Utente : martin_inside

Eventi di : martin_inside

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Theatre
Venerdì, 12 Mar 2027 20:45

Siamo nel 1645 ed a Creta, importantissima isola del dominio da mar veneziano, sta per avere luogo il più terribile assedio che la Serenissima abbia mai conosciuto. E mentre la quinta guerra turco-veneziana è alle porte, Pantalone de’ Bisognosi, mercante e colono dell’isola, intreccia rapporti con la capitale Venezia per dare in sposa la figlia Ortensia al ricco Don Alonso. Ma proprio a Venezia Don Alonso si imbatte in Scaramuccia, napoletano male in arnese, e nel suo servo Arlecchino, e ne nasce, per l’appunto, una scaramuccia che vede Don Alonso avere la peggio e perire. Scaramuccia fugge in direzione di Candia (così era allora chiamata l’isola di Creta), inseguito da Flavia, innamorata di Don Alonso e assetata di vendetta. A Candia la situazione precipita, levando un momento gli occhi verso oriente, si intravedono già le vele nere della flotta Ottomana dirigersi a gran velocità verso l’avamposto veneziano. In questo Mediterraneo che non è solo mare, ma un’anima liquida dove storie millenarie hanno intessuto un arazzo di lingue multiformi, prende vita una storia che parla d’amore, di gelosia, di lotte e di guerre. Una storia che, come nella migliore tradizione della commedia all’improvviso, mescola il serio e il faceto, il sacro e il profano, la verità e il romanzo, e ci porta in un viaggio straordinario tra le antiche maschere, le navi d’alto bordo e le solide mura dell’isola di Creta. Scaramuccia Di origine napoletana, evoluzione del capitano fanfarone e vanaglorioso, Scaramuccia è diventato poi, grazie alla sapienza dell’attore Tiberio Fiorilli, una sorta di simpatico furbacchione che preferì sostituire la spada con la chitarra. Ancora una volta un lavoro di ricerca nel mescolare materiale antico e ritmi moderni, dove l’approccio filologico si affianca all’artigianato e al lavoro d’insieme. Un grande omaggio alla Commedia dell’Arte, anche chiamata «Commedia d’intrecci», proprio per il gran mulinare di situazioni, di rovesciamenti e di fraintendimenti, di celamenti ed agnizioni. La Compagnia “STIVALACCIO TEATRO ” – Vicenza due atti soggetto originale e regia Marco Zoppello produzione Stivalaccio Teatro, TSV - Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Bolzano

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Venerdì, 05 Mar 2027 20:45

Francesco rifiuta la spada, la restituisce al fabbro che l’ha forgiata: faccia vanghe e attrezzi per coltivare i campi. Francesco si congeda da Chiara, il suo grande amore, e lei come dono d’addio gli confeziona un saio fatto di tutte le pezze della condizione umana, un arlecchino di esperienze e di dolori. Francesco chiede agli uccelli: “Cosa posso insegnare agli uomini?” Sì perché sono gli animali oggi, che predicano a noi, ammesso che qualcuno sappia ancora capirli nella “lengua del Creator” (e se questa è il veneto, tanto meglio: capiranno anche gli animali-uomini). Francesco incontra un bambino sopravvissuto alla crociata, e per scaldarlo e consolarlo gioca con lui al presepio: statuine di amici (ancora umili animali) e di prepotenti, in ginocchio per domandargli scusa di tutte le stragi di innocenti. Francesco cieco si avvicina a Sorella Morte cantando la bellezza della vita. Francesco oggi è la rivoluzione, per qualsiasi rivoluzione ci vuole fede; e la fede “xe roba da Mati”. Atto unico Durata 85 minuti testo di Fulvio Ervas e Roberto Cuppone Regia di Roberto Cuppone Gruppo Teatrale “Ass. Cult. IL SATIRO TEATRO” a.p.s. – Paese (TV)

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Venerdì, 19 Feb 2027 20:45

Maggio 1974, la legge sul divorzio è stata approvata e la serenità della famiglia Conti viene scossa dai sospetti di tradimento che Almerina nutre verso il marito Oreste. Per difendersi, Oreste inventa un’amante misteriosa, ”Donnafugata”, scatenando pettegolezzi e tensioni. Durante una cena di beneficenza, la comparsa improvvisa di ”Donnafugata” getta tutti nello scompiglio. Nessuno sembra conoscere la sua vera identità e i dubbi crescono Solo alla fine, tra silenzi e sguardi sospetti la figura lascia il paese a interrogarsi su ciò che è vero e ciò che è solo apparenza… mentre la famiglia Conti scopre qualcosa di inatteso: non tutte le verità fanno male. Alcune uniscono. Commedia brillante in due atti in dialetto veneto Durata 110 minuti Gruppo Teatrale “ ASOLO TEATRO” a.p.s. – Asolo (TV) commedia in dialetto veneto - 2 atti di Simona Ronchi adattamento e regia di Rossana Mantese

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Sabato, 13 Feb 2027 19:30-
L'evento si tiene dal 13 Feb 2027 al 26 Feb 2027

von Bonn Park Vier Männer – Jürgen A., Jürgen D., Cem und Noah-Wilhelm – besuchen ihre Kindheit, wo sie noch „Freundschaft waren“. Zwischen Spiel, Fantasie und großen Träumen war unterschiedlich sein und sich trotzdem mögen leicht und die Großen in weiter Ferne. Ein großer Schlüssel öffnet ihnen die Tür zu „Pubertät+“. Es ist das Jahr, als noch alles in Ordnung war. Wo Rausch und Liebe und Aggression ganz nah beieinander lagen. Doch der Blick in die Zukunft wird zur gruseligen Geisterbahn und mitten im Traum ist der „Rest“ angebrochen. Man trifft sich wieder, ohne sich wirklich zu erinnern und plötzlich spricht ein Ministerpräsident mit einem Superhelden. Aber welche Ära ist das nun eigentlich? Der unkonventionelle Autor und Regisseur Bonn Park untersucht in seinen vielfach ausgezeichneten Theaterstücken und Inszenierungen universelle Themen auf eine popkulturelle Art und Weise. Mit dem Stück „They Them Okocha“ (Originaltitel), das 2025 für den Mülheimer Dramatikerpreis nominiert war, gelang ihm ein starkes Coming-of-age-Drama, das die Sehnsucht nach einer unbeschwerten Zeit ebenso thematisiert wie die politische Dimension dieser Sehnsucht. Mit großer Leichtigkeit und feiner Komik erzählen vier Männer von Freundschaft, Liebe und Identitätssuche. Für Südtirol haben wir den Titel „Notti magiche“ gewählt, um wie die Protagonisten „ein bisschen in Erinnerung zu sein“. Die künstlerische Handschrift von Regisseurin Michaela Senn, die zuletzt „Magdalena, ma dai“ an den Vereinigten Bühnen Bozen inszeniert hat, verspricht gemeinsam mit dem Sound Design von DJ Ena einen Abend voll Pop, Trash und Nostalgie. mit Roman Blumenschein Emil Lug Frederick Redavid Lukas Spisser Regie Michaela Senn

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Venerdì, 12 Feb 2027 20:45

Le ALLEGRE COMARI in questa nuova avventura disegnata dalla penna del bardo inglese che tanto ci appassiona. Una serie di sfortunati accadimenti travolgono il nostro protagonista Sir John Falstaff, alle prese con le “donne veneziane” determinate ad impartirgli una sana lezione di vita. Tutto all’insegna del divertimento e della burla... condito con della musica, proposta da improbabili suonatori. commedia brillante in due atti in dialetto veneziano Durata 100 minuti Autore Benoit Roland e Roberto Zamengo Regia Benoit Roland Gruppo Teatrale “TEATROIMMAGINE ets” – Salzano (VE) due atti di Benoit Roland e Roberto Zamengo Regia di Benoit Roland

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Venerdì, 22 Gen 2027 20:45

In una ridente parrocchia situata nelle campagne fiorentine a metà degli anni '50, sta per essere celebrato il matrimonio riparatore, tra due giovani innamorati: Renzo Villani e Lucia Fellini. Tutto sarebbe quasi semplice se non fosse che lo sposo è figlio della Signora Giovanna, democristiana e Presidentessa delle Sorelle del Tempio; la sposa invece è figlia di Olinto Fellini, il più fervente attivista del Partito Comunista del paese. II disaccordo la fa da padrone e la sempre presente Perpetua, non aiuta certo a mediare. Ce la farà il buon Don Facondio ad unire nel sacro vincolo del matrimonio i due innamorati? Sembrerebbe quasi di sì. Ma l'arrivo di Ulderiga alla vigilia delle nozze dà l'idea che questo matrimonio, proprio, non s'abbia da fare. Compagnia Teatrale L’ANTICA FRASCHETTA – Bucine - AR commedia in dialetto toscano 3 atti di Tito Zenni Regia di Claudio Fuccini

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Sabato, 16 Gen 2027 19:30-
L'evento si tiene dal 16 Gen 2027 al 24 Gen 2027

von Federico García Lorca in der Übersetzung von Hans Magnus Enzensberger Bernarda Alba verschließt ihr Haus in Trauer. Nach dem Tod ihres zweiten Mannes verhängt sie über ihre fünf Töchter traditionell acht Jahre Ausgangssperre. Kein Sterbenswort darf zu den gespitzten Ohren des Dorfes dringen, kein Mann die dicken Mauern des Trauerhauses passieren. In der bleiernen Sommerhitze schließt sich die Welt um Angustias, Magdalena, Amelia, Martirio und Adela. Als alleinige Erbin verlobt sich Angustias, die älteste Tochter aus erster Ehe, mit Pepe el Romano, der in Bernardas autoritärem Regime den lebensvernichtenden Freiheitskampf unter den Frauen entfesselt. Federico García Lorca, 1898 in Fuente Vaqueros (Andalusien) geboren, schrieb die drei Akte der Bernarda Alba „als photographisch genaue Dokumentation“ kurz vor seiner Ermordung von Falangisten 1936. Das „Drama von den Frauen in Spaniens Dörfern“ ist eine prophetisch anmutende Allegorie auf den aufkommenden europäischen Faschismus. Der für großes Sprechtheater und präzise Figurenzeichnung bekannte Regisseur Matthias Rippert folgt der psychologischen Spur der Enzensberger Übersetzung hinein in das grausame Spiel der Unterdrückung und gibt – wie Lorca – einem starken Ensemble von ausschließlich Frauen die Bühne. mit Gerti Drassl Swintha Gersthofer Elke Hartmann Cornelia Heyse Laura Laufenberg Jasmin Mairhofer Margot Mayrhofer Karola Niederhuber Nadia Schwienbacher Nele Trebs Regie Matthias Rippert

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Venerdì, 08 Gen 2027 20:45

La commedia è ambientata negli anni 50, tre donne, tre sorelle non più giovanissime, vivono nella monotonia delle quattro mura domestiche tra rimpianti e frustrazioni fino a quando la loro esistenza viene improvvisamente sconvolta da un inaspettato e in apparenza drammatico arrivo di un evaso dal carcere che stravolgerà la loro esistenza. Da quel momento la loro vita non sarà più la stessa ed inizieranno una gara per accaparrarsi le grazie del malcapitato…. commedia brillante in due atti in dialetto trentino Compagnia Teatrale I SARCAIOLI aps ” – Arco (TN) due atti di Valerio Di Piramo Regia di Michele Comite

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Venerdì, 18 Dic 2026 20:45

Dopo “La vecchiaia è più tranquilla se la passi a Villa Arzilla” non potete perdervi questa nuova commedia. “C’è chi urla, c’è chi strilla, chi comanda a Villa Arzilla” è infatti il seguito della prima divertentissima storia. Anche questa volta i protagonisti saranno i simpatici ospiti della casa di riposo, alle prese con vecchi acciacchi e nuove avventure. Per fortuna a rendere frizzante la vita all’interno della piccola comunità c’è la fisioterapista che farà innamorare tutti gli uomini che incontrerà nel suo cammino. L’irruzione nel secondo atto di un personaggio a sorpresa sconvolgerà la vita di tutti i protagonisti. Ma cosa c’entrano Parigi, il Louvre, Lourdes, il Burundi e Apiro con il nostro ospizio? Lo scoprirete solo venendo a teatro! Ah! Dimenticavamo la cosa più importante: preparatevi ad un finale a sorpresa, dove i veri protagonisti sarete voi spettatori! Commedia brillante in due atti Adattamento e regia di Pietro Romagnoli Compagnia Teatrale “G.LUCARONI” a.p.s. – Mogliano (MC)

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Venerdì, 04 Dic 2026 20:45

Un anziano barone incarica un investigatore per ritrovare il figlio avuto in giovane età dalla relazione occasionale con una ballerina. Con l’intento di spillargli più soldi possibili, il sedicente segugio fornisce informazioni poco dettagliate e fuorvianti. Il caso vuole però che per un mero gioco del destino il barone si ritrovi in casa proprio il figlio tanto desiderato. Caso chiuso? Per niente l’investigatore pur di non perdere il facile guadagno inculca nell’animo del povero barone il dubbio che il figlio ritrovato non sia il suo legittimo erede, ma il frutto di un errore e gli presenta un nuovo giovane spacciandolo per il vero baroncino. Chi sarà dei due? L’uno o l’altro? Commedia brillante in due atti. Durata 140 min. Adattamento e regia di G. Malena Ass. Cult. Teatrale KRIMISA – Cirò Marina CZ

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Giovedì, 03 Dic 2026 17:00-

von Lukas Schrenk, Nils Strunk und Henry Jimenenz Morales nach Carlo Collodi für alle ab 6 Jahren „Ich will lieber ein Kind sein“, ruft das Holzstück, das Geppetto gerade zu einem Tisch verarbeiten möchte. Aber wie soll das gehen? Naja, höchstens eine Puppe könnte der Tischler daraus schnitzen. Aber was wird dann aus seinem Lohn? Das Holzstück lässt nicht locker und Geppetto erschafft „Pinocchio“, ein wahres Meisterwerk. Auch wenn dieses schelmische Kerlchen alles durcheinanderbringt, schließt Geppetto es sofort ins Herz, bringt ihm das Laufen bei und schickt es in die Schule. Pinocchios Neugier führt ihn aber hinaus in die Welt, wo er lernt, dass Fuchse und Katzen nicht immer ehrlich sind und dass Lügen lange Nasen haben. Im Spielzeugland sehnt er sich so sehr nach seinem Papa, dass er beschließt, ihn zu suchen. Nur gut, dass die Fee mit den blauen Haaren weiß, was er dazu braucht: Coraggio! Mit „Pinocchios Abenteuer“ schrieb der berühmte italienische Autor Carlo Collodi, der 2026 seinen 200. Geburtstag feiert, einen Kinderbuchklassiker über das Menschsein, das Sich-Verlieren und Wiederfinden und die Kraft der Magie. Das erfolgreiche Wiener Theaterduo Nils Strunk und Lukas Schrenk verwandelt den Erziehungsroman in ein liebevolles zeitgenössisches Theaterstück mit Musik. In ihren Kompositionen zitieren sie charmant und witzig italienische Operarien und Evergreens im Italo-Pop Stil. Regisseurin Verena Holztrattner, die bereits sensibel das Klassenzimmerstück „Dschabber“ an den Vereinigten Bühnen Bozen inszeniert hat, wird das Kindsein humorvoll und sprachverspielt auf der Bühne feiern. mit Coco Brell René Dalla Costa Justus Henke Lukas Lobis Regie Verena Holztrattner

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Mercoledì, 02 Dic 2026 20:30

Commedia (con musica) transanimalista e transalpina Aldo e Giuliana, esseri umani di montagna. Giuliana diventa ragioniera per talento, mentre Aldo, allevatore e cacciatore, si immedesima negli animali, uccidendo solo ciò che è necessario all’ecosistema. Sposati, la loro quotidianità viene scossa quando un orso divora alcune delle bestie di Aldo. È qui che prende forma L’invidia dell’orso: Aldo invidia la forza, l’impulsività e la libertà dell’animale, capace di dormire per mesi e poi risorgere. Angela Demattè, trentina d’origine, ha scritto questo spettacolo osservando il delicato rapporto tra comunità alpine e orsi, la cui presenza in Trentino è passata da dieci esemplari reintrodotti nel 1999 a circa 120 oggi, creando dibattiti e polemiche. Sul palco, un coro di canti alpini accompagna i protagonisti, tessendo memoria, tradizione e solidarietà: un legame invisibile che ricorda ai due che, anche nei momenti più difficili, non sono mai soli. di Angela Dematté regia Alice Sinigaglia con Giuliano Comin e Angela Dematté scene e costumi Rubidori Puddu-Manshaft musiche Federica Furlani e con Coro Ana Piani produzione Teatro Stabile di Bolzano

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Martedì, 01 Dic 2026 17:00-

von Lukas Schrenk, Nils Strunk und Henry Jimenenz Morales nach Carlo Collodi für alle ab 6 Jahren „Ich will lieber ein Kind sein“, ruft das Holzstück, das Geppetto gerade zu einem Tisch verarbeiten möchte. Aber wie soll das gehen? Naja, höchstens eine Puppe könnte der Tischler daraus schnitzen. Aber was wird dann aus seinem Lohn? Das Holzstück lässt nicht locker und Geppetto erschafft „Pinocchio“, ein wahres Meisterwerk. Auch wenn dieses schelmische Kerlchen alles durcheinanderbringt, schließt Geppetto es sofort ins Herz, bringt ihm das Laufen bei und schickt es in die Schule. Pinocchios Neugier führt ihn aber hinaus in die Welt, wo er lernt, dass Fuchse und Katzen nicht immer ehrlich sind und dass Lügen lange Nasen haben. Im Spielzeugland sehnt er sich so sehr nach seinem Papa, dass er beschließt, ihn zu suchen. Nur gut, dass die Fee mit den blauen Haaren weiß, was er dazu braucht: Coraggio! Mit „Pinocchios Abenteuer“ schrieb der berühmte italienische Autor Carlo Collodi, der 2026 seinen 200. Geburtstag feiert, einen Kinderbuchklassiker über das Menschsein, das Sich-Verlieren und Wiederfinden und die Kraft der Magie. Das erfolgreiche Wiener Theaterduo Nils Strunk und Lukas Schrenk verwandelt den Erziehungsroman in ein liebevolles zeitgenössisches Theaterstück mit Musik. In ihren Kompositionen zitieren sie charmant und witzig italienische Operarien und Evergreens im Italo-Pop Stil. Regisseurin Verena Holztrattner, die bereits sensibel das Klassenzimmerstück „Dschabber“ an den Vereinigten Bühnen Bozen inszeniert hat, wird das Kindsein humorvoll und sprachverspielt auf der Bühne feiern. mit Coco Brell René Dalla Costa Justus Henke Lukas Lobis Regie Verena Holztrattner

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Lunedì, 30 Nov 2026 20:30

Commedia (con musica) transanimalista e transalpina Aldo e Giuliana, esseri umani di montagna. Giuliana diventa ragioniera per talento, mentre Aldo, allevatore e cacciatore, si immedesima negli animali, uccidendo solo ciò che è necessario all’ecosistema. Sposati, la loro quotidianità viene scossa quando un orso divora alcune delle bestie di Aldo. È qui che prende forma L’invidia dell’orso: Aldo invidia la forza, l’impulsività e la libertà dell’animale, capace di dormire per mesi e poi risorgere. Angela Demattè, trentina d’origine, ha scritto questo spettacolo osservando il delicato rapporto tra comunità alpine e orsi, la cui presenza in Trentino è passata da dieci esemplari reintrodotti nel 1999 a circa 120 oggi, creando dibattiti e polemiche. Sul palco, un coro di canti alpini accompagna i protagonisti, tessendo memoria, tradizione e solidarietà: un legame invisibile che ricorda ai due che, anche nei momenti più difficili, non sono mai soli. di Angela Dematté regia Alice Sinigaglia con Giuliano Comin e Angela Dematté scene e costumi Rubidori Puddu-Manshaft musiche Federica Furlani e con Coro Ana Piani produzione Teatro Stabile di Bolzano

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Venerdì, 27 Nov 2026 20:30

Commedia (con musica) transanimalista e transalpina Aldo e Giuliana, esseri umani di montagna. Giuliana diventa ragioniera per talento, mentre Aldo, allevatore e cacciatore, si immedesima negli animali, uccidendo solo ciò che è necessario all’ecosistema. Sposati, la loro quotidianità viene scossa quando un orso divora alcune delle bestie di Aldo. È qui che prende forma L’invidia dell’orso: Aldo invidia la forza, l’impulsività e la libertà dell’animale, capace di dormire per mesi e poi risorgere. Angela Demattè, trentina d’origine, ha scritto questo spettacolo osservando il delicato rapporto tra comunità alpine e orsi, la cui presenza in Trentino è passata da dieci esemplari reintrodotti nel 1999 a circa 120 oggi, creando dibattiti e polemiche. Sul palco, un coro di canti alpini accompagna i protagonisti, tessendo memoria, tradizione e solidarietà: un legame invisibile che ricorda ai due che, anche nei momenti più difficili, non sono mai soli. di Angela Dematté regia Alice Sinigaglia con Giuliano Comin e Angela Dematté scene e costumi Rubidori Puddu-Manshaft musiche Federica Furlani e con Coro Ana Piani produzione Teatro Stabile di Bolzano

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Giovedì, 26 Nov 2026 20:30

Commedia (con musica) transanimalista e transalpina Aldo e Giuliana, esseri umani di montagna. Giuliana diventa ragioniera per talento, mentre Aldo, allevatore e cacciatore, si immedesima negli animali, uccidendo solo ciò che è necessario all’ecosistema. Sposati, la loro quotidianità viene scossa quando un orso divora alcune delle bestie di Aldo. È qui che prende forma L’invidia dell’orso: Aldo invidia la forza, l’impulsività e la libertà dell’animale, capace di dormire per mesi e poi risorgere. Angela Demattè, trentina d’origine, ha scritto questo spettacolo osservando il delicato rapporto tra comunità alpine e orsi, la cui presenza in Trentino è passata da dieci esemplari reintrodotti nel 1999 a circa 120 oggi, creando dibattiti e polemiche. Sul palco, un coro di canti alpini accompagna i protagonisti, tessendo memoria, tradizione e solidarietà: un legame invisibile che ricorda ai due che, anche nei momenti più difficili, non sono mai soli. di Angela Dematté regia Alice Sinigaglia con Giuliano Comin e Angela Dematté scene e costumi Rubidori Puddu-Manshaft musiche Federica Furlani e con Coro Ana Piani produzione Teatro Stabile di Bolzano

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Mercoledì, 25 Nov 2026 17:00-

von Lukas Schrenk, Nils Strunk und Henry Jimenenz Morales nach Carlo Collodi für alle ab 6 Jahren „Ich will lieber ein Kind sein“, ruft das Holzstück, das Geppetto gerade zu einem Tisch verarbeiten möchte. Aber wie soll das gehen? Naja, höchstens eine Puppe könnte der Tischler daraus schnitzen. Aber was wird dann aus seinem Lohn? Das Holzstück lässt nicht locker und Geppetto erschafft „Pinocchio“, ein wahres Meisterwerk. Auch wenn dieses schelmische Kerlchen alles durcheinanderbringt, schließt Geppetto es sofort ins Herz, bringt ihm das Laufen bei und schickt es in die Schule. Pinocchios Neugier führt ihn aber hinaus in die Welt, wo er lernt, dass Fuchse und Katzen nicht immer ehrlich sind und dass Lügen lange Nasen haben. Im Spielzeugland sehnt er sich so sehr nach seinem Papa, dass er beschließt, ihn zu suchen. Nur gut, dass die Fee mit den blauen Haaren weiß, was er dazu braucht: Coraggio! Mit „Pinocchios Abenteuer“ schrieb der berühmte italienische Autor Carlo Collodi, der 2026 seinen 200. Geburtstag feiert, einen Kinderbuchklassiker über das Menschsein, das Sich-Verlieren und Wiederfinden und die Kraft der Magie. Das erfolgreiche Wiener Theaterduo Nils Strunk und Lukas Schrenk verwandelt den Erziehungsroman in ein liebevolles zeitgenössisches Theaterstück mit Musik. In ihren Kompositionen zitieren sie charmant und witzig italienische Operarien und Evergreens im Italo-Pop Stil. Regisseurin Verena Holztrattner, die bereits sensibel das Klassenzimmerstück „Dschabber“ an den Vereinigten Bühnen Bozen inszeniert hat, wird das Kindsein humorvoll und sprachverspielt auf der Bühne feiern. mit Coco Brell René Dalla Costa Justus Henke Lukas Lobis Regie Verena Holztrattner

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Martedì, 24 Nov 2026 20:30

Commedia (con musica) transanimalista e transalpina Aldo e Giuliana, esseri umani di montagna. Giuliana diventa ragioniera per talento, mentre Aldo, allevatore e cacciatore, si immedesima negli animali, uccidendo solo ciò che è necessario all’ecosistema. Sposati, la loro quotidianità viene scossa quando un orso divora alcune delle bestie di Aldo. È qui che prende forma L’invidia dell’orso: Aldo invidia la forza, l’impulsività e la libertà dell’animale, capace di dormire per mesi e poi risorgere. Angela Demattè, trentina d’origine, ha scritto questo spettacolo osservando il delicato rapporto tra comunità alpine e orsi, la cui presenza in Trentino è passata da dieci esemplari reintrodotti nel 1999 a circa 120 oggi, creando dibattiti e polemiche. Sul palco, un coro di canti alpini accompagna i protagonisti, tessendo memoria, tradizione e solidarietà: un legame invisibile che ricorda ai due che, anche nei momenti più difficili, non sono mai soli. di Angela Dematté regia Alice Sinigaglia con Giuliano Comin e Angela Dematté scene e costumi Rubidori Puddu-Manshaft musiche Federica Furlani e con Coro Ana Piani produzione Teatro Stabile di Bolzano

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Sabato, 21 Nov 2026 17:00-
L'evento si tiene dal 21 Nov 2026 al 20 Dic 2026

von Lukas Schrenk, Nils Strunk und Henry Jimenenz Morales nach Carlo Collodi für alle ab 6 Jahren „Ich will lieber ein Kind sein“, ruft das Holzstück, das Geppetto gerade zu einem Tisch verarbeiten möchte. Aber wie soll das gehen? Naja, höchstens eine Puppe könnte der Tischler daraus schnitzen. Aber was wird dann aus seinem Lohn? Das Holzstück lässt nicht locker und Geppetto erschafft „Pinocchio“, ein wahres Meisterwerk. Auch wenn dieses schelmische Kerlchen alles durcheinanderbringt, schließt Geppetto es sofort ins Herz, bringt ihm das Laufen bei und schickt es in die Schule. Pinocchios Neugier führt ihn aber hinaus in die Welt, wo er lernt, dass Fuchse und Katzen nicht immer ehrlich sind und dass Lügen lange Nasen haben. Im Spielzeugland sehnt er sich so sehr nach seinem Papa, dass er beschließt, ihn zu suchen. Nur gut, dass die Fee mit den blauen Haaren weiß, was er dazu braucht: Coraggio! Mit „Pinocchios Abenteuer“ schrieb der berühmte italienische Autor Carlo Collodi, der 2026 seinen 200. Geburtstag feiert, einen Kinderbuchklassiker über das Menschsein, das Sich-Verlieren und Wiederfinden und die Kraft der Magie. Das erfolgreiche Wiener Theaterduo Nils Strunk und Lukas Schrenk verwandelt den Erziehungsroman in ein liebevolles zeitgenössisches Theaterstück mit Musik. In ihren Kompositionen zitieren sie charmant und witzig italienische Operarien und Evergreens im Italo-Pop Stil. Regisseurin Verena Holztrattner, die bereits sensibel das Klassenzimmerstück „Dschabber“ an den Vereinigten Bühnen Bozen inszeniert hat, wird das Kindsein humorvoll und sprachverspielt auf der Bühne feiern. mit Coco Brell René Dalla Costa Justus Henke Lukas Lobis Regie Verena Holztrattner

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Venerdì, 20 Nov 2026 20:45

Perché proprio il Campiello? Ci piace immensamente il Goldoni popolare ed il Goldoni reazionario-aristocratico, alla vigilia della sua partenza per Parigi. Il testo è straordinario e pieno d’amore per il popolo povero e senza carnevali in un giorno di carnevale, un testo di grande umanità e tenerezza. Volevamo inoltre dare spazio ai nostri attori giovani e lavorare sull’immedesimazione, quella faticosissima disciplina che differenzia l’interpretare dall’essere. Il Campiello come ben spiega Strehler parla di un rapporto sociale ed etnico consolidato da una parte e stranieri (nobili o semi nobili “foresti”) dall’altra, dove vinceranno i popolani respingendo l’intruso o meglio, gli intrusi, che possono vivere con loro solo per poco, il campiello è del popolo, appartiene alle loro famiglie senza padri, famiglie matriarcali dove le giovani non possono stare in strada, devono stare ai loro balconi. La strada è permessa per il gioco o per qualche colloquio intimo e solo se accompagnate. La strada è dei maschi e delle madri. Sono le regole del tempo e del campiello e non vi è possibilità di cambiamento, la rottura di tali regole farà infatti nascere la prima baruffa tra due famiglie e nasceranno gelosie. Compagnia Teatrale “SOGGETTI SMARRITI” a.p.s. – Treviso Commedia in due atti in dialetto veneziano Durata 90 minuti Adattamento e Regia di Mariarosa Maniscalco

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Mercoledì, 18 Nov 2026 20:30

Ironico, polemico e politico. Da decenni Roberto Castello è artista di punta della danza contemporanea italiana. Con Mbira procede nel suo cammino sul terreno dei temi sociali, delle battaglie civili additando volenterosamente ciò che va storto. Mbira è un concerto per due danzatrici, due musicisti e un regista che – utilizzando musica, danza e parola – analizza il complesso rapporto fra la nostra cultura e quella africana. Mbira è il nome di uno strumento musicale dello Zimbabwe ma anche il nome della musica tradizionale che con questo strumento si produce. Mbira, inoltre, è il nome di una importante festa della tradizione del popolo Shona, la principale etnia dello Zimbabwe, in cui si canta e balla. Mbira è però anche il titolo di una composizione musicale del 1981 intorno alla quale è nata una controversia che ben rappresenta l’estrema problematicità e complessità dell’intrico culturale e morale che caratterizza i rapporti fra Africa ed Europa. Una parola intorno a cui si intreccia una sorprendente quantità di storie, musiche, balli, feste e riflessioni su arte e cultura che fanno da trama ad uno spettacolo che, combinando stili e forme, partiture minuziose e improvvisazioni, scrittura e oralità, contemplazione e gioco, ha come inevitabile epilogo una festa. Finalista Premio UBU 2019 “Migliore spettacolo di Danza” coreografia e regia Roberto Castello musiche Marco Zanotti, Zam Moustapha Dembélé testi Renato Sarti, Roberto Castello con la preziosa collaborazione di Andrea Cosentino interpreti Ilenia Romano, Giselda Ranieri, Erica Bravini (Danza, Voce), Marco Zanotti (Percussioni, Limba), Zam Moustapha Dembélé (Kora, Tamanì, Voce, Balafon), Roberto Castello produzione ALDES - Teatro della Cooperativa con il sostegno di MiC - Direzione Generale Spettacolo dal vivo, Regione Toscana - Sistema Regionale dello Spettacolo, Romaeuropa Festival media partner NIGRIZIA ALDES sostiene l'opera di informazione critica della rivista Nigrizia, cui vanno i proventi della vendita delle t-shirt dello spettacolo un ringraziamento a Cooperativa Sociale Odissea durata 60 minuti

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Mercoledì, 18 Nov 2026 20:00-
L'evento si tiene dal 18 Nov 2026 al 22 Nov 2026

Un anziano professore aspetta nella sua stanza l’arrivo del proprio figlio, che lo accompagnerà nella casa di riposo dove ha scelto di stabilirsi, per lasciare più spazio ai nipoti. Durante l’attesa, densa d’inquietudine e malinconia, dialoga con il ricordo della moglie, morta molti anni prima. È una conversazione ricca di tenerezze, memorie e di struggenti verità: la vecchiaia, la paura della morte, la fredda prospettiva dell’ospizio, dove poi il protagonista si arrenderà allo scorrere del tempo e della vita. Scritto nei primi anni Novanta, tradotto e pubblicato in molte lingue e rappresentato in più di 20 Paesi, Le ultime lune di Furio Bordon è un capolavoro, considerato un vero classico. La sua scrittura potente, raffinata, ironica e vera conduce in un universo palpitante di tensioni, di dinamiche familiari e intime, tutte condivisibili. Interpretato per la prima volta nel 1995 da un memorabile Marcello Mastroianni, è ora Alessandro Haber, sotto la guida di Paolo Valerio, ad affrontare in modo poetico, ma anche dolorosamente sincero, del tema della fragilità della vecchiaia. di Furio Bordon con Alessandro Haber regia Paolo Valerio produzione Il Rossetti Teatro Stabile Del Friuli Venezia Giulia, Goldenart Production

