Un mondo nascosto
I funghi sono tra i protagonisti più antichi e al tempo stesso più invisibili della vita sulla Terra. La mostra temporanea FUNGA invita a scoprire questo regno autonomo andando oltre i corpi fruttiferi e l’idea dei funghi come semplice alimento.
L’esposizione racconta come i funghi, attraverso reti di micelio, guidino i cicli ecologici, costruiscano i suoli e rendano possibili simbiosi fondamentali per la vita terrestre. Dalle loro origini remotissime alla loro influenza sull’evoluzione degli ecosistemi, il percorso mette in luce il ruolo chiave dei funghi nella natura e il loro stretto legame con l’essere umano, dal microbioma della pelle e dell’intestino fino alla salute e alla malattia.
Accanto all’approccio scientifico, FUNGA apre anche a prospettive culturali: i funghi come rimedi tradizionali, elementi di rituali e miti, ma anche come potenti simboli nell’arte e nella cultura pop contemporanea. Le più recenti ricerche su materiali sostenibili e applicazioni biotecnologiche conducono infine lo sguardo verso il futuro.
FUNGA è un invito a osservare il mondo da una nuova prospettiva: interconnessa, complessa e sorprendentemente viva.
Gallmetzer appartiene a quegli artisti che non accompagnano le proprie opere con lunghe spiegazioni. Le sue sculture, i suoi dipinti e i suoi disegni parlano per sé. Possono suscitare sorpresa, sollevare interrogativi, rimanere enigmatici e stimolare una riflessione critica. Lo spettatore non viene guidato verso un’interpretazione prestabilita, ma è invitato a sviluppare un proprio rapporto con l’opera.
Il titolo „INVENTUR” è stato scelto consapevolmente: un inventario è una ricognizione, una presa d’atto di ciò che esiste, di ciò che è rimasto, di ciò che è cambiato e forse anche di ciò che manca. Nel contesto artistico, il termine assume un significato aperto e ricco di sfumature.
La mostra invita a non limitarsi a osservare le opere esposte, ma a sottoporre anche le proprie percezioni e i propri pensieri a un personale „inventario”. „INVENTUR” non vuole offrire risposte preconfezionate, ma punta sull’incontro tra opera e spettatore: sul momento in cui ci si ferma, ci si pone delle domande e, forse, non si comprende tutto. Eric Gallmetzer è presente con le sue opere in numerose mostre in Alto Adige e oltre i confini regionali. Le sue opere sono inoltre presenti in diversi spazi pubblici, entrando così in dialogo con le persone nella loro quotidianità.
La mostra di Nataliya Zuban è dedicata a un processo che ostacola il tempo, è distruttivo e si autoannulla. Nata nel 1992 a Opishnia, in Ucraina, il cui terreno ricco di argilla ha trasmesso all'artista l'eredità materiale di generazioni di una tradizione scultorea capace di raccontare storie, Zuban esprime, attraverso le sue macchine, il suono dell'attesa contemporanea, del cercare riparo, del mediare e dello stridio dell'aspettativa.
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