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Christoph Hinterhuber & Monomono Maurizio Nardo, Ekehardt Rainalter Vernissage 28.04.2026, 18 ore Curatore: Leander Schwazer
Christoph Hinterhuber & Monomono Maurizio Nardo, Ekehardt Rainalter Vernissage 28.04.2026, 18 ore Curatore: Leander Schwazer
L'8 maggio alle ore 18:30 si inaugura la mostra di pittura di Verena Lucchesini
Artista: Edson Luli A cura di Nicolò Faccenda I don’t see any nouns, I see only verbs presenta una serie di opere installative dell’artista Edson Luli (Scutari, 1989). Nel lavoro di Luli, il linguaggio diventa uno strumento per interrogarsi su come l’essere umano percepisce e interpreta la realtà che lo circonda: qual è il rapporto tra i nostri pensieri e il mondo in cui viviamo? L’artista ci invita ad acquisire una più profonda consapevolezza del modo in cui vengono create le cornici di senso, nell’urgenza di individuare modi alternativi di intendere il rapporto con la sfera sociale e ambientale.
Nel “ventre culturale” di Lana, ovvero la casa "Raiffeisen" (ex Casa della Cultura) progettata da Willy Gutweniger e inaugurata nel 1973, nel bel mezzo di LanaLive, è tempo di mostre. Poco prima dell’inizio dei lavori di ristrutturazione, Hannes Egger e Annika Terwey curano qui un’esperienza espositiva olistica che intreccia arti visive, video, musica e performance. I visitatori hanno la possibilità di attraversare gli spazi del dietro le quinte, quei luoghi dove le maschere cadono e i sentimenti reali riaffiorano dopo essere stati celati e artefatti sul palco. In un percorso suggestivo e immersivo tra spogliatoi, bagni e magazzini, la mostra si snoda come attraverso le cavità intricate di un ventre. Tra paura, vergogna, gioia, disgusto e tristezza si sprigiona un multiforme alternarsi di emozioni. Le opere d’arte non diventano solo visibili, ma fisicamente e sensorialmente esperibili. Artisti internazionali e locali si dedicano nelle loro opere a stati emotivi e sociali: un video sull'affetto profondo per un cane defunto, l'odore di uomini paranoici, progetti partecipativi sulla vergogna e fotografie di protesta tra rabbia e speranza. Le installazioni rendono tangibili il disgusto e il dolore, mentre un’installazione giocosa celebra la gioia di vivere. Artisti*e: Laurin Böhm, Franziska Egger, Mariam Giunashvili, En Kitane, Amanda SRGE Lindsay, Sabrina Mandelli, Sofia Margesin, Mahsa Naraghipour, Hyunjin Park, Nadia Tamanini, Mona Lisa Tina, Sissel Tolaas, Cass Yao.
Artiste: Daria Akimenko, Joana Preza, Stefania Rossi A cura di Margherita Cestari e Samira Mosca Una mostra che nasce dal desiderio di aprire uno spazio di riflessione sull’Albania attraverso storie, incontri e sguardi condivisi. Un progetto che prende forma dal dialogo con persone di origini albanesi, con chi ha attraversato il Paese durante un viaggio e con chi appartiene alla seconda generazione cresciuta tra più culture. Dalle conversazioni, dalle porte di casa aperte e dai racconti di un passato ancora vicino emergono memorie personali, frammenti di vita quotidiana e ricordi che continuano a circolare tra le generazioni. La comunità albanese in Trentino-Alto Adige vive accanto a noi ogni giorno, eppure le sue storie restano spesso inudite. A Laives, attraverso una serie di interviste, saranno le persone stesse a raccontarsi: le loro storie di partenza e di arrivo, di appartenenza e di trasformazione, in un dialogo autentico che restituisce voce e presenza a chi spesso rimane sullo sfondo. La mostra Mirë se vini - Mirë se ju gjeta è un luogo di incontro tra prospettive e culture, uno spazio in cui il racconto individuale si trasforma in occasione di dialogo e di scoperta reciproca.
a cura di Francesca Verga e Zasha Colah Il 21 maggio 2026 Ar/Ge Kunst inaugura Solastalgia, mostra di Sofia Melluso e Gianluca Concialdi, che prende forma intorno alle trasformazioni dei luoghi sotto la pressione del turismo globale. A partire da Palermo e in risonanza con il contesto di Bolzano, il progetto si articola in una friggitoria-bar intesa come dispositivo ambiguo, sospeso tra costruzione artificiale e immaginario vernacolare, dove sculture, testi e installazioni attivano una riflessione sulle economie della valorizzazione e sulle loro ricadute materiali e simboliche. Tra seduzione e sfruttamento, folklore e branding, la mostra si muove nello spazio della “solastalgia”: quel sentimento di perdita che si produce mentre si resta, quando i luoghi continuano a esistere ma smettono lentamente di coincidere con sé stessi. Sofia Melluso (Palermo,1992) è un’artista visiva la cui pratica attraversa diversi linguaggi, muovendosi tra ceramica, disegno, scrittura e fotografia. La sua ricerca si sviluppa anche in ambito collettivo, processuale e transdisciplinare, interrogando sistemi di potere e dinamiche di rappresentazione che influenzano soggettività, linguaggi e territori. Fa parte del collettivo ৺ ෴ ර ∇ ❃ ̅ ̅, fondato nel 2020, con cui gestisce uno spazio indipendente a Palermo. Gianluca Concialdi (Palermo, 1981) vive e lavora a Palermo, indaga soprattutto pittura astratta e materiali sperimentali. La sua pratica intreccia pittura, scrittura e installazione: realizza pitture doppie su carta, dense di collage, gouache e spray, in cui storie urbane, erranze, derive e ironia si sovrappongono in un linguaggio visivo che sfida la contemplazione. La doppiezza è implicita nell’opera stessa — un lato nascosto, un lato visibile — e nei titoli degli interventi, spesso poetici e paradossali.
Arte e natura si incontrano: con SculpGarden26 lo Staudenparadies Seidnerhof a Bressanone si trasforma in un suggestivo parco di sculture all’aperto. Oltre 60 opere di circa 20 artisti sono distribuite in tutto il giardino e invitano alla scoperta. Le sculture in legno, metallo, pietra e altri materiali dialogano con l’ambiente naturale e si trasformano nel corso delle stagioni. SculpGarden è più di una mostra – è un percorso artistico nel verde, un luogo dove soffermarsi, scoprire e lasciarsi ispirare. La mostra è accompagnata da eventi, visite guidate, aperitivi e workshop.
In occasione del centesimo anniversario della nascita dell'icona del jazz Miles Davis, una mostra fotografica dedicata ai colleghi musicisti del grande trombettista, realizzata da uno dei più famosi fotografi italiani di jazz.
DURATA: 2 H Tra musica e sapori d’Albania, nella cornice della mostra > >, una festa per concludere assieme la quinta edizione di Quo vadis? Festival delle culture e delle lingue.