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Theatre
Martedì, 17 Nov 2026 20:30

Ironico, polemico e politico. Da decenni Roberto Castello è artista di punta della danza contemporanea italiana. Con Mbira procede nel suo cammino sul terreno dei temi sociali, delle battaglie civili additando volenterosamente ciò che va storto. Mbira è un concerto per due danzatrici, due musicisti e un regista che – utilizzando musica, danza e parola – analizza il complesso rapporto fra la nostra cultura e quella africana. Mbira è il nome di uno strumento musicale dello Zimbabwe ma anche il nome della musica tradizionale che con questo strumento si produce. Mbira, inoltre, è il nome di una importante festa della tradizione del popolo Shona, la principale etnia dello Zimbabwe, in cui si canta e balla. Mbira è però anche il titolo di una composizione musicale del 1981 intorno alla quale è nata una controversia che ben rappresenta l’estrema problematicità e complessità dell’intrico culturale e morale che caratterizza i rapporti fra Africa ed Europa. Una parola intorno a cui si intreccia una sorprendente quantità di storie, musiche, balli, feste e riflessioni su arte e cultura che fanno da trama ad uno spettacolo che, combinando stili e forme, partiture minuziose e improvvisazioni, scrittura e oralità, contemplazione e gioco, ha come inevitabile epilogo una festa. Finalista Premio UBU 2019 “Migliore spettacolo di Danza” coreografia e regia Roberto Castello musiche Marco Zanotti, Zam Moustapha Dembélé testi Renato Sarti, Roberto Castello con la preziosa collaborazione di Andrea Cosentino interpreti Ilenia Romano, Giselda Ranieri, Erica Bravini (Danza, Voce), Marco Zanotti (Percussioni, Limba), Zam Moustapha Dembélé (Kora, Tamanì, Voce, Balafon), Roberto Castello produzione ALDES - Teatro della Cooperativa con il sostegno di MiC - Direzione Generale Spettacolo dal vivo, Regione Toscana - Sistema Regionale dello Spettacolo, Romaeuropa Festival media partner NIGRIZIA ALDES sostiene l'opera di informazione critica della rivista Nigrizia, cui vanno i proventi della vendita delle t-shirt dello spettacolo un ringraziamento a Cooperativa Sociale Odissea durata 60 minuti

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Theatre
Lunedì, 16 Nov 2026 20:30

Ironico, polemico e politico. Da decenni Roberto Castello è artista di punta della danza contemporanea italiana. Con Mbira procede nel suo cammino sul terreno dei temi sociali, delle battaglie civili additando volenterosamente ciò che va storto. Mbira è un concerto per due danzatrici, due musicisti e un regista che – utilizzando musica, danza e parola – analizza il complesso rapporto fra la nostra cultura e quella africana. Mbira è il nome di uno strumento musicale dello Zimbabwe ma anche il nome della musica tradizionale che con questo strumento si produce. Mbira, inoltre, è il nome di una importante festa della tradizione del popolo Shona, la principale etnia dello Zimbabwe, in cui si canta e balla. Mbira è però anche il titolo di una composizione musicale del 1981 intorno alla quale è nata una controversia che ben rappresenta l’estrema problematicità e complessità dell’intrico culturale e morale che caratterizza i rapporti fra Africa ed Europa. Una parola intorno a cui si intreccia una sorprendente quantità di storie, musiche, balli, feste e riflessioni su arte e cultura che fanno da trama ad uno spettacolo che, combinando stili e forme, partiture minuziose e improvvisazioni, scrittura e oralità, contemplazione e gioco, ha come inevitabile epilogo una festa. Finalista Premio UBU 2019 “Migliore spettacolo di Danza” coreografia e regia Roberto Castello musiche Marco Zanotti, Zam Moustapha Dembélé testi Renato Sarti, Roberto Castello con la preziosa collaborazione di Andrea Cosentino interpreti Ilenia Romano, Giselda Ranieri, Erica Bravini (Danza, Voce), Marco Zanotti (Percussioni, Limba), Zam Moustapha Dembélé (Kora, Tamanì, Voce, Balafon), Roberto Castello produzione ALDES - Teatro della Cooperativa con il sostegno di MiC - Direzione Generale Spettacolo dal vivo, Regione Toscana - Sistema Regionale dello Spettacolo, Romaeuropa Festival media partner NIGRIZIA ALDES sostiene l'opera di informazione critica della rivista Nigrizia, cui vanno i proventi della vendita delle t-shirt dello spettacolo un ringraziamento a Cooperativa Sociale Odissea durata 60 minuti

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Theatre
Sabato, 07 Nov 2026 19:30-
L'evento si tiene dal 07 Nov 2026 al 15 Nov 2026

von Simon Stephens nach Anton Tschechows „Onkel Wanja“ Deutsch von Barbara Christ Vanya trauert, um seine verstorbene Schwester, um sein vertanes Leben als Gutsverwalter in der Provinz, um seine vergebliche Liebe zu der mythisch schönen Helena, der jungen Frau seines schlecht alternden Schwagers Alexander. Als Alexander nach dem Karriereaus in der Großstadt zurück auf den Hof seiner Tochter Sonja kehrt, bricht die Sehnsucht aus: Sonja will den ehemals gutaussehenden Arzt und Waldfanaten Michael. Michael will Helena, die junge Frau des bankrotten Alexander. Alexander will den Hof seiner Tochter Sonja verkaufen. Und Vanya? Vanya will Alexander erschießen. In der provinziellen Enge träumen Tschechows Figuren voneinander und leben doch im Zeichen des Verzichts. Gibt es das noch, das Glück einer realen Begegnung? Simon Stephens radikal-lyrische Adaption von Tschechows modernem Klassiker – ein Schauspieler spielt alle Figuren – schlägt den Bogen von den gesellschaftlichen Zersetzungsprozessen Ende des 19. Jahrhunderts zu der Verlust-Epoche Gegenwart. Das Solo, inszeniert von Rudolf Frey, setzt seinen Spieler – einsam – in die Mitte einer sich immer weiter vereinzelnden und parasozial vereinsamenden Gesellschaft. Der junge Südtiroler Schauspieler Fabian Mair Mitterer verleiht der Tschechowschen Welt mit ihren grassierenden FOMO- und No-Future-Gefühlen ein zeitgenössisches, tragikomisches Gesicht. mit Fabian Mair Mitterer Regie Rudolf Frey

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Theatre
Venerdì, 30 Ott 2026 20:45

Filo “R.A.L. ” – Ville d’Anaunia TN Un matrimonio logoro, una suocera ingombrante, una vicina di casa con le visioni... sono ciò che spinge Arturo ad una drastica decisione: farla finita! D’accordo con l’amico e complice Giacomo, decide di mettere in scena la sua morte. Ma i piani di Arturo vengono scombinati da strambi personaggi che inaspettatamente si presentano in casa sua. Una commedia divertente e vivace che vi farà morire dalle risate. Commedia brillante in tre atti - Autore Luciano Lunghi Adattamento al dialetto trentino e Regia a cura della Filodrammatica R.A.L. La Filodrammatica “R.A.L. ” – Ville d’Anaunia (TN)

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Theatre
Venerdì, 30 Ott 2026 20:30

Tutti gli uomini che non sono ripercorre l’incredibile storia realmente accaduta delle trasformazioni di Paolo Calabresi in personaggi realmente esistenti. Molti ricordano la straordinaria performance del falso Nicolas Cage, accolto allo stadio con tutti gli onori dal presidente del Milan, ma ci furono anche John Turturro, Marilyn Manson, un capo africano e persino un cardinale. Performance impressionanti che però nascono in conseguenza di alcuni eventi traumatici che Calabresi ha subito nel giro di poche settimane, e da cui è uscito attraverso un uso “improprio” del suo mestiere di attore. Una serie di operazioni che ha finito per coinvolgere la sua vita privata investendo la sua numerosa famiglia, e in particolare la relazione con la moglie, figura fondamentale interpretata da Carolina Di Domenico. Una commedia-verità, di una comicità a tratti esilarante, che ha l'ambizione di sviluppare delle tematiche complesse filtrandole attraverso la costante lente dell'ironia, ma soprattutto una riflessione su quella che percepiamo come “identità”. tratto dal libro omonimo di Paolo Calabresi con Paolo Calabresi e Carolina Di Domenico scritto e diretto da Paolo Calabresi scene Roberto Crea luci Marco D'Amelio progetto video Carmine Acconcia costumi Alessandro Lai produzione Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo durata 90 minuti circa

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Theatre
Giovedì, 29 Ott 2026 20:30

Tutti gli uomini che non sono ripercorre l’incredibile storia realmente accaduta delle trasformazioni di Paolo Calabresi in personaggi realmente esistenti. Molti ricordano la straordinaria performance del falso Nicolas Cage, accolto allo stadio con tutti gli onori dal presidente del Milan, ma ci furono anche John Turturro, Marilyn Manson, un capo africano e persino un cardinale. Performance impressionanti che però nascono in conseguenza di alcuni eventi traumatici che Calabresi ha subito nel giro di poche settimane, e da cui è uscito attraverso un uso “improprio” del suo mestiere di attore. Una serie di operazioni che ha finito per coinvolgere la sua vita privata investendo la sua numerosa famiglia, e in particolare la relazione con la moglie, figura fondamentale interpretata da Carolina Di Domenico. Una commedia-verità, di una comicità a tratti esilarante, che ha l'ambizione di sviluppare delle tematiche complesse filtrandole attraverso la costante lente dell'ironia, ma soprattutto una riflessione su quella che percepiamo come “identità”. tratto dal libro omonimo di Paolo Calabresi con Paolo Calabresi e Carolina Di Domenico scritto e diretto da Paolo Calabresi scene Roberto Crea luci Marco D'Amelio progetto video Carmine Acconcia costumi Alessandro Lai produzione Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo durata 90 minuti circa

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Theatre
Martedì, 27 Ott 2026 20:30

Tutti gli uomini che non sono ripercorre l’incredibile storia realmente accaduta delle trasformazioni di Paolo Calabresi in personaggi realmente esistenti. Molti ricordano la straordinaria performance del falso Nicolas Cage, accolto allo stadio con tutti gli onori dal presidente del Milan, ma ci furono anche John Turturro, Marilyn Manson, un capo africano e persino un cardinale. Performance impressionanti che però nascono in conseguenza di alcuni eventi traumatici che Calabresi ha subito nel giro di poche settimane, e da cui è uscito attraverso un uso “improprio” del suo mestiere di attore. Una serie di operazioni che ha finito per coinvolgere la sua vita privata investendo la sua numerosa famiglia, e in particolare la relazione con la moglie, figura fondamentale interpretata da Carolina Di Domenico. Una commedia-verità, di una comicità a tratti esilarante, che ha l'ambizione di sviluppare delle tematiche complesse filtrandole attraverso la costante lente dell'ironia, ma soprattutto una riflessione su quella che percepiamo come “identità”. tratto dal libro omonimo di Paolo Calabresi con Paolo Calabresi e Carolina Di Domenico scritto e diretto da Paolo Calabresi scene Roberto Crea luci Marco D'Amelio progetto video Carmine Acconcia costumi Alessandro Lai produzione Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo durata 90 minuti circa

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Theatre
Martedì, 20 Ott 2026 20:00-
L'evento si tiene dal 20 Ott 2026 al 25 Ott 2026

Lunetta Savino è la protagonista di Madre Courage e i suoi figli di Bertolt Brecht, nella nuova rilettura di Leo Muscato. Un capolavoro del Novecento riportato alla sua natura più autentica: popolare, emotivo, dialettico, abbagliante. «Questo nuovo allestimento parte da una verità semplice e brutale: Brecht non racconta una donna travolta dalla guerra, ma una donna che vive grazie alla guerra. Una sopravvissuta amorale, attraversata da un’energia feroce e vitale. Courage non è un’eroina: è una mercante che tratta il conflitto come un mercato. È per questo che ci riguarda ancora» scrive Muscato. Scivolosa, contraddittoria, inafferrabile: per questo Madre Courage è umana. In lei convivono la madre che sopravvive nel sistema che la divora, l’individuo che non impara, chi specula nelle crisi e chi vive nell’emergenza permanente. Uno spazio scenico essenziale, senza protezioni, per un teatro in cui tutto viene evocato è il terreno ideale perché lo straniamento brechtiano torni vivo. Il cuore visivo dello spettacolo è il carro con cui Madre Courage segue gli eserciti – i suoi principali clienti – durante l’eterno conflitto: un oggetto reale, un corpo parallelo, il termometro della sua vita. «Scena dopo scena si trasforma, crescendo, collassando, tornando scheletro e delineando in questo modo un viaggio epico dentro il viaggio della protagonista […].» La musica suonata e cantata dal vivo ha un ruolo centrale. Brecht voleva canzoni «come una sveglia stonata», dure e sentimentali insieme. «Noi proponiamo una nuova partitura contemporanea, più rock che militare, che non si limita ad accompagnare l’azione ma la interrompe, la spacca, la illumina» prosegue Muscato «La scena avrà la forza di un concerto: luce, suono e corpi in un impatto frontale con il pubblico. Il nostro spettacolo non vuole offrire una lezione, ma un’esperienza: un’energia che esplode, un viaggio feroce attraverso l’Europa devastata del Seicento e il nostro presente. Un teatro che non consola, ma che tiene lo spettatore incollato alla scena e gli sbatte in faccia la complessità del presente». Per gli/le abbonati/e di Merano, Bressanone, Vipiteno e Brunico è riservata l'anteprima di martedì 20 ottobre h. 19.30 con servizio pullman gratuito fino a esaurimento posti e solo su prenotazione via messaggio WhatsApp al numero 3666311044 Per gli/le abbonati/e della Bassa Atesina in abbonamento la recita di domenica 25 ottobre h. 16.00 con servizio pullman gratuito fino a esaurimento posti e solo su prenotazione via messaggio WhatsApp al numero 3666311044 di Bertolt Brecht con Lunetta Savino e cast in definizione regia Leo Muscato scene Andrea Belli costumi Margherita Baldoni luci Alessandro Verazzi produzione Teatro Stabile di Bolzano, Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale

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Music
Sabato, 17 Ott 2026 20:00

Il successo dei German Brass è dovuto al loro sound. Pionieri tra gli ensemble di ottoni, i German Brass non solo hanno scritto la storia della musica sin dalla loro fondazione nel 1974, ma continuano ancora oggi la loro storia di successo. I dieci fiati solisti e professori universitari si distinguono per la loro capacità di creare senza compromessi il sound genuino del loro ensemble, ritrovandolo e reinventandolo in ogni concerto e in ogni registrazione Il suono viene celebrato da German Brass, diventando così un'esperienza per il pubblico. Da quando le celebrazioni per Johann Sebastian Bach, l'ispiratore del leggendario suono German Brass, hanno portato nel 1984 alla formazione definitiva con dieci fiati, German Brass si esibisce in questa formazione. Da tempo la musica da camera per ottoni è diventata una componente fissa e scontata della vita concertistica nazionale e internazionale, e German Brass ha mantenuto la sua reputazione di pioniere in tutti questi decenni. Gli arrangiamenti di Mathias Höfs e Alexander Erbrich-Crawford, appositamente studiati per le eccellenti prestazioni artistiche e tecniche dei membri dell'ensemble

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Music
Venerdì, 16 Ott 2026 20:00

All'età di sei anni Matthias Höfs dichiara che la tromba è “il suo strumento, perché è così bella e brillante”. Appena diciottenne diventa trombettista solista della Philharmonisches Staatsorchester Hamburg. Per 16 anni si gode l'affascinante mondo dell'opera. Allo stesso tempo, Höfs diventa membro dell'ensemble GERMAN BRASS, con il quale riscuote successo in tutto il mondo. Fin dal primo concerto dell'ensemble nel 1985, scrive per sé e per i suoi colleghi arrangiamenti “su misura” che ispirano il mondo degli ottoni in modo innovativo, duraturo e trasversale ai generi. Con il suo spirito pionieristico musicale, Matthias Höfs amplia continuamente gli orizzonti del suo strumento, sia attraverso la stretta collaborazione con compositori che traggono ispirazione dal suo incomparabile virtuosismo e dalla sua voglia di sperimentare, sia come “ambasciatore della tromba” nella sua terra natale, lo Schleswig-Holstein, sia attraverso la collaborazione pluriennale con i costruttori di strumenti Max e Heinrich Thein. Matthias Höfs trasmette la sua passione per lo strumento anche ai suoi studenti, che dal 2000 insegna con grande impegno come professore all'Università di Musica e Teatro. Oltre alla sua vasta attività concertistica come solista e musicista da camera, Höfs ha prodotto finora numerosi CD da solista. Con GERMAN BRASS ha inoltre all'attivo più di 20 registrazioni su CD. Nell'ottobre 2016 GERMAN BRASS ha ricevuto il premio tedesco ECHO Klassik, uno dei più alti riconoscimenti per musicisti nazionali e internazionali. Michael Schöch è uno dei pochi musicisti che padroneggiano allo stesso modo e al massimo livello sia il repertorio pianistico che quello organistico. Con il primo premio al Concorso Internazionale di Musica dell'ARD nella categoria organo, un riconoscimento assegnato per la prima volta dopo 40 anni, ha iniziato una carriera che lo ha portato in importanti sale da concerto come la Berliner Philharmonie, la Berliner Konzerthaus, il Konzerthaus di Vienna, il Musikverein di Vienna, il KKL di Lucerna, il Gewandhaus di Lipsia, la Philharmonie im Gasteig di Monaco, la Herkulessaal di Monaco, la Semperoper di Dresda e chiese come le cattedrali di Riga, Passau, Merseburg, Magonza e Spira. Come solista ha suonato con orchestre rinomate come l'Orchestra Sinfonica della Radio Bavarese, l'Accademia di Vienna, l'Orchestra da camera di Stoccarda, l'Orchestra Sinfonica Tedesca di Berlino, la Camerata di Salisburgo, l'Orchestra dell'Accademia di St. Blasius, l'Orchestra di Stato di Kassel, l'Orchestra Sinfonica di Norimberga, l'Orchestra Sinfonica Tirolese di Innsbruck e l'Orchestra dell'Opéra di Rouen. Il lavoro di Michael Schöch è documentato in numerose registrazioni radiofoniche (tra cui ORF, BR, SWR, Deutschlandradio) e produzioni discografiche. Michael Schöch ha pubblicato finora 15 CD. Oltre a numerosi altri premi, ha vinto il primo premio al Concorso Pianistico Internazionale “Franz Schubert” a Ruse/Bulgaria, al Concorso Organistico Internazionale “August Everding” a Monaco di Baviera e al Concorso Musicale Internazionale dell'ADR 2011. Dal 2015 dirige la classe di organo al Conservatorio regionale tirolese di Innsbruck e dal 2024 è direttore artistico del Concorso Internazionale Paul Hofhaimer di Innsbruck.

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Kids
Venerdì, 16 Ott 2026 16:00-
L'evento si tiene dal 16 Ott 2026 al 18 Ott 2026

geschrieben und illustriert von Chris Naylor-Ballesteros aus dem Englischen von Uwe-Michael Gutzschhahn für Kinder zwischen 3 und 5 Jahren Eines Tages kommt ein fremdes, grünes Tier mit einem großen Koffer im Wald an. Der Vogel, der Hase und der Fuchs wundern sich. Wo kommt es her? Warum ist es voller Staub und Angst und Müdigkeit? Und vor allem: Was um Himmels willen ist in dem Koffer? Der Fremde setzt sich und erzählt: In dem Koffer sind eine Tasse und ein Tisch und ein Stuhl und eine Hütte mit Blick auf das Meer. Ein ganzes Zuhause in einem Koffer? Die Tiere werden misstrauisch und wollen um alles in der Welt die Wahrheit herausfinden. Chris Naylor-Ballesteros, geboren in Bradford (Großbritannien), Lieblingsfarbe Grün, ist Autor und Illustrator zahlreicher Kinderbücher, darunter „Der Koffer“ (2019). Die Regisseurin Naemi Friedmann, geboren in Thüringen, wird das Bilderbuch und seine grüne Hauptfigur mit Puppe, Musik und Spiel für die Bühne adaptieren. Das mobile Sitzkissenformat stellt sich mit einer hoffnungsfrohen Geschichte über Offenheit und Toleranz seinem jüngsten Publikum vor. mit Lotta Lechtenberg Almut Schäfer-Kubelka Regie Naemi Friedmann

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Theatre
Giovedì, 15 Ott 2026 20:30

(avannotti, sole Blu e la storia della giovane Saracinesca) Alessandro Bergonzoni torna in teatro con il suo nuovo spettacolo Arrivano i Dunque (avannotti, sole blu e la storia della giovane saracinesca). Un'asta dei pensieri alla ricerca del “miglior (s)offerente” per mettere all'incanto il verso delle cose. Tra arte e sorte, fiamminghi e piromani, van Gogh e Bangkok, bene e Mahler, sangue fuori mano e stigmate, stigmate e astigmatici, Dalì fino Allah, Bergonzoni cerca di ricreare, attraverso la sua inconfondibile scrittura comica, una realtà che non solo non ci basta più ma che possiamo/dobbiamo reinventare giorno per giorno alla ricerca di un futuro di pace assoluta e definitivamente più accogliente fino alle soglie di nuove percezioni e di altri significati. di e con Alessandro Bergonzoni scene Alessandro Bergonzoni regia Alessandro Bergonzoni e Riccardo Rodolfi produzione Teatro Carcano durata 90 minuti

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Music
Sabato, 10 Ott 2026 20:00

PRO BRASS non è semplicemente un ensemble di ottoni – è un'esperienza. Da oltre quattro decenni questa formazione d'eccezione entusiasma il pubblico con un'unica combinazione di virtuosismo tecnico, musicalità travolgente e presenza scenica ricca di umorismo. In PRO BRASS si riuniscono alcuni dei migliori ottoni d'Austria e non solo, tra cui membri di orchestre di fama internazionale come i Berliner Philharmoniker, i Wiener Philharmoniker, i Wiener Symphoniker, la WDR-Sinfonieorchester, la NDR-Radiophilharmonie, la RSO Wien, la Volksoper Wien e il Brucknerorchester Linz, nonché docenti universitari dell'Università delle Arti di Berlino, della Hochschule für Musik und Theater di Monaco, dell'Anton Bruckner Privatuniversität di Linz e della Gustav Mahler Privatuniversität di Klagenfurt. Ma cosa rende PRO BRASS così speciale? L'ensemble combina un'arte magistrale degli ottoni con composizioni proprie, arrangiamenti creativi e una affascinante varietà di stili. È l'unione di perfezione, gioia di suonare ed emozione musicale. A ciò si aggiunge il modo inimitabile con cui PRO BRASS costruisce i propri concerti: divertente, affascinante e ricco di sorprese. Chi c'è stato almeno una volta lo sa: qui la musica non viene solo suonata, ma celebrata. La varietà musicale e la creatività di PRO BRASS sono documentate in 13 CD, che catturano il suono inconfondibile e la musicalità visionaria dell'ensemble. SMILE Il sorriso è il collegamento più breve tra le persone – ed è proprio questo che Pro Brass dimostra musicalmente nel suo programma SMILE. Il sorriso ha molte sfaccettature. Può essere gioioso e spensierato, ma anche ironico, malinconico o persino provocatorio. Pro Brass accompagna il pubblico in un viaggio musicale che va dal sorriso malizioso all'allegria genuina, fino alla nostalgia agrodolce. Un programma concertistico pieno di sorprese, che tocca con ironia, charme e profondità. Un programma che ci unisce – e non ci lascia più. Una serata che invita allo stupore, alla risata e alla riflessione. Lasciati contagiare dalla magia della musica – e torna a casa con un sorriso! Nel nuovo programma SMILE il pubblico potrà godersi un repertorio variegato, ricco di melodie che toccano il cuore e l'anima. I classici intramontabili di Pro Brass si incontrano con scoperte preziose – musica che emoziona, incanta e unisce. Il brano che dà il nome al programma, SMILE di Charlie Chaplin, regala da generazioni speranza e fiducia – e porta anche questa sera il messaggio che, nonostante tutte le difficoltà, rimane sempre un sorriso, che accompagna il pubblico fino a casa. Garanzia di buonumore.

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Music
Sabato, 03 Ott 2026 20:00

La Brass Band R.E.T. riunisce ottoni di alto livello, che lavorano come musicisti d'orchestra professionisti e insegnanti di musica, nonché studenti di musica provenienti da tutto il Tirolo. Partecipando a concorsi nazionali e internazionali, questi ambiziosi musicisti desiderano migliorare continuamente la qualità del loro lavoro e farsi un nome anche a livello internazionale. Così, già nel 2014, anno della sua fondazione, l'ensemble, composto esclusivamente da musicisti tirolesi, ha vinto il primo concorso austriaco per brass band e ha rappresentato l'Austria a livello europeo. Andreas Lackner, direttore della R.E.T Brass Band, era entusiasta delle possibilità sonore e musicali offerte da una brass band. Quando, anni dopo, i membri fondatori della R.E.T. Andreas Lackner, Gerd Bachmann e Thomas Steinbrucker hanno tenuto un corso presso “El Sistema” in Venezuela, si è aggiunto il fascino dell'energia con cui bambini e giovani agivano e suonavano nel contesto orchestrale. Poco dopo è nata una brass band giovanile presso la scuola di musica di Innsbruck. Alcuni dei “ragazzi” sono diventati rapidamente molto bravi e dal 2014 ad oggi trovano nuove sfide musicali nella R.E.T. Brass Band.

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Art & Culture
Mercoledì, 30 Set 2026 18:30-20:30 | 00:30
L'evento si tiene dal 30 Set 2026 al 26 Mag 2027

Ziel und Inhalt: Als Lesekreis treffen wir uns regelmäßig, um über Bücher zu sprechen. Wir tauschen uns nicht nur über den Inhalt eines Werkes, sondern auch über die sprachliche Umsetzung sowie unterschiedliche Interpretationsmöglichkeiten aus. Gelesen wird dasselbe Werk, um sich anschließend über die eigene Leseerfahrung zu unterhalten. Jede*r Interessierte ist willkommen! Zielgruppe: Alle, die Freude am Lesen und am gemeinsamen Austausch haben Teilnehmerzahl: 4 - 12 Ort: Bildungshaus Jukas, Brixen Zeit: An folgenden Mittwochen, jeweils von 18.30 – ca. 20.30 Uhr: 30. September 26 25. November 26 27. Jänner 27 31. März 27 26. Mai 27 Treffleiter*in: Roberta Bortolotti, Brixen. Studium der Komparatistik, Germanistik sowie Anglistik/Amerikanistik in Innsbruck und Mancheste Beitrag: Der Treff ist kostenlos Anmeldung: erwünscht unter bildung@jukas.net

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Formation
Martedì, 29 Set 2026 18:00-20:00 | 00:30
L'evento si tiene dal 29 Set 2026 al 13 Ott 2026

Ziel und Inhalt: Für diese drei Abende nehmen wir uns ganz leichte Projekte vor und üben dabei Schritt für Schritt das Häkeln. Wir fertigen einen waschbaren Spüllappen und einen praktischen Topflappen an. Gleichzeitig lernen wir das Einmaleins des Häkelns kennen: Luftmaschen, feste Maschen, Kettmaschen, halbe und ganze Stäbchen, Doppelstäbchen sowie das Häkeln in Runden. Wer diese Grundlagen mal beherrscht, wird wohl bald weitere Ausflüge in die Häkelwelt wagen! Zielgruppe: Alle Anfänger*innen von 10 bis 99 Teilnehmerzahl: 3 - 5 Zeit: An folgenden Dienstagen, jeweils von 18.00 – 20.00 Uhr: 29. September 26 6. Oktober 26 13. Oktober 26 Mitzubringen: Einfarbiges Baumwollgarn oder Wolle für eine Nadelstärke von 3,5 – 5 und die entsprechende Häkelnadel; Schere; eine Nadel zum Vernähen Referent*in: Leni Leitgeb, Brixen. Pädagogische Leiterin im Bildungshaus Jukas, Erzählerin, häkelt gerne Beitrag: 45,00 € inkl. 22% Mwst. Anmeldeschluss: 22.09.2026

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Others
Domenica, 27 Set 2026 09:00-13:00 |

Internationale Sammlerbörse für Ansichtskarten, Briefmarken, Münzen, Briefe, Militaria, Heimatbelege, Aktien, Fotos, Ganzsachen, Heiligenbildchen, Tirolensien, Bücher, Grafik und Zubehör; mit Beratung. Eintritt frei

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Theatre
Sabato, 26 Set 2026 19:30-
L'evento si tiene dal 26 Set 2026 al 11 Ott 2026

nach dem Roman „Eva dorme“ von Francesca Melandri Theaterfassung von Anita Buchart und Ivan Fauri in deutscher und italienischer Sprache mit Übertiteln Als Eva einen Anruf bekommt, fährt sie mit dem Zug 1397 km von Südtirol nach Süditalien, um Vito noch ein Mal wiederzusehen, jenen Mann, der sie als Kind eine Zeitlang liebevoll „sisiduzza“ (Fünkchen) genannt hatte. Die Reise quer durch Italien wird zugleich eine Reise in die Vergangenheit. Eva taucht ein in die Geschichte ihrer Heimat Südtirol, die von Grenzen erzählt zwischen zwei Ländern, zwei Sprachen und zwei Kulturen. 1919 geht ein Riss durch das Land und langsam auch durch die Menschen, die wie Evas Großvater Hermann plötzlich ihrer Sprache beraubt den Boden unter den Füßen verlieren. Widerstand macht sich breit und spaltet Familien und Sprachgruppen. Evas Mutter Gerda geht emanzipiert ihren eigenen Weg, kämpft dabei wie ihre Heimat um Autonomie und ringt um eine Liebe unabhängig von Herkunft und Sprache. Geblieben ist eine große Sehnsucht, die Mutter und Tochter verbindet und die einen Wunsch in sich birgt: Grenzen zu öffnen. Mit dem Roman „Eva schläft“ gelang der beliebten italienischen Autorin Francesca Melandri ein vielschichtiges Porträt Südtirols und seiner bewegenden Geschichte, die sich über Generationen in die Menschen eingeschrieben hat. Die renommierte Regisseurin und Künstlerische Leiterin des TEATA in der Gumpendorfer Straße in Wien Sara Ostertag versteht das Theater als Ort der Vielsprachigkeit und Multidisziplinarität. Mit einem feinen Gespür für Poesie inszeniert sie die Geschichte über Identitätssuche mehrsprachig, mit Musik, choreografischen Elementen und eindrücklichen Bildern. mit Andressa Miyazato Patrizia Pfeifer Brit Purwin Peter Schorn Paolo Tosin Regie Sara Ostertag

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Others
Sabato, 26 Set 2026 10:00-16:00 |
L'evento si tiene dal 26 Set 2026 al 27 Set 2026

Preparatevi a un evento culinario unico: La Festa dello Speck Alto Adige vi offrirà un'esperienza che non dimenticherete presto. Dal 26/09 al 27/09/2026 potrete intraprendere un piacevole viaggio nel mondo dello speck. La Festa dello Speck rende omaggio all'artigianato tradizionale della produzione dello speck in Alto Adige e presenta una delle specialità culinarie più tipiche della regione, ovvero l'originale speck altoatesino in diversi modi. Qui è possibile non solo conoscere i migliori produttori di speck della regione e assaggiare i loro prodotti, ma anche saperne di più sulla storia e sulla produzione dello speck. Non vediamo l'ora di darvi il benvenuto in questa esperienza culinaria unica! Le informazioni più importanti: - La Festa dello Speck Alto Adige inizia il 26 settembre 2026 alle ore 10.00. - La salita con gli impianti Kronplatz 2000 (da Riscone) e Olang 1+2 (da Valdaora/Gassl) è possibile a partire dalle ore 9:00. - Biglietto andata e ritorno: 18,00€ a persona - In caso di maltempo, l’evento si terrà a Brunico.

