Utente : martin_inside

Eventi di : martin_inside

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Domenica, 27 Set 2026 09:00-13:00 |

Internationale Sammlerbörse für Ansichtskarten, Briefmarken, Münzen, Briefe, Militaria, Heimatbelege, Aktien, Fotos, Ganzsachen, Heiligenbildchen, Tirolensien, Bücher, Grafik und Zubehör; mit Beratung. Eintritt frei

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Giovedì, 17 Set 2026 09:00-18:00 |
L'evento si tiene dal 17 Set 2026 al 20 Set 2026

bike festa Südtirol celebra la bicicletta e la rende un'esperienza tangibile nel cuore di Bressanone – una vivace Expo e un ricco programma attendono sia i professionisti che i principianti nel centro storico di Bressanone. L'evento offre consulenza di altissimo livello, opportunità uniche di test, esperienze condivise e momenti di puro piacere. Scopri un luogo ricco di competenze, esperienze ispiratrici e impulsi innovativi!

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Domenica, 13 Set 2026 20:30

L'Accademia Giocosa Dorothee Oberlinger (flauto) Johann Sebastian Bach: Suite per orchestra n. 1 BWV 1066 Georg Friedrich Telemann: Quartetto per flauto, violino, oboe e b. c. TWV 43:A3 Georg Friedrich Telemann: Concerto per flauto e archi TWV 51:C1 Antonio Vivaldi: Concerto per 2 oboi e archi RV 535 Antonio Vivaldi: Quartetto per flauto, oboe, violino, fagotto e b.c. RV 107 Antonio Vivaldi: Concerto per flauto e archi RV 443

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Sabato, 05 Set 2026
L'evento si tiene dal 05 Set 2026 al 07 Set 2026

Il primo fine settimana di settembre festeggiamo la Sagra della Val Sarentino. Durante il sabato e la domenica si svolgono sfilate di carri allegorici, esibizione di gruppi folk, fanfare a cavallo, concerti di bande musicali, fiaccolata e vengono allestite bancarelle e stand gastronomici. La maggior parte degli abitanti indossano il costume tradizionale della Val Sarentino. Gli uomini portano pantaloni lunghi di "Loden" sorretti dalle "Kraxn" (larghe bretelle con pettorina in cuoio nero). Inoltre portano la "Fatsch", il tipico cinturone impreziosito da complicati ricami con fili tagliati fuori dalle penne del pavone) e indosano il "Sarnar Huet", cappello di feltro nero con un nastro, verde se sposati, rosso per gli scapoli. In più i calzoncini di lana pecora bianca. Le donne portano una lunga gonna nera con il corpetto, sormontata dal tipico grembiule fiorito e un fazzoletto piegato con pizzi e france alle spalle. Ecco il programma dettagliato del fine settimana di festa: Sabato, 05 settembre 2026 Ore 17:50 Sfilata da Sarentino paese per il campo della festa Ore 20:30 Fiaccolata per il centro di Sarentino paese fino al campo della festa. Ore 21.00: Musica, danza e atmosfera. Domenica, 06 settembre 2026 Ore 09:00 Processione alla chiesetta di S. Cipriano a Sarentino paese Ore 10:15 Sfilata per il campo della festa in seguito mattinata fino alle ore 12:30 Ore 14:00 Grande corteo folcloristico con la partecipazione di vari gruppi (con partenza in zona artigianale a Sarentino paese) Lunedì, 07 settembre 2026 Grande mercato del bestiame e di mercerie e chiusura della festa.

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Venerdì, 04 Set 2026 20:00

JOHANNA WALLROTH Soprano PHILIPP VON STEINAECKER Direttore originalklang project Strumenti originali Centro Culturale Euregio Dobbiaco Leoš Janáček Mládí – Sestetto di strumenti a fiato Gustav Mahler Sinfonia n. 4 in sol maggiore Pochi giorni dopo l’uscita della nuova registrazione della Sinfonia n. 5 di Gustav Mahler, la Gustav Mahler Academy prosegue l’originalklang project, il suo progetto di successo internazionale dedicato alla creazione di sonorità originali: il 4 e il 5 settembre 2026, rispettivamente a Bolzano e a Dobbiaco, la Mahler Academy Orchestra eseguirà la Sinfonia n. 4 di Mahler sotto la direzione di Philipp von Steinaecker. L’opera descrive una visione umoristica dell’uomo, sospeso nella tensione tra vita terrena, morte e aldilà. Con lo sguardo ingenuo, ma infinitamente preciso di un bambino, Mahler ridisegna ancora una volta la sua visione del mondo, che aveva delineato in proporzioni epiche nella Sinfonia n. 3: per il poeta Jean Paul, venerato da Mahler, l’umorismo nasce dal contrasto tra il sublime e il quotidiano. Possiamo ridere del mondo quando lo osserviamo da una prospettiva trascendentale, perché ci appare piccolo, persino insignificante. Eppure, continuiamo ad amarlo. Questa visione distaccata del mondo permette a Mahler di dimostrare, sul piano musicale, un modo per liberarsi dal dominio della volontà schopenhaueriana, così da lasciarsi alle spalle la fonte di ogni infelicità umana. Trattato filosofico, guida alla felicità, umorismo sottile, classicismo austriaco, colpo di genio nell’orchestrazione, rivoluzione formale, mistero e grande bellezza: tutto questo è la Sinfonia n. 4 di Mahler! Nella Mahler Academy Orchestra, i 50 studenti dell’accademia suonano al fianco di 50 professionisti provenienti da prestigiosi ensemble europei, come i Berliner Philharmoniker, i Wiener Symphoniker, la Staatskapelle Dresden, la Mahler Chamber Orchestra, la Concertgebouw Orchestra, l’Orchestre de Paris e molte altre, utilizzando strumenti viennesi originali risalenti ai primi del 1900 e tenendo conto delle convenzioni musicali dell’epoca. Prima della sinfonia, gli studenti della Mahler Academy eseguiranno il meraviglioso Sestetto di fiati Mládí di Leoš Janáček. Mahler e Janáček erano contemporanei e crebbero non lontano l’uno dall’altro. Il fatto che non abbiano avuto modo di conoscersi e apprezzarsi meglio a vicenda resta una delle grandi occasioni mancate della storia. Janáček aveva inviato la sua opera Jenůfa a Mahler, il quale, tuttavia, non poté accettarla per l’Opera di Corte di Vienna essendo in lingua ceca. Mládí, scritto per gli stessi strumenti a fiato viennesi della Sinfonia n. 4 di Mahler, riprende l’universo sonoro dello stesso Mahler, portandolo nella generazione successiva. Dopo i concerti in Alto Adige e una registrazione per l’etichetta Alpha Classics, l’orchestra partirà in tournée, con tappe previste a Milano, Londra, Colonia, Amsterdam, Linz, Vienna e Amburgo.

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Giovedì, 03 Set 2026 19:00

Ensemble del CONSERVATORIO C. MONTEVERDI di Bolzano Il Bolzano Festival Bozen è una vera festa per la città, un’improvvisa esplosione di musica. Non ci sono infatti solo le star internazionali nelle grandi sale da concerto: la musica si diffonde, fuoriesce coinvolgendo il tessuto urbano in una capillare esperienza di ascolto. Ti potrà capitare quindi di entrare in un cortile e trovare tamburi, marimbe e xilofoni, oppure trombe, flauti, corni e fagotti. Con “Musica in Cortile” il festival si insinua tra le case e grazie al talento degli studenti del Conservatorio di Bolzano offre a tutti i cittadini dei preziosi momenti di musica, in cui ascoltare partiture di diverse epoche, provenienti da diverse parti del mondo. Nelle calde serate di fine estate esci in strada o affacciati alla finestra, la musica classica ti aspetta!

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Giovedì, 03 Set 2026 19:00

Ensemble del CONSERVATORIO C. MONTEVERDI di Bolzano Il Bolzano Festival Bozen è una vera festa per la città, un’improvvisa esplosione di musica. Non ci sono infatti solo le star internazionali nelle grandi sale da concerto: la musica si diffonde, fuoriesce coinvolgendo il tessuto urbano in una capillare esperienza di ascolto. Ti potrà capitare quindi di entrare in un cortile e trovare tamburi, marimbe e xilofoni, oppure trombe, flauti, corni e fagotti. Con “Musica in Cortile” il festival si insinua tra le case e grazie al talento degli studenti del Conservatorio di Bolzano offre a tutti i cittadini dei preziosi momenti di musica, in cui ascoltare partiture di diverse epoche, provenienti da diverse parti del mondo. Nelle calde serate di fine estate esci in strada o affacciati alla finestra, la musica classica ti aspetta!

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Lunedì, 31 Ago 2026 19:00

Ensemble del CONSERVATORIO C. MONTEVERDI di Bolzano Il Bolzano Festival Bozen è una vera festa per la città, un’improvvisa esplosione di musica. Non ci sono infatti solo le star internazionali nelle grandi sale da concerto: la musica si diffonde, fuoriesce coinvolgendo il tessuto urbano in una capillare esperienza di ascolto. Ti potrà capitare quindi di entrare in un cortile e trovare tamburi, marimbe e xilofoni, oppure trombe, flauti, corni e fagotti. Con “Musica in Cortile” il festival si insinua tra le case e grazie al talento degli studenti del Conservatorio di Bolzano offre a tutti i cittadini dei preziosi momenti di musica, in cui ascoltare partiture di diverse epoche, provenienti da diverse parti del mondo. Nelle calde serate di fine estate esci in strada o affacciati alla finestra, la musica classica ti aspetta!

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Lunedì, 31 Ago 2026 19:00

Ensemble del CONSERVATORIO C. MONTEVERDI di Bolzano Il Bolzano Festival Bozen è una vera festa per la città, un’improvvisa esplosione di musica. Non ci sono infatti solo le star internazionali nelle grandi sale da concerto: la musica si diffonde, fuoriesce coinvolgendo il tessuto urbano in una capillare esperienza di ascolto. Ti potrà capitare quindi di entrare in un cortile e trovare tamburi, marimbe e xilofoni, oppure trombe, flauti, corni e fagotti. Con “Musica in Cortile” il festival si insinua tra le case e grazie al talento degli studenti del Conservatorio di Bolzano offre a tutti i cittadini dei preziosi momenti di musica, in cui ascoltare partiture di diverse epoche, provenienti da diverse parti del mondo. Nelle calde serate di fine estate esci in strada o affacciati alla finestra, la musica classica ti aspetta!

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Domenica, 30 Ago 2026 20:00

Toward Mahler Leoš Janáček Mládí (Gioventù) Sestetto di strumenti a fiato Johannes Brahms Quartetto d’archi in Si bemolle Maggiore, op. 67 I Quartetti per archi di Johannes Brahms figurano tra le opere cameristiche all’apice di questa categoria: doni preziosi che la storia ci offre per arricchire e dare significato alla nostra esistenza. La musica di Brahms precede direttamente quella di Gustav Mahler: i musicisti che conobbero Brahms, suonarono con lui e portarono in scena per la prima volta le sue opere furono in molti casi gli stessi che, in seguito, promossero la musica di Mahler. Non si potrebbero immaginare pezzi più congeniali di questi per analizzare lo stile e cercare di comprendere come potessero suonare i musicisti nella Vienna di fine Ottocento. Insieme ai due quartettisti Volker Jacobsen (Artemis Quartett) e Stefan Arzberger (Leipziger Streichquartett), ai due violoncellisti-direttori d’orchestra Bruno Weinmeister e Philipp von Steinaecker, e al musicologo Clive Brown, massimo esperto di prassi esecutiva brahmsiana, gli studenti della Mahler Academy, suonando con corde di budello, presentano la loro esplorazione stilistica di Brahms nel percorso verso Gustav Mahler. I Quartetti di Brahms sono affiancati dalla splendida Humoresque per quintetto di fiati di Alexander von Zemlinsky. Zemlinsky fu insegnante di composizione di Alma Mahler e godeva di grande stima e sostegno da parte di Gustav Mahler. Sebbene l’Humoresque sia stato creato come genere solo nel 1939 durante l’esilio americano, la sua intera struttura e il suo universo sonoro sono profondamente radicati nello spirito di inizio secolo. Potrebbe quindi essere lecito, anzi persino logico, eseguirlo sugli strumenti viennesi originali di Mahler risalenti a quell’epoca.

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Domenica, 30 Ago 2026 18:00

Toward Mahler Johannes Brahms Quartetto d’archi in do minore, op. 51 n.1 Johannes Brahms Quartetto d’archi in la minore, op. 51 n.2 I Quartetti per archi di Johannes Brahms figurano tra le opere cameristiche all’apice di questa categoria: doni preziosi che la storia ci offre per arricchire e dare significato alla nostra esistenza. La musica di Brahms precede direttamente quella di Gustav Mahler: i musicisti che conobbero Brahms, suonarono con lui e portarono in scena per la prima volta le sue opere furono in molti casi gli stessi che, in seguito, promossero la musica di Mahler. Non si potrebbero immaginare pezzi più congeniali di questi per analizzare lo stile e cercare di comprendere come potessero suonare i musicisti nella Vienna di fine Ottocento. Insieme ai due quartettisti Volker Jacobsen (Artemis Quartett) e Stefan Arzberger (Leipziger Streichquartett), ai due violoncellisti-direttori d’orchestra Bruno Weinmeister e Philipp von Steinaecker, e al musicologo Clive Brown, massimo esperto di prassi esecutiva brahmsiana, gli studenti della Mahler Academy, suonando con corde di budello, presentano la loro esplorazione stilistica di Brahms nel percorso verso Gustav Mahler. I Quartetti di Brahms sono affiancati dalla splendida Humoresque per quintetto di fiati di Alexander von Zemlinsky. Zemlinsky fu insegnante di composizione di Alma Mahler e godeva di grande stima e sostegno da parte di Gustav Mahler. Sebbene l’Humoresque sia stato creato come genere solo nel 1939 durante l’esilio americano, la sua intera struttura e il suo universo sonoro sono profondamente radicati nello spirito di inizio secolo. Potrebbe quindi essere lecito, anzi persino logico, eseguirlo sugli strumenti viennesi originali di Mahler risalenti a quell’epoca.

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Domenica, 30 Ago 2026 08:30-17:00 |

Festa dei Vigili del Fuoco Volontari di San Giacomo-Agruzzo, con intrattenimento, stand gastronomici e musica, nonché esposizione di autovetture storiche che, partendo da San Giacomo, saranno portate in mostra anche a Pineta e Laives.

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Sabato, 29 Ago 2026 20:00

Franz Schubert Sonata per pianoforte n. 19 in do minore, D 958 Ferruccio Busoni Fantasia contrappuntistica su J.S. Bach, BV 253 Ludwig van Beethoven Sonata per pianoforte n. 23 in fa minore, op. 57 “Appassionata” Quasi nessun pianista – almeno nei Paesi di lingua tedesca – ha avuto un impatto così profondo anche al di fuori della carriera musciale, come Igor Levit. L’artista, nato in Russia e cresciuto in Germania, non è soltanto un interprete eccezionale, ma anche una voce autorevole nel dibattito pubblico. Levit si esprime con passione su questioni sociali e politiche, prende una posizione netta contro l’antisemitismo e l’estremismo di destra e non teme le controversie. Da qui la sua notorietà mediatica, che va ben oltre l’ambiente della musica classica. Anche Levit è sempre stato un convinto sostenitore di Busoni. Definendosi “cittadino, europeo e pianista”, si pone in diretta continuità con la concezione transnazionale di identità di Busoni e con la sua eredità intellettuale. Allo stesso tempo, rappresenta i valori cardine attraverso cui si definisce anche la Fondazione Busoni-Mahler. Appare dunque logico che Levit diversifichi il programma della sua tournée per il debutto a Bolzano, inserendo un’opera di Busoni tra due capolavori del repertorio pianistico: tra la Sonata in la maggiore D 959 di Schubert e l’“Appassionata” di Beethoven, verrà eseguita la Fantasia nach J. S. Bach BV 253 di Busoni.

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Sabato, 29 Ago 2026 18:00

SALVATORE SEMINARA chitarra UBALDO ROSSO flauto VERA ANFOSSI viola MILENA PUNZI ANFOSSI violoncello PROGRAMMA János Fusz Quartetto op.1 in Do Maggiore · Quartett Op.1 in C Dur - Andante - Minuetto - Trio - Adagio - Finale (Allegro) Franz Schubert – Matiegka Quartetto in Sol Maggiore · Quartett in G Dur - Moderato - Minuetto – Trio I – Trio II - Lento e patetico - Zingara - Tema e variazioni

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Sabato, 29 Ago 2026 11:00

Le fasi finali dell’Arthur Rubinstein International Piano Master Competition 2026, inizialmente previste per il mese di maggio, sono state posticipate a settembre. Il Bolzano Festival Bozen è pertanto lieto di poter presentare il pianista Kit Armstrong nell’ambito del proprio programma. Ulteriori dettagli saranno comunicati a breve.

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Venerdì, 28 Ago 2026 20:00

Il mandolino a Parigi nel XVIII secolo PIZZICAR GALANTE ANNA SCHIVAZAPPA Mandolino Giovanni Battista Gervasio (n. Napoli, c. 1730 – m.? dopo il 1786) Sonata in do maggiore per mandolino e basso continuo Autore anonimo (da Francesco Mancini et F. B. Conti) Sonata VI in sol minore Autore anonimo (da Francesco Mancini et F. B. Conti) Sonata Prima in do maggiore Autore anonimo La Fürstenberg Giovanni Battista Gervasio (n. Napoli, c. 1730 – m.? dopo il 1786) Sonata in re maggiore Il mandolino è uno strumento quasi dimenticato, se si esclude il suo aspetto di nostalgico cliché di una certa cultura partenopea. Eppure, questo strumento di origine napoletana fu ad un certo punto, nella seconda metà del Settecento, estremamente di moda in tutta Europa. Il concerto dell’ensemble Pizzicar Galante con la solista Anna Schivazappa ci offre un ritratto proprio di questa età dell’oro del mandolino, quando alcuni grandi virtuosi napoletani come Giovanni Battista Gervasio e Gabriele Leone contribuirono alla sua diffusione con una serie di tournée europee. In Francia in particolare, la borghesia e l’aristocrazia del tempo si dedicarono allo studio del mandolino con l’ausilio di maestri italiani e di metodi che tra le altre cose offrivano anche regole essenziali per accompagnarsi al mandolino cantando le arie della Comédie Italienne, per il piacere dei dilettanti.

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Venerdì, 28 Ago 2026 20:00

Josu De Solaun (1981) Toccata [Preludio, Fantasia, Ciaccona su un tema di Busoni] (2026) Josu De Solaun (1981) Tre glosse concertanti dal Canzoniere ispanico (2026) Joaquín Turina (1882-1949) Sonata Pittoresca, Op. 24 “Sanlúcar de Barrameda” (1921) Josu De Solaun (1981) 21 “Tientos” (2025-2026) Manuel de Falla (1876-1946) Fantasía Baetica [Fantasia Andalusa] (1919) [ci sarà una breve improvvisazione prima e dopo ciascun brano principale del programma] Lettera all’ascoltatore Caro ascoltatore, Non so esattamente che cosa ti abbia portato fin qui. A volte si entra in una sala da concerto perché si conosce un brano, a volte perché ci si fida di un nome, a volte perché la giornata lo consente e qualcosa dentro, in silenzio, dice: entra. Non ho una ragione del tutto chiara per suonare questa musica in questo modo, qui e ora. Alcune decisioni vengono prese prima di poter essere spiegate, e forse l’unico gesto onesto è non fingere di sapere sempre perché… Questo recital muove da una premessa risoluta: intende la musica come un campo di pratica, piuttosto che come una divisione di ruoli musicali. Composizione, improvvisazione, trascrizione e interpretazione non sono qui trattate come discipline separate, ma come diverse articolazioni di un unico continuum gesto-musicale. Questo approccio generalista non si oppone al rigore né alla profondità; si oppone alla frammentazione. È strettamente allineato con l’etica artistica di Ferruccio Busoni, per il quale la musica non è mai stata l’esecuzione di una funzione, ma il ripensamento continuo del suono attraverso il tocco, la memoria e l’immaginazione. Penso sempre più a questa posizione come a quella di un musicista generalista, non nel senso di padroneggiare tutto, ma di restare permeabile a molteplici modalità del pensiero musicale. La musica, prima di diventare una professione o una specializzazione, era un modo di stare al mondo. Questo recital è plasmato da tale convinzione. Le brevi improvvisazioni poste prima e dopo ciascuna opera principale non sono introduzioni, spiegazioni o commenti. Riconoscono qualcosa di più semplice e più esigente: la musica non comincia con la partitura, né finisce con essa. Segnano una soglia tra memoria e azione presente. L’improvvisazione non è qui libertà opposta alla forma, ma responsabilità assunta senza protezione. È un modo di restare in contatto con l’immediatezza, con il sé così com’è oggi, piuttosto che con un’idea astratta di correttezza o di stile. Questa idea di immediatezza plasma anche il mio modo di programmare. Non posso più avvicinarmi a ciò che di solito viene chiamato repertorio classico come un amministratore neutrale — una sorta di curatore museale — perché quella posizione presuppone già un’astrazione in cui non credo. La programmazione, per me, non può partire dalla nozione di repertorio o di canone, categorie storiche utili ma in ultima analisi impersonali. Deve partire da qualcosa di più vicino a un canzoniere personale: un corpo di musica che si è abitato, con cui si è lottato, che ci ha formati, e che non si può suonare senza esserne implicati come esseri umani. È anche per questo che il repertorio canonico occupa oggi un posto diverso nei miei programmi. Non si può suonare in modo significativo la tradizione austro-tedesca — così centrale nella vita del recital — senza restare in contatto con le fonti vernacolari, corporee e rituali che l’hanno nutrita: ritmo popolare, danza, canto, gesto. Quando questo contatto si perde, il canone rischia di diventare un museo di gesti piuttosto che un linguaggio vivo. Programmare, dunque, non è per me un atto curatoriale, ma un atto esistenziale: un allineamento antropico tra ciò che si suona e il modo in cui si ascolta, si vive, si ricorda e si sta al mondo. La mia Toccata (Preludio, Fantasia, Ciaccona su un tema di Busoni) è una composizione originale scritta in dialogo esplicito con la prassi di Busoni. Il riferimento non è imitazione né omaggio decorativo, ma procedurale ed etico. Il titolo, la struttura e la forma parentetica riecheggiano consapevolmente la Toccata di Busoni, mentre l’uso di un tema busoniano segue una pratica centrale nel suo pensiero: la composizione come trasformazione, la trascrizione come pensiero creativo, la tradizione come materia viva. Così come Busoni si muoveva liberamente da Bach a Chopin e dalla musica notata alle fonti vernacolari, quest’opera tratta l’eredità non come qualcosa da conservare intatto, ma come qualcosa da mettere alla prova, piegare e ri-enunciare attraverso il tocco. Le Tre glosse concertanti dal Canzoniere ispanico nascono dalla stessa linea, ma la estendono in un atto deliberato di espansione del repertorio. La musica iberica ha naturalmente prodotto una ricca tradizione pianistica radicata in idiomi vernacolari. Ciò che è rimasto in gran parte marginale, tuttavia, è la trasformazione in repertorio da concerto di linguaggi musicali tradizionalmente esclusi dal canone classico: copla, zarzuela, canto teatrale popolare, bolero, romanza taurina. Queste glosse si muovono precisamente in questo territorio, consapevolmente nello spirito di Ferruccio Busoni, per il quale trascrizione e arrangiamento non erano arti secondarie, ma modalità centrali della composizione — modi di pensare musicalmente attraverso la trasformazione del materiale ereditato. Non sono arrangiamenti, né stilizzazioni folkloriche. Sono glosse nel senso medievale del termine: atti di pensiero musicale condotti dall’interno di un vernacolo vivo, scritti per il pianoforte moderno con piena consapevolezza delle sue capacità architettoniche e virtuosistiche. In questo senso, cercano di aprire un percorso pianistico analogo — pur non imitativo — a quello che Liszt realizzò con il materiale ungherese: non conservazione, ma trasformazione in un nuovo linguaggio concertistico. Ogni glossa prende avvio da una fonte concreta. La Campanera, celebre copla andalusa, bilancia intimità ed esposizione teatrale, desiderio e distanza. Il Coro delle spigolatrici da La Rosa del Azafrán incarna il lavoro collettivo, il tempo ciclico e la dignità delle voci anonime centrali nel teatro popolare spagnolo. Romanza di valentia, radicata nel canto taurino, affronta il coraggio non come bravura, ma come esposizione — un’etica del restare di fronte al rischio. In tutti e tre i casi, il vernacolo non è citato come colore, ma lasciato generare forma, conflitto e virtuosismo dall’interno. All’interno di questo quadro, la Sonata Pittoresca op. 24 di Joaquín Turina non appare come descrizione pittoresca, ma come meditazione sull’abitare. Nell’arte spagnola, il luogo è raramente semplice paesaggio. È tempo vissuto, ritmo abitato, un modo di essere. I titoli non nominano spazi per rappresentarli, ma per abitarli musicalmente. Sanlúcar de Barrameda funziona qui come un locus amoenus, quasi arcadico, ma mai idealizzato o separato dalla vita. Torre, strada, spiaggia e pescatori articolano modalità complementari dell’abitare: distanza senza dominio, coesistenza senza gerarchia, sospensione senza sviluppo narrativo, ripetizione senza spettacolo. La strada porta attrito, la spiaggia sospende il tempo tra terra e mare, i pescatori incarnano il lavoro come ritmo più che come immagine. La forma di Turina non offre rifugio; chiede responsabilità. Dopo la pausa, si dispiega il mio ciclo dei 21 Tientos. Questi brani non sono stati concepiti come un sistema chiuso né come un ciclo predefinito. Sono apparsi uno a uno, nel tempo, come risposte a situazioni concrete — personali, geografiche, storiche. Il termine tiento è usato nel suo senso iberico originario: tentare, tastare, avvicinarsi senza possedere. I riferimenti modali indicati non funzionano come sistemi teorici, ma come orientamenti poetici del respiro, della gravità e della pressione temporale. Rumore e canto, immobilità e violenza, rituale e interruzione coesistono senza risoluzione. Città, paesaggi, lingue e forme di esilio sono iscritti non come narrazione, ma come tensione. L’identità non è affermata; è esposta come movimento. Il pianoforte non è trattato come strumento neutro, ma come corpo che ricorda. Il recital si conclude con la Fantasía Baetica di Manuel de Falla, dove l’unità interna del programma diventa esplicita. Profondamente radicata nel flamenco e nel cante jondo, l’opera tratta il ritmo come legge piuttosto che come colore, e il gesto come necessità piuttosto che come effetto. Allo stesso tempo, l’interesse di Falla per la musica indiana e lo studio del raga aprono il brano verso una concezione più ampia della modalità, del tempo ciclico e della gravità melodica oltre l’armonia funzionale occidentale. Questo incontro non indebolisce la tradizione classica; la rinnova dall’interno. La precisione è qui solo la condizione minima. Senza rischio, l’accuratezza diventa vuota. L’opera non chiude il recital — lo affronta. Questo programma non propone alcuna gerarchia tra composizione e interpretazione, né separa tradizione e invenzione. Propone una pratica: una in cui il musicista si pone come generalista, non per dominare tutto, ma per restare permeabile a ciò che lo precede e a ciò che lo supera. Se qualcosa rimane esposto questa sera, è perché non è stato protetto. Forse fare musica oggi è semplicemente questo: permettere a suono, memoria e presenza di incontrarsi senza chiedere permesso. Josu de Solaun

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Sport
Venerdì, 28 Ago 2026 18:30

all different – all women: Alla 14ª edizione della Women’s run Brixen, le partecipanti percorrono il tragitto di 4,2 km attraverso il centro storico di Bressanone, correndo o camminando – e tutto per una buona causa. Ogni anno, la Women’s run Brixen sostiene un obiettivo solidale: un terzo della quota di partecipazione viene donato all’iniziativa „es geat di a un – tocca a te“, che offre un aiuto rapido e senza burocrazia alle donne vittime di violenza. Attenzione: Il numero di partecipanti è limitato. Iscrizione: www.womensrun.it Programma: Ore 13:00 - 18:00: Apertura ufficio gara Dalle ore 16:00: Percorso bici per bambini in piazza palazzo vescovile. Ore 18:00: Saludto ufficiale Ore 18:30: Riscaldamento con Alexa Ore 19:00: Partenza Ore 20:00: After-Race-Party con “Sitting Bull”

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Venerdì, 28 Ago 2026 12:00

Ludwig van Beethoven: Sonata per pianoforte n. 29 op. 106 Hammerklavier Robert Schumann: Carnaval, op.9 Nell’ambito del Festival Busoni, il Concorso Pianistico Busoni presenta non solo i suoi premiati – quest’anno Yifan Wu, Sandro Nebieridze e Zhonghua Wei – ma anche una selezione di concorrenti che hanno trionfato in concorsi internazionali organizzati in collaborazione con la World Federation of International Music Competitions. Questi concerti fanno da ponte tra l’ambiente delle audizioni e l’esordio di una carriera internazionale, offrendo uno spaccato dello stile musicale di giovani pianisti e pianiste di talento dei giorni nostri. Ad aprire il festival sarà Aristo Sham, vincitore del 1° premio alla Van Cliburn International Piano Competition 2025, uno dei concorsi pianistici più prestigiosi al mondo, noto per essere un importante trampolino di lancio a livello internazionale. Aristo Sham si è distinto per la versatilità stilistica, la ricchezza sonora e l’architettura chiara e coerente delle sue interpretazioni. Il suo programma instaura un dialogo consapevole tra originale e arrangiamento, includendo trascrizioni di Ferruccio Busoni da brani di Bach, Brahms e Chopin. A fine agosto sarà il turno di Nikola Meeuwsen, vincitore del 1° premio della Queen Elisabeth Competition (categoria pianoforte). Il suo programma spazia attraverso diverse epoche della letteratura pianistica: dalla Partita n. 1 in si bemolle maggiore di Bach a Le Tombeau de Couperin di Ravel e alle Variazioni in fa minore di Haydn, fino alla Sonata n. 23 in fa minore, nota come l’“Appassionata”, di Beethoven.

