Improtheater Carambolage: April April - Pubblicato da martin_inside

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Informazioni evento

Der April tut was er will, und man kann nie wissen was kommt! Genau wie beim Improtheater. Da werden Sie auch überrascht: aber nicht von Regenschauern, sondern von schaurig schönen Geschichten, aufblühenden Lovestories, untergehenden Diktaturen und friedliebenden Kriegsministern. Denn wenn der Frühling kommt, solls rote Rosen regnen!

Egal ob Paris, Kiew oder Unterplanitzing: Das Leben ist schön - und mit Hilfe des Publikums bastelt Improtheater Carambolage eine bunte, vielfältige Welt dazu.

Und nicht vergessen: Imagine!

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Date e orari evento :

  • Mar 14 Aprile, 202620:00

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  • L'evento si tiene dal 29 Apr 2026 al 02 Mag 2026
    Un Futuro che omaggia Philip Dick: una ragazza su un tavolo operatorio vende pezzi del proprio corpo per pagarsi gli studi. Sono destinati ad androidi che li comprano per sostituire parti robotiche del loro. Per ogni pezzo organico venduto, la ragazza riceve soldi e un sostituto robotico del pezzo mancante. Il movimento è reciproco (e paradossale): mentre gli esseri umani si smontano, si impoveriscono, sostituiscono organi con protesi artificiali, gli androidi si ricompongono e acquistano statuto biologico. L’affascinante testo di Chiara Arrigoni, vincitore del Premio Nazionale di Drammaturgia Omissis 2025 viene indagato dalla regista Ivonne Capece in un reading performativo perturbante in cui la sala operatoria diventa un centro di gravità. Tutto accade lì: la dissezione del corpo e la proliferazione dei ricordi. Il corpo umano è fermo, anestetizzato, ma la sua mente continua a produrre immagini, dialoghi domestici, voci pubblicitarie, conversazioni, ricordi, monologhi interiori. Il tempo dell’intervento diventa la cornice dentro cui scorrono i flash della vita. Più il corpo viene smontato, più la memoria si accende. Uno slittamento che ricorda una delle intuizioni più affascinanti della fantascienza contemporanea, quella formulata da Philip K. Dick nel romanzo Do Androids Dream of Electric Sheep? e portata sullo schermo da Ridley Scott in Blade Runner. L' idea che la vera frontiera tra umano e artificiale non sia biologica ma emotiva, sociale, economica. In Dick gli androidi desiderano esperienze umane, memoria, empatia. In Segmentarsi il desiderio prende una forma ancora più radicale: gli androidi acquistano il corpo umano, gli umani acquistano il futuro vendendo se stessi. La domanda di Dick "Cosa significa essere umani?" è diventata più brutale: quanto vale esserlo? Il risultato è un rito contemporaneo a metà tra chirurgia e sacrificio, una fiaba tecnologica collegata al valore. Bolzano, Sala Danza, dal 29 aprile al 2 maggio ore 18:00 SEG MEN TAR SI Dis-integrazione dell’umano drammaturgia Chiara Arrigoni regia Ivonne Capece interpreti Stefano Carenza, Silvia Di Cesare, Ion Donà, Pasquale Montemurro curatela del progetto Maddalena Massafra Menzione speciale Franco Quadri al Premio Riccione per il Teatro 2025 Testo vincitore del PREMIO NAZIONALE DI DRAMMATURGIA OMISSIS 2025 con il supporto di Theatron 2.0
  • Il noto comico italiano fa ritorno a Bolzano con il suo nuovo spettacolo Prevendita biglietti: in tutte le librerie Athesia e online su www.ticketone.it Trento: Promoevent, Radio Dolomiti Il One Man Show nei palazzetti da marzo 2026 Enrico Brignano porta in scena lo spettacolo che ha già conquistato il pubblico nelle arene estive, ora in una versione pensata per i grandi spazi indoor e arriva a Bolzano ad aprile 2026 Dopo il grande successo de I 7 Re di Roma, Enrico Brignano torna in scena con il suo nuovo spettacolo Bello di Mamma, un one-man-show originale che unisce comicità, emozione e riflessione. Lo spettacolo, già applaudito nell’estate 2025 nelle arene all’aperto, arriva ora nei grandi palazzetti dello sport in una versione studiata per offrire un’esperienza teatrale più intensa e coinvolgente. Al centro di Bello di Mamma c’è un’idea semplice e potente: in un mondo che cambia rapidamente, pieno di contraddizioni e pressioni