Utente : martin_inside

Eventi di : martin_inside

0
Theatre
Venerdì, 12 Mar 2027 20:45

Siamo nel 1645 ed a Creta, importantissima isola del dominio da mar veneziano, sta per avere luogo il più terribile assedio che la Serenissima abbia mai conosciuto. E mentre la quinta guerra turco-veneziana è alle porte, Pantalone de’ Bisognosi, mercante e colono dell’isola, intreccia rapporti con la capitale Venezia per dare in sposa la figlia Ortensia al ricco Don Alonso. Ma proprio a Venezia Don Alonso si imbatte in Scaramuccia, napoletano male in arnese, e nel suo servo Arlecchino, e ne nasce, per l’appunto, una scaramuccia che vede Don Alonso avere la peggio e perire. Scaramuccia fugge in direzione di Candia (così era allora chiamata l’isola di Creta), inseguito da Flavia, innamorata di Don Alonso e assetata di vendetta. A Candia la situazione precipita, levando un momento gli occhi verso oriente, si intravedono già le vele nere della flotta Ottomana dirigersi a gran velocità verso l’avamposto veneziano. In questo Mediterraneo che non è solo mare, ma un’anima liquida dove storie millenarie hanno intessuto un arazzo di lingue multiformi, prende vita una storia che parla d’amore, di gelosia, di lotte e di guerre. Una storia che, come nella migliore tradizione della commedia all’improvviso, mescola il serio e il faceto, il sacro e il profano, la verità e il romanzo, e ci porta in un viaggio straordinario tra le antiche maschere, le navi d’alto bordo e le solide mura dell’isola di Creta. Scaramuccia Di origine napoletana, evoluzione del capitano fanfarone e vanaglorioso, Scaramuccia è diventato poi, grazie alla sapienza dell’attore Tiberio Fiorilli, una sorta di simpatico furbacchione che preferì sostituire la spada con la chitarra. Ancora una volta un lavoro di ricerca nel mescolare materiale antico e ritmi moderni, dove l’approccio filologico si affianca all’artigianato e al lavoro d’insieme. Un grande omaggio alla Commedia dell’Arte, anche chiamata «Commedia d’intrecci», proprio per il gran mulinare di situazioni, di rovesciamenti e di fraintendimenti, di celamenti ed agnizioni. La Compagnia “STIVALACCIO TEATRO ” – Vicenza due atti soggetto originale e regia Marco Zoppello produzione Stivalaccio Teatro, TSV - Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Bolzano

0
Theatre
Venerdì, 05 Mar 2027 20:45

Francesco rifiuta la spada, la restituisce al fabbro che l’ha forgiata: faccia vanghe e attrezzi per coltivare i campi. Francesco si congeda da Chiara, il suo grande amore, e lei come dono d’addio gli confeziona un saio fatto di tutte le pezze della condizione umana, un arlecchino di esperienze e di dolori. Francesco chiede agli uccelli: “Cosa posso insegnare agli uomini?” Sì perché sono gli animali oggi, che predicano a noi, ammesso che qualcuno sappia ancora capirli nella “lengua del Creator” (e se questa è il veneto, tanto meglio: capiranno anche gli animali-uomini). Francesco incontra un bambino sopravvissuto alla crociata, e per scaldarlo e consolarlo gioca con lui al presepio: statuine di amici (ancora umili animali) e di prepotenti, in ginocchio per domandargli scusa di tutte le stragi di innocenti. Francesco cieco si avvicina a Sorella Morte cantando la bellezza della vita. Francesco oggi è la rivoluzione, per qualsiasi rivoluzione ci vuole fede; e la fede “xe roba da Mati”. Atto unico Durata 85 minuti testo di Fulvio Ervas e Roberto Cuppone Regia di Roberto Cuppone Gruppo Teatrale “Ass. Cult. IL SATIRO TEATRO” a.p.s. – Paese (TV)

0
Theatre
Venerdì, 19 Feb 2027 20:45

Maggio 1974, la legge sul divorzio è stata approvata e la serenità della famiglia Conti viene scossa dai sospetti di tradimento che Almerina nutre verso il marito Oreste. Per difendersi, Oreste inventa un’amante misteriosa, ”Donnafugata”, scatenando pettegolezzi e tensioni. Durante una cena di beneficenza, la comparsa improvvisa di ”Donnafugata” getta tutti nello scompiglio. Nessuno sembra conoscere la sua vera identità e i dubbi crescono Solo alla fine, tra silenzi e sguardi sospetti la figura lascia il paese a interrogarsi su ciò che è vero e ciò che è solo apparenza… mentre la famiglia Conti scopre qualcosa di inatteso: non tutte le verità fanno male. Alcune uniscono. Commedia brillante in due atti in dialetto veneto Durata 110 minuti Gruppo Teatrale “ ASOLO TEATRO” a.p.s. – Asolo (TV) commedia in dialetto veneto - 2 atti di Simona Ronchi adattamento e regia di Rossana Mantese

0
Theatre
Sabato, 13 Feb 2027 19:30-
L'evento si tiene dal 13 Feb 2027 al 26 Feb 2027

von Bonn Park Vier Männer – Jürgen A., Jürgen D., Cem und Noah-Wilhelm – besuchen ihre Kindheit, wo sie noch „Freundschaft waren“. Zwischen Spiel, Fantasie und großen Träumen war unterschiedlich sein und sich trotzdem mögen leicht und die Großen in weiter Ferne. Ein großer Schlüssel öffnet ihnen die Tür zu „Pubertät+“. Es ist das Jahr, als noch alles in Ordnung war. Wo Rausch und Liebe und Aggression ganz nah beieinander lagen. Doch der Blick in die Zukunft wird zur gruseligen Geisterbahn und mitten im Traum ist der „Rest“ angebrochen. Man trifft sich wieder, ohne sich wirklich zu erinnern und plötzlich spricht ein Ministerpräsident mit einem Superhelden. Aber welche Ära ist das nun eigentlich? Der unkonventionelle Autor und Regisseur Bonn Park untersucht in seinen vielfach ausgezeichneten Theaterstücken und Inszenierungen universelle Themen auf eine popkulturelle Art und Weise. Mit dem Stück „They Them Okocha“ (Originaltitel), das 2025 für den Mülheimer Dramatikerpreis nominiert war, gelang ihm ein starkes Coming-of-age-Drama, das die Sehnsucht nach einer unbeschwerten Zeit ebenso thematisiert wie die politische Dimension dieser Sehnsucht. Mit großer Leichtigkeit und feiner Komik erzählen vier Männer von Freundschaft, Liebe und Identitätssuche. Für Südtirol haben wir den Titel „Notti magiche“ gewählt, um wie die Protagonisten „ein bisschen in Erinnerung zu sein“. Die künstlerische Handschrift von Regisseurin Michaela Senn, die zuletzt „Magdalena, ma dai“ an den Vereinigten Bühnen Bozen inszeniert hat, verspricht gemeinsam mit dem Sound Design von DJ Ena einen Abend voll Pop, Trash und Nostalgie. mit Roman Blumenschein Emil Lug Frederick Redavid Lukas Spisser Regie Michaela Senn

0
Theatre
Venerdì, 12 Feb 2027 20:45

Le ALLEGRE COMARI in questa nuova avventura disegnata dalla penna del bardo inglese che tanto ci appassiona. Una serie di sfortunati accadimenti travolgono il nostro protagonista Sir John Falstaff, alle prese con le “donne veneziane” determinate ad impartirgli una sana lezione di vita. Tutto all’insegna del divertimento e della burla... condito con della musica, proposta da improbabili suonatori. commedia brillante in due atti in dialetto veneziano Durata 100 minuti Autore Benoit Roland e Roberto Zamengo Regia Benoit Roland Gruppo Teatrale “TEATROIMMAGINE ets” – Salzano (VE) due atti di Benoit Roland e Roberto Zamengo Regia di Benoit Roland

0
Theatre
Venerdì, 22 Gen 2027 20:45

In una ridente parrocchia situata nelle campagne fiorentine a metà degli anni '50, sta per essere celebrato il matrimonio riparatore, tra due giovani innamorati: Renzo Villani e Lucia Fellini. Tutto sarebbe quasi semplice se non fosse che lo sposo è figlio della Signora Giovanna, democristiana e Presidentessa delle Sorelle del Tempio; la sposa invece è figlia di Olinto Fellini, il più fervente attivista del Partito Comunista del paese. II disaccordo la fa da padrone e la sempre presente Perpetua, non aiuta certo a mediare. Ce la farà il buon Don Facondio ad unire nel sacro vincolo del matrimonio i due innamorati? Sembrerebbe quasi di sì. Ma l'arrivo di Ulderiga alla vigilia delle nozze dà l'idea che questo matrimonio, proprio, non s'abbia da fare. Compagnia Teatrale L’ANTICA FRASCHETTA – Bucine - AR commedia in dialetto toscano 3 atti di Tito Zenni Regia di Claudio Fuccini

0
Theatre
Sabato, 16 Gen 2027 19:30-
L'evento si tiene dal 16 Gen 2027 al 24 Gen 2027

von Federico García Lorca in der Übersetzung von Hans Magnus Enzensberger Bernarda Alba verschließt ihr Haus in Trauer. Nach dem Tod ihres zweiten Mannes verhängt sie über ihre fünf Töchter traditionell acht Jahre Ausgangssperre. Kein Sterbenswort darf zu den gespitzten Ohren des Dorfes dringen, kein Mann die dicken Mauern des Trauerhauses passieren. In der bleiernen Sommerhitze schließt sich die Welt um Angustias, Magdalena, Amelia, Martirio und Adela. Als alleinige Erbin verlobt sich Angustias, die älteste Tochter aus erster Ehe, mit Pepe el Romano, der in Bernardas autoritärem Regime den lebensvernichtenden Freiheitskampf unter den Frauen entfesselt. Federico García Lorca, 1898 in Fuente Vaqueros (Andalusien) geboren, schrieb die drei Akte der Bernarda Alba „als photographisch genaue Dokumentation“ kurz vor seiner Ermordung von Falangisten 1936. Das „Drama von den Frauen in Spaniens Dörfern“ ist eine prophetisch anmutende Allegorie auf den aufkommenden europäischen Faschismus. Der für großes Sprechtheater und präzise Figurenzeichnung bekannte Regisseur Matthias Rippert folgt der psychologischen Spur der Enzensberger Übersetzung hinein in das grausame Spiel der Unterdrückung und gibt – wie Lorca – einem starken Ensemble von ausschließlich Frauen die Bühne. mit Gerti Drassl Swintha Gersthofer Elke Hartmann Cornelia Heyse Laura Laufenberg Jasmin Mairhofer Margot Mayrhofer Karola Niederhuber Nadia Schwienbacher Nele Trebs Regie Matthias Rippert