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Giovedì, 27 Ago 2026 20:30

Orquestra Johann Sebastian Rio (Brasile) & Linus Roth SAMBACH: Samba & Bach Johann Sebastian Bach: Concerto per violino e orchestra BWV 1042 Heitor Villa-Lobos: Villa Cantilena & Melodia Sentimental Antonio Carlos Jobim: Desafinado, Garota de Ipanema, Samba de uma Nota Só Marcos Valle: Samba de Verao Noel Rosa: Gago Apaixonado Ary Barroso: Aquarela do Brasil Assis Valente: Brasil Pandeiro Waldir Azevedo / Jacob do Bandolim: Brasileirinho, Assanhado Zequinha de Abreu: Tico-tico no Fuba Jorge Benjor: Mas que nada

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Giovedì, 27 Ago 2026 20:00

Felix Mendelssohn Bartholdy Prelude and Fugue op. 35 No. 1 Robert Schumann Kreisleriana Robert Schumann Arabesque Domenico Scarlatti Sonata, K. 9 (arr. Carl Tausig in e minor) Antonio Soler Sonata in F-sharp Major, R. 90 Arvo Pärt Für Alina Robert Schumann Da Dichterliebe, op. 48: Im wunderschönen Monat Mai (arr. Yifan Wu) Robert Schumann Sonata n. 1 in fa diesis minore, op. 11 Nell’ambito del Festival Busoni, il Concorso Pianistico Busoni presenta non solo i suoi premiati – quest’anno Yifan Wu, Sandro Nebieridze e Zhonghua Wei – ma anche una selezione di concorrenti che hanno trionfato in concorsi internazionali organizzati in collaborazione con la World Federation of International Music Competitions. Questi concerti fanno da ponte tra l’ambiente delle audizioni e l’esordio di una carriera internazionale, offrendo uno spaccato dello stile musicale di giovani pianisti e pianiste di talento dei giorni nostri. Ad aprire il festival sarà Aristo Sham, vincitore del 1° premio alla Van Cliburn International Piano Competition 2025, uno dei concorsi pianistici più prestigiosi al mondo, noto per essere un importante trampolino di lancio a livello internazionale. Aristo Sham si è distinto per la versatilità stilistica, la ricchezza sonora e l’architettura chiara e coerente delle sue interpretazioni. Il suo programma instaura un dialogo consapevole tra originale e arrangiamento, includendo trascrizioni di Ferruccio Busoni da brani di Bach, Brahms e Chopin. A fine agosto sarà il turno di Nikola Meeuwsen, vincitore del 1° premio della Queen Elisabeth Competition (categoria pianoforte). Il suo programma spazia attraverso diverse epoche della letteratura pianistica: dalla Partita n. 1 in si bemolle maggiore di Bach a Le Tombeau de Couperin di Ravel e alle Variazioni in fa minore di Haydn, fino alla Sonata n. 23 in fa minore, nota come l’“Appassionata”, di Beethoven.

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Mercoledì, 26 Ago 2026 20:00

BAROQUE ARABESQUE ÖZLEM BULUT Voce ALENKA BRECELJ Violino barocco AVIN AHAMDI Oud DESIREÈ WÖHRER Viola da gamba e Flauti dritti MARINKA BRECELJ Clavicembalo e Direzione Il barocco è stato un momento storico di grandissima vitalità, estro e creatività. Diversamente dal modo in cui forse i meno esperti percepiscono la musica barocca, l’improvvisazione e la contaminazione di forme e tradizioni musicali di altre regioni, così come la permeabilità del confine tra musica colta e musica popolare, giocavano un importantissimo ruolo nelle prassi esecutive e nel lavoro compositivo dell’epoca. Per queste ragioni non è un caso che anche al giorno d’oggi molti artisti sperimentino inedite fusioni tra il barocco e altre culture musicali, come in questo programma che costruisce un affascinante mosaico affiancando la musica antica con la tradizione orientale e sefardita. Il punto di forza di Baroque Arabesque è un gruppo di straordinari musicisti, tra cui spicca la cantante di origini turche e curde Özlem Bulut, il cui canto aggiunge una dimensione inaspettata e sorprendente all’esecuzione.

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Martedì, 25 Ago 2026 20:00

Wolfgang Amadeus Mozart (trascr. Ferruccio Busoni, 1922) Fantasia in fa minore KV 608 Robert Schumann (trascr. Claude Debussy) 6 studi in forma di canone. op. 56 Darius Milhaud Scaramouche, op. 165b Sergej Rachmaninov Danze Sinfoniche, op. 45a Quando Martha Argerich e Lilya Zilberstein si presentano insieme sul palco, si incontrano due artiste il cui percorso musicale è legato in modo speciale alla città di Bolzano: entrambe si aggiudicarono il primo premio del Concorso Pianistico Internazionale Ferruccio Busoni: Martha Argerich nel 1957, Lilya Zilberstein tre decenni dopo, nel 1987. Da allora, Argerich e Zilberstein si sono affermate come soliste di calibro mondiale, collaborando con le orchestre e i direttori più importanti, coltivando al contempo un’intensa passione per la musica da camera; Martha Argerich, in particolare, non ama i recital e la “solitudine” al pianoforte. Da diversi anni, si esibisce regolarmente al fianco di Lilya Zilberstein. Nel 2011, Argerich e Zilberstein hanno fatto entrambe parte della giuria del Concorso Busoni e sono andate in scena insieme per l’ultima volta in questa formazione a Bolzano, in occasione di un concerto di gala che ha registrato il tutto esaurito. Il fatto che oggi ritornino alla ribalta come duo consolidato, nel luogo che segna un capitolo formativo nella carriera artistica di entrambe, conferisce a questo evento una risonanza speciale. A Bolzano, il programma comprende l’arrangiamento di Busoni della Fantasia di Mozart, gli Studi in forma di canone di Schumann nella versione per due pianoforti di Claude Debussy, nonché opere di Milhaud e di Rachmaninov

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Lunedì, 24 Ago 2026 19:00

Ensemble del CONSERVATORIO C. MONTEVERDI di Bolzano Il Bolzano Festival Bozen è una vera festa per la città, un’improvvisa esplosione di musica. Non ci sono infatti solo le star internazionali nelle grandi sale da concerto: la musica si diffonde, fuoriesce coinvolgendo il tessuto urbano in una capillare esperienza di ascolto. Ti potrà capitare quindi di entrare in un cortile e trovare tamburi, marimbe e xilofoni, oppure trombe, flauti, corni e fagotti. Con “Musica in Cortile” il festival si insinua tra le case e grazie al talento degli studenti del Conservatorio di Bolzano offre a tutti i cittadini dei preziosi momenti di musica, in cui ascoltare partiture di diverse epoche, provenienti da diverse parti del mondo. Nelle calde serate di fine estate esci in strada o affacciati alla finestra, la musica classica ti aspetta!

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Lunedì, 24 Ago 2026 19:00

Ensemble del CONSERVATORIO C. MONTEVERDI di Bolzano Il Bolzano Festival Bozen è una vera festa per la città, un’improvvisa esplosione di musica. Non ci sono infatti solo le star internazionali nelle grandi sale da concerto: la musica si diffonde, fuoriesce coinvolgendo il tessuto urbano in una capillare esperienza di ascolto. Ti potrà capitare quindi di entrare in un cortile e trovare tamburi, marimbe e xilofoni, oppure trombe, flauti, corni e fagotti. Con “Musica in Cortile” il festival si insinua tra le case e grazie al talento degli studenti del Conservatorio di Bolzano offre a tutti i cittadini dei preziosi momenti di musica, in cui ascoltare partiture di diverse epoche, provenienti da diverse parti del mondo. Nelle calde serate di fine estate esci in strada o affacciati alla finestra, la musica classica ti aspetta!

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Lunedì, 24 Ago 2026 09:00

Il Barthlmastag è una festa d’alpeggio di lunga tradizione. Si svolge ogni anno il 24 agosto e prende il nome dal patrono dei pastori, San Bartolomeo. In questo giorno i contadini si riunivano e si riuniscono ancora oggi sull’Alpe del Renon per il raggruppamento del bestiame e il successivo mercato. Il bestiame dei contadini, che ha trascorso l’estate in alpeggio, viene radunato presso la malga Saltner e condotto a mezzogiorno con “Goasslschnöllen” (colpi di frusta), richiami dei Saltner (pastori), nitriti e ruggiti. Il luogo di ritrovo è un prato recintato, dove in passato si svolgeva il mercato di Barthlmas e si effettuava lo scambio di merce. Oggi il mercato si svolge a Tre Vie, dove vengono messi in vendita i prodotti agricoli locali. Dal 1927, lo spettacolo è accompagnato dalla banda musicale di Vanga, che dagli anni ‘60 offre anche cibo e bevande. Dopo questo momento speciale sull’Alpe del Renon, nel pomeriggio si scende a Tre Vie, dove la festa d’alpeggio diventa una festa campestre con musica e un divertimento per i bambini. Nel corso degli anni, il Barthlmastag si è trasformato nella più grande festa popolare del Renon ed è conosciuto e amato ben oltre i confini del comune. E cosi si arriva all’alpe Renon: - con l'autobus 166 da Collalbo fino a Pemmern/Tre Vie, orario autobus 166: www.ritten.com/mobil - con la propria auto o navette a pagamento. Da Pemmern: seguendo il sentiero n° 1 si arriva in 40 minuti all’alpe Renon. Dislivello: superando 150 m a piedi. Se il 24 agosto cade di domenica, il raggruppamento del bestiame e il mercato vengono posticipati al lunedì, poiché secondo l’antica usanza la domenica non è un giorno di mercato

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Domenica, 23 Ago 2026 20:00

ANACRONÌA Johann Christian Bach Flute quartet in C Major W.B 58 (1776) Karl Friedrich Abel Flute quartet in D Major WK 226 (1770) Juan Oliver Astorga Trio for two violins and bass Carl Philipp Emanuel Bach Divertimento in G Major H. 642 Joseph Haydn Flute quartet in D Major Op.5, Hob.II: D9 (1767) La fiorente scena musicale londinese affonda le sue radici nel lontano Settecento, quando impresari privati istituirono serie di concerti a pagamento nelle più prestigiose sale della capitale. Una di queste, fondata dall’acclamato soprano Teresa Cornelys, divenne straordinariamente popolare nell’ultimo quarto del secolo quando fu presa in mano da Johann Christian Bach e Karl Friedrich Abel, nei prestigiosi saloni di Hannover Square. L’ascoltatore contemporaneo inorridirebbe nell’assistere alla confusione che regnava durante le rappresentazioni, dove il pubblico poteva essere mosso in un istante dal riso al pianto, ma soprattutto era libero di chiacchierare comodamente seduto nelle proprie poltrone. La musica, tuttavia, era di altissima qualità, come il programma dell’ensemble Anacronìa dimostra: naturalmente composizioni originali di Bach, Abel e del loro socio Juan Oliver Astorga, ma il repertorio includeva anche capolavori di maestri come Carl Philipp Emanuel Bach e Joseph Haydn.

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Venerdì, 21 Ago 2026 12:30

Premio Junior Jury – 65° Concorso Busoni 2025 Lunch Concert Johann Sebastian Bach – Ferruccio Busoni Preludio Corale n. 3, Nun komm’ der Heiden Heiland, BWV 659 Sergey Rachmaninov Variazioni su un tema di Corelli, op. 42 Sandro Nieberidze Esquisses Frederic Mompou Variazioni su un tema di Chopin

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Venerdì, 21 Ago 2026 10:00
L'evento si tiene dal 21 Ago 2026 al 23 Ago 2026

Una festa per tutta la famiglia Dal 21 al 23 Agosto 2026 Sluderno sarà nuovamente il palcoscenico ideale per i Giochi Medievali dell'Alto Adige. Nella piana ricca di storia che si estende fra Castel Coira, la rovina di Montechiaro, Castel Principe e l'abbazia benedettina di Monte Maria, spettacolari combattimenti e singolar tenzoni faranno trattenere il fiato ai tanti spettatori. Un viaggio nel tempo, nell'età medievale. Cavalieri senza macchia e senza paura affrontano i loro avversari. Sui loro cavalli bardati si gettano nella mischia, le lance si sbriciolano, le corazze tintinnano, i nobili signori premiano i loro beniamini. Il popolo acclama i vincitori e rimira stupito le tante attrazioni esotiche e singolari. 2.000 rievocatori da 11 nazioni. Il più ricco programma in tutto il territorio alpino! Tutte le attrazioni all’interno dell’area della manifestazione sono gratuite: show, cavalcare su pony e cammelli, tiro con l'arco, tornei, piccolo zoo, caroselli, animazione per bimbi...

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Venerdì, 21 Ago 2026
L'evento si tiene dal 21 Ago 2026 al 23 Ago 2026

Prossimamente si terrà la 23.ma edizione dell’ormai tradizionale “Altstadtfest” – Festa del Centro Storico. Niente è cambiato rispetto alla formula ideata dal Comitato per il Centro Storico più di 30 anni fa, e cioè quella di organizzare una festa all’interno delle mura cittadine, che facesse di Bressanone una vera attrazione ed un punto di riferimento sia per i concittadini che per i numerosi ospiti della città; un’occasione per far apprezzare la città dal punto di vista artistico e culturale, ma anche per trascorrere ore liete e all’insegna del divertimento. Il ricco programma di manifestazioni musicali e folcloristiche, le rappresentazioni teatrali, nonché la ricca offerta gastronomica non mancheranno di entusiasmare ancora una volta i visitatori.

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Giovedì, 20 Ago 2026 21:00

James Morrison torna con nuova energia. Con Fight Another Day, il suo settimo album in studio, il cantautore britannico celebra vent’anni di carriera guardando sì alle proprie radici, ma soprattutto a un nuovo inizio, fatto di consapevolezza e speranza. Dopo il successo internazionale dell’album di debutto Undiscovered (2006), che ha raggiunto il primo posto in classifica e dato vita alla hit mondiale You Give Me Something, e dopo la vittoria del Brit Award come Best British Male, Morrison ha chiuso simbolicamente un capitolo nel 2022 con un Best Of interamente ri-registrato. I brani di Fight Another Day, scritti nel 2023, segnano un ritorno autentico e introspettivo. L’album affronta temi come la salute mentale, la forza interiore e la fiducia nel futuro, unendo profondità emotiva, groove ed energia positiva. Accanto al potente brano omonimo, trovano spazio canzoni ritmate e luminose come Cry Your Tears On Me, Fill My Glass e New Day, così come la delicata ballata al pianoforte The Man Who Can’t Be Loved. Con Little Wings, dedicata alle sue figlie, Morrison firma uno dei momenti più personali del disco. PREVENDITA E INFO SUL CONCERTO Ingresso dalle 19.00 con possibilità di visitare i Giardini. Inizio concerto ore 21.00 Alle serate di concerto non si applicano né l'ingresso ridotto né il biglietto serale estivo; anche l'abbonamento e il mini abbonamento non danno diritto ad assistere al concerto. Non è previsto il rimborso dei biglietti in caso di maltempo. (Soggetto a modifiche) IMPORTANTE Nei giorni dei concerti i Giardini chiuderanno alle ore 18.00. I concerti delle Serate ai Giardini si svolgono nell'ambiente naturale dei giardini botanici, all'aperto e in qualsiasi condizione atmosferica. Si prega di notare che i posti a sedere per il pubblico sono scoperti e limitati. Non possiamo garantire un posto in tribuna. È possibile sdraiarsi con coperte da picnic sulle aree erbose intorno al laghetto. Ci sono alcuni angoli nascosti intorno al laghetto con una buona visibilità e un'ottima acustica. Solo il vostro rispetto per le piante e per il lavoro dei nostri giardinieri ci permette di ospitare il World Music Festival anno dopo anno. Vi preghiamo di portare con voi i vostri rifiuti o di smaltirli negli appositi contenitori. Non sono ammessi bottiglie in vetro.

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Giovedì, 20 Ago 2026 20:30

Orchestra da Camera di Basilea Bar Avni . Fazil Say CONCERTO D'INAUGURAZIONE 2026 Wolfgang Amadeus Mozart: Overture "La finta Giardiniera" Joseph Haydn: Sinfonia in sol minore n. 39 Fazil Say: Yürüyen Kösk Ludwig van Beethoven: Sonata per pianoforte op. 57 "Appassionata" Dmitri Shostakovitch: Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 op. 102

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Giovedì, 20 Ago 2026 20:00

Franz Schubert Sonata in Sol Maggiore, D. 894 op. 78 Fryderyk Chopin Mazurka in si minore, op. 33 n. 4 (Mesto) Mazurka in mi minore, op. 41 n. 2 (Andantino) Mazurka in fa minore, op. 63 n. 2 (Lento) Prelude in do diesis minore, op. 45 Sonata n. 2 in si bemolle minore, op. 35

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Mercoledì, 19 Ago 2026 21:00

Ti invitiamo cordialmente a un concerto nella chiesa parrocchiale di Castelrotto. Il concerto inizia alle ore 21:00. Verranno eseguite diverse opere note del repertorio classico e del repertorio di musica sacra. Il concerto ti offre l’opportunità di apprezzare l’unicità della chiesa parrocchiale di Castelrotto. Un luogo meraviglioso che colpisce sia per la sua architettura sia per la sua straordinaria acustica. Goditi la musica in un’atmosfera unica e lasciati incantare dalle melodie di famosi compositori.

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Mercoledì, 19 Ago 2026 12:30

Premio Senior Jury – 65° Concorso Busoni 2025 Lunch Concert Franz Schubert Fantasia in Do Maggiore D.760, “Wanderer” Franz Liszt 2 Studi da concerto, S.145: 1.Waldesrauschen. 2.Gnomenreigen Franz Liszt da Années de pèlerinage. Deuxième Année. Italie: Sonetto 104 del Petrarca, S.161 no.5 Sergei Bortkiewicz Sonata per pianoforte n. 2 in do diesis minore, op. 60

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Lunedì, 17 Ago 2026 20:00

ENSEMBLE INSTRUMENTUM VOCALE A. Falconieri (1585-1656) Folías Echa para mi Señora Doña Tarolilla de Carallenos V. Ruffo (1508-1587) dai Capricci in Musica 3 voci: La Gamba in basso, e Soprano M. Flecha (1481-1553) La guerra D. Ortiz (1510-1570) dal Tratado de Glosas: Recercada Segunda sobre Tenores C. Monteverdi (1567-1643) dall’Orfeo: atto III, sinfonia VI dal VII libro madrigali: Interrotte Speranze B. Strozzi (1619-1677) Che si può fare L. Marenzio (1553-1599) Chi vuol udir i miei sospiri in rime G. B. Fontana (1589-1630) Sonata II a Violino Solo C. Monteverdi (1567 -1643) dall’Orfeo: atto III, Sinfonia I Chiome d’oro dall’Orfeo: atto V, Moresca J. B. Lully (1632-1687) da Le Divertissement Royal de Versailles: Danse de Neptune, Rondeau du Mariage Forcé, Bourrée du Mariage Forcé S. Le Camus (1610-1677) Ah! Qui peut tranquillement attendre J. B. Lully (1632-1687) da Le Bourgeois Gentilhomme: Première Air des Espagnols M. Lambert (1610-1696) D’un feu secret J. B. Lully (1632-1687) da Le Bourgeois Gentilhomme: Canaries G. Costeley (1530-1606) La prise de Calais (Hardis Françoys) J. B. Lully (1632-1687) da Le Bourgeois Gentilhomme: Chaconne des Scaramouches

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Domenica, 16 Ago 2026 20:00

Quattro secoli di musica portoghese per organo António Carreira (ca.1530-ca.1594) Fantasia em Lá-Ré Canção Manuel Rodrigues Coelho (ca.1555-1635) Tento de 4º tom Frei Diogo da Conceição (XVII secolo) Meio registo de 2º tom Manuel Rodrigues Coelho Ave maris stella sobre o cantochão de tiple em mínimas Outra Ave maris stella sobre o cantochão do contralto de semibreves Outra Ave maris stella sobre o cantochão do tenor de semibreves Outra Ave maris stella sobre o cantochão de contrabaixo de semibreves Frei Diogo da Conceição Batalha de 5º tom Frei Domingos de São José (XVII secolo) Obra de 5º tom Carlos Seixas (1704-1742) Sonata per organo in sol maggiore Moderato Sonata in do minore Moderato in tempo di siciliano Minuet Sonata per organo in la minore Largo Frei Francisco de São Boventura (fl.1773-1802) Toccata I Andante con moto Marcos Portugal (1762-1830) Sonata per organo in re maggiore Allegro marcial Ingresso libero

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Sabato, 15 Ago 2026 11:00

Tutti gli anni il 15 agosto la banda musicale di Soprabolzano organizza al campo delle feste coperto a Soprabolzano la festività di Ferragosto, ormai divenuta una tradizione famosa in tutto il territorio. La mattinata viene proposto il “Fruehschoppen”, ovvero una merenda sostanziosa a base di “Weisswurst” dalle ore 11 a Soprabolzano. Nel pomeriggio alle ore 14 si svolge la sfilata tradizionale, dove i musicisti dimostrano la loro abilità anche nella realizzazione di splendidi carri allegorici che rappresentano temi legati all’economia, all’artigianato, all’agricoltura ed al turismo sul Renon. Tutto termina nella piazza “Festwiese” dove si svolge la sagra campestre e dove potrete trovare molti giochi sia per giovani che per adulti (giostra, pesca miracolosa e tanto ancora) ma anche prelibatezze della cucina tipica preparata direttamente dai instancabili volontari. Il tutto sarà allietato da numerose bande musicali provenienti sia da lontano che da vicino

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Venerdì, 14 Ago 2026 20:00

SHUNSKE SATO Direzione Johann Sebastian Bach (1685–1759) Violin concerto in D minor BWV1052r Allegro Heinrich Biber (1644–1704) Battaglia à 10 Georg Philipp Telemann (1681–1767) Ouverture La Bourse in B flat Major TWV55:B11 Wilhelm Friedmann Bach (1710–1784) Excerpt from Fantasia in a minor for solo harpsichord F 23 Symphony in A Major (Fragment) F70 Johann Sebastian Bach (1685–1750) Ouverture-Suite n. 4 in D Major BWV 1069 Ouverture, Bourrée 1&2, Gavotte, Menuet 1&2, Réjouissance

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Giovedì, 13 Ago 2026 20:30

Magicomio è uno spettacolo difficile da etichettare. Attraverso il filo conduttore di giochi di prestigio assolutamente originali, il coinvolgimento del pubblico, e un ritmo comico velocissimo, si guarda agli automatismi dell’essere umano, si parla di poesia, e si celebra il cinema. Dal 1989 “Magicomio” ha toccato le 2800 repliche, tradotto in quattro lingue, e ha visitato quattro continenti. Scimemi fa ridere per tutta la durata dello spettacolo, ma non è un semplice comico è un “animale da palcoscenico” fuori dagli schemi che trascina il pubblico in un mondo surreale di fantasia e comicità. Lo spettacolo è in lingua italiana. Aber Magie ist eine universelle Sprache!

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Theatre
Mercoledì, 12 Ago 2026 20:30

Mit: Georg Kaser, Peter Schorn Regie: Marc Günther „Was die Welt im Innersten zusammenhält…“ Seit 2013 gespielt, erfreut sich das fulminante Spektakel mit Tiefgang immer noch ungebrochener Beliebtheit und so ist auch 2026 Goethes Faust eine feste Größe im ehemaligen Gefängnis. Kaser und Schorn nähern sich dem Mysterium in dieser immer noch zeitgemäßen Inszenierung von Marc Günther auf ganz unverkrampfte Art: Das Stück beginnt schlicht als Goethe-Lesung, bald schon verselbständigen sich aber die Figuren und die Geschichte zieht die beiden Schauspieler in ihren Sog. Mit einfachen Mitteln verwandeln sie sich in „höllischem“ Tempo von Faust und Mephisto in Gretchen und Famulus Wagner, vom suspekten Pudel und besorgten Bruder zur gewissenlosen Marthe, zu Meerkatern und Hexen… Und das ist erst ein Tröpfchen Fegefeuer!

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Lunedì, 10 Ago 2026 20:00

VOCES SUAVES Orlando di Lasso (1532-1594) Lagrime di San Pietro, 1595 I. Il magnanimo Pietro II. Ma gli archi III. Tre volte haveva IV. Qual a l’incontro V. Giovane donna VI. Così talhor VII. Ogni occhio del signor VIII. Nessun fedel trovai IX. Chi ad una ad una X. Come falda di neve XI. E non fu il pianto suo XII. Quel volto XIII. Veduto il miser XIV. E vago d’incontrar XV. Vattene vita va! XVI. O vita troppo rea XVII. A quanti già felici XVIII. Non trovava mia fé XIX. Queste opre e più XX. Negando il mio signor XXI. Vide homo

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Domenica, 09 Ago 2026 21:00

Studenti delle scuole di Musica dell’Alto Adige e musicisti dell’EUYO Chloé Van Soeterstède Direttore Johannes Brahms Hungarian Dance No. 1 Antonin Dvořák Cello Concerto, I. Allegro Ludwig van Beethoven Symphony No. 8, I. Allegro vivace e con brio Georges Bizet L’Arlésienne Suite No. 2, Farandole Antonio Vivaldi Le quattro stagioni, L’estate Ingresso libero In caso di pioggia il concerto si terrà al Teatro Comunale in piazza Verdi, Bolzano.

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Sabato, 08 Ago 2026 20:30

SILVIA DI FALCO soprano MATTEO SALERNO flauto FLORALEDA SACCHI arpa PROGRAMMA Gaetano Donizetti (1797-1848): Sonata per flauto e arpa (Larghetto, Allegro Gallenberg) Vincenzo Bellini (1801-1835): “La Farfalletta”, “Il fervido desiderio”, “Per pieta bell’idol mio” Giuseppe Verdi (1813-1901): Variazioni su La Traviata (arr. Paul-Agricole Génin 1832-1903) Giacomo Puccini(1858-1924): “Donde lieta” da La Bohème, “O mio babbino caro” da Gianni Schicchi Georges Bizet (1838-1875): Fantasia sulla Carmen (arr. François Borne - 1840-1920) Luigi Arditi (1822-1903): “Il bacio”

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Partyzone
Sabato, 08 Ago 2026 18:00

Si torna a ballare al Tschumpus. I bassi fanno di nuovo vibrare il cortile dell’ex carcere, mentre sotto le stelle risuona il meglio della musica elettronica locale. Alla consolle si alterneranno: - Davide Piras, già giovane leggenda della scena locale con esperienza internazionale. Le sue produzioni fluttuano in un irresistibile limbo tra house e techno. - LXTR, plasmato da anni nella scena underground del Nord Italia. Il suo stile è un mix ricco e dinamico: deep house, groove trance, elettronica indie e l’energia inconfondibile della house e dance anni ’90. - YOUDIDITAGAIN, protagonista della scena underground altoatesina, avvolge le melodie nell’ombra e costruisce un suono attraversato da una malinconia sottile e magnetica.

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Theatre
Venerdì, 07 Ago 2026 20:30

Le tavole (...Bretter) del palcoscenico che solitamente ospitano i grandi classici scricchiolano per le risate in questa serata di cabaret dedicata alle nuove voci della comicità, dove lingue e stili diversi si incontrano sulla stessa scena. Uno show bilingue in italiano e tedesco che gioca con le differenze culturali, i malintesi e un umorismo senza confini. Sul palco ci saranno, tra gli altri, i comici Gianluca Iocolano e Jakob Windschnur, Miriam Trockner, Yomer – e forse anche qualche ospite a sorpresa. Una serata all'insegna dell'ironia, della sperimentazione e della comicità contemporanea.

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Venerdì, 07 Ago 2026 18:00-23:00 |

27ª edizione di Calici di Stelle Vi invitiamo a trascorrere una piacevole serata alla scoperta dei vini tipici della città. Calici di Stelle è l’occasione per conoscere di persona i produttori, che saranno lieti di raccontare i loro vini. Da non perdere inoltre i banchetti per buongustai con i prodotti tipici dell’Alto Adige.

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Venerdì, 07 Ago 2026
L'evento si tiene dal 07 Ago 2026 al 09 Ago 2026

La festa di paese più antica dell’Alto Adige porta ogni anno nuova energia sotto i portici storici di Egna – da qui anche il suo nome. Quello che di solito è un luogo per fare shopping o prendere un caffè diventa, ad agosto, uno spazio festoso di tre giorni ricco di musica, gusto e buona atmosfera. Associazioni locali, gruppi di Schuhplattler, band e bande musicali offrono intrattenimento e specialità tipiche nel cuore del centro storico. Il weekend inizia il venerdì sera con la sfilata di apertura. Il sabato è dedicato alla grande parata attraverso il paese, seguita dall’apertura della botte e dalla musica live in piazza del paese, in piazza della chiesa e sotto i portici. La domenica porta con sé il tradizionale Frühschoppen, il lancio dei palloncini – e naturalmente un programma dedicato ai bambini per tutti e tre i giorni. In poche parole: tre giorni di buonumore, tradizione autentica e momenti d’estate per tutta la famiglia.

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Giovedì, 06 Ago 2026 21:00

Herederos oficiales De Compay Segundo - Buena Vista Social Club Máximo Francisco Repilado Muñoz, meglio conosciuto come Compay Segundo, è stato uno dei protagonisti del Buena Vista Social Club e autore del celebre brano Chan Chan. Anche all’età di 94 anni continuava a esibirsi sui più importanti palcoscenici del mondo. Da quasi 20 anni, i suoi nipoti Ernesto, Leonardo e Alejandro Repilado portano avanti la sua eredità musicale. Dal nonno hanno imparato a interpretare in modo autentico il tradizionale Son cubano. Compay desiderava che la sua “poesia in musica” – come amava definire le proprie composizioni – continuasse a vivere nel suo spirito. Fu lui stesso ad affidare questo compito al gruppo, designando Ecos de Siboney come suoi eredi ufficiali. La formazione ha rapidamente ottenuto riconoscimenti anche a livello internazionale: a Cuba ha vinto per due volte il prestigioso Premio Lucas ed è stata nominata al Premio Cubadisco, il Grammy cubano, nella categoria “Música tradicional”. Anche il video Me dirás que sabroso è stato premiato nella stessa categoria. Oggi il gruppo mantiene viva la tradizione del Son cubano, arricchendola con composizioni proprie. Brani come Tengo un Son sono diventati successi eseguiti in tutto il mondo, in linea con il desiderio del loro nonno: “Somos los herederos” – Siamo gli eredi. Durante i concerti, Ecos de Siboney propone molti dei brani più celebri di Compay Segundo, tra cui Chan Chan, Las Flores de la Vida, El Camisón de Pepa, Orgullecida, Macusa e La Guantanamera, affiancati dal loro repertorio originale. PREVENDITA E INFO SUL CONCERTO Ingresso dalle 19.00 con possibilità di visitare i Giardini. Inizio concerto ore 21.00 Alle serate di concerto non si applicano né l'ingresso ridotto né il biglietto serale estivo; anche l'abbonamento e il mini abbonamento non danno diritto ad assistere al concerto. Non è previsto il rimborso dei biglietti in caso di maltempo. (Soggetto a modifiche) IMPORTANTE Nei giorni dei concerti i Giardini chiuderanno alle ore 18.00. I concerti delle Serate ai Giardini si svolgono nell'ambiente naturale dei giardini botanici, all'aperto e in qualsiasi condizione atmosferica. Si prega di notare che i posti a sedere per il pubblico sono scoperti e limitati. Non possiamo garantire un posto in tribuna. È possibile sdraiarsi con coperte da picnic sulle aree erbose intorno al laghetto. Ci sono alcuni angoli nascosti intorno al laghetto con una buona visibilità e un'ottima acustica. Solo il vostro rispetto per le piante e per il lavoro dei nostri giardinieri ci permette di ospitare il World Music Festival anno dopo anno. Vi preghiamo di portare con voi i vostri rifiuti o di smaltirli negli appositi contenitori. Non sono ammessi bottiglie in vetro.

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Mercoledì, 05 Ago 2026 20:00

Johann Sebastian Bach – Ferruccio Busoni Ciaccona in re minore, BWV 1004 Johannes Brahms – Ferruccio Busoni 6 Preludi Corali, op. 122 Fryderyk Chopin – Ferruccio Busoni 10 Variazioni su un Preludio di Chopin, K 213a Johannes Brahms Selezione da Klavierstücke op. 76, 116, 118, 119 Johannes Brahms Sonata n. 1 in Do Maggiore per pianoforte, op. 1

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Mercoledì, 05 Ago 2026 18:00

Ad agosto durante Dine, Wine & Music i ristoratori locali serviranno in un ambiente da sogno con il Duomo di Bressanone sullo sfondo specialità gastronomiche abbinate da vini eccellenti della Valle Isarco. I ristoratori di Bressanone preparano qui i loro migliori piatti estivi. E soprattutto: potete provarli tutti. Il tutto viene accompagnato dai vivaci ritmi della musica suonata dal vivo.

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Mercoledì, 05 Ago 2026 17:00
L'evento si tiene dal 05 Ago 2026 al 09 Ago 2026

Mit ‍Anna Oberrauch als Pippi Langstrumpf Isabelle Frisemo als Annika Aaron Kerschbaumer als Tommy Sara Iovino als Frau Prysselius / Verkäuferin / Lehrerin Tazio Dalsass als Vertreter / Donner-Karlsson / Klang / Kapitän Langstrumpf Lisi Kiebacher als Starker Friedrich / Blom / Larsson Regie: Viktoria Obermarzoner Fassung & Dramaturgie: Emma Mulser Ausstattung: Viktoria Obermarzoner, Ensemble & Georg Kaser Musikalische Einrichtung: Simon Gamper Koproduktion: Rotierendes Theater & Theakos „Das habe ich noch nie vorher versucht. Also bin ich völlig sicher, dass ich es schaffe.“ Obwohl ihre Mama ein Milchstraßenengel ist und ihr Seeräuberpapa im Meer verschollen, kommt Pippilotta Rollgardina Viktualia Pfefferminz Efraimstochter Langstrumpf – oder einfach: PIPPI – wunderbar allein zurecht und hat nur hin und wieder Fernweh. Pippi ist mutig, fröhlich und macht sich die Welt, wie sie ihr gefällt! Als sie in die große Villa Kunterbunt einzieht, wird es für die Nachbarsgeschwister Annika und Tommy ganz schön aufregend: Zusammen mit ihrem Affen Herrn Nilsson und ihrem Pferd Kleiner Onkel nimmt Pippi die beiden mit auf jede Menge Abenteuer! Als die Polizei und Frau Prysselius sie ins Waisenhaus schicken wollen, muss Pippi zeigen, dass sie gut auf sich selbst aufpassen kann – schließlich ist sie das stärkste Mädchen der Welt! ab 5 Jahren!

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Music
Martedì, 04 Ago 2026 21:00

ORCHESTRA HAYDN MARIANGELA VACATELLO Pianoforte ALESSANDRO BONATO Direttore Gioachino Rossini L’italiana in Algeri, Sinfonia Giuseppe Verdi Nabucco, Sinfonia Sergej Rachmaninov Concerto per pianoforte n. 2 in do minore, op. 18 Giuseppe Verdi Giovanna d’Arco, Sinfonia Giuseppe Verdi I Vespri siciliani, Sinfonia Ingresso libero In caso di pioggia il concerto si terrà all’Auditorium in via Dante, Bolzano.

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Theatre
Lunedì, 03 Ago 2026 21:00
L'evento si tiene dal 03 Ago 2026 al 25 Ago 2026

von Ödön von Horváth Regie: Mona Kraushaar Bühne und Kostüme: Katrin Kersten Lichtgestaltung: Luca Bellemo mit: Linda Covi, Emil Lug, Sebastian von Malfèr, Christoph Griesser, Janine Wegener, Georg Kofler, Helmuth Mederle, Alexander Rainer, Mia Nicolussi, Anton Steiner zum Stück: „Und die Liebe höret nimmer auf“ lautet das Motto, das Ödön von Horvath seinem Stück voranstellt. Aber im Rausch des Volksfests, zwischen Achterbahn und Zuckerwatte, endet die Liebe von Kasimir und Karoline. Kasimir, der an diesem Tag seine Kündigung als Chauffeur erhalten hat, und Karoline, die ihren Traum vom besseren Leben träumt. Während das Fest um sie herum ausgelassener wird, treiben die beiden immer weiter auseinander. Im Milieu der Kleinbürger*innen sucht man mit fortschreitender Stunde Trost im Alkoholexzess und blickt in menschliche Abgründe. Menschen begegnen einander, benutzen einander und träumen im Taumel davon, die Grenzen ihres Seins zu verschieben. Wie durch ein Brennglas blickt Horváth auf diese zwischenmenschlichen Beziehungen, die von der ökonomischen Krise in Mitleidenschaft gezogen werden - ein Brandbeschleuniger für den Zerfall von Liebe, Glaube und Hoffnung. Tragikomisch und mit melancholischer Poesie erzählt der Autor von der Suche nach Glück in schwierigen Zeiten; von Liebe, Armut, Hoffnung und der Frage, ob man dem eigenen Schicksal entkommen kann.

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Others
Lunedì, 03 Ago 2026 20:30
L'evento si tiene dal 03 Ago 2026 al 11 Ago 2026

Von: Gianluca Iocolano mit: Georg Kaser, Joachim Mitterutzner, Anna Oberrauch, Patrizia Solaro, Andreas Zingerle Lo scorso anno,le visite teatrali dietro le sbarre, pensate per celebrare i dieci anni di attività dell’ estate culturale, hanno riscosso un grandissimo successo! Per questo anche quest’ anno saranno riproposte in una versione al chiaro di luna..o di torcia, insomma! Per quattro sere il nostro “Capo” condurrà gli ospiti ad incontrare personaggi e storie del ex-penitenziario cittadino, per conoscere quelli che “non hanno fatto niente”…. Come sempre!

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Sport
Domenica, 02 Ago 2026 10:00

Anche quest'anno è arrivato il momento: la 27ª edizione dello Stettiner Cup è alle porte e ci piacerebbe che partecipaste! Che siate partecipanti o spettatori, vi aspetta un evento sportivo di grande rilievo tra le imponenti montagne della Val Passiria. La corsa verso il Rifugio Petrarca, situato a 2.875 metri, è diventata un vero e proprio classico. Circa 1.200 metri di dislivello aspettano di essere conquistati: una sfida che richiede resistenza, forza e una buona preparazione. Se raggiungerete al traguardo, potrete essere orgogliosi di voi stessi! Partenza: parcheggio di Plan (prevista per le ore 10:00) Arrivo: Rifugio Petrarca (2.875 m) · cronometraggio fino alle ore 13:00 Cerimonia di premiazione: alle ore 14:00 presso il rifugio Il rientro avverrà anch’esso a piedi.

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Music
Sabato, 01 Ago 2026 20:30

IVO BRIGADOI Direttore MARTIN KLEMM Fisarmonica PROGRAMMA “DIVERTIMENTI E SAGGE RIFLESSIONI” Un viaggio tra due brillanti Divertimenti mozartiani e pagine di intenso lirismo europeo. Ospite della serata il giovane fisarmonicista trentino Martin Klemm, protagonista dell’“Opale Concerto” di Richard Galliano. W.A. Mozart Divertimento in Re magg. / D-Dur KV 136 A. Dvořák Nocturne in Si magg. / H-Dur op. 40 R. Galliano Opale Concerto per fisarmonica e archi · für Akkordeon und Streicher Solista · Solist: Martin Klemm E. Elgar Elegy op. 58 W.A. Mozart Divertimento in Fa magg. / F-Dur KV 138

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Theatre
Venerdì, 31 Lug 2026 22:00

Closing Party Per chiudere Bolzano Danza 2026, ADAN porta in scena un set dancefloor che intreccia minimal house ed electro con le sonorità della tradizione palestinese e mediorientale. Ritmi di dabke e pattern percussivi si fondono con groove bassi e tessiture elettroniche, tracciando un filo diretto tra strutture tradizionali e il linguaggio dei club contemporanei. Artista palestinese originaria di Gerusalemme e basata a Londra, ADAN è curatrice, architetta e DJ il cui lavoro attraversa musica, memoria e identità culturale. Le sue ricerche sonore l’hanno portata a collaborare con realtà come Radio Alhara, Radio Nard, Aswātna Studio e Kabareet Haifa.

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Music
Venerdì, 31 Lug 2026 21:00

Xavier Rudd – Where to now… Venerdì 31 luglio 2026, il Parco Manifestazioni di Lagundo ospiterà il concerto di Xavier Rudd, tappa del tour Where To Now…. Artista di fama internazionale, Xavier Rudd è noto per il suo straordinario talento di polistrumentista e per una musica che unisce folk, rock, reggae e influenze indigene australiane. Dai primi successi dei primi anni Duemila fino a oggi, le sue canzoni hanno accompagnato milioni di ascoltatori in tutto il mondo, trasmettendo messaggi profondi legati alla tutela dell’ambiente, alla spiritualità e alla giustizia sociale. Le sue esibizioni dal vivo, spesso in formato one-man band, sono considerate tra le più intense e coinvolgenti del panorama musicale contemporaneo.

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Theatre
Venerdì, 31 Lug 2026 20:30

Von und mit: Gianluca Iocolano e con Patrizia Solaro Music by Roberto Tubaro, Matteo Cuzzolin & Matteo Dallapè Ihr kennt die Smoothie-Rezepte derHollywoodstars, die Fußballleidenschaften römischer Politiker - aber was ist eigentlich mit unseren lokalen VIPs? Chi sono davvero i volti noti dell’ Alto Adige e soprattutto: Was frühstücken sie? Wo machen sie Urlaub? Was denken sie über KI, Arbeitsrecht und TikTok? Ecco a voi il Talkshow di cui non sapevate di avere bisogno: Io.Co Show! Zweisprachig, sfrontato, direkt e assolutamente fuori dagli schemi. Eine Bühne, zwei Sprachen, tante domande – und noch mehr Überraschungen. Gianluca Iocolano führt charmant-provokant durch den Abend und nimmt das Südtiroler "Who’s Who" liebevoll auseinander – still LateNight, ma a suo modo! Immer verschieden, immer neu und ab jetzt auch musikalisch anders: Ogni serata è accompagnata da canzoni e stacchetti musicali che sono curati e creati dal maestro Roberto Tubaro.

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Theatre
Venerdì, 31 Lug 2026 20:30

Badke(remix) Tra festa e resistenza, un’esplosione di energia collettiva che attraversa la tradizione per reinventarla nel presente: un lavoro che intreccia radici e contemporaneità in un gesto vitale e politico. Creato originariamente per la compagnia les ballets C de la B per un gruppo di danzatori palestinesi, Badke ha conquistato il pubblico internazionale tra il 2013 e il 2016. Oggi rinasce come Badke(remix) sotto la guida artistica di Amir Sabra e Ata Khatab, in un processo di riappropriazione culturale e politica. Il titolo gioca con la parola “dabke”, danza popolare palestinese da cui tutto ha origine. A partire da questa tradizione, gli interpreti – provenienti da percorsi che spaziano dalla danza contemporanea all’hip hop, dalla capoeira al circo – costruiscono un linguaggio ibrido e in continua evoluzione. Non si tratta di recuperare un’autenticità perduta, ma di interrogare la tradizione: quanto può trasformarsi senza perdere la propria identità? Attraverso una forma festosa e travolgente, il lavoro lascia emergere in filigrana il contesto politico da cui nasce. La realtà contemporanea attraversa la scena senza essere mai esplicitamente raccontata, ma resta presente, come una tensione sotterranea. Tra energia collettiva e urgenza espressiva, il movimento diventa spazio di resistenza e affermazione, un gesto condiviso che tiene viva la speranza di immaginare e costruire un’alternativa possibile.

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Theatre
Venerdì, 31 Lug 2026 17:0018:00

Veduta_Atlante Mediterraneo E se il paesaggio diventasse una coreografia? Un’esperienza immersiva tra suono e movimento che trasforma lo sguardo e invita a riscoprire lo spazio urbano (e naturale) da prospettive inattese. Ideato da mk di Michele Di Stefano (Leone d’Argento alla Biennale di Venezia) insieme al compositore Lorenzo Bianchi Hoesch, Veduta è un progetto che indaga il rapporto tra danza e spazio urbano, trasformando la città in un dispositivo percettivo. Tra i format più originali della scena italiana, il lavoro esplora la relazione tra coreografia e architettura, invitando il pubblico a osservare ciò che lo circonda con uno sguardo rinnovato. Dopo diverse tappe in Italia, il progetto torna a Bolzano con una nuova versione dal titolo Veduta_Atlante Mediterraneo, nata dalla collaborazione con Orbita|Spellbound, che coinvolge il centro città e la vicina San Martino in Badia, avvalendosi della partecipazione dei membri di Spellbound e di altri ospiti provenienti dal bacino del Mediterraneo. Ispirato all’idea cinematografica della “camera con vista”, il dispositivo mette al centro lo spettatore, che fruisce la performance in cuffia, immerso in una partitura sonora in olofonia. I performer, distribuiti nello spazio, appaiono vicini o lontani, costruendo un dialogo continuo tra presenza e distanza. Senza scenografie né luci teatrali, la coreografia si affida all’ambiente reale, trasformando il paesaggio in una scena dinamica e mutevole. La danza diventa così uno strumento per attraversare e areinterpretare lo spazio, aprendo nuove possibilità di percezione e immaginazione. Co-produzione mk/KLm 202, ORBITA|Spellbound – Centro Nazionale di Produzione della Danza, Ornithology.

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Theatre
Giovedì, 30 Lug 2026 20:30

Mit Ingrid Lechner ‍Regie: Gabi Rothmüller Texte: Ingrid Lechner & Alex Liegl Eine Frau am Rande. Am Rande der Bühne und desNervenzusammenbruchs. Sie kann anraten, ausrechnen,einleiten, umlegen und abwickeln. Aber auch rummotzen, reinreiten, runterbrechen und zusammenkrachen. Anders gesagt: sie ist Managerin. Zumindest gewesen. Und jetzt ist ein neuer Auftrag da. Lukrativ ist der Auftrag schon, aber nicht leicht. Gar nicht leicht. Es ist ein verdammt schwerer Auftrag. Effizienzkompetenz und Motivierungsoptimierung helfen nun auch nicht mehr. Helfen kann nur noch dieses Programm. Und das wird sie dem werten Publikum fröhlich und verzweifelt um die Ohren hauen. Denn der Auftrag hat genau mit diesem Publikum zu tun. Also mit Ihnen. Und so werden Sie diesen Abendanders beenden, als sie ihn begonnen haben. Ganz anders. Versprochen.

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Theatre
Giovedì, 30 Lug 2026 20:30

État Sauvage Un battito attraversa lo spazio e chiama i corpi al movimento: una performance tra danza e musica dal vivo, dove istinto, presenza e ritualità si fondono in un’esperienza sensoriale e coinvolgente. Un ritmo profondo, come un tamburo ancestrale, dà origine a un organismo in trasformazione: tre interpreti entrano in risonanza, costruendo una danza in cui i confini tra umano e animale si fanno porosi. Ambientato nel Parco delle Semirurali di Bolzano, lo spettacolo prende forma come un rituale contemporaneo, capace di coinvolgere lo spettatore in modo diretto e immersivo. La creazione nasce dall’incontro tra Francesca Ziviani, Chloé Beillevaire e Olympia Boyle, e si sviluppa a partire da una ricerca sugli stati di trance e sulla relazione tra corpo, istinto e presenza. Il lavoro mira a liberare il movimento dalle sovrastrutture, per ritrovare una dimensione più essenziale e immediata. In scena, la musica dal vivo diventa pulsazione vitale: il suono della batteria attraversa i corpi e lo spazio, accompagnando la danza in un continuo passaggio tra controllo e abbandono. Il gesto non rappresenta, ma attiva, lasciando emergere una qualità sensoriale e condivisa. La performance invita a riscoprire la danza come spazio di relazione, dove il corpo si apre all’altro e al contesto. Un’esperienza che risveglia una memoria profonda, restituendo allo spettatore la percezione di un ritmo comune.

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Theatre
Giovedì, 30 Lug 2026 17:0018:00

Veduta_Atlante Mediterraneo E se il paesaggio diventasse una coreografia? Un’esperienza immersiva tra suono e movimento che trasforma lo sguardo e invita a riscoprire lo spazio urbano (e naturale) da prospettive inattese. Ideato da mk di Michele Di Stefano (Leone d’Argento alla Biennale di Venezia) insieme al compositore Lorenzo Bianchi Hoesch, Veduta è un progetto che indaga il rapporto tra danza e spazio urbano, trasformando la città in un dispositivo percettivo. Tra i format più originali della scena italiana, il lavoro esplora la relazione tra coreografia e architettura, invitando il pubblico a osservare ciò che lo circonda con uno sguardo rinnovato. Dopo diverse tappe in Italia, il progetto torna a Bolzano con una nuova versione dal titolo Veduta_Atlante Mediterraneo, nata dalla collaborazione con Orbita|Spellbound, che coinvolge il centro città e la vicina San Martino in Badia, avvalendosi della partecipazione dei membri di Spellbound e di altri ospiti provenienti dal bacino del Mediterraneo. Ispirato all’idea cinematografica della “camera con vista”, il dispositivo mette al centro lo spettatore, che fruisce la performance in cuffia, immerso in una partitura sonora in olofonia. I performer, distribuiti nello spazio, appaiono vicini o lontani, costruendo un dialogo continuo tra presenza e distanza. Senza scenografie né luci teatrali, la coreografia si affida all’ambiente reale, trasformando il paesaggio in una scena dinamica e mutevole. La danza diventa così uno strumento per attraversare e areinterpretare lo spazio, aprendo nuove possibilità di percezione e immaginazione. Co-produzione mk/KLm 202, ORBITA|Spellbound – Centro Nazionale di Produzione della Danza, Ornithology.

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Theatre
Mercoledì, 29 Lug 2026 20:30

Every-Body-Knows-What-Tomorrow-Brings-And-We-All-Know-What-Happened-Yesterday Un assolo intenso e radicale, una danza che diventa gesto politico, interrogando storia, identità e potere attraverso il corpo per riscrivere regole e immaginari. Tra le voci emergenti della scena europea, con il suo terzo lavoro Mohamed Toukabri firma un assolo intenso, presentato in anteprima all’ultimo Festival d’Avignon. Ispirato al pensiero decoloniale, lo spettacolo esplora il rapporto tra danza, migrazione e trasmissione del sapere, muovendosi in un territorio in cui il gesto diventa allo stesso tempo indagine e presa di posizione. Toukabri, noto per attraversare linguaggi diversi – dalla strada al palcoscenico, dall’hip hop alla danza contemporanea – concentra qui la sua ricerca sull’architettura stessa del movimento, mettendo in discussione gerarchie e convenzioni. La scena diventa uno spazio in cui stili e tradizioni si incontrano senza competere: forme spesso considerate marginali dialogano con quelle canoniche, aprendo a nuove possibilità espressive. Il corpo si fa archivio vivente, luogo in cui si intrecciano storie personali e collettive. Più che offrire risposte, il lavoro pone domande: cosa scegliamo di tramandare? Quali storie restano visibili? Un assolo che è un racconto profondamente personale, ma aperto allo sguardo degli altri, un invito a ripensare il presente per immaginare un futuro differente.

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Theatre
Mercoledì, 29 Lug 2026 11:00-
L'evento si tiene dal 29 Lug 2026 al 30 Lug 2026

Je suisse (or not) Un incontro ravvicinato, intimo e sorprendente: una performance per uno o due spettatori alla volta, dove il confine tra chi guarda e chi agisce si dissolve, lasciando spazio a un’esperienza personale e condivisa. Tra le cofondatrici del collettivo Treppenwitz, Camilla Parini presenta negli spazi del Museion una performance originale e delicata, pensata per uno o due spettatori alla volta. L’esperienza inizia nel momento in cui si entra nello spazio: ad attendere il pubblico, un grande orso di peluche e un album di famiglia, elemento centrale della relazione, che diventa punto di contatto tra memoria e immaginazione, attivando un dialogo silenzioso e personale. Attraverso immagini e parole, ciascun partecipante è invitato a costruire il proprio percorso, seguendo un tempo interiore e una lettura soggettiva. La performance si sviluppa così come un incontro uno-a-uno, che interroga il significato di famiglia, appartenenza e memoria. Mescolando elementi autobiografici e finzione, Parini crea uno spazio sospeso tra reale e immaginato, in cui i ricordi vengono ricomposti e trasformati. Un’esperienza delicata e profonda, che invita a riflettere su ciò che ci definisce e sulle storie che scegliamo di raccontare.

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Theatre
Martedì, 28 Lug 2026 20:30

RISE Gesti semplici che diventano linguaggio comune: una danza che nasce dall’incontro tra i corpi e si sviluppa come un organismo vivo, tra ascolto, energia e connessione. Lunghi nastri d’argento sospesi sulla scena creano soglie da attraversare. In questo spazio, cinque interpreti danno vita a una danza fatta di gesti essenziali che, ripetuti e condivisi, trasformano il gruppo in un organismo in continuo movimento. La partitura sonora creata dal vivo da Dan Kinzelman orienta i corpi, spingendoli a cercarsi e a trovare un accordo comune. Con la sua nuova creazione – coprodotta da Bolzano Danza nell’ambito del progetto RING (insieme a Festival Aperto / Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, FOG Triennale Milano Performing Arts, Torinodanza Festival / Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale) – Daniele Ninarello sviluppa una riflessione sul rapporto tra individuo e collettività. In un tempo segnato dalla disconnessione, il lavoro indaga la possibilità di ricostruire un senso condiviso, mettendo al centro il legame tra io e gruppo come spazio di trasformazione. La danza diventa così pratica di apertura: accogliere l’altro significa lasciarsi modificare, generando nuove forme di presenza e ascolto. Il corpo si fa luogo di incontro, attraversato da una forza che lo mette in relazione e lo restituisce alla comunità. In scena anche un gruppo di giovani performer che ha preso attraverso il progetto PARADE parte a un laboratorio creativo con la compagnia, contribuendo a rafforzare la dimensione collettiva e partecipativa dell’opera.

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Art & Culture
Martedì, 28 Lug 2026 20:00

Talk con AURORO BOREALO | moderatore YOMER | Officina dell’immaginario di Lungomare La settima serata della Stagione Estiva Don Bosco propone un incontro dedicato al podcast Libri Brutti con Auroro Borealo, artista poliedrico attivo tra musica, social media, podcast e divulgazione culturale. Fondatore della popolare pagina Instagram Libri Brutti e del sito orrorea33giri.com, da anni esplora il mondo del “diversamente bello”, raccontando libri, copertine e oggetti culturali insoliti con ironia e originalità. Con i suoi più di 100.000 follower, nel 2025 ha portato a teatro anche il musical Auroro – Il Musical. Il talk sarà moderato da Yomer - Matteo Jamunno, autore, musicista e illustratore, attivo tra libri, fumetti, podcast, concerti ed eventi culturali fra Bolzano e Vienna. Durante la serata saranno presentati anche i Co-Carts di Lungomare: dispositivi mobili e modulari pensati per trasformare temporaneamente lo spazio urbano in luoghi di incontro, dialogo e partecipazione. Inclusivi, multiculturali e antirazzisti, i Co-Carts vogliono favorire il confronto, la libertà di espressione e nuove relazioni tra cittadini, cittadine e città. Con la partecipazione di Nuova libreria Cappelli e Lungomare In caso di pioggia: Istituto Pascoli - via Deledda 4, Bolzano

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Theatre
Martedì, 28 Lug 2026 18:30

Quixote – A Rose is not a Rose Un viaggio visionario tra parola, corpo e immaginazione: una performance che intreccia danza, suono e scrittura per riscrivere i miti e aprire nuove possibilità di senso. Tra i collettivi più originali della scena italiana, Industria Indipendente presenta un progetto site-specific negli spazi della Fondazione Antonio Dalle Nogare, realizzato insieme a Annamaria Ajmone, con cui collabora dal 2019. Al centro, una figura guida: una Don Chisciotte del futuro che non combatte ma immagina, trasformando la realtà. Il lavoro nasce da una pratica di scrittura condivisa che prende avvio dalla lettura del romanzo di Miguel de Cervantes e dalle sue riscritture, in particolare quelle di autrici che ne hanno ampliato il significato. Da Kathy Acker a Monique Wittig, emerge una costellazione di riferimenti che alimenta una struttura aperta, fatta di episodi, immagini e azioni. La performance si sviluppa come un racconto in divenire, senza inizio né fine, dove linguaggi diversi si intrecciano. A precedere e seguire, la proiezione del video Dammi i brividi ma non per la paura (2025), con la voce di Silvia Calderoni, primo capitolo di una più ampia ricerca sul personaggio di Don Chisciotte. Un’opera che unisce scrittura e visione in un’atmosfera sospesa, tra trasformazione e immaginazione.

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Theatre
Lunedì, 27 Lug 2026 20:30

Irresistible Revolution Un’esplosione di energia, ritmo e corpi in movimento, una festa travolgente che trasforma la scena in un vortice collettivo di gioia, libertà e resistenza. Dodici danzatori danno vita a un intreccio di danze festose ed esuberanti, lasciandosi trascinare in un flusso continuo di energia. Con la sua ultima creazione Irresistible Revolution, che ha debuttato ad aprile a Bruxelles con grande successo di pubblico e critica, Ayelen Parolin si ispira all’atmosfera del carnevale di Buenos Aires e alle tradizioni del corso latinoamericano per costruire un paesaggio coreografico vibrante e in trasformazione. Rielaborando elementi della murga e della cumbia, la coreografa immagina uno spazio in cui il movimento si espande senza limiti, dando forma a un’utopia collettiva fatta di eccesso, vitalità e condivisione. I corpi si intrecciano, si sostengono e si lasciano andare a un caos organico che rompe i confini della scena. Il lavoro dialoga con il pensiero di Adrienne Maree Brown, portando in primo piano un’idea di piacere come forza politica e generativa. Il gioco diventa così motore creativo, capace di aprire a possibilità impreviste. La musica ritmica di Benoist Bouvot e i costumi di Alexandra Sebbag amplificano l’energia del gruppo, mentre la drammaturgia di Olivier Hespel accompagna questa esplosione collettiva. Un’ode alla forza dello stare insieme, dove il movimento diventa linguaggio condiviso e possibilità di relazione.

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Art & Culture
Domenica, 26 Lug 2026 21:00

Attrice, autrice e regista, Sabina Guzzanti unisce comicità, ironia e critica dell’attualità. Dopo il successo in TV, orienta il suo lavoro verso temi politici e sociali. Nel 2003 il suo programma “Raiot” viene cancellato dopo una puntata, spingendola a portarlo a teatro con “Reperto Raiot” e a realizzare il documentario Viva Zapatero! (2005), sulla libertà di espressione. Torna alla regia con Le ragioni dell’aragosta (2007) e debutta a teatro con Vilipendio (2008). Con Draquila – L’Italia che trema (2010) racconta il terremoto dell’Aquila. Seguono Franca, la prima (2011), omaggio a Franca Valeri, e La trattativa (2012). Nel 2015 porta in scena Come ne venimmo fuori, satira sull’economia. Bibliografia recente: ANonniMus. Vecchi rivoluzionari contro giovani robot, Harper Collins Italia, 2023 2119. La disfatta dei Sapiens, Harper Collins Italia, 2021. Vilipendio, Milano-Roma, BUR Rizzoli-Ambra Jovinelli, 2009. Le ragioni dell'aragosta, Milano, BUR senzafiltro, 2008. Viva Zapatero! Un documentario satirico, Milano, BURsenzafiltro, 2005 Modera: Francesca Merz La prenotazione è valida fino a 10 minuti prima dell’inizio. Oltre tale orario, il posto sarà riassegnato.

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Theatre
Sabato, 25 Lug 2026 21:00

CULT OF MAGIC: KUSHIMARU (e le strane creature della foresta magica) Lettura di una fiaba per adulti e bambini con musica dal vivo di Luca Pasquino, con Marta Malvestiti + ANALOG TECHNO LIVE SET con Francesco Sacco e Luca Pasquino La sesta serata della Stagione Estiva Don Bosco vi aspetta al Parco delle Semirurali per un’esperienza unica con Cult of Magic e la fiaba KUSHIMARU (e le strane creature della foresta magica). Una ricerca sui sensi diventerà una esperienza immersiva transgenerazionale, attingendo ad una fiaba giapponese per scoprire vari aspetti della vita, passando dall’adolescenza all’essere adulti approfondendo quindi anche le varie problematiche ad essi connesse. Lo spettacolo vuole mettere in risalto su tutto il senso dell’udito. A fine lettura, per uscire dalla dimensione assorta, verrà proposta una sessione di musica tecno suonata dal vivo. La serata vedrà esibirsi al parco delle Semirurali Cult of Magic, un collettivo che opera nei settori della performance, della musica e della danza contemporanea, fondato a Milano nel 2017 dal compositore Francesco Sacco e dai coreografi e ballerini Samira Cogliandro e Giada Vailati. Insieme con i tre fondatori c'è Luca Pasquino, compositore, art director e product designer, che collabora con il collettivo. Il lavoro di Cult of Magic consiste nella creazione di pezzi di danza contemporanea, spettacoli e collaborazioni con studi di architettura e design, Musei o istituzioni, come la Triennale Milano, il Museo Novecento Firenze, il Palazzo Te Mantova e la Biennale di Venezia. In caso di pioggia: Istituto Pascoli - via Deledda 4, Bolzano

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Theatre
Sabato, 25 Lug 2026 20:30

Replica Due generazioni della danza contemporanea si incontrano in una creazione intensa e sorprendente, dove memoria e trasformazione si intrecciano in un dialogo scenico vivo e potente.Tra le realtà più acclamate del teatro danza italiano, Michele Abbondanza e Antonella Bertoni celebrano oltre trent’anni di attività con la loro Compagnia dando vita ad una nuova creazione in prima assoluta a Bolzano Danza 2026. REPLICA nasce dall’incontro occasionale con Ginevra Panzetti e Enrico Ticconi, tra le voci più interessanti della scena internazionale degli ultimi anni: due coppie artistiche, due generazioni che si confrontano in un’opera costruita sullo scambio reciproco, dove il percorso di Abbondanza e Bertoni emerge come un archivio vivente attraversato da nuove prospettive. In scena affiorano figure sospese tra umano e animale, infanzia e rituale, mentre persino il più semplice dei gesti, quello del pettinarsi, assume significati ambigui, oscillando tra cura, disciplina e perdita di controllo. Uno spettacolo che è un luogo di trasformazione, un ritorno al corpo del danzatore e allo stupore del gioco teatrale, condiviso con uno sguardo nuovo capace di riattivare desideri, energie e immaginazione.

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Music
Sabato, 25 Lug 2026 20:30

Valerie Fritz (violoncello) & Goran Stevanovich (fisarmonica) Ad aprire il festival è un duo insolito e potente: la violoncellista austriaca Valerie Fritz e il fisarmonicista serbo Goran Stevanovich portano nel cortile della Brunnenburg un programma che attraversa il repertorio classico fino ai linguaggi contemporanei. Il dialogo tra i due strumenti è raro, e proprio per questo capace di sorprendere.

