Sala Espositiva | Via Pietralba 29, Laives
Una mostra di Anie Maki e Jacopo Noera
A cura di Samira Mosca
La mediatrice artistica Francesca Fattinger vi guiderà attraverso la mostra “Don’t shoot, come in!”, alla scoperta delle opere di Anie Maki e Jacopo Noera.
Evento a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria a info@lasecondaluna.eu.
Una conferenza a cura della dott.ssa Agnese Pergola, Funzionaria archeologa del Museo Nazionale Romano di Roma. L'evento si inserisce nel programma degli eventi collaterali della mostra “Artifices: i creatori dell’arte".
Sebbene le firme d’artista sulle opere d’arte antica siano piuttosto rare, nel Museo Nazionale Romano se ne possono riconoscere alcune incise su statue, gemme, rilievi e affreschi. Queste firme, spesso appena leggibili, raccontano una storia di orgoglio e di identità professionale in un’epoca in cui l’arte era considerata soprattutto un mestiere e non ancora un’espressione personale come la intendiamo oggi.
Questi nomi incisi nel marmo, nella pietra dura, su pareti affrescate, ci permettono di immaginare le mani e le vite dietro le opere: scultori, incisori e artigiani che, pur lavorando in un mondo dominato da botteghe e copie, cercavano un modo per essere ricordati. Le firme, dunque, non sono soltanto iscrizioni, ma testimonianze dirette del desiderio umano di riconoscimento e memoria.
L’evento è gratuito e aperto al pubblico; non è richiesta alcuna registrazione per partecipare.
Introduce: Luigi Scolari
Emil Wörndle ha studiato architettura a Vienna e Innsbruck ed è stato attivo per oltre 20 anni come direttore di progetto e direttore dei lavori nella pubblica amministrazione. Dagli ultimi anni ’90 si dedica all’arte come autodidatta. Trova spesso ispirazione in edifici antichi, dove il passare del tempo si rende visibile in più strati di colori e materiali.
Come estraneo al mondo dell’arte porta uno sguardo imparziale su materiali e tecniche. Inizialmente ha lavorato con colori autoprodotti a base di gesso e pigmenti su pannelli di truciolato. Col tempo ha sviluppato ulteriori tecniche con
leganti naturali come calce o colla e utilizza, oltre a pannelli di truciolato o compensato, anche carta e cartone come supporto.
Emil Wörndle lavora a strati con diversi colori: li applica, li elabora, li integra o li rimuove di nuovo, finché non emerge un risultato coerente e l’effetto desiderato. Caratteristica ricorrente delle sue opere sono campi monocromi. L’applicazione degli strati richiede tempi di asciugatura lunghi, per cui lavora spesso parallelamente a più opere. Il suo approccio è pacato e meditativo; può passare mesi prima di riprendere un lavoro o considerarlo concluso.
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