0
Theatre
Venerdì, 08 Gen 2027 20:45

La commedia è ambientata negli anni 50, tre donne, tre sorelle non più giovanissime, vivono nella monotonia delle quattro mura domestiche tra rimpianti e frustrazioni fino a quando la loro esistenza viene improvvisamente sconvolta da un inaspettato e in apparenza drammatico arrivo di un evaso dal carcere che stravolgerà la loro esistenza. Da quel momento la loro vita non sarà più la stessa ed inizieranno una gara per accaparrarsi le grazie del malcapitato…. commedia brillante in due atti in dialetto trentino Compagnia Teatrale I SARCAIOLI aps ” – Arco (TN) due atti di Valerio Di Piramo Regia di Michele Comite

0
Theatre
Venerdì, 18 Dic 2026 20:45

Dopo “La vecchiaia è più tranquilla se la passi a Villa Arzilla” non potete perdervi questa nuova commedia. “C’è chi urla, c’è chi strilla, chi comanda a Villa Arzilla” è infatti il seguito della prima divertentissima storia. Anche questa volta i protagonisti saranno i simpatici ospiti della casa di riposo, alle prese con vecchi acciacchi e nuove avventure. Per fortuna a rendere frizzante la vita all’interno della piccola comunità c’è la fisioterapista che farà innamorare tutti gli uomini che incontrerà nel suo cammino. L’irruzione nel secondo atto di un personaggio a sorpresa sconvolgerà la vita di tutti i protagonisti. Ma cosa c’entrano Parigi, il Louvre, Lourdes, il Burundi e Apiro con il nostro ospizio? Lo scoprirete solo venendo a teatro! Ah! Dimenticavamo la cosa più importante: preparatevi ad un finale a sorpresa, dove i veri protagonisti sarete voi spettatori! Commedia brillante in due atti Adattamento e regia di Pietro Romagnoli Compagnia Teatrale “G.LUCARONI” a.p.s. – Mogliano (MC)

0
Theatre
Venerdì, 04 Dic 2026 20:45

Un anziano barone incarica un investigatore per ritrovare il figlio avuto in giovane età dalla relazione occasionale con una ballerina. Con l’intento di spillargli più soldi possibili, il sedicente segugio fornisce informazioni poco dettagliate e fuorvianti. Il caso vuole però che per un mero gioco del destino il barone si ritrovi in casa proprio il figlio tanto desiderato. Caso chiuso? Per niente l’investigatore pur di non perdere il facile guadagno inculca nell’animo del povero barone il dubbio che il figlio ritrovato non sia il suo legittimo erede, ma il frutto di un errore e gli presenta un nuovo giovane spacciandolo per il vero baroncino. Chi sarà dei due? L’uno o l’altro? Commedia brillante in due atti. Durata 140 min. Adattamento e regia di G. Malena Ass. Cult. Teatrale KRIMISA – Cirò Marina CZ

0
Kids
Giovedì, 03 Dic 2026 17:00-

von Lukas Schrenk, Nils Strunk und Henry Jimenenz Morales nach Carlo Collodi für alle ab 6 Jahren „Ich will lieber ein Kind sein“, ruft das Holzstück, das Geppetto gerade zu einem Tisch verarbeiten möchte. Aber wie soll das gehen? Naja, höchstens eine Puppe könnte der Tischler daraus schnitzen. Aber was wird dann aus seinem Lohn? Das Holzstück lässt nicht locker und Geppetto erschafft „Pinocchio“, ein wahres Meisterwerk. Auch wenn dieses schelmische Kerlchen alles durcheinanderbringt, schließt Geppetto es sofort ins Herz, bringt ihm das Laufen bei und schickt es in die Schule. Pinocchios Neugier führt ihn aber hinaus in die Welt, wo er lernt, dass Fuchse und Katzen nicht immer ehrlich sind und dass Lügen lange Nasen haben. Im Spielzeugland sehnt er sich so sehr nach seinem Papa, dass er beschließt, ihn zu suchen. Nur gut, dass die Fee mit den blauen Haaren weiß, was er dazu braucht: Coraggio! Mit „Pinocchios Abenteuer“ schrieb der berühmte italienische Autor Carlo Collodi, der 2026 seinen 200. Geburtstag feiert, einen Kinderbuchklassiker über das Menschsein, das Sich-Verlieren und Wiederfinden und die Kraft der Magie. Das erfolgreiche Wiener Theaterduo Nils Strunk und Lukas Schrenk verwandelt den Erziehungsroman in ein liebevolles zeitgenössisches Theaterstück mit Musik. In ihren Kompositionen zitieren sie charmant und witzig italienische Operarien und Evergreens im Italo-Pop Stil. Regisseurin Verena Holztrattner, die bereits sensibel das Klassenzimmerstück „Dschabber“ an den Vereinigten Bühnen Bozen inszeniert hat, wird das Kindsein humorvoll und sprachverspielt auf der Bühne feiern. mit Coco Brell René Dalla Costa Justus Henke Lukas Lobis Regie Verena Holztrattner

0
Theatre
Mercoledì, 02 Dic 2026 20:30

Commedia (con musica) transanimalista e transalpina Aldo e Giuliana, esseri umani di montagna. Giuliana diventa ragioniera per talento, mentre Aldo, allevatore e cacciatore, si immedesima negli animali, uccidendo solo ciò che è necessario all’ecosistema. Sposati, la loro quotidianità viene scossa quando un orso divora alcune delle bestie di Aldo. È qui che prende forma L’invidia dell’orso: Aldo invidia la forza, l’impulsività e la libertà dell’animale, capace di dormire per mesi e poi risorgere. Angela Demattè, trentina d’origine, ha scritto questo spettacolo osservando il delicato rapporto tra comunità alpine e orsi, la cui presenza in Trentino è passata da dieci esemplari reintrodotti nel 1999 a circa 120 oggi, creando dibattiti e polemiche. Sul palco, un coro di canti alpini accompagna i protagonisti, tessendo memoria, tradizione e solidarietà: un legame invisibile che ricorda ai due che, anche nei momenti più difficili, non sono mai soli. di Angela Dematté regia Alice Sinigaglia con Giuliano Comin e Angela Dematté scene e costumi Rubidori Puddu-Manshaft musiche Federica Furlani e con Coro Ana Piani produzione Teatro Stabile di Bolzano

0
Kids
Martedì, 01 Dic 2026 17:00-

von Lukas Schrenk, Nils Strunk und Henry Jimenenz Morales nach Carlo Collodi für alle ab 6 Jahren „Ich will lieber ein Kind sein“, ruft das Holzstück, das Geppetto gerade zu einem Tisch verarbeiten möchte. Aber wie soll das gehen? Naja, höchstens eine Puppe könnte der Tischler daraus schnitzen. Aber was wird dann aus seinem Lohn? Das Holzstück lässt nicht locker und Geppetto erschafft „Pinocchio“, ein wahres Meisterwerk. Auch wenn dieses schelmische Kerlchen alles durcheinanderbringt, schließt Geppetto es sofort ins Herz, bringt ihm das Laufen bei und schickt es in die Schule. Pinocchios Neugier führt ihn aber hinaus in die Welt, wo er lernt, dass Fuchse und Katzen nicht immer ehrlich sind und dass Lügen lange Nasen haben. Im Spielzeugland sehnt er sich so sehr nach seinem Papa, dass er beschließt, ihn zu suchen. Nur gut, dass die Fee mit den blauen Haaren weiß, was er dazu braucht: Coraggio! Mit „Pinocchios Abenteuer“ schrieb der berühmte italienische Autor Carlo Collodi, der 2026 seinen 200. Geburtstag feiert, einen Kinderbuchklassiker über das Menschsein, das Sich-Verlieren und Wiederfinden und die Kraft der Magie. Das erfolgreiche Wiener Theaterduo Nils Strunk und Lukas Schrenk verwandelt den Erziehungsroman in ein liebevolles zeitgenössisches Theaterstück mit Musik. In ihren Kompositionen zitieren sie charmant und witzig italienische Operarien und Evergreens im Italo-Pop Stil. Regisseurin Verena Holztrattner, die bereits sensibel das Klassenzimmerstück „Dschabber“ an den Vereinigten Bühnen Bozen inszeniert hat, wird das Kindsein humorvoll und sprachverspielt auf der Bühne feiern. mit Coco Brell René Dalla Costa Justus Henke Lukas Lobis Regie Verena Holztrattner

0
Theatre
Lunedì, 30 Nov 2026 20:30

Commedia (con musica) transanimalista e transalpina Aldo e Giuliana, esseri umani di montagna. Giuliana diventa ragioniera per talento, mentre Aldo, allevatore e cacciatore, si immedesima negli animali, uccidendo solo ciò che è necessario all’ecosistema. Sposati, la loro quotidianità viene scossa quando un orso divora alcune delle bestie di Aldo. È qui che prende forma L’invidia dell’orso: Aldo invidia la forza, l’impulsività e la libertà dell’animale, capace di dormire per mesi e poi risorgere. Angela Demattè, trentina d’origine, ha scritto questo spettacolo osservando il delicato rapporto tra comunità alpine e orsi, la cui presenza in Trentino è passata da dieci esemplari reintrodotti nel 1999 a circa 120 oggi, creando dibattiti e polemiche. Sul palco, un coro di canti alpini accompagna i protagonisti, tessendo memoria, tradizione e solidarietà: un legame invisibile che ricorda ai due che, anche nei momenti più difficili, non sono mai soli. di Angela Dematté regia Alice Sinigaglia con Giuliano Comin e Angela Dematté scene e costumi Rubidori Puddu-Manshaft musiche Federica Furlani e con Coro Ana Piani produzione Teatro Stabile di Bolzano