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Others
Sabato, 25 Lug 2026 19:30

FARE REPUBBLICA DI SANA E ROBUSTA COSTITUZIONE In collaborazione con ARCI e altre associazioni Dalle ore 19.30 MENÙ € 25 ( € 12 per studenti e disoccupati. Chiamateci, comunque, che si può "trattare"...) (con omaggio antifascista...) BUFFET FREDDO Mini tramezzini fantasia Tagliere di salumi Altoatesini Tagliere di formaggi locali Caprese di mozzarella e pomodori PIATTO CALDO SERVITO A BUFFET Spaghetti al ragù Bolognese oppure Spaghetti al ragù di verdure Pane misto locale Bocconcini di torte del territorio Vino bianco e rosso regionale Acqua minerale microfiltrata naturale e gassata

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Theatre
Sabato, 25 Lug 2026 17:3019:00

Vifs + Baroc'Bal Due spettacoli, un unico viaggio in prima italiana tra passato e presente: un double-bill firmato Bruno Benne che reinventa la danza barocca con energia contemporanea, tra eleganza, musica e partecipazione. Un appuntamento che riunisce due creazioni firmate dal coreografo francese Bruno Benne, che dal 2013 con la compagnia Beaux-Champs rilegge i codici della danza barocca in chiave contemporanea, portandola fuori dai suoi contesti tradizionali.In VIFS – water music, un quartetto di interpreti dà vita a una coreografia luminosa ispirata alle celebri Water Music di Georg Friedrich Händel, qui rivisitate da Youri Bessières. I movimenti, come giochi d’acqua, nascono e si espandono nello spazio, tra simmetrie e slanci che richiamano l’estetica barocca. La danza diventa così un’orchestrazione visiva, dove gesto e musica si riflettono e si amplificano.Con Baroc’Bal, l’atmosfera si fa festosa e partecipativa. Ispirato ai balli di corte di Luigi XIV, lo spettacolo invita il pubblico a entrare in scena: guidati da un maestro di danza, i partecipanti prendono parte a processioni e coreografie collettive, tra inchini, parate e richiami contemporanei.Due lavori complementari che intrecciano storia e presente, trasformando la danza in un’esperienza condivisa, elegante e sorprendente.

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Kids
Sabato, 25 Lug 2026
L'evento si tiene dal 25 Lug 2026 al 26 Lug 2026

PlayJam Esperienza delicata e coinvolgente per i più piccoli, PlayJam è una performance di danza e musica che invita bambine, bambini e adulti a scoprire insieme il piacere del movimento e del gioco. Proseguendo il suo impegno nella diffusione della danza tra le giovani generazioni, Bolzano Danza presenta una performance interattiva pensata per bambine e bambini da 0 a 3 anni. In scena, due danzatrici e un musicista guidano un’esperienza sensoriale che unisce visione, ascolto e partecipazione. Lo spettacolo si apre con un momento di osservazione: ogni partecipante, seduto sul proprio cerchio azzurro, è invitato a guardare e ascoltare. I movimenti delle performer e i suoni dal vivo, prodotti da strumenti originali, creano un ambiente accogliente e stimolante. Gradualmente, lo spazio si apre alla partecipazione: bambine, bambini e adulti possono entrare in scena e contribuire alla creazione, muovendosi liberamente, esplorando gesti, suoni e relazioni. Il corpo diventa così strumento di scoperta e connessione. Più che uno spettacolo, è un’esperienza condivisa che mette al centro la relazione: con sé stessi, con gli altri, con lo spazio e il tempo. Qui sono i più piccoli a guidare gli adulti, invitandoli a riscoprire il gioco e la libertà del movimento, in una danza che appartiene a tutta la comunità.

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Theatre
Venerdì, 24 Lug 2026 20:30
L'evento si tiene dal 24 Lug 2026 al 13 Ago 2026

nach Johann Nestroy, bearbeitet von Elke Hartmann Zur Handlung Johann Nepomuk Nestroys wortgewandte Posse ist auf lustvolle Weise, mit subversivem Witz vielschichtige Sozialkritik, die sich nicht einseitig gegen eine Klasse richtet. Vielmehr zeigt er eine Gesellschaft, in der Reiche wie Arme gleichermaßen unzufrieden sind – allerdings aus unterschiedlichen, doch miteinander verknüpften Gründen. Der wohlhabende Herr von Lips verkörpert den Überdruss des Besitzenden: materiell abgesichert, leidet er an Sinnleere, Langeweile und emotionaler Abstumpfung, Depression. Reichtum erscheint nicht als Lösung, sondern als Ursache existenzieller Leere. Dem gegenüber stehen die ärmeren Figuren, die von ökonomischem Druck, Abhängigkeit und sozialer Unsicherheit geprägt sind. Ihre Not entspringt nicht dem Zuviel, sondern dem Zuwenig. So entlarvt das Stück eine Gesellschaftsordnung, in der Reiche wie Arme gleichermaßen frustriert und unglücklich sind. Regie: Elke Hartmann Auf der Bühne: René Dalla Costa, Patrizia Pfeifer, Viktoria Obermarzoner, Roland Selva, Werner Hohenegger, Maria Theresia Fata, Cornelia Brugger, Josef Niederstätter Bühnenbild: Sara Burchia Kostüme: Andrea Kerner Musik: Markus Mac Maya Lichtdesign: Julian Marmsoler Technik: Hannes Tammerle Maske: Brigitte Novak, Catja Monteleoni Regieassistenz: Theresa Prey

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Theatre
Venerdì, 24 Lug 2026 20:30

Les Mémoires d'une seigneure Un coro di donne, una regina, un conflitto senza tempo: uno spettacolo potente e immersivo, dove energia collettiva e forza scenica danno vita a un racconto intenso e attuale.. Arriva in prima italiana a Bolzano Danza 2026 la nuova versione tutta al femminile di Les Mémoires d’un seigneur, creazione di Olivier Dubois del 2015, rielaborata per lo spazio del CentQuatre di Parigi su richiesta esplicita di un gruppo di donne che ha preso parte a un workshop con il coreografo. Autore e interprete di fama internazionale, Direttore Artistico del Festival per il triennio 2025–2027, Dubois costruisce così un progetto partecipativo di forte impatto. Accanto a Marie-Laure Caradec, interprete storica della compagnia, è in scena un coro di 50 donne selezionate tramite open call sul territorio di Bolzano e dintorni. Un gesto che amplia il perimetro della danza, portandola fuori dai contesti tradizionali e rendendola esperienza condivisa. Lo spettacolo si sviluppa attorno a tre assi – tirannia, insurrezione, civiltà – raccontando lo scontro tra una regina e il suo popolo. Figura complessa e mutevole, la regina attraversa molte identità: sovrana, guerriera, madre, presenza fragile e potente insieme. Attorno a lei si raccoglie una comunità di donne che, silenziosa e determinata, incarna tensione, resistenza e trasformazione. Tra richiami alla tragedia antica e al dramma shakespeariano, la scena si costruisce come una successione di quadri intensi, attraversati da un’energia fisica e collettiva che rende lo spettacolo un’esperienza coinvolgente e di grande impatto visivo.

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Theatre
Giovedì, 23 Lug 2026 20:30

Through the Grapevine Live Equilibrio, rischio, ascolto: un duetto elettrizzante dove forza, rischio e complicità si fondono in un dialogo intenso e sorprendente, accompagnato per la prima volta da una colonna sonora realizzata dal vivo.A sei anni dal debutto, Through the Grapevine torna in un versione inedita, confermando la forza di una delle creazioni più emblematiche di Alexander Vantournhout. In scena con Axel Guérin, il coreografo belga dà vita a un eccentrico “pas de deux”, accompagnato dalla musica live del compositore Andrea Belfi. Lo spettacolo si apre su una contemplazione delle reciproche posture, per poi evolversi in un gioco sempre più serrato di interazioni. La scena, ispirata al proscenio all’italiana, costruisce una prospettiva che amplifica la tensione e guida lo sguardo dello spettatore. I due interpreti, simili in altezza ma diversi nella struttura, esplorano le possibilità del corpo tra equilibrio e squilibrio, forza e vulnerabilità. Si sfidano, si sostengono, si alternano nella guida, mantenendo un ascolto costante che rende ogni movimento necessario e vivo. Seguendo liberamente la struttura del “pas de deux” classico, lo spettacolo si sviluppa come un dialogo continuo, in cui il contatto diventa linguaggio. La danza si intreccia con la musica eseguita dal vivo, dando vita a una partitura essenziale, intensa e profondamente coinvolgente.

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Music
Giovedì, 23 Lug 2026 20:30

William T. – Il Rock'n'Roll che travolge! Sul palco dal 1993, William T. ha iniziato come tributo a Elvis per poi diventare un nome di spicco nella scena Rock’n’Roll. Con esibizioni internazionali nei principali festival, apertura per artisti come The BossHoss, Andreas Gabalier e Frei.Wild, e sei album all’attivo, ha conquistato un pubblico ben oltre l’Alto Adige. Dai classici degli anni '50 ai suoi brani originali, William T. e la sua band fanno vibrare ogni palco! Ingresso libero.

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Kids
Giovedì, 23 Lug 2026 18:30-22:00 |

Serata circense per bambini e famiglie La quinta serata della Stagione Estiva Don Bosco è dedicata a grandi e piccini con il CIRCO PICNIC al Parco delle Semirurali, un mix tra numeri circensi e l’invito al pubblico a portare la propria coperta per un pic nic sul prato! Ore 18:30 – Sui prati del parco La prima parte del programma porta al parco delle Semirurali un mix di spettacolo e workshop di clowneria, acrobatica, giocoleria assieme a Circensema. Circensema significa “fare circo insieme”, tradotto dal ladino “circense e ensema”. La forza del gruppo, radicato nelle proprie tradizioni ladine, risiede nel diffondere la propria visione di circo unito alla montagna. L’allegra comitiva, fondata nel 2017, viaggia per monti, piazze e festival in giro per l’Italia. Uno spettacolo all’insegna del divertimento, coinvolgente ed energico. Tecnica e risate, equilibri impossibili, gag improbabili ma anche numeri comici e trick circensi. Ore 21:00 – anfiteatro del Parco Nella seconda parte del programma trova spazio lo spettacolo Busterbagatelle- a cinemusic show presentato da Dondoloscopio. Uno spettacolo pensato come una sonorizzazione originale e dal vivo del cortometraggio muto “One Week”, prodotto e interpretato da Buster Keaton nel 1920. Il film prende vita sul tetto apribile di un camion, sotto si anima il laboratorio scenico: ora orchestra di musiche vive, ora spazio per gag spurie di sventure fortunate, ora bottega di traduzioni poetiche in tempo reale, condita da imprevisti che non aspettavano altro che accadere. In caso di pioggia lo spettacolo è annullato.

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Theatre
Giovedì, 23 Lug 2026 17:3019:00

Fear of the Dark Un’esperienza immersiva, dove percezione e immaginazione si confondono: il nuovo lavoro di Cult of Magic conduce lo spettatore in un viaggio visionario e perturbante. Il buio priva della vista e apre a un’altra forma di percezione: cosa accade quando restano solo le immagini interiori? Da questa domanda prende forma la nuova creazione di Cult of Magic. Ispirato a La Chiave di Salomone e alle teorie di James Hillman, lo spettacolo abbandona la narrazione lineare per costruire un paesaggio inconscio, guidato dalla logica del sogno. In scena, tre danzatrici attraversano una trasformazione continua, lasciando emergere presenze ibride e immagini più sensoriali che visive. La danza, insieme alla musica, accompagna una discesa in un altrove fatto di impulsi, paure e desideri profondi. Il pubblico è invitato a immergersi in questo spazio sospeso, dove le immagini non si vedono ma si percepiscono, come accade nel buio. Ambientato nei meandri di un bunker sotterraneo risalente alla Seconda Guerra Mondiale, un viaggio onirico e intimo, nel quale ciò che è invisibile prende forma e invita a confrontarsi con le proprie profondità interiori.

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Theatre
Mercoledì, 22 Lug 2026 20:30

Rosas danst Rosas Prima Italiana Capolavoro che ha segnato la storia della danza, Rosas danst Rosas torna in scena in prima italiana a Bolzano Danza con una nuova generazione di interpreti, tra rigore formale, energia travolgente e forza espressiva.Creato nel 1983, Rosas danst Rosas di Anne Teresa De Keersmaeker è uno spettacolo iconico che ha consacrato l’artista sulla scena internazionale, diventando un punto di riferimento della danza postmoderna. Ripreso nel 2026 per la prima volta in Italia grazie a Bolzano Danza, torna con un cast completamente rinnovato, proseguendo una storia interpretativa che attraversa generazioni. Nel solco del minimalismo esplorato da De Keersmaeker in Fase (1982), la coreografia si costruisce qui su movimenti essenziali e ripetitivi, dando vita a un complesso intreccio ritmico. Gesti quotidiani e azioni astratte si alternano e si sovrappongono, creando una tensione costante tra rigore formale ed espressività. Le quattro interpreti danzano senza sosta, spinte da una struttura musicale incalzante firmata da Thierry De Mey e Peter Vermeersch. La ripetizione diventa resistenza, trasformando il movimento in un atto fisico e potente, spesso letto come un’affermazione di presenza e identità. Nel tempo, lo spettacolo ha superato il palcoscenico: dalla versione cinematografica del 1997 alla piattaforma partecipativa Re:Rosas!, continua a vivere e a essere reinterpretato, coinvolgendo comunità di spettatori e danzatori in tutto il mondo.

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Music
Martedì, 21 Lug 2026 21:00

Una speciale serata estiva ricca di emozioni musicali, celebri melodie operistiche e raffinate sonorità attende il pubblico con il concerto “InCanto” in programma sulla piazza comunale di Selva di Val Gardena. Il rinomato Lignum Quintett del Trentino-Alto Adige si esibirà insieme ai due solisti altoatesini Stefanie Steger (soprano) e Michael Feichter (basso-baritono), proponendo un programma vario con celebri arie e duetti d’opera e operetta, oltre a famose ouverture. Il quintetto di fiati LIGNUM riunisce cinque musicisti professionisti della regione che da anni si esibiscono con successo in festival e rassegne concertistiche, distinguendosi per versatilità musicale e grande armonia interpretativa. Insieme ai due cantanti nascerà una coinvolgente esperienza musicale capace di avvicinare il pubblico alla musica classica in modo elegante e accessibile. Il soprano Stefanie Steger ha studiato al Mozarteum di Salisburgo, a Innsbruck e Basilea, collaborando con direttori e musicisti di fama internazionale. Il basso-baritono Michael Feichter si è distinto come solista in numerose produzioni operistiche e oratoriali, oltre che nelle Südtiroler Operettenspiele. “InCanto” unisce musica, atmosfera estiva e grandi emozioni in una suggestiva serata open-air nel cuore di Selva Val Gardena.

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Art & Culture
Martedì, 21 Lug 2026 18:00-20:00 |

Tavola rotonda con Doris Ghetta, Elide Mussner e Michael Moling. Modera Stefano Riba Lingua: Italiano e tedesco Il marketing dell’Alto Adige e delle valli dolomitiche è veicolato soprattutto da immagini di grande impatto scenico. Le Dolomiti sono diventate un brand visivo internazionale. Lo dimostra il recente caso del Seceda, con migliaia di turisti in coda per realizzare immagini tutte uguali tra loro e, a loro volta, identiche allo scatto mostrato da Tim Cook durante la presentazione dell’iPhone 15. Ma è possibile de-stereotipizzare la visione del paesaggio per introdurre elementi di disturbo che stimolino il pensiero critico e riflessioni profonde sull’ambiente alpino e l’impatto umano su di esso? L’arte contemporanea può avere un ruolo in questo processo? Ne parliamo con Doris Ghetta (fondatrice e direttrice Biennale Gherdëina); Elide Mussner (consulente nel campo del turismo sostenibile e co-portavoce Verdi Grüne Vërc) e Michael Moling (fondatore e presidente SMACH, Val Badia). Doris Ghetta è gallerista, fondatrice della Galleria Doris Ghetta e ideatrice della Biennale Gherdëina, da lei fondata nel 2008. Da oltre vent’anni promuove il dialogo, sostenendo progetti artistici internazionali, tra arte contemporanea, paesaggio alpino e cultura ladina. Michael Moling è designer. Con Studio Puls si occupa di sistemi di identità visiva per clienti privati e pubblici. Ha co-fondato la SMACH Biennale nel 2011. Nel corso degli anni le attività di SMACH si sono diversificate, organizzando proiezioni, incontri, concerti e, in autunno, la prima serie di residenze d’artista in masi della zona. Elide Musser é co-portavoce dei Verdi Grüne Vërc. Dal 2020 è business consultant e mette a disposizione un approccio consapevole e proattivo per un’economia e un’azione socialmente, economicamente ed ecologicamente sostenibile. Stefano Riba è produttore culturale, educatore, project manager e tecnico allestitore. Ha organizzato numerosi progetti artistici che trattano il tema della aree interne ed alpine tra Piemonte, Val d’Aosta, Trentino e Alto Adige. Dal 2016 collabora con Ar/Ge Kunst occupandosi di produzione e installazione.

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Art & Culture
Martedì, 21 Lug 2026 17:30

Landi's Cube: inside the code Nell’ambito della collaborazione triennale di Bolzano Danza e NOI Techpark, un talk tra danza e tecnologia con dimostrazione aperta al pubblico per esplorare la realtà mista e il suo potenziale creativo. Un talk con dimostrazione aperta per presentare gli sviluppi della ricerca condotta dalla coreografa Margherita Landi con NOI Techpark e Fraunhofer Italia, nell’ambito dell’OpenLab triennale di Bolzano Danza dedicato alla realtà mista lanciato nel 2025. Landi’s Cube è un’applicazione per visori VR sviluppata tra Amsterdam, Rotterdam e Milano. Il sistema utilizza una griglia tridimensionale che associa parti del corpo a punti nello spazio, offrendo indicazioni precise senza determinare forma e qualità del movimento. Il danzatore segue coordinate definite, ma costruisce autonomamente ritmo e dinamica. Il pubblico non vede il contenuto del visore, ma osserva i corpi che lo attraversano: il virtuale si traduce così in azione fisica. La dimensione ludica rende il sistema accessibile anche a non professionisti, mentre la sua struttura apre a possibili applicazioni nella didattica, nell’accessibilità e nell’archiviazione del movimento. Il sistema consente inoltre la direzione in tempo reale e, in prospettiva, a distanza, permettendo a più danzatori di lavorare insieme anche da luoghi diversi. Al termine, il pubblico potrà sperimentare i visori e partecipare a un momento di confronto con i protagonisti del progetto.

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Art & Culture
Martedì, 21 Lug 2026 17:30-18:30 |

Presentazione del libro finalista al Concorso Città di Bolzano: Matteo Zaramella "L'ITAGLIA CHIAMO' SIII', in collaborazione con la Società Dante Alighieri di Bolzano. Il libro narra le avventure sportive del figlio Giovanni, atleta paralimpico con sindrome di Down diventato campione del mondo: una storia che diventa un autentico inno all’inclusione.

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Theatre
Lunedì, 20 Lug 2026 20:30

Maldonne In un vortice di abiti, luci e movimento, una danza corale che attraversa le infinite sfumature del femminile, tra forza, fragilità e trasformazione. Coreografa per Beyoncé, Zaho de Sagazan e il Balletto Nazionale del Cile, Leïla Ka si è affermata in pochi anni come una delle voci più interessanti della scena europea, grazie a un linguaggio che intreccia influenze urbane e contemporanee. Primo lavoro corale dell’artista, Maldonne è un’ode vivace e senza tempo alla condivisione tra donne, dai ginecei antichi ai pigiama party. In scena, cinque interpreti danno vita a una danza in continua trasformazione, attraversando una moltitudine di abiti: da sera, da sposa, da camera, quotidiani. Tessuti e paillettes si muovono con loro, brillano, si espandono, cadono, diventando parte attiva della coreografia. Tra le note di Lara Fabian e Dmitrij Šostakovič, lo spettacolo alterna energia e intimità, costruendo un universo che mescola danza e teatro. I corpi si confrontano con gli abiti che li esaltano o li costringono, dando forma a un racconto intenso sulle molte identità del femminile. Candidato all’International Bloom Prize del Sadler’s Wells, Maldonne è una creazione potente e coinvolgente, capace di parlare a tutte e tutti.

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Theatre
Lunedì, 20 Lug 2026 19:00

Ad Libitum Un dialogo vivo tra corpo e suono, che nasce e si trasforma davanti ai nostri occhil. una performance immersiva, fisica e sorprendente dove tutto accade qui e ora. Ispirato all’espressione latina “fino a sazietà”, Ad Libitum esplora il desiderio di creare, trasformarsi ed espandersi, mettendo in discussione il rapporto con le immagini e le influenze che ci attraversano. Per dare forma a un corpo in continua metamorfosi, Simon Le Borgne e Ulysse Zangs attingono a riferimenti visivi e sonori eterogenei, dalle arti classiche alla contemporaneità. In scena, i due artisti costruiscono un dialogo in tempo reale fondato sull’ascolto reciproco. Movimento e musica si intrecciano tra sincronie e contrasti: Zangs attraversa lo spazio attivando strumenti diversi – batteria, voce, sintetizzatore, chitarra – in relazione diretta con la danza di Le Borgne. Il suono si dissolve, lasciando emergere respiri, passi e vibrazioni del corpo; poi ritorna, fondendosi con il ritmo interno degli interpreti e del pubblico. Senza partecipazione diretta, chi guarda è coinvolto in modo sottile e profondo, diventando parte di un’esperienza condivisa, intima e sorprendente.

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Theatre
Domenica, 19 Lug 2026 20:30

Michel – The Animals I am Un lavoro potente e necessario: Michel – The Animals I Am ridefinisce lo sguardo sul corpo e sulla scena, trasformando la danza in un gesto condiviso, politico e profondamente umano.Michel – The Animals I Am nasce dall’evoluzione de L’ANIMALE (2021), assolo creato e interpretato da Chiara Bersani nell’ambito del progetto Swans Never Dies, ispirato a La Morte del Cigno di Michel Fokine per Anna Pavlova. Nel 2022 l’assolo viene trasmesso a Veronica Tulli, dando avvio a un processo di trasformazione che attraversa spazi e contesti diversi. Nel 2024, grazie al LIFT Festival, prende forma una versione estesa, fino ad arrivare nel 2025 a una creazione corale: tre performer con disabilità condividono la scena, superando l’idea dell’artista come eccezione isolata. Il titolo rende omaggio a Michel Petrucciani, figura di riferimento per forza espressiva e libertà. Dando spazio a corpi diversi, lo spettacolo – coprodotto da Bolzano Danza nell’ambito del Progetto di rete RING –apre nuove possibilità di rappresentazione e relazione. La danza diventa così un atto collettivo che mette in discussione i modelli dominanti e invita a immaginare altre forme di presenza, più libere e inclusive.

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Theatre
Sabato, 18 Lug 2026 17:00

Una celebrazione della danza a cielo aperto: ExtraDanza torna a trasformare Bolzano in un palcoscenico condiviso, dove incontrarsi, muoversi insieme e celebrare la forza della comunità. Un momento di incontro, esibizioni e condivisione aperto a tutte e tutti. Dopo il successo della prima edizione, torna nel 2026 ExtraDanza, il format ispirato al celebre 1 km de danse di Centre National de la Danse, ideato da Anouk Aspisi e Olivier Dubois in collaborazione con Südtiroler Kulturinstitut. Dalle ore 17.00, i Prati del Talvera diventano il cuore di questo progetto collettivo: un appuntamento aperto che invita a partecipare, osservare e incontrarsi. La danza esce dai teatri e abita lo spazio pubblico, trasformandolo in un luogo vivo e accessibile. Pensato come una festa per la città, ExtraDanza è uno spazio condiviso in cui persone di tutte le età possono ritrovarsi e celebrare insieme il piacere di danzare.

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Partyzone
Sabato, 18 Lug 2026 16:00

Ogni anno a luglio si svolge a Chiusa il tradizionale Gaudi Fest – la più grande festa della musica popolare dell'Alto Adige. L'inizio e l'apertura di questo evento ricco di atmosfera sono previsti per sabato alle ore 10.00. I gruppi musicali noti ben oltre i confini regionali, i costumi tradizionali originali e l’atmosfera unica del Giardino dei Cappuccini ai margini della città degli artisti rendono il GAUDI FEST ogni anno un evento davvero speciale, tanto che negli anni si è affermato come la manifestazione più grande del suo genere. PROGRAMMA: dalle ore 16:00: apertura ingresso dalle ore 18:30: Die Grubertaler dallo Zillertal dalle ore 20:30: Die Schürzenjäger Chiusura LIVE: DJ REALIZE Prezzi d’ingresso e biglietti: Biglietto Early Bird fino a fine aprile: € 23 Da fine aprile al 17 luglio 2026: € 25 Cassa serale: € 28 AFTERSHOW PARTY: Fino alle prime ore del mattino: GAUDI FEST 2026 OFFICIAL AFTERSHOWPARTY > BADHAUS14 - Chiusa!

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Sport
Sabato, 18 Lug 2026 07:00-17:00 |

Il percorso di 21 km, con partenza da Prato allo Stelvio (915 m), attraversa paesi caratteristici, come Stelvio, e la natura del Parco Nazionale dello Stelvio. Dopo una salita di 2.100 metri, i corridori taglieranno il traguardo sopra il Passo dello Stelvio, sulla Cima Garibaldi a 2.845 m, nel suggestivo paesaggio montano che abbraccia il Re Ortles. Che si tratti di un professionista, di un atleta amatoriale o di un escursionista con o senza i bastoncini da montagna - essere presenti è tutto!

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Theatre
Venerdì, 17 Lug 2026 21:00
L'evento si tiene dal 17 Lug 2026 al 15 Ago 2026

Im Sommer 2026 erwartet Sie auf der Freilichtbühne in der Vorburg von Schloss Tirol ein Klassiker der Commedia dell'arte in moderner Interpretation: Die schlaue, charmante Wirtin verführt, verwirrt und bezaubert ihre Gäste. Frecher Humor, literarische Brillanz und mitreißende Live-Musik verbinden sich zu einem unvergesslichen Theaterabend.

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Theatre
Venerdì, 17 Lug 2026 20:30

Diptych Visionario, intenso, sorprendente: da una delle compagnie più acclamate della scena internazionale, un viaggio tra sogno e realtà, dove danza e teatro si fondono in un’esperienza immersiva e magnetica. Tra atmosfere da thriller psicologico e suggestioni cinematografiche, uno spettacolo costruito come un doppio racconto, frammentato e ipnotico, dove i personaggi si muovono tra ricordi, desideri e visioni, in un continuo slittamento tra realtà e immaginazione. DIPTYCH nasce dalla rielaborazione di due opere brevi create nel 2016 per Nederlands Dans Theater, successivamente adattate da Gabriela Carrizo (The Missing Door) e Franck Chartier (The Lost Room) per i danzatori della compagnia. Due ambienti, due storie: una camera d’albergo e un salotto borghese diventano scenari instabili, attraversati da presenze inquietanti e relazioni in bilico. Tra pavimenti mobili, porte che si aprono su spazi inattesi e dettagli sorprendenti la scena si trasforma in un luogo vivo e imprevedibile. Danza, musica e teatro si intrecciano dando forma a un’esperienza immersiva che cattura lo spettatore e lo accompagna in un universo sospeso, affascinante e perturbante.

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Music
Venerdì, 17 Lug 2026 20:30

Concerto con i HINTNER SISTERS nel cortile del Castello Wehrburg a Prissiano Le quattro musiciste della Val Casies conquistano il pubblico con armonie vocali raffinate, strumenti acustici e un repertorio che unisce brani originali in dialetto a interpretazioni ricche di sensibilità. Un concerto autentico e coinvolgente, capace di creare un’atmosfera speciale con semplicità e passione. In caso di bel tempo, il concerto si terrà nel suggestivo cortile interno di Castello Wehrburg a Prissiano; in caso di pioggia, l’evento sarà ospitato nel vicino storico Ansitz Lidl. Inizio del concerto: ore 20:30 Apertura porte: dalle ore 20:00 L'ingresso è gratuito, ma è gradita la registrazione all'ufficio turistico di Tesimo-Prissiano, Tel.: +39 0473 920822. Durante la pausa sarà possibile consumare bevande rinfrescanti. Non verrà servito cibo!

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Theatre
Venerdì, 17 Lug 2026 18:00

Le Classique c'est chic! Una lezione di danza classica all’aperto, aperta a tutti: un invito a muoversi insieme, liberamente, e a riscoprire il piacere del corpo nello spazio, senza regole né giudizi. Una sorprendente lezione di danza classica en plein air per riappropriarsi, in modo gioioso, dello spazio pubblico e celebrare il valore della diversità. Le classique, c’est chic! è un’azione collettiva pensata per chiunque abbia voglia di mettersi in gioco: un’esperienza che si allontana dai codici più rigidi del balletto per restituire al corpo libertà e presenza. Senza specchi, senza giudizi, ogni partecipante è invitato a danzare a partire da sé, in una pratica accessibile, spontanea e aperta a tutte le età. Nato nel 2019, il progetto mette in discussione l’immaginario legato alla danza classica, alleggerendo la tecnica da un’estetica fine a se stessa per trasformarla in uno strumento di consapevolezza. Il corpo non è più qualcosa da adattare a un modello, ma un luogo da ascoltare, esplorare e valorizzare nelle sue possibilità. Questa pratica diventa così un gesto attivo di riconquista e risignificazione: un’azione condivisa che invita a prendersi cura di sé e degli altri. A partire da una tecnica spesso percepita come escludente, nasce un’esperienza inclusiva, capace di accogliere differenze e trasformarle in energia comune.

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Partyzone
Venerdì, 17 Lug 2026 18:00-01:00 |
L'evento si tiene dal 17 Lug 2026 al 18 Lug 2026

Anche quest’anno persone da tutto il paese e non solo raggiungono Brunico, attratte dall’energia, dalla musica e dalla magia dello stare insieme. I giorni diventano notti, i momenti si condividono con gli amici, gli sconosciuti diventano famiglia e nascono ricordi che restano ben oltre il festival.

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Partyzone
Venerdì, 17 Lug 2026 18:00
L'evento si tiene dal 17 Lug 2026 al 18 Lug 2026

Tradizionale festa estiva dei pompieri di Rasun di Sotto con intrattenimento musicale e specialità gastonomiche. Programma Venerdì, 17.07.2026 ore 18:00: inizio festa ore 19:30: Sarner Echo - Anton Nussbaumer Sabato, 18.07.2026 ore 18:00: inizio festa ore 19:00: banda musicale di Rasun di Sotto ore 21:00: intrattenimento musicale con „Speziallieferung“

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Theatre
Venerdì, 17 Lug 2026 10:00

Le Classique c'est chic! Una lezione di danza classica all’aperto, aperta a tutti: un invito a muoversi insieme, liberamente, e a riscoprire il piacere del corpo nello spazio, senza regole né giudizi. Una sorprendente lezione di danza classica en plein air per riappropriarsi, in modo gioioso, dello spazio pubblico e celebrare il valore della diversità. Le classique, c’est chic! è un’azione collettiva pensata per chiunque abbia voglia di mettersi in gioco: un’esperienza che si allontana dai codici più rigidi del balletto per restituire al corpo libertà e presenza. Senza specchi, senza giudizi, ogni partecipante è invitato a danzare a partire da sé, in una pratica accessibile, spontanea e aperta a tutte le età. Nato nel 2019, il progetto mette in discussione l’immaginario legato alla danza classica, alleggerendo la tecnica da un’estetica fine a se stessa per trasformarla in uno strumento di consapevolezza. Il corpo non è più qualcosa da adattare a un modello, ma un luogo da ascoltare, esplorare e valorizzare nelle sue possibilità. Questa pratica diventa così un gesto attivo di riconquista e risignificazione: un’azione condivisa che invita a prendersi cura di sé e degli altri. A partire da una tecnica spesso percepita come escludente, nasce un’esperienza inclusiva, capace di accogliere differenze e trasformarle in energia comune.

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Music
Giovedì, 16 Lug 2026 21:00

I ClockClock arrivano in Italia con un unico appuntamento giovedì 16 luglio 2026 ai Giardini di Castel Trauttmansdorff di Merano. Il Trio tedesco electro-pop che ha accumulato successi in streaming con brani come "Sorry" e "Someone Else" dal loro ultimo album Dreamers. ClockClock rappresenta il suono di una nuova generazione pop: intenso, emozionale ed elettrizzante. Il trio formato dal cantante Bojan “Boki” Kalajdzic e dai produttori Mark Vonsin e Fabian Fieser unisce melodie accattivanti, ritmi travolgenti e testi sinceri – una musica che arriva dritta al cuore. Con brani come “Sorry”, “Someone Else” e “Over”, ClockClock ha conquistato le classifiche in pochissimo tempo e incanta dal vivo con un’energia che oscilla tra brividi e pura euforia. Una band che trasforma le emozioni in suono – moderna, autentica e piena di passione. PREVENDITA E INFO SUL CONCERTO Ingresso dalle 19.00 con possibilità di visitare i Giardini. Inizio concerto ore 21.00 Alle serate di concerto non si applicano né l'ingresso ridotto né il biglietto serale estivo; anche l'abbonamento e il mini abbonamento non danno diritto ad assistere al concerto. Non è previsto il rimborso dei biglietti in caso di maltempo. (Soggetto a modifiche) IMPORTANTE Nei giorni dei concerti i Giardini chiuderanno alle ore 18.00. I concerti delle Serate ai Giardini si svolgono nell'ambiente naturale dei giardini botanici, all'aperto e in qualsiasi condizione atmosferica. Si prega di notare che i posti a sedere per il pubblico sono scoperti e limitati. Non possiamo garantire un posto in tribuna. È possibile sdraiarsi con coperte da picnic sulle aree erbose intorno al laghetto. Ci sono alcuni angoli nascosti intorno al laghetto con una buona visibilità e un'ottima acustica. Solo il vostro rispetto per le piante e per il lavoro dei nostri giardinieri ci permette di ospitare il World Music Festival anno dopo anno. Vi preghiamo di portare con voi i vostri rifiuti o di smaltirli negli appositi contenitori. Non sono ammessi bottiglie in vetro.

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Cinema
Giovedì, 16 Lug 2026 21:00
L'evento si tiene dal 16 Lug 2026 al 24 Lug 2026

nel giardino della vecchia ferrovia della val di Fiemme (Ora) - 16/06 Il treno per Darjeeling (it) - 21/07 Zweigstelle (de) - 23/07 Assassinio sull´Orient Express (it) - 24/07 Tian - Generation Farmfluencer (de)

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Theatre
Giovedì, 16 Lug 2026 20:30

Danses Vagabondes Un assolo magnetico e potente: Louise Lecavalier trascina il pubblico in un viaggio fisico e visionario, dove la danza diventa energia pura, libertà e trasformazione. Uno schermo grigio diventa bianco. Lo spettacolo ha inizio. Una figura appare: il corpo è teso, attraversato da un’energia febbrile, in un rituale che è insieme invocazione e vertigine. Da qui si apre un viaggio nel movimento, nel tempo e nella memoria, dove il corpo si fa archivio vivo di emozioni, tracce e tensioni. Icona della scena contemporanea, Louise Lecavalier attraversa il palco guidata da un desiderio profondo di libertà. Non segue regole, se non quelle che emergono dal suo stesso movimento. Questa tensione si traduce in un’energia luminosa, in continua trasformazione, capace di coinvolgere lo spettatore in modo diretto e quasi ipnotico. Si crea così uno spazio condiviso, in cui i percorsi interiori di chi guarda entrano in risonanza con quelli della performer. Ispirato a Écrits Vagabonds di Carlo Rovelli, lo spettacolo intreccia frammenti del passato con nuove spinte creative. Ogni gesto nasce dall’incontro tra istinto e precisione, tra abbandono e controllo. La danza diventa ricerca, attraversamento, scoperta. Nel silenzio e nel suono, Lecavalier si muove come una forza viva, dando forma a storie che non chiedono di essere spiegate, ma semplicemente vissute.

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Theatre
Giovedì, 16 Lug 2026 17:3019:00

Il Combattimento di Tancredi e Clorinda + Microdanze Nel 1624 Claudio Monteverdi mette in musica un episodio della Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso: due guerrieri si affrontano di notte senza riconoscersi, si feriscono a vicenda, e solo nell’ultimo respiro uno dei due scopre di aver ucciso la persona amata. Quattrocento anni dopo, il coreografo Philippe Kratz guarda la stessa scena e si chiede se siano davvero due persone a combattere, o una sola in lotta con sé stessa. Da questa domanda nasce uno spettacolo che mette insieme due danzatori e un solo cantante – che dà voce al narratore, a Tancredi e a Clorinda – un clavicembalo e uno spazio circolare dove i corpi si muovono come specchi. Una produzione del Centro Coreografico Nazionale/Aterballetto con il Teatro Regio di Parma e il Teatro Stabile di Torino.

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Music
Mercoledì, 15 Lug 2026 21:00

Concerto e a seguire milonga di Tango con Dj con Thomas Reif - Violine-Violino, Karel Bredenhorst - Violoncello, Andreas Rokseth - Bandoneon, Martin Klett - Klavier-pianoforte In collaborazione con Soireen Tirolo e Associazione Tango 23 La quarta serata della Stagione Estiva Don Bosco 2026 riporta al Parco delle Semirurali il tango. Il Cuarteto SolTango è un ensemble fondato nel 2008 che unisce il tango argentino tradizionale alla musica da camera europea attraverso una formazione composta da violino, violoncello, bandoneón e pianoforte. Il gruppo interpreta musiche dei grandi maestri del tango classico e del tango nuevo, distinguendosi per un suono orchestrale intenso e raffinato. Il quartetto si è esibito in importanti festival e sale da concerto internazionali e ha pubblicato gli album Tango Extreme, Cristal e Sin Palabras, ottenendo grande apprezzamento sia dalla critica classica sia dagli appassionati di tango. Il programma Ecos de Buenos Aires racconta l’atmosfera della capitale argentina attraverso una musica ricca di malinconia, energia e passione. Il quartetto ricrea il suono tipico delle tradizionali orchestre di tango, trasportando il pubblico nel mondo autentico delle milonghe e della cultura musicale di Buenos Aires. Con la partecipazione di Volontarius- “un pasto al posto del biglietto” In caso di pioggia: Istituto Pascoli - via Deledda 4, Bolzano

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Music
Mercoledì, 15 Lug 2026 20:30

SOPHIE PARDATSCHER clarinetto CHRISTIAN BERTONCELLO violoncello MAXIMILIAN TREBO pianoforte PROGRAMMA Ludwig van Beethoven (1770–1827) Trio in B-Dur für Klavier, Klarinette und Violoncello, op. 11 “Gassenhauer” 1. Allegro con brio 2. Adagio 3. Tema con Variazioni (“Pria ch’io l’impegno”: Allegretto) Carl Frühling (1868–1937) Trio in a-Moll für Klavier, Klarinette und Violoncello, op. 40 1. Mäßig schnell · Moderatamente veloce 2. Anmütig bewegt · Con grazia e movimento 3. Andante 4. Allegro vivace

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Formation
Mercoledì, 15 Lug 2026 19:00-20:00 |

Claudia Plaikner und Florian Trojer im Gespräch mit Hannes Egger. Der Begriff „Solastalgie“ bezeichnet ein belastendes Gefühl des Verlusts, das entsteht, wenn Menschen die Veränderung oder Zerstörung ihres unmittelbaren Lebensraums beziehungsweise ihrer Heimat miterleben und sich dadurch zunehmend entwurzelt fühlen. Der Heimatpflegeverband Südtirol versteht seine Aufgabe hingegen im Schutz und in der Bewahrung der vielfältigen Kultur- und Naturlandschaft Südtirols. Gemeinsam mit der Präsidentin des Heimatpflegeverbandes Südtirol, Claudia Plaikner, und dem Geschäftsführer Florian Trojer erörtert Hannes Egger, ob sich ein Gefühl der Solastalgie auch in Südtirol feststellen lässt und, falls ja, welche Ursachen diesem Phänomen zugrunde liegen. Claudia Plaikner (Pädagogin) ist seit 1996 aktiv beim Heimatpflegeverband Südtirol tätig und seit 2017 dessen Obfrau. Florian Trojer, Historiker und Geschäftsführer des Heimatpflegeverbandes Südtirol. Hannes Egger ist freischaffender Konzeptkünstler, Kurator und Publizist. Er ist seit 2024 Vorstandsmitglied der Ar/Ge Kunst.

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Art & Culture
Lunedì, 13 Lug 2026 21:00

Philipp Burger ist Sänger, Songwriter und Autor aus Südtirol. Bekannt wurde er als Frontmann der Deutschrock-Band Frei.Wild, mit der er ein großes Publikum im deutschsprachigen Raum erreicht. In seiner Autobiografie „Freiheit mit Narben. Mein Weg von Rechts nach Überall“ blickt er auf seine persönliche Entwicklung zurück und setzt sich mit Herkunft, Irrwegen, Brüchen und Neuanfängen auseinander. Dabei geht es auch um Verantwortung, Veränderung und den Blick auf den eigenen Lebensweg. Der Abend verbindet Gespräch und Musik: Gemeinsam mit seinem Gitarristen Mattia Mariotti bringt Philipp Burger ausgewählte Lieder live auf die Bühne. Moderation: Thomas Vonmetz Autobiografie: Freiheit mit Narben. Mein Weg von Rechts nach Überall. Riva Verlag, München 2023

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Formation
Lunedì, 13 Lug 2026
L'evento si tiene dal 13 Lug 2026 al 18 Lug 2026

Tanzcamp 2026 Con il team della Community Dance Academy Cari genitori, cari appassionati di danza, In nome del Collettivo Danza Alto Adige siete invitati al Tanzcamp 2026, una settimana estiva speciale all’insegna del movimento, della creatività e dell’ispirazione con il team della Community Dance Academy. Cosa ci aspetta? Varietà di stili – I partecipanti potranno cimentarsi in diversi stili di danza: balletto classico, danza contemporanea espressiva ed energico hip-hop. In questo modo si apriranno nuovi mondi di danza e molteplici fonti di ispirazione per i giovani. Lavoro creativo e sviluppo di scene – Insieme esploreremo come il movimento creativo possa raccontare storie. I partecipanti lavorano con creatività allo sviluppo delle proprie scene e imparano a utilizzare la danza come mezzo di espressione. Uno spettacolo teatrale originale – Il momento clou sarà la realizzazione di uno spettacolo di teatro-danza collettivo dal titolo Zwischen Welten – Incontro di mondi, che come di consueto verrà presentato alla fine della settimana: un’esperienza che metterà in luce sia i vari stili di danza sia la ricchezza di idee e la creatività del gruppo. Per chi è? Per tutte e tutti coloro tra i 9 e i 19 anni che abbiamo voglia di mettersi in gioco e di sperimentare con il movimento del corpo sul palco. Non è obbligatorio avere già frequentato corsi di danza. I numero di partecipanti è limitato a un massimo di 20, al fine di consentire un’esperienza personalizzata e una collaborazione tra tutti/e. Termine per l’iscrizione (fino ad esaurimento posti, posti limitati) La partecipazione sarà confermata con l’avvenuto pagamento della quota di iscrizione a favore di Collettivo Danza Alto Adige

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Formation
Lunedì, 13 Lug 2026
L'evento si tiene dal 13 Lug 2026 al 25 Lug 2026

Bolzano Danza - Tanz Bozen Un festival con due anime Da più di 40 anni la città di Bolzano nel mese di luglio si anima con appassionati di danza provenienti da tutta Italia, dall’area germanica, dal Lussemburgo, dalla Francia, dalla Svizzera e anche dagli USA che hanno l’opportunità di conoscere, studiare ed approfondire i vari stili della danza e di vedere le opere dei maggiori coreografi internazionali. I dati parlano chiaro: il numero dei frequentatori dei corsi è passato dai 96 iscritti del 1985 ai quasi 900 iscritti negli anni 2007 a 2012. Negli ultimi anni il numero di partecipanti si è assestato intorno a 750-800, mentre sono più di 400 i coreografi provenienti da 5 continenti del globo che si sono esibiti al festival nei vari luoghi che l’hanno caratterizzato negli anni. Grazie alla collaborazione tra Fondazione Haydn di Trento e Bolzano, ente organizzatore del settore performances, e Südtiroler Kulturinstitut, ente predisposto dal 2003 alla programmazione e al coordinamento dei corsi formativi in vari stili di danza e rivolti sia ad amatori che professionisti, la manifestazione ha segnato il passo verso un rapporto osmotico tra la pratica della danza e la sua fruizione culturale. In due settimane si terranno 80 corsi per adulti e 10 pacchetti Kids dedicati a bambini e ragazzi dai 5 ai 14 anni. 30 insegnanti prestigiosi di ballo provenienti da tutto il mondo e 8 musicisti trasformeranno Bolzano in una città danzante. I docenti di Bolzano Danza vengono selezionati soprattutto in virtù della loro preparazione a livello artistico e pedagogico. Nella programmazione dei corsi, pur garantendo una certa continuità, non si trascurano le esigenze di rinnovamento. Oltre agli insegnanti che da anni accompagnano il festival, ogni anno sono previste delle new entry che arricchiscono il programma con nuove proposte e nuovi stili di ballo. Ai vari livelli, non solo i progrediti, ma anche i principianti potranno seguire le lezioni dei professionisti della danza. Una grande parte dei corsi vengono supportati dalla musica dal vivo di straordinari musicisti. I punti di forza del programma dei workshop - La preparazione e la professionalità dei docenti - L’ampia gamma di stili di danza e gli allenamenti ispirati ai principi della salute e al mondo del benessere - L’apertura a 360° verso principianti e professionisti della danza - La musica dal vivo e gli eccellenti musicisti - Una gamma di corsi specificamente studiati per bambini - La cordialità che caratterizza il rapporto fra docenti e allievi - La città di Bolzano quale location accattivante per gli ospiti che arrivano dall’estero

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Partyzone
Domenica, 12 Lug 2026
L'evento si tiene dal 10 Lug 2026 al 12 Lug 2026

Tre giorni di festa, divertimento e convivialità – nel cuore della Val di Funes! Festeggia con noi la festa del paese – un evento estivo indimenticabile! Da venerdì a domenica, le associazioni locali ti invitano calorosamente alla tradizionale festa del paese di S. Pietro in Val di Funes. Per tre giorni, S. Pietro si trasforma in un vivace luogo di festa, dove musica, gastronomia e allegria sono protagonisti. Cosa ti aspetta: Deliziose specialità culinarie locali Musica dal vivo tradizionale e DJ set moderni Grande sfilata con un ricco programma per tutta la famiglia Lotteria emozionante, momenti conviviali e un’atmosfera gioiosa VENERDÍ, 10 LUGLIO 2026: ore 19.00 inizio della festa con apertura della botte con ospiti d'onore da sport e politica - la festa prosegue fino alle ore 2.00 SABATO 11 LUGLIO 2026: ore 17.00 inizio della festa ore 14.30 - 17.30 Giro delle auto d'epoca - la festa prosegue fino alle ore 2.00 DOMENICA, 12 LUGLIO 2026: ore 11.00 inizio della festa con brindisi mattutino ore 14.00 grande parata "Tipico di Funes" ore 20.00 estrazione dei vincitori della lotteria la festa prosegue fino alle ore 22.00

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Exhibitions
Domenica, 12 Lug 2026
L'evento si tiene dal 09 Lug 2026 al 19 Lug 2026

Mostra nella vetrina del Circolo Concept cartoline „Urtijëi“ La serie di cartoline „Urtijëi“costituisce la seconda fase dell'omonimo progetto artistico, avviato nel 2015 con un sondaggio d’opinione tra la popolazione locale e una successiva mostra presso il Circolo di Ortisei. Il turismo di massa, con il suo intero spettro di conseguenze, è un fenomeno che nel corso dei decenni è divenuto il fattore determinante della vita quotidiana dei residenti. In questo contesto, la cartolina postale viene riattivata come mezzo di comunicazione dalla forte valenza nostalgica – un oggetto ormai in declino, ampiamente soppiantato dall'istantaneità dei social media. Presso la vetrina del „Circolo, le cartoline di Muriel Senoner saranno fruibili sotto forma di mostra pop-up. Parallelamente, le cartoline saranno disponibili in diversi punti dislocati nel paese. Il materiale iconografico di partenza consiste in immagini realizzate da fotografi amatoriali locali, successivamente rielaborate dall'artista mediante strumenti di intelligenza artificiale. Le immagini generate traggono ispirazione dagli esiti del sondaggio della prima fase, traducendone visivamente le risposte. L’integrazione dell'intelligenza artificiale riveste un ruolo centrale nel processo creativo: per sua natura, questa tecnologia genera un codice visivo contraddistinto da una perfezione iperrealistica dal retrogusto camp, dall'esasperazione dei cliché e da una perdita di autenticità. Tali elementi presentano evidenti parallelismi con l'estetica artificiale e stereotipata dell'industria turistica locale. Le immagini prodotte risultano così sospese tra realtà e simulacro, alludendo alla metamorfosi del luogo stesso, trasformatosi nel tempo in una kulisse artificiale e una sorta di „disneyzzazione“. Queste circostanze, unite al crescente turismo di massa, hanno determinato per una parte della cittadinanza ripercussioni significative in vari ambiti e una progressiva alienazione dalla dimensione del „quotidiano“, svelando la deriva distopica del fenomeno. In „Spazi altri“, Michel Foucault teorizza il concetto di eterotopia – dal greco heteros (altro) e topos(luogo) – definendolo come uno spazio fisicamente esistente nella realtà sociale, ma operante secondo logiche proprie, separate dalla norma quotidiana. L'eterotopia si presenta come un contro-luogo meticolosamente organizzato che, in antitesi con la frammentarietà del reale, si pone come utopia concretizzata. Ortisei risponde perfettamente al paradigma dell'eterotopia illusoria: uno spazio che aderisce a un ideale prototipico, capace di sospendere temporaneamente le regole della vita ordinaria a beneficio di visitatrici e visitatori, offrendo una versione selezionata e cosmeticamente costruita della realtà. Come suggerisce lo stesso Foucault, tale contro-luogo rivela la vera natura del reale più di quanto la realtà stessa sia in grado di fare. Partendo dalla monumentalità del paesaggio dolomitico – che fa da cornice a un tessuto urbano saturo di frenesia edificatoria, iperturismo e mercificazione totale – Ortisei svela la sua dimensione distopica. I soggetti da cartolina cessano di essere un rifugio rassicurante per lo sguardo di spettatrici e spettatori, aprendo – attraverso un intervento surreale sulla realtà – uno squarcio sul lato oscuro della monocultura turistica. Muriel Senoner, nata a Bolzano nel 1974, è cresciuta a Ortisei, dove ha frequentato la scuola d’arte. Ha compiuto gli studi in arti visive a Berlino, Brescia e Milano. La sua ricerca artistica si concentra sull'indagine dei condizionamenti quotidiani, dei meccanismi di funzionamento sociale e dei sistemi di pensiero. L'artista vive e lavora attualmente a Bolzano.

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Partyzone
Mercoledì, 15 Lug 2026 19:00-23:00 |
L'evento si tiene dal 08 Lug 2026 al 19 Ago 2026

In sette serate estive, sempre di mercoledì, il centro di Vipiteno si trasforma in una grande festa. Bande musicali si esibiscono dal vivo nei vicoli accoglienti e gruppi di danza popolare si esibiscono in vecchie danze. Cucine in strada, prelibatezze della cucina tirolese e italiana e gli artigiani locali mettono in vendita i loro prodotti più particolari. Le feste delle lanterne si sono affermate come attrazione principale dei mesi estivi e deliziano sia i cittadini che gli ospiti. Le serate iniziano alle ore 19 e hanno luogo anche in caso di maltempo. Tutta Vipiteno è in festa finché non si spengono le luci alle 11 di sera.

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Others
Lunedì, 13 Lug 2026 20:00-23:00 |
L'evento si tiene dal 06 Lug 2026 al 31 Ago 2026

Ogni lunedì di luglio e agosto, i negozi di Tirolo aprono dalle 20.00 alle 22.00 per una serata diversa dedicata allo shopping sopra i tetti e le luci di Merano. Il piacevole giro per negozi è accompagnato da un ricco programma di intrattenimento per grandi e piccini, buona musica, specialità tipiche della cucina locale e ottimi vini delle cantine dei dintorni.

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Sport
Domenica, 12 Lug 2026 09:00-20:00 |
L'evento si tiene dal 04 Lug 2026 al 13 Lug 2026

Il torneo di equitazione di Prati, presso Vipiteno, si presenta quest’anno con un nuovo splendore sotto il motto “Jumping in the Alps”. L’evento si amplia e comprende ora tre competizioni distribuite su dieci giorni. Il programma è il seguente: • 1° Torneo (3 – 5 luglio) Concorso Nazionale A*** • 2° Torneo (7 – 8 luglio) Concorso Nazionale B*** • 3° Torneo (10 – 12 luglio) Concorso Nazionale A***** Con gare emozionanti, da 40 cm fino a 145 cm di altezza, partecipanti di alto livello provenienti da tutta Italia e dall’estero, e un’organizzazione impeccabile, il torneo è già oggi considerato il più importante evento equestre dell’Alto Adige. Ciò che un tempo ebbe inizio nel parco comunale di Prati si svolge oggi nel moderno impianto equestre Wiesenhof. L’obiettivo è consolidare ulteriormente questa posizione di rilievo, promuovendo al contempo l’economia locale e la visibilità dell’Alto Adige. L’atmosfera unica intorno a Vipiteno e la sua posizione a circa 1.000 metri di altitudine nel nord dell’Alto Adige rendono l’evento particolarmente attraente soprattutto nei caldi mesi estivi, anche perché in molte altre regioni italiane in quel periodo non è possibile organizzare tornei. Grazie al nuovo formato e all’aumento del montepremi, anche quest’anno sono attesi numerosi cavalieri di alto livello provenienti da tutta Italia. Negli ultimi vent’anni, il torneo si è affermato come uno dei più importanti concorsi di salto ostacoli del nord Italia. Per quest’anno si prevedono circa 240 partecipanti per ciascun torneo – un nuovo record per le competizioni di salto ostacoli nella regione Trentino-Alto Adige.

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Theatre
Martedì, 14 Lug 2026 21:00
L'evento si tiene dal 03 Lug 2026 al 28 Lug 2026

Die Freilichtspiele Lana präsentieren vom 3.–28. Juli 2026 im Kapuzinergarten in Lana DIE WANDERHURE, ein Schauspiel nach dem gleichnamigen Roman von Iny Lorentz. Regie führt Thomas Hochkofler. Die Handlung spielt zwischen 1414 und 1418 in Konstanz anlässlich des dortigen Konzils. Bei Amtsantritt von König Sigismund stritten sich drei Päpste um die Herrschaft in der Kirche. Im Konzil von Konstanz sollte der König das Abendländische Schisma beenden mit dem klaren Auftrag, dass aus dem Konzil nur ein einziger Papst hervorgehen darf. Aber das ist nur der äußere historische Rahmen, in dem die Handlung des Theaterstückes eingebettet ist. Marie, die Tochter eines reichen Tuchhändlers, liebt Michel, ein gewöhnlicher Wirtssohn. Maries Vater hat aber ganz andere Pläne für seine Tochter: Die Frau von Rupert soll sie werden, dem Sohn des Reichsgrafen von Keilburg. Niemals! Stolz schmettert Marie dem ungeliebten Verlobten ihr Nein entgegen. Was sie nicht weiß: Sie und ihr Vater sind Opfer einer Intrige. Plötzlich wird Marie der Hurerei bezichtigt. Sie wird eingekerkert und vergewaltigt, kommt vor Gericht, beteuert ihre Unschuld und fleht vergeblich. Ihr Vater, der sie schützen will, wird ermordet, Marie wird am Schandpfahl fast totgeschlagen und dann aus der Stadt gejagt. Aber Marie ist zäh, sie überlebt und schwört Rache. Nichts wird sie davon abbringen, ihre Peiniger zu stellen. Nur als Prostituierte kann sie sich durchbringen, als „Hübschlerin“, als Wanderhure. Aber als Hure hat sie auch Macht, wenn sie geschickt ist und alle ihre Eigenschaften nutzt, ihre Schönheit, ihre Intelligenz und ihren Mut der Verzweiflung. Marie besitzt nichts mehr. Aber sie will alles: Über die Rache will sie zurück zu ihrer Würde. Zur Würde als Frau. Wird ihr dies gelingen?

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Exhibitions
Domenica, 12 Lug 2026
L'evento si tiene dal 03 Lug 2026 al 16 Ago 2026

Come possono l’arte e le istituzioni culturali contribuire a dare visibilità a esperienze che spesso rimangono ai margini dello spazio pubblico? Museion presenta al Piccolo Museion – Cubo Garutti un progetto in due capitoli dedicato al fenomeno del ritiro sociale giovanile, mettendo in dialogo arte contemporanea, lavoro sociale e pratiche partecipative. Realizzato in collaborazione con l’Associazione La Strada – Der Weg Equipe progetto “Invisibili”, il progetto nasce dall’incontro tra arte contemporanea e lavoro sociale e si inserisce nel percorso di Museion volto a rafforzare il ruolo delle istituzioni culturali come spazi di ascolto, relazione e partecipazione. Situato nel quartiere Don Bosco, a pochi passi dalla sede del progetto “Invisibili”, il Cubo Garutti diventa un luogo di incontro tra esperienze individuali, comunità e cittadinanza. Il primo capitolo, Dentro il Cubo (3 luglio – 16 agosto 2026), presenta una selezione di opere realizzate dalle ragazze e dai ragazzi coinvolti nel progetto “Invisibili” durante un percorso di arteterapia condotto da Rita Mentzel. Disegni, dipinti e altre produzioni visive restituiscono frammenti di vissuti, immaginari e sensibilità che spesso rimangono lontani dallo spazio pubblico, dando forma a nuove possibilità di espressione e relazione. Con questa collaborazione, Museion e La Strada – Der Weg intendono esplorare il ruolo dell’arte come strumento di ascolto e partecipazione, creando occasioni per portare alla luce esperienze spesso invisibili e favorire nuove forme di vicinanza.

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Theatre
Martedì, 14 Lug 2026 21:00
L'evento si tiene dal 02 Lug 2026 al 20 Lug 2026

von Luis Zagler – Inszenierung: Torsten Schilling Ein glanzvolles Ereignis steht bevor: Die feierliche Enthüllung eines neuen Wahrzeichens der Stadt zieht Pressevertreter aus aller Welt an. Doch dann entfaltet sich vor der eindrucksvollen Kulisse oberhalb der Gärten von Schloss Trauttmansdorff ein Schauspiel, das in den eleganten Kostümen der Belle Époque Historisches mit brennenden Fragen unserer Zeit verbindet. Poetisch, humorvoll und überraschend aktuell greift das Stück in der Inszenierung von Torsten Schilling brennende Gesellschaftsthemen auf – spannend, berührend und visuell eindrucksvoll. Tausende Besucher haben die Serie der Uraufführungen der Meraner Festspiele bereits gesehen. „Das Schweigen der Stadt“ ist die neunte Uraufführung in Folge. Festspielbesucher parken gratis auf den oberen Parkplätzen der Gärten von Schloss Trauttmansdorff. Einlass ab 19:00 Uhr mit Gastronomie. Beginn der Vorstellung um 21:00 Uhr.

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Others
Giovedì, 16 Lug 2026 18:30-20:00 |
L'evento si tiene dal 02 Lug 2026 al 13 Ago 2026

Iyengar Yoga im ost west club est ovest Jeden Donnerstag lädt der ost west club est ovest von 18:30 bis 20:00 Uhr zu Iyengar Yoga mit Giuseppe Arena (Beppe) ein. Als aktives Clubmitglied und zertifizierter Iyengar-Yoga-Lehrer teilt er seine Erfahrung und Leidenschaft für diese traditionelle Praxis mit allen Mitgliedern. Was ist Iyengar Yoga? Iyengar Yoga geht auf den Meister Bellur Krishnamachar Sundararaja Iyengar zurück. Diese Methode zeichnet sich durch präzise Ausrichtung, viel Aufmerksamkeit für Details und den gezielten Einsatz spezieller Hilfsmittel aus. Dadurch wird Yoga für alle zugänglich – auch für Anfänger, weniger bewegliche Menschen oder Personen mit wenig sportlicher Erfahrung. Tradition & Wirkung Iyengar trug wesentlich dazu bei, Hatha Yoga im Westen bekannt zu machen. Sein Ansatz verbindet körperliche Präzision mit nachhaltigen positiven Effekten auf Körper und Geist. Ein besonderes Merkmal ist das längere Halten der Asanas. Dadurch werden nicht nur anatomische, sondern auch physiologische und psychologische Vorteile gefördert. Teilnahme 8€ pro Unterrichtsstunde Hinweis ACHTUNG: Zwischen Juni und August besteht keine Pflicht zur Mitgliedschaft, sie ist jedoch weiterhin erwünscht.

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Partyzone
Mercoledì, 15 Lug 2026 19:00-23:00 |
L'evento si tiene dal 01 Lug 2026 al 26 Ago 2026

I negozi rimarranno aperti dalle 18:00 fino a tarda sera, offrendovi così il tempo di passeggiare per le strade, fare shopping e godervi le delizie culinarie. I numerosi operatori gastronomici vi delizieranno con prelibatezze regionali e creative, mentre potrete curiosare e scoprire nuovi tesori nei negozi locali. Questo evento speciale sarà accompagnato da band, artisti di street art e associazioni locali che creeranno l'atmosfera perfetta.

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Exhibitions
Domenica, 12 Lug 2026 16:00-19:00 |
L'evento si tiene dal 27 Giu 2026 al 26 Lug 2026

I ghiacciai sono archivi del tempo. Conservano millenni di clima, movimento e memoria. Ma mentre scompaiono, non svanisce solo il ghiaccio: anche una parte del nostro rapporto con il paesaggio, con la storia e con noi stessi entra in crisi. La mostra missing glaciers – missing me affronta la perdita dei ghiacciai come fenomeno ecologico, ma anche personale ed emotivo. Tra osservazione della natura e auto-riflessione si crea uno spazio in cui i confini tra paesaggio esterno e percezione interiore si dissolvono. Al centro dell’installazione si trova un tappeto intrecciato con coperte termiche di emergenza, mantenuto costantemente in movimento da ventilatori. La superficie cangiante richiama acqua, ghiaccio e riflessi di luce, ma rimanda anche ai teli protettivi bianchi con cui oggi si cerca di preservare alcune porzioni di ghiacciaio dallo scioglimento. La coperta termica diventa così simbolo di una condizione paradossale: il desiderio umano di conservare ciò che è già irreversibilmente in trasformazione. Lastre di vetro rivestite attraversano lo spazio. I loro colori cambiano a seconda dell’angolo di osservazione e dell’incidenza della luce, proprio come le forme in continuo mutamento di ghiaccio, acqua e atmosfera. Tra queste sono collocati degli specchi che confrontano ripetutamente i visitatori e le visitatrici con la propria immagine. La questione della scomparsa dei ghiacciai diventa così anche una riflessione sulla propria posizione all’interno di questi processi di cambiamento. Le pitture riprendono motivi di acqua, nuvole e ghiaccio. Grandi superfici pittoriche mostrano stati fragili tra condensazione e dissoluzione. Altre opere integrano specchi su cui è stata spruzzata acqua di ghiacciaio. Le tracce risultanti ricordano superfici appannate o in fase di scioglimento e creano l’impressione di un momento immediatamente successivo al disgelo – come se l’assenza del ghiaccio fosse ancora visibile. missing glaciers – missing me interpreta il ritiro dei ghiacciai non solo come un problema ambientale, ma come una perdita di memoria, orientamento e identità. La mostra invita a riflettere sul legame tra l’esistenza umana e i paesaggi in trasformazione – e su ciò che accade a noi quando scompare ciò che a lungo abbiamo dato per scontato.

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Exhibitions
Lunedì, 13 Lug 2026 10:00-17:00 |
L'evento si tiene dal 27 Giu 2026 al 31 Ago 2026

Il nostro cuore è inquieto finché non trova pace in te — scrisse Agostino di Ippona. Sottratta al contesto teologico, resta una verità antropologica: l'essere umano non è un essere che riposa in sé stesso. È orientato verso un esterno — verso l'altro, verso il mondo, verso ciò che lo supera. Diciotto posizioni fotografiche esplorano questo spazio intermedio: tra due persone, tra il singolo e il mondo, tra l'io e ciò che lo sostiene o lo scuote. Con: Anna Anvidalfarei, Julia Bornefeld, Florian Borkenhagen, Karin Ferrari, Michael Fliri, Werner Gasser, Heinz Innerhofer & Christina Auer, Giancarlo Lamonaca, Katharina Mayr, Sissa Micheli, Anuschka Prossliner, Karin Schmuck, Michael Schmücking, Othmar Seehauser, Tiberio Sorvillo, Nicole Weniger, Gustav Willeit, Marko Zink. A cura di Sandra Mutschlechner Giuria dell’Open Call: Lorenzo Brivio, Sandra Mutschlechner, Paul Renner, Marialuisa Schmid

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Theatre
Martedì, 14 Lug 2026 20:30
L'evento si tiene dal 26 Giu 2026 al 24 Lug 2026

Unternehmer und Kunstmäzen Ferdl Pörnbacher und seine Frau Maria laden zu ihrem 10. Hochzeitstag Freunde ins Haus. Nach und nach treffen der Rechtsanwalt Bert von Wiese mit Frau Barbara, Steuerberater Lorenz Hofmayr und seine Frau Margit, der Psychiater Peter Notnagl mit Frau Antonia und Bürgermeisterkandidat Franco Corradini mit Lebensgefährtin Anika bei den Gastgebern ein. Doch statt einer Feier finden die Geladenen den Hausherrn mit einer Schussverletzung vor und Maria ist verschwunden. Alles deutet auf einen Selbstmordversuch des Gastgebers hin. Um einen Skandal zu vermeiden, versuchen die Gäste die vermeintliche Wahrheit zu vertuschen, was zur Folge hat, dass immer wildere Spekulationen gewährt von allerlei Gerüchten und Affären die Runde machen. Der eigens engagierte Musiker und Alleinunterhalter Ramon Moser sowie zwei übereifrige Polizistinnen tragen auch nicht wirklich zur Klärung der undurchschaubaren Situation bei. In einem rasanten Chaos aus Missverständnissen verstricken sich alle immer tiefer in ihre eigenen Ausreden, bis sich die Situation auf überraschende und komische Weise auflöst. Auf der Bühne Georg Kaser als Bert von Wiese Miriam Kaser als Margit Hofmayr Josef Lanz als Peter Notnagl Ingrid Lechner als Antonia Notnagl Joachim Mitterutzner als Lorenz Hofmayr Fabian Mutschlechner als Franco Corradini Anna Oberrauch als Anika Corradini Doris Pigneter als Barbara von Wiese Ingo Ramoser als Ramon Moser Patrizia Solaro als Polizistin Mariangela Sabine Weissenegger als Polizistin Erika ‍Regieteam Regie Lukas Lobis Autor Neil Simon Adaptiert für den Tschumpus Brixen von: Lukas Lobis Regieassistenz Sabine Weissenegger

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Others
Giovedì, 16 Lug 2026 18:00-23:00 |
L'evento si tiene dal 25 Giu 2026 al 10 Set 2026

Con THURS-Stay nasce a Merano un punto di ritrovo per adolescenti e giovani fino ai 25 anni. Ogni giovedì sera d’estate, il Centro Giovani Jungle e la Chiesa dei Giovani in Piazza Rena (gestita dallo Jugenddienst Merano) si trasformano a turno in spazi di incontro aperti, dove la convivialità, lo scambio e un’atmosfera rilassata sono al centro dell’attenzione, senza alcuna pressione al consumo. Il progetto risponde al desiderio di molti giovani di avere luoghi sicuri e attraenti dove trascorrere il tempo libero, conoscere nuove persone e contribuire con le proprie idee. Che si tratti di musica rilassante, beach volley, ping-pong, giochi da tavolo, musica dal vivo o semplicemente di belle chiacchierate, THURS-Stay offre spazio per l’incontro, la partecipazione attiva e lo scambio culturale tra gruppi linguistici diversi. In primo piano ci sono l’apertura, la partecipazione volontaria e una convivenza rispettosa. THURS-Stay è uno spazio sicuro estivo per i giovani – un luogo dove arrivare, scambiarsi idee, partecipare attivamente e sentirsi a proprio agio. MEET.CHILL.REPEAT!

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Exhibitions
Domenica, 12 Lug 2026
L'evento si tiene dal 20 Giu 2026 al 14 Set 2026

Una Boccata d’Arte è un progetto artistico diffuso in tutta Italia, nato per portare l’arte contemporanea nei piccoli centri e nei borghi storici. Ogni anno, 20 artiste e artisti vengono invitati a realizzare un progetto site-specific in 20 luoghi diversi, uno per ciascuna regione italiana. Ogni intervento nasce dal dialogo diretto con il territorio, la sua storia, le persone che lo abitano e il paesaggio che lo circonda. L’obiettivo è far uscire l’arte contemporanea dai musei e dalle gallerie, portandola nel cuore della vita quotidiana. Strade, piazze, facciate, spazi sfitti e luoghi particolarmente significativi si trasformano così in spazi espositivi. Nascono nuovi incontri tra arte, comunità locale, visitatrici e visitatori. A Chiusa, Una Boccata d’Arte trova un contesto particolarmente adatto: la cittadina degli artisti nel cuore della Valle Isarco unisce una lunga tradizione artistica, un centro storico medievale e uno spazio pubblico vivo e vissuto. È proprio da qui che prende avvio il progetto del 2026.

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Exhibitions
Martedì, 14 Lug 2026 09:30-12:00 | 15:30 - 18:00
L'evento si tiene dal 16 Giu 2026 al 07 Nov 2026

Arte contemporanea nello spazio pubblico / Evento culturale con aspetti inclusivi La Triennale di Chiusa 2026 è un evento artistico e culturale di cinque mesi, aperto al pubblico, che espone opere d'arte contemporanea negli spazi pubblici del Comune di Chiusa. Nel concetto espositivo sono coinvolti complessivamente cinque luoghi dello spazio pubblico e il Museo Civico di Chiusa. Spazio pubblico Cinque artisti principali Christian Gufler, Lukas Mayr, Patrick Obkircher, Bernhard Reiterer, Florian Tschurtschenthaler espongono all’esterno. Ogni artista realizza un'opera indipendente e specifica per un luogo scelto nell’ambito del territorio comunale. Museo Civico Marlies Baumgartner, Rebekka Frei, Markus Gasser, Sophie Lazari, Paul Moroder dë Doss, Lissy Pernthaler, Albin Portner, Florian Prünster, Evelyn Rier, Matthias Sieff, Ariel Trettel, Vera Überbacher presentano al Museo Civico le loro opere interdisciplinari di pittura, scultura, performance, poesia e musica. “Una boccata d'arte” Inaugurazione: 10.6.2026 La Triennale è completata dal progetto "Una boccata d'arte", un'iniziativa nazionale promossa dall'associazione "I Borghi più belli d'Italia", di cui fa parte anche Chiusa. In questo contesto, l'artista e ricercatore italiano Francesco Alberico (Pescara, 1996) — il cui lavoro, a metà tra scultura, performance e disegno, esplora il rapporto tra immaginazione e spazio pubblico — animerà anch'egli lo spazio pubblico del centro storico.

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Exhibitions
Domenica, 12 Lug 2026 10:00-18:00 |
L'evento si tiene dal 13 Giu 2026 al 01 Nov 2026

Credits A cura di Daniela Ferrari Per “citazione” si intende la ripresa di elementi già esistenti: temi, immagini o idee che tornano in opere diverse, dalla letteratura al cinema fino all’arte. In questo senso, tutta la storia dell’arte può essere vista come un continuo dialogo con il passato, fatto di richiami, reinterpretazioni e omaggi. A partire dalle raffigurazioni più antiche, le fonti primigenie, si inanellano una serie di rimandi e dialoghi serrati, talvolta con variazioni significative, talvolta con più o meno dichiarati o celati riferimenti. Attraverso otto sezioni, il percorso esplora questo meccanismo di corsi e ricorsi storici, mostrando come gli artisti si confrontino con chi li ha preceduti. Grandi maestri e grandi eredi. Si comincia con il capolavoro Giovane che guarda Lorenzo Lotto realizzato da Giulio Paolini nel 1967, esempio emblematico di questo dialogo tra passato e presente. La mostra raccoglie le opere di grandi maestri che hanno citato o sono stati citati, come Giorgio de Chirico, Giorgio Morandi, Felice Casorati, Filippo de Pisis, Renato Guttuso. Vengono proposti, inoltre, suggestivi dialoghi tra epoche diverse, dall’antico al contemporaneo, vere e proprie sequenze che uniscono, per esempio, Vermeer a Salvador Dalí; Lorenzo Lotto e Velázquez a Giulio Paolini; Claude Monet a Vik Muniz, Stefano Arienti e Mario Schifano; Leonardo ad Andy Warhol. Tra gli artisti contemporanei sono presenti, tra gli altri e le altre, Salvo, Luigi Ontani, Mariella Bettineschi, Mirella Bentivoglio, Flavio Favelli.

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Martedì, 14 Lug 2026 11:00-17:00 |
L'evento si tiene dal 06 Giu 2026 al 01 Ago 2026

Marlies Baumgartner, Heinz Innerhofer, Markus Moling HUMANA IDENTITAS In un tempo in cui la comunicazione tra noi esseri umani sembra diventare sempre più difficile, aspetti essenziali della nostra esistenza rischiano facilmente di passare in secondo piano. Proprio per questo l’arte dovrebbe confrontarsi con le domande fondamentali dell’esistenza umana. I temi dell’esistenza umana sono senza tempo e ci accompagnano da epoca a epoca, da generazione a generazione. Anche se continuiamo costantemente a ridefinirci, l’essere umano rimane sempre umano. Le sfide legate alla nostra caducità, alla nostra capacità di adattamento, alla fede e al progresso rendono la nostra esistenza sempre nuovamente complessa e affascinante. Solo su questo sfondo emergono anche le tensioni del presente – talvolta segnate da conflitti o notizie di guerra – che però rappresentano soltanto una piccola parte di uno spazio esperienziale umano molto più ampio. Le domande essenziali restano sempre le stesse, mentre le circostanze della nostra epoca in rapido mutamento cambiano continuamente. Performance musicale e di movimento Ira-Arca per flauto basso e contrabbasso: il compositore Beat Furrer trasforma gli strumenti in “ombre di un’ombra” e fonde le loro “identità” sonore in un’unità appena riconoscibile. Dal suono prende forma il corpo come spazio di risonanza. Segue la musica e subito dopo se ne distacca, muovendosi tra abbandono e resistenza. In esso si manifesta un divenire: da un’unità nasce un secondo elemento – un’identità che si divide e si ricerca, oscillando tra connessione e autonomia. Christina Auer (flauto basso) e Riccardo Coelati Rama (contrabbasso) Performance di movimento: Marlies Baumgartner e Carmen Niederkofler Marlies Baumgartner Nata nel 1995, vive e lavora a Varna. Dopo una formazione quinquennale con diploma di “Maestro d’Arte” e maturità presso la “Cademia” di Ortisei, ha completato un corso triennale di studi in Belle Arti e Pittura presso la “LABA” di Firenze. Heinz Innerhofer Ha studiato presso la ZeLIG – Scuola di documentario e nuovi media, lavorando successivamente come assistente alla camera per diverse produzioni documentaristiche. Ha concluso con diploma e menzione d’onore la Scuola Fotografica di Praga per fotografia applicata e artistica. Markus Moling Nato a La Valle nel 1973. Dopo la maturità presso l’Istituto d’Arte di Ortisei, ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Firenze e all’Accademia di Brera a Milano, dove si è diplomato nel 1996. Dal 1996 espone regolarmente in Italia e all’estero.

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Martedì, 14 Lug 2026 10:00-13:00 | 16:00 - 19:00
L'evento si tiene dal 05 Giu 2026 al 15 Ago 2026

Con opere di Alice Ahad, Jasmine Deporta, Jörg Hofer e Lois Weinberger, nonché con un’intervista di Alexander Kluge e oggetti provenienti dalla collezione della Hofburg di Bressanone. A cura di Michaela Stolte (curatrice presso il Museo Civico e Museo Multscher di Vipiteno e dramaturga freelance). La polvere è la nostra compagna costante. Con guanti e stracci cerchiamo di combatterla – eppure è tanto ricca e multiforme quanto la vita stessa. La Galleria Civica di Bressanone dedica ora una mostra a questo elemento di disturbo, che sarà inaugurata giovedì 4 giugno 2026 alle ore 19. L’esposizione riunisce posizioni artistiche contemporanee nelle quali la polvere si manifesta nella sua capacità di trasformazione quasi infinita: come materiale che oltrepassa i confini, conserva tracce e genera qualcosa di nuovo. La polvere nasce sempre e ovunque. Durante la costruzione, l’aratura o la guida di un’auto, così come in natura: vulcani, deserti, piante e oceani producono incessantemente minuscole particelle. Spesso è indesiderata e rappresenta un problema igienico, sanitario e non da ultimo estetico. Ma la polvere è anche una materia fondamentale: rende il cielo azzurro e permette la formazione delle nuvole. In ogni goccia di pioggia si nasconde una minuscola particella. La polvere racconta storie della vita quotidiana così come dell’origine dell’universo. Nella mostra, le fotografie dell’artista altoatesina Jasmine Deporta affrontano il fenomeno della luce, che diventa visibile solo attraverso la diffusione sulle particelle più minute. Qui la polvere non appare direttamente, ma si rende percepibile in modo atmosferico. Nel “Mobile Garden” di Lois Weinberger, le piante crescono da una terra apparentemente priva di vita. L’opera rimanda al potenziale di germinazione e trasformazione – e alla polvere come origine di nuova vita. Da sempre, inoltre, la polvere fa parte della pratica artistica: come pigmento costituisce la base del colore e della pittura. Jörg Hofer conferisce alle sue opere una struttura inconfondibile grazie alla polvere di marmo prodotta durante l’estrazione del marmo di Lasa. Nelle opere di Alice Ahad, la polvere domestica diventa portatrice di tempo e memoria. Come “collettivo di frammenti”, raccoglie e conserva tracce, trasformandosi in una struttura attiva di storia, identità e trasformazione. La mostra affronta inoltre la dimensione religiosa della polvere e presenta oggetti provenienti dalla collezione della Hofburg di Bressanone.

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Domenica, 12 Lug 2026
L'evento si tiene dal 31 Mag 2026 al 13 Set 2026

Biennale Gherdëina è una biennale d’arte contemporanea con sede in Val Gardena, nel cuore delle Dolomiti, Patrimonio Mondiale UNESCO. “Le Dolomiti offrono un contesto affascinante, ricco di bellezze naturali, tradizioni artigianali e racconti senza tempo delle montagne: un setting ideale per esplorare il concetto di (Future) Paradise Gardens. Questi giardini, in bilico tra la grandezza selvaggia della natura e la cultura antropizzata, fungono non solo da santuari per flora e fauna, ma anche come spazi che rispecchiano le nostre aspirazioni collettive per un futuro basato sulla giustizia e sull’uguaglianza. In questo ambiente, i giardini possono fornire nutrimento sia al corpo che allo spirito, prestandosi quali luoghi di rifugio, possibilità e rinnovamento, per tutte e tutti. La mostra si articola in capitoli distinti, ognuno dei quali esplora un diverso aspetto di quel costrutto umano che chiamiamo giardino. Simbolicamente, metaforicamente ed emotivamente, i temi ruotano attorno alle nozioni di “Commoning” (Condivisione comune) — dove assumono un ruolo centrale la coltivazione e la condivisione del cibo, insieme alla cura e alla preservazione di ciò che rimane di ogni forma di vita. Un altro capitolo, intitolato “Divine Love and Growth” (Amore divino e crescita), invita a riflettere sul giardino quale simbolo di fioritura spirituale e di trascendenza. La mostra approfondisce ulteriormente il concetto di “Violent Garden” (Giardino violento), affrontando l’urgente necessità di decolonizzare il giardino – mettendo in discussione la visione antropocentrica e liberando spazio affinché animali e natura possano muoversi senza restrizioni, riconquistando la propria autonomia. Il capitolo dedicato alla “Queer Ecology” (Ecologia queer) si interroga sul motivo per cui la natura viene spesso percepita come intrinsecamente queer, ampliando il discorso sulla diversità e la fluidità all’interno dei sistemi ecologici. Esploriamo poi il concetto di “Botanical” (Botanico) — l’ordinamento e la classificazione degli esemplari vegetali — in opposizione a “Gardens as Spaces for Reflection and Poetry” (Giardini quali spazi di riflessione e poesia), dove i giardini si trasformano in luoghi di introspezione, bellezza e immaginazione creativa.”

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Domenica, 12 Lug 2026 10:00-17:00 |
L'evento si tiene dal 23 Mag 2026 al 08 Nov 2026

La mostra offre uno sguardo sorprendente su numerose collezioni private altoatesine e presenta, attraverso una selezione di esempi significativi, opere di artiste e artisti locali e internazionali, che spaziano dalla prima Età moderna fino all’epoca contemporanea. Al centro dell’esposizione vi sono le collezioniste e i collezionisti stessi: la loro motivazione, il loro impegno nel sostegno alla cultura, il loro mecenatismo e il rapporto privilegiato, talvolta profondamente personale, con determinati artisti e artiste.

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Martedì, 14 Lug 2026 10:00-13:00 | 15:00 - 19:00
L'evento si tiene dal 22 Mag 2026 al 25 Lug 2026

a cura di Francesca Verga e Zasha Colah Il 21 maggio 2026 Ar/Ge Kunst inaugura Solastalgia, mostra di Sofia Melluso e Gianluca Concialdi, che prende forma intorno alle trasformazioni dei luoghi sotto la pressione del turismo globale. A partire da Palermo e in risonanza con il contesto di Bolzano, il progetto si articola in una friggitoria-bar intesa come dispositivo ambiguo, sospeso tra costruzione artificiale e immaginario vernacolare, dove sculture, testi e installazioni attivano una riflessione sulle economie della valorizzazione e sulle loro ricadute materiali e simboliche. Tra seduzione e sfruttamento, folklore e branding, la mostra si muove nello spazio della “solastalgia”: quel sentimento di perdita che si produce mentre si resta, quando i luoghi continuano a esistere ma smettono lentamente di coincidere con sé stessi. Sofia Melluso (Palermo,1992) è un’artista visiva la cui pratica attraversa diversi linguaggi, muovendosi tra ceramica, disegno, scrittura e fotografia. La sua ricerca si sviluppa anche in ambito collettivo, processuale e transdisciplinare, interrogando sistemi di potere e dinamiche di rappresentazione che influenzano soggettività, linguaggi e territori. Fa parte del collettivo ৺ ෴ ර ∇ ❃ ̅ ̅, fondato nel 2020, con cui gestisce uno spazio indipendente a Palermo. Gianluca Concialdi (Palermo, 1981) vive e lavora a Palermo, indaga soprattutto pittura astratta e materiali sperimentali. La sua pratica intreccia pittura, scrittura e installazione: realizza pitture doppie su carta, dense di collage, gouache e spray, in cui storie urbane, erranze, derive e ironia si sovrappongono in un linguaggio visivo che sfida la contemplazione. La doppiezza è implicita nell’opera stessa — un lato nascosto, un lato visibile — e nei titoli degli interventi, spesso poetici e paradossali.

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Domenica, 12 Lug 2026 10:00-22:00 |
L'evento si tiene dal 25 Apr 2026 al 08 Nov 2026

Museion ha il piacere di presentare la prima mostra personale istituzionale in Italia di Evelyn Taocheng Wang (n. 1981, Chengdu). Attraverso una pratica artistica che spazia fra diversi media – tra cui pittura, scrittura, installazione, performance e moda – l’artista, che vive e lavora a Rotterdam, ha sviluppato un linguaggio visivo unico, intriso di poesia, umorismo sottile e profondità critica. Intrecciando tradizioni provenienti dalla storia dell’arte, frammenti di memoria personale e forme artistiche di autofiction, Wang mette in discussione l’idea di autenticità e indaga i modi in cui la cultura viene rappresentata, performata e incarnata. Il repertorio pittorico di Wang attinge a quella che l’artista spiritosamente descrive come la sua “makeup palette di storia dell’arte”, che mescola riferimenti alla sua formazione iniziale in pittura a inchiostro e calligrafia cinesi con le scuole delle arti e delle letterature occidentali, che l’artista ha incontrato dopo essersi trasferita in Europa. Nei suoi lavori affronta temi quali la migrazione, l’assimilazione culturale, l’espressione di genere e l’appartenenza di classe, e li filtra attraverso la sua esperienza di vita, soffermandosi spesso sulla complessità della percezione di sé in rapporto alle narrative imposte dall’esterno. L’attenzione dell’artista per la natura fluida dell’identità e dell’ibridazione culturale trova particolare risonanza in Alto Adige, dove convergono lingue e tradizioni diverse. Per la mostra, Wang ha ideato una scenografia con numerosi nuovi dipinti su media diversi, ispirati a partire dalle sue opere precedenti e dalle impressioni di Bolzano raccolte durante una serie di visite alla città. Una delle sue fonti di ispirazione è stata Piazza delle Erbe, con le sue coloratissime esposizioni di frutta e verdura biologica fresca, che richiamano dei paesaggi in miniatura. Queste composizioni di diversi colori, consistenze e forme – caratteristica che l’artista ha ritrovato negli affreschi medievali di Castel Roncolo e nella Chiesa dei domenicani – trovano un’eco nella sua personale narrazione artistica. Infondendo nei suoi lavori rimandi alle specificità visive di Bolzano e alla sua percezione della cultura italiana, Wang si inserisce nel panorama con umorismo, sensibilità e sfumature poetiche. La capacità di mutare forma, di reimmaginarsi in paesaggi culturali e visivi differenti o nei panni di diverse figure storiche o fittizie, è sempre stata centrale nella pratica artistica di Wang. Questo è particolarmente chiaro nei cinque nuclei principali di opere su cui l’artista ha lavorato per questa mostra. Oltre all’introduzione di riferimenti site-specific nelle sue note imitazioni delle celebri tele a griglia di Agnes Martin, l’artista integra motivi regionali in pitture su seta e capi di abbigliamento del proprio guardaroba. Anche la fiaba dei fratelli Grimm “Il principe ranocchio” continua a essere una fonte di ispirazione per Wang: questa volta inserisce il personaggio ricorrente della Principessa Ranocchio in un paesaggio urbano che ricorda un dipinto di August Macke. Inoltre, amplia la sua serie di quadri basati sul motivo della finestra. Integrando questi dipinti in un’installazione architettonica che mette in equilibrio prospettive interne ed esterne, Wang trasforma il secondo piano del museo in uno “sweet landscape”. L’espressione apparentemente innocente suscitata da un paesaggio gradevole, come suggerisce il titolo della mostra, fornisce lo sfondo su cui gradualmente l’artista sviluppa una sua riflessione più profonda sull’idea di luogo. I suoi lavori sono ricchi di metafore e giochi linguistici e invitano spettatori e spettatrici a un’attenta esperienza di lettura, nella quale i diversi livelli di significato si svelano lentamente. Il titolo rispecchia anche l’indagine svolta dall’artista sui punti di intersezione e divergenza tra le idee occidentali e orientali di pittura paesaggistica. La tradizione letteraria cinese dello “scrivere il paesaggio”, utilizzando pennello calligrafico e inchiostro, è profondamente collegata ai principi taoisti di equilibrio e armonia. Piuttosto che mirare all’imitazione della natura, questa pratica affonda le radici in un approccio caratterizzato da autoriflessione, guarigione e forme di allontanamento dalle strutture del potere politico. A livello filosofico ed estetico, la mostra di Wang invita a compiere una riflessione sul rapporto tra primo piano e sfondo, tra visibile e invisibile, e a percepire i rimandi tra mondo esterno e stati interiori, tra paesaggi esterni e interni. È con questo spirito che l’artista spiega: “Penso alla mia mostra come a un grembo materno immaginario: uno spazio del divenire che mi permette di reagire alla storia di questo luogo”.

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Domenica, 12 Lug 2026 10:00-17:00 |
L'evento si tiene dal 18 Apr 2026 al 08 Nov 2026

Esther Stocker presenta, nell’ultimo livello del mastio, accanto a diverse opere, un’installazione a grandezza naturale appositamente concepita per lo spazio espositivo, che riprende il tema della figura mitica di Atlante intento a sorreggere il globo terrestre.

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Domenica, 12 Lug 2026 10:00-17:00 |
L'evento si tiene dal 17 Apr 2026 al 09 Nov 2026

Storia di un legame vincente I cani sono importanti compagni di caccia, amici fedeli e aiutanti versatili. Il loro istinto e le loro capacità ne fanno partner impareggiabili dell’essere umano. La mostra aiuta a comprendere questo complesso legame, che oltre alla caccia ha influenzato la cultura. Pone al centro il cane da caccia, il suo legame con l’uomo e i diversi ambiti in cui è impiegato.

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Domenica, 12 Lug 2026 09:00-19:00 |
L'evento si tiene dal 01 Apr 2026 al 08 Nov 2026

Le metropoli di Vienna e, in particolare, di Monaco di Baviera hanno lasciato la loro impronta nell’architettura dell’Alto Adige. A ciò ha dato un contributo fondamentale il turismo. Infatti, i vacanzieri e i loro architetti portavano con sé le nuove tendenze nel campo dell’edilizia, che si concretizzavano in ville, palazzi residenziali e alberghi. Sfaccettata eredità del turismo della Belle Époque, molte di queste costruzioni sono oggi tutelate dal vincolo delle Belle Arti. Nel 1906 l’industriale Friedrich Wannieck diede incarico agli architetti di Monaco Alois e Gustav Ludwig di progettare Villa Sangart, a Merano. Di lì a poco, i due fratelli aprirono a Bolzano una filiale del loro studio di architettura. Oltre alla villa e a svariati grand hotel , i Ludwig progettarono edifici commerciali e palazzi culturali. Nel 2022 alcune planimetrie dei fratelli Ludwig furono riscoperte a Merano e donate al Touriseum. Attualmente, il Museo provinciale del turismo sta conducendo, assieme all’Università di Innsbruck, un progetto di ricerca su vita e opere dei due architetti. Per la prima volta, in questa mostra, parte del materiale di ricerca è esposto al pubblico.

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Domenica, 12 Lug 2026 10:00-22:00 |
L'evento si tiene dal 28 Mar 2026 al 13 Set 2026

Museion è lieto di presentare una grande mostra dedicata a Franco Vaccari (Modena, 1936–2025), una delle voci più innovative dell’arte del secondo dopoguerra e dell’arte concettuale in Italia. Riunendo opere fotografiche, video, libri d’artista e materiali d’archivio, la mostra propone per la prima volta un’estesa esplorazione degli ambienti come nucleo centrale della sua pratica artistica. Ideata in occasione di quello che sarebbe stato il novantesimo compleanno dell’artista, l’esposizione rappresenta la prima ampia presentazione istituzionale del suo lavoro in Italia dopo oltre un decennio e lo colloca all’interno di un più ampio discorso internazionale sulla partecipazione del pubblico, che mette in primo piano il ruolo attivo dei visitatori e delle visitatrici nella costruzione stessa dell’opera. Formatosi come fisico prima di dedicarsi all’arte alla fine degli anni Sessanta, Franco Vaccari ha sviluppato una pratica che ha costantemente messo in discussione l’idea dell’opera d’arte come oggetto statico. Piuttosto che produrre opere autonome e compiute, ha concepito i suoi progetti come esposizioni in tempo reale, in cui l’opera si sviluppa nel tempo ed è modellata dalla presenza e dalle azioni del pubblico. Questo approccio attraversa oltre cinquant’anni di produzione artistica, riunendo lavori realizzati con media diversi – dalla fotografia e dal cinema al suono, al video e ai primi progetti basati su internet. Per Vaccari, la tecnologia svolge un ruolo centrale nel modo in cui la realtà viene percepita, ricordata e condivisa. Nel saggio fondamentale Fotografia e inconscio tecnologico (1979), Vaccari ha descritto questo approccio artistico come un “occultamento dell’autore”. Anziché presentare un’opera finita, egli crea le condizioni affinché il significato emerga attraverso l’interazione, il caso e la presenza collettiva. Il pubblico non è quindi un osservatore passivo, ma una componente essenziale dell’opera stessa. Questo principio trova la sua espressione più compiuta negli ambienti di Vaccari: architetture spesso temporanee che trasformano gli spazi espositivi in luoghi di esperienza. Realizzati senza un intento progettuale o architettonico specifico, ma spesso costruiti con materiali di uso quotidiano o di recupero, questi lavori restano aperti all’imprevedibilità, privilegiando ciò che accade al loro interno rispetto alla loro struttura fisica. La mostra è suddivisa in nuclei tematici e si sviluppa attraverso una sequenza di ambienti e altre opere che esplorano aspetti chiave della pratica di Vaccari. Temi come le tracce lasciate dalle persone, l’inconscio collettivo e la formazione della memoria guidano sia la lettura delle opere sia il progetto espositivo, realizzato da Fosbury Architecture. Il percorso si apre con progetti incentrati sull’oscurità come modalità di avvicinamento all’inconscio e al mondo del sogno, invitando il pubblico a una “discesa” interiore, al tempo stesso metaforica e reale. In questo contesto attenuato, la percezione rallenta e le modalità abituali di visione lasciano spazio a un’esperienza più attenta e sensoriale. Ambienti come La Scultura Buia (1968), Esposizione in tempo reale n. 19, Codemondo (1980) ed Esposizione in tempo reale n. 20, Ambiente grigio multiuso, scatola per sondare lo spazio vicino e lontano (1987) creano situazioni in cui l’esperienza personale diventa parte di uno spazio condiviso. La mostra prosegue con ambienti che affrontano l’interesse di Vaccari per le tracce della presenza umana negli spazi pubblici urbani e per le dinamiche sociali delle comunità temporanee. Accanto al progetto iconico Esposizione in tempo reale n. 4, Lascia su queste pareti una traccia fotografica del tuo passaggio, presentato alla Biennale di Venezia del 1972, e al suo sviluppo Photomatic d’Italia (1972–75), ambizioso progetto realizzato attraverso cabine fotografiche installate in spazi pubblici in tutta Italia, la mostra presenta anche Esposizione in tempo reale n. 21, Bar Code – Code Bar (1993) e Mini cinema (2003). Queste opere esplorano l’interazione sociale, i comportamenti collettivi e i momenti di incontro spontaneo. Nel corso dell’esposizione, gli ambienti di Vaccari non sono presentati come ricostruzioni statiche, ma come situazioni riattivate, fedeli alle intenzioni originarie dell’artista e capaci di dialogare con il pubblico contemporaneo. La collezione di Museion comprende circa venti opere di Franco Vaccari, per la maggior parte provenienti dall’Archivio di Nuova Scrittura donato al museo nel 2020. Questo nucleo include alcuni dei primi lavori verbo-visivi che segnano gli esordi di Vaccari come poeta visivo e che già prefigurano il suo interesse costante per il linguaggio, le tracce e la presenza umana. L’inclusione di alcune di queste opere in mostra sottolinea la continuità tra la sua ricerca iniziale e il patrimonio stesso del museo. Franco Vaccari Franco Vaccari nasce a Modena il 18 giugno 1936 e riceve una formazione scientifica, laureandosi in fisica. Dopo aver avviato la sua carriera artistica come poeta visivo, nel 1969 realizza la prima Esposizione in tempo reale, introducendo il concetto che diventerà centrale nella sua pratica. La sua pratica si articola attraverso diversi approcci, ma è frequentemente interpretata nell’ambito del realismo concettuale. Tra le sue opere più celebri figura Esposizione in tempo reale n. 4, Lascia su queste pareti una traccia fotografica del tuo passaggio, presentata in una sala personale all’interno del Padiglione Centrale della Biennale di Venezia nel 1972; Vaccari tornerà alla Biennale con sale personali anche nel 1980 e nel 1993. Accanto alla produzione artistica, Vaccari ha sviluppato un’importante attività teorica, pubblicando testi fondamentali come Duchamp e l’occultamento del lavoro (1978) e Fotografia e inconscio tecnologico (1979). Il suo lavoro è stato presentato a livello internazionale in mostre e istituzioni di primo piano, tra cui la Biennale di Gwangju in Corea del Sud, la Kunsthalle Basel, il Musée de l’Elysée di Losanna, Mostyn in Galles, la Fondazione Morra Greco di Napoli e la Triennale di Milano, tra le altre. Franco Vaccari è scomparso nel 2025.

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Domenica, 12 Lug 2026
L'evento si tiene dal 20 Feb 2026 al 31 Gen 2027

A cura del Gruppo Museion Passage in collaborazione con l’artista Eduard Habicher Museion Passage inaugura il suo programma 2026 con Eduard Habicher. Memory in Motion (20 febbraio 2026 – 31 gennaio 2027), un percorso espositivo che trasforma il museo in uno spazio dove le sculture dialogano con l’architettura e lo spazio circostante. Eduard Habicher è una figura di riferimento della scultura contemporanea altoatesina, con una presenza consolidata a livello internazionale. È noto soprattutto per le sue opere di grande formato in spazi pubblici, caratterizzate da una forte presenza nello spazio e da un dialogo sensibile con l’ambiente circostante. Le sue opere sono permanentemente esposte in numerose sedi, tra cui le Terme di Merano, la Fundación Pablo Atchugarry in Uruguay, e in diversi luoghi di Berlino, Italia e Austria. Per Museion Passage, Habicher ha realizzato quattro sculture monumentali: Hommage, Passage, Geöffnet–aperto e Pro-tetto. Le opere sono composte da profili industriali e acciaio inox, materiali tradizionalmente associati a razionalità, stabilità e funzionalità. Grazie a una lavorazione precisa, i materiali vengono piegati, aperti e riequilibrati, dando vita a linee scultoree che trasmettono una sorprendente leggerezza nonostante la loro massa. Elemento centrale del lavoro di Habicher è l’uso distintivo del rosso. Questa “linea rossa” attraversa anche le sculture di Passage, estendendosi nello spazio, definendolo e collegando visivamente le singole opere. Collocate direttamente nello spazio, senza piedistalli, le sculture dialogano con i visitatori, integrandosi nell’ambiente e nel percorso quotidiano che lo attraversa. Movimento, apertura ed esperienza dello spazio sono al centro di Memory in Motion. Museion Passage, aperto e liberamente accessibile, invita a un incontro con l’arte senza barriere: visitatori e visitatrici possono muoversi tra le sculture o soffermarsi ad ammirarle con attenzione. Con questa mostra, Museion inaugura anche la prima iniziativa della campagna regionale Museiopolis. Ispirata all’idea della polis come spazio urbano condiviso, Museiopolis si propone come invito a integrare arte e cultura nella vita quotidiana della città e della regione: aperta, accessibile e in dialogo continuo con la società. Eduard Habicher Nato a Malles (Val Venosta) nel 1956, Eduard Habicher si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Vive e lavora a Riffiano (BZ). Habicher ha realizzato mostre personali in numerosi musei e gallerie italiane, tra cui la Galleria Civica di Trento (1993), la Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Arezzo (1993), il Museo della Scultura Contemporanea di Matera (2006), e la Galleria d’Arte Moderna G. Carandente a Palazzo Collicola di Spoleto (2024). Nel 2025 ha avuto una mostra personale nella prestigiosa collezione privata Dolezal, nell’ambito di viennacontemporary. Le sue sculture monumentali sono esposte permanentemente sia in spazi pubblici sia in istituzioni private, come le Terme di Merano e la Fundación Pablo Atchugarry in Uruguay. Altre installazioni si trovano a Berlino, lungo le rive della Sprea, nel cortile di Wallstrasse 16, e al Campus del Centro Europeo per le Energie Alternative (EUREF); in Italia, al Museo della Cultura e Storia Provinciale dell’Alto Adige a Castello di Tirolo, in Piazza Vittoria a Spoleto, nel Museo Diffuso all’aperto di Albisola e a Laives; in Austria, a Feldbach, in Gleichenbergerstrasse, e al centro culturale Kugelmühle. Nel 2017 ha realizzato un’opera di grande formato nella Cattedrale di Bolzano in memoria dell’antifascista J. Mayr-Nusser. Nel 2016 Habicher ha ricevuto il primo premio per la scultura Misurare lo spazio al Palazzo Ducale di Gubbio, e nel 2018 ha vinto il concorso per la realizzazione di una scultura in Piazza Castello all’interno del Palazzo Ducale di Mantova. Nel 2023 è stato eletto Accademico Nazionale dell’Accademia di San Luca a Roma.

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Domenica, 12 Lug 2026 10:00-18:00 |
L'evento si tiene dal 10 Feb 2026 al 07 Feb 2027

Un mondo nascosto I funghi sono tra i protagonisti più antichi e al tempo stesso più invisibili della vita sulla Terra. La mostra temporanea FUNGA invita a scoprire questo regno autonomo andando oltre i corpi fruttiferi e l’idea dei funghi come semplice alimento. L’esposizione racconta come i funghi, attraverso reti di micelio, guidino i cicli ecologici, costruiscano i suoli e rendano possibili simbiosi fondamentali per la vita terrestre. Dalle loro origini remotissime alla loro influenza sull’evoluzione degli ecosistemi, il percorso mette in luce il ruolo chiave dei funghi nella natura e il loro stretto legame con l’essere umano, dal microbioma della pelle e dell’intestino fino alla salute e alla malattia. Accanto all’approccio scientifico, FUNGA apre anche a prospettive culturali: i funghi come rimedi tradizionali, elementi di rituali e miti, ma anche come potenti simboli nell’arte e nella cultura pop contemporanea. Le più recenti ricerche su materiali sostenibili e applicazioni biotecnologiche conducono infine lo sguardo verso il futuro. FUNGA è un invito a osservare il mondo da una nuova prospettiva: interconnessa, complessa e sorprendentemente viva.

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Domenica, 12 Lug 2026 10:00-18:00 |
L'evento si tiene dal 25 Nov 2025 al 08 Nov 2026

L’archeologia racconta la storia – ma a volte diventa essa stessa parte della storia. Tra il 1920 e il 1972, in Alto Adige, i diversi regimi politici utilizzarono ritrovamenti e scavi archeologici per legittimare le proprie ideologie. Così, mentre gli scienziati italiani di stampo fascista presentavano le testimonianze romane come prova delle radici latine della regione, i ricercatori nazionalsocialisti interpretavano i ritrovamenti preistorici come conferma di un presunto passato “germanico”. La scienza finì così nel vortice della politica: gli oggetti furono sovra interpretati in chiave ideologica, gli scavi trasformati in strumento di propaganda e la ricerca privata della sua autonomia. Le conseguenze di questo conflitto culturale si fecero sentire anche dopo la fine della seconda guerra mondiale. La mostra temporanea UNDER PROPAGANDA palesa questo complesso e controverso capitolo della storia dell’archeologia altoatesina. Per la prima volta numerosi reperti degli anni 1920–1972 vengono presentati al pubblico, riletti in chiave critica con criteri scientifici aggiornati. I documenti d’archivio e le postazioni interattive raccontano accanto ai reperti le pratiche di ricerca del passato. Per i più giovani è previsto un percorso “underground”: un’avventura che svela in oggetti appositamente selezionati storie inattese. Un’occasione per riflettere su come il passato sia stato strumentalizzato e per guardare con occhi nuovi le testimonianze archeologiche che ancora oggi hanno molto da raccontare. La mostra invita a riscoprire l’importanza di una ricerca libera e indipendente ricordandoci quanto possa essere stimolante osservare i reperti archeologici con occhi critici e consapevoli. Un ricco programma di attività e iniziative collaterali per adulti e bambini offre diversi modi di avvicinarsi alla mostra, pensati per differenti tipi di pubblico. La mostra si rivolge sia a un pubblico specializzato e interessato, sia al grande pubblico, ed è aperta da martedì 25 novembre 2025 fino a domenica 8 novembre 2026.

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Castello

Residenza dinastica dei conti del Tirolo, il castello ha dato il nome all'intera regione. La sua realizzazione risale alla seconda metà dell'XI secolo. Il percorso museale è incentrato sulla storia del Tirolo dai primordi ai giorni nostri. Nel palazzo meridionale si trovano i due portali romanici, mentre nella cappella del castello, intitolata a San Pancrazio ed edificata su due piani, notevoli pitture murali gotiche. Nel mastio è possibile ripercorrere la storia dell’Alto Adige nel XX secolo.

Castello

Castel Presule, un tempo residenza dinastica dei signori Völs-Colonna, ospita, accanto a dipinti e disegni del XIX e XX sec. della raccolta “Cà de Bezzi”, una collezione d’armi del XIX secolo, dipinti della Donazione Lotte Copi e la mostra permanente di ritrovamenti archeologici "finff Majolica Schaln".

Castello

Il castello risale al 1140. Il percorso propone gli affreschi del “Ciclo di Ivano” (XIII sec.), primissima testimonianza della cultura profana e cavalleresca di area tedesca, la sala nuziale e la cappella riccamente dipinte, l’ampia biblioteca e una raccolta di dipinti, stemmi e armi.

Castello

Castel Roncolo risale al XIII sec. Oltre al celebre ciclo di affreschi profani risalenti al Medioevo e a oggetti dalla vecchia armeria, si possono periodicamente ammirare mostre temporanee su temi di storia culturale.

Museo

A chi lo visita, Capriz, il caseificio da vivere, permette di immergersi con tutti i sensi nel mondo della produzione di formaggio di capra. Negli ambienti espositivi a pianterreno e nel piano interrato è rappresentato l’intero processo, dalla capra che fornisce la materia prima, passando per il latte come prodotto di partenza fino alla forma di formaggio finita e al suo adeguato stoccaggio. Un ruolo speciale lo giocano elementi interattivi.

Museo

La Casa di via Bari 11 è uno dei pochi esempi ancora esistenti a Bolzano delle centinaia di case “semirurali” costruite alla fine degli anni Trenta e demolite a partire dagli anni Ottanta del Novecento per far posto a costruzioni a maggiore intensità abitativa. Da parte degli abitanti del quartiere delle Semirurali non è mai venuta meno la richiesta di conservarne la memoria. Il percorso espositivo, aperto al pubblico nel 2015, propone un viaggio nella storia di questo luogo attraverso fotografie, filmati, mappe, modellini tridimensionali e la suggestiva narrazione di storie di vita quotidiana.

Castello

Castel Monteleone è una fortificazione del XIII secolo, ampliata nei secoli XVI, XVII e XVIII. Un percorso storico-artistico che si snoda attraverso giardini, cortili e sale offre un viaggio nei secoli, dal medioevo al periodo del rococò.

Museo

Orologi a muro, opere in legno intagliato, maschere, tappi di bottiglia, cavatappi, pipe, macinini per il caffè e utensili da cucina, oggetti religiosi, oldtimer e motociclette, come ad esempio diversi modelli di Vespa: fanno tutti parte della collezione privata della famiglia Trebo. Gli oggetti raccontano storie vecchie anche di 150 anni e sono disseminati nei diversi locali dell’hotel. Un paradiso per i nostalgici!

Museo

L’Archeoparc Velturno testimonia una storia insediativa che, a partire dal neolitico, abbraccia tutte le più importanti epoche e culture. Sepolture e resti di attività di produzione della ceramica parlano di coltivatori e allevatori le cui storie risalgono fino al 5000 a.C.

Museo

La mostra Archimod presenta una cinquantina di modelli architettonici della Provincia Autonoma di Bolzano (piazze, scuole, palazzi per uffici, musei, complessi residenziali, ospedali, strade, gallerie, ponti), realizzati nell’arco degli ultimi 25 anni o in fase di progettazione o costruzione. Archimod è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici (treno, autobus) e ben visibile grazie alla grande scritta sulla facciata.

Museo

Il percorso espositivo "BZ '18–'45. Un monumento, una città, due dittature", aperto al pubblico nel luglio del 2014, illustra la storia del Monumento alla Vittoria, eretto a Bolzano dal regime fascista tra il 1926 e il 1928 su progetto di Marcello Piacentini. Vengono ripercorse le vicende storiche locali, nazionali e internazionali degli anni compresi tra le due guerre mondiali (1918–1945), legate in particolare modo all’avvicendarsi di due dittature (quella fascista e quella nazionalsocialista) e vengono illustrati i radicali mutamenti urbanistici operati nella città di Bolzano, a partire dalla fine degli anni Venti. Il percorso espositivo affronta, infine, il difficile rapporto di convivenza di una così ingombrante eredità dell’epoca fascista con il territorio, nel mutato quadro politico e sociale della seconda metà del Novecento fino ai giorni nostri.

Museo

“Nessuno ha il diritto di obbedire”: da fine 2017 questa citazione della filosofa politica e scrittrice Hannah Arendt (1906-1975) spicca, in italiano, tedesco e ladino, sull’edificio degli Uffici finanziari di piazza del Tribunale a Bolzano. Esso si contrappone al carattere autoritario del monumento fascista e al suo motto “Credere, obbedire, combattere”. Integrata da esaurienti spiegazioni realizzate da una commissione di storici poste su stand informativi sulla piazza, la scritta progettata da Arnold Holzknecht e Michele Bernardi intende dare nuovo significato al bassorilievo monumentale dell’artista di Chiusa Hans Piffrader (1888-1950), rendendolo un’occasione educativa.

Museo

Sito in un ex bunker dell'epoca fascista, poi utilizzato dalla NATO durante la Guerra Fredda, il Bunker Museum tematizza in primo luogo la struttura stessa e il suo retroscena storico. Sotto la lente è posta anche la storia segreta della Guerra Fredda. Il museo espone prevalentemente oggetti che un tempo facevano parte dell'equipaggiamento del bunker, come impianti radio, telefoni da campo, armi, razioni alimentari, ecc. In futuro tuttavia l'esposizione si focalizzerà non tanto sull'aspetto militare, ma sul tema dei confini.

Castello

Il palazzo del XVI secolo fu fino al 1803 residenza estiva dei principi vescovi di Bressanone. Particolari attrazioni sono i preziosi arredi rinascimentali (pannelli lignei, stufe, affreschi) e una collezione di opere d’arte risalenti ai secoli XV–XX. La struttura è gestita da Castel Tirolo.

Castello

Il Castello Principesco è situato ai piedi del Monte Benedetto, nel cuore della città. Il Castello, completamente ricostruito dall’arciduca Sigismondo d’Austria intorno al 1470, venne in seguito utilizzato dai Principi del Tirolo come alloggio durante la loro permanenza a Merano. A partire dal 1875, dopo un provvidenziale intervento di salvaguardia che ne impedì l’abbattimento, questa storica residenza fu sottoposta ad un ampio restauro. Oggi il Castello Principesco offre una preziosa occasione per studiare abitudini e modi di vita del tardo Medioevo: arredi di uso quotidiano, utensili da cucina, una delle più antiche stufe di maiolica giunte fino a noi, ritratti, strumenti musicali e armi consentono di toccare con mano un passato ormai remoto.

Museo

Il Centro di documentazione "Culten" tematizza l'insediamento dell'età del bronzo e del ferro (1400-600 a.C.) - poi trasformato in luogo per olocausti - sul "Kirchbichl" a Santa Valpurga/Ultimo, presentando la storia insediativa della valle e reperti di diverse epoche.

Castello

Il castello di Scena (XIV–XVIII sec.) fu residenza dall’arciduca Giovanni d’Asburgo. Custodisce collezioni su storia, cultura e arte tirolesi, armi storiche, arredi originali e dipinti. Nel sottostante mausoleo neogotico si trova la tomba dell’arciduca.

Museo

Il Centro visite racconta i forti contrasti e la varietà di ambienti che contraddistinguono questo parco. Qui si sperimenta in piccolo il mondo del parco. Lo stagno, gli aquari, il canale di irrigazione tipico, detto "Waal", pietre, preparati di animali, pannelli verticali e box per esperienze tattili invitano a scoprire la natura.

Museo

Il Centro visite “Lahner Säge” del Parco Nazionale dello Stelvio illustra quanto sia essenziale l’ecosistema “bosco” per l’uomo e la natura. Nell’antica segheria ad acqua alla veneziana, ora restaurata, i tronchi vengono trasformati in tavole, mentre la macina trasforma i chicchi di grano in farina.

Museo

Il Centro visite è ospitato in un vecchio mulino elettrico ristrutturato. L’esterno del Centro comprende un’area con la tipica vegetazione su substrato calcareo e porfirico e dispone di uno stagno per anfibi, di un orto con erbe medicinali e di un piccolo campo di grano.

Museo

Il Centro visite è dedicato alla geologia delle Dolomiti e all’alpinismo di Reinhold Messner. Nell’area "Meraviglie della natura" è possibile scoprire animali e erbe, pellicce di animali, uova di volatili, penne, dentature e corna.

Museo

Il Centro visite, situato nell'ex-Grand Hotel di Dobbiaco, spiega i paesaggi naturali e culturali dell'area protetta, l'attività alpinistica e turistica sviluppatasi in questo territorio e gli avvenimenti bellici avvenuti lungo il fronte dolomitico. La mostra permanente dedicata alle Dolomiti Patrimonio Mondiale UNESCO illustra per quale motivo ampie aree delle Dolomiti sono state dichiarate Patrimonio mondiale dell'UNESCO ed evidenzia le particolerietà geologiche e i fantastici scenari paesaggistici del Parco naturale.

Museo

Nel visitare Certosa l’impianto dell’antico convento è ancora riconoscibile. Davanti al chiostro un film della durata di 9 minuti racconta con immagini poetiche le alterne vicende storiche della certosa. Arte nella Certosa: Ogni anno, circa dalla metà di luglio alla fine di agosto, il chiostro ospita una mostra di artiste e artisti altoatesini.

Museo

Il museo espone tecnologia cinematografica e televisiva: macchine di proiezione di varie epoche, telecamere, moviole, banchi di montaggio, videoproiettori, pellicole film, ecc., nonché documenti storici, manifesti, documentari e altre testimonianze della storia del cinema nella regione. Propone rassegne cinematografiche, conferenze, attività di mediazione e didattiche e restauro film.

Museo

Il Museo Dolomythos introduce nel mondo delle Dolomiti Patrimonio naturale dell’umanità Unesco, delle quali illustra la genesi, ed esplora, presentandole, le specificità geologiche e il mondo vegetale e animale dei “monti pallidi”. Per mezzo di ricostruzioni, rappresenta inoltre i dinosauri come antichi abitanti delle Dolomiti. Ulteriori temi sono i miti e le leggende sulle Dolomiti e il mondo delle erbe. In un apposito percorso, i bambini possono intraprendere una caccia al tesoro e cercare fossili, cristalli e oro.

Museo

La mostra all'aperto Fossilia mostra i più bei reperti della zona di Meltina e testimonia i complessi fenomeni geologici avvenuti nel corso di milioni di anni. Particolarmente interessanti sono i resti fossili di alberi. Testi esplicativi e una stazione audio permettono di scoprire la mostra anche autonomamente. Visite guidate di gruppo su richiesta contattando l'Ufficio turistico di Meltina

Galleria d arte

La Fondazione Antonio Dalle Nogare nasce per promuovere l’arte contemporanea, intesa come linguaggio per leggere i cambiamenti della società, come strumento di dialogo tra arte, architettura, innovazione e ricerca artistica. Il connubio di arte e architettura è evidente anche nella sede progettata dagli architetti Walter Angonese e Andrea Marastoni. La Fondazione espone periodicamente parti della collezione di arte astratta e concettuale del suo fondatore e ospita mostre temporanee. Organizza attività didattiche e visite guidate, promuove residenze d'artista ed aderisce a manifestazioni intermuseali.

Museo

Con la sua imponente struttura e il labirinto di stanze, corridoi e scale, il Forte di Fortezza è considerato una delle più interessanti fortificazioni dell’area alpina e un capolavoro dell’architettura bellica austriaca. Edificato tra il 1833 e il 1838, ha vissuto alterne vicende, finché nel 2008 non è stato aperto al pubblico. Da allora ospita mostre d’arte e di architettura di portata regionale e internazionale e diverse manifestazioni. La mostra permanente "Cattedrale nel deserto" offre sguardi nella realizzazione del Forte e negli effetti che questa ha avuto sulla zona circostante. Al suo areale appartiene anche il Bunker n. 3, che si nasconde sotto un fitto strato di vegetazione in un tratto di bosco sul suo perimetro orientale e si può visitare su prenotazione.

Museo

Il GEOMuseo di Redagno, allestito nell’edificio "Peter Rosegger", situato nei pressi della chiesa di Redagno di Sopra, espone i più importanti reperti fossili provenienti dal GEOPARC Bletterbach e le sue caratteristiche rocce.

Museo

Il GEOPARC Bletterbach rientra nelle Dolomiti Patrimonio Mondiale Unesco e si estende su una superficie complessiva di 818 ettari. Nel suo paesaggio unico si trovano fossili di piante e orme di sauri. Nell’areale e nel centro visitatori sono illustrate questa particolare geologia e geomorfologia.

Galleria d arte

SKB Artes si propone come luogo in cui l’arte contemporanea viene presentata, mediata e discussa. Attraverso il suo programma, che abbraccia l'arte contemporanea, la letteratura, la musica e l'architettura in tutte le sue forme espressive, SKB Artes intende rendere accessibile lo spettro dell'arte sudtirolese. SKB Artes si considera un ponte di scambio tra artisti, curatori, esperti d'arte di tutte le discipline e un pubblico diversificato. Come luogo artistico non commerciale, SKB Artes esplora le correnti artistiche contemporanee e mette in contatto i suoi membri con artisti di altre discipline e paesi. Grazie ai suoi legami internazionali con istituzioni artistiche e reti simili, SKB Artes promuove la sofisticata promozione di nuove forme d'arte e il dialogo con il pubblico dentro e fuori dall'Alto Adige. I locali storici offrono spazio per ampie esposizioni collettive come anche per esposizioni individuali dei membri. Allo stesso tempo, vengono presentate iniziative nel campo della letteratura, della composizione musicale e dell'architettura, creando così interconnessioni. Viene esplorato lo sviluppo e i progetti di una concezione estesa dell'arte al fine di contribuire e promuovere una scena culturale vivace, sia attraverso i suoi membri che oltre. SKB Artes si trova a Bolzano, non lontano dal centro storico. Gli spazi storici generosi nel Deutschhaus in via Weggenstein si suddividono in un'area espositiva di circa 400 m2, che può essere utilizzata in modo integrato o modulare, e una biblioteca che contiene un vasto assortimento di opere letterarie di autori sudtirolesi, monografie di artisti e opere collettive. SKB Artes inaugura nel 2024, assumendo così l'eredità della Galleria Prisma (1989 - 2023). Grazie alla lunga storia del Südtiroler Künstlerbund (fondato nel 1946) e alla sua consolidata collaborazione, SKB Artes può contare fin dall'inizio non solo sui suoi 450 membri, ma anche su una vasta rete di partner nel settore artistico, nella gestione delle mostre, nell'economia e nella scienza.

Museo

Realizzato nel 1940-41 dal regime fascista per scopi difensivi, il bunker è un’impressionante fortificazione sotterranea su più piani costituita da una lunga rete di gallerie che collegano postazioni di tiro e ampi spazi interni. Nella parte iniziale è allestita una galleria espositiva di immagini (Gampen Gallery), mentre l’interno ospita tra l’altro un’esclusiva collezione di minerali.

Galleria d arte

Il Giardino di sculture di Sieglinde Tatz Borgogno all'interno di un piccolo terreno boschivo a Pochi di Salorno è il risultato di una lunga e intensa fase creativa dell'artista. Vi si possono ammirare e toccare centinaia di figure femminili e alcune figure maschili, fatte prevalentemente di bronzo e di dimensioni diverse, alcune molto piccole, altre molto grandi, sedute, sdraiate, in piedi. Il giardino inoltre regala un panorama stupendo sulla sottostante Val d'Adige. Ulteriori informazioni presso l'Ufficio turistico Castelfeder.

Galleria d arte

Il Kunstforum Unterland - Galleria della Comunità Comprensoriale Oltradige/Bassa Atesina presenta, nei suoi spazi medievali sotto i portici di Egna, mostre d'arte contemporanea di caratura sia locale che internazionale. Diverse posizioni artistiche vengono presentate attraverso sei appuntamenti annuali. La galleria è diventata un punto d'incontro e di riferimento per gli operatori e amanti del settore.

Museo

Questo museo a 2.275 metri di altitudine, in cima al Plan de Corones nei pressi di Brunico, nelle Dolomiti, è dedicato alla fotografia di montagna. Il percorso si snoda su 1.800 metri quadrati e quattro piani, alla scoperta della storia della fotografia di montagna dagli inizi ad oggi, e propone opere artistiche di fotografi e fotografe da tutto il mondo, fotografie storiche, innovazioni digitali, mostre temporanee e allestimenti scenografici.

Museo

Sito nei locali della parrocchia di Lappago, il museo permette di conoscere l’acqua con tutte le sue qualità e i suoi segreti e richiama l’attenzione su ciò che è casuale e marginale, ovvero sulle piccole cose che si incontrano nella natura.

Museo

Guide con una formazione specifica sul tema del marmo presentano curiosità e informazioni interessanti sulla genesi, la storia, la pericolosa estrazione e la lavorazione dell’“oro bianco”, il pregiato marmo di Lasa. Tutti i giorni diverse visite guidate partono direttamente dalla stazione ferroviaria di Lasa.

Galleria d arte

Aperta tutto l'anno, Merano Arte presenta nei suoi 500 mq di superficie espositiva, distribuita su tre piani, le ricerche contemporanee più attuali in ambito di arte figurativa, architettura, letteratura, musica, fotografia e nuovi media. La struttura è gestita dall'associazione culturale Merano Arte che in collaborazione con istituzioni pubbliche e partner privati ne organizza la programmazione.

Museo

Situato sul Plan de Corones (2275 m), al margine del più spettacolare altopiano panoramico dell’Alto Adige, il MMM Corones è dedicato all’alpinismo tradizionale, disciplina che ha plasmato ed è stata plasmata in maniera decisiva da Reinhold Messner. La vista mozzafiato sulle Alpi, che si gode dall’inconfondibile edificio progettato da Zaha Hadid, è parte integrante dell'esperienza museale: lo sguardo spazia in tutte e quattro le direzioni cardinali, anche oltre i confini provinciali, dalle Dolomiti di Lienz a est fino all’Ortles a ovest, dalla Marmolada a sud fino alle Alpi della Zillertal a nord.

Museo

Il cuore del circuito museale ideato da Reinhold Messner trova spazio tra le antica mura di Castel Firmiano, rese accessibili da una struttura moderna in vetro e acciaio. Il percorso espositivo si snoda tra le torri, le sale e i cortili della rocca, offrendo al visitatore una visione d'insieme dell'universo montagna. Opere, quadri, cimeli e reperti naturali raccontano lo stretto rapporto che unisce l'uomo alla montagna, l'orogenesi delle catene montuose ed il loro disfacimento, il legame tra montagna e religione, la maestosità delle vette più famose del mondo, la storia dell'alpinismo dagli inizi fino all'odierno turismo alpino.

Museo

Arroccato su un'altura nella splendida val Venosta, Castel Juval ospita il museo che Reinhold Messner ha voluto dedicare al “mito” della montagna. Per molti popoli in tutto il mondo la montagna è sacra, dall'Olimpio all'Ararat, dal Sinai al Kailash, dal Fujiama in Giappone all'Ayers Rock in Australia. Il museo custodisce una raccolta di dipinti con vedute delle grandi montagne sacre, una preziosa collezione di cimeli tibetani e di maschere provenienti dai cinque continenti, la stanza del Tantra e, nei sotteranei, le attrezzature usate da Reinhold Messner nelle sue spedizioni. Nei pressi del museo, bello ed emozionante, si possono visitare i vigneti in pendenza dell'azienda agricola Unterortl e la trattoria Schlosswirt Juval che serve piatti tipici.

Museo

Dedicato al tema del ghiaccio e allestito in una moderna struttura sotterranea, il museo è situato a Solda, a 1900 metri di quota, ai piedi dalla vedretta dell'Ortles, che la famosa carta del Tirolo disegnata nel 1774 da Peter Anich indicava come la “Fine del mondo”. Nel MMM Ortles incontriamo il terrore del ghiaccio e dell'oscurità, i miti dell'uomo delle nevi e del leone delle nevi, il white out e il terzo polo, in un viaggio attraverso due secoli di storia degli attrezzi da ghiaccio, dello sci, dell'arrampicata su ghiaccio e delle spedizioni ai poli. MMM Ortles espone la più vasta collezione di dipinti con vedute dell'Ortles. La trattoria Yak&Yeti, situata accanto al museo, propone specialità delle montagne sudtirolesi e himalayane.

Museo

Nel Castello di Brunico, situato sulla collina a sud del capoluogo della val Pusteria, Reinhold Messner ha allestito il penultimo dei suoi sei musei dedicati alla montagna. Circondato da masi contadini, il castello ospita il museo dei popoli di montagna. Dal museo MMM Ripa (in lingua tibetana “ri” sta per montagna e “pa” per uomo) si gode una splendida vista su Plan de Corones, luogo di forte richiamo turistico, sul paesaggio rurale della valle Aurina e sulle Alpi della valle di Zillertal. Il moderno alpinismo è nato 250 anni fa, ma è da più di 10.000 anni che l'uomo abita e frequenta i rilievi montuosi. Da principio ci si recava per cacciare, poi per condurre mandrie e greggi di pascolo in pascolo, quindi vi si stabilì per lavorare la terra e allevare bestiame. Stabilitisi tra i fondali delle valli e i pascoli estivi, i popoli di montagna hanno saputo sviluppare una propria arte della sopravvivenza, una cultura che, al contrario della cultura urbana, si basa sulla responsabilità personale, sulla rinuncia al consumo, sul mutuo aiuto. È a questo modo di vivere, che solo all'osservatore superficiale può apparire diverso da luogo a luogo, che Reinhold Messner dedica il museo MMM Ripa.

Museo

Nel medioevo la miniera di Villandro era annoverata tra le aree di estrazione del minerale più significative del Tirolo. Dopo la sua chiusura all’inizio del XX secolo cadde nell’oblio. Con un faticoso lavoro, l’Associazione culturale e museale di Villandro l’ha resa nuovamente accessibile al pubblico. È possibile visitare diverse gallerie nell’ambito di visite guidate.

Museo

Il Mondo del Loden presenta ai visitatori l’intero processo che dalla pecora porta al capo di abbigliamento finito. Utensili storici raccontano la storia della produzione delle stoffe, l’attività di filatura delle donne, i viaggi dei venditori ambulanti di panni e la follatura del Loden.

Museo

La zona di Aldino era un tempo sede di innumerevoli mulini, brillatoi e pestini, poiché la coltivazione dei cereali rappresentava la più importante fonte di sostentamento. Lungo il rio Thal ora alcuni di essi, riattivati, sono accessibili al pubblico.

Galleria d arte

Nel 2017 il magistrato, imprenditore e collezionista bolzanino Josef Kreuzer donò alla Provincia di Bolzano la sua collezione di oltre 1.500 opere di circa 300 artisti del Tirolo, dell’Alto Adige e del Trentino, insieme al palazzo che la ospita in pieno centro storico a Bolzano, a condizione di farne un museo accessibile al pubblico. A pianterreno è stato ricavato un ambiente per mostre temporanee d’arte, lo Spazio Eccel Kreuzer.

Museo

Il Museo Mansio Sebatum è dedicato all’insediamento romano di San Lorenzo. I reperti esposti offrono una panoramica della vita nell’antica stazione di sosta di “Sebatum”, con le sue terme, il suo mercato e i suoi scambi, oltre che dei riti funebri e del mondo delle divinità dei Romani.

Museo

Il museo espone schizzi e bozzetti dei numerosi affreschi, oltre a studi, acquerelli e lavori di grafica del famoso pittore sudtirolese Rudolf Stolz (1874–1960), nonché dipinti del fratello Albert Stolz e propone ogni anno mostre temporanee con opere di artisti prevalentemente di area tirolese.

Museo

Il museo Uomo nel tempo ripercorre la vita dell’uomo in Alto Adige dall’età della pietra fino al recente passato. Le diverse epoche sono rappresentate attraverso innumerevoli oggetti originali, esperimenti e animazioni. Mostre temporanee a cadenza annuale offrono sguardi nell’ampia collezione.

Museo

Il museo illustra la storia naturale e culturale della Val Gardena: nascita delle Dolomiti, antiche testimonianze archeologiche, una collezione di sculture lignee gardenesi, vita e opere di Luis Trenker, regista e attore di film di montagna, la tela quaresimale di San Giacomo e la camera da letto “Bierjun” del tardo Medioevo.

Museo

Sito al secondo piano della Residenza Lächler, sopra l'associazione turistica, il museo intende essere un centro di ricerca, documentazione e informazione sul costume tradizionale ("Tracht") di Castelrotto e sulla sua storia. Espone costumi tradizionali del XVIII, XIX e XX sec. e parti di essi nonché una ricca raccolta di immagini storiche. Ospita mostre temporanee, organizza visite guidate, conferenze e corsi e collabora con associazioni del settore.

Museo

In questo museo privato della famiglia Schmid, attrezzi e utensili illustrano lo sviluppo della viticoltura e della lavorazione del vino, della lotta antiparassitaria e dell’agricoltura nel Burgraviato, nonché la tradizione della produzione dello speck.

Museo

Nel museo della Collegiata l’arte sacra della chiesa, il tesoro del Duomo, i libri risalenti ai sec. XV–XVIII e una significativa raccolta di manoscritti sono testimonianza dell’attività intellettuale e spirituale della più antica Collegiata del Tirolo. Nella seconda sede, ovvero nel Convento dei Francescani (via P.-P.-Rainer 15, 39038 San Candido) invece sono esposti numerosi reperti archeologici di San Candido risalenti ai secoli dell’Impero romano e una collezione di oggetti folkloristici.

Museo

Il museo conduce in un viaggio nel passato all’interno di un’abitazione dell’antica borghesia brissinese con i suoi sontuosi rivestimenti lignei, gli affreschi unici e le originali stufe ad olle. Nella sede della Farmacia Peer si è conservato un prezioso tesoro fatto di rari oggetti, che narrano con la loro molteplicità e fantasia «l'arte di curare». Allo stesso tempo questo piccolo gioiello museale rappresenta una perla di rara bellezza per gli amanti dell’architettura e dell’arte moderna.

Museo

Il Museo della Scuola di Bolzano è stato concepito come museo aperto. Gli oggetti esposti (materiali didattici, fotografie, documenti, arredi, cartelloni) rispecchiano la storia delle tre culture di questa terra, in un incontro tra esperienze personali e vicende collettive.

Museo

Attraverso abiti, accessori, oggetti di uso quotidiano e curiosi, il Museo delle Donne descrive la storia della donna e il suo ruolo sociale ieri e oggi. Ogni anno organizza mostre temporanee su temi che riguardano le donne e manifestazioni correlate.

Museo

Situato nell’antica residenza urbana e sede degli uffici amministrativi dell’imperatore Massimiliano I, il Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige illustra la storia naturale e paesaggistica dell’Alto Adige, uno dei territori più multiformi d’Europa. Su una superficie espositiva di circa 1.000 mq, il museo consente di scoprire – in una sorta di viaggio nel tempo scandito da plastici, diorami e postazioni sperimentali e multimediali – i momenti più importanti delle origini della terra e della nascita e dello sviluppo dei vari ambienti naturali. Il piano terra ospita regolarmente mostre temporanee. Il museo gestisce anche il Planetario "Alto Adige" di San Valentino in Campo (Cornedo all'Isarco), vero e proprio simulatore stellare il cui sistema tecnologico permette di ricreare il moto dei pianeti e delle stelle sfruttando la tecnologia 3D.

Museo

Nel museo allestito nell’edificio della sinagoga, documenti e oggetti offrono testimonianze della comunità ebraica formatasi a Merano tra fine ‘800 e inizio ‘900 e accompagnata fino agli anni ’30 da un fiorente turismo ebraico.

Museo

Il Museo locale espone opere di arte sacra che rispecchiano le forme di devozione religiosa e artistiche del barocco e del rococò. Un gioiello particolare è il tesoro del maso Thal. Il museo conserva anche dipinti, sculture lignee, monete e medaglie provenienti da collezioni private.

Museo

Nell’antica sede del Magistrato Mercantile i preziosi oggetti d’arredo del XVIII sec., i dipinti di pittori barocchi e i documenti originali testimoniano la tradizione delle fiere di Bolzano, centro mercantile di fama internazionale.

Museo

Il museo è il risultato di un impegnativo lavoro di ricerca e raccolta durato diversi decenni nelle Alpi di Ziller (Aurine) e negli Alti Tauri ed espone circa 1.000 esemplari di minerali. Oltre ai più grossi quarzi affumicati trovati nella nostra regione, merita particolare attenzione un rarissimo cristallo di rocca “ritorto”, tra i più belli venuti alla luce finora e ritrovato nella miniera di Predoi. La sezione multimediale presenta la nascita dei minerali, la loro ricerca e il faticoso recupero, infine l’azione terapeutica di molti di essi.

Museo

Il museo, ampliato di recente, custodisce la collezione mineralogica composta dai famosi geodi di Tiso, cristalli di rocca e altri minerali della zona alpina, raccolti dal collezionista Paul Fischnaller. Le famiglie possono cercare geodi insieme al collezionista.

Museo

La Torre Bianca, uno dei simboli di Bressanone, ospita un museo che, a partire da vari modelli, racconta il suo significato di torre cittadina e campanaria. Propone inoltre campane in miniatura, l’interno dell’originale globo del campanile e il ruolo dei guardiani del campanile.

Museo

Il museo propone una cinquantina di opere di arte sacra, allestite con cura. Le statue, i dipinti e gli altri tesori esposti conducono attraverso oltre 700 anni di storia regionale. Dal 1984 il museo parrocchiale è ospitato nel granaio gotico, nell’angolo nord-est del giardino della canonica. Sopra il portone d’entrata è incisa la cifra 1559, data di ristrutturazione dell’edificio.

Museo

L’attività mineraria ha caratterizzato per secoli e fino ai nostri giorni non solo il paesaggio, ma anche la vita degli abitanti delle Alpi centrali. Nell’antico Granaio di Cadipietra le mostre temporanee raccontano ai visitatori i loro volti e le loro storie. Attraverso immagini di minatori al lavoro nei secoli passati nelle miniere di Ridanna/Monteneve e di Predoi la mostra in corso “Ritratti. Gente di miniera” presenta i loro ritratti e racconta con brevi biografie la loro vita. Immagini, testi, registrazioni audio e diversi oggetti personali permettono di ridare un volto e una voce a imprenditori minerari e minatori, ma anche alle donne impiegate nella miniera.

Museo

A Predoi dal 1996 è possibile effettuare, a bordo di un trenino, una suggestiva visita guidata vestiti con elmetto e cerata alla galleria “ Sant’Ignazio”, lunga oltre 1 km. Da essa ancora oggi si estrae rame di cementazione: il particolare impianto è visibile e perfettamente funzionante. All’interno comincia l’avventuroso percorso guidato di 350 m, disseminato di rappresentazioni di scene lavorative. Il centro climatico si trova a ca. 1.100 m nel cuore della montagna e si presenta come luogo di quiete, distensione e rigenerazione.

Museo

La sede di Ridanna fu costruita 150 anni fa ed è una testimonianza unica del periodo della rivoluzione industriale. Nell’impianto di arricchimento del minerale a Masseria, dotato delle tecnologie più moderne per l’epoca, i visitatori possono toccare con mano l’intero processo di produzione grazie a macchinari funzionanti. Il più lungo sistema di trasporto minerario al mondo, composto di piani inclinati e binari per il traino con i cavalli che si estendono dal distretto in alta montagna alle gallerie di Monteneve, ma anche i grandi bacini di flottazione e i potenti macchinari fanno intuire sia le dimensioni impressionanti sia le difficoltà dell'attività estrattiva e invitano il visitatore ad un viaggio nel tempo tornando alla rivoluzione industriale in campo minerario.

Museo

Il Museo degli usi e costumi di Teodone illustra la vita della società rurale in epoca preindustriale, dal nobile al contadino fino al bracciante. Al centro si trova la residenza barocca Mair am Hof (costruita alla fine del XVII secolo) con le sale padronali e le collezioni etnografiche. Nell’area all’aperto di oltre tre ettari, i masi contadini originali, le officine degli artigiani, gli orti agricoli e gli animali domestici raccontano la vita quotidiana di una volta.

Museo

Il Museo provinciale del vino si trova nel centro di Caldaro, in quello che fu l’edificio amministrativo della signoria Caldaro-Laimburg. Il museo offre uno sguardo sulla storia della viticoltura in Alto Adige: dagli attrezzi storici che accompagnavano l’annata lavorativa del viticoltore, fino alle rappresentazioni religiose che illustrano il rapporto tra vino e religione. Nel piccolo vigneto del museo si coltivano oltre 30 vitigni diversi le cui uve si possono assaggiare in autunno.

Museo

Il bunker è un residuato degli anni '40 scavato nella roccia. Ospita una mostra sulla storia della valle dall’epoca glaciale al XX sec. e presenta, come punto informativo del Parco naturale del Gruppo di Tessa, le specificità naturali della zona. Il museo, fondato nell'aprile del 2010, da gennaio 2017 viene gestito dalla neocostituita associazione MuseumHinterPasseier.

Museo

La struttura museale Timmel_Transit è stata inaugurata nel 2018 in una ex caserma sul valico del Rombo. Essa intende integrare il Museo del Passo, che si trova in territorio austriaco, e completare il percorso dell’“Esperienza Passo Rombo” – sei piccole stazioni museali lungo la strada alpina del Passo Rombo. Attraverso immagini, pannelli e filmati con interviste a testimoni d’epoca, la mostra permanente tematizza la storia della costruzione della strada del Passo Rombo sul versante altoatesino. Timmel_Transit include anche un archivio digitale con quasi 3.000 documenti e immagini relative alla realizzazione della strada del Passo Rombo, conservato al Bunker Mooseum e in parte ancora in elaborazione.

Museo

Ciastel de Tor, famoso per la sua caratteristica torre e nel XIII secolo sede del giudizio “Thurn an der Gader”, è luogo di riferimento della cultura degli oltre 30.000 ladini, uniti nella loro identità da due elementi essenziali: la lingua derivata dal latino volgare e lo straordinario paesaggio montuoso delle Dolomiti. Dal 2001 il ?iastel ospita il Museo provinciale ladino. Esso fornisce preziose informazioni sulla geologia, archeologia, storia, lingua, sul turismo e artigianato artistico delle cinque valli ladine.

Museo

Il museo è dedicato all’orso preistorico delle caverne di 40.000 anni fa e alla geologia delle Dolomiti. Illustrano gli aspetti dell’”Ursus ladinicus” e del suo habitat numerosi reperti originali – ossa, denti, crani – e installazioni video. Nel piano interrato si trova la ricostruzione della grotta delle Conturines, luogo di ritrovamento dell’Ursus ladinicus, con una ricostruzione dell’orso delle caverne in letargo e dell’orso bruno M12 (Mico).

Museo

In occasione della costruzione del centro anziani sono venute alla luce straordinarie testimonianze di epoca romana: un edificio riccamente affrescato con sala colonnata e una massiccia struttura, probabilmente la base di un tempio o di un monumento. Ad oggi sono i resti archeologici più importanti di Pons Drusi, la Bolzano di epoca romana.

Museo

Dal 2015 il Palais Mamming Museum – che presenta le collezioni del Museo Civico di Merano – è ospitato nella nuova sede di piazza Duomo, in un palazzo barocco ristrutturato recentemente. La collezione fornisce una panoramica sull'evoluzione storica della città. Il percorso, a sviluppo circolare, ha inizio dalla preistoria e protostoria, toccando via via tutti gli ambiti, fino all’arte del XX secolo. Ciò che contraddistingue il fascino particolare di questa collezione sono anche alcuni pezzi “esotici” e curiosi, tra cui una mummia egizia, la collezione d’armi sudanesi di Slatin Pascha, una macchina da scrivere di Peter Mitterhofer e una maschera funebre di Napoleone.

Museo

Promosso dall’Autostrada del Brennero spa, il Plessi Museum è il primo spazio museale in autostrada in Italia. È segnato dalla presenza dell’installazione che l’artista Fabrizio Plessi aveva realizzato nel 2000, in occasione dell’Expo di Hannover, pensata per celebrare l’Euregio. È una scultura che unisce tre composizioni rappresentanti le province di Trento, Bolzano e Innsbruck. Il percorso espositivo raccoglie installazioni video, sculture e presenze grafico-pittoriche.

Museo

Il “Rohrerhaus”, menzionato già nel 1280 e uno dei maggiori masi della valle, è un luogo di incontro a carattere museale. Oltre a stube, cucina e un’altra piccola stube fanno parte del complesso anche il forno e il mulino.

Museo

La "serra III" di fine anni '50 della Floricoltura Schullian è l'ultima di questo tipo in Alto Adige. Al suo interno, l'artista Paul Thuile ha ideato una mostra permanente. Oggetti e fotografie d’epoca, testi, filmati e interviste presentano la storia dell’ortofrutticoltura, le vicende delle dieci più importanti ditte e famiglie che hanno fondato il settore in Alto Adige nonché ritratti dei maggiori protagonisti del suo sviluppo in questa terra negli ultimi 60 anni. Tra essi, spicca il fondatore della floricoltura che ospita l'esposizione, Franz Schullian.

Museo

Lo Speckworld Moser è situato in un edificio costruito in stile architettonico alpino e mostra la storia dello Speck. Si possono ammirare la tradizionale cucina, l’affumicatoio, l’originale mangiatoia per i maiali, l’antica siringa per le salsicce, un’antica bilancia e molti altri i utensili originali utilizzati nella produzione dello Speck. Diverse stazioni interattive e tavole informative illustrano l’antica e moderna produzione artigianale dello Speck, elargendo consigli per conservare al meglio il prodotto, per affettarlo in modo ideale e molto altro ancora. Immagini e ricette di piatti a base di Speck svelano inoltre le sue possibilità di utilizzo.

Museo

All’interno della Torre di Porta Sluderno, su due piani, sono illustrate le "Tappe di una piccola città". Temi centrali sono il commercio, la difesa, il mercato, le professioni nonché la ricostruzione e fortificazione della città di Glorenza nel XVI sec.

Museo

Un tempo residenza estiva dell’imperatrice Elisabetta d’Austria, meglio nota come Sissi, Castel Trauttmansdorff oggi ospita il Touriseum, il Museo provinciale del Turismo, il primo in tutto l’arco alpino specializzato nella storia del turismo. Il Touriseum, circondato dallo spettacolare orto botanico di Castel Trauttmansdorff, offre un emozionante viaggio nel tempo alla scoperta dei 200 anni di tradizione turistica del Tirolo, attraverso un percorso arricchito di pannelli illustrati. Il visitatore, proiettato nel passato, rivive l’atmosfera del tempo sia dal punto di vista dei villeggianti sia da quello della popolazione locale.

Museo

Il museo è dedicato alle specificità della Val Venosta, come il sistema di irrigazione con i canali detti “Waale”, l’archeologia nel “magico triangolo retico” (siti del Ganglegg e del Tartscher Bühel) e il tema degli “Schwabenkinder” (bambini costretti a lavorare in Germania meridionale).

Museo

Nel 1905 Franz Fromm, commerciante di origini tedesche, si trasferì a Merano, dove diversi anni dopo acquistò Villa Freischütz. Essa divenne per Fromm il definitivo approdo per sé e la sua famiglia e il forziere per la sua collezione di tesori artistici raccolti con passione. È grazia a sua nipote Rosamaria Navarini (1926-2013) se questa collezione si è potuta conservare fino ai giorni nostri. Nel suo testamento, dispose che questi tesori diventassero fruibili al pubblico nella villa. Costruita nel 1909, Villa Freischütz rappresenta un significativo esempio di edificio dell’"età dell’oro" della città di cura e custodisce una varia e preziosa collezione di opere d’arte e d’arte applicata. L’intreccio degli oggetti e delle singole storie presentati nella mostra traccia un ritratto di una tipica famiglia borghese dell’epoca.

Galleria d arte

L'ar/ge kunst è il Kunstverein (Associazione artistica) di Bolzano. Il nome – un’abbreviazione di Arbeitsgemeinschaft, comunità di lavoro - indica l’obiettivo di promuovere un’idea di lavoro collettivo intorno ai linguaggi dell’arte contemporanea e alla loro relazione con discipline quali l’architettura, il design, le arti performative e il cinema. L’istituzione produce e presenta pratiche artistiche regionali, nazionali ed internazionali e, attraverso esse, conduce una ricerca critica sul ruolo dell’arte in rapporto alla sfera sociale e politica. Negli ultimi anni ar/ge kunst ha rivolto la propria indagine sull’idea di mostra come medium e ha sviluppato workshop, residenze, lecture e performance.

Museo

Il parco-museo didattico vicino al luogo di ritrovamento di Ötzi spiega come fu trovato l’Uomo venuto dal ghiaccio e come viveva 5300 anni fa. Nelle mostre spiccano le ricostruzioni delle capanne neolitiche e dell’equipaggiamento di Ötzi. A famiglie e amanti di tecniche artigianali antiche è consigliata la visita dei percorsi 2 e 3 (area laboratori, pontile canoa monossile e area tiro con l’arco).

Castello

Visita del castello Castel Mareccio è principalmente un centro eventi, che può essere affittato per diversi occasioni come congressi, mostre, concerti, matrimoni... Però è anche uno dei gioielli storico-artistici di Bolzano da non perdere! E può essere visitato nei giorni nei quali NON ci sono manifestazioni. Come tanti castelli medievali, anche Castel Mareccio venne ampliato nel corso del 1500. Oggi si possono vedere le sale affrescate e salendo nella torre si può ammirare il panorama a 360°. Prezzo d'ingresso: 5€ Orario per le visite: ore 9-12.45 (ultimo ingresso 12) e 14-17 (ultimo ingresso 16.15) Contattateci per maggiori informazioni: (+39) 0471 976615 oppure mareccio@mareccio.info

Castello

Arroccato su un’erta parete rocciosa sopra il comune di Appiano sulla Strada del Vino, troneggia maestoso Castel d’Appiano. Da qui, a 636 m s.l.m., lo sguardo spazia libero sull’intera Val d’Adige, l’Oltradige e la conca di Bolzano, posandosi su un idilliaco panorama in cui spiccano gli incantevoli vigneti – tratto distintivo di questo angolo dell’Alto Adige –, il profilo delle Alpi dell’Ötztal e le pallide vette delle Dolomiti. Castel d’Appiano ha alle spalle una lunga e interessante storia. Costruito nel 1130 dal conte Ulrico II, divenne presto una delle fortezze più significative e delle dimore più prestigiose della regione. Tutt’oggi, chi da vicino o da lontano osserva il castello prova un senso di soggezione alla vista del mastio pentagonale, che con i suoi 23 m di altezza si eleva verso il cielo. Nel suo nuovo ruolo di meta escursionistica distante poco meno di un’ora a piedi da Missiano, Castel d’Appiano ha moltissimo da offrire a giovani e anziani, amanti della natura e della buona tavola: dalla taverna, in cui si servono deliziosi piatti tipici, alla cappella, massima espressione della ricchezza culturale del maniero, fino al percorso per tiro con l’arco nei boschi circostanti alla rocca. Il Castello Hocheppan è aperto ogni giorno dalle ore 10.00 alle 18.00 (mercoledì giorno di riposo, ad ottobre nessun giorno di riposo). Visite guidate in italiano, tedesco e inglese da luglio ad agosto dal giovedì alla domenica, a settembre tutti i giorni tranne il mercoledì e ad ottobre fino all’8 novembre tutti i giorni dalle ore 11.00 alle ore 16.00. In caso di pioggia le visite guidate potrebbero essere sospese! Per maggiori informazioni sulle visite guidate, si prega di contattare l’Associazione Turistica Appiano scrivendo all’indirizzo di posta elettronica info@eppan.com o telefonando al numero +39 0471 662206.

Castello

Sulle orme dei signori del castello in Alto Adige Il Castel Tasso a Campo di Trens presso Vipiteno è uno dei castelli medioevali meglio conservati dell'Alto Adige. È ben protetto su una collina ed è accessibile tramite un breve sentiero. Il castello fu menzionato per la prima volta in documenti scritti nel 1100, fino alla metà del 13° secolo risiedeva il vescovo ministeriale che gestiva da lì la zona circostante. Nel 1469 è entrato in possesso dei Cavalieri Teutonici, fino al 1809. A seguito il castello è stato lasciato alla famiglia Thurn e Taxis, che è ancora proprietaria ed è tenuto in ottime condizioni. Particolarmente degne di nota all'interno del Castello Tasso sono la stanza di fumo, i dormitori dei soldati e dei servi, la stanza verde, le cui pareti sono decorate con bellissimi affreschi, la stanza delle torture, una prigione sotterranea e la vicina chiesetta di San Zeno. Visite guidate: Il castello può essere visitato solo nell'ambito di una visita guidata. Visitabile tramite audioguida, proprio smartphone(codice QR) o informazione scritta. - Costo del biglietto: bambini fino ai 6 gratuito, dai 6 anni 7 euro, adulti 9€ - Per gruppi con più di 15 persone richiediamo una prenotazione telefonica - Durata della visita: 1 ora circa - Sabato giorno di riposo, escluso la settimana di Ferragosto - Chiuso il 1 novembre Visite guidate alta stagione: 16 luglio - 10 settembre lun, mar, mer, gio, ven, dom 09:00 - 18:00

Castello

Il Castello di Monguelfo o Welsperg è il complesso fortificato più antico tra Brunico e Lienz e si trova a pochi minuti a piedi dalla località di Monguelfo, in cima ad una collina soleggiata. Il castello fu fatto costruire nel 1140 dai fratelli Schwikher e Otto von Welsperg. La signoria Von Welsperg fu una stirpe nobiliare potente ed influente, soprattutto con il Barone Guidobold Von Welsberg, che ricevette il titolo di conte da Leopoldo I. Dal Castello di Monguelfo i Signori Von Welsperg amministravano un ampio feudo. Per quanto riguarda il castello invece, il maschio antico e molto alto risale agli anni 1126-1140 ed è senza dubbio la parte più antica del castello – era perfetto per vedere in lontananza e osservare bene il territorio circostante. Solo poco tempo dopo furono costruiti la piccola cappella romanica, un fabbricato per la servitù e il palazzo. Tra il XV e il XVI secolo l'intero complesso fu ristrutturato e ampliato più volte. Purtroppo nel 1765 un incendio ha danneggiato gravemente il castello e ne ha distrutto alcune parti. Nonostante i restauri che seguirono, in seguito il castello non fu più abitato. Oggi il Curatorio del Castello di Monguelfo si occupa del complesso ed organizza ogni estate numerosi concerti, mostre e altri eventi.

Centro culturale

La piazza della cultura è il luogo d'incontro per antonomasia fra diversi linguaggi e culture. Il Centro Trevi rappresenta questa piazza nella provincia di Bolzano, piazza di passaggio di tutta la ricchezza e varietà del nostro territorio. Una piazza coperta in cui la parola possa fluire libera e dare inizio alla discussione. La piazza della cultura dell'Alto Adige è un luogo unico dove la Ripartizione Cultura italiana della Provincia autonoma di Bolzano può lavorare creando sinergie e nuovo interesse per l'intera cittadinanza. L'avvicinamento alla cultura, tramite l'incontro di diversi sguardi, va a formare una discussione costruttiva attorno a qualsiasi tema relativo ad arte, cinema, lingue, teatro, danza, musica. Tuttavia il Centro Trevi non è da pensare solamente come luogo fisico, ma anche virtuale, in quanto si impegna nell'avvicinamento alla cultura tramite i canali social. Per questo motivo, anche l'attività online - su Facebook, Instagram, Spotify e Medium - diventa parte integrante dell'esperienza collettiva.

Teatro

TidA – Il Theater in der Altstadt di Merano Dalla sperimentazione all’istituzione La storia del Theater in der Altstadt ha inizio nel secolo scorso ed è nata dal sogno di uno studente di ritorno da Vienna e dal suo incontro con un gruppo di irriverenti e coraggiosi teatranti amatoriali. Erano tempi di cambiamenti sociali e di forti tensioni artistiche e creative. Furono inizi pieni di entusiasmo e di uno spirito innovatore. La strada è stata lunga e a volte impervia, ma il risultato è ragguardevole…

Cinema

La nostra associazione, nata alla fine degli anni settanta, attualmente gestisce un cinema a 3 sale a Bolzano, con programmazione giornaliera. L’offerta cinematografica si concentra principalmente sui film d’essai, presentati in lingua italiana, tedesca e nella versione originale con sottotitoli.

Teatro

Per un lungo periodo il gruppo della "Kleinkunstszene” di Bolzano ha cercato una nuova sede adeguata alle proprie esigenze. Aveva già organizzato con grande successo numerose produzioni teatrali come "Wilhelm Tell” e "Frank und Stein”, così come cinque edizioni del Festival Cabarena nel cortile del Museo d’arte moderna. Vi era quindi il desiderio di trovare un luogo adeguato alle proprie esigenze. Ed in effetti, dopo lunghe ricerche, venne trovato un luogo adatto. Si trattava della cantina a volta di un magazzino di ferramenta in via Argentieri, 19 nel cuore della città vecchia. Il 10 maggio del 1996 il Piccolo Teatro Carambolage venne ufficialmente inaugurato. I membri fondatori sono Gabi Veit (presidente dal 1996 al 2008), Erwin Egger, Günther Gramm e Manfred Schweigkofler. Sin dall’inizio si sono avvicendate sul palcoscenico del Carambolage rappresentazioni teatrali di cabarettisti di fama internazionale e di artisti locali. Un programma musicale selezionato, l’accogliente atmosfera e la buona acustica del Piccolo Teatro hanno fatto il resto ed avvicinato al Carambolage anche un pubblico di lingua italiana. Il Piccolo Teatro Carambolage organizza circa 100 rappresentazioni ogni stagione ed offre al proprio pubblico un programma ricco e molto diversificato. Ogni anno sono circa 8.000 gli spettatori che frequentano il Piccolo Teatro e fruiscono di questa offerta culturale così variegata: cabaret, concerti, rappresentazioni teatrali, mostre e serate letterarie.

Sala polifunzionale

Cosa facciamo? Facciamo tutto ciò che le fiere hanno sempre fatto e che devono fare anche in futuro: facciamo convergere domanda e offerta di un settore produttivo. Tutto qui. Ma per quanto semplice possa sembrare, in realtà è un compito assai complesso, poiché occorre fare in modo che gli espositori giusti incontrino i visitatori giusti, creando un’atmosfera che favorisca lo scambio di idee ed elaborando un programma di informazione che dia valore aggiunto al settore e proponga modi nuovi per affrontare problemi condivisi. Ogni anno alle nostre rassegne oltre 3.000 espositori incontrano più di 230.000 visitatori! Come tutti i compiti difficili, non sempre riesce alla perfezione ma ogni volta lo affrontiamo con tutta la nostra passione per l’attività fieristica e ponendo in primo piano le esigenze dei clienti con correttezza e tempestività, e "last but not least" con simpatia. Siamo un’impresa amministrata in base ai criteri di gestione di un’azienda privata, ma tenendo ben presenti gli obiettivi dei nostri azionisti principali. Ci consideriamo quindi un’impresa di proprietà pubblica, non ispirata a mere finalità di lucro, ma consapevole di essere parte integrante dell’infrastruttura economica del proprio territorio e di doverla promuovere. Da diversi decenni siamo punto d’incontro e interlocutori essenziali per le imprese altoatesine e ci adoperiamo per fornire un contributo attivo allo sviluppo di nuovi settori di competenza per il tessuto produttivo del territorio. Abbiamo una spiccata sensibilità per le nuove tendenze e i mercati che ne possono scaturire: le nostre fiere e i nostri congressi vertono infatti sulle punte di diamante dell'economia locale, che contribuiamo a far crescere. Due esempi per tutti: la melicoltura o l’edilizia sostenibile. Come Fiera Bolzano siamo gli eredi di una tradizione di scambio di beni e di idee nell'arco alpino antica di secoli, se non di millenni. Oggi diamo continuità a questa tradizione nel contesto bilingue e biculturale dell’Alto Adige, a cavallo delle aree economiche e produttive germanofone e italiane, creando opportunità concrete per diffondere conoscenze e professionalità fra il Nord e il Sud dell’Europa. Nelle rassegne fieristiche che organizziamo fuori provincia – in Italia centrale e meridionale così come in Cina – diventiamo ambasciatori dell’Alto Adige, comunicando all'esterno le nostre competenze d’eccellenza.

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