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Art & Culture
Mercoledì, 23 Set 2026 18:00

- con Daniele Menozzi, storico e Prof. emerito della Scuola Normale Superiore di Pisa - presentazione del libro curato da Daniele Menozzi – co-curatori Valerio De Cesaris, Andrea Possieri - “Pensare Francesco. Storia, memoria e uso politico” (ed. Il Mulino, 2025) - in dialogo con Andrea Sarri, docente di storia e filosofia Menozzi in questo suo lavoro racconta l’immagine di Francesco d’Assisi, una delle figure più significative del cristianesimo occidentale, dalla cui eredità sono scaturite non poche esperienze religiose e civili, che ha subito nel corso del tempo una serie di innumerevoli metamorfosi culturali. Questo volume ricostruisce la parabola storica della sua rappresentazione pubblica tra Ottocento e Novecento. Nel corso di questi due secoli, infatti, Francesco è stato descritto come un «grande riformatore» e una «gloria italiana», un democratico-cristiano e un «cavaliere umbro», salvo poi subire un profondo mutamento semantico nella seconda parte del Novecento, quando la sua figura inizia a combinarsi con i temi dell’ecologia e della pace. Le scansioni tematiche in cui è suddiviso il libro - storia, memoria, uso politico - indicano le diverse modalità con cui uomini, movimenti e istituzioni hanno costruito e veicolato l’immagine del Santo nel mondo contemporaneo. Oggi, dopo che dal 2013 al 2025, un pontefice romano ne ha assunto il nome per la prima volta nella storia, la sua immagine continua ad avere una fortissima risonanza pubblica. LE VIE DEL SACRO - Teatro Cristallo, ACLI sede provinciale di Bolzano (realizzato col finanziamento del 5X1000 Irpef annualità 2025), Diocesi Bolzano-Bressanone Luogo Sala don Lino Giuliani, II PIano Centro Culturale Cristallo, via Dalmazia 30 Bolzano BIGLIETTI Ingresso gratuito. Prenotazione obbligatoria

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Theatre
Domenica, 20 Set 2026 11:00

Manuel Zwerger Un luogo abbandonato si trasforma in un corpo sonoro. The Sanatorium of Soft Gravity è un progetto di teatro musicale immersivo che si colloca tra installazione, concerto e composizione scenica: spazio, suono, movimento e luce si condensano in un'esperienza attraversabile. Al centro del lavoro vi sono due ensemble. I loro strumenti sono amplificati e arricchiti da basi audio, oggetti sonori autocostruiti e una macchina semi-analogica sviluppata appositamente, collegata direttamente allə musicistə tramite tubi e connessioni meccaniche. Essa agisce simultaneamente come corpo risonante, elemento scenico scultoreo e presenza autonoma all’interno dell’installazione. I suoni attraversano lo spazio, vengono spostati, trasformati e ricollocati. Ispirata all’atmosfera del sanatorio de La montagna incantata di Thomas Mann, l’opera genera una condizione di lieve slittamento percettivo: una dimensione sospesa tra concerto, installazione e sogno.

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Theatre
Sabato, 19 Set 2026 16:00

Anche quest'anno abbiamo organizzato, per inaugurare la nuova stagione, la FESTA DEL TEATRO! Vi aspettiamo negli spazi del Teatro Cristallo - cortile, piazzetta e sala teatro - per una giornata ricca di eventi ed emozioni da vivere insieme! Questo il programma: dalle 16 alle 18 - GIOCHI, LABORATORI e ATTIVITA' PER BAMBINI a cura di Teatro Cristallo insieme ad ASSB, AiBi, UNICEF BOLZANO, OfficineVispa - SPETTACOLO DI BURATTINI "L'OCA LUCIA" con VLADIMIRO STRINATI organizzato dalla compagnia teatroBlu nell'ambito della rassegna estiva "Blu d'Estate" dalle 19 alle 20.30 - CONCERTO CON LA THE HOMELESS BAND Nancy Travaglini, Voce / Nico Aldegani, tastiere / Giulio Pattaro, Batteria / Mirko Giocondo, Basso / Michele Baldo, Chitarra / Elena Basso, Sax Tenore / Randy Montero Granado, Tromba alle 21.00 - SPETTACOLO "(IN)GRATO" di e con Antonio Ornano (a pagamento). Tutti gli eventi sono gratuiti tranne lo spettacolo serale di Antonio Ornano.

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Sabato, 19 Set 2026 16:00

Sabato 19 settembre, raggiungi la Festa bei bambini in sella alla tua bici! Dalle ore 16.00 in Piazza Municipio ti aspetta un ricco programma con controllo bici, fotobox e una stazione creativa per decorare la tua bicicletta e prepararla alla parata luminosa. Alle ore 17.30 è prevista la benedizione delle bici, mentre alle ore 19.00 partirà la grande parata luminosa in bici con DJ. Tutti insieme pedaleremo per le vie di Brunico fino a Piazza Paul Tschurtschenthaler, dove la parata sarà accolta dal coro giovanile di Rasun di Sopra e si concluderà il progetto “Passi per il clima”.

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Theatre
Venerdì, 18 Set 2026 20:00

Rocio Marquez, Los Voluble Flamenco sin género(s), a cura di Esther Regueira Mauriz, esplora le forme più radicali e innovative del flamenco contemporaneo. La rassegna mette in relazione tradizione e avanguardia attraverso opere che sfidano classificazioni e confini prestabiliti, rivelando un flamenco vivo, plurale e in costante trasformazione. Presso lo Stadttheater Bruneck, la rassegna accoglie: Rocío Márquez con Himno Vertical e Los Voluble con Flamenco is not a crime. Himno Vertical di Rocío Márquez Himno Vertical di Rocío Márquez nasce dall'incontro tra la cantaora andalusa e il chitarrista Pedro Rojas Ogáyar, trasformando il Requiem – tradizionalmente canto d'addio e messa in onore dei defunti – in un'opera che non celebra soltanto la fine, ma anche l'inizio, il fluire e la trasformazione. Lontano dall'idea di un lavoro chiuso e riconducibile a un'unica autorialità, il progetto prende forma come un'eco corale e collettiva: un rito di commiato e di accoglienza insieme, una cerimonia che invita a pensare vita e morte non come poli opposti, ma come parte di un unico movimento continuo. Sul palco, la voce di Márquez e la chitarra di Rojas Ogáyar costruiscono uno spazio sonoro intimo e immersivo, in cui sperimentazione, improvvisazione e libertà creativa incontrano le radici del flamenco jondo, tra suggestioni di poesia classica e contemporanea. Flamenco is not a crime di Los Voluble Flamenco is not a crime è il progetto audiovisivo e performativo di Los Voluble – il duo formato dai fratelli Pedro e Benito Jimenez – che intreccia flamenco, electronica, cultura critica e pratiche di remix audiovisivo politico. Ispirato al movimento “free party is not a crime” e in continuità con la ricerca sviluppata in lavori come Raverdial ed En el nombre de – incentrati sulla festa, sulla dimensione collettiva e sulla complessità del remix – il progetto esplora il flamenco attraverso alcune delle sue tensioni più vive: tra purismo e avanguardia, spirito ribelle e virtuosismo tecnico. Attraverso materiali d’archivio e manipolazioni video live, Los Voluble mette in relazione il flamenco con generi come gqom, footwork, experimental dub, grime e reggaeton, rivendicandolo come uno spazio libero, aperto e ibrido. Un progetto che supera ogni idea di purezza e rilancia il flamenco come uno spazio di libertà, collisione e continua reinvenzione. Il biglietto include l'accesso a entrambe le performance.

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Theatre
Venerdì, 18 Set 2026 18:0019:00

Romeo Castellucci Romeo Castellucci torna a Transart con Credere alle maschere, creazione presentata in prima assoluta a FOG – Performing Arts di Triennale Milano. Un’esperienza immersiva, priva di parola, che convoca un alfabeto di immagini, silenzi e maschere, chiamando in causa la responsabilità dello sguardo. Una stanza vuota, asettica. All’ingresso, cinquanta maschere che generano la sospensione della propria identità e l’adesione a una comunità temporanea di volti senza nome. In questo anonimato condiviso, chi guarda è a sua volta guardato, in un silenzio carico di tensione. Al centro, una sedia isolata, evocazione muta di violenza e potere, concentra lo sguardo: è un oggetto che racchiude una lunga storia tra arte e morte. La finzione teatrale si incrina e, con essa, la rassicurante separazione tra scena e pubblico. Presentata alla Triennale Milano, Credere alle Maschere conferma la radicalità di Romeo Castellucci, figura centrale del teatro contemporaneo europeo. Un’esperienza che sottrae ogni rifugio, chiamando chi partecipa a confrontarsi con la responsabilità del proprio sguardo. Consigliato a partire dai 14 anni di età.

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Theatre
Giovedì, 17 Set 2026 20:00

Rocio Marquez, Paula Comitre, Los Voluble Flamenco sin Género(s), a cura di Esther Regueira Mauriz, esplora le forme più radicali e innovative del flamenco contemporaneo. La rassegna mette in relazione tradizione e avanguardia attraverso opere che sfidano classificazioni e confini prestabiliti, rivelando un flamenco vivo, plurale e in costante trasformazione. Presso il NOI Techpark di Bolzano, la rassegna accoglie: Rocío Márquez con Himno Vertical, Paula Comitre con Après Vous, Madame e Los Voluble con Flamenco is not a crime. Himno Vertical di Rocío Márquez Himno Vertical di Rocío Márquez nasce dall'incontro tra la cantaora andalusa e il chitarrista Pedro Rojas Ogáyar, trasformando il Requiem – tradizionalmente canto d'addio e messa in onore dei defunti – in un'opera che non celebra soltanto la fine, ma anche l'inizio, il fluire e la trasformazione. Lontano dall'idea di un lavoro chiuso e riconducibile a un'unica autorialità, il progetto prende forma come un'eco corale e collettiva: un rito di commiato e di accoglienza insieme, una cerimonia che invita a pensare vita e morte non come poli opposti, ma come parte di un unico movimento continuo. Sul palco, la voce di Márquez e la chitarra di Rojas Ogáyar costruiscono uno spazio sonoro intimo e immersivo, in cui sperimentazione, improvvisazione e libertà creativa incontrano le radici del flamenco jondo, tra suggestioni di poesia classica e contemporanea. Après Vous, Madame di Paula Comitre Negli anni Venti, quando Parigi era l’epicentro delle avanguardie, Antonia Mercé, nota come “La Argentina” (1890–1936), rivoluzionò il flamenco, elevandolo a linguaggio moderno e universale. Da questa eredità luminosa nasce Après vous, madame, progetto in cui la bailaora e coreografa Paula Comitre attraversa il lascito dell’artista per trasformarlo in una creazione contemporanea, audace e visionaria. Più che un tributo biografico, l’opera apre un dialogo tra epoche: la memoria di La Argentina incontra una nuova scrittura coreografica, in cui il flamenco entra in relazione con la ricerca musicale e la sperimentazione visiva. In scena, il gesto della danza dialoga con le sonorità del pianoforte e con suggestive installazioni tessili, creando uno spazio sospeso tra memoria storica e invenzione creativa. Prende così forma un’opera vibrante, capace di restituire nuova vitalità a un’arte che attraversa il tempo senza smettere di reinventarsi. Flamenco is not a crime di Los Voluble Flamenco is not a crime è il progetto audiovisivo e performativo di Los Voluble – il duo formato dai fratelli Pedro e Benito Jimenez – che intreccia flamenco, electronica, cultura critica e pratiche di remix audiovisivo politico. Ispirato al movimento “free party is not a crime” e in continuità con la ricerca sviluppata in lavori come Raverdial ed En el nombre de – incentrati sulla festa, sulla dimensione collettiva e sulla complessità del remix – il progetto esplora il flamenco attraverso alcune delle sue tensioni più vive: tra purismo e avanguardia, spirito ribelle e virtuosismo tecnico. Attraverso materiali d’archivio e manipolazioni video live, Los Voluble mette in relazione il flamenco con generi come gqom, footwork, experimental dub, grime e reggaeton, rivendicandolo come uno spazio libero, aperto e ibrido. Un progetto che supera ogni idea di purezza e rilancia il flamenco come uno spazio di libertà, collisione e continua reinvenzione. Il biglietto include l'accesso a tutte e tre le performance.

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Music
Giovedì, 17 Set 2026 19:00

Masa-Daiko + Felix Nussbaumer, Noah Punkt, Niklaus Mäder Una serata dedicata all’esplorazione del ritmo attraverso due visioni differenti: dalla potenza ancestrale e corale dei tamburi giapponesi di Masa-Daiko alle trame jazz ed elettroniche del trio OUU!D. Un dialogo tra la forza della tradizione e le nuove frontiere della sperimentazione contemporanea. 太鼓 – TAIKO The Soul of Japanese Drumming di Masa-Daiko Ritmo, energia, precisione: Masa-Daiko evoca la forza arcaica del Taiko, l’arte giapponese dei tamburi, con una straordinaria potenza sonora e fisica. Fondato nel 1996 dal polistrumentista e compositore Masakazu Nishimine, l’ensemble riunisce artistə provenienti dall’Europa e dal Giappone in un intenso dialogo tra tradizione e contemporaneità. Ogni colpo è un richiamo ancestrale che unisce forza e controllo attraverso sorprendenti cesure ritmiche. Sul palco, il gesto dellə percussionistə e la potenza del suono si fondono in una performance di grande intensità. Con composizioni di Nishimine e brani della tradizione Taiko, Masa-Daiko dà vita a un’esperienza concertistica intensa e ipnotica, in cui la forza dei tamburi entra in un affascinante dialogo con il silenzio, la concentrazione e il movimento. OUU!D di Felix Nussbaumer, Noah Punkt, Niklaus Mäder OUU!D – collettivo formato da Felix Nussbaumer, Niklaus Mäder e Noah Punkt – è un laboratorio sonoro alla ricerca di linguaggi inediti, con radici ben piantate nel jazz e nella libera improvvisazione di matrice europea. Le loro influenze spaziano dalla musica strumentale contemporanea ai drone ambient modulari, fino alle tecniche di sampling e chopping tipiche dell’hip-hop. Da questo intreccio nascono architetture sonore complesse animate da groove insoliti: ritmi asimmetrici eppure fluidi, attraversati da una tensione meccanica che rende la loro musica stranamente trascinante e ballabile. Nelle parole della band, l'esperienza è paragonabile al danzare sui suoni di un fax o di una stampante in funzione: un insieme di impulsi ritmici che tessono una trama sonora capace di scardinare le concezioni tradizionali di melodia e armonia. Il biglietto include l'accesso a entrambe le performance. Apre la serata alle ore 18:00 il concerto TAIKO, esito del workshop con Kids Culture Club.

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Theatre
Giovedì, 17 Set 2026 18:0019:00

Romeo Castellucci Romeo Castellucci torna a Transart con Credere alle maschere, creazione presentata in prima assoluta a FOG – Performing Arts di Triennale Milano. Un’esperienza immersiva, priva di parola, che convoca un alfabeto di immagini, silenzi e maschere, chiamando in causa la responsabilità dello sguardo. Una stanza vuota, asettica. All’ingresso, cinquanta maschere che generano la sospensione della propria identità e l’adesione a una comunità temporanea di volti senza nome. In questo anonimato condiviso, chi guarda è a sua volta guardato, in un silenzio carico di tensione. Al centro, una sedia isolata, evocazione muta di violenza e potere, concentra lo sguardo: è un oggetto che racchiude una lunga storia tra arte e morte. La finzione teatrale si incrina e, con essa, la rassicurante separazione tra scena e pubblico. Presentata alla Triennale Milano, Credere alle Maschere conferma la radicalità di Romeo Castellucci, figura centrale del teatro contemporaneo europeo. Un’esperienza che sottrae ogni rifugio, chiamando chi partecipa a confrontarsi con la responsabilità del proprio sguardo. Consigliato a partire dai 14 anni di età.

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Others
Giovedì, 17 Set 2026 09:00-18:00 |
L'evento si tiene dal 17 Set 2026 al 20 Set 2026

bike festa Südtirol celebra la bicicletta e la rende un'esperienza tangibile nel cuore di Bressanone – una vivace Expo e un ricco programma attendono sia i professionisti che i principianti nel centro storico di Bressanone. L'evento offre consulenza di altissimo livello, opportunità uniche di test, esperienze condivise e momenti di puro piacere. Scopri un luogo ricco di competenze, esperienze ispiratrici e impulsi innovativi!

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Music
Mercoledì, 16 Set 2026 20:00

Sepidar Ensemble and Sepideh Raissasat La voce di Sepideh Raissadat incontra l’Esemble Sepidar in un percorso che attraversa la musica classica persiana a partire dal Dastgāh, il sistema modale che ne costituisce uno dei cardini più profondi. Più di un semplice insieme di scale o strutture melodiche, il Dastgāh è una forma di pensiero musicale: tramandato oralmente da maestro ad allievo, viene continuamente rinnovato nell’atto stesso dell’esecuzione. La sua ricchezza nasce dall’equilibrio tra memoria e invenzione, tra repertorio codificato e libertà espressiva. L’Esemnle Sepidar si immerge in questa tradizione non per replicarne le forme antiche, ma per coglierne lo spirito più vivo, laddove la fedeltà alle radici passa necessariamente attraverso il rinnovamento. È in questo incontro che il passato non scompare, ma si fa voce presente, aprendo nuovi orizzonti dell’ascolto.

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Theatre
Martedì, 15 Set 2026 20:00

Thom Luz Nella penombra di una radura boschiva, tra i resti di un’auto ridotta a un cumulo di lamiere fumanti, una radio agonizzante diffonde le note di Felix Mendelssohn Bartholdy. Su questo scenario fatto di rottami e sogni da salotto, cinque artefici del suono e dell’illusione danno forma alla loro opera: un montaggio minuzioso che, nel corso della performance, ricompone ogni scheggia e ogni risonanza in una scultura sonora dello schianto. In dialogo con questo ammasso di rottami in lenta ricomposizione, un trio elettroacustico di musica da camera dilata il ciclo pianistico di Mendelssohn, Lieder ohne Worte, esplorando nuove dimensioni di riverberi e paesaggi sonori. Così, la fine di un road movie diventa l’incipit dell’ultimo esperimento di teatro musicale del regista e scenografo svizzero Thom Luz. Lieder ohne Worte parla di shock e di afasia, di cambi di prospettiva, di distruzione e futuro, ma anche della necessaria ricostruzione del presente. Come siamo finiti a schiantarci contro un muro? Siamo ancora vivi? E adesso? Laddove le parole non bastano, i suoni si riorganizzano. Dal dialogo tra immagini catastrofiche e sovrapposizioni musicali scaturisce una composizione spaziale sottile, frutto di una riflessione minuziosa. Lo spettacolo contiene pochi dialoghi in tedesco, inglese e francese, con sottotitoli.

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Theatre
Martedì, 15 Set 2026 18:00

Rocío Márquez, Javi Mora, Los Voluble Un’anteprima scandita da talk e performance introduce Flamenco sin género(s), progetto a cura di Esther Regueira Mauriz, che interpreta il flamenco come pratica viva e in costante mutamento. Nato ai margini, nell'oscurità della notte e nell'incontro tra culture rom, musulmane, ebraiche e cristiane, il flamenco rivendica, in questa cornice, la propria natura plurale, radicale e stratificata. In un dialogo stretto tra tradizione e avanguardia, il progetto mette in luce alcune delle ricerche più audaci del flamenco contemporaneo: pratiche che sfuggono a etichette e categorie di genere e che si misurano, in modo critico e sperimentale, con le tensioni del presente. Con Rocío Márquez – per l’occasione accompagnata da Javi Mora – e Los Voluble, la serata offre un primo sguardo sulle traiettorie artistiche del progetto. L'evento anticipa le serate del 17 settembre al NOI Techpark di Bolzano e del 18 settembre allo Stadttheater Bruneck.

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Kids
Martedì, 15 Set 2026 09:00-12:00 |
L'evento si tiene dal 15 Set 2026 al 17 Set 2026

Con Masakazu Nishimine ed Emiko Karayilmaz Cosa tiene davvero unito un gruppo? Il ritmo! È da qui che nasce il Taiko, l’antica arte giapponese del tamburo, dove la forza non sta nel singolo, ma nell’energia che si crea suonando insieme. Ogni colpo di tamburo diventa parte di un ritmo condiviso, fatto di ascolto, concentrazione e collaborazione. Le sue origini risalgono a secoli fa, quando i tamburi venivano probabilmente utilizzati nei rituali dedicati ai kami, gli spiriti e le divinità della tradizione giapponese, tra cui Susanoo, il dio della tempesta. Oggi il Taiko è una disciplina che unisce musica, movimento ed energia, trasformando ogni esibizione in un’esperienza potente e coinvolgente. In questo workshop, guidato da Masakazu Nishimine ed Emiko Karayılmaz, proverete le tecniche di base, suonerete in gruppo e scoprirete quanto sia entusiasmante creare musica. Un’esperienza intensa, divertente e piena di energia, capace di far vibrare corpo e mente. Pronti a mettervi in gioco? Banzai! Per giovani dagli 11 ai 16 anni. Info e iscrizioni: Kids Culture Festival 2026 | TAIKO Workshop Il concerto finale si terrà giovedì 17 settembre alle ore 18:00 a BASIS.

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Theatre
Lunedì, 14 Set 2026 20:00

ZOE - Theater im Forst Nel 1935, a un solo anno dalla sua tragica scomparsa, Federico García Lorca compose un ciclo di sonetti dedicati al suo amore e amante, Juan Ramírez de Lucas. Questi versi, noti come i Sonetos del Amor Oscuro, sono un’esplosione di passione, carnalità e intimità, sorprendentemente lirica e musicale. La loro storia è densa di ombre: custoditi nel silenzio per decenni dalla famiglia, emersero solo nel 1983 in un’edizione pirata, diventando immediatamente un oggetto di culto. Queste poesie brucianti costituiscono oggi il cuore pulsante di un dialogo transdisciplinare che anima la ricerca di Zoe-Theater im Forst. Qui la parola si fa corpo, movimento e suono: un’esperienza dove il sublime incontra la carne e l’amore si manifesta come armonia, desiderio e materia viva. Dell'amore oscuro accoglie la complessità del materiale originale in un processo creativo che intreccia drammaturgia, musica e danza su un unico piano espressivo. Il testo di Lorca diventa così la radice di un dialogo paritario tra i linguaggi, un incontro vitale e libero da gerarchie predefinite. Sul palco, un quartetto d’archi dal vivo, un attore e un danzatore: sei corpi che, guidati dalle proprie discipline, interagiscono per restituire l’immediatezza e l’urgenza di queste parole. I sonetti, scritti da un uomo per un uomo e per uno solo, proprio nella loro radicalità trascendono il particolare per farsi universali: evocano passione e fragilità, scuotono l’anima e invitano a una profonda condivisione. “Tra come mi ami, e come ti amo io / Aria di stelle, tremito di pianta” Lo spettacolo è in lingua italiana, con sottotitoli in tedesco.

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Music
Domenica, 13 Set 2026 20:30

L'Accademia Giocosa Dorothee Oberlinger (flauto) Johann Sebastian Bach: Suite per orchestra n. 1 BWV 1066 Georg Friedrich Telemann: Quartetto per flauto, violino, oboe e b. c. TWV 43:A3 Georg Friedrich Telemann: Concerto per flauto e archi TWV 51:C1 Antonio Vivaldi: Concerto per 2 oboi e archi RV 535 Antonio Vivaldi: Quartetto per flauto, oboe, violino, fagotto e b.c. RV 107 Antonio Vivaldi: Concerto per flauto e archi RV 443

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Cinema
Domenica, 13 Set 2026 15:00-22:30 |

Béla Tarr Sátántangó (1994), capolavoro del regista ungherese Béla Tarr, tratto dall’omonimo romanzo di László Krasznahorkai, segue gli ultimi giorni di una comunità dimenticata, sospesa tra miseria, immobilità e speranze destinate a infrangersi. Nella pianura ungherese, battuta dal vento e dalla pioggia, il tempo sembra essersi arrestato. Quando Irimiás e Petrina, due figure enigmatiche credute morte, tornano al villaggio, gli abitanti si aggrappano alla promessa di un nuovo inizio, che presto si rivelerà l’ennesima illusione. In dodici capitoli e lunghi piani-sequenza in bianco e nero, Tarr trasforma la durata in una dimensione fisica che avvolge lo spettatore. Sátántangó è un’esperienza ipnotica e totalizzante: un viaggio nella solitudine, nei fallimenti e nelle imperfezioni della condizione umana. In occasione della 41esima Literaturtage Lana: "und vergeßt mir die Gärten nicht …", il 27 agosto alle ore 20:00 a Villa Arnica a Lana si terrà un talk con László Krasnahorkai, autore dell'omonimo romanzo Sátántangó del 1985 e vincitore del Premio Nobel per la Letteratura 2025. Versione originale in ungherese con sottotitoli in italiano.

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Theatre
Sabato, 12 Set 2026 20:00

Xiu Xiu + Matthew Herbert Negli spazi di Rothoblaas, due visioni radicali della ricerca sonora si incontrano in un evento con Museion: gli Xiu Xiu, duo experimental-alternative di Jamie Stewart e Angela Seo, e Matthew Herbert, pioniere dell'elettronica da sempre dedito al superamento delle convenzioni musicali. ERASERHEAD XIU XIU di Xiu Xiu ERASERHEAD XIU XIU è un’immersione viscerale nell’universo di Eraserhead (1977), il capolavoro d’esordio di David Lynch. Dopo il progetto Plays the Music of Twin Peaks, gli Xiu Xiu tornano a confrontarsi con l'immaginario del regista, traducendolo in un’esperienza multimediale totale. Qui il suono, plasmato attraverso registrazioni live, strumenti artigianali, sintetizzatori modulari ed elementi di musica concreta, entra in simbiosi con un apparato visivo creato ad hoc: riprese originali, lampi di luce e texture analogiche evocano l'estetica notturna e industriale del film. Ne scaturisce un paesaggio sonoro ipnotico, una densa forma audiovisiva che rielabora i temi del film in una reinterpretazione autonoma, dove i confini tra sogno, memoria e realtà svaniscono completamente. theukhasmorefoodbanksthanbranchesofmcdonalds.com di Matthew Herbert Da oltre trent’anni Matthew Herbert lavora ai margini più radicali dell’elettronica, trasformando i suoni del mondo reale – dal ciclo di vita di un maiale al fragore di un bombardamento in Libia – in materiale politico, emotivo e ritmico. Il suo ultimo lavoro da solista trasforma in titolo una statistica brutale: nel Regno Unito le banche alimentari hanno ormai superato per numero le filiali di McDonald’s. Dai circa 35 del 2010 si è arrivati a oltre 2.800 food bank, che nel 2023 hanno distribuito oltre tre milioni di pacchi. L’album nasce dal campionamento di beni di prima necessità — lattine, sapone, pannolini, riso, shampoo — trasformati in energia sonora cruda e fisica. Il risultato è un’elettronica sperimentale pensata per il dancefloor, capace di infondere energia ma, allo stesso tempo, destabilizzare. Il biglietto include l'accesso a entrambe le performance. Nel biglietto è incluso anche l'accesso al simposio SOUNDS LIKE THE FUTURE - Giorgio Moroder across media, arts and communication, previsto per lo stesso giorno, alle ore 09:30 presso la Libera Università di Bolzano.

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Theatre
Sabato, 12 Set 2026 18:00

Fernando Strasnoy, Gaetano Palermo, Michele Petrosino, Giuliana Kiersz Dopo il debutto nel 2025 di Ouverture, opera-performance a cappella per cinque cantanti e cinque tapis roulant, Ouverture (Extras) ne costituisce una nuova versione pensata per gli spazi del Teatro Comunale di Bolzano. Collocandosi in uno spazio-tempo di soglia, l’opera indaga la tensione performativa che anticipa l’evento, dello spettacolo come della vita. I preparativi e i rituali della lirica si intrecciano a quelli della pratica sportiva e del wellness, alla ricerca di un benessere, o di una forma, sempre a venire. Abitando la sala prove del teatro, questa nuova configurazione ridefinisce i rapporti tra figura e sfondo, scena e fuori scena, mentre voce, parola e movimento concorrono a mettere a nudo il paradosso del corpo contemporaneo: disciplinato e insieme consumato, sospeso tra promessa di equilibrio e autosfruttamento. Il punto di ritrovo per l'accesso alla performance è nel foyer del teatro.

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Theatre
Sabato, 12 Set 2026 11:00-12:30 |

Südtiroler Künstlerbund + Fondazione Antonio Dalle Nogare DRAWN TO RISK nasce dalla collaborazione tra il Südtiroler Künstlerbund (SKB) e la Fondazione Antonio Dalle Nogare nell'ambito di Transart. In una matinée performativa, gli spazi espositivi si trasformano in una Casa della Performance: un luogo vivo di ricerca, sperimentazione e incontro. Il progetto promuove pratiche performative coraggiose e radicali che esplorano il rapporto tra corpo, spazio e questioni sociali attraverso azioni fisiche o mentali immediate. Nascono così nuove prospettive, mentre gli spazi del museo diventano luoghi di presenza artistica e interazione attiva. DRAWN TO RISK intende l'arte come un laboratorio del presente – uno spazio di sperimentazione, apertura e scambio – e mira a dare maggiore visibilità alla performance art in Alto Adige. artistə selezionate: Matteo De Caminada, frranzrrrina, Peter KOMPRIPIOTR Holzknecht, Katharina Theresa Mayr, Harald Plattner, Camilla Prey, Susanna Schoenberg, Leander Schwazer, Lena Simonetti, Valeria Stuflesser

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Art & Culture
Sabato, 12 Set 2026 09:30-10:30 |

Giorgio Moroder across media, arts and communication È celebre l’aneddoto secondo cui un entusiasta Brian Eno, folgorato dall’ascolto di I Feel Love, corse da David Bowie annunciando di aver scoperto il suono del futuro. Negli anni Settanta, l’avvento di sintetizzatori e sequencer non solo rivoluzionò le sonorità, ma sollevò anche profonde perplessità, costringendo artistə e pubblico a ridefinire radicalmente il rapporto tra esseri umani e macchine nella creazione musicale. Oggi, sfide analoghe emergono con l’intelligenza artificiale e gli algoritmi, che riattualizzano tale tensione in uno scenario in cui l’automazione interroga l’identità e la sussistenza stessa dellə musicistə. Tavia Nyong’o e Maria Perevedentseva, attraverso le rispettive prospettive, guidano un’analisi critica della complessa evoluzione del legame tra automazione e creatività. Il simposio si inserisce nell’ambito del convegno «Everybody calls me Giorgio»: Moroder across media, arts and communication, dedicato al pioniere altoatesino della musica elettronica e disco, e si svolge in lingua inglese. Relatori principali: Prof. Tavia Nyong’o William Lampson Professor di American Studies, Black Studies, Performance Studies e Women’s, Gender & Sexuality Studies alla Yale University Dott.ssa Maria Perevedentseva Docente di Musicologia, University of Salford Aula BZ D1.03 Con il biglietto per la serata Rothoblaas (XIU XIU + Matthew Herbert), prevista lo stesso giorno, è incluso anche l'accesso al simposio.

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Theatre
Venerdì, 11 Set 2026 20:00

Opera Aperta Come si crea un’opera sotto la minaccia quotidiana della guerra? Il collettivo ucraino Opera Aperta risponde a questa domanda con un lavoro interdisciplinare che unisce teatro, musica e riflessione politica. Mōdraniht. Songs of Winter War è il viaggio di un ensemble artistico attraverso stili, testi, temporalità, macro e microstorie. Il progetto si radica in un percorso reale del collettivo attraverso geografie ferite e ritualità ancestrali: dai Monti Carpazi, segnati da conflitti e trasformazioni politiche, al Mar d’Aral in Uzbekistan, emblema di una delle più gravi catastrofi ambientali causate dall’uomo, fino al fenomeno de “La Vijanera” a Silió, in Cantabria, antico carnevale che sopravvive come festa comunitaria. Immaginario drammaturgico del lavoro è la Mōdraniht, la “Notte delle Madri”, antico rito pagano anglosassone legato al solstizio d’inverno. Un’opera di teatro musicale potente e di grande attualità, capace di trasformare conflitti reali, traumi bellici e catastrofi ambientali in una narrazione rituale. Consigliato a partire dai 18 anni. La performance contiene nudità. Vengono utilizzati effetti stroboscopici e suoni ad alto volume.

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Theatre
Giovedì, 10 Set 2026 20:00

Simon Steen-Andersen + Michael Gordon & Bill Morrison Transart26 inaugura con CRASH, una performance musicale dedicata alla ricerca sonora e audiovisiva in collaborazione con la Fondazione Haydn di Bolzano e Trento. In prima italiana, Piano Concerto di Simon Steen-Andersen e Gotham di Michael Gordon e Bill Morrison, scardinano le convenzioni, ridefinendo i confini del concerto tradizionale. Affidati all'Orchestra Haydn diretta da Vimbayi Kaziboni, i due lavori alimentano un dialogo serrato tra suono e immagine, trasformando l'esperienza musicale in un organismo sensoriale denso e pulsante. Piano Concerto di Simon Steen-Andersen La sperimentazione è il filo conduttore dell'opera Piano Concerto (2014) di Simon Steen-Andersen, compositore danese celebre per la sua capacità di intrecciare performance, video e ricerca sonora in linguaggi radicalmente nuovi. Al centro un intenso dialogo multimediale: la pianista Ning Yu, allo strumento integro e accordato, si confronta con la videoinstallazione di un secondo esecutore impegnato sui resti di un pianoforte precipitato da otto metri su un pavimento di cemento. A fungere da controparte digitale in questo “doppio concerto” è Nicholas Hodges, icona del pianismo contemporaneo, che presentò l’opera a Donaueschingen nel 2014 e qui riappare come presenza virtuale. La tensione tra la precisione dello strumento intatto e la materia fratturata del pianoforte “ferito” si fa sostanza musicale. L’orchestra ne raccoglie l’energia, l’amplifica e la traduce in una partitura di grande densità e precisione, che dilata l’evento nello spazio e nel tempo. Gotham di Michael Gordon e Bill Morrison Gotham è un viaggio sensoriale e ipnotico nella città che non dorme mai, New York, raccontata dal compositore Michael Gordon e dal filmmaker Bill Morrison. Musica e immagini d’archivio della New York di inizio Novecento — una metropoli in piena trasformazione industriale e urbana — convergono in una sinfonia filmica che trasforma la memoria della città in materia viva e pulsante. Cantieri, skyline immersi nel fumo, ascensori che scorrono tra i grattacieli e improvvise immagini pastorali — un gregge a Central Park, un uomo che accudisce le pecore — compongono il ritratto frammentato di una città in perenne divenire. La partitura cresce e si accende, ora fragile, ora travolgente, catturando il caos, l’intensità e l’energia incessante della metropoli. Gotham non idealizza: mostra polvere, rumore e ritmo incessante, insieme alla sua durezza e alla sua meraviglia. È un’esperienza immersiva che trascina lo spettatore nel cuore della città, tra memoria, movimento e sogno. Il biglietto include l'accesso a entrambe le performance.

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Kids
Giovedì, 10 Set 2026 15:00-19:00 |
L'evento si tiene dal 10 Set 2026 al 13 Set 2026

Un'avvenimento per i bambini e per tutta la famiglia: teatro di strada, musica, ateliers creativi, cavalcate con i ponies ecc. Cucina / osteriaKINDERgasthaus A pranzo e a cena gusta le specialità di Rolli's Grill. Ingresso libero giovedí e venerdì ore 15.00 - 19.00 sabato e domenica ore 11.00 - 18.30

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Sport
Sabato, 05 Set 2026 06:00-16:00 |

Le esperienze di montagna in un ambiente naturale affascinante possono unire le persone e portare al cameratismo e all'amicizia in montagna. La marcia dei due paesi ha dimostrato in passato che molte persone partono insieme per vivere una giornata meravigliosa. Con 25 km e 1.675 metri di altitudine, la marcia non è una passeggiata, ma con un po' di pratica e di allenamento è alla portata di qualsiasi escursionista. Inizio: ore 6.00 presso la piazza principale di Tubre i. V. M. I vigili del fuoco Tubre i. V. M. e il soccorso alpino di Tubre i. V. M. sono lieti della vostra partecipazione.

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Partyzone
Sabato, 05 Set 2026
L'evento si tiene dal 05 Set 2026 al 07 Set 2026

Il primo fine settimana di settembre festeggiamo la Sagra della Val Sarentino. Durante il sabato e la domenica si svolgono sfilate di carri allegorici, esibizione di gruppi folk, fanfare a cavallo, concerti di bande musicali, fiaccolata e vengono allestite bancarelle e stand gastronomici. La maggior parte degli abitanti indossano il costume tradizionale della Val Sarentino. Gli uomini portano pantaloni lunghi di "Loden" sorretti dalle "Kraxn" (larghe bretelle con pettorina in cuoio nero). Inoltre portano la "Fatsch", il tipico cinturone impreziosito da complicati ricami con fili tagliati fuori dalle penne del pavone) e indosano il "Sarnar Huet", cappello di feltro nero con un nastro, verde se sposati, rosso per gli scapoli. In più i calzoncini di lana pecora bianca. Le donne portano una lunga gonna nera con il corpetto, sormontata dal tipico grembiule fiorito e un fazzoletto piegato con pizzi e france alle spalle. Ecco il programma dettagliato del fine settimana di festa: Sabato, 05 settembre 2026 Ore 17:50 Sfilata da Sarentino paese per il campo della festa Ore 20:30 Fiaccolata per il centro di Sarentino paese fino al campo della festa. Ore 21.00: Musica, danza e atmosfera. Domenica, 06 settembre 2026 Ore 09:00 Processione alla chiesetta di S. Cipriano a Sarentino paese Ore 10:15 Sfilata per il campo della festa in seguito mattinata fino alle ore 12:30 Ore 14:00 Grande corteo folcloristico con la partecipazione di vari gruppi (con partenza in zona artigianale a Sarentino paese) Lunedì, 07 settembre 2026 Grande mercato del bestiame e di mercerie e chiusura della festa.

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Venerdì, 04 Set 2026 20:00

JOHANNA WALLROTH Soprano PHILIPP VON STEINAECKER Direttore originalklang project Strumenti originali Centro Culturale Euregio Dobbiaco Leoš Janáček Mládí – Sestetto di strumenti a fiato Gustav Mahler Sinfonia n. 4 in sol maggiore Pochi giorni dopo l’uscita della nuova registrazione della Sinfonia n. 5 di Gustav Mahler, la Gustav Mahler Academy prosegue l’originalklang project, il suo progetto di successo internazionale dedicato alla creazione di sonorità originali: il 4 e il 5 settembre 2026, rispettivamente a Bolzano e a Dobbiaco, la Mahler Academy Orchestra eseguirà la Sinfonia n. 4 di Mahler sotto la direzione di Philipp von Steinaecker. L’opera descrive una visione umoristica dell’uomo, sospeso nella tensione tra vita terrena, morte e aldilà. Con lo sguardo ingenuo, ma infinitamente preciso di un bambino, Mahler ridisegna ancora una volta la sua visione del mondo, che aveva delineato in proporzioni epiche nella Sinfonia n. 3: per il poeta Jean Paul, venerato da Mahler, l’umorismo nasce dal contrasto tra il sublime e il quotidiano. Possiamo ridere del mondo quando lo osserviamo da una prospettiva trascendentale, perché ci appare piccolo, persino insignificante. Eppure, continuiamo ad amarlo. Questa visione distaccata del mondo permette a Mahler di dimostrare, sul piano musicale, un modo per liberarsi dal dominio della volontà schopenhaueriana, così da lasciarsi alle spalle la fonte di ogni infelicità umana. Trattato filosofico, guida alla felicità, umorismo sottile, classicismo austriaco, colpo di genio nell’orchestrazione, rivoluzione formale, mistero e grande bellezza: tutto questo è la Sinfonia n. 4 di Mahler! Nella Mahler Academy Orchestra, i 50 studenti dell’accademia suonano al fianco di 50 professionisti provenienti da prestigiosi ensemble europei, come i Berliner Philharmoniker, i Wiener Symphoniker, la Staatskapelle Dresden, la Mahler Chamber Orchestra, la Concertgebouw Orchestra, l’Orchestre de Paris e molte altre, utilizzando strumenti viennesi originali risalenti ai primi del 1900 e tenendo conto delle convenzioni musicali dell’epoca. Prima della sinfonia, gli studenti della Mahler Academy eseguiranno il meraviglioso Sestetto di fiati Mládí di Leoš Janáček. Mahler e Janáček erano contemporanei e crebbero non lontano l’uno dall’altro. Il fatto che non abbiano avuto modo di conoscersi e apprezzarsi meglio a vicenda resta una delle grandi occasioni mancate della storia. Janáček aveva inviato la sua opera Jenůfa a Mahler, il quale, tuttavia, non poté accettarla per l’Opera di Corte di Vienna essendo in lingua ceca. Mládí, scritto per gli stessi strumenti a fiato viennesi della Sinfonia n. 4 di Mahler, riprende l’universo sonoro dello stesso Mahler, portandolo nella generazione successiva. Dopo i concerti in Alto Adige e una registrazione per l’etichetta Alpha Classics, l’orchestra partirà in tournée, con tappe previste a Milano, Londra, Colonia, Amsterdam, Linz, Vienna e Amburgo.

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Venerdì, 04 Set 2026 18:00-23:00 |
L'evento si tiene dal 04 Set 2026 al 05 Set 2026

Evento dedicato al vino autoctono più antico e versatile, il Santa Maddalena, per la prima volta nella splendida cornice di piazza Walther in pieno centro, con musica di intrattenimento sul palco floreale. Si tratta di un aperitivo lungo con degustazioni per conoscere ancora meglio questo vino coltivato tradizionalmente sui pendii a nord di Bolzano, zona particolarmente esposta al sole che dona a questo vino, insieme alla piccola quantità di Lagrein che si unisce all’uva Schiava, un gusto fresco e stimolante. Partecipano una ventina i produttori, tutte aziende a conduzione familiare.

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Exhibitions
Venerdì, 04 Set 2026 11:00-17:00 |
L'evento si tiene dal 04 Set 2026 al 24 Ott 2026

Nell'ambito della rassegna espositiva “Solo im Ensemble”, sette artiste/artisti grafici d'arte presentano le proprie opere. Le diverse posizioni artistiche sono riunite sotto il titolo “Spitzfindigkeiten”. Un gruppo eterogeneo di artiste e artisti, ciascuno con una propria forte individualità, accomunati dall'amicizia e dalla passione per la grafica d'arte, presenta le proprie opere allo SKB ARTES. Sotto il profilo tecnico e creativo, gran parte delle artiste e degli artisti partecipanti è stata ispirata, incoraggiata e formata dall'indimenticabile artista Rina Riva. Ognuno ha poi sviluppato un percorso autonomo, approfondendo la propria ricerca attraverso la sperimentazione. Il titolo “Spitzfindigkeiten” richiama un duplice significato. Da un lato allude a una caratteristica tipica di molte persone dedite all'arte: una qualità che presuppone uno spirito vigile, un'acuta capacità di osservazione, uno sguardo critico, ma anche sensibilità e profonda riflessione, elementi che conducono a un confronto personale con i fatti, le situazioni e le loro reciproche relazioni. Dall'altro lato, questa sottigliezza di pensiero potrebbe essere legata anche agli strumenti utilizzati dalle autrici e dagli autori di questa mostra grafica, che lavorano consapevolmente con tecniche analogiche: la punta della matita, il pennino da disegno, il bulino d'acciaio o coltelli da incisione accuratamente affilati. Strumenti con i quali, a differenza della morbidezza del pennello del pittore, imprimono ai loro soggetti contorni netti e incisivi, arrivando talvolta, quasi con leggerezza, a mettere ironicamente in luce le contraddizioni della nostra specie… Monika Fiechter Rossi, Renate Hausbrandt, Hilde Kljun, Lucia Nardelli, Margaretha Pertoll, Anke Stampfer (†), Peter Verwunderlich

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Giovedì, 03 Set 2026 19:00

Ensemble del CONSERVATORIO C. MONTEVERDI di Bolzano Il Bolzano Festival Bozen è una vera festa per la città, un’improvvisa esplosione di musica. Non ci sono infatti solo le star internazionali nelle grandi sale da concerto: la musica si diffonde, fuoriesce coinvolgendo il tessuto urbano in una capillare esperienza di ascolto. Ti potrà capitare quindi di entrare in un cortile e trovare tamburi, marimbe e xilofoni, oppure trombe, flauti, corni e fagotti. Con “Musica in Cortile” il festival si insinua tra le case e grazie al talento degli studenti del Conservatorio di Bolzano offre a tutti i cittadini dei preziosi momenti di musica, in cui ascoltare partiture di diverse epoche, provenienti da diverse parti del mondo. Nelle calde serate di fine estate esci in strada o affacciati alla finestra, la musica classica ti aspetta!

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Giovedì, 03 Set 2026 19:00

Ensemble del CONSERVATORIO C. MONTEVERDI di Bolzano Il Bolzano Festival Bozen è una vera festa per la città, un’improvvisa esplosione di musica. Non ci sono infatti solo le star internazionali nelle grandi sale da concerto: la musica si diffonde, fuoriesce coinvolgendo il tessuto urbano in una capillare esperienza di ascolto. Ti potrà capitare quindi di entrare in un cortile e trovare tamburi, marimbe e xilofoni, oppure trombe, flauti, corni e fagotti. Con “Musica in Cortile” il festival si insinua tra le case e grazie al talento degli studenti del Conservatorio di Bolzano offre a tutti i cittadini dei preziosi momenti di musica, in cui ascoltare partiture di diverse epoche, provenienti da diverse parti del mondo. Nelle calde serate di fine estate esci in strada o affacciati alla finestra, la musica classica ti aspetta!

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Art & Culture
Giovedì, 03 Set 2026 16:30-20:00 |
L'evento si tiene dal 03 Set 2026 al 06 Set 2026

Immergetevi in un'esperienza affascinante all'I BIN FESTIVAL di Vöran, in Alto Adige! Per 4 giorni, daremo sfogo a notevoli talenti locali, incontrerete persone di cuore che vi sosterranno e vi ispireranno - e tutto questo in un luogo che dimostra che la vita è una festa che non deve viaggiare lontano per essere celebrata. La nostra missione è creare un festival senza confini che vi offra quattro giorni di comunità vibrante, gioia, connessione profonda e una ricchezza di esperienze potenti - da diverse sessioni di yoga, conferenze, lavoro sul respiro, poesia, cerimonie, danza e musica, un mercato creativo con artisti dell'Alto Adige e scambi arricchenti. Ci impegniamo a garantire che siate circondati da un programma di alta qualità, da un delizioso cibo vegano e da un mercato stimolante per creare un'esperienza che non solo vi tocchi, ma che vi ispiri anche a iniziare o continuare il vostro viaggio di realizzazione personale. Un fine settimana da non perdere! Acquistate subito il vostro biglietto e partecipate a questa impareggiabile avventura estiva! Da portare Un tappetino per lo yoga, una coperta, occhiali da sole e crema solare. Sul posto ci sarà un mercatino che offrirà una varietà di ottimi prodotti, oltre a cibo vegano e una selezione di bevande. Informazioni sul rimborso Nessun rimborso; il biglietto può essere trasferito Informazioni addizionali Vi aspettano 3 giorni con: Esibizioni dal vivo internazionali e DJ Yoga, respirazione consapevole, danza e lavoro sul corpo Workshop dedicati alla consapevolezza, alla creatività e allo sviluppo personale Kirtan, spazi sonori e incontri musicali Mercatino creativo “Handmade in Südtirol” Cibo vegano preparato con amore e con ingredienti regionali Bevande analcoliche e piacere consapevole Natura, comunità e un’area festival allestita con cura Giovedì sera gratuito come apertura aperta a tutte le visitatrici

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Exhibitions
Mercoledì, 02 Set 2026 15:00-19:00 |
L'evento si tiene dal 02 Set 2026 al 26 Set 2026

L’artista Hangyan Chen, attiva tra Karlsruhe e Hangzhou, presenta al Foto Forum la mostra Das ist ein Kinderspiel, not an Apple. Il lavoro costituisce un’esplorazione intima e al tempo stesso profondamente contemporanea dell’identità, del linguaggio e della percezione culturale. Radicata nella sua esperienza di vita tra Germania e Cina, la mostra si sviluppa come una riflessione sui modi mutevoli in cui i luoghi, la memoria e il linguaggio plasmano la comprensione di noi stessi e dei mondi che abitiamo. Hangyan Chen lavora con la fotografia, il video, la performance e le pubblicazioni d’artista. Con uno sguardo sensibile e al tempo stesso profondo, indaga le silenziose complessità della vita quotidiana, portando alla luce spazi trascurati, narrazioni nascoste e le sottili tensioni che emergono tra differenti realtà culturali e linguistiche. La fotografia occupa una posizione centrale nella pratica artistica di Chen. Il suo obiettivo si rivolge ai paesaggi periferici dell’ambiente urbano, spazi che rimangono visibili ma che vengono in gran parte ignorati. Osservando i contesti a lei familiari in Germania e in Cina attraverso una prospettiva trasformata dalla distanza e dalla migrazione, documenta gli spazi marginali delle città insieme ai loro ritmi silenziosi e spesso invisibili. Situato tra intimità e spaesamento, il lavoro di Chen indaga il modo in cui la migrazione, il linguaggio e la mobilità culturale trasformano la percezione stessa. Invece di presentare l’identità come qualcosa di fisso o univoco, la sua pratica la interpreta come un processo continuo di negoziazione, costantemente ridefinito attraverso il movimento tra confini linguistici, geografici e culturali. Nel corso della mostra, Chen intreccia una complessa costellazione di temporalità, all’interno della quale persone, oggetti, luoghi e ricordi si incontrano in narrazioni parallele. Ogni frammento, che si tratti di una fotografia, di un’immagine in movimento o di un materiale stampato, emerge come un punto di vista autonomo ma al tempo stesso interconnesso, oscillando tra ricordo personale ed esperienza collettiva. Il suo sguardo rimane sospeso tra quello di chi appartiene a un luogo e quello di chi lo osserva dall’esterno, rivelando come la percezione venga profondamente trasformata dall’esperienza di abitare più di un mondo culturale. Attraverso una pratica al tempo stesso poetica e criticamente attenta, Hangyan Chen porta alla luce la risonanza politica racchiusa negli incontri quotidiani, aprendo uno spazio in cui memoria, linguaggio e appartenenza rimangono in continuo dialogo. Susanne Kriemann

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Art & Culture
Martedì, 01 Set 2026 19:00

L’artista Hangyan Chen, attiva tra Karlsruhe e Hangzhou, presenta al Foto Forum la mostra Das ist ein Kinderspiel, not an Apple. Il lavoro costituisce un’esplorazione intima e al tempo stesso profondamente contemporanea dell’identità, del linguaggio e della percezione culturale. Radicata nella sua esperienza di vita tra Germania e Cina, la mostra si sviluppa come una riflessione sui modi mutevoli in cui i luoghi, la memoria e il linguaggio plasmano la comprensione di noi stessi e dei mondi che abitiamo. Hangyan Chen lavora con la fotografia, il video, la performance e le pubblicazioni d’artista. Con uno sguardo sensibile e al tempo stesso profondo, indaga le silenziose complessità della vita quotidiana, portando alla luce spazi trascurati, narrazioni nascoste e le sottili tensioni che emergono tra differenti realtà culturali e linguistiche. La fotografia occupa una posizione centrale nella pratica artistica di Chen. Il suo obiettivo si rivolge ai paesaggi periferici dell’ambiente urbano, spazi che rimangono visibili ma che vengono in gran parte ignorati. Osservando i contesti a lei familiari in Germania e in Cina attraverso una prospettiva trasformata dalla distanza e dalla migrazione, documenta gli spazi marginali delle città insieme ai loro ritmi silenziosi e spesso invisibili. Situato tra intimità e spaesamento, il lavoro di Chen indaga il modo in cui la migrazione, il linguaggio e la mobilità culturale trasformano la percezione stessa. Invece di presentare l’identità come qualcosa di fisso o univoco, la sua pratica la interpreta come un processo continuo di negoziazione, costantemente ridefinito attraverso il movimento tra confini linguistici, geografici e culturali. Nel corso della mostra, Chen intreccia una complessa costellazione di temporalità, all’interno della quale persone, oggetti, luoghi e ricordi si incontrano in narrazioni parallele. Ogni frammento, che si tratti di una fotografia, di un’immagine in movimento o di un materiale stampato, emerge come un punto di vista autonomo ma al tempo stesso interconnesso, oscillando tra ricordo personale ed esperienza collettiva. Il suo sguardo rimane sospeso tra quello di chi appartiene a un luogo e quello di chi lo osserva dall’esterno, rivelando come la percezione venga profondamente trasformata dall’esperienza di abitare più di un mondo culturale. Attraverso una pratica al tempo stesso poetica e criticamente attenta, Hangyan Chen porta alla luce la risonanza politica racchiusa negli incontri quotidiani, aprendo uno spazio in cui memoria, linguaggio e appartenenza rimangono in continuo dialogo. Susanne Kriemann

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Martedì, 01 Set 2026 15:30

La terza sfilata delle Residenze Villa Armonia e Villa Serena Martedì 1 settembre 2026, alle ore 15:30, presso la Residenza per anziani Villa Serena in via Fago 18/20 a Bolzano, si terrà la terza sfilata con e per le/i residenti delle Residenze Villa Armonia e Villa Serena di ASSB. Un nuovo appuntamento dedicato alla moda, alla creatività e alla valorizzazione delle persone che vivono nelle residenze, in continuità con il percorso avviato con le precedenti sfilate.

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Lunedì, 31 Ago 2026 19:00

Ensemble del CONSERVATORIO C. MONTEVERDI di Bolzano Il Bolzano Festival Bozen è una vera festa per la città, un’improvvisa esplosione di musica. Non ci sono infatti solo le star internazionali nelle grandi sale da concerto: la musica si diffonde, fuoriesce coinvolgendo il tessuto urbano in una capillare esperienza di ascolto. Ti potrà capitare quindi di entrare in un cortile e trovare tamburi, marimbe e xilofoni, oppure trombe, flauti, corni e fagotti. Con “Musica in Cortile” il festival si insinua tra le case e grazie al talento degli studenti del Conservatorio di Bolzano offre a tutti i cittadini dei preziosi momenti di musica, in cui ascoltare partiture di diverse epoche, provenienti da diverse parti del mondo. Nelle calde serate di fine estate esci in strada o affacciati alla finestra, la musica classica ti aspetta!

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Lunedì, 31 Ago 2026 19:00

Ensemble del CONSERVATORIO C. MONTEVERDI di Bolzano Il Bolzano Festival Bozen è una vera festa per la città, un’improvvisa esplosione di musica. Non ci sono infatti solo le star internazionali nelle grandi sale da concerto: la musica si diffonde, fuoriesce coinvolgendo il tessuto urbano in una capillare esperienza di ascolto. Ti potrà capitare quindi di entrare in un cortile e trovare tamburi, marimbe e xilofoni, oppure trombe, flauti, corni e fagotti. Con “Musica in Cortile” il festival si insinua tra le case e grazie al talento degli studenti del Conservatorio di Bolzano offre a tutti i cittadini dei preziosi momenti di musica, in cui ascoltare partiture di diverse epoche, provenienti da diverse parti del mondo. Nelle calde serate di fine estate esci in strada o affacciati alla finestra, la musica classica ti aspetta!

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Domenica, 30 Ago 2026 20:00

Toward Mahler Leoš Janáček Mládí (Gioventù) Sestetto di strumenti a fiato Johannes Brahms Quartetto d’archi in Si bemolle Maggiore, op. 67 I Quartetti per archi di Johannes Brahms figurano tra le opere cameristiche all’apice di questa categoria: doni preziosi che la storia ci offre per arricchire e dare significato alla nostra esistenza. La musica di Brahms precede direttamente quella di Gustav Mahler: i musicisti che conobbero Brahms, suonarono con lui e portarono in scena per la prima volta le sue opere furono in molti casi gli stessi che, in seguito, promossero la musica di Mahler. Non si potrebbero immaginare pezzi più congeniali di questi per analizzare lo stile e cercare di comprendere come potessero suonare i musicisti nella Vienna di fine Ottocento. Insieme ai due quartettisti Volker Jacobsen (Artemis Quartett) e Stefan Arzberger (Leipziger Streichquartett), ai due violoncellisti-direttori d’orchestra Bruno Weinmeister e Philipp von Steinaecker, e al musicologo Clive Brown, massimo esperto di prassi esecutiva brahmsiana, gli studenti della Mahler Academy, suonando con corde di budello, presentano la loro esplorazione stilistica di Brahms nel percorso verso Gustav Mahler. I Quartetti di Brahms sono affiancati dalla splendida Humoresque per quintetto di fiati di Alexander von Zemlinsky. Zemlinsky fu insegnante di composizione di Alma Mahler e godeva di grande stima e sostegno da parte di Gustav Mahler. Sebbene l’Humoresque sia stato creato come genere solo nel 1939 durante l’esilio americano, la sua intera struttura e il suo universo sonoro sono profondamente radicati nello spirito di inizio secolo. Potrebbe quindi essere lecito, anzi persino logico, eseguirlo sugli strumenti viennesi originali di Mahler risalenti a quell’epoca.

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Domenica, 30 Ago 2026 18:00

Toward Mahler Johannes Brahms Quartetto d’archi in do minore, op. 51 n.1 Johannes Brahms Quartetto d’archi in la minore, op. 51 n.2 I Quartetti per archi di Johannes Brahms figurano tra le opere cameristiche all’apice di questa categoria: doni preziosi che la storia ci offre per arricchire e dare significato alla nostra esistenza. La musica di Brahms precede direttamente quella di Gustav Mahler: i musicisti che conobbero Brahms, suonarono con lui e portarono in scena per la prima volta le sue opere furono in molti casi gli stessi che, in seguito, promossero la musica di Mahler. Non si potrebbero immaginare pezzi più congeniali di questi per analizzare lo stile e cercare di comprendere come potessero suonare i musicisti nella Vienna di fine Ottocento. Insieme ai due quartettisti Volker Jacobsen (Artemis Quartett) e Stefan Arzberger (Leipziger Streichquartett), ai due violoncellisti-direttori d’orchestra Bruno Weinmeister e Philipp von Steinaecker, e al musicologo Clive Brown, massimo esperto di prassi esecutiva brahmsiana, gli studenti della Mahler Academy, suonando con corde di budello, presentano la loro esplorazione stilistica di Brahms nel percorso verso Gustav Mahler. I Quartetti di Brahms sono affiancati dalla splendida Humoresque per quintetto di fiati di Alexander von Zemlinsky. Zemlinsky fu insegnante di composizione di Alma Mahler e godeva di grande stima e sostegno da parte di Gustav Mahler. Sebbene l’Humoresque sia stato creato come genere solo nel 1939 durante l’esilio americano, la sua intera struttura e il suo universo sonoro sono profondamente radicati nello spirito di inizio secolo. Potrebbe quindi essere lecito, anzi persino logico, eseguirlo sugli strumenti viennesi originali di Mahler risalenti a quell’epoca.

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Domenica, 30 Ago 2026 11:00-12:30 |

La seconda edizione di LASSÖ – N conzert por te si terrà il 30 agosto 2026 nei pressi del rifugio Pralongià e sarà dedicata a Othmar Costabiei († 2009), che ha perso la vita nelle vicinanze. LASSÖ unisce musica, natura e memoria. Al centro vi è un momento condiviso di raccoglimento, accompagnato dalla musica classica in un paesaggio montano mozzafiato. Anche quest'anno sarà presentata una prima esecuzione assoluta, composta appositamente per LASSÖ. L'opera è di Matthäus Crepaz ed è dedicata a Othmar Costabiei. Programma Roland Szentpali - Hoyern: for solo horn (2019): III. Kirchen Florence Price (1887-1953) - String quartet no. 2 in A minor: II. Andante cantabile, III. Juba Luigi Cherubini (1760-1842) - I. Sonata: Larghetto; II. Sonata: Largo, Allegro moderato Sam Suggs (*1990) - Postlude (2015) Konstantinos Sifakis (*1996) - Munts (2023) Matthäus Crepaz (*1985) - Neue Komposition (2026) Ensemble​ Daniel Bossi – Violino Gabriele Seggioli – Violino Kardelen Buruk – Viola Matteo Bodini – Violoncello Emma Moling – Contrabbasso Arthur Michel – Corno

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Partyzone
Domenica, 30 Ago 2026 08:30-17:00 |

Festa dei Vigili del Fuoco Volontari di San Giacomo-Agruzzo, con intrattenimento, stand gastronomici e musica, nonché esposizione di autovetture storiche che, partendo da San Giacomo, saranno portate in mostra anche a Pineta e Laives.

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Sabato, 29 Ago 2026 20:00

Franz Schubert Sonata per pianoforte n. 19 in do minore, D 958 Ferruccio Busoni Fantasia contrappuntistica su J.S. Bach, BV 253 Ludwig van Beethoven Sonata per pianoforte n. 23 in fa minore, op. 57 “Appassionata” Quasi nessun pianista – almeno nei Paesi di lingua tedesca – ha avuto un impatto così profondo anche al di fuori della carriera musciale, come Igor Levit. L’artista, nato in Russia e cresciuto in Germania, non è soltanto un interprete eccezionale, ma anche una voce autorevole nel dibattito pubblico. Levit si esprime con passione su questioni sociali e politiche, prende una posizione netta contro l’antisemitismo e l’estremismo di destra e non teme le controversie. Da qui la sua notorietà mediatica, che va ben oltre l’ambiente della musica classica. Anche Levit è sempre stato un convinto sostenitore di Busoni. Definendosi “cittadino, europeo e pianista”, si pone in diretta continuità con la concezione transnazionale di identità di Busoni e con la sua eredità intellettuale. Allo stesso tempo, rappresenta i valori cardine attraverso cui si definisce anche la Fondazione Busoni-Mahler. Appare dunque logico che Levit diversifichi il programma della sua tournée per il debutto a Bolzano, inserendo un’opera di Busoni tra due capolavori del repertorio pianistico: tra la Sonata in la maggiore D 959 di Schubert e l’“Appassionata” di Beethoven, verrà eseguita la Fantasia nach J. S. Bach BV 253 di Busoni.

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Music
Sabato, 29 Ago 2026 18:00

SALVATORE SEMINARA chitarra UBALDO ROSSO flauto VERA ANFOSSI viola MILENA PUNZI ANFOSSI violoncello PROGRAMMA János Fusz Quartetto op.1 in Do Maggiore · Quartett Op.1 in C Dur - Andante - Minuetto - Trio - Adagio - Finale (Allegro) Franz Schubert – Matiegka Quartetto in Sol Maggiore · Quartett in G Dur - Moderato - Minuetto – Trio I – Trio II - Lento e patetico - Zingara - Tema e variazioni

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Sabato, 29 Ago 2026 17:00-22:00 |

La famosa Corsa delle Patate: ¾ - mezza maratona da Brunico a Campo Tures – 17,6 chilometri da Brunico a Campo Tures in un ambiente meraviglioso, una gara splendida per tutti e specialmente per te. Gara del Circuito Podistico Top 7 Alto Adige. Prenotazione solo online. Il percorso dei 17,6 km: Partenza da Piazza Municipio a Brunico (835 m), si prosegue fino a Piazza Cappuccini, raggiungendo il Kolpinghaus. Costeggiando il fiume Aurino, sulla pista ciclabile, si toccano varie località, quali Teodone, Villa Santa Caterina, Gais, Villa Ottone, Caminata, fino a raggiungere l’hotel Bad Winkel. All’altezza del centro balneare Cascade si attraversa il ponte sull’Aurino, si percorre Via Daimer per proseguire verso il traguardo sito in Piazza delle feste a Campo Tures (870 m.).

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Sabato, 29 Ago 2026 11:00

Le fasi finali dell’Arthur Rubinstein International Piano Master Competition 2026, inizialmente previste per il mese di maggio, sono state posticipate a settembre. Il Bolzano Festival Bozen è pertanto lieto di poter presentare il pianista Kit Armstrong nell’ambito del proprio programma. Ulteriori dettagli saranno comunicati a breve.

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Sport
Sabato, 29 Ago 2026 08:00-16:00 |

Giornata della bici sulla strada dello Passo Stelvio, 48 tornanti mozzafiato e 1.869 m d’altitudine in bici - Stelvio Bike Day 1.869 metri di dislivello, 48 tornanti e un incredibile vista panoramica a 360° attendono i ciclisti che si mettono in sella per la Giornata della Bici. Ogni anno la leggendaria Strada del Passo dello Stelvio – una delle più alte strade alpine – viene chiusa al traffico per un giorno per fare posto alla biciclette dello Stelvio Bike Day. Punto di partenza dello Stelvio Bike Tour è Prato allo Stelvio. Un’altra partenza si trova a Spondigna. In questa meravigliosa giornata ciclistica si tratta di conquistare i 2.760 metri di Passo Stelvio, uno dei passi più alti di tutte le Alpi. Non è una gara ciclistica: l'importante è partecipare! Altitudine più bassa (PARTENZA): Prato allo Stelvio (910 m) Altitudine massima (ARRIVO): Passo dello Stelvio (2758 m) Distanza: Prato allo Stelvio – Passo dello Stelvio 24,96 km Dislivello: Prato allo Stelvio – Passo dello Stelvio 1.848 m Pendenza max.: 15% Pendenza media: 9–11% Sicurezza e chiusure stradali: La chiusura della strada per i veicoli motorizzati (eccetto le e-bike) si applica da TRAFOI alla cima del Passo Stelvio (BZ) dalle ore 8.00 alle ore 16.00. La stessa chiusura si applica da Bormio alla cima del passo (LO) e, sul lato Siusi, al Passo Umbrail! Il casco è obbligatorio per la sua sicurezza. Essere presenti è tutto! Non è necessario registrarsi alla partenza di Prato per partecipare alla Giornata Ciclistica di Prato allo Stelvio. Non c'è una partenza di massa! Ognuno parte per conto proprio. L'orario di partenza migliore a Prato è dalle 6.30 alle 10.30.

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Venerdì, 28 Ago 2026 20:00

Il mandolino a Parigi nel XVIII secolo PIZZICAR GALANTE ANNA SCHIVAZAPPA Mandolino Giovanni Battista Gervasio (n. Napoli, c. 1730 – m.? dopo il 1786) Sonata in do maggiore per mandolino e basso continuo Autore anonimo (da Francesco Mancini et F. B. Conti) Sonata VI in sol minore Autore anonimo (da Francesco Mancini et F. B. Conti) Sonata Prima in do maggiore Autore anonimo La Fürstenberg Giovanni Battista Gervasio (n. Napoli, c. 1730 – m.? dopo il 1786) Sonata in re maggiore Il mandolino è uno strumento quasi dimenticato, se si esclude il suo aspetto di nostalgico cliché di una certa cultura partenopea. Eppure, questo strumento di origine napoletana fu ad un certo punto, nella seconda metà del Settecento, estremamente di moda in tutta Europa. Il concerto dell’ensemble Pizzicar Galante con la solista Anna Schivazappa ci offre un ritratto proprio di questa età dell’oro del mandolino, quando alcuni grandi virtuosi napoletani come Giovanni Battista Gervasio e Gabriele Leone contribuirono alla sua diffusione con una serie di tournée europee. In Francia in particolare, la borghesia e l’aristocrazia del tempo si dedicarono allo studio del mandolino con l’ausilio di maestri italiani e di metodi che tra le altre cose offrivano anche regole essenziali per accompagnarsi al mandolino cantando le arie della Comédie Italienne, per il piacere dei dilettanti.

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Venerdì, 28 Ago 2026 20:00

Josu De Solaun (1981) Toccata [Preludio, Fantasia, Ciaccona su un tema di Busoni] (2026) Josu De Solaun (1981) Tre glosse concertanti dal Canzoniere ispanico (2026) Joaquín Turina (1882-1949) Sonata Pittoresca, Op. 24 “Sanlúcar de Barrameda” (1921) Josu De Solaun (1981) 21 “Tientos” (2025-2026) Manuel de Falla (1876-1946) Fantasía Baetica [Fantasia Andalusa] (1919) [ci sarà una breve improvvisazione prima e dopo ciascun brano principale del programma] Lettera all’ascoltatore Caro ascoltatore, Non so esattamente che cosa ti abbia portato fin qui. A volte si entra in una sala da concerto perché si conosce un brano, a volte perché ci si fida di un nome, a volte perché la giornata lo consente e qualcosa dentro, in silenzio, dice: entra. Non ho una ragione del tutto chiara per suonare questa musica in questo modo, qui e ora. Alcune decisioni vengono prese prima di poter essere spiegate, e forse l’unico gesto onesto è non fingere di sapere sempre perché… Questo recital muove da una premessa risoluta: intende la musica come un campo di pratica, piuttosto che come una divisione di ruoli musicali. Composizione, improvvisazione, trascrizione e interpretazione non sono qui trattate come discipline separate, ma come diverse articolazioni di un unico continuum gesto-musicale. Questo approccio generalista non si oppone al rigore né alla profondità; si oppone alla frammentazione. È strettamente allineato con l’etica artistica di Ferruccio Busoni, per il quale la musica non è mai stata l’esecuzione di una funzione, ma il ripensamento continuo del suono attraverso il tocco, la memoria e l’immaginazione. Penso sempre più a questa posizione come a quella di un musicista generalista, non nel senso di padroneggiare tutto, ma di restare permeabile a molteplici modalità del pensiero musicale. La musica, prima di diventare una professione o una specializzazione, era un modo di stare al mondo. Questo recital è plasmato da tale convinzione. Le brevi improvvisazioni poste prima e dopo ciascuna opera principale non sono introduzioni, spiegazioni o commenti. Riconoscono qualcosa di più semplice e più esigente: la musica non comincia con la partitura, né finisce con essa. Segnano una soglia tra memoria e azione presente. L’improvvisazione non è qui libertà opposta alla forma, ma responsabilità assunta senza protezione. È un modo di restare in contatto con l’immediatezza, con il sé così com’è oggi, piuttosto che con un’idea astratta di correttezza o di stile. Questa idea di immediatezza plasma anche il mio modo di programmare. Non posso più avvicinarmi a ciò che di solito viene chiamato repertorio classico come un amministratore neutrale — una sorta di curatore museale — perché quella posizione presuppone già un’astrazione in cui non credo. La programmazione, per me, non può partire dalla nozione di repertorio o di canone, categorie storiche utili ma in ultima analisi impersonali. Deve partire da qualcosa di più vicino a un canzoniere personale: un corpo di musica che si è abitato, con cui si è lottato, che ci ha formati, e che non si può suonare senza esserne implicati come esseri umani. È anche per questo che il repertorio canonico occupa oggi un posto diverso nei miei programmi. Non si può suonare in modo significativo la tradizione austro-tedesca — così centrale nella vita del recital — senza restare in contatto con le fonti vernacolari, corporee e rituali che l’hanno nutrita: ritmo popolare, danza, canto, gesto. Quando questo contatto si perde, il canone rischia di diventare un museo di gesti piuttosto che un linguaggio vivo. Programmare, dunque, non è per me un atto curatoriale, ma un atto esistenziale: un allineamento antropico tra ciò che si suona e il modo in cui si ascolta, si vive, si ricorda e si sta al mondo. La mia Toccata (Preludio, Fantasia, Ciaccona su un tema di Busoni) è una composizione originale scritta in dialogo esplicito con la prassi di Busoni. Il riferimento non è imitazione né omaggio decorativo, ma procedurale ed etico. Il titolo, la struttura e la forma parentetica riecheggiano consapevolmente la Toccata di Busoni, mentre l’uso di un tema busoniano segue una pratica centrale nel suo pensiero: la composizione come trasformazione, la trascrizione come pensiero creativo, la tradizione come materia viva. Così come Busoni si muoveva liberamente da Bach a Chopin e dalla musica notata alle fonti vernacolari, quest’opera tratta l’eredità non come qualcosa da conservare intatto, ma come qualcosa da mettere alla prova, piegare e ri-enunciare attraverso il tocco. Le Tre glosse concertanti dal Canzoniere ispanico nascono dalla stessa linea, ma la estendono in un atto deliberato di espansione del repertorio. La musica iberica ha naturalmente prodotto una ricca tradizione pianistica radicata in idiomi vernacolari. Ciò che è rimasto in gran parte marginale, tuttavia, è la trasformazione in repertorio da concerto di linguaggi musicali tradizionalmente esclusi dal canone classico: copla, zarzuela, canto teatrale popolare, bolero, romanza taurina. Queste glosse si muovono precisamente in questo territorio, consapevolmente nello spirito di Ferruccio Busoni, per il quale trascrizione e arrangiamento non erano arti secondarie, ma modalità centrali della composizione — modi di pensare musicalmente attraverso la trasformazione del materiale ereditato. Non sono arrangiamenti, né stilizzazioni folkloriche. Sono glosse nel senso medievale del termine: atti di pensiero musicale condotti dall’interno di un vernacolo vivo, scritti per il pianoforte moderno con piena consapevolezza delle sue capacità architettoniche e virtuosistiche. In questo senso, cercano di aprire un percorso pianistico analogo — pur non imitativo — a quello che Liszt realizzò con il materiale ungherese: non conservazione, ma trasformazione in un nuovo linguaggio concertistico. Ogni glossa prende avvio da una fonte concreta. La Campanera, celebre copla andalusa, bilancia intimità ed esposizione teatrale, desiderio e distanza. Il Coro delle spigolatrici da La Rosa del Azafrán incarna il lavoro collettivo, il tempo ciclico e la dignità delle voci anonime centrali nel teatro popolare spagnolo. Romanza di valentia, radicata nel canto taurino, affronta il coraggio non come bravura, ma come esposizione — un’etica del restare di fronte al rischio. In tutti e tre i casi, il vernacolo non è citato come colore, ma lasciato generare forma, conflitto e virtuosismo dall’interno. All’interno di questo quadro, la Sonata Pittoresca op. 24 di Joaquín Turina non appare come descrizione pittoresca, ma come meditazione sull’abitare. Nell’arte spagnola, il luogo è raramente semplice paesaggio. È tempo vissuto, ritmo abitato, un modo di essere. I titoli non nominano spazi per rappresentarli, ma per abitarli musicalmente. Sanlúcar de Barrameda funziona qui come un locus amoenus, quasi arcadico, ma mai idealizzato o separato dalla vita. Torre, strada, spiaggia e pescatori articolano modalità complementari dell’abitare: distanza senza dominio, coesistenza senza gerarchia, sospensione senza sviluppo narrativo, ripetizione senza spettacolo. La strada porta attrito, la spiaggia sospende il tempo tra terra e mare, i pescatori incarnano il lavoro come ritmo più che come immagine. La forma di Turina non offre rifugio; chiede responsabilità. Dopo la pausa, si dispiega il mio ciclo dei 21 Tientos. Questi brani non sono stati concepiti come un sistema chiuso né come un ciclo predefinito. Sono apparsi uno a uno, nel tempo, come risposte a situazioni concrete — personali, geografiche, storiche. Il termine tiento è usato nel suo senso iberico originario: tentare, tastare, avvicinarsi senza possedere. I riferimenti modali indicati non funzionano come sistemi teorici, ma come orientamenti poetici del respiro, della gravità e della pressione temporale. Rumore e canto, immobilità e violenza, rituale e interruzione coesistono senza risoluzione. Città, paesaggi, lingue e forme di esilio sono iscritti non come narrazione, ma come tensione. L’identità non è affermata; è esposta come movimento. Il pianoforte non è trattato come strumento neutro, ma come corpo che ricorda. Il recital si conclude con la Fantasía Baetica di Manuel de Falla, dove l’unità interna del programma diventa esplicita. Profondamente radicata nel flamenco e nel cante jondo, l’opera tratta il ritmo come legge piuttosto che come colore, e il gesto come necessità piuttosto che come effetto. Allo stesso tempo, l’interesse di Falla per la musica indiana e lo studio del raga aprono il brano verso una concezione più ampia della modalità, del tempo ciclico e della gravità melodica oltre l’armonia funzionale occidentale. Questo incontro non indebolisce la tradizione classica; la rinnova dall’interno. La precisione è qui solo la condizione minima. Senza rischio, l’accuratezza diventa vuota. L’opera non chiude il recital — lo affronta. Questo programma non propone alcuna gerarchia tra composizione e interpretazione, né separa tradizione e invenzione. Propone una pratica: una in cui il musicista si pone come generalista, non per dominare tutto, ma per restare permeabile a ciò che lo precede e a ciò che lo supera. Se qualcosa rimane esposto questa sera, è perché non è stato protetto. Forse fare musica oggi è semplicemente questo: permettere a suono, memoria e presenza di incontrarsi senza chiedere permesso. Josu de Solaun

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Sport
Venerdì, 28 Ago 2026 18:30

all different – all women: Alla 14ª edizione della Women’s run Brixen, le partecipanti percorrono il tragitto di 4,2 km attraverso il centro storico di Bressanone, correndo o camminando – e tutto per una buona causa. Ogni anno, la Women’s run Brixen sostiene un obiettivo solidale: un terzo della quota di partecipazione viene donato all’iniziativa „es geat di a un – tocca a te“, che offre un aiuto rapido e senza burocrazia alle donne vittime di violenza. Attenzione: Il numero di partecipanti è limitato. Iscrizione: www.womensrun.it Programma: Ore 13:00 - 18:00: Apertura ufficio gara Dalle ore 16:00: Percorso bici per bambini in piazza palazzo vescovile. Ore 18:00: Saludto ufficiale Ore 18:30: Riscaldamento con Alexa Ore 19:00: Partenza Ore 20:00: After-Race-Party con “Sitting Bull”

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Music
Venerdì, 28 Ago 2026 12:00

Ludwig van Beethoven: Sonata per pianoforte n. 29 op. 106 Hammerklavier Robert Schumann: Carnaval, op.9 Nell’ambito del Festival Busoni, il Concorso Pianistico Busoni presenta non solo i suoi premiati – quest’anno Yifan Wu, Sandro Nebieridze e Zhonghua Wei – ma anche una selezione di concorrenti che hanno trionfato in concorsi internazionali organizzati in collaborazione con la World Federation of International Music Competitions. Questi concerti fanno da ponte tra l’ambiente delle audizioni e l’esordio di una carriera internazionale, offrendo uno spaccato dello stile musicale di giovani pianisti e pianiste di talento dei giorni nostri. Ad aprire il festival sarà Aristo Sham, vincitore del 1° premio alla Van Cliburn International Piano Competition 2025, uno dei concorsi pianistici più prestigiosi al mondo, noto per essere un importante trampolino di lancio a livello internazionale. Aristo Sham si è distinto per la versatilità stilistica, la ricchezza sonora e l’architettura chiara e coerente delle sue interpretazioni. Il suo programma instaura un dialogo consapevole tra originale e arrangiamento, includendo trascrizioni di Ferruccio Busoni da brani di Bach, Brahms e Chopin. A fine agosto sarà il turno di Nikola Meeuwsen, vincitore del 1° premio della Queen Elisabeth Competition (categoria pianoforte). Il suo programma spazia attraverso diverse epoche della letteratura pianistica: dalla Partita n. 1 in si bemolle maggiore di Bach a Le Tombeau de Couperin di Ravel e alle Variazioni in fa minore di Haydn, fino alla Sonata n. 23 in fa minore, nota come l’“Appassionata”, di Beethoven.

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Cinema
Giovedì, 27 Ago 2026 21:00

Parallel zu den Hauptfilmen wird im Lesesaal der Landesbibliothek jeweils ein Kinderfilm gezeigt Der Eintritt ist frei, für die Besucher*innen gilt freie Platzwahl. Aufgrund der großen Nachfrage wird empfohlen, rechtzeitig vor Ort zu sein. Beginn der Vorführungen ist jeweils um 21 Uhr, Einlass ab 20 Uhr. Die Filmabende finden nur bei schönem Wetter statt. Absagen werden kurzfristig auf der Homepage und auf den sozialen Medien bekannt gegeben. FATHER MOTHER SISTER BROTHER (US/IE/FR, 2025) Irgendwo in den USA besuchen zwei Geschwister ihren alten Vater, nachdem sie jahrelang keinen Kontakt mit ihm hatten. In Dublin ist eine alternde Schriftstellerin in Vorfreude, ihre zwei erwachsenen Töchter zu treffen, die sie immer nur einmal im Jahr besuchen. In Paris betritt ein Zwillingsgeschwisterpaar die Wohnung ihrer kürzlich verstorbenen Eltern. Regie/regia: Jim Jarmusch Mit/con: Cate Blanchett, Adam Driver, Charlotte Rampling, Tom Waits Dauer/durata: 111′ In deutscher Sprache / In tedesco Kinderfilm / Film per bambini Ernest und Cèlestine – Die Reise ins Land der Musik (2022) Dauer: 80 min Freigegeben ohne Altersbegrenzung. In deutscher Sprache

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Music
Giovedì, 27 Ago 2026 20:30

Orquestra Johann Sebastian Rio (Brasile) & Linus Roth SAMBACH: Samba & Bach Johann Sebastian Bach: Concerto per violino e orchestra BWV 1042 Heitor Villa-Lobos: Villa Cantilena & Melodia Sentimental Antonio Carlos Jobim: Desafinado, Garota de Ipanema, Samba de uma Nota Só Marcos Valle: Samba de Verao Noel Rosa: Gago Apaixonado Ary Barroso: Aquarela do Brasil Assis Valente: Brasil Pandeiro Waldir Azevedo / Jacob do Bandolim: Brasileirinho, Assanhado Zequinha de Abreu: Tico-tico no Fuba Jorge Benjor: Mas que nada

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Music
Giovedì, 27 Ago 2026 20:00

Felix Mendelssohn Bartholdy Prelude and Fugue op. 35 No. 1 Robert Schumann Kreisleriana Robert Schumann Arabesque Domenico Scarlatti Sonata, K. 9 (arr. Carl Tausig in e minor) Antonio Soler Sonata in F-sharp Major, R. 90 Arvo Pärt Für Alina Robert Schumann Da Dichterliebe, op. 48: Im wunderschönen Monat Mai (arr. Yifan Wu) Robert Schumann Sonata n. 1 in fa diesis minore, op. 11 Nell’ambito del Festival Busoni, il Concorso Pianistico Busoni presenta non solo i suoi premiati – quest’anno Yifan Wu, Sandro Nebieridze e Zhonghua Wei – ma anche una selezione di concorrenti che hanno trionfato in concorsi internazionali organizzati in collaborazione con la World Federation of International Music Competitions. Questi concerti fanno da ponte tra l’ambiente delle audizioni e l’esordio di una carriera internazionale, offrendo uno spaccato dello stile musicale di giovani pianisti e pianiste di talento dei giorni nostri. Ad aprire il festival sarà Aristo Sham, vincitore del 1° premio alla Van Cliburn International Piano Competition 2025, uno dei concorsi pianistici più prestigiosi al mondo, noto per essere un importante trampolino di lancio a livello internazionale. Aristo Sham si è distinto per la versatilità stilistica, la ricchezza sonora e l’architettura chiara e coerente delle sue interpretazioni. Il suo programma instaura un dialogo consapevole tra originale e arrangiamento, includendo trascrizioni di Ferruccio Busoni da brani di Bach, Brahms e Chopin. A fine agosto sarà il turno di Nikola Meeuwsen, vincitore del 1° premio della Queen Elisabeth Competition (categoria pianoforte). Il suo programma spazia attraverso diverse epoche della letteratura pianistica: dalla Partita n. 1 in si bemolle maggiore di Bach a Le Tombeau de Couperin di Ravel e alle Variazioni in fa minore di Haydn, fino alla Sonata n. 23 in fa minore, nota come l’“Appassionata”, di Beethoven.

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Music
Mercoledì, 26 Ago 2026 20:00

BAROQUE ARABESQUE ÖZLEM BULUT Voce ALENKA BRECELJ Violino barocco AVIN AHAMDI Oud DESIREÈ WÖHRER Viola da gamba e Flauti dritti MARINKA BRECELJ Clavicembalo e Direzione Il barocco è stato un momento storico di grandissima vitalità, estro e creatività. Diversamente dal modo in cui forse i meno esperti percepiscono la musica barocca, l’improvvisazione e la contaminazione di forme e tradizioni musicali di altre regioni, così come la permeabilità del confine tra musica colta e musica popolare, giocavano un importantissimo ruolo nelle prassi esecutive e nel lavoro compositivo dell’epoca. Per queste ragioni non è un caso che anche al giorno d’oggi molti artisti sperimentino inedite fusioni tra il barocco e altre culture musicali, come in questo programma che costruisce un affascinante mosaico affiancando la musica antica con la tradizione orientale e sefardita. Il punto di forza di Baroque Arabesque è un gruppo di straordinari musicisti, tra cui spicca la cantante di origini turche e curde Özlem Bulut, il cui canto aggiunge una dimensione inaspettata e sorprendente all’esecuzione.

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Art & Culture
Mercoledì, 26 Ago 2026
L'evento si tiene dal 26 Ago 2026 al 01 Set 2026

Insieme per la giustizia climatica e il futuro: il 4° Climate Camp Alto Adige vi aspetta ad Anterivo Ondate di calore, frane e scarsità idrica: le conseguenze della crisi climatica sono già oggi ben visibili e preoccupanti, ma portano con sé anche l’opportunità di immaginare nuovi futuri. Vero, una delle coorganizzatrici, afferma: «Proprio questa estate con le ondate di calore e le conseguenze del maltempo che ne sono derivate hanno dimostrato ancora una volta quanto sia grave la situazione. Il Klimacamp è un luogo di scambio e di creazione di reti: non ci limitiamo a parlare del clima, ma agiamo concretamente. Questo ci aiuta a non perdere la speranza». Per sperimentare come possiamo costruire attivamente questi cambiamenti, il piazzale delle feste di Anterivo si trasformerà, dal 26 agosto al 1° settembre 2026, in un luogo di incontro, scambio e utopia vissuta. Persone di tutte le età sono invitate a ritrovarsi tra conferenze, workshop interattivi e la vita quotidiana del camp, per discutere, imparare gli uni dagli altri e reinventare il senso di comunità. La partecipazione è gratuita e si basa su donazioni volontarie. Il programma dettagliato dell’evento e il modulo di iscrizione online sono disponibili sul sito klimacamp-altoadige.bz/de/ oppure su instagram @klimacampaltoadige . È possibile partecipare l'intera settimana, singole giornate o spontaneamente per specifici eventi del programma. Il Klimacamp viene realizzato in collaborazione con l'alleanza per la protezione del clima Climate Action South Tyrol (CAST).

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Music
Martedì, 25 Ago 2026 20:00

Wolfgang Amadeus Mozart (trascr. Ferruccio Busoni, 1922) Fantasia in fa minore KV 608 Robert Schumann (trascr. Claude Debussy) 6 studi in forma di canone. op. 56 Darius Milhaud Scaramouche, op. 165b Sergej Rachmaninov Danze Sinfoniche, op. 45a Quando Martha Argerich e Lilya Zilberstein si presentano insieme sul palco, si incontrano due artiste il cui percorso musicale è legato in modo speciale alla città di Bolzano: entrambe si aggiudicarono il primo premio del Concorso Pianistico Internazionale Ferruccio Busoni: Martha Argerich nel 1957, Lilya Zilberstein tre decenni dopo, nel 1987. Da allora, Argerich e Zilberstein si sono affermate come soliste di calibro mondiale, collaborando con le orchestre e i direttori più importanti, coltivando al contempo un’intensa passione per la musica da camera; Martha Argerich, in particolare, non ama i recital e la “solitudine” al pianoforte. Da diversi anni, si esibisce regolarmente al fianco di Lilya Zilberstein. Nel 2011, Argerich e Zilberstein hanno fatto entrambe parte della giuria del Concorso Busoni e sono andate in scena insieme per l’ultima volta in questa formazione a Bolzano, in occasione di un concerto di gala che ha registrato il tutto esaurito. Il fatto che oggi ritornino alla ribalta come duo consolidato, nel luogo che segna un capitolo formativo nella carriera artistica di entrambe, conferisce a questo evento una risonanza speciale. A Bolzano, il programma comprende l’arrangiamento di Busoni della Fantasia di Mozart, gli Studi in forma di canone di Schumann nella versione per due pianoforti di Claude Debussy, nonché opere di Milhaud e di Rachmaninov

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Exhibitions
Martedì, 25 Ago 2026 10:00-12:30 | 15:00 - 19:00
L'evento si tiene dal 25 Ago 2026 al 30 Ago 2026

Per Jette Christiansen, originaria della Danimarca, la Groenlandia è probabilmente una metafora della patria – trasportata nel surreale. Nelle pieghe di questi giganti di ghiaccio quasi nessuno ha casa propria; l’esistenza umana viene accennata solo marginalmente, per lo più sotto forma di barche arenate da tempo. La contemplazione si perde nel regno del freddo, lasciata sola con i propri pensieri e le proprie interpretazioni. Lo sguardo si perde in onde gorgoglianti, tra fessure e fiordi di un leggendario mondo di ghiaccio. Queste immagini documentano una fase importante dell’evoluzione della pittura di Jette Christiansen. L’esistenza e l’agire umani tacciono di fronte al canto del ghiaccio, che con le sue forme bizzarre stimola l’immaginazione. Karin Dalla Torre Nella mostra, Jette Christiansen presenta anche diversi disegni a matita che toccano lo spettatore e lo stimolano alla riflessione, incarnando la filosofia accogliente e consapevole del Nord.

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Exhibitions
Martedì, 25 Ago 2026 10:00-12:00 | 14:00 - 16:00
L'evento si tiene dal 25 Ago 2026 al 05 Set 2026

L’artista Elisabeth Frei vive e lavora a Laion in Valle Isarco. È ben integrata nella comunità locale, occupandosi di spazi espositivi dedicati all’arte come, per esempio, la rassegna “Kunst im Gange” presso il municipio del suo paese. Immersa nella vita rurale, vicina alla gente, Frei sa come affrontare le loro peculiarità e stranezze. Con uno sguardo attento al contesto particolare del Sudtirolo, tramite il mezzo artistico commenta la politica e la vita quotidiana che la circondano. Le sue opere reagiscono alle strane vicissitudini della politica, della società e delle persone. Ma i suoi lavori non sono caustiche o ciniche caricature – dimostrano piuttosto il suo modo ironico e quasi affettuoso di guardare alla realtà. Virtuosa nell’uso dei materiali e delle tecniche, l’artista ricorre tanto ai disegni quanto alle composizioni cromatiche, ai montage e ai collage. Grazie ai suoi interventi, che pubblica anche su portali come salto.bz, è una delle poche artiste che accompagnano creativamente il rapido evolversi (non necessariamente in meglio) del Sudtirolo nell’ultimo decennio. Elisabeth Frei ha così creato un archivio del presente, il cui valore si sta rivelando solo ora, poco a poco. “Magari” è una parola molto diffusa in Sudtirolo, e non solo all’interno del gruppo linguistico italiano. Rappresenta l’indeterminatezza tipica di questa provincia, la sua capacità di esimersi da impegni dal sapore troppo definitivo. “Magari ci vediamo la prossima settimana… magari passo di nuovo a trovarti”: locuzioni quasi sempre destinate all’oblio. Le opere di Elisabeth Frei esposte al Kunstforum ci parlano di queste ambiguità. Mostrano creazioni e prodotti riuniti sotto il marchio, la Dachmarke, del Sudtirolo e la sua arcinota tavolozza cromatica. L’artista esalta le immagini della pubblicità e le veste di un realismo quasi fantastico. Gioca con il rosso e il bianco dello speck sudtirolese, dietro al quale si nasconde anche un fasullo patriottismo. Il fulcro di “Magari”, però, è il simbolo identitario del Sudtirolo per antonomasia: il Schurz, cioè il grembiule blu. Con grande abilità Frei mette in posa i suoi Schurz fino a farli diventare sculture a sé stanti che lasciano intuire l’atteggiamento di chi li indossa: si raggruppano diventando giocatori di carte, ma anche “omoni” in attesa o in posa. Il grembiule esprime appartenenza, ma è anche un rifugio per queste mascolinità ostentate, ma al contempo insicure. “Magari” introduce nel cosmo delle sensibilità sudtirolesi senza mai essere banale. È piuttosto la testimonianza dello sguardo particolare di Elisabeth Frei, il cui approccio acquista valore anno dopo anno, come un sismogramma artistico del nostro territorio. Introduzione: Hans Heiss

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Music
Lunedì, 24 Ago 2026 19:00

Ensemble del CONSERVATORIO C. MONTEVERDI di Bolzano Il Bolzano Festival Bozen è una vera festa per la città, un’improvvisa esplosione di musica. Non ci sono infatti solo le star internazionali nelle grandi sale da concerto: la musica si diffonde, fuoriesce coinvolgendo il tessuto urbano in una capillare esperienza di ascolto. Ti potrà capitare quindi di entrare in un cortile e trovare tamburi, marimbe e xilofoni, oppure trombe, flauti, corni e fagotti. Con “Musica in Cortile” il festival si insinua tra le case e grazie al talento degli studenti del Conservatorio di Bolzano offre a tutti i cittadini dei preziosi momenti di musica, in cui ascoltare partiture di diverse epoche, provenienti da diverse parti del mondo. Nelle calde serate di fine estate esci in strada o affacciati alla finestra, la musica classica ti aspetta!

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Music
Lunedì, 24 Ago 2026 19:00

Ensemble del CONSERVATORIO C. MONTEVERDI di Bolzano Il Bolzano Festival Bozen è una vera festa per la città, un’improvvisa esplosione di musica. Non ci sono infatti solo le star internazionali nelle grandi sale da concerto: la musica si diffonde, fuoriesce coinvolgendo il tessuto urbano in una capillare esperienza di ascolto. Ti potrà capitare quindi di entrare in un cortile e trovare tamburi, marimbe e xilofoni, oppure trombe, flauti, corni e fagotti. Con “Musica in Cortile” il festival si insinua tra le case e grazie al talento degli studenti del Conservatorio di Bolzano offre a tutti i cittadini dei preziosi momenti di musica, in cui ascoltare partiture di diverse epoche, provenienti da diverse parti del mondo. Nelle calde serate di fine estate esci in strada o affacciati alla finestra, la musica classica ti aspetta!

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Art & Culture
Lunedì, 24 Ago 2026 18:00

introduzione (bilingue): Ulrike Oberhammer – Commissione provinciale per le pari opportunità per le donne Christiane Mühlhäusler-Lazzaro – psicologa, psicoterapeuta Quando il ghiaccio incontra l’effetto delle immagini poi: rinfresco Per Jette Christiansen, originaria della Danimarca, la Groenlandia è probabilmente una metafora della patria – trasportata nel surreale. Nelle pieghe di questi giganti di ghiaccio quasi nessuno ha casa propria; l’esistenza umana viene accennata solo marginalmente, per lo più sotto forma di barche arenate da tempo. La contemplazione si perde nel regno del freddo, lasciata sola con i propri pensieri e le proprie interpretazioni. Lo sguardo si perde in onde gorgoglianti, tra fessure e fiordi di un leggendario mondo di ghiaccio. Queste immagini documentano una fase importante dell’evoluzione della pittura di Jette Christiansen. L’esistenza e l’agire umani tacciono di fronte al canto del ghiaccio, che con le sue forme bizzarre stimola l’immaginazione. Karin Dalla Torre Nella mostra, Jette Christiansen presenta anche diversi disegni a matita che toccano lo spettatore e lo stimolano alla riflessione, incarnando la filosofia accogliente e consapevole del Nord.

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Partyzone
Lunedì, 24 Ago 2026 09:00

Il Barthlmastag è una festa d’alpeggio di lunga tradizione. Si svolge ogni anno il 24 agosto e prende il nome dal patrono dei pastori, San Bartolomeo. In questo giorno i contadini si riunivano e si riuniscono ancora oggi sull’Alpe del Renon per il raggruppamento del bestiame e il successivo mercato. Il bestiame dei contadini, che ha trascorso l’estate in alpeggio, viene radunato presso la malga Saltner e condotto a mezzogiorno con “Goasslschnöllen” (colpi di frusta), richiami dei Saltner (pastori), nitriti e ruggiti. Il luogo di ritrovo è un prato recintato, dove in passato si svolgeva il mercato di Barthlmas e si effettuava lo scambio di merce. Oggi il mercato si svolge a Tre Vie, dove vengono messi in vendita i prodotti agricoli locali. Dal 1927, lo spettacolo è accompagnato dalla banda musicale di Vanga, che dagli anni ‘60 offre anche cibo e bevande. Dopo questo momento speciale sull’Alpe del Renon, nel pomeriggio si scende a Tre Vie, dove la festa d’alpeggio diventa una festa campestre con musica e un divertimento per i bambini. Nel corso degli anni, il Barthlmastag si è trasformato nella più grande festa popolare del Renon ed è conosciuto e amato ben oltre i confini del comune. E cosi si arriva all’alpe Renon: - con l'autobus 166 da Collalbo fino a Pemmern/Tre Vie, orario autobus 166: www.ritten.com/mobil - con la propria auto o navette a pagamento. Da Pemmern: seguendo il sentiero n° 1 si arriva in 40 minuti all’alpe Renon. Dislivello: superando 150 m a piedi. Se il 24 agosto cade di domenica, il raggruppamento del bestiame e il mercato vengono posticipati al lunedì, poiché secondo l’antica usanza la domenica non è un giorno di mercato

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Music
Domenica, 23 Ago 2026 20:00

ANACRONÌA Johann Christian Bach Flute quartet in C Major W.B 58 (1776) Karl Friedrich Abel Flute quartet in D Major WK 226 (1770) Juan Oliver Astorga Trio for two violins and bass Carl Philipp Emanuel Bach Divertimento in G Major H. 642 Joseph Haydn Flute quartet in D Major Op.5, Hob.II: D9 (1767) La fiorente scena musicale londinese affonda le sue radici nel lontano Settecento, quando impresari privati istituirono serie di concerti a pagamento nelle più prestigiose sale della capitale. Una di queste, fondata dall’acclamato soprano Teresa Cornelys, divenne straordinariamente popolare nell’ultimo quarto del secolo quando fu presa in mano da Johann Christian Bach e Karl Friedrich Abel, nei prestigiosi saloni di Hannover Square. L’ascoltatore contemporaneo inorridirebbe nell’assistere alla confusione che regnava durante le rappresentazioni, dove il pubblico poteva essere mosso in un istante dal riso al pianto, ma soprattutto era libero di chiacchierare comodamente seduto nelle proprie poltrone. La musica, tuttavia, era di altissima qualità, come il programma dell’ensemble Anacronìa dimostra: naturalmente composizioni originali di Bach, Abel e del loro socio Juan Oliver Astorga, ma il repertorio includeva anche capolavori di maestri come Carl Philipp Emanuel Bach e Joseph Haydn.

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Exhibitions
Domenica, 23 Ago 2026 16:00-19:00 |
L'evento si tiene dal 22 Ago 2026 al 13 Set 2026

Mostra "con.tain #4" - Alan Biehlig | Clara Pötsch | Nele Hendrikje Sandner | Katharina Schreiter | Teresa Szepes La mostra è incentrata sul riutilizzo degli "scarti" e sul processo di scoperta e trasformazione di materiali di recupero. Oggetti, stati e situazioni di varia natura vengono osservati, raccolti, classificati e trasformati – ricontestualizzati sia concettualmente che formalmente attraverso fotografia, pittura, collage, tecniche di stampa, testi e installazioni. Un tratto distintivo del metodo di lavoro dei cinque artisti è l'impiego di risorse preesistenti – nello specifico, materiali raccolti – per la creazione delle proprie opere; tale aspetto legato alla sostenibilità è parte integrante del loro approccio artistico. Inoltre, gli artisti esplorano temi e interrogativi individuali, quali la rappresentazione del mito, la diversità, l'identità e la capacità di relazionarsi, gli organismi, la percezione del corpo e la fisicità. Il nome del collettivo, "Con.tain", è stato tratto dal dizionario. I significati del termine spaziano dall'atto di contenere e trattenere a quelli di controllare, comprendere, integrare o limitare. Esso suggerisce una modalità di osservazione e attraversamento del mondo che rispecchia la natura stessa della ricerca. Oggetti, stati e situazioni di ogni genere vengono reperiti, raccolti, classificati, trasformati o inseriti in nuovi contesti. Tali residui – o tracce lasciate dietro di sé – e la loro successiva trasformazione costituiscono il filo conduttore delle opere esposte. Sia nel significato che nella grafia, il titolo apre a molteplici ambiti di riflessione, sollevando interrogativi sull'essenza delle cose che ci circondano, nonché sui significati e sulle funzioni che ad esse attribuiamo. Alan Biehlig (@alanogismus) incorpora tracce di residui umani – materiali solitamente recuperati dalla strada – sia nelle sue immagini che nelle sue sculture. Oggetti trovati lasciano impronte colorate su fondi di gesso o sul vetro, mentre frammenti di oggetti vengono trasformati, tramite tecniche di calco, in fossili dall'aspetto senza tempo. Le opere giocano con i concetti umani di storia naturale e di osservazione della natura; interrogano noi – e la natura delle tracce che lasciamo sulla Terra – evocando al contempo la resilienza e la potenza del mondo naturale. Alan Biehlig ha studiato Media Art presso l'Accademia di Belle Arti di Lipsia (HGB) sotto la guida di Helmut Mark e Annette Schröter, conseguendo il diploma nel 2021. Vive e lavora a Lipsia. Nele Hendrikje Sandner (@nelehendrikjesandner) realizza disegni, collage e oggetti pittorici utilizzando la carta. Che sia fatta a mano, tinta, oppure tagliata e riassemblata, la carta costituisce il suo mezzo espressivo privilegiato. Questo materiale offre una versatilità tattile che l'artista impiega in modi differenti a seconda del tema trattato. La sua ricerca prende le mosse dal corpo umano nella sua interezza; Sandner crea opere astratte e sottili che superano la dimensione figurativa senza tuttavia perdere di vista il corpo. È particolarmente interessata alle tracce e ai segni che la vita lascia su di noi. Nele Hendrikje Sandner si è formata come scenografa pittrice e scultrice presso lo Stadttheater di Bielefeld, per poi trasferirsi a Lipsia e studiare pittura e grafica d'arte all'Accademia di Belle Arti (HGB). Attualmente lavora come artista indipendente e come collaboratrice artistica per il corso di pittura presso la Burg Giebichenstein University of Art and Design di Halle. Katharina Schreiter (@meta_katharina_schreiter) lavora con la fotografia, l'installazione e il testo. La sua pratica artistica ruota attorno a interrogativi centrali: cosa costituisce l'identità? Come preserviamo la memoria e in che modo essa ci sfugge? Come nascono le relazioni e dove si collocano i limiti della nostra capacità di risonanza? Nelle sue opere, spazi reali e spazi messi in scena diventano superfici di proiezione e specchi della psiche umana. L'artista parte da situazioni e osservazioni reali per poi ampliarle attraverso la finzione: un processo che le consente di esplorare e chiarire questioni personali. Tali interrogativi invitano lo spettatore a interrogare se stesso. Il reale funge da punto di partenza, mentre la finzione costituisce il metodo. Il suo lavoro mantiene un carattere intrinsecamente frammentario: mai definitivo, ma sempre aperto all'ignoto. Katharina Schreiter ha conseguito il diploma presso l'Accademia di Belle Arti di Lipsia (HGB) nel 2022 sotto la guida della Prof.ssa Tina Bara e, tra il 2022 e il 2025, ha frequentato il corso di perfezionamento artistico (*Meisterschülerin*) con il Prof. Joachim Blank. Teresa Szepes (@teresa.szepes) crea immagini e oggetti utilizzando carte raccolte e altri materiali. Attraverso le sue diverse serie, affronta non solo temi personali ma anche questioni socio-politiche legate alla distribuzione, al consumo e all'osservazione scientifica della natura. Le sue opere sono stratificate e ricche di colore; spaziano da piccoli pezzi intricati a installazioni su larga scala che dominano lo spazio. I nuovi lavori danno vita a serie inedite o si sviluppano a partire da quelle precedenti, creando un archivio in costante espansione ed evoluzione. Teresa Szepes ha studiato Educazione Artistica (conseguendo un Master of Arts) presso l'Università di Lipsia e Pittura sotto la guida di András Halász all'Accademia di Belle Arti di Budapest. Lavora come artista indipendente a Lipsia dal 2011 e ha partecipato a diversi programmi di residenza e borse di studio, tra cui il programma Leonardo da Vinci a Porto, la borsa di studio Möb a Budapest e la borsa di studio Salz a Bernburg. Clara Pötsch (@clara_poetsch) si confronta con opere che spaziano dall'arte paleocristiana alla pittura rinascimentale, esplorandole sia nella forma che nel contenuto. Il suo approccio è guidato da una profonda ammirazione – e da un senso di meraviglia – per specifiche estetiche. Inoltre, cerca di indagare artisticamente la potenza di tali immagini e la loro influenza duratura sulle abitudini visive contemporanee. Attraverso la rielaborazione e la combinazione di elementi specifici, l'artista racconta nuovamente, mette in discussione criticamente, interpreta ed espande le narrazioni. Imballaggi di scarto, frammenti di legno e altri residui fungono da supporto e base compositiva per le sue opere. Utilizzando foglia d'oro, tempera all'uovo e colori acrilici, realizza dipinti in miniatura che raffigurano scene complesse ambientate in paesaggi simili a scenografie teatrali. Ha studiato Pittura e Grafica presso l'Accademia di Belle Arti di Lipsia (HGB) sotto la guida dei professori Anne Speier e Ingo Meller, diplomandosi nel 2022. Vive e lavora a Lipsia come artista indipendente.

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Others
Domenica, 23 Ago 2026 10:00
L'evento si tiene dal 21 Ago 2026 al 23 Ago 2026

Una festa per tutta la famiglia Dal 21 al 23 Agosto 2026 Sluderno sarà nuovamente il palcoscenico ideale per i Giochi Medievali dell'Alto Adige. Nella piana ricca di storia che si estende fra Castel Coira, la rovina di Montechiaro, Castel Principe e l'abbazia benedettina di Monte Maria, spettacolari combattimenti e singolar tenzoni faranno trattenere il fiato ai tanti spettatori. Un viaggio nel tempo, nell'età medievale. Cavalieri senza macchia e senza paura affrontano i loro avversari. Sui loro cavalli bardati si gettano nella mischia, le lance si sbriciolano, le corazze tintinnano, i nobili signori premiano i loro beniamini. Il popolo acclama i vincitori e rimira stupito le tante attrazioni esotiche e singolari. 2.000 rievocatori da 11 nazioni. Il più ricco programma in tutto il territorio alpino! Tutte le attrazioni all’interno dell’area della manifestazione sono gratuite: show, cavalcare su pony e cammelli, tiro con l'arco, tornei, piccolo zoo, caroselli, animazione per bimbi...

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Partyzone
Domenica, 23 Ago 2026
L'evento si tiene dal 21 Ago 2026 al 23 Ago 2026

Prossimamente si terrà la 23.ma edizione dell’ormai tradizionale “Altstadtfest” – Festa del Centro Storico. Niente è cambiato rispetto alla formula ideata dal Comitato per il Centro Storico più di 30 anni fa, e cioè quella di organizzare una festa all’interno delle mura cittadine, che facesse di Bressanone una vera attrazione ed un punto di riferimento sia per i concittadini che per i numerosi ospiti della città; un’occasione per far apprezzare la città dal punto di vista artistico e culturale, ma anche per trascorrere ore liete e all’insegna del divertimento. Il ricco programma di manifestazioni musicali e folcloristiche, le rappresentazioni teatrali, nonché la ricca offerta gastronomica non mancheranno di entusiasmare ancora una volta i visitatori.

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Theatre
Lunedì, 24 Ago 2026 21:00
L'evento si tiene dal 03 Ago 2026 al 25 Ago 2026

von Ödön von Horváth Regie: Mona Kraushaar Bühne und Kostüme: Katrin Kersten Lichtgestaltung: Luca Bellemo mit: Linda Covi, Emil Lug, Sebastian von Malfèr, Christoph Griesser, Janine Wegener, Georg Kofler, Helmuth Mederle, Alexander Rainer, Mia Nicolussi, Anton Steiner zum Stück: „Und die Liebe höret nimmer auf“ lautet das Motto, das Ödön von Horvath seinem Stück voranstellt. Aber im Rausch des Volksfests, zwischen Achterbahn und Zuckerwatte, endet die Liebe von Kasimir und Karoline. Kasimir, der an diesem Tag seine Kündigung als Chauffeur erhalten hat, und Karoline, die ihren Traum vom besseren Leben träumt. Während das Fest um sie herum ausgelassener wird, treiben die beiden immer weiter auseinander. Im Milieu der Kleinbürger*innen sucht man mit fortschreitender Stunde Trost im Alkoholexzess und blickt in menschliche Abgründe. Menschen begegnen einander, benutzen einander und träumen im Taumel davon, die Grenzen ihres Seins zu verschieben. Wie durch ein Brennglas blickt Horváth auf diese zwischenmenschlichen Beziehungen, die von der ökonomischen Krise in Mitleidenschaft gezogen werden - ein Brandbeschleuniger für den Zerfall von Liebe, Glaube und Hoffnung. Tragikomisch und mit melancholischer Poesie erzählt der Autor von der Suche nach Glück in schwierigen Zeiten; von Liebe, Armut, Hoffnung und der Frage, ob man dem eigenen Schicksal entkommen kann.

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Exhibitions
Domenica, 23 Ago 2026 16:00-19:00 |
L'evento si tiene dal 01 Ago 2026 al 30 Ago 2026

PROSPECTIVE La mostra presenta il lavoro di quattro artisti gardenesi e trae argomento e titolo da Prospective : giustifica la scelta del termine il fatto che siano giovani creativi e singolari alla ricerca della propria definizione artistica, ma tuttora incerti sui loro prossimi destini. Thomas, Valeria, Damian e Christine, sono accomunati dalla scultura, dai materiali simili e dal confrontarsi quotidianamente con quel cibo squisito che è il fare creativo, tuttavia, è nel loro linguaggio specifico che vi si scorge la traccia di un pensiero personale e proprio, unico nella sostanza e nei particolari. I 4 artisti possiedono una formazione culturale solida e una tecnica che sfiora la maestria, tutti e 4 trattano il tema uomo-natura, tutti e 4, accanto al legno della tradizione dei padri, sperimentano senza timore e senza pregiudizio materiali nuovi e inusuali, e tutti e 4 credono che i presidi fondamentali dell’uomo siano l’ingegno e la creatività e che questi, a dispetto dei tempi e dei cambiamenti, lo salveranno dalla brutalità del male. Il loro è un lavoro “potenziale” e in divenire, da considerare “in prospettiva”: potrebbero restare fedeli ai valori formali proposti qui oggi o seguire strade espressive completamente nuove e inaspettate. Le loro opere continueranno ad essere osservate, ad evocare emozioni e a mormorare al visitatore di oggi e di domani i loro muti significati.

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Others
Lunedì, 24 Ago 2026 20:00-23:00 |
L'evento si tiene dal 06 Lug 2026 al 31 Ago 2026

Ogni lunedì di luglio e agosto, i negozi di Tirolo aprono dalle 20.00 alle 22.00 per una serata diversa dedicata allo shopping sopra i tetti e le luci di Merano. Il piacevole giro per negozi è accompagnato da un ricco programma di intrattenimento per grandi e piccini, buona musica, specialità tipiche della cucina locale e ottimi vini delle cantine dei dintorni.

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Partyzone
Mercoledì, 26 Ago 2026 19:00-23:00 |
L'evento si tiene dal 01 Lug 2026 al 26 Ago 2026

I negozi rimarranno aperti dalle 18:00 fino a tarda sera, offrendovi così il tempo di passeggiare per le strade, fare shopping e godervi le delizie culinarie. I numerosi operatori gastronomici vi delizieranno con prelibatezze regionali e creative, mentre potrete curiosare e scoprire nuovi tesori nei negozi locali. Questo evento speciale sarà accompagnato da band, artisti di street art e associazioni locali che creeranno l'atmosfera perfetta.

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Exhibitions
Lunedì, 24 Ago 2026 10:00-17:00 |
L'evento si tiene dal 27 Giu 2026 al 31 Ago 2026

Il nostro cuore è inquieto finché non trova pace in te — scrisse Agostino di Ippona. Sottratta al contesto teologico, resta una verità antropologica: l'essere umano non è un essere che riposa in sé stesso. È orientato verso un esterno — verso l'altro, verso il mondo, verso ciò che lo supera. Diciotto posizioni fotografiche esplorano questo spazio intermedio: tra due persone, tra il singolo e il mondo, tra l'io e ciò che lo sostiene o lo scuote. Con: Anna Anvidalfarei, Julia Bornefeld, Florian Borkenhagen, Karin Ferrari, Michael Fliri, Werner Gasser, Heinz Innerhofer & Christina Auer, Giancarlo Lamonaca, Katharina Mayr, Sissa Micheli, Anuschka Prossliner, Karin Schmuck, Michael Schmücking, Othmar Seehauser, Tiberio Sorvillo, Nicole Weniger, Gustav Willeit, Marko Zink. A cura di Sandra Mutschlechner Giuria dell’Open Call: Lorenzo Brivio, Sandra Mutschlechner, Paul Renner, Marialuisa Schmid

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Giovedì, 27 Ago 2026 18:00-23:00 |
L'evento si tiene dal 25 Giu 2026 al 10 Set 2026

Con THURS-Stay nasce a Merano un punto di ritrovo per adolescenti e giovani fino ai 25 anni. Ogni giovedì sera d’estate, il Centro Giovani Jungle e la Chiesa dei Giovani in Piazza Rena (gestita dallo Jugenddienst Merano) si trasformano a turno in spazi di incontro aperti, dove la convivialità, lo scambio e un’atmosfera rilassata sono al centro dell’attenzione, senza alcuna pressione al consumo. Il progetto risponde al desiderio di molti giovani di avere luoghi sicuri e attraenti dove trascorrere il tempo libero, conoscere nuove persone e contribuire con le proprie idee. Che si tratti di musica rilassante, beach volley, ping-pong, giochi da tavolo, musica dal vivo o semplicemente di belle chiacchierate, THURS-Stay offre spazio per l’incontro, la partecipazione attiva e lo scambio culturale tra gruppi linguistici diversi. In primo piano ci sono l’apertura, la partecipazione volontaria e una convivenza rispettosa. THURS-Stay è uno spazio sicuro estivo per i giovani – un luogo dove arrivare, scambiarsi idee, partecipare attivamente e sentirsi a proprio agio. MEET.CHILL.REPEAT!

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Domenica, 23 Ago 2026
L'evento si tiene dal 20 Giu 2026 al 14 Set 2026

Una Boccata d’Arte è un progetto artistico diffuso in tutta Italia, nato per portare l’arte contemporanea nei piccoli centri e nei borghi storici. Ogni anno, 20 artiste e artisti vengono invitati a realizzare un progetto site-specific in 20 luoghi diversi, uno per ciascuna regione italiana. Ogni intervento nasce dal dialogo diretto con il territorio, la sua storia, le persone che lo abitano e il paesaggio che lo circonda. L’obiettivo è far uscire l’arte contemporanea dai musei e dalle gallerie, portandola nel cuore della vita quotidiana. Strade, piazze, facciate, spazi sfitti e luoghi particolarmente significativi si trasformano così in spazi espositivi. Nascono nuovi incontri tra arte, comunità locale, visitatrici e visitatori. A Chiusa, Una Boccata d’Arte trova un contesto particolarmente adatto: la cittadina degli artisti nel cuore della Valle Isarco unisce una lunga tradizione artistica, un centro storico medievale e uno spazio pubblico vivo e vissuto. È proprio da qui che prende avvio il progetto del 2026.

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Martedì, 25 Ago 2026 09:30-12:00 | 15:30 - 18:00
L'evento si tiene dal 16 Giu 2026 al 07 Nov 2026

Arte contemporanea nello spazio pubblico / Evento culturale con aspetti inclusivi La Triennale di Chiusa 2026 è un evento artistico e culturale di cinque mesi, aperto al pubblico, che espone opere d'arte contemporanea negli spazi pubblici del Comune di Chiusa. Nel concetto espositivo sono coinvolti complessivamente cinque luoghi dello spazio pubblico e il Museo Civico di Chiusa. Spazio pubblico Cinque artisti principali Christian Gufler, Lukas Mayr, Patrick Obkircher, Bernhard Reiterer, Florian Tschurtschenthaler espongono all’esterno. Ogni artista realizza un'opera indipendente e specifica per un luogo scelto nell’ambito del territorio comunale. Museo Civico Marlies Baumgartner, Rebekka Frei, Markus Gasser, Sophie Lazari, Paul Moroder dë Doss, Lissy Pernthaler, Albin Portner, Florian Prünster, Evelyn Rier, Matthias Sieff, Ariel Trettel, Vera Überbacher presentano al Museo Civico le loro opere interdisciplinari di pittura, scultura, performance, poesia e musica. “Una boccata d'arte” Inaugurazione: 10.6.2026 La Triennale è completata dal progetto "Una boccata d'arte", un'iniziativa nazionale promossa dall'associazione "I Borghi più belli d'Italia", di cui fa parte anche Chiusa. In questo contesto, l'artista e ricercatore italiano Francesco Alberico (Pescara, 1996) — il cui lavoro, a metà tra scultura, performance e disegno, esplora il rapporto tra immaginazione e spazio pubblico — animerà anch'egli lo spazio pubblico del centro storico.

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Domenica, 23 Ago 2026 10:00-18:00 |
L'evento si tiene dal 13 Giu 2026 al 01 Nov 2026

Credits A cura di Daniela Ferrari Per “citazione” si intende la ripresa di elementi già esistenti: temi, immagini o idee che tornano in opere diverse, dalla letteratura al cinema fino all’arte. In questo senso, tutta la storia dell’arte può essere vista come un continuo dialogo con il passato, fatto di richiami, reinterpretazioni e omaggi. A partire dalle raffigurazioni più antiche, le fonti primigenie, si inanellano una serie di rimandi e dialoghi serrati, talvolta con variazioni significative, talvolta con più o meno dichiarati o celati riferimenti. Attraverso otto sezioni, il percorso esplora questo meccanismo di corsi e ricorsi storici, mostrando come gli artisti si confrontino con chi li ha preceduti. Grandi maestri e grandi eredi. Si comincia con il capolavoro Giovane che guarda Lorenzo Lotto realizzato da Giulio Paolini nel 1967, esempio emblematico di questo dialogo tra passato e presente. La mostra raccoglie le opere di grandi maestri che hanno citato o sono stati citati, come Giorgio de Chirico, Giorgio Morandi, Felice Casorati, Filippo de Pisis, Renato Guttuso. Vengono proposti, inoltre, suggestivi dialoghi tra epoche diverse, dall’antico al contemporaneo, vere e proprie sequenze che uniscono, per esempio, Vermeer a Salvador Dalí; Lorenzo Lotto e Velázquez a Giulio Paolini; Claude Monet a Vik Muniz, Stefano Arienti e Mario Schifano; Leonardo ad Andy Warhol. Tra gli artisti contemporanei sono presenti, tra gli altri e le altre, Salvo, Luigi Ontani, Mariella Bettineschi, Mirella Bentivoglio, Flavio Favelli.

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Venerdì, 12 Giu 2026 08:00-12:00 |
L'evento si tiene dal 12 Giu 2026 al 11 Set 2026

Dedico questa mostra a mio padre, scomparso nel 2019. Fin da bambina lo ascoltavo suonare il flicorno, mentre si esercitava su melodie tratte da celebri ouverture: quelle sonorità e quelle sequenze di note risuonano in me ancora oggi. Realizzo i miei quadri come fossero composizioni musicali, intrecciando allegria, ironia, ritmo e colpi di scena inattesi. Che si tratti di malinconie delicate o di capriole sfrenate, ogni emozione trova spazio nella mia pittura, esaltata dalla ricchezza dei colori e dalla luminosità del vetro. Così come le ouverture introducono l’atmosfera di un’opera musicale, le mie pitture su vetro vogliono essere un preludio alla reazione emotiva dell’osservatore. Nata nel 1957 a Brunico, dove vive tuttora, dopo una formazione commerciale e una lunga esperienza nel settore amministrativo, Anna Maria Mayr ha trovato la sua personale espressione artistica come autodidatta. Dal 2010 espone le sue opere su vetro come artista indipendente in varie mostre in Alto Adige.

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Domenica, 23 Ago 2026
L'evento si tiene dal 31 Mag 2026 al 13 Set 2026

Biennale Gherdëina è una biennale d’arte contemporanea con sede in Val Gardena, nel cuore delle Dolomiti, Patrimonio Mondiale UNESCO. “Le Dolomiti offrono un contesto affascinante, ricco di bellezze naturali, tradizioni artigianali e racconti senza tempo delle montagne: un setting ideale per esplorare il concetto di (Future) Paradise Gardens. Questi giardini, in bilico tra la grandezza selvaggia della natura e la cultura antropizzata, fungono non solo da santuari per flora e fauna, ma anche come spazi che rispecchiano le nostre aspirazioni collettive per un futuro basato sulla giustizia e sull’uguaglianza. In questo ambiente, i giardini possono fornire nutrimento sia al corpo che allo spirito, prestandosi quali luoghi di rifugio, possibilità e rinnovamento, per tutte e tutti. La mostra si articola in capitoli distinti, ognuno dei quali esplora un diverso aspetto di quel costrutto umano che chiamiamo giardino. Simbolicamente, metaforicamente ed emotivamente, i temi ruotano attorno alle nozioni di “Commoning” (Condivisione comune) — dove assumono un ruolo centrale la coltivazione e la condivisione del cibo, insieme alla cura e alla preservazione di ciò che rimane di ogni forma di vita. Un altro capitolo, intitolato “Divine Love and Growth” (Amore divino e crescita), invita a riflettere sul giardino quale simbolo di fioritura spirituale e di trascendenza. La mostra approfondisce ulteriormente il concetto di “Violent Garden” (Giardino violento), affrontando l’urgente necessità di decolonizzare il giardino – mettendo in discussione la visione antropocentrica e liberando spazio affinché animali e natura possano muoversi senza restrizioni, riconquistando la propria autonomia. Il capitolo dedicato alla “Queer Ecology” (Ecologia queer) si interroga sul motivo per cui la natura viene spesso percepita come intrinsecamente queer, ampliando il discorso sulla diversità e la fluidità all’interno dei sistemi ecologici. Esploriamo poi il concetto di “Botanical” (Botanico) — l’ordinamento e la classificazione degli esemplari vegetali — in opposizione a “Gardens as Spaces for Reflection and Poetry” (Giardini quali spazi di riflessione e poesia), dove i giardini si trasformano in luoghi di introspezione, bellezza e immaginazione creativa.”

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Domenica, 23 Ago 2026 10:00-17:00 |
L'evento si tiene dal 23 Mag 2026 al 08 Nov 2026

La mostra offre uno sguardo sorprendente su numerose collezioni private altoatesine e presenta, attraverso una selezione di esempi significativi, opere di artiste e artisti locali e internazionali, che spaziano dalla prima Età moderna fino all’epoca contemporanea. Al centro dell’esposizione vi sono le collezioniste e i collezionisti stessi: la loro motivazione, il loro impegno nel sostegno alla cultura, il loro mecenatismo e il rapporto privilegiato, talvolta profondamente personale, con determinati artisti e artiste.

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Domenica, 23 Ago 2026 10:00-22:00 |
L'evento si tiene dal 25 Apr 2026 al 08 Nov 2026

Museion ha il piacere di presentare la prima mostra personale istituzionale in Italia di Evelyn Taocheng Wang (n. 1981, Chengdu). Attraverso una pratica artistica che spazia fra diversi media – tra cui pittura, scrittura, installazione, performance e moda – l’artista, che vive e lavora a Rotterdam, ha sviluppato un linguaggio visivo unico, intriso di poesia, umorismo sottile e profondità critica. Intrecciando tradizioni provenienti dalla storia dell’arte, frammenti di memoria personale e forme artistiche di autofiction, Wang mette in discussione l’idea di autenticità e indaga i modi in cui la cultura viene rappresentata, performata e incarnata. Il repertorio pittorico di Wang attinge a quella che l’artista spiritosamente descrive come la sua “makeup palette di storia dell’arte”, che mescola riferimenti alla sua formazione iniziale in pittura a inchiostro e calligrafia cinesi con le scuole delle arti e delle letterature occidentali, che l’artista ha incontrato dopo essersi trasferita in Europa. Nei suoi lavori affronta temi quali la migrazione, l’assimilazione culturale, l’espressione di genere e l’appartenenza di classe, e li filtra attraverso la sua esperienza di vita, soffermandosi spesso sulla complessità della percezione di sé in rapporto alle narrative imposte dall’esterno. L’attenzione dell’artista per la natura fluida dell’identità e dell’ibridazione culturale trova particolare risonanza in Alto Adige, dove convergono lingue e tradizioni diverse. Per la mostra, Wang ha ideato una scenografia con numerosi nuovi dipinti su media diversi, ispirati a partire dalle sue opere precedenti e dalle impressioni di Bolzano raccolte durante una serie di visite alla città. Una delle sue fonti di ispirazione è stata Piazza delle Erbe, con le sue coloratissime esposizioni di frutta e verdura biologica fresca, che richiamano dei paesaggi in miniatura. Queste composizioni di diversi colori, consistenze e forme – caratteristica che l’artista ha ritrovato negli affreschi medievali di Castel Roncolo e nella Chiesa dei domenicani – trovano un’eco nella sua personale narrazione artistica. Infondendo nei suoi lavori rimandi alle specificità visive di Bolzano e alla sua percezione della cultura italiana, Wang si inserisce nel panorama con umorismo, sensibilità e sfumature poetiche. La capacità di mutare forma, di reimmaginarsi in paesaggi culturali e visivi differenti o nei panni di diverse figure storiche o fittizie, è sempre stata centrale nella pratica artistica di Wang. Questo è particolarmente chiaro nei cinque nuclei principali di opere su cui l’artista ha lavorato per questa mostra. Oltre all’introduzione di riferimenti site-specific nelle sue note imitazioni delle celebri tele a griglia di Agnes Martin, l’artista integra motivi regionali in pitture su seta e capi di abbigliamento del proprio guardaroba. Anche la fiaba dei fratelli Grimm “Il principe ranocchio” continua a essere una fonte di ispirazione per Wang: questa volta inserisce il personaggio ricorrente della Principessa Ranocchio in un paesaggio urbano che ricorda un dipinto di August Macke. Inoltre, amplia la sua serie di quadri basati sul motivo della finestra. Integrando questi dipinti in un’installazione architettonica che mette in equilibrio prospettive interne ed esterne, Wang trasforma il secondo piano del museo in uno “sweet landscape”. L’espressione apparentemente innocente suscitata da un paesaggio gradevole, come suggerisce il titolo della mostra, fornisce lo sfondo su cui gradualmente l’artista sviluppa una sua riflessione più profonda sull’idea di luogo. I suoi lavori sono ricchi di metafore e giochi linguistici e invitano spettatori e spettatrici a un’attenta esperienza di lettura, nella quale i diversi livelli di significato si svelano lentamente. Il titolo rispecchia anche l’indagine svolta dall’artista sui punti di intersezione e divergenza tra le idee occidentali e orientali di pittura paesaggistica. La tradizione letteraria cinese dello “scrivere il paesaggio”, utilizzando pennello calligrafico e inchiostro, è profondamente collegata ai principi taoisti di equilibrio e armonia. Piuttosto che mirare all’imitazione della natura, questa pratica affonda le radici in un approccio caratterizzato da autoriflessione, guarigione e forme di allontanamento dalle strutture del potere politico. A livello filosofico ed estetico, la mostra di Wang invita a compiere una riflessione sul rapporto tra primo piano e sfondo, tra visibile e invisibile, e a percepire i rimandi tra mondo esterno e stati interiori, tra paesaggi esterni e interni. È con questo spirito che l’artista spiega: “Penso alla mia mostra come a un grembo materno immaginario: uno spazio del divenire che mi permette di reagire alla storia di questo luogo”.

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Domenica, 23 Ago 2026 10:00-17:00 |
L'evento si tiene dal 18 Apr 2026 al 08 Nov 2026

Esther Stocker presenta, nell’ultimo livello del mastio, accanto a diverse opere, un’installazione a grandezza naturale appositamente concepita per lo spazio espositivo, che riprende il tema della figura mitica di Atlante intento a sorreggere il globo terrestre.

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Domenica, 23 Ago 2026 10:00-17:00 |
L'evento si tiene dal 17 Apr 2026 al 09 Nov 2026

Storia di un legame vincente I cani sono importanti compagni di caccia, amici fedeli e aiutanti versatili. Il loro istinto e le loro capacità ne fanno partner impareggiabili dell’essere umano. La mostra aiuta a comprendere questo complesso legame, che oltre alla caccia ha influenzato la cultura. Pone al centro il cane da caccia, il suo legame con l’uomo e i diversi ambiti in cui è impiegato.

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Domenica, 23 Ago 2026 09:00-19:00 |
L'evento si tiene dal 01 Apr 2026 al 08 Nov 2026

Le metropoli di Vienna e, in particolare, di Monaco di Baviera hanno lasciato la loro impronta nell’architettura dell’Alto Adige. A ciò ha dato un contributo fondamentale il turismo. Infatti, i vacanzieri e i loro architetti portavano con sé le nuove tendenze nel campo dell’edilizia, che si concretizzavano in ville, palazzi residenziali e alberghi. Sfaccettata eredità del turismo della Belle Époque, molte di queste costruzioni sono oggi tutelate dal vincolo delle Belle Arti. Nel 1906 l’industriale Friedrich Wannieck diede incarico agli architetti di Monaco Alois e Gustav Ludwig di progettare Villa Sangart, a Merano. Di lì a poco, i due fratelli aprirono a Bolzano una filiale del loro studio di architettura. Oltre alla villa e a svariati grand hotel , i Ludwig progettarono edifici commerciali e palazzi culturali. Nel 2022 alcune planimetrie dei fratelli Ludwig furono riscoperte a Merano e donate al Touriseum. Attualmente, il Museo provinciale del turismo sta conducendo, assieme all’Università di Innsbruck, un progetto di ricerca su vita e opere dei due architetti. Per la prima volta, in questa mostra, parte del materiale di ricerca è esposto al pubblico.

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Domenica, 23 Ago 2026 10:00-22:00 |
L'evento si tiene dal 28 Mar 2026 al 13 Set 2026

Museion è lieto di presentare una grande mostra dedicata a Franco Vaccari (Modena, 1936–2025), una delle voci più innovative dell’arte del secondo dopoguerra e dell’arte concettuale in Italia. Riunendo opere fotografiche, video, libri d’artista e materiali d’archivio, la mostra propone per la prima volta un’estesa esplorazione degli ambienti come nucleo centrale della sua pratica artistica. Ideata in occasione di quello che sarebbe stato il novantesimo compleanno dell’artista, l’esposizione rappresenta la prima ampia presentazione istituzionale del suo lavoro in Italia dopo oltre un decennio e lo colloca all’interno di un più ampio discorso internazionale sulla partecipazione del pubblico, che mette in primo piano il ruolo attivo dei visitatori e delle visitatrici nella costruzione stessa dell’opera. Formatosi come fisico prima di dedicarsi all’arte alla fine degli anni Sessanta, Franco Vaccari ha sviluppato una pratica che ha costantemente messo in discussione l’idea dell’opera d’arte come oggetto statico. Piuttosto che produrre opere autonome e compiute, ha concepito i suoi progetti come esposizioni in tempo reale, in cui l’opera si sviluppa nel tempo ed è modellata dalla presenza e dalle azioni del pubblico. Questo approccio attraversa oltre cinquant’anni di produzione artistica, riunendo lavori realizzati con media diversi – dalla fotografia e dal cinema al suono, al video e ai primi progetti basati su internet. Per Vaccari, la tecnologia svolge un ruolo centrale nel modo in cui la realtà viene percepita, ricordata e condivisa. Nel saggio fondamentale Fotografia e inconscio tecnologico (1979), Vaccari ha descritto questo approccio artistico come un “occultamento dell’autore”. Anziché presentare un’opera finita, egli crea le condizioni affinché il significato emerga attraverso l’interazione, il caso e la presenza collettiva. Il pubblico non è quindi un osservatore passivo, ma una componente essenziale dell’opera stessa. Questo principio trova la sua espressione più compiuta negli ambienti di Vaccari: architetture spesso temporanee che trasformano gli spazi espositivi in luoghi di esperienza. Realizzati senza un intento progettuale o architettonico specifico, ma spesso costruiti con materiali di uso quotidiano o di recupero, questi lavori restano aperti all’imprevedibilità, privilegiando ciò che accade al loro interno rispetto alla loro struttura fisica. La mostra è suddivisa in nuclei tematici e si sviluppa attraverso una sequenza di ambienti e altre opere che esplorano aspetti chiave della pratica di Vaccari. Temi come le tracce lasciate dalle persone, l’inconscio collettivo e la formazione della memoria guidano sia la lettura delle opere sia il progetto espositivo, realizzato da Fosbury Architecture. Il percorso si apre con progetti incentrati sull’oscurità come modalità di avvicinamento all’inconscio e al mondo del sogno, invitando il pubblico a una “discesa” interiore, al tempo stesso metaforica e reale. In questo contesto attenuato, la percezione rallenta e le modalità abituali di visione lasciano spazio a un’esperienza più attenta e sensoriale. Ambienti come La Scultura Buia (1968), Esposizione in tempo reale n. 19, Codemondo (1980) ed Esposizione in tempo reale n. 20, Ambiente grigio multiuso, scatola per sondare lo spazio vicino e lontano (1987) creano situazioni in cui l’esperienza personale diventa parte di uno spazio condiviso. La mostra prosegue con ambienti che affrontano l’interesse di Vaccari per le tracce della presenza umana negli spazi pubblici urbani e per le dinamiche sociali delle comunità temporanee. Accanto al progetto iconico Esposizione in tempo reale n. 4, Lascia su queste pareti una traccia fotografica del tuo passaggio, presentato alla Biennale di Venezia del 1972, e al suo sviluppo Photomatic d’Italia (1972–75), ambizioso progetto realizzato attraverso cabine fotografiche installate in spazi pubblici in tutta Italia, la mostra presenta anche Esposizione in tempo reale n. 21, Bar Code – Code Bar (1993) e Mini cinema (2003). Queste opere esplorano l’interazione sociale, i comportamenti collettivi e i momenti di incontro spontaneo. Nel corso dell’esposizione, gli ambienti di Vaccari non sono presentati come ricostruzioni statiche, ma come situazioni riattivate, fedeli alle intenzioni originarie dell’artista e capaci di dialogare con il pubblico contemporaneo. La collezione di Museion comprende circa venti opere di Franco Vaccari, per la maggior parte provenienti dall’Archivio di Nuova Scrittura donato al museo nel 2020. Questo nucleo include alcuni dei primi lavori verbo-visivi che segnano gli esordi di Vaccari come poeta visivo e che già prefigurano il suo interesse costante per il linguaggio, le tracce e la presenza umana. L’inclusione di alcune di queste opere in mostra sottolinea la continuità tra la sua ricerca iniziale e il patrimonio stesso del museo. Franco Vaccari Franco Vaccari nasce a Modena il 18 giugno 1936 e riceve una formazione scientifica, laureandosi in fisica. Dopo aver avviato la sua carriera artistica come poeta visivo, nel 1969 realizza la prima Esposizione in tempo reale, introducendo il concetto che diventerà centrale nella sua pratica. La sua pratica si articola attraverso diversi approcci, ma è frequentemente interpretata nell’ambito del realismo concettuale. Tra le sue opere più celebri figura Esposizione in tempo reale n. 4, Lascia su queste pareti una traccia fotografica del tuo passaggio, presentata in una sala personale all’interno del Padiglione Centrale della Biennale di Venezia nel 1972; Vaccari tornerà alla Biennale con sale personali anche nel 1980 e nel 1993. Accanto alla produzione artistica, Vaccari ha sviluppato un’importante attività teorica, pubblicando testi fondamentali come Duchamp e l’occultamento del lavoro (1978) e Fotografia e inconscio tecnologico (1979). Il suo lavoro è stato presentato a livello internazionale in mostre e istituzioni di primo piano, tra cui la Biennale di Gwangju in Corea del Sud, la Kunsthalle Basel, il Musée de l’Elysée di Losanna, Mostyn in Galles, la Fondazione Morra Greco di Napoli e la Triennale di Milano, tra le altre. Franco Vaccari è scomparso nel 2025.

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Domenica, 23 Ago 2026
L'evento si tiene dal 20 Feb 2026 al 31 Gen 2027

A cura del Gruppo Museion Passage in collaborazione con l’artista Eduard Habicher Museion Passage inaugura il suo programma 2026 con Eduard Habicher. Memory in Motion (20 febbraio 2026 – 31 gennaio 2027), un percorso espositivo che trasforma il museo in uno spazio dove le sculture dialogano con l’architettura e lo spazio circostante. Eduard Habicher è una figura di riferimento della scultura contemporanea altoatesina, con una presenza consolidata a livello internazionale. È noto soprattutto per le sue opere di grande formato in spazi pubblici, caratterizzate da una forte presenza nello spazio e da un dialogo sensibile con l’ambiente circostante. Le sue opere sono permanentemente esposte in numerose sedi, tra cui le Terme di Merano, la Fundación Pablo Atchugarry in Uruguay, e in diversi luoghi di Berlino, Italia e Austria. Per Museion Passage, Habicher ha realizzato quattro sculture monumentali: Hommage, Passage, Geöffnet–aperto e Pro-tetto. Le opere sono composte da profili industriali e acciaio inox, materiali tradizionalmente associati a razionalità, stabilità e funzionalità. Grazie a una lavorazione precisa, i materiali vengono piegati, aperti e riequilibrati, dando vita a linee scultoree che trasmettono una sorprendente leggerezza nonostante la loro massa. Elemento centrale del lavoro di Habicher è l’uso distintivo del rosso. Questa “linea rossa” attraversa anche le sculture di Passage, estendendosi nello spazio, definendolo e collegando visivamente le singole opere. Collocate direttamente nello spazio, senza piedistalli, le sculture dialogano con i visitatori, integrandosi nell’ambiente e nel percorso quotidiano che lo attraversa. Movimento, apertura ed esperienza dello spazio sono al centro di Memory in Motion. Museion Passage, aperto e liberamente accessibile, invita a un incontro con l’arte senza barriere: visitatori e visitatrici possono muoversi tra le sculture o soffermarsi ad ammirarle con attenzione. Con questa mostra, Museion inaugura anche la prima iniziativa della campagna regionale Museiopolis. Ispirata all’idea della polis come spazio urbano condiviso, Museiopolis si propone come invito a integrare arte e cultura nella vita quotidiana della città e della regione: aperta, accessibile e in dialogo continuo con la società. Eduard Habicher Nato a Malles (Val Venosta) nel 1956, Eduard Habicher si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Vive e lavora a Riffiano (BZ). Habicher ha realizzato mostre personali in numerosi musei e gallerie italiane, tra cui la Galleria Civica di Trento (1993), la Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Arezzo (1993), il Museo della Scultura Contemporanea di Matera (2006), e la Galleria d’Arte Moderna G. Carandente a Palazzo Collicola di Spoleto (2024). Nel 2025 ha avuto una mostra personale nella prestigiosa collezione privata Dolezal, nell’ambito di viennacontemporary. Le sue sculture monumentali sono esposte permanentemente sia in spazi pubblici sia in istituzioni private, come le Terme di Merano e la Fundación Pablo Atchugarry in Uruguay. Altre installazioni si trovano a Berlino, lungo le rive della Sprea, nel cortile di Wallstrasse 16, e al Campus del Centro Europeo per le Energie Alternative (EUREF); in Italia, al Museo della Cultura e Storia Provinciale dell’Alto Adige a Castello di Tirolo, in Piazza Vittoria a Spoleto, nel Museo Diffuso all’aperto di Albisola e a Laives; in Austria, a Feldbach, in Gleichenbergerstrasse, e al centro culturale Kugelmühle. Nel 2017 ha realizzato un’opera di grande formato nella Cattedrale di Bolzano in memoria dell’antifascista J. Mayr-Nusser. Nel 2016 Habicher ha ricevuto il primo premio per la scultura Misurare lo spazio al Palazzo Ducale di Gubbio, e nel 2018 ha vinto il concorso per la realizzazione di una scultura in Piazza Castello all’interno del Palazzo Ducale di Mantova. Nel 2023 è stato eletto Accademico Nazionale dell’Accademia di San Luca a Roma.

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Domenica, 23 Ago 2026 10:00-18:00 |
L'evento si tiene dal 10 Feb 2026 al 07 Feb 2027

Un mondo nascosto I funghi sono tra i protagonisti più antichi e al tempo stesso più invisibili della vita sulla Terra. La mostra temporanea FUNGA invita a scoprire questo regno autonomo andando oltre i corpi fruttiferi e l’idea dei funghi come semplice alimento. L’esposizione racconta come i funghi, attraverso reti di micelio, guidino i cicli ecologici, costruiscano i suoli e rendano possibili simbiosi fondamentali per la vita terrestre. Dalle loro origini remotissime alla loro influenza sull’evoluzione degli ecosistemi, il percorso mette in luce il ruolo chiave dei funghi nella natura e il loro stretto legame con l’essere umano, dal microbioma della pelle e dell’intestino fino alla salute e alla malattia. Accanto all’approccio scientifico, FUNGA apre anche a prospettive culturali: i funghi come rimedi tradizionali, elementi di rituali e miti, ma anche come potenti simboli nell’arte e nella cultura pop contemporanea. Le più recenti ricerche su materiali sostenibili e applicazioni biotecnologiche conducono infine lo sguardo verso il futuro. FUNGA è un invito a osservare il mondo da una nuova prospettiva: interconnessa, complessa e sorprendentemente viva.

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Domenica, 23 Ago 2026 10:00-18:00 |
L'evento si tiene dal 25 Nov 2025 al 08 Nov 2026

L’archeologia racconta la storia – ma a volte diventa essa stessa parte della storia. Tra il 1920 e il 1972, in Alto Adige, i diversi regimi politici utilizzarono ritrovamenti e scavi archeologici per legittimare le proprie ideologie. Così, mentre gli scienziati italiani di stampo fascista presentavano le testimonianze romane come prova delle radici latine della regione, i ricercatori nazionalsocialisti interpretavano i ritrovamenti preistorici come conferma di un presunto passato “germanico”. La scienza finì così nel vortice della politica: gli oggetti furono sovra interpretati in chiave ideologica, gli scavi trasformati in strumento di propaganda e la ricerca privata della sua autonomia. Le conseguenze di questo conflitto culturale si fecero sentire anche dopo la fine della seconda guerra mondiale. La mostra temporanea UNDER PROPAGANDA palesa questo complesso e controverso capitolo della storia dell’archeologia altoatesina. Per la prima volta numerosi reperti degli anni 1920–1972 vengono presentati al pubblico, riletti in chiave critica con criteri scientifici aggiornati. I documenti d’archivio e le postazioni interattive raccontano accanto ai reperti le pratiche di ricerca del passato. Per i più giovani è previsto un percorso “underground”: un’avventura che svela in oggetti appositamente selezionati storie inattese. Un’occasione per riflettere su come il passato sia stato strumentalizzato e per guardare con occhi nuovi le testimonianze archeologiche che ancora oggi hanno molto da raccontare. La mostra invita a riscoprire l’importanza di una ricerca libera e indipendente ricordandoci quanto possa essere stimolante osservare i reperti archeologici con occhi critici e consapevoli. Un ricco programma di attività e iniziative collaterali per adulti e bambini offre diversi modi di avvicinarsi alla mostra, pensati per differenti tipi di pubblico. La mostra si rivolge sia a un pubblico specializzato e interessato, sia al grande pubblico, ed è aperta da martedì 25 novembre 2025 fino a domenica 8 novembre 2026.

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Castello

Residenza dinastica dei conti del Tirolo, il castello ha dato il nome all'intera regione. La sua realizzazione risale alla seconda metà dell'XI secolo. Il percorso museale è incentrato sulla storia del Tirolo dai primordi ai giorni nostri. Nel palazzo meridionale si trovano i due portali romanici, mentre nella cappella del castello, intitolata a San Pancrazio ed edificata su due piani, notevoli pitture murali gotiche. Nel mastio è possibile ripercorrere la storia dell’Alto Adige nel XX secolo.

Castello

Castel Presule, un tempo residenza dinastica dei signori Völs-Colonna, ospita, accanto a dipinti e disegni del XIX e XX sec. della raccolta “Cà de Bezzi”, una collezione d’armi del XIX secolo, dipinti della Donazione Lotte Copi e la mostra permanente di ritrovamenti archeologici "finff Majolica Schaln".

Castello

Il castello risale al 1140. Il percorso propone gli affreschi del “Ciclo di Ivano” (XIII sec.), primissima testimonianza della cultura profana e cavalleresca di area tedesca, la sala nuziale e la cappella riccamente dipinte, l’ampia biblioteca e una raccolta di dipinti, stemmi e armi.

Castello

Castel Roncolo risale al XIII sec. Oltre al celebre ciclo di affreschi profani risalenti al Medioevo e a oggetti dalla vecchia armeria, si possono periodicamente ammirare mostre temporanee su temi di storia culturale.

Museo

A chi lo visita, Capriz, il caseificio da vivere, permette di immergersi con tutti i sensi nel mondo della produzione di formaggio di capra. Negli ambienti espositivi a pianterreno e nel piano interrato è rappresentato l’intero processo, dalla capra che fornisce la materia prima, passando per il latte come prodotto di partenza fino alla forma di formaggio finita e al suo adeguato stoccaggio. Un ruolo speciale lo giocano elementi interattivi.

Museo

La Casa di via Bari 11 è uno dei pochi esempi ancora esistenti a Bolzano delle centinaia di case “semirurali” costruite alla fine degli anni Trenta e demolite a partire dagli anni Ottanta del Novecento per far posto a costruzioni a maggiore intensità abitativa. Da parte degli abitanti del quartiere delle Semirurali non è mai venuta meno la richiesta di conservarne la memoria. Il percorso espositivo, aperto al pubblico nel 2015, propone un viaggio nella storia di questo luogo attraverso fotografie, filmati, mappe, modellini tridimensionali e la suggestiva narrazione di storie di vita quotidiana.

Castello

Castel Monteleone è una fortificazione del XIII secolo, ampliata nei secoli XVI, XVII e XVIII. Un percorso storico-artistico che si snoda attraverso giardini, cortili e sale offre un viaggio nei secoli, dal medioevo al periodo del rococò.

Museo

Orologi a muro, opere in legno intagliato, maschere, tappi di bottiglia, cavatappi, pipe, macinini per il caffè e utensili da cucina, oggetti religiosi, oldtimer e motociclette, come ad esempio diversi modelli di Vespa: fanno tutti parte della collezione privata della famiglia Trebo. Gli oggetti raccontano storie vecchie anche di 150 anni e sono disseminati nei diversi locali dell’hotel. Un paradiso per i nostalgici!

Museo

L’Archeoparc Velturno testimonia una storia insediativa che, a partire dal neolitico, abbraccia tutte le più importanti epoche e culture. Sepolture e resti di attività di produzione della ceramica parlano di coltivatori e allevatori le cui storie risalgono fino al 5000 a.C.

Museo

La mostra Archimod presenta una cinquantina di modelli architettonici della Provincia Autonoma di Bolzano (piazze, scuole, palazzi per uffici, musei, complessi residenziali, ospedali, strade, gallerie, ponti), realizzati nell’arco degli ultimi 25 anni o in fase di progettazione o costruzione. Archimod è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici (treno, autobus) e ben visibile grazie alla grande scritta sulla facciata.

Museo

Il percorso espositivo "BZ '18–'45. Un monumento, una città, due dittature", aperto al pubblico nel luglio del 2014, illustra la storia del Monumento alla Vittoria, eretto a Bolzano dal regime fascista tra il 1926 e il 1928 su progetto di Marcello Piacentini. Vengono ripercorse le vicende storiche locali, nazionali e internazionali degli anni compresi tra le due guerre mondiali (1918–1945), legate in particolare modo all’avvicendarsi di due dittature (quella fascista e quella nazionalsocialista) e vengono illustrati i radicali mutamenti urbanistici operati nella città di Bolzano, a partire dalla fine degli anni Venti. Il percorso espositivo affronta, infine, il difficile rapporto di convivenza di una così ingombrante eredità dell’epoca fascista con il territorio, nel mutato quadro politico e sociale della seconda metà del Novecento fino ai giorni nostri.

Museo

“Nessuno ha il diritto di obbedire”: da fine 2017 questa citazione della filosofa politica e scrittrice Hannah Arendt (1906-1975) spicca, in italiano, tedesco e ladino, sull’edificio degli Uffici finanziari di piazza del Tribunale a Bolzano. Esso si contrappone al carattere autoritario del monumento fascista e al suo motto “Credere, obbedire, combattere”. Integrata da esaurienti spiegazioni realizzate da una commissione di storici poste su stand informativi sulla piazza, la scritta progettata da Arnold Holzknecht e Michele Bernardi intende dare nuovo significato al bassorilievo monumentale dell’artista di Chiusa Hans Piffrader (1888-1950), rendendolo un’occasione educativa.

Museo

Sito in un ex bunker dell'epoca fascista, poi utilizzato dalla NATO durante la Guerra Fredda, il Bunker Museum tematizza in primo luogo la struttura stessa e il suo retroscena storico. Sotto la lente è posta anche la storia segreta della Guerra Fredda. Il museo espone prevalentemente oggetti che un tempo facevano parte dell'equipaggiamento del bunker, come impianti radio, telefoni da campo, armi, razioni alimentari, ecc. In futuro tuttavia l'esposizione si focalizzerà non tanto sull'aspetto militare, ma sul tema dei confini.

Castello

Il palazzo del XVI secolo fu fino al 1803 residenza estiva dei principi vescovi di Bressanone. Particolari attrazioni sono i preziosi arredi rinascimentali (pannelli lignei, stufe, affreschi) e una collezione di opere d’arte risalenti ai secoli XV–XX. La struttura è gestita da Castel Tirolo.

Castello

Il Castello Principesco è situato ai piedi del Monte Benedetto, nel cuore della città. Il Castello, completamente ricostruito dall’arciduca Sigismondo d’Austria intorno al 1470, venne in seguito utilizzato dai Principi del Tirolo come alloggio durante la loro permanenza a Merano. A partire dal 1875, dopo un provvidenziale intervento di salvaguardia che ne impedì l’abbattimento, questa storica residenza fu sottoposta ad un ampio restauro. Oggi il Castello Principesco offre una preziosa occasione per studiare abitudini e modi di vita del tardo Medioevo: arredi di uso quotidiano, utensili da cucina, una delle più antiche stufe di maiolica giunte fino a noi, ritratti, strumenti musicali e armi consentono di toccare con mano un passato ormai remoto.

Museo

Il Centro di documentazione "Culten" tematizza l'insediamento dell'età del bronzo e del ferro (1400-600 a.C.) - poi trasformato in luogo per olocausti - sul "Kirchbichl" a Santa Valpurga/Ultimo, presentando la storia insediativa della valle e reperti di diverse epoche.

Castello

Il castello di Scena (XIV–XVIII sec.) fu residenza dall’arciduca Giovanni d’Asburgo. Custodisce collezioni su storia, cultura e arte tirolesi, armi storiche, arredi originali e dipinti. Nel sottostante mausoleo neogotico si trova la tomba dell’arciduca.

Museo

Il Centro visite racconta i forti contrasti e la varietà di ambienti che contraddistinguono questo parco. Qui si sperimenta in piccolo il mondo del parco. Lo stagno, gli aquari, il canale di irrigazione tipico, detto "Waal", pietre, preparati di animali, pannelli verticali e box per esperienze tattili invitano a scoprire la natura.

Museo

Il Centro visite “Lahner Säge” del Parco Nazionale dello Stelvio illustra quanto sia essenziale l’ecosistema “bosco” per l’uomo e la natura. Nell’antica segheria ad acqua alla veneziana, ora restaurata, i tronchi vengono trasformati in tavole, mentre la macina trasforma i chicchi di grano in farina.

Museo

Il Centro visite è ospitato in un vecchio mulino elettrico ristrutturato. L’esterno del Centro comprende un’area con la tipica vegetazione su substrato calcareo e porfirico e dispone di uno stagno per anfibi, di un orto con erbe medicinali e di un piccolo campo di grano.

Museo

Il Centro visite è dedicato alla geologia delle Dolomiti e all’alpinismo di Reinhold Messner. Nell’area "Meraviglie della natura" è possibile scoprire animali e erbe, pellicce di animali, uova di volatili, penne, dentature e corna.

Museo

Il Centro visite, situato nell'ex-Grand Hotel di Dobbiaco, spiega i paesaggi naturali e culturali dell'area protetta, l'attività alpinistica e turistica sviluppatasi in questo territorio e gli avvenimenti bellici avvenuti lungo il fronte dolomitico. La mostra permanente dedicata alle Dolomiti Patrimonio Mondiale UNESCO illustra per quale motivo ampie aree delle Dolomiti sono state dichiarate Patrimonio mondiale dell'UNESCO ed evidenzia le particolerietà geologiche e i fantastici scenari paesaggistici del Parco naturale.

Museo

Nel visitare Certosa l’impianto dell’antico convento è ancora riconoscibile. Davanti al chiostro un film della durata di 9 minuti racconta con immagini poetiche le alterne vicende storiche della certosa. Arte nella Certosa: Ogni anno, circa dalla metà di luglio alla fine di agosto, il chiostro ospita una mostra di artiste e artisti altoatesini.

Museo

Il museo espone tecnologia cinematografica e televisiva: macchine di proiezione di varie epoche, telecamere, moviole, banchi di montaggio, videoproiettori, pellicole film, ecc., nonché documenti storici, manifesti, documentari e altre testimonianze della storia del cinema nella regione. Propone rassegne cinematografiche, conferenze, attività di mediazione e didattiche e restauro film.

Museo

Il Museo Dolomythos introduce nel mondo delle Dolomiti Patrimonio naturale dell’umanità Unesco, delle quali illustra la genesi, ed esplora, presentandole, le specificità geologiche e il mondo vegetale e animale dei “monti pallidi”. Per mezzo di ricostruzioni, rappresenta inoltre i dinosauri come antichi abitanti delle Dolomiti. Ulteriori temi sono i miti e le leggende sulle Dolomiti e il mondo delle erbe. In un apposito percorso, i bambini possono intraprendere una caccia al tesoro e cercare fossili, cristalli e oro.

Museo

La mostra all'aperto Fossilia mostra i più bei reperti della zona di Meltina e testimonia i complessi fenomeni geologici avvenuti nel corso di milioni di anni. Particolarmente interessanti sono i resti fossili di alberi. Testi esplicativi e una stazione audio permettono di scoprire la mostra anche autonomamente. Visite guidate di gruppo su richiesta contattando l'Ufficio turistico di Meltina

Galleria d arte

La Fondazione Antonio Dalle Nogare nasce per promuovere l’arte contemporanea, intesa come linguaggio per leggere i cambiamenti della società, come strumento di dialogo tra arte, architettura, innovazione e ricerca artistica. Il connubio di arte e architettura è evidente anche nella sede progettata dagli architetti Walter Angonese e Andrea Marastoni. La Fondazione espone periodicamente parti della collezione di arte astratta e concettuale del suo fondatore e ospita mostre temporanee. Organizza attività didattiche e visite guidate, promuove residenze d'artista ed aderisce a manifestazioni intermuseali.

Museo

Con la sua imponente struttura e il labirinto di stanze, corridoi e scale, il Forte di Fortezza è considerato una delle più interessanti fortificazioni dell’area alpina e un capolavoro dell’architettura bellica austriaca. Edificato tra il 1833 e il 1838, ha vissuto alterne vicende, finché nel 2008 non è stato aperto al pubblico. Da allora ospita mostre d’arte e di architettura di portata regionale e internazionale e diverse manifestazioni. La mostra permanente "Cattedrale nel deserto" offre sguardi nella realizzazione del Forte e negli effetti che questa ha avuto sulla zona circostante. Al suo areale appartiene anche il Bunker n. 3, che si nasconde sotto un fitto strato di vegetazione in un tratto di bosco sul suo perimetro orientale e si può visitare su prenotazione.

Museo

Il GEOMuseo di Redagno, allestito nell’edificio "Peter Rosegger", situato nei pressi della chiesa di Redagno di Sopra, espone i più importanti reperti fossili provenienti dal GEOPARC Bletterbach e le sue caratteristiche rocce.

Museo

Il GEOPARC Bletterbach rientra nelle Dolomiti Patrimonio Mondiale Unesco e si estende su una superficie complessiva di 818 ettari. Nel suo paesaggio unico si trovano fossili di piante e orme di sauri. Nell’areale e nel centro visitatori sono illustrate questa particolare geologia e geomorfologia.

Galleria d arte

SKB Artes si propone come luogo in cui l’arte contemporanea viene presentata, mediata e discussa. Attraverso il suo programma, che abbraccia l'arte contemporanea, la letteratura, la musica e l'architettura in tutte le sue forme espressive, SKB Artes intende rendere accessibile lo spettro dell'arte sudtirolese. SKB Artes si considera un ponte di scambio tra artisti, curatori, esperti d'arte di tutte le discipline e un pubblico diversificato. Come luogo artistico non commerciale, SKB Artes esplora le correnti artistiche contemporanee e mette in contatto i suoi membri con artisti di altre discipline e paesi. Grazie ai suoi legami internazionali con istituzioni artistiche e reti simili, SKB Artes promuove la sofisticata promozione di nuove forme d'arte e il dialogo con il pubblico dentro e fuori dall'Alto Adige. I locali storici offrono spazio per ampie esposizioni collettive come anche per esposizioni individuali dei membri. Allo stesso tempo, vengono presentate iniziative nel campo della letteratura, della composizione musicale e dell'architettura, creando così interconnessioni. Viene esplorato lo sviluppo e i progetti di una concezione estesa dell'arte al fine di contribuire e promuovere una scena culturale vivace, sia attraverso i suoi membri che oltre. SKB Artes si trova a Bolzano, non lontano dal centro storico. Gli spazi storici generosi nel Deutschhaus in via Weggenstein si suddividono in un'area espositiva di circa 400 m2, che può essere utilizzata in modo integrato o modulare, e una biblioteca che contiene un vasto assortimento di opere letterarie di autori sudtirolesi, monografie di artisti e opere collettive. SKB Artes inaugura nel 2024, assumendo così l'eredità della Galleria Prisma (1989 - 2023). Grazie alla lunga storia del Südtiroler Künstlerbund (fondato nel 1946) e alla sua consolidata collaborazione, SKB Artes può contare fin dall'inizio non solo sui suoi 450 membri, ma anche su una vasta rete di partner nel settore artistico, nella gestione delle mostre, nell'economia e nella scienza.

Museo

Realizzato nel 1940-41 dal regime fascista per scopi difensivi, il bunker è un’impressionante fortificazione sotterranea su più piani costituita da una lunga rete di gallerie che collegano postazioni di tiro e ampi spazi interni. Nella parte iniziale è allestita una galleria espositiva di immagini (Gampen Gallery), mentre l’interno ospita tra l’altro un’esclusiva collezione di minerali.

Galleria d arte

Il Giardino di sculture di Sieglinde Tatz Borgogno all'interno di un piccolo terreno boschivo a Pochi di Salorno è il risultato di una lunga e intensa fase creativa dell'artista. Vi si possono ammirare e toccare centinaia di figure femminili e alcune figure maschili, fatte prevalentemente di bronzo e di dimensioni diverse, alcune molto piccole, altre molto grandi, sedute, sdraiate, in piedi. Il giardino inoltre regala un panorama stupendo sulla sottostante Val d'Adige. Ulteriori informazioni presso l'Ufficio turistico Castelfeder.

Galleria d arte

Il Kunstforum Unterland - Galleria della Comunità Comprensoriale Oltradige/Bassa Atesina presenta, nei suoi spazi medievali sotto i portici di Egna, mostre d'arte contemporanea di caratura sia locale che internazionale. Diverse posizioni artistiche vengono presentate attraverso sei appuntamenti annuali. La galleria è diventata un punto d'incontro e di riferimento per gli operatori e amanti del settore.

Museo

Questo museo a 2.275 metri di altitudine, in cima al Plan de Corones nei pressi di Brunico, nelle Dolomiti, è dedicato alla fotografia di montagna. Il percorso si snoda su 1.800 metri quadrati e quattro piani, alla scoperta della storia della fotografia di montagna dagli inizi ad oggi, e propone opere artistiche di fotografi e fotografe da tutto il mondo, fotografie storiche, innovazioni digitali, mostre temporanee e allestimenti scenografici.

Museo

Sito nei locali della parrocchia di Lappago, il museo permette di conoscere l’acqua con tutte le sue qualità e i suoi segreti e richiama l’attenzione su ciò che è casuale e marginale, ovvero sulle piccole cose che si incontrano nella natura.

Museo

Guide con una formazione specifica sul tema del marmo presentano curiosità e informazioni interessanti sulla genesi, la storia, la pericolosa estrazione e la lavorazione dell’“oro bianco”, il pregiato marmo di Lasa. Tutti i giorni diverse visite guidate partono direttamente dalla stazione ferroviaria di Lasa.

Galleria d arte

Aperta tutto l'anno, Merano Arte presenta nei suoi 500 mq di superficie espositiva, distribuita su tre piani, le ricerche contemporanee più attuali in ambito di arte figurativa, architettura, letteratura, musica, fotografia e nuovi media. La struttura è gestita dall'associazione culturale Merano Arte che in collaborazione con istituzioni pubbliche e partner privati ne organizza la programmazione.

Museo

Situato sul Plan de Corones (2275 m), al margine del più spettacolare altopiano panoramico dell’Alto Adige, il MMM Corones è dedicato all’alpinismo tradizionale, disciplina che ha plasmato ed è stata plasmata in maniera decisiva da Reinhold Messner. La vista mozzafiato sulle Alpi, che si gode dall’inconfondibile edificio progettato da Zaha Hadid, è parte integrante dell'esperienza museale: lo sguardo spazia in tutte e quattro le direzioni cardinali, anche oltre i confini provinciali, dalle Dolomiti di Lienz a est fino all’Ortles a ovest, dalla Marmolada a sud fino alle Alpi della Zillertal a nord.

Museo

Il cuore del circuito museale ideato da Reinhold Messner trova spazio tra le antica mura di Castel Firmiano, rese accessibili da una struttura moderna in vetro e acciaio. Il percorso espositivo si snoda tra le torri, le sale e i cortili della rocca, offrendo al visitatore una visione d'insieme dell'universo montagna. Opere, quadri, cimeli e reperti naturali raccontano lo stretto rapporto che unisce l'uomo alla montagna, l'orogenesi delle catene montuose ed il loro disfacimento, il legame tra montagna e religione, la maestosità delle vette più famose del mondo, la storia dell'alpinismo dagli inizi fino all'odierno turismo alpino.

Museo

Arroccato su un'altura nella splendida val Venosta, Castel Juval ospita il museo che Reinhold Messner ha voluto dedicare al “mito” della montagna. Per molti popoli in tutto il mondo la montagna è sacra, dall'Olimpio all'Ararat, dal Sinai al Kailash, dal Fujiama in Giappone all'Ayers Rock in Australia. Il museo custodisce una raccolta di dipinti con vedute delle grandi montagne sacre, una preziosa collezione di cimeli tibetani e di maschere provenienti dai cinque continenti, la stanza del Tantra e, nei sotteranei, le attrezzature usate da Reinhold Messner nelle sue spedizioni. Nei pressi del museo, bello ed emozionante, si possono visitare i vigneti in pendenza dell'azienda agricola Unterortl e la trattoria Schlosswirt Juval che serve piatti tipici.

Museo

Dedicato al tema del ghiaccio e allestito in una moderna struttura sotterranea, il museo è situato a Solda, a 1900 metri di quota, ai piedi dalla vedretta dell'Ortles, che la famosa carta del Tirolo disegnata nel 1774 da Peter Anich indicava come la “Fine del mondo”. Nel MMM Ortles incontriamo il terrore del ghiaccio e dell'oscurità, i miti dell'uomo delle nevi e del leone delle nevi, il white out e il terzo polo, in un viaggio attraverso due secoli di storia degli attrezzi da ghiaccio, dello sci, dell'arrampicata su ghiaccio e delle spedizioni ai poli. MMM Ortles espone la più vasta collezione di dipinti con vedute dell'Ortles. La trattoria Yak&Yeti, situata accanto al museo, propone specialità delle montagne sudtirolesi e himalayane.

Museo

Nel Castello di Brunico, situato sulla collina a sud del capoluogo della val Pusteria, Reinhold Messner ha allestito il penultimo dei suoi sei musei dedicati alla montagna. Circondato da masi contadini, il castello ospita il museo dei popoli di montagna. Dal museo MMM Ripa (in lingua tibetana “ri” sta per montagna e “pa” per uomo) si gode una splendida vista su Plan de Corones, luogo di forte richiamo turistico, sul paesaggio rurale della valle Aurina e sulle Alpi della valle di Zillertal. Il moderno alpinismo è nato 250 anni fa, ma è da più di 10.000 anni che l'uomo abita e frequenta i rilievi montuosi. Da principio ci si recava per cacciare, poi per condurre mandrie e greggi di pascolo in pascolo, quindi vi si stabilì per lavorare la terra e allevare bestiame. Stabilitisi tra i fondali delle valli e i pascoli estivi, i popoli di montagna hanno saputo sviluppare una propria arte della sopravvivenza, una cultura che, al contrario della cultura urbana, si basa sulla responsabilità personale, sulla rinuncia al consumo, sul mutuo aiuto. È a questo modo di vivere, che solo all'osservatore superficiale può apparire diverso da luogo a luogo, che Reinhold Messner dedica il museo MMM Ripa.

Museo

Nel medioevo la miniera di Villandro era annoverata tra le aree di estrazione del minerale più significative del Tirolo. Dopo la sua chiusura all’inizio del XX secolo cadde nell’oblio. Con un faticoso lavoro, l’Associazione culturale e museale di Villandro l’ha resa nuovamente accessibile al pubblico. È possibile visitare diverse gallerie nell’ambito di visite guidate.

Museo

Il Mondo del Loden presenta ai visitatori l’intero processo che dalla pecora porta al capo di abbigliamento finito. Utensili storici raccontano la storia della produzione delle stoffe, l’attività di filatura delle donne, i viaggi dei venditori ambulanti di panni e la follatura del Loden.

Museo

La zona di Aldino era un tempo sede di innumerevoli mulini, brillatoi e pestini, poiché la coltivazione dei cereali rappresentava la più importante fonte di sostentamento. Lungo il rio Thal ora alcuni di essi, riattivati, sono accessibili al pubblico.

Galleria d arte

Nel 2017 il magistrato, imprenditore e collezionista bolzanino Josef Kreuzer donò alla Provincia di Bolzano la sua collezione di oltre 1.500 opere di circa 300 artisti del Tirolo, dell’Alto Adige e del Trentino, insieme al palazzo che la ospita in pieno centro storico a Bolzano, a condizione di farne un museo accessibile al pubblico. A pianterreno è stato ricavato un ambiente per mostre temporanee d’arte, lo Spazio Eccel Kreuzer.

Museo

Il Museo Mansio Sebatum è dedicato all’insediamento romano di San Lorenzo. I reperti esposti offrono una panoramica della vita nell’antica stazione di sosta di “Sebatum”, con le sue terme, il suo mercato e i suoi scambi, oltre che dei riti funebri e del mondo delle divinità dei Romani.

Museo

Il museo espone schizzi e bozzetti dei numerosi affreschi, oltre a studi, acquerelli e lavori di grafica del famoso pittore sudtirolese Rudolf Stolz (1874–1960), nonché dipinti del fratello Albert Stolz e propone ogni anno mostre temporanee con opere di artisti prevalentemente di area tirolese.

Museo

Il museo Uomo nel tempo ripercorre la vita dell’uomo in Alto Adige dall’età della pietra fino al recente passato. Le diverse epoche sono rappresentate attraverso innumerevoli oggetti originali, esperimenti e animazioni. Mostre temporanee a cadenza annuale offrono sguardi nell’ampia collezione.

Museo

Il museo illustra la storia naturale e culturale della Val Gardena: nascita delle Dolomiti, antiche testimonianze archeologiche, una collezione di sculture lignee gardenesi, vita e opere di Luis Trenker, regista e attore di film di montagna, la tela quaresimale di San Giacomo e la camera da letto “Bierjun” del tardo Medioevo.

Museo

Sito al secondo piano della Residenza Lächler, sopra l'associazione turistica, il museo intende essere un centro di ricerca, documentazione e informazione sul costume tradizionale ("Tracht") di Castelrotto e sulla sua storia. Espone costumi tradizionali del XVIII, XIX e XX sec. e parti di essi nonché una ricca raccolta di immagini storiche. Ospita mostre temporanee, organizza visite guidate, conferenze e corsi e collabora con associazioni del settore.

Museo

In questo museo privato della famiglia Schmid, attrezzi e utensili illustrano lo sviluppo della viticoltura e della lavorazione del vino, della lotta antiparassitaria e dell’agricoltura nel Burgraviato, nonché la tradizione della produzione dello speck.

Museo

Nel museo della Collegiata l’arte sacra della chiesa, il tesoro del Duomo, i libri risalenti ai sec. XV–XVIII e una significativa raccolta di manoscritti sono testimonianza dell’attività intellettuale e spirituale della più antica Collegiata del Tirolo. Nella seconda sede, ovvero nel Convento dei Francescani (via P.-P.-Rainer 15, 39038 San Candido) invece sono esposti numerosi reperti archeologici di San Candido risalenti ai secoli dell’Impero romano e una collezione di oggetti folkloristici.

Museo

Il museo conduce in un viaggio nel passato all’interno di un’abitazione dell’antica borghesia brissinese con i suoi sontuosi rivestimenti lignei, gli affreschi unici e le originali stufe ad olle. Nella sede della Farmacia Peer si è conservato un prezioso tesoro fatto di rari oggetti, che narrano con la loro molteplicità e fantasia «l'arte di curare». Allo stesso tempo questo piccolo gioiello museale rappresenta una perla di rara bellezza per gli amanti dell’architettura e dell’arte moderna.

Museo

Il Museo della Scuola di Bolzano è stato concepito come museo aperto. Gli oggetti esposti (materiali didattici, fotografie, documenti, arredi, cartelloni) rispecchiano la storia delle tre culture di questa terra, in un incontro tra esperienze personali e vicende collettive.

Museo

Attraverso abiti, accessori, oggetti di uso quotidiano e curiosi, il Museo delle Donne descrive la storia della donna e il suo ruolo sociale ieri e oggi. Ogni anno organizza mostre temporanee su temi che riguardano le donne e manifestazioni correlate.

Museo

Situato nell’antica residenza urbana e sede degli uffici amministrativi dell’imperatore Massimiliano I, il Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige illustra la storia naturale e paesaggistica dell’Alto Adige, uno dei territori più multiformi d’Europa. Su una superficie espositiva di circa 1.000 mq, il museo consente di scoprire – in una sorta di viaggio nel tempo scandito da plastici, diorami e postazioni sperimentali e multimediali – i momenti più importanti delle origini della terra e della nascita e dello sviluppo dei vari ambienti naturali. Il piano terra ospita regolarmente mostre temporanee. Il museo gestisce anche il Planetario "Alto Adige" di San Valentino in Campo (Cornedo all'Isarco), vero e proprio simulatore stellare il cui sistema tecnologico permette di ricreare il moto dei pianeti e delle stelle sfruttando la tecnologia 3D.

Museo

Nel museo allestito nell’edificio della sinagoga, documenti e oggetti offrono testimonianze della comunità ebraica formatasi a Merano tra fine ‘800 e inizio ‘900 e accompagnata fino agli anni ’30 da un fiorente turismo ebraico.

Museo

Il Museo locale espone opere di arte sacra che rispecchiano le forme di devozione religiosa e artistiche del barocco e del rococò. Un gioiello particolare è il tesoro del maso Thal. Il museo conserva anche dipinti, sculture lignee, monete e medaglie provenienti da collezioni private.

Museo

Nell’antica sede del Magistrato Mercantile i preziosi oggetti d’arredo del XVIII sec., i dipinti di pittori barocchi e i documenti originali testimoniano la tradizione delle fiere di Bolzano, centro mercantile di fama internazionale.

Museo

Il museo è il risultato di un impegnativo lavoro di ricerca e raccolta durato diversi decenni nelle Alpi di Ziller (Aurine) e negli Alti Tauri ed espone circa 1.000 esemplari di minerali. Oltre ai più grossi quarzi affumicati trovati nella nostra regione, merita particolare attenzione un rarissimo cristallo di rocca “ritorto”, tra i più belli venuti alla luce finora e ritrovato nella miniera di Predoi. La sezione multimediale presenta la nascita dei minerali, la loro ricerca e il faticoso recupero, infine l’azione terapeutica di molti di essi.

Museo

Il museo, ampliato di recente, custodisce la collezione mineralogica composta dai famosi geodi di Tiso, cristalli di rocca e altri minerali della zona alpina, raccolti dal collezionista Paul Fischnaller. Le famiglie possono cercare geodi insieme al collezionista.

Museo

La Torre Bianca, uno dei simboli di Bressanone, ospita un museo che, a partire da vari modelli, racconta il suo significato di torre cittadina e campanaria. Propone inoltre campane in miniatura, l’interno dell’originale globo del campanile e il ruolo dei guardiani del campanile.

Museo

Il museo propone una cinquantina di opere di arte sacra, allestite con cura. Le statue, i dipinti e gli altri tesori esposti conducono attraverso oltre 700 anni di storia regionale. Dal 1984 il museo parrocchiale è ospitato nel granaio gotico, nell’angolo nord-est del giardino della canonica. Sopra il portone d’entrata è incisa la cifra 1559, data di ristrutturazione dell’edificio.

Museo

L’attività mineraria ha caratterizzato per secoli e fino ai nostri giorni non solo il paesaggio, ma anche la vita degli abitanti delle Alpi centrali. Nell’antico Granaio di Cadipietra le mostre temporanee raccontano ai visitatori i loro volti e le loro storie. Attraverso immagini di minatori al lavoro nei secoli passati nelle miniere di Ridanna/Monteneve e di Predoi la mostra in corso “Ritratti. Gente di miniera” presenta i loro ritratti e racconta con brevi biografie la loro vita. Immagini, testi, registrazioni audio e diversi oggetti personali permettono di ridare un volto e una voce a imprenditori minerari e minatori, ma anche alle donne impiegate nella miniera.

Museo

A Predoi dal 1996 è possibile effettuare, a bordo di un trenino, una suggestiva visita guidata vestiti con elmetto e cerata alla galleria “ Sant’Ignazio”, lunga oltre 1 km. Da essa ancora oggi si estrae rame di cementazione: il particolare impianto è visibile e perfettamente funzionante. All’interno comincia l’avventuroso percorso guidato di 350 m, disseminato di rappresentazioni di scene lavorative. Il centro climatico si trova a ca. 1.100 m nel cuore della montagna e si presenta come luogo di quiete, distensione e rigenerazione.

Museo

La sede di Ridanna fu costruita 150 anni fa ed è una testimonianza unica del periodo della rivoluzione industriale. Nell’impianto di arricchimento del minerale a Masseria, dotato delle tecnologie più moderne per l’epoca, i visitatori possono toccare con mano l’intero processo di produzione grazie a macchinari funzionanti. Il più lungo sistema di trasporto minerario al mondo, composto di piani inclinati e binari per il traino con i cavalli che si estendono dal distretto in alta montagna alle gallerie di Monteneve, ma anche i grandi bacini di flottazione e i potenti macchinari fanno intuire sia le dimensioni impressionanti sia le difficoltà dell'attività estrattiva e invitano il visitatore ad un viaggio nel tempo tornando alla rivoluzione industriale in campo minerario.

Museo

Il Museo degli usi e costumi di Teodone illustra la vita della società rurale in epoca preindustriale, dal nobile al contadino fino al bracciante. Al centro si trova la residenza barocca Mair am Hof (costruita alla fine del XVII secolo) con le sale padronali e le collezioni etnografiche. Nell’area all’aperto di oltre tre ettari, i masi contadini originali, le officine degli artigiani, gli orti agricoli e gli animali domestici raccontano la vita quotidiana di una volta.

Museo

Il Museo provinciale del vino si trova nel centro di Caldaro, in quello che fu l’edificio amministrativo della signoria Caldaro-Laimburg. Il museo offre uno sguardo sulla storia della viticoltura in Alto Adige: dagli attrezzi storici che accompagnavano l’annata lavorativa del viticoltore, fino alle rappresentazioni religiose che illustrano il rapporto tra vino e religione. Nel piccolo vigneto del museo si coltivano oltre 30 vitigni diversi le cui uve si possono assaggiare in autunno.

Museo

Il bunker è un residuato degli anni '40 scavato nella roccia. Ospita una mostra sulla storia della valle dall’epoca glaciale al XX sec. e presenta, come punto informativo del Parco naturale del Gruppo di Tessa, le specificità naturali della zona. Il museo, fondato nell'aprile del 2010, da gennaio 2017 viene gestito dalla neocostituita associazione MuseumHinterPasseier.

Museo

La struttura museale Timmel_Transit è stata inaugurata nel 2018 in una ex caserma sul valico del Rombo. Essa intende integrare il Museo del Passo, che si trova in territorio austriaco, e completare il percorso dell’“Esperienza Passo Rombo” – sei piccole stazioni museali lungo la strada alpina del Passo Rombo. Attraverso immagini, pannelli e filmati con interviste a testimoni d’epoca, la mostra permanente tematizza la storia della costruzione della strada del Passo Rombo sul versante altoatesino. Timmel_Transit include anche un archivio digitale con quasi 3.000 documenti e immagini relative alla realizzazione della strada del Passo Rombo, conservato al Bunker Mooseum e in parte ancora in elaborazione.

Museo

Ciastel de Tor, famoso per la sua caratteristica torre e nel XIII secolo sede del giudizio “Thurn an der Gader”, è luogo di riferimento della cultura degli oltre 30.000 ladini, uniti nella loro identità da due elementi essenziali: la lingua derivata dal latino volgare e lo straordinario paesaggio montuoso delle Dolomiti. Dal 2001 il ?iastel ospita il Museo provinciale ladino. Esso fornisce preziose informazioni sulla geologia, archeologia, storia, lingua, sul turismo e artigianato artistico delle cinque valli ladine.

Museo

Il museo è dedicato all’orso preistorico delle caverne di 40.000 anni fa e alla geologia delle Dolomiti. Illustrano gli aspetti dell’”Ursus ladinicus” e del suo habitat numerosi reperti originali – ossa, denti, crani – e installazioni video. Nel piano interrato si trova la ricostruzione della grotta delle Conturines, luogo di ritrovamento dell’Ursus ladinicus, con una ricostruzione dell’orso delle caverne in letargo e dell’orso bruno M12 (Mico).

Museo

In occasione della costruzione del centro anziani sono venute alla luce straordinarie testimonianze di epoca romana: un edificio riccamente affrescato con sala colonnata e una massiccia struttura, probabilmente la base di un tempio o di un monumento. Ad oggi sono i resti archeologici più importanti di Pons Drusi, la Bolzano di epoca romana.

Museo

Dal 2015 il Palais Mamming Museum – che presenta le collezioni del Museo Civico di Merano – è ospitato nella nuova sede di piazza Duomo, in un palazzo barocco ristrutturato recentemente. La collezione fornisce una panoramica sull'evoluzione storica della città. Il percorso, a sviluppo circolare, ha inizio dalla preistoria e protostoria, toccando via via tutti gli ambiti, fino all’arte del XX secolo. Ciò che contraddistingue il fascino particolare di questa collezione sono anche alcuni pezzi “esotici” e curiosi, tra cui una mummia egizia, la collezione d’armi sudanesi di Slatin Pascha, una macchina da scrivere di Peter Mitterhofer e una maschera funebre di Napoleone.

Museo

Promosso dall’Autostrada del Brennero spa, il Plessi Museum è il primo spazio museale in autostrada in Italia. È segnato dalla presenza dell’installazione che l’artista Fabrizio Plessi aveva realizzato nel 2000, in occasione dell’Expo di Hannover, pensata per celebrare l’Euregio. È una scultura che unisce tre composizioni rappresentanti le province di Trento, Bolzano e Innsbruck. Il percorso espositivo raccoglie installazioni video, sculture e presenze grafico-pittoriche.

Museo

Il “Rohrerhaus”, menzionato già nel 1280 e uno dei maggiori masi della valle, è un luogo di incontro a carattere museale. Oltre a stube, cucina e un’altra piccola stube fanno parte del complesso anche il forno e il mulino.

Museo

La "serra III" di fine anni '50 della Floricoltura Schullian è l'ultima di questo tipo in Alto Adige. Al suo interno, l'artista Paul Thuile ha ideato una mostra permanente. Oggetti e fotografie d’epoca, testi, filmati e interviste presentano la storia dell’ortofrutticoltura, le vicende delle dieci più importanti ditte e famiglie che hanno fondato il settore in Alto Adige nonché ritratti dei maggiori protagonisti del suo sviluppo in questa terra negli ultimi 60 anni. Tra essi, spicca il fondatore della floricoltura che ospita l'esposizione, Franz Schullian.

Museo

Lo Speckworld Moser è situato in un edificio costruito in stile architettonico alpino e mostra la storia dello Speck. Si possono ammirare la tradizionale cucina, l’affumicatoio, l’originale mangiatoia per i maiali, l’antica siringa per le salsicce, un’antica bilancia e molti altri i utensili originali utilizzati nella produzione dello Speck. Diverse stazioni interattive e tavole informative illustrano l’antica e moderna produzione artigianale dello Speck, elargendo consigli per conservare al meglio il prodotto, per affettarlo in modo ideale e molto altro ancora. Immagini e ricette di piatti a base di Speck svelano inoltre le sue possibilità di utilizzo.

Museo

All’interno della Torre di Porta Sluderno, su due piani, sono illustrate le "Tappe di una piccola città". Temi centrali sono il commercio, la difesa, il mercato, le professioni nonché la ricostruzione e fortificazione della città di Glorenza nel XVI sec.

Museo

Un tempo residenza estiva dell’imperatrice Elisabetta d’Austria, meglio nota come Sissi, Castel Trauttmansdorff oggi ospita il Touriseum, il Museo provinciale del Turismo, il primo in tutto l’arco alpino specializzato nella storia del turismo. Il Touriseum, circondato dallo spettacolare orto botanico di Castel Trauttmansdorff, offre un emozionante viaggio nel tempo alla scoperta dei 200 anni di tradizione turistica del Tirolo, attraverso un percorso arricchito di pannelli illustrati. Il visitatore, proiettato nel passato, rivive l’atmosfera del tempo sia dal punto di vista dei villeggianti sia da quello della popolazione locale.

Museo

Il museo è dedicato alle specificità della Val Venosta, come il sistema di irrigazione con i canali detti “Waale”, l’archeologia nel “magico triangolo retico” (siti del Ganglegg e del Tartscher Bühel) e il tema degli “Schwabenkinder” (bambini costretti a lavorare in Germania meridionale).

Museo

Nel 1905 Franz Fromm, commerciante di origini tedesche, si trasferì a Merano, dove diversi anni dopo acquistò Villa Freischütz. Essa divenne per Fromm il definitivo approdo per sé e la sua famiglia e il forziere per la sua collezione di tesori artistici raccolti con passione. È grazia a sua nipote Rosamaria Navarini (1926-2013) se questa collezione si è potuta conservare fino ai giorni nostri. Nel suo testamento, dispose che questi tesori diventassero fruibili al pubblico nella villa. Costruita nel 1909, Villa Freischütz rappresenta un significativo esempio di edificio dell’"età dell’oro" della città di cura e custodisce una varia e preziosa collezione di opere d’arte e d’arte applicata. L’intreccio degli oggetti e delle singole storie presentati nella mostra traccia un ritratto di una tipica famiglia borghese dell’epoca.

Galleria d arte

L'ar/ge kunst è il Kunstverein (Associazione artistica) di Bolzano. Il nome – un’abbreviazione di Arbeitsgemeinschaft, comunità di lavoro - indica l’obiettivo di promuovere un’idea di lavoro collettivo intorno ai linguaggi dell’arte contemporanea e alla loro relazione con discipline quali l’architettura, il design, le arti performative e il cinema. L’istituzione produce e presenta pratiche artistiche regionali, nazionali ed internazionali e, attraverso esse, conduce una ricerca critica sul ruolo dell’arte in rapporto alla sfera sociale e politica. Negli ultimi anni ar/ge kunst ha rivolto la propria indagine sull’idea di mostra come medium e ha sviluppato workshop, residenze, lecture e performance.

Museo

Il parco-museo didattico vicino al luogo di ritrovamento di Ötzi spiega come fu trovato l’Uomo venuto dal ghiaccio e come viveva 5300 anni fa. Nelle mostre spiccano le ricostruzioni delle capanne neolitiche e dell’equipaggiamento di Ötzi. A famiglie e amanti di tecniche artigianali antiche è consigliata la visita dei percorsi 2 e 3 (area laboratori, pontile canoa monossile e area tiro con l’arco).

Castello

Visita del castello Castel Mareccio è principalmente un centro eventi, che può essere affittato per diversi occasioni come congressi, mostre, concerti, matrimoni... Però è anche uno dei gioielli storico-artistici di Bolzano da non perdere! E può essere visitato nei giorni nei quali NON ci sono manifestazioni. Come tanti castelli medievali, anche Castel Mareccio venne ampliato nel corso del 1500. Oggi si possono vedere le sale affrescate e salendo nella torre si può ammirare il panorama a 360°. Prezzo d'ingresso: 5€ Orario per le visite: ore 9-12.45 (ultimo ingresso 12) e 14-17 (ultimo ingresso 16.15) Contattateci per maggiori informazioni: (+39) 0471 976615 oppure mareccio@mareccio.info

Castello

Arroccato su un’erta parete rocciosa sopra il comune di Appiano sulla Strada del Vino, troneggia maestoso Castel d’Appiano. Da qui, a 636 m s.l.m., lo sguardo spazia libero sull’intera Val d’Adige, l’Oltradige e la conca di Bolzano, posandosi su un idilliaco panorama in cui spiccano gli incantevoli vigneti – tratto distintivo di questo angolo dell’Alto Adige –, il profilo delle Alpi dell’Ötztal e le pallide vette delle Dolomiti. Castel d’Appiano ha alle spalle una lunga e interessante storia. Costruito nel 1130 dal conte Ulrico II, divenne presto una delle fortezze più significative e delle dimore più prestigiose della regione. Tutt’oggi, chi da vicino o da lontano osserva il castello prova un senso di soggezione alla vista del mastio pentagonale, che con i suoi 23 m di altezza si eleva verso il cielo. Nel suo nuovo ruolo di meta escursionistica distante poco meno di un’ora a piedi da Missiano, Castel d’Appiano ha moltissimo da offrire a giovani e anziani, amanti della natura e della buona tavola: dalla taverna, in cui si servono deliziosi piatti tipici, alla cappella, massima espressione della ricchezza culturale del maniero, fino al percorso per tiro con l’arco nei boschi circostanti alla rocca. Il Castello Hocheppan è aperto ogni giorno dalle ore 10.00 alle 18.00 (mercoledì giorno di riposo, ad ottobre nessun giorno di riposo). Visite guidate in italiano, tedesco e inglese da luglio ad agosto dal giovedì alla domenica, a settembre tutti i giorni tranne il mercoledì e ad ottobre fino all’8 novembre tutti i giorni dalle ore 11.00 alle ore 16.00. In caso di pioggia le visite guidate potrebbero essere sospese! Per maggiori informazioni sulle visite guidate, si prega di contattare l’Associazione Turistica Appiano scrivendo all’indirizzo di posta elettronica info@eppan.com o telefonando al numero +39 0471 662206.

Castello

Sulle orme dei signori del castello in Alto Adige Il Castel Tasso a Campo di Trens presso Vipiteno è uno dei castelli medioevali meglio conservati dell'Alto Adige. È ben protetto su una collina ed è accessibile tramite un breve sentiero. Il castello fu menzionato per la prima volta in documenti scritti nel 1100, fino alla metà del 13° secolo risiedeva il vescovo ministeriale che gestiva da lì la zona circostante. Nel 1469 è entrato in possesso dei Cavalieri Teutonici, fino al 1809. A seguito il castello è stato lasciato alla famiglia Thurn e Taxis, che è ancora proprietaria ed è tenuto in ottime condizioni. Particolarmente degne di nota all'interno del Castello Tasso sono la stanza di fumo, i dormitori dei soldati e dei servi, la stanza verde, le cui pareti sono decorate con bellissimi affreschi, la stanza delle torture, una prigione sotterranea e la vicina chiesetta di San Zeno. Visite guidate: Il castello può essere visitato solo nell'ambito di una visita guidata. Visitabile tramite audioguida, proprio smartphone(codice QR) o informazione scritta. - Costo del biglietto: bambini fino ai 6 gratuito, dai 6 anni 7 euro, adulti 9€ - Per gruppi con più di 15 persone richiediamo una prenotazione telefonica - Durata della visita: 1 ora circa - Sabato giorno di riposo, escluso la settimana di Ferragosto - Chiuso il 1 novembre Visite guidate alta stagione: 16 luglio - 10 settembre lun, mar, mer, gio, ven, dom 09:00 - 18:00

Castello

Il Castello di Monguelfo o Welsperg è il complesso fortificato più antico tra Brunico e Lienz e si trova a pochi minuti a piedi dalla località di Monguelfo, in cima ad una collina soleggiata. Il castello fu fatto costruire nel 1140 dai fratelli Schwikher e Otto von Welsperg. La signoria Von Welsperg fu una stirpe nobiliare potente ed influente, soprattutto con il Barone Guidobold Von Welsberg, che ricevette il titolo di conte da Leopoldo I. Dal Castello di Monguelfo i Signori Von Welsperg amministravano un ampio feudo. Per quanto riguarda il castello invece, il maschio antico e molto alto risale agli anni 1126-1140 ed è senza dubbio la parte più antica del castello – era perfetto per vedere in lontananza e osservare bene il territorio circostante. Solo poco tempo dopo furono costruiti la piccola cappella romanica, un fabbricato per la servitù e il palazzo. Tra il XV e il XVI secolo l'intero complesso fu ristrutturato e ampliato più volte. Purtroppo nel 1765 un incendio ha danneggiato gravemente il castello e ne ha distrutto alcune parti. Nonostante i restauri che seguirono, in seguito il castello non fu più abitato. Oggi il Curatorio del Castello di Monguelfo si occupa del complesso ed organizza ogni estate numerosi concerti, mostre e altri eventi.

Centro culturale

La piazza della cultura è il luogo d'incontro per antonomasia fra diversi linguaggi e culture. Il Centro Trevi rappresenta questa piazza nella provincia di Bolzano, piazza di passaggio di tutta la ricchezza e varietà del nostro territorio. Una piazza coperta in cui la parola possa fluire libera e dare inizio alla discussione. La piazza della cultura dell'Alto Adige è un luogo unico dove la Ripartizione Cultura italiana della Provincia autonoma di Bolzano può lavorare creando sinergie e nuovo interesse per l'intera cittadinanza. L'avvicinamento alla cultura, tramite l'incontro di diversi sguardi, va a formare una discussione costruttiva attorno a qualsiasi tema relativo ad arte, cinema, lingue, teatro, danza, musica. Tuttavia il Centro Trevi non è da pensare solamente come luogo fisico, ma anche virtuale, in quanto si impegna nell'avvicinamento alla cultura tramite i canali social. Per questo motivo, anche l'attività online - su Facebook, Instagram, Spotify e Medium - diventa parte integrante dell'esperienza collettiva.

Teatro

TidA – Il Theater in der Altstadt di Merano Dalla sperimentazione all’istituzione La storia del Theater in der Altstadt ha inizio nel secolo scorso ed è nata dal sogno di uno studente di ritorno da Vienna e dal suo incontro con un gruppo di irriverenti e coraggiosi teatranti amatoriali. Erano tempi di cambiamenti sociali e di forti tensioni artistiche e creative. Furono inizi pieni di entusiasmo e di uno spirito innovatore. La strada è stata lunga e a volte impervia, ma il risultato è ragguardevole…

Cinema

La nostra associazione, nata alla fine degli anni settanta, attualmente gestisce un cinema a 3 sale a Bolzano, con programmazione giornaliera. L’offerta cinematografica si concentra principalmente sui film d’essai, presentati in lingua italiana, tedesca e nella versione originale con sottotitoli.

Teatro

Per un lungo periodo il gruppo della "Kleinkunstszene” di Bolzano ha cercato una nuova sede adeguata alle proprie esigenze. Aveva già organizzato con grande successo numerose produzioni teatrali come "Wilhelm Tell” e "Frank und Stein”, così come cinque edizioni del Festival Cabarena nel cortile del Museo d’arte moderna. Vi era quindi il desiderio di trovare un luogo adeguato alle proprie esigenze. Ed in effetti, dopo lunghe ricerche, venne trovato un luogo adatto. Si trattava della cantina a volta di un magazzino di ferramenta in via Argentieri, 19 nel cuore della città vecchia. Il 10 maggio del 1996 il Piccolo Teatro Carambolage venne ufficialmente inaugurato. I membri fondatori sono Gabi Veit (presidente dal 1996 al 2008), Erwin Egger, Günther Gramm e Manfred Schweigkofler. Sin dall’inizio si sono avvicendate sul palcoscenico del Carambolage rappresentazioni teatrali di cabarettisti di fama internazionale e di artisti locali. Un programma musicale selezionato, l’accogliente atmosfera e la buona acustica del Piccolo Teatro hanno fatto il resto ed avvicinato al Carambolage anche un pubblico di lingua italiana. Il Piccolo Teatro Carambolage organizza circa 100 rappresentazioni ogni stagione ed offre al proprio pubblico un programma ricco e molto diversificato. Ogni anno sono circa 8.000 gli spettatori che frequentano il Piccolo Teatro e fruiscono di questa offerta culturale così variegata: cabaret, concerti, rappresentazioni teatrali, mostre e serate letterarie.

Sala polifunzionale

Cosa facciamo? Facciamo tutto ciò che le fiere hanno sempre fatto e che devono fare anche in futuro: facciamo convergere domanda e offerta di un settore produttivo. Tutto qui. Ma per quanto semplice possa sembrare, in realtà è un compito assai complesso, poiché occorre fare in modo che gli espositori giusti incontrino i visitatori giusti, creando un’atmosfera che favorisca lo scambio di idee ed elaborando un programma di informazione che dia valore aggiunto al settore e proponga modi nuovi per affrontare problemi condivisi. Ogni anno alle nostre rassegne oltre 3.000 espositori incontrano più di 230.000 visitatori! Come tutti i compiti difficili, non sempre riesce alla perfezione ma ogni volta lo affrontiamo con tutta la nostra passione per l’attività fieristica e ponendo in primo piano le esigenze dei clienti con correttezza e tempestività, e "last but not least" con simpatia. Siamo un’impresa amministrata in base ai criteri di gestione di un’azienda privata, ma tenendo ben presenti gli obiettivi dei nostri azionisti principali. Ci consideriamo quindi un’impresa di proprietà pubblica, non ispirata a mere finalità di lucro, ma consapevole di essere parte integrante dell’infrastruttura economica del proprio territorio e di doverla promuovere. Da diversi decenni siamo punto d’incontro e interlocutori essenziali per le imprese altoatesine e ci adoperiamo per fornire un contributo attivo allo sviluppo di nuovi settori di competenza per il tessuto produttivo del territorio. Abbiamo una spiccata sensibilità per le nuove tendenze e i mercati che ne possono scaturire: le nostre fiere e i nostri congressi vertono infatti sulle punte di diamante dell'economia locale, che contribuiamo a far crescere. Due esempi per tutti: la melicoltura o l’edilizia sostenibile. Come Fiera Bolzano siamo gli eredi di una tradizione di scambio di beni e di idee nell'arco alpino antica di secoli, se non di millenni. Oggi diamo continuità a questa tradizione nel contesto bilingue e biculturale dell’Alto Adige, a cavallo delle aree economiche e produttive germanofone e italiane, creando opportunità concrete per diffondere conoscenze e professionalità fra il Nord e il Sud dell’Europa. Nelle rassegne fieristiche che organizziamo fuori provincia – in Italia centrale e meridionale così come in Cina – diventiamo ambasciatori dell’Alto Adige, comunicando all'esterno le nostre competenze d’eccellenza.

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INSIDE EVENTS & CULTURE

Magazine mensile gratuito di cultura, eventi e manifestazioni in Alto Adige-Südtirol, Trentino e Tirolo.
Testata iscritta al registro stampe del Tribunale di Bolzano al n. 25/2002 del 09.12.2002 | Iscrizione al R.O.C. al n. 12.446.
Editore: InSide Società Cooperativa Sociale ETS | Via Louis Braille, 4 | 39100 Bolzano | 0471 052121 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..