0
Theatre
Venerdì, 27 Nov 2026 20:30

Commedia (con musica) transanimalista e transalpina Aldo e Giuliana, esseri umani di montagna. Giuliana diventa ragioniera per talento, mentre Aldo, allevatore e cacciatore, si immedesima negli animali, uccidendo solo ciò che è necessario all’ecosistema. Sposati, la loro quotidianità viene scossa quando un orso divora alcune delle bestie di Aldo. È qui che prende forma L’invidia dell’orso: Aldo invidia la forza, l’impulsività e la libertà dell’animale, capace di dormire per mesi e poi risorgere. Angela Demattè, trentina d’origine, ha scritto questo spettacolo osservando il delicato rapporto tra comunità alpine e orsi, la cui presenza in Trentino è passata da dieci esemplari reintrodotti nel 1999 a circa 120 oggi, creando dibattiti e polemiche. Sul palco, un coro di canti alpini accompagna i protagonisti, tessendo memoria, tradizione e solidarietà: un legame invisibile che ricorda ai due che, anche nei momenti più difficili, non sono mai soli. di Angela Dematté regia Alice Sinigaglia con Giuliano Comin e Angela Dematté scene e costumi Rubidori Puddu-Manshaft musiche Federica Furlani e con Coro Ana Piani produzione Teatro Stabile di Bolzano

0
Theatre
Giovedì, 26 Nov 2026 20:30

Commedia (con musica) transanimalista e transalpina Aldo e Giuliana, esseri umani di montagna. Giuliana diventa ragioniera per talento, mentre Aldo, allevatore e cacciatore, si immedesima negli animali, uccidendo solo ciò che è necessario all’ecosistema. Sposati, la loro quotidianità viene scossa quando un orso divora alcune delle bestie di Aldo. È qui che prende forma L’invidia dell’orso: Aldo invidia la forza, l’impulsività e la libertà dell’animale, capace di dormire per mesi e poi risorgere. Angela Demattè, trentina d’origine, ha scritto questo spettacolo osservando il delicato rapporto tra comunità alpine e orsi, la cui presenza in Trentino è passata da dieci esemplari reintrodotti nel 1999 a circa 120 oggi, creando dibattiti e polemiche. Sul palco, un coro di canti alpini accompagna i protagonisti, tessendo memoria, tradizione e solidarietà: un legame invisibile che ricorda ai due che, anche nei momenti più difficili, non sono mai soli. di Angela Dematté regia Alice Sinigaglia con Giuliano Comin e Angela Dematté scene e costumi Rubidori Puddu-Manshaft musiche Federica Furlani e con Coro Ana Piani produzione Teatro Stabile di Bolzano

0
Kids
Mercoledì, 25 Nov 2026 17:00-

von Lukas Schrenk, Nils Strunk und Henry Jimenenz Morales nach Carlo Collodi für alle ab 6 Jahren „Ich will lieber ein Kind sein“, ruft das Holzstück, das Geppetto gerade zu einem Tisch verarbeiten möchte. Aber wie soll das gehen? Naja, höchstens eine Puppe könnte der Tischler daraus schnitzen. Aber was wird dann aus seinem Lohn? Das Holzstück lässt nicht locker und Geppetto erschafft „Pinocchio“, ein wahres Meisterwerk. Auch wenn dieses schelmische Kerlchen alles durcheinanderbringt, schließt Geppetto es sofort ins Herz, bringt ihm das Laufen bei und schickt es in die Schule. Pinocchios Neugier führt ihn aber hinaus in die Welt, wo er lernt, dass Fuchse und Katzen nicht immer ehrlich sind und dass Lügen lange Nasen haben. Im Spielzeugland sehnt er sich so sehr nach seinem Papa, dass er beschließt, ihn zu suchen. Nur gut, dass die Fee mit den blauen Haaren weiß, was er dazu braucht: Coraggio! Mit „Pinocchios Abenteuer“ schrieb der berühmte italienische Autor Carlo Collodi, der 2026 seinen 200. Geburtstag feiert, einen Kinderbuchklassiker über das Menschsein, das Sich-Verlieren und Wiederfinden und die Kraft der Magie. Das erfolgreiche Wiener Theaterduo Nils Strunk und Lukas Schrenk verwandelt den Erziehungsroman in ein liebevolles zeitgenössisches Theaterstück mit Musik. In ihren Kompositionen zitieren sie charmant und witzig italienische Operarien und Evergreens im Italo-Pop Stil. Regisseurin Verena Holztrattner, die bereits sensibel das Klassenzimmerstück „Dschabber“ an den Vereinigten Bühnen Bozen inszeniert hat, wird das Kindsein humorvoll und sprachverspielt auf der Bühne feiern. mit Coco Brell René Dalla Costa Justus Henke Lukas Lobis Regie Verena Holztrattner

0
Theatre
Martedì, 24 Nov 2026 20:30

Commedia (con musica) transanimalista e transalpina Aldo e Giuliana, esseri umani di montagna. Giuliana diventa ragioniera per talento, mentre Aldo, allevatore e cacciatore, si immedesima negli animali, uccidendo solo ciò che è necessario all’ecosistema. Sposati, la loro quotidianità viene scossa quando un orso divora alcune delle bestie di Aldo. È qui che prende forma L’invidia dell’orso: Aldo invidia la forza, l’impulsività e la libertà dell’animale, capace di dormire per mesi e poi risorgere. Angela Demattè, trentina d’origine, ha scritto questo spettacolo osservando il delicato rapporto tra comunità alpine e orsi, la cui presenza in Trentino è passata da dieci esemplari reintrodotti nel 1999 a circa 120 oggi, creando dibattiti e polemiche. Sul palco, un coro di canti alpini accompagna i protagonisti, tessendo memoria, tradizione e solidarietà: un legame invisibile che ricorda ai due che, anche nei momenti più difficili, non sono mai soli. di Angela Dematté regia Alice Sinigaglia con Giuliano Comin e Angela Dematté scene e costumi Rubidori Puddu-Manshaft musiche Federica Furlani e con Coro Ana Piani produzione Teatro Stabile di Bolzano

0
Kids
Sabato, 21 Nov 2026 17:00-
L'evento si tiene dal 21 Nov 2026 al 20 Dic 2026

von Lukas Schrenk, Nils Strunk und Henry Jimenenz Morales nach Carlo Collodi für alle ab 6 Jahren „Ich will lieber ein Kind sein“, ruft das Holzstück, das Geppetto gerade zu einem Tisch verarbeiten möchte. Aber wie soll das gehen? Naja, höchstens eine Puppe könnte der Tischler daraus schnitzen. Aber was wird dann aus seinem Lohn? Das Holzstück lässt nicht locker und Geppetto erschafft „Pinocchio“, ein wahres Meisterwerk. Auch wenn dieses schelmische Kerlchen alles durcheinanderbringt, schließt Geppetto es sofort ins Herz, bringt ihm das Laufen bei und schickt es in die Schule. Pinocchios Neugier führt ihn aber hinaus in die Welt, wo er lernt, dass Fuchse und Katzen nicht immer ehrlich sind und dass Lügen lange Nasen haben. Im Spielzeugland sehnt er sich so sehr nach seinem Papa, dass er beschließt, ihn zu suchen. Nur gut, dass die Fee mit den blauen Haaren weiß, was er dazu braucht: Coraggio! Mit „Pinocchios Abenteuer“ schrieb der berühmte italienische Autor Carlo Collodi, der 2026 seinen 200. Geburtstag feiert, einen Kinderbuchklassiker über das Menschsein, das Sich-Verlieren und Wiederfinden und die Kraft der Magie. Das erfolgreiche Wiener Theaterduo Nils Strunk und Lukas Schrenk verwandelt den Erziehungsroman in ein liebevolles zeitgenössisches Theaterstück mit Musik. In ihren Kompositionen zitieren sie charmant und witzig italienische Operarien und Evergreens im Italo-Pop Stil. Regisseurin Verena Holztrattner, die bereits sensibel das Klassenzimmerstück „Dschabber“ an den Vereinigten Bühnen Bozen inszeniert hat, wird das Kindsein humorvoll und sprachverspielt auf der Bühne feiern. mit Coco Brell René Dalla Costa Justus Henke Lukas Lobis Regie Verena Holztrattner

0
Theatre
Venerdì, 20 Nov 2026 20:45

Perché proprio il Campiello? Ci piace immensamente il Goldoni popolare ed il Goldoni reazionario-aristocratico, alla vigilia della sua partenza per Parigi. Il testo è straordinario e pieno d’amore per il popolo povero e senza carnevali in un giorno di carnevale, un testo di grande umanità e tenerezza. Volevamo inoltre dare spazio ai nostri attori giovani e lavorare sull’immedesimazione, quella faticosissima disciplina che differenzia l’interpretare dall’essere. Il Campiello come ben spiega Strehler parla di un rapporto sociale ed etnico consolidato da una parte e stranieri (nobili o semi nobili “foresti”) dall’altra, dove vinceranno i popolani respingendo l’intruso o meglio, gli intrusi, che possono vivere con loro solo per poco, il campiello è del popolo, appartiene alle loro famiglie senza padri, famiglie matriarcali dove le giovani non possono stare in strada, devono stare ai loro balconi. La strada è permessa per il gioco o per qualche colloquio intimo e solo se accompagnate. La strada è dei maschi e delle madri. Sono le regole del tempo e del campiello e non vi è possibilità di cambiamento, la rottura di tali regole farà infatti nascere la prima baruffa tra due famiglie e nasceranno gelosie. Compagnia Teatrale “SOGGETTI SMARRITI” a.p.s. – Treviso Commedia in due atti in dialetto veneziano Durata 90 minuti Adattamento e Regia di Mariarosa Maniscalco

0
Theatre
Mercoledì, 18 Nov 2026 20:30

Ironico, polemico e politico. Da decenni Roberto Castello è artista di punta della danza contemporanea italiana. Con Mbira procede nel suo cammino sul terreno dei temi sociali, delle battaglie civili additando volenterosamente ciò che va storto. Mbira è un concerto per due danzatrici, due musicisti e un regista che – utilizzando musica, danza e parola – analizza il complesso rapporto fra la nostra cultura e quella africana. Mbira è il nome di uno strumento musicale dello Zimbabwe ma anche il nome della musica tradizionale che con questo strumento si produce. Mbira, inoltre, è il nome di una importante festa della tradizione del popolo Shona, la principale etnia dello Zimbabwe, in cui si canta e balla. Mbira è però anche il titolo di una composizione musicale del 1981 intorno alla quale è nata una controversia che ben rappresenta l’estrema problematicità e complessità dell’intrico culturale e morale che caratterizza i rapporti fra Africa ed Europa. Una parola intorno a cui si intreccia una sorprendente quantità di storie, musiche, balli, feste e riflessioni su arte e cultura che fanno da trama ad uno spettacolo che, combinando stili e forme, partiture minuziose e improvvisazioni, scrittura e oralità, contemplazione e gioco, ha come inevitabile epilogo una festa. Finalista Premio UBU 2019 “Migliore spettacolo di Danza” coreografia e regia Roberto Castello musiche Marco Zanotti, Zam Moustapha Dembélé testi Renato Sarti, Roberto Castello con la preziosa collaborazione di Andrea Cosentino interpreti Ilenia Romano, Giselda Ranieri, Erica Bravini (Danza, Voce), Marco Zanotti (Percussioni, Limba), Zam Moustapha Dembélé (Kora, Tamanì, Voce, Balafon), Roberto Castello produzione ALDES - Teatro della Cooperativa con il sostegno di MiC - Direzione Generale Spettacolo dal vivo, Regione Toscana - Sistema Regionale dello Spettacolo, Romaeuropa Festival media partner NIGRIZIA ALDES sostiene l'opera di informazione critica della rivista Nigrizia, cui vanno i proventi della vendita delle t-shirt dello spettacolo un ringraziamento a Cooperativa Sociale Odissea durata 60 minuti

0
Theatre
Mercoledì, 18 Nov 2026 20:00-
L'evento si tiene dal 18 Nov 2026 al 22 Nov 2026

Un anziano professore aspetta nella sua stanza l’arrivo del proprio figlio, che lo accompagnerà nella casa di riposo dove ha scelto di stabilirsi, per lasciare più spazio ai nipoti. Durante l’attesa, densa d’inquietudine e malinconia, dialoga con il ricordo della moglie, morta molti anni prima. È una conversazione ricca di tenerezze, memorie e di struggenti verità: la vecchiaia, la paura della morte, la fredda prospettiva dell’ospizio, dove poi il protagonista si arrenderà allo scorrere del tempo e della vita. Scritto nei primi anni Novanta, tradotto e pubblicato in molte lingue e rappresentato in più di 20 Paesi, Le ultime lune di Furio Bordon è un capolavoro, considerato un vero classico. La sua scrittura potente, raffinata, ironica e vera conduce in un universo palpitante di tensioni, di dinamiche familiari e intime, tutte condivisibili. Interpretato per la prima volta nel 1995 da un memorabile Marcello Mastroianni, è ora Alessandro Haber, sotto la guida di Paolo Valerio, ad affrontare in modo poetico, ma anche dolorosamente sincero, del tema della fragilità della vecchiaia. di Furio Bordon con Alessandro Haber regia Paolo Valerio produzione Il Rossetti Teatro Stabile Del Friuli Venezia Giulia, Goldenart Production

0
Theatre
Martedì, 17 Nov 2026 20:30

Ironico, polemico e politico. Da decenni Roberto Castello è artista di punta della danza contemporanea italiana. Con Mbira procede nel suo cammino sul terreno dei temi sociali, delle battaglie civili additando volenterosamente ciò che va storto. Mbira è un concerto per due danzatrici, due musicisti e un regista che – utilizzando musica, danza e parola – analizza il complesso rapporto fra la nostra cultura e quella africana. Mbira è il nome di uno strumento musicale dello Zimbabwe ma anche il nome della musica tradizionale che con questo strumento si produce. Mbira, inoltre, è il nome di una importante festa della tradizione del popolo Shona, la principale etnia dello Zimbabwe, in cui si canta e balla. Mbira è però anche il titolo di una composizione musicale del 1981 intorno alla quale è nata una controversia che ben rappresenta l’estrema problematicità e complessità dell’intrico culturale e morale che caratterizza i rapporti fra Africa ed Europa. Una parola intorno a cui si intreccia una sorprendente quantità di storie, musiche, balli, feste e riflessioni su arte e cultura che fanno da trama ad uno spettacolo che, combinando stili e forme, partiture minuziose e improvvisazioni, scrittura e oralità, contemplazione e gioco, ha come inevitabile epilogo una festa. Finalista Premio UBU 2019 “Migliore spettacolo di Danza” coreografia e regia Roberto Castello musiche Marco Zanotti, Zam Moustapha Dembélé testi Renato Sarti, Roberto Castello con la preziosa collaborazione di Andrea Cosentino interpreti Ilenia Romano, Giselda Ranieri, Erica Bravini (Danza, Voce), Marco Zanotti (Percussioni, Limba), Zam Moustapha Dembélé (Kora, Tamanì, Voce, Balafon), Roberto Castello produzione ALDES - Teatro della Cooperativa con il sostegno di MiC - Direzione Generale Spettacolo dal vivo, Regione Toscana - Sistema Regionale dello Spettacolo, Romaeuropa Festival media partner NIGRIZIA ALDES sostiene l'opera di informazione critica della rivista Nigrizia, cui vanno i proventi della vendita delle t-shirt dello spettacolo un ringraziamento a Cooperativa Sociale Odissea durata 60 minuti

0
Theatre
Lunedì, 16 Nov 2026 20:30

Ironico, polemico e politico. Da decenni Roberto Castello è artista di punta della danza contemporanea italiana. Con Mbira procede nel suo cammino sul terreno dei temi sociali, delle battaglie civili additando volenterosamente ciò che va storto. Mbira è un concerto per due danzatrici, due musicisti e un regista che – utilizzando musica, danza e parola – analizza il complesso rapporto fra la nostra cultura e quella africana. Mbira è il nome di uno strumento musicale dello Zimbabwe ma anche il nome della musica tradizionale che con questo strumento si produce. Mbira, inoltre, è il nome di una importante festa della tradizione del popolo Shona, la principale etnia dello Zimbabwe, in cui si canta e balla. Mbira è però anche il titolo di una composizione musicale del 1981 intorno alla quale è nata una controversia che ben rappresenta l’estrema problematicità e complessità dell’intrico culturale e morale che caratterizza i rapporti fra Africa ed Europa. Una parola intorno a cui si intreccia una sorprendente quantità di storie, musiche, balli, feste e riflessioni su arte e cultura che fanno da trama ad uno spettacolo che, combinando stili e forme, partiture minuziose e improvvisazioni, scrittura e oralità, contemplazione e gioco, ha come inevitabile epilogo una festa. Finalista Premio UBU 2019 “Migliore spettacolo di Danza” coreografia e regia Roberto Castello musiche Marco Zanotti, Zam Moustapha Dembélé testi Renato Sarti, Roberto Castello con la preziosa collaborazione di Andrea Cosentino interpreti Ilenia Romano, Giselda Ranieri, Erica Bravini (Danza, Voce), Marco Zanotti (Percussioni, Limba), Zam Moustapha Dembélé (Kora, Tamanì, Voce, Balafon), Roberto Castello produzione ALDES - Teatro della Cooperativa con il sostegno di MiC - Direzione Generale Spettacolo dal vivo, Regione Toscana - Sistema Regionale dello Spettacolo, Romaeuropa Festival media partner NIGRIZIA ALDES sostiene l'opera di informazione critica della rivista Nigrizia, cui vanno i proventi della vendita delle t-shirt dello spettacolo un ringraziamento a Cooperativa Sociale Odissea durata 60 minuti

0
Theatre
Sabato, 07 Nov 2026 19:30-
L'evento si tiene dal 07 Nov 2026 al 15 Nov 2026

von Simon Stephens nach Anton Tschechows „Onkel Wanja“ Deutsch von Barbara Christ Vanya trauert, um seine verstorbene Schwester, um sein vertanes Leben als Gutsverwalter in der Provinz, um seine vergebliche Liebe zu der mythisch schönen Helena, der jungen Frau seines schlecht alternden Schwagers Alexander. Als Alexander nach dem Karriereaus in der Großstadt zurück auf den Hof seiner Tochter Sonja kehrt, bricht die Sehnsucht aus: Sonja will den ehemals gutaussehenden Arzt und Waldfanaten Michael. Michael will Helena, die junge Frau des bankrotten Alexander. Alexander will den Hof seiner Tochter Sonja verkaufen. Und Vanya? Vanya will Alexander erschießen. In der provinziellen Enge träumen Tschechows Figuren voneinander und leben doch im Zeichen des Verzichts. Gibt es das noch, das Glück einer realen Begegnung? Simon Stephens radikal-lyrische Adaption von Tschechows modernem Klassiker – ein Schauspieler spielt alle Figuren – schlägt den Bogen von den gesellschaftlichen Zersetzungsprozessen Ende des 19. Jahrhunderts zu der Verlust-Epoche Gegenwart. Das Solo, inszeniert von Rudolf Frey, setzt seinen Spieler – einsam – in die Mitte einer sich immer weiter vereinzelnden und parasozial vereinsamenden Gesellschaft. Der junge Südtiroler Schauspieler Fabian Mair Mitterer verleiht der Tschechowschen Welt mit ihren grassierenden FOMO- und No-Future-Gefühlen ein zeitgenössisches, tragikomisches Gesicht. mit Fabian Mair Mitterer Regie Rudolf Frey

0
Theatre
Mercoledì, 04 Nov 2026 19:30
L'evento si tiene dal 04 Nov 2026 al 06 Nov 2026

Beim diesjährigen Europäischen Kleinkunstwettbewerb dreht sich alles um Fenster, Türen und neue Perspektiven. Kleine Öffnungen werden zu Übergängen in andere Welten: zwischen Realität und Fantasie, Vergangenheit und Zukunft, Innen und Außen. Die Bühne wird zum Ort der Verwandlung, an dem nichts ganz so ist, wie es scheint. Neben Ruhm und Ehre warten Preisgelder in Höhe von 4.000 Euro, 3.000 Euro und 1.500 Euro. Wer den Sieg erringt, entscheidet das Publikum. Die Trophäen wurden heuer von der Schmuckkünstlerin Federica Pallaver gestaltet. Freuen Sie sich auf drei außergewöhnliche Beiträge der internationalen Kleinkunst: das italienische Ensemble Eccentrici Dadarò, die Schweizer Performerin Annina Mosimann und das ukrainische Pantomimenquartett Dekru. Durch die Abende begleitet Sie Eva Kuen.

0
Theatre
Sabato, 31 Ott 2026 20:00

Nach einem gruselig heißen Sommer geht vielleicht so manchem Politiker ein Licht auf in der Birne… oder im kürbisfarbenen Kürbis? Egal, stellen Sie den allergrößten Kürbiskopf einfach ans Fenster, verlassen Sie das Haus und stürmen Sie das Theater. Denn Improtheater Carambolage eröffnet wieder an Halloween mit schaurigen Schmankerln von schwindligen Schuften die Saison! Horrender Spaß und unheimliche Spannung garantiert! Aber Achtung: immer süß lächeln, sonst gibt’s Saures!

0
Theatre
Venerdì, 30 Ott 2026 20:45

Filo “R.A.L. ” – Ville d’Anaunia TN Un matrimonio logoro, una suocera ingombrante, una vicina di casa con le visioni... sono ciò che spinge Arturo ad una drastica decisione: farla finita! D’accordo con l’amico e complice Giacomo, decide di mettere in scena la sua morte. Ma i piani di Arturo vengono scombinati da strambi personaggi che inaspettatamente si presentano in casa sua. Una commedia divertente e vivace che vi farà morire dalle risate. Commedia brillante in tre atti - Autore Luciano Lunghi Adattamento al dialetto trentino e Regia a cura della Filodrammatica R.A.L. La Filodrammatica “R.A.L. ” – Ville d’Anaunia (TN)

0
Theatre
Venerdì, 30 Ott 2026 20:30

Tutti gli uomini che non sono ripercorre l’incredibile storia realmente accaduta delle trasformazioni di Paolo Calabresi in personaggi realmente esistenti. Molti ricordano la straordinaria performance del falso Nicolas Cage, accolto allo stadio con tutti gli onori dal presidente del Milan, ma ci furono anche John Turturro, Marilyn Manson, un capo africano e persino un cardinale. Performance impressionanti che però nascono in conseguenza di alcuni eventi traumatici che Calabresi ha subito nel giro di poche settimane, e da cui è uscito attraverso un uso “improprio” del suo mestiere di attore. Una serie di operazioni che ha finito per coinvolgere la sua vita privata investendo la sua numerosa famiglia, e in particolare la relazione con la moglie, figura fondamentale interpretata da Carolina Di Domenico. Una commedia-verità, di una comicità a tratti esilarante, che ha l'ambizione di sviluppare delle tematiche complesse filtrandole attraverso la costante lente dell'ironia, ma soprattutto una riflessione su quella che percepiamo come “identità”. tratto dal libro omonimo di Paolo Calabresi con Paolo Calabresi e Carolina Di Domenico scritto e diretto da Paolo Calabresi scene Roberto Crea luci Marco D'Amelio progetto video Carmine Acconcia costumi Alessandro Lai produzione Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo durata 90 minuti circa

0
Theatre
Giovedì, 29 Ott 2026 20:30

Tutti gli uomini che non sono ripercorre l’incredibile storia realmente accaduta delle trasformazioni di Paolo Calabresi in personaggi realmente esistenti. Molti ricordano la straordinaria performance del falso Nicolas Cage, accolto allo stadio con tutti gli onori dal presidente del Milan, ma ci furono anche John Turturro, Marilyn Manson, un capo africano e persino un cardinale. Performance impressionanti che però nascono in conseguenza di alcuni eventi traumatici che Calabresi ha subito nel giro di poche settimane, e da cui è uscito attraverso un uso “improprio” del suo mestiere di attore. Una serie di operazioni che ha finito per coinvolgere la sua vita privata investendo la sua numerosa famiglia, e in particolare la relazione con la moglie, figura fondamentale interpretata da Carolina Di Domenico. Una commedia-verità, di una comicità a tratti esilarante, che ha l'ambizione di sviluppare delle tematiche complesse filtrandole attraverso la costante lente dell'ironia, ma soprattutto una riflessione su quella che percepiamo come “identità”. tratto dal libro omonimo di Paolo Calabresi con Paolo Calabresi e Carolina Di Domenico scritto e diretto da Paolo Calabresi scene Roberto Crea luci Marco D'Amelio progetto video Carmine Acconcia costumi Alessandro Lai produzione Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo durata 90 minuti circa

0
Theatre
Giovedì, 29 Ott 2026 20:30

Autore e protagonista in scena: Ubaldo Pantani Regia: Nicola Fanucchi Produzione: Vera Produzione Produzione a cura di: Paolo Ruffini per Vera Produzione “Che personaggio!” Quante volte lo diciamo di fronte a qualcuno che ci sembra fuori dal comune? Lo ripetiamo tra amici, lo raccontiamo a casa, lo condividiamo al lavoro: “Ero a fare l’aperitivo e c’era un barista… dovevi vedere che personaggio!” In Inimitabile, Ubaldo Pantani, mattatore della comicità televisiva, porta sul palco il suo mondo di personaggi: dalle celebrità imitate – Lapo Elkann e tutti gli altri – fino alle persone comuni, quelle incontrate nei contesti più disparati, dal benzinaio del paese al protocollista comunale, fino all’uomo dei preventivi. Figure reali che, pur nella loro quotidianità, rivelano un’umanità esilarante e imprevedibile, diventando spesso fonte di ispirazione per personaggi di fantasia. Un’ora e mezzo di risate e dubbi esistenziali tragicomici, in cui il pubblico si ritrova a riconoscere tic, manie e piccole ossessioni che fanno parte del nostro vivere quotidiano. Perché in fondo, ridiamo degli altri senza accorgerci che, da un’altra prospettiva, potremmo essere noi i veri personaggi. E in questo gioco di maschere, il ridicolo che cogliamo negli altri si riflette su di noi, perché il confine tra imitare ed essere imitati si fa sottilissimo, così come quello tra normalità e assurdità.

0
Theatre
Giovedì, 29 Ott 2026 20:00
L'evento si tiene dal 29 Ott 2026 al 30 Ott 2026

Di e con Gianluca Iocolano musica: Christa Plank regia: Marta Dalla Via “Robe da Mander” affronta la violenza di genere puntando i riflettori su un vizio collettivo: la tendenza a spostare lo sguardo su dettagli secondari pur di non riconoscere apertamente un problema. Esiste la violenza psicologica, quella fisica, quella economica, e può essere presente in diversi ambiti: lavorativo, familiare, sociale. Gianluca Iocolano trasforma un grido d'allarme in un canto tragicomico. Il testo è bilingue, e unisce momenti di riflessione a ironia tagliente. Si può guardare, senza voltare lo sguardo, e senza sentirsi in colpa?

0
Music
Giovedì, 29 Ott 2026 19:30

O/Modernt Hugo Ticciati / violino KALEIDOSCOPIC SOUNDS Henry Purcell Chacony in G Nebojsa Zivkovic Fluctus Gene Koshinski Caleidoscópio Vincent Ho Nostalgia Arvo Pärt Da pacem domine Ludwig van Beethoven Große Fuge Op. 133 Peteris Vasks ‘Meditation’ from String Quartet No. 4 Emmanuel Witzthum The Trace of Echoes* Albert Schnelzer Apollonian Dances Pablo Casals Song of the Birds In collaborazione con Südtiroler Kulturinstitut Jëuni de Mujiga de Gherdëina Fondazione Musica Classica Perugia

0
Theatre
Martedì, 27 Ott 2026 20:30

Tutti gli uomini che non sono ripercorre l’incredibile storia realmente accaduta delle trasformazioni di Paolo Calabresi in personaggi realmente esistenti. Molti ricordano la straordinaria performance del falso Nicolas Cage, accolto allo stadio con tutti gli onori dal presidente del Milan, ma ci furono anche John Turturro, Marilyn Manson, un capo africano e persino un cardinale. Performance impressionanti che però nascono in conseguenza di alcuni eventi traumatici che Calabresi ha subito nel giro di poche settimane, e da cui è uscito attraverso un uso “improprio” del suo mestiere di attore. Una serie di operazioni che ha finito per coinvolgere la sua vita privata investendo la sua numerosa famiglia, e in particolare la relazione con la moglie, figura fondamentale interpretata da Carolina Di Domenico. Una commedia-verità, di una comicità a tratti esilarante, che ha l'ambizione di sviluppare delle tematiche complesse filtrandole attraverso la costante lente dell'ironia, ma soprattutto una riflessione su quella che percepiamo come “identità”. tratto dal libro omonimo di Paolo Calabresi con Paolo Calabresi e Carolina Di Domenico scritto e diretto da Paolo Calabresi scene Roberto Crea luci Marco D'Amelio progetto video Carmine Acconcia costumi Alessandro Lai produzione Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo durata 90 minuti circa

0
Formation
Domenica, 25 Ott 2026

Open CI Jam: martedì 27 ottobre 2026 dalle ore 19:30 A conclusione della rassegna Alps Move invita il pubblico a partecipare al mini-festival di Contact Improvisation Dolomite Flow. Birgit Krejci, responsabile dell’organizzazione dei workshop, è riuscita ad ottenere per questa edizione la danzatrice, performer e coreografa finlandese di fama internazionale Katja Mustonen. Con una splendida vista sulle Dolomiti, vi aspettano un CI Intensive, un CI Workshop con Ronja Eick, CI Jams con Alex Zampini, Authentic Relating sessions, Bodywork, escursioni e molto altro. Alcuni posti per il 2026 sono già riservati. Chi ha già partecipato lo sa: vale la pena prenotarsi per tempo. Info e prenotazioni a b.krejci@gmx.at

0
Theatre
Sabato, 24 Ott 2026 19:00

PAYSAGE MÈRE Nelle prime settimane dopo la nascita si apre un tempo sospeso tra stupore e sfinimento, in cui nulla è definito e tutto è in trasformazione. Il corpo cerca un nuovo equilibrio, mentre madre e figlio vivono il mondo come un’unica entità. Paysage mère esprime questa condizione attraverso un’installazione percorribile, raccontando la fragile e silenziosa forza che permea questo momento. Canti e nenie attraversano lo spazio come una foschia: a volte quasi impalpabili, altre fisicamente percepibili. Calmano, sostengono, liberano. Con la nascita di un figlio, una donna intraprende una trasformazione verso l’ignoto. La performance indugia in questo scenario, ne rivendica la visibilità e invita il pubblico ad attraversare i paesaggi della maternità come testimoni. Concetto, regia, produzione: Sabrina Fraternali, Marika Rainer, Sylvie Riant Coreografia: Sabrina Fraternali Interpreti: Sabrina Fraternali, Marika Rainer e altri interpreti Foto, video, costumi, installazione: Sylvie Riant Musica e suoni: Marika Rainer CROLLI SILENZIOSI – STILLE EINSTÜRZE Crolli Silenziosi – Stille Einstürze esplora una domanda essenziale: come si muove un corpo quando ascolta? Frutto di una lunga ricerca artistica nei paesaggi naturali, il lavoro prende forma come un’installazione coreografica in cui danza, suono, materia e mito si intrecciano. Due danzatrici entrano in contatto con le pietre, testimoni del tempo e custodi della memoria. Ispirandosi alla leggenda dolomitica di Tanna, la performance indaga la fragilità, la trasformazione e il delicato equilibrio tra crollo e ascesa. Un poetico spazio esperienziale in cui silenzio, attenzione e senso di appartenenza diventano esperibili attraverso il corpo. Concetto: Claudia Tomasi in collaborazione con Francesca Pedullà & Thomas Beck Coreografia, interpreti: Claudia Tomasi, Francesca Pedullà Testi, voce: Thomas Beck Musica originale e suoni: Benjamin Tomasi Foto: barbaracali(C)torinocity Produzione: Claudia Tomasi IN BALANCE (AUF MESSERS SCHNEIDE) La fiducia è uno degli elementi fondamentali delle relazioni umane: un filo invisibile che unisce le persone. Fidarsi significa aprirsi all’altro, rinunciare a una parte del controllo e, al tempo stesso, esporsi alla vulnerabilità. Un equilibrio delicato tra restare saldi e cedere, tra vicinanza e lontananza. La corda diventa il simbolo di questo fragile equilibrio. Tra gli strumenti più antichi dell’umanità, può salvare, sostenere, unire e offrire sicurezza, ma anche costringere, limitare e minacciare. Nella pratica dello Shibari la corda non è soltanto uno strumento di legatura, ma l’espressione di una fiducia profonda. Chi si lascia legare si consegna nelle mani dell’altro. Un equilibrio che non è mai definitivo, ma che va continuamente ritrovato. Concetto, regia, costumi, produzione: Rixa Rottonara Coreografia, interpreti: Iris Gonzales, Rixa Rottonara CLOWDS Le nuvole rappresentano l’elemento aria, che può essere associato alla libertà, alla leggerezza e alla capacità di trasformarsi. Simboleggiano indipendenza e flessibilità: le cose vecchie si dissolvono e ne nascono di nuove. Clowds (1998) fa parte di una videoinstallazione dedicata ai quattro elementi. In questo spazio l’opera acquista una risonanza particolare: la porzione di paesaggio che circonda il monastero, ritagliata dalla finestra posta di fronte allo schermo, amplia lo spazio visivo del video, fondendo l’opera, l’architettura e la natura in un’unica esperienza percettiva. Come le nuvole che scorrono nel video, anche la finestra presenta allo sguardo il mondo esterno in continua trasformazione, mentre gli ambienti interni trasmettono un senso di permanenza. Concetto, coreografia, interpreti, costumi: Remo Rostagno, Doris Plankl Video, regia: Andreas Pichler Musica originale e suoni: Susanna Schönberg Produzione: IDEA_tanztheaterperformance ADD_SOFTNESS Il lavoro di 3k si dedica alla ricerca di un equilibrio tra morbidezza e fermezza. In un presente segnato da prestazioni e aspettative, la performance si interroga su come la delicatezza possa non solo essere preservata, ma anche coltivata. Quand’è che la resilienza si trasforma in durezza? E può essere proprio la morbidezza a diventare una forma di protezione? In un dialogo performativo le interpreti sperimentano con la voce, il suono e il movimento, accostando i gesti automatizzati del truccarsi alla toeletta all’atto di indossare un equipaggiamento da hockey. A partire da queste pratiche di preparazione, il lavoro esplora le sottili sfumature che separano morbidezza e durezza, interrogandosi sulle diverse forme di protezione, resistenza e vulnerabilità che esse rendono visibili. Concetto: Michèle Schladebach, Greta Schuster, Marika Rainer, Sabrina Fraternali Coreografia: Greta Schuster, Sabrina Fraternali Interpreti: Greta Schuster, Marika Rainer Musica originale: Michèle Schladebach Foto: Martina Cavinato HABIT Un bagliore Passi del passato spogliano la veste del presente. Un vortice scaglia ciò che è antico, ciò che pesa, nello spazio dell’infinito e si apre il sentiero di ciò che verrà. In dialogo con la scultura di carta di Elisabeth Oberrauch, Simone Oberrauch e Massimo Bertinelli attraversano, abitano e illuminano gli spazi della biblioteca dell’abbazia. Scultura, suono e movimento entrano in rapporto con l’architettura e la storia della biblioteca, dando vita a un teatro del corpo poetico e performativo. Creata appositamente per questo luogo, l’installazione intreccia passato e presente in uno “spazio dell’infinito”. In un’epoca dominata da un approccio superficiale e veloce alla conoscenza, Habit invita a rallentare e soffermarsi nel raccoglimento. Concetto: Simone Oberrauch, Massimo Bertinelli, Elisabeth Oberrauch Coreografia, interpreti, regia, foto, costumi: Simone Oberrauch, Massimo Bertinelli Musiche originali e suoni: Massimo Bertinelli Produzione: Cie. ATZAR

0
Music
Giovedì, 22 Ott 2026 20:00

Anna Mabo ist 1996 in Wien geboren und dort erfolgreich aufgewachsen. Ihr Umzug nach Ottakring und das fehlende Vertrauen ihres Vaters in ihre Autofahrkünste gaben Anstoß zu den ersten Lo-Fi Songs, mit vielen Worten und wenigen Akkorden: Alte Hunde, kaputte Autos, Väter und Mütter, Alltagsballast und Alltagspaläste, das U-Bahnfahren – ein Querschnitt durch irrelevante Wichtigkeiten und relevante Nichtigkeiten, also alles, was das Leben so macht. ​Die Musikerin und Schauspielregisseurin (Max Reinhardt Seminar) veröffentlichte bereits 4 Alben: Die Oma hat die Susi so geliebt (2019), Notre Dame (2021), Danke, gut (2023) und Mittelschwere Ekstase (Herbst 2025). ​2021 war Anna Mabo nominiert für den Prix Pantheon, 2023 kuratierte sie das Popfest Wien. ​Ernst Molden über das 4. Album Mittelschwere Ekstase: „Mittelschwere Ekstase“ heißt das vierte Album von Anna Mabo. Da sind 14 Songs, befüllt mit beschwipsend virtuoser Musik, mit immer noch dichteren Sprachkunstwerken an jener Stelle, wo bei anderen Künstlern und Künstlerinnen „Texte“ stehen, und mit einer so eigenständigen Gesangsschönheit, dass das Werk aus einer anderen und zweifelsfrei besseren Welt zu kommen scheint. Mit Anna Mabo Gesang | Clemens Sainitzer Violoncello | Alexander Yannilos Schlagzeug

0
Theatre
Giovedì, 22 Ott 2026 20:00

TO TREAD THE SALTY DEEP Beneath the water the tempest is nothing but a song Beneath this skin we are nothing But a storm Janina Diller To Tread the Salty Deep è un assolo in cui il piano fisico, sonoro e narrativo si attivano e si alimentano a vicenda, dando vita a una performance sospesa tra il mitologico e il punk, tra danza, arte sonora e poesia. La voce e il corpo femminili sono l’origine e la forza motrice di questo universo scenico. L’opera attinge dalla ricerca sulla figura della sirena come lente per esaminare il processo di alterizzazione del corpo femminile – la sua demonizzazione, erotizzazione e controllo. Questo archetipo, stratificato nel mito, diventa lo strumento con cui il pezzo esplora possibili narrazioni, reinterpretate e reimmaginate attraverso la composizione di tensioni, accumuli, attriti e melodie cullanti. Concetto, coreografia, interprete: Margherita Dello Sbarba Musica originale: George Dhauw & Margherita Dello Sbarba Sound Design: George Dhauw Drammaturgia: Antia Diaz Otero Regia luci: Margherita Dello Sbarba Assistenza coreografica: Alexandros Anastasiadis Produzione: Uncanny Paradise AGAIN BUT DIFFERENT Again but Different esplora l’impatto della pressione costante esercitata dalla società contemporanea sul corpo e sulla mente. In un contesto che richiede di essere sempre efficienti, produttivi e performanti, il corpo diventa uno spazio di controllo, disciplina e resistenza. L’assolo invita a riflettere sul rapporto tra forza e vulnerabilità e sulla capacità di accogliere la caduta come parte del percorso. Un viaggio alla ricerca dell’armonizzazione di corpo, mente e spirito, in cui dare valore alla presenza, consapevolezza e libertà. Movimenti e sequenze si ripetono con sempre meno tensione ed in maniera sempre più fluida ed organica. Attraverso la performance la danzatrice richiede un ritorno all’ascolto ed alla calma; lasciando andare aspettative esterne e controllo e ricercando il proprio equilibrio energetico. Concetto, coreografia, interprete, produzione: Giorgia Calliari Drammaturgia: Eva Robayo Foto: Ian Cardoz Regia luci: Eva Robayo THE SOUND OF RAIN The Sound of Rain prende corpo da una domanda: il restare immobili può essere una forma di forza? Non un tentativo di opporre resistenza alla vita ma un calarsi nella sua profondità. Ispirandosi al suono della pioggia il pezzo invita tanto i performer quanto il pubblico a rallentare, ascoltarsi e riscoprire una presenza nel mezzo del turbamento. Due corpi entrano nello spazio come entità distinte, ognuno vibrando alla sua frequenza, per poi entrare in risonanza. Secondo il principio della “e-motion, energy in motion”, qui l’emozione non viene rappresentata ma attivata. Gli stati d’animo sono approcciati come forze cinetiche che attraversano il corpo, cambiando costantemente forma, densità e direzione. Il movimento diventa un modo per pensare e sentire contemporaneamente, rivelando la vitalità e fluidità dell’emozione. Concetto, coreografia: Ladina Whitehead, Vanessa Morandell Interpreti: Ladina Whitehead, Fazil On Yu Foto: Marco Wolff Regia luci: Vanessa Morandell EVERYTHING STARTS FROM POINT ONE Un corpo. Due anime di un unico impulso interiore. Un gioco di avvicinamento e allontanamento, adattamento e ricerca di sé. Qualcosa cresce. Si avviluppa. Allo stesso tempo sostiene e consuma. Quanto resta di me stessa, alla ricerca di una connessione con gli altri? La danza si muove nelle intercapedini, cerca un equilibrio tra l’Io ed il Noi. È come una trama che si annoda su sé stessa. Un conflitto tra il desiderio di restare fedeli a sé stessi e il bisogno di essere parte di un tutto. Everything starts from point one prende spunto dal “fico strangolatore”, un affascinante fenomeno di adattamento e strategia di sopravvivenza nel mondo vegetale in cui il seme del fico, crescendo in simbiosi con la pianta ospite, finisce per consumarla. Concetto, coreografia, interpreti, produzione: Mirjam Plank, Lea Markgraf Musiche e suoni: Samuel Merold Foto: Stefan Grau

0
Music
Mercoledì, 21 Ott 2026 20:00

Barencia vereint Jazz, Flamenco und zeitgenössischen Tanz zu einer außergewöhnlichen Performance. Der katalanische Pianist Xavi Torres trifft auf den Florentiner Schlagzeuger Bernardo Guerra, den italienischen Kontrabassisten Michelangelo Scandroglio und die preisgekrönte mexikanische Tänzerin Karen Lugo. Virtuose Improvisation, kraftvolle Rhythmen und Bewegung verschmelzen zu einem lebendigen Dialog zwischen Barcelona und Florenz. Xavi Torres: Klavier Bernardo Guerra: Schlagzeug Michelangelo Scandroglio: Kontrabass Karen Lugo: Tanz

0
Theatre
Martedì, 20 Ott 2026 20:00-
L'evento si tiene dal 20 Ott 2026 al 25 Ott 2026

Lunetta Savino è la protagonista di Madre Courage e i suoi figli di Bertolt Brecht, nella nuova rilettura di Leo Muscato. Un capolavoro del Novecento riportato alla sua natura più autentica: popolare, emotivo, dialettico, abbagliante. «Questo nuovo allestimento parte da una verità semplice e brutale: Brecht non racconta una donna travolta dalla guerra, ma una donna che vive grazie alla guerra. Una sopravvissuta amorale, attraversata da un’energia feroce e vitale. Courage non è un’eroina: è una mercante che tratta il conflitto come un mercato. È per questo che ci riguarda ancora» scrive Muscato. Scivolosa, contraddittoria, inafferrabile: per questo Madre Courage è umana. In lei convivono la madre che sopravvive nel sistema che la divora, l’individuo che non impara, chi specula nelle crisi e chi vive nell’emergenza permanente. Uno spazio scenico essenziale, senza protezioni, per un teatro in cui tutto viene evocato è il terreno ideale perché lo straniamento brechtiano torni vivo. Il cuore visivo dello spettacolo è il carro con cui Madre Courage segue gli eserciti – i suoi principali clienti – durante l’eterno conflitto: un oggetto reale, un corpo parallelo, il termometro della sua vita. «Scena dopo scena si trasforma, crescendo, collassando, tornando scheletro e delineando in questo modo un viaggio epico dentro il viaggio della protagonista […].» La musica suonata e cantata dal vivo ha un ruolo centrale. Brecht voleva canzoni «come una sveglia stonata», dure e sentimentali insieme. «Noi proponiamo una nuova partitura contemporanea, più rock che militare, che non si limita ad accompagnare l’azione ma la interrompe, la spacca, la illumina» prosegue Muscato «La scena avrà la forza di un concerto: luce, suono e corpi in un impatto frontale con il pubblico. Il nostro spettacolo non vuole offrire una lezione, ma un’esperienza: un’energia che esplode, un viaggio feroce attraverso l’Europa devastata del Seicento e il nostro presente. Un teatro che non consola, ma che tiene lo spettatore incollato alla scena e gli sbatte in faccia la complessità del presente». Per gli/le abbonati/e di Merano, Bressanone, Vipiteno e Brunico è riservata l'anteprima di martedì 20 ottobre h. 19.30 con servizio pullman gratuito fino a esaurimento posti e solo su prenotazione via messaggio WhatsApp al numero 3666311044 Per gli/le abbonati/e della Bassa Atesina in abbonamento la recita di domenica 25 ottobre h. 16.00 con servizio pullman gratuito fino a esaurimento posti e solo su prenotazione via messaggio WhatsApp al numero 3666311044 di Bertolt Brecht con Lunetta Savino e cast in definizione regia Leo Muscato scene Andrea Belli costumi Margherita Baldoni luci Alessandro Verazzi produzione Teatro Stabile di Bolzano, Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale

0
Others
Lunedì, 19 Ott 2026 09:30-17:00 |
L'evento si tiene dal 19 Ott 2026 al 22 Ott 2026

La fiera per l'hotellerie e la gastronomia Dove l’ospite è al centro della scena. - Hotel è la fiera alberghiera leader nel Nord-Est d’Italia. Ogni anno Hotel attira i migliori albergatori per conoscere soluzioni all'avanguardia e per creare rapporti professionali tra esperti del settore. - Sempre un passo avanti, a Hotel è l’occasione principale per conoscere tutti gli attori e le soluzioni di rilievo per mantenere l’ospitalità sostenibile – sotto ogni suo punto di vista: economico, ecologico o sociale che sia. - Oltre 400 espositori e oltre 19.000 visitatori ogni anno si incontrano a Hotel, in un ambiente altamente curato e coinvolgente, per rafforzare il proprio business, conoscere nuove prospettive e opportunità.

0
Music
Sabato, 17 Ott 2026 20:00

Il successo dei German Brass è dovuto al loro sound. Pionieri tra gli ensemble di ottoni, i German Brass non solo hanno scritto la storia della musica sin dalla loro fondazione nel 1974, ma continuano ancora oggi la loro storia di successo. I dieci fiati solisti e professori universitari si distinguono per la loro capacità di creare senza compromessi il sound genuino del loro ensemble, ritrovandolo e reinventandolo in ogni concerto e in ogni registrazione Il suono viene celebrato da German Brass, diventando così un'esperienza per il pubblico. Da quando le celebrazioni per Johann Sebastian Bach, l'ispiratore del leggendario suono German Brass, hanno portato nel 1984 alla formazione definitiva con dieci fiati, German Brass si esibisce in questa formazione. Da tempo la musica da camera per ottoni è diventata una componente fissa e scontata della vita concertistica nazionale e internazionale, e German Brass ha mantenuto la sua reputazione di pioniere in tutti questi decenni. Gli arrangiamenti di Mathias Höfs e Alexander Erbrich-Crawford, appositamente studiati per le eccellenti prestazioni artistiche e tecniche dei membri dell'ensemble

0
Theatre
Sabato, 17 Ott 2026 18:0020:00

NACRE (HENDOKU IYAKU) Nacre è un progetto transdisciplinare che fonde arte, biologia e filosofia orientale per esplorare il potenziale evolutivo dell’esistenza umana. Il titolo unisce il termine scientifico che designa la madreperla (Nacre), al concetto buddhista giapponese Hendoku-iyaku (“trasformare il veleno in medicina”), delineando un percorso di alchimia trasformativa in cui l’ostacolo non viene rimosso, ma trasformato in valore e nel catalizzatore necessario per lo sviluppo della propria perla interiore. Attraverso la ricerca di un equilibrio formale e concettuale, la performance assimila l’azione creativa ad una pratica di trasmutazione esistenziale, un rituale in cui la materia grezza dell’esperienza umana viene raffinata fino a raggiungere la purezza della materia stessa: la nacre. Concetto, coreografia, interprete, regia, video, musica e suoni, costumi, produzione: Santija Bieza Montaggio video: Marco Sonna Regia luci: Santija Bieza THRESHOLD Equilibrio non è restare immobili, equilibrio è movimento. Per tutta la vita strutture, compiti e processi ripetitivi forniscono stabilità, ma quando gli equilibri abituali vacillano ecco che inizia un nuovo ritmo, ancora silenzioso, ancora sconosciuto. Threshold – soglia – è una performance del sostare, del fermarsi in quel momento fragile tra il sentire di essere arrivati e il lasciarsi andare, dove corpi, voci e spazio rimangono sospesi e attraversano una silenziosa trasformazione. Concetto: Sabine Raffeiner, Christian Lang Coreografia: Sabine Raffeiner und die Tänzer*innen/e performer Interpreti: Hugo Olagnon, Giulia Manica, Seungju Lee Regia: Sabine Raffeiner Foto, documentazione: Christian Lang Testi: Christian Lang, Paolo Quarta Regia luci: Sabine Raffeiner Produzione: Sabine Raffeiner CATCH ME (BEF-)OR(-E) I FALL Catch me (bef-)or(-e) I fall indaga l’equilibrio come condizione fisica ed emotiva in tempi di instabilità. In scena, l’assolo di Paola Zadra affronta la precarietà del nostro contesto storico, ricercando l’armonia mentre tutto intorno sembra sgretolarsi, ma riflettendo anche sulle risorse necessarie agli artisti per superare ostacoli fisici, economici e sociali. Il titolo allude all’off balance, lo spostamento di peso che porta al rischio di una caduta per poi generare una ripresa (catch). In un dialogo costante tra movimento, suono e immagine, lo spettacolo si avvale delle installazioni audiovisive e delle musiche di Daniel Vacas Peralta. Immagini immersive generate con l’IA avvolgono lo spettatore, invitandolo a riflettere sul proprio equilibrio interiore in uno spazio sospeso scandito dal ritmo del respiro e della rinascita dopo ogni caduta. Concetto, coreografia, interprete: Paola Zadra Regia: Daniel Vacas Peralta, Paola Zadra Foto, Video: Daniel Vacas Peralta Musica originale e suoni: Daniel Vacas Peralta Produzione: Paola Zadra, Daniel Vacas Peralta

0
Music
Venerdì, 16 Ott 2026 20:00

All'età di sei anni Matthias Höfs dichiara che la tromba è “il suo strumento, perché è così bella e brillante”. Appena diciottenne diventa trombettista solista della Philharmonisches Staatsorchester Hamburg. Per 16 anni si gode l'affascinante mondo dell'opera. Allo stesso tempo, Höfs diventa membro dell'ensemble GERMAN BRASS, con il quale riscuote successo in tutto il mondo. Fin dal primo concerto dell'ensemble nel 1985, scrive per sé e per i suoi colleghi arrangiamenti “su misura” che ispirano il mondo degli ottoni in modo innovativo, duraturo e trasversale ai generi. Con il suo spirito pionieristico musicale, Matthias Höfs amplia continuamente gli orizzonti del suo strumento, sia attraverso la stretta collaborazione con compositori che traggono ispirazione dal suo incomparabile virtuosismo e dalla sua voglia di sperimentare, sia come “ambasciatore della tromba” nella sua terra natale, lo Schleswig-Holstein, sia attraverso la collaborazione pluriennale con i costruttori di strumenti Max e Heinrich Thein. Matthias Höfs trasmette la sua passione per lo strumento anche ai suoi studenti, che dal 2000 insegna con grande impegno come professore all'Università di Musica e Teatro. Oltre alla sua vasta attività concertistica come solista e musicista da camera, Höfs ha prodotto finora numerosi CD da solista. Con GERMAN BRASS ha inoltre all'attivo più di 20 registrazioni su CD. Nell'ottobre 2016 GERMAN BRASS ha ricevuto il premio tedesco ECHO Klassik, uno dei più alti riconoscimenti per musicisti nazionali e internazionali. Michael Schöch è uno dei pochi musicisti che padroneggiano allo stesso modo e al massimo livello sia il repertorio pianistico che quello organistico. Con il primo premio al Concorso Internazionale di Musica dell'ARD nella categoria organo, un riconoscimento assegnato per la prima volta dopo 40 anni, ha iniziato una carriera che lo ha portato in importanti sale da concerto come la Berliner Philharmonie, la Berliner Konzerthaus, il Konzerthaus di Vienna, il Musikverein di Vienna, il KKL di Lucerna, il Gewandhaus di Lipsia, la Philharmonie im Gasteig di Monaco, la Herkulessaal di Monaco, la Semperoper di Dresda e chiese come le cattedrali di Riga, Passau, Merseburg, Magonza e Spira. Come solista ha suonato con orchestre rinomate come l'Orchestra Sinfonica della Radio Bavarese, l'Accademia di Vienna, l'Orchestra da camera di Stoccarda, l'Orchestra Sinfonica Tedesca di Berlino, la Camerata di Salisburgo, l'Orchestra dell'Accademia di St. Blasius, l'Orchestra di Stato di Kassel, l'Orchestra Sinfonica di Norimberga, l'Orchestra Sinfonica Tirolese di Innsbruck e l'Orchestra dell'Opéra di Rouen. Il lavoro di Michael Schöch è documentato in numerose registrazioni radiofoniche (tra cui ORF, BR, SWR, Deutschlandradio) e produzioni discografiche. Michael Schöch ha pubblicato finora 15 CD. Oltre a numerosi altri premi, ha vinto il primo premio al Concorso Pianistico Internazionale “Franz Schubert” a Ruse/Bulgaria, al Concorso Organistico Internazionale “August Everding” a Monaco di Baviera e al Concorso Musicale Internazionale dell'ADR 2011. Dal 2015 dirige la classe di organo al Conservatorio regionale tirolese di Innsbruck e dal 2024 è direttore artistico del Concorso Internazionale Paul Hofhaimer di Innsbruck.

0
Theatre
Venerdì, 16 Ott 2026 20:00

Istanbul-Hairlines, Partner, Südtiroler Fleißpinkeligkeit, die Gemeinsamkeiten zwischen Ötzi und Jannik Sinner, das Hippie-Paradies Waltherpark – kleine Beobachtungen, absurde Fragen, scheinbar banale Gedanken, die immer wieder hochkommen und nachhallen. Offensichtliches kippt ins Absurde, Ernsthaftes wird lächerlich, und geteilte Gewissheiten enden im kollektiven Kontrollverlust. Nach über zehn Jahren auf der Bühne als eine der prägenden Stimmen der Südtiroler Slam-Poetry- und Spoken-Word-Szene betritt Alex Giovanelli nun neues Terrain: die Stand-up-Comedy. Nach zwei fulminanten Vorpremieren im Frühjahr startet er in Bruneck seine Herbsttour 2026. Von und mit Alex Giovanelli

0
Kids
Venerdì, 16 Ott 2026 16:00-
L'evento si tiene dal 16 Ott 2026 al 18 Ott 2026

geschrieben und illustriert von Chris Naylor-Ballesteros aus dem Englischen von Uwe-Michael Gutzschhahn für Kinder zwischen 3 und 5 Jahren Eines Tages kommt ein fremdes, grünes Tier mit einem großen Koffer im Wald an. Der Vogel, der Hase und der Fuchs wundern sich. Wo kommt es her? Warum ist es voller Staub und Angst und Müdigkeit? Und vor allem: Was um Himmels willen ist in dem Koffer? Der Fremde setzt sich und erzählt: In dem Koffer sind eine Tasse und ein Tisch und ein Stuhl und eine Hütte mit Blick auf das Meer. Ein ganzes Zuhause in einem Koffer? Die Tiere werden misstrauisch und wollen um alles in der Welt die Wahrheit herausfinden. Chris Naylor-Ballesteros, geboren in Bradford (Großbritannien), Lieblingsfarbe Grün, ist Autor und Illustrator zahlreicher Kinderbücher, darunter „Der Koffer“ (2019). Die Regisseurin Naemi Friedmann, geboren in Thüringen, wird das Bilderbuch und seine grüne Hauptfigur mit Puppe, Musik und Spiel für die Bühne adaptieren. Das mobile Sitzkissenformat stellt sich mit einer hoffnungsfrohen Geschichte über Offenheit und Toleranz seinem jüngsten Publikum vor. mit Lotta Lechtenberg Almut Schäfer-Kubelka Regie Naemi Friedmann

0
Theatre
Giovedì, 15 Ott 2026 20:30

(avannotti, sole Blu e la storia della giovane Saracinesca) Alessandro Bergonzoni torna in teatro con il suo nuovo spettacolo Arrivano i Dunque (avannotti, sole blu e la storia della giovane saracinesca). Un'asta dei pensieri alla ricerca del “miglior (s)offerente” per mettere all'incanto il verso delle cose. Tra arte e sorte, fiamminghi e piromani, van Gogh e Bangkok, bene e Mahler, sangue fuori mano e stigmate, stigmate e astigmatici, Dalì fino Allah, Bergonzoni cerca di ricreare, attraverso la sua inconfondibile scrittura comica, una realtà che non solo non ci basta più ma che possiamo/dobbiamo reinventare giorno per giorno alla ricerca di un futuro di pace assoluta e definitivamente più accogliente fino alle soglie di nuove percezioni e di altri significati. di e con Alessandro Bergonzoni scene Alessandro Bergonzoni regia Alessandro Bergonzoni e Riccardo Rodolfi produzione Teatro Carcano durata 90 minuti

0
Theatre
Domenica, 11 Ott 2026 18:00

Up Close è una performance di danza immersiva che esplora la prossimità, la percezione e il delicato equilibrio tra individuo e collettività. Pubblico e performer condividono lo stesso spazio, incontrandosi in un ambiente in cui sguardi, respiri e minimi spostamenti diventano parte della coreografia. Il lavoro indaga come la vicinanza trasformi la nostra percezione e quali dinamiche emergano quando le persone si muovono in uno stesso spazio. In questo organismo coreografico complesso e stratificato, pur mantenendo la propria identità, le singole voci e movimenti si intrecciano progressivamente fino a dare vita a un corpo collettivo, costruito con rigorosa precisione compositiva. Con Up Close, Anastasia Kostner supera la frontalità della scena tradizionale e crea uno spazio performativo vivo, in cui attenzione, risonanza e relazione diventano il cuore dell’esperienza. Concetto, coreografia: Anastasia Kostner (nato in collaborazione con ArtET University of the Arts-Artisteducator in Dance Finals 2024) Interpreti: Giorgia Calliari, Elsbeth de Boer, Stefania Bertola, Thea Malfertheiner, Maicol Mariz, Riccardo Meneghini, Mirjam Plank, Miriam Taschler, Paola Zadra Foto: Karlheinz Sollbauer Musiche originali e suoni: Erwin Tuijl Regia luci: ArtEZ Costumi: Tanzschmiede/Fucinadanza Outside Eye: Sanne Clifford, Jordi Ribot Thunnissen, Martina Marini Produzione: Tanzschmiede/Fucinadanza (Martina Marini), IDEA-tanztheaterperformance (Doris Plankl)

0
Theatre
Sabato, 10 Ott 2026 20:30

con Giorgia Trasselli (Alda Merini) e Valerio Villa (Paolo, giovane studente universitario) scritto e diretto da Antonio Nobili produzione La Cervona - Editoria & Spettacolo Lo spettacolo "Alda Merini - Una donna sospesa tra il dolore e la gioia" ti aspetta al Teatro Cristallo di Bolzano. Una telefonata anticipa un incontro. Da un capo del telefono un professore universitario chiama la sua vecchia e stimata amica Alda Merini chiedendole la cortesia di seguire un giovanotto molto talentuoso che sta svolgendo da parte sua delle ricerche su alcune dinamiche della poesia contemporanea. Inizialmente titubante la Merini accetta la richiesta dell'amico accogliendo il suo assistente a casa in diverse occasioni. Dal primo incontro, inesorabili come le cadute al domino, uno dopo l'altro si seguiranno momenti, sensazioni e stati d'animo che porteranno i due a trovarsi su quel confine spesso raccontato, in quanto realmente vissuto, dalla Merini nelle storie poetiche dei suoi giovani amanti: è l'urgenza del poeta di sentirsi nei confronti del mondo come il buio che porta la luce. Testo e Regia a cura del poeta Antonio Nobili. I posti sono limitati, quindi prenota subito il tuo biglietto! Ti aspettiamo con il cuore aperto per condividere questa emozionante esperienza insieme!

0
Music
Sabato, 10 Ott 2026 20:00

PRO BRASS non è semplicemente un ensemble di ottoni – è un'esperienza. Da oltre quattro decenni questa formazione d'eccezione entusiasma il pubblico con un'unica combinazione di virtuosismo tecnico, musicalità travolgente e presenza scenica ricca di umorismo. In PRO BRASS si riuniscono alcuni dei migliori ottoni d'Austria e non solo, tra cui membri di orchestre di fama internazionale come i Berliner Philharmoniker, i Wiener Philharmoniker, i Wiener Symphoniker, la WDR-Sinfonieorchester, la NDR-Radiophilharmonie, la RSO Wien, la Volksoper Wien e il Brucknerorchester Linz, nonché docenti universitari dell'Università delle Arti di Berlino, della Hochschule für Musik und Theater di Monaco, dell'Anton Bruckner Privatuniversität di Linz e della Gustav Mahler Privatuniversität di Klagenfurt. Ma cosa rende PRO BRASS così speciale? L'ensemble combina un'arte magistrale degli ottoni con composizioni proprie, arrangiamenti creativi e una affascinante varietà di stili. È l'unione di perfezione, gioia di suonare ed emozione musicale. A ciò si aggiunge il modo inimitabile con cui PRO BRASS costruisce i propri concerti: divertente, affascinante e ricco di sorprese. Chi c'è stato almeno una volta lo sa: qui la musica non viene solo suonata, ma celebrata. La varietà musicale e la creatività di PRO BRASS sono documentate in 13 CD, che catturano il suono inconfondibile e la musicalità visionaria dell'ensemble. SMILE Il sorriso è il collegamento più breve tra le persone – ed è proprio questo che Pro Brass dimostra musicalmente nel suo programma SMILE. Il sorriso ha molte sfaccettature. Può essere gioioso e spensierato, ma anche ironico, malinconico o persino provocatorio. Pