore dell’esperienza. Concetto, coreografia: Anastasia Kostner (nato in collaborazione con ArtET University of the Arts-Artisteducator in Dance Finals 2024) Interpreti: Giorgia Calliari, Elsbeth de Boer, Stefania Bertola, Thea Malfertheiner, Maicol Mariz, Riccardo Meneghini, Mirjam Plank, Miriam Taschler, Paola Zadra Foto: Karlheinz Sollbauer Musiche originali e suoni: Erwin Tuijl Regia luci: ArtEZ Costumi: Tanzschmiede/Fucinadanza Outside Eye: Sanne Clifford, Jordi Ribot Thunnissen, Martina Marini Produzione: Tanzschmiede/Fucinadanza (Martina Marini), IDEA-tanztheaterperformance (Doris Plankl)

NOI Techpark Via A. Volta 13/A, Bolzano, BZ
Alps Move 2026 | CONTACT JAM
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Theatre
Sabato, 10 Ott 2026 15:00

INGRESSO LIBERO Per informazioni scrivere al numero: +39 3472117634 La Contact Improvisation approfondisce la ricerca del contatto e dell’interazione del corpo nella danza. Include elementi di improvvisazione e virtuosismo acrobatico unitamente ad una dimensione meditativa correlata al rilassamento. Invita alla consapevolezza ed allo sviluppo creativo, valorizzando la spontaneità del movimento nella progressione delle competenze tecniche.

Sala Civica Via Otto Huber 8, Merano, BZ
Alps Move 2026 | UP CLOSE
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Theatre
Domenica, 11 Ott 2026 18:00

Up Close è una performance di danza immersiva che esplora la prossimità, la percezione e il delicato equilibrio tra individuo e collettività. Pubblico e performer condividono lo stesso spazio, incontrandosi in un ambiente in cui sguardi, respiri e minimi spostamenti diventano parte della coreografia. Il lavoro indaga come la vicinanza trasformi la nostra percezione e quali dinamiche emergano quando le persone si muovono in uno stesso spazio. In questo organismo coreografico complesso e stratificato, pur mantenendo la propria identità, le singole voci e movimenti si intrecciano progressivamente fino a dare vita a un corpo collettivo, costruito con rigorosa precisione compositiva. Con Up Close, Anastasia Kostner supera la frontalità della scena tradizionale e crea uno spazio performativo vivo, in cui attenzione, risonanza e relazione diventano il cuore dell’esperienza. Concetto, coreografia: Anastasia Kostner (nato in collaborazione con ArtET University of the Arts-Artisteducator in Dance Finals 2024) Interpreti: Giorgia Calliari, Elsbeth de Boer, Stefania Bertola, Thea Malfertheiner, Maicol Mariz, Riccardo Meneghini, Mirjam Plank, Miriam Taschler, Paola Zadra Foto: Karlheinz Sollbauer Musiche originali e suoni: Erwin Tuijl Regia luci: ArtEZ Costumi: Tanzschmiede/Fucinadanza Outside Eye: Sanne Clifford, Jordi Ribot Thunnissen, Martina Marini Produzione: Tanzschmiede/Fucinadanza (Martina Marini), IDEA-tanztheaterperformance (Doris Plankl)

Luis Trenker Saal Streda Rezia 1, Ortisei, BZ
Alps Move 2026
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Theatre
Sabato, 17 Ott 2026 18:0020:00

NACRE (HENDOKU IYAKU) Nacre è un progetto transdisciplinare che fonde arte, biologia e filosofia orientale per esplorare il potenziale evolutivo dell’esistenza umana. Il titolo unisce il termine scientifico che designa la madreperla (Nacre), al concetto buddhista giapponese Hendoku-iyaku (“trasformare il veleno in medicina”), delineando un percorso di alchimia trasformativa in cui l’ostacolo non viene rimosso, ma trasformato in valore e nel catalizzatore necessario per lo sviluppo della propria perla interiore. Attraverso la ricerca di un equilibrio formale e concettuale, la performance assimila l’azione creativa ad una pratica di trasmutazione esistenziale, un rituale in cui la materia grezza dell’esperienza umana viene raffinata fino a raggiungere la purezza della materia stessa: la nacre. Concetto, coreografia, interprete, regia, video, musica e suoni, costumi, produzione: Santija Bieza Montaggio video: Marco Sonna Regia luci: Santija Bieza THRESHOLD Equilibrio non è restare immobili, equilibrio è movimento. Per tutta la vita strutture, compiti e processi ripetitivi forniscono stabilità, ma quando gli equilibri abituali vacillano ecco che inizia un nuovo ritmo, ancora silenzioso, ancora sconosciuto. Threshold – soglia – è una performance del sostare, del fermarsi in quel momento fragile tra il sentire di essere arrivati e il lasciarsi andare, dove corpi, voci e spazio rimangono sospesi e attraversano una silenziosa trasformazione. Concetto: Sabine Raffeiner, Christian Lang Coreografia: Sabine Raffeiner und die Tänzer*innen/e performer Interpreti: Hugo Olagnon, Giulia Manica, Seungju Lee Regia: Sabine Raffeiner Foto, documentazione: Christian Lang Testi: Christian Lang, Paolo Quarta Regia luci: Sabine Raffeiner Produzione: Sabine Raffeiner CATCH ME (BEF-)OR(-E) I FALL Catch me (bef-)or(-e) I fall indaga l’equilibrio come condizione fisica ed emotiva in tempi di instabilità. In scena, l’assolo di Paola Zadra affronta la precarietà del nostro contesto storico, ricercando l’armonia mentre tutto intorno sembra sgretolarsi, ma riflettendo anche sulle risorse necessarie agli artisti per superare ostacoli fisici, economici e sociali. Il titolo allude all’off balance, lo spostamento di peso che porta al rischio di una caduta per poi generare una ripresa (catch). In un dialogo costante tra movimento, suono e immagine, lo spettacolo si avvale delle installazioni audiovisive e delle musiche di Daniel Vacas Peralta. Immagini immersive generate con l’IA avvolgono lo spettatore, invitandolo a riflettere sul proprio equilibrio interiore in uno spazio sospeso scandito dal ritmo del respiro e della rinascita dopo ogni caduta. Concetto, coreografia, interprete: Paola Zadra Regia: Daniel Vacas Peralta, Paola Zadra Foto, Video: Daniel Vacas Peralta Musica originale e suoni: Daniel Vacas Peralta Produzione: Paola Zadra, Daniel Vacas Peralta

Sala Civica Via Otto Huber 8, Merano, BZ
Alps Move 2026
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Theatre
Giovedì, 22 Ott 2026 20:00

TO TREAD THE SALTY DEEP Beneath the water the tempest is nothing but a song Beneath this skin we are nothing But a storm Janina Diller To Tread the Salty Deep è un assolo in cui il piano fisico, sonoro e narrativo si attivano e si alimentano a vicenda, dando vita a una performance sospesa tra il mitologico e il punk, tra danza, arte sonora e poesia. La voce e il corpo femminili sono l’origine e la forza motrice di questo universo scenico. L’opera attinge dalla ricerca sulla figura della sirena come lente per esaminare il processo di alterizzazione del corpo femminile – la sua demonizzazione, erotizzazione e controllo. Questo archetipo, stratificato nel mito, diventa lo strumento con cui il pezzo esplora possibili narrazioni, reinterpretate e reimmaginate attraverso la composizione di tensioni, accumuli, attriti e melodie cullanti. Concetto, coreografia, interprete: Margherita Dello Sbarba Musica originale: George Dhauw & Margherita Dello Sbarba Sound Design: George Dhauw Drammaturgia: Antia Diaz Otero Regia luci: Margherita Dello Sbarba Assistenza coreografica: Alexandros Anastasiadis Produzione: Uncanny Paradise AGAIN BUT DIFFERENT Again but Different esplora l’impatto della pressione costante esercitata dalla società contemporanea sul corpo e sulla mente. In un contesto che richiede di essere sempre efficienti, produttivi e performanti, il corpo diventa uno spazio di controllo, disciplina e resistenza. L’assolo invita a riflettere sul rapporto tra forza e vulnerabilità e sulla capacità di accogliere la caduta come parte del percorso. Un viaggio alla ricerca dell’armonizzazione di corpo, mente e spirito, in cui dare valore alla presenza, consapevolezza e libertà. Movimenti e sequenze si ripetono con sempre meno tensione ed in maniera sempre più fluida ed organica. Attraverso la performance la danzatrice richiede un ritorno all’ascolto ed alla calma; lasciando andare aspettative esterne e controllo e ricercando il proprio equilibrio energetico. Concetto, coreografia, interprete, produzione: Giorgia Calliari Drammaturgia: Eva Robayo Foto: Ian Cardoz Regia luci: Eva Robayo THE SOUND OF RAIN The Sound of Rain prende corpo da una domanda: il restare immobili può essere una forma di forza? Non un tentativo di opporre resistenza alla vita ma un calarsi nella sua profondità. Ispirandosi al suono della pioggia il pezzo invita tanto i performer quanto il pubblico a rallentare, ascoltarsi e riscoprire una presenza nel mezzo del turbamento. Due corpi entrano nello spazio come entità distinte, ognuno vibrando alla sua frequenza, per poi entrare in risonanza. Secondo il principio della “e-motion, energy in motion”, qui l’emozione non viene rappresentata ma attivata. Gli stati d’animo sono approcciati come forze cinetiche che attraversano il corpo, cambiando costantemente forma, densità e direzione. Il movimento diventa un modo per pensare e sentire contemporaneamente, rivelando la vitalità e fluidità dell’emozione. Concetto, coreografia: Ladina Whitehead, Vanessa Morandell Interpreti: Ladina Whitehead, Fazil On Yu Foto: Marco Wolff Regia luci: Vanessa Morandell EVERYTHING STARTS FROM POINT ONE Un corpo. Due anime di un unico impulso interiore. Un gioco di avvicinamento e allontanamento, adattamento e ricerca di sé. Qualcosa cresce. Si avviluppa. Allo stesso tempo sostiene e consuma. Quanto resta di me stessa, alla ricerca di una connessione con gli altri? La danza si muove nelle intercapedini, cerca un equilibrio tra l’Io ed il Noi. È come una trama che si annoda su sé stessa. Un conflitto tra il desiderio di restare fedeli a sé stessi e il bisogno di essere parte di un tutto. Everything starts from point one prende spunto dal “fico strangolatore”, un affascinante fenomeno di adattamento e strategia di sopravvivenza nel mondo vegetale in cui il seme del fico, crescendo in simbiosi con la pianta ospite, finisce per consumarla. Concetto, coreografia, interpreti, produzione: Mirjam Plank, Lea Markgraf Musiche e suoni: Samuel Merold Foto: Stefan Grau

Teatro Comunale di Gries Galleria Telser 13, Bolzano, BZ
Alps Move 2026
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Theatre
Sabato, 24 Ott 2026 19:00

PAYSAGE MÈRE Nelle prime settimane dopo la nascita si apre un tempo sospeso tra stupore e sfinimento, in cui nulla è definito e tutto è in trasformazione. Il corpo cerca un nuovo equilibrio, mentre madre e figlio vivono il mondo come un’unica entità. Paysage mère esprime questa condizione attraverso un’installazione percorribile, raccontando la fragile e silenziosa forza che permea questo momento. Canti e nenie attraversano lo spazio come una foschia: a volte quasi impalpabili, altre fisicamente percepibili. Calmano, sostengono, liberano. Con la nascita di un figlio, una donna intraprende una trasformazione verso l’ignoto. La performance indugia in questo scenario, ne rivendica la visibilità e invita il pubblico ad attraversare i paesaggi della maternità come testimoni. Concetto, regia, produzione: Sabrina Fraternali, Marika Rainer, Sylvie Riant Coreografia: Sabrina Fraternali Interpreti: Sabrina Fraternali, Marika Rainer e altri interpreti Foto, video, costumi, installazione: Sylvie Riant Musica e suoni: Marika Rainer CROLLI SILENZIOSI – STILLE EINSTÜRZE Crolli Silenziosi – Stille Einstürze esplora una domanda essenziale: come si muove un corpo quando ascolta? Frutto di una lunga ricerca artistica nei paesaggi naturali, il lavoro prende forma come un’installazione coreografica in cui danza, suono, materia e mito si intrecciano. Due danzatrici entrano in contatto con le pietre, testimoni del tempo e custodi della memoria. Ispirandosi alla leggenda dolomitica di Tanna, la performance indaga la fragilità, la trasformazione e il delicato equilibrio tra crollo e ascesa. Un poetico spazio esperienziale in cui silenzio, attenzione e senso di appartenenza diventano esperibili attraverso il corpo. Concetto: Claudia Tomasi in collaborazione con Francesca Pedullà & Thomas Beck Coreografia, interpreti: Claudia Tomasi, Francesca Pedullà Testi, voce: Thomas Beck Musica originale e suoni: Benjamin Tomasi Foto: barbaracali(C)torinocity Produzione: Claudia Tomasi IN BALANCE (AUF MESSERS SCHNEIDE) La fiducia è uno degli elementi fondamentali delle relazioni umane: un filo invisibile che unisce le persone. Fidarsi significa aprirsi all’altro, rinunciare a una parte del controllo e, al tempo stesso, esporsi alla vulnerabilità. Un equilibrio delicato tra restare saldi e cedere, tra vicinanza e lontananza. La corda diventa il simbolo di questo fragile equilibrio. Tra gli strumenti più antichi dell’umanità, può salvare, sostenere, unire e offrire sicurezza, ma anche costringere, limitare e minacciare. Nella pratica dello Shibari la corda non è soltanto uno strumento di legatura, ma l’espressione di una fiducia profonda. Chi si lascia legare si consegna nelle mani dell’altro. Un equilibrio che non è mai definitivo, ma che va continuamente ritrovato. Concetto, regia, costumi, produzione: Rixa Rottonara Coreografia, interpreti: Iris Gonzales, Rixa Rottonara CLOWDS Le nuvole rappresentano l’elemento aria, che può essere associato alla libertà, alla leggerezza e alla capacità di trasformarsi. Simboleggiano indipendenza e flessibilità: le cose vecchie si dissolvono e ne nascono di nuove. Clowds (1998) fa parte di una videoinstallazione dedicata ai quattro elementi. In questo spazio l’opera acquista una risonanza particolare: la porzione di paesaggio che circonda il monastero, ritagliata dalla finestra posta di fronte allo schermo, amplia lo spazio visivo del video, fondendo l’opera, l’architettura e la natura in un’unica esperienza percettiva. Come le nuvole che scorrono nel video, anche la finestra presenta allo sguardo il mondo esterno in continua trasformazione, mentre gli ambienti interni trasmettono un senso di permanenza. Concetto, coreografia, interpreti, costumi: Remo Rostagno, Doris Plankl Video, regia: Andreas Pichler Musica originale e suoni: Susanna Schönberg Produzione: IDEA_tanztheaterperformance ADD_SOFTNESS Il lavoro di 3k si dedica alla ricerca di un equilibrio tra morbidezza e fermezza. In un presente segnato da prestazioni e aspettative, la performance si interroga su come la delicatezza possa non solo essere preservata, ma anche coltivata. Quand’è che la resilienza si trasforma in durezza? E può essere proprio la morbidezza a diventare una forma di protezione? In un dialogo performativo le interpreti sperimentano con la voce, il suono e il movimento, accostando i gesti automatizzati del truccarsi alla toeletta all’atto di indossare un equipaggiamento da hockey. A partire da queste pratiche di preparazione, il lavoro esplora le sottili sfumature che separano morbidezza e durezza, interrogandosi sulle diverse forme di protezione, resistenza e vulnerabilità che esse rendono visibili. Concetto: Michèle Schladebach, Greta Schuster, Marika Rainer, Sabrina Fraternali Coreografia: Greta Schuster, Sabrina Fraternali Interpreti: Greta Schuster, Marika Rainer Musica originale: Michèle Schladebach Foto: Martina Cavinato HABIT Un bagliore Passi del passato spogliano la veste del presente. Un vortice scaglia ciò che è antico, ciò che pesa, nello spazio dell’infinito e si apre il sentiero di ciò che verrà. In dialogo con la scultura di carta di Elisabeth Oberrauch, Simone Oberrauch e Massimo Bertinelli attraversano, abitano e illuminano gli spazi della biblioteca dell’abbazia. Scultura, suono e movimento entrano in rapporto con l’architettura e la storia della biblioteca, dando vita a un teatro del corpo poetico e performativo. Creata appositamente per questo luogo, l’installazione intreccia passato e presente in uno “spazio dell’infinito”. In un’epoca dominata da un approccio superficiale e veloce alla conoscenza, Habit invita a rallentare e soffermarsi nel raccoglimento. Concetto: Simone Oberrauch, Massimo Bertinelli, Elisabeth Oberrauch Coreografia, interpreti, regia, foto, costumi: Simone Oberrauch, Massimo Bertinelli Musiche originali e suoni: Massimo Bertinelli Produzione: Cie. ATZAR

Abbazia di Novacella Via Abbazia 1, Varna, BZ
Alps Move 2026 | DOLOMITE FLOW
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Formation
Domenica, 25 Ott 2026

Open CI Jam: martedì 27 ottobre 2026 dalle ore 19:30 A conclusione della rassegna Alps Move invita il pubblico a partecipare al mini-festival di Contact Improvisation Dolomite Flow. Birgit Krejci, responsabile dell’organizzazione dei workshop, è riuscita ad ottenere per questa edizione la danzatrice, performer e coreografa finlandese di fama internazionale Katja Mustonen. Con una splendida vista sulle Dolomiti, vi aspettano un CI Intensive, un CI Workshop con Ronja Eick, CI Jams con Alex Zampini, Authentic Relating sessions, Bodywork, escursioni e molto altro. Alcuni posti per il 2026 sono già riservati. Chi ha già partecipato lo sa: vale la pena prenotarsi per tempo. Info e prenotazioni a b.krejci@gmx.at

Haus der Familie Via Stella 1-7, Renon, BZ
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