quotidiane, tutti noi sentiamo, prima o poi, il bisogno di tornare a quell’abbraccio protettivo e rassicurante che da bambini ci faceva sentire al sicuro. La madre, simbolo universale di cura e conforto, diventa così il filo conduttore dello spettacolo: un punto di riferimento emotivo di fronte alle sfide del presente. Brignano affronta temi contemporanei con ironia e leggerezza, trasformando in comicità le paure, le ansie e le contraddizioni della vita moderna. Dalla tecnologia onnipresente ai ritmi frenetici, dalle notizie allarmanti alle questioni sociali più delicate, ogni elemento diventa occasione per riflettere e, al contempo, per ridere insieme. La sua comicità è autentica e coinvolgente, capace di alternare momenti di beffarda ironia a tocchi di malinconia e tenerezza. Lo spettacolo è accompagnato da un’orchestra di dieci elementi e due coriste, che arricchiscono l’atmosfera con musiche curate da Andrea Perrozzi. La scenografia di Marco Calzavara, le luci di Marco Lucarelli e i costumi firmati da Paolo Marcati e dalla sartoria D’Inzillo Sweet Mode completano un allestimento elegante e coinvolgente, pensato per valorizzare ogni momento della performance. Bello di Mamma rappresenta un ritorno alle origini del one-man-show, ma anche un’evoluzione nel percorso teatrale di Brignano: un racconto personale che diventa collettivo, capace di parlare al pubblico attraverso emozioni condivise, fragilità riconoscibili e umorismo sincero. Il risultato è uno spettacolo che fa ridere, emozionare e riflettere, offrendo al pubblico un’esperienza completa e memorabile. Non perdere l’occasione di vivere una serata tra risate, musica e emozioni autentiche con Enrico Brignano e Bello di Mamma.
  • Profondità delle lande desolate dell’inferno. Un tranquillo ed eterno giorno di torture strazianti. D’un tratto si leva un latrare sguaiato, sono i diavoli che corrono da una parte all’altra alla ricerca del loro Re, il terribile Satana. Sulle rive dello Stige sono giunte millemila anime, così, d’un tratto, portate all’altro mondo da una fulminante peste bubbonica, vaiolica, assassina e vigliacca. L’Ade è di colpo intasatoe Minosse, impietoso giudice delle anime, è costretto a fare i salti immortali per esaminare le colpe di tutti. Le operazioni vanno a rilento e Belzebù, con profonda saggezza, offre uno sconto di pena alle anime di tre buffoni, Zuan Polo, Domenico Tagliacalze e Pietro Gonnella, per tornare a fare ciò che in vita gli riusciva meglio: intrattenere. Lo spettacolo ripesca dall’antica arte del buffone, l’intrattenitore per antonomasia, il più devoto cultore dello sghignazzo. Da che mondo è mondo i comici sono spaventati quanto attratti dall’inferno. Non c’è niente da fare, l’Averno è la destinazione finale per chi è pronto a tutto per strappare una risata. L’inferno e tutti i suoi sulfurei carcerieri sono alla base della tradizione popolare e dei racconti dei cantastorie. Esso racchiude al suo interno l’alto e il basso, il tragico e il grottesco. Buffoni all’inferno è il nuovo spettacolo di Stivalaccio Teatro, compagnia che ha fatto del rinnovamento e della rilettura della Commedia dell’Arte uno stile inconfondibile quando irresistibile. «A narrare questi episodi sono tre attori o, meglio, buffoni, comici, reietti, gente disposta a tutto per portare il riso. Lo faranno servendosi dell’arte buffonesca, quella maestria quattrocentesca che partorì poi la grande tradizione dei comici dell’arte». con Matteo Cremon, Michele Mori, Stefano Rota soggetto originale e regia Marco Zoppello scenografia Matteo Pozzobon, Roberto Maria Macchi costumi Lauretta Salvagnin disegno luci Matteo Pozzobon maschere e carabattole Stefano Perocco di Meduna, Tullia Dalle Carbonare musiche originali Ilaria Fantin calzature Aldo Biasibetti assistente alla regia Alvise Romanzini foto e video Serena Pea scenografia realizzata nella bottega di Stivalaccio Teatro da Roberto Maria Macchi e Matteo Pozzobon con la consulenza artistica di Alberto Nonnato realizzazione costumi Antonia Munaretti produzione Stivalaccio Teatro si ringraziano il Teatro Busnelli di Dueville e l’Accademia Olimpica di Vicenza durata: 90 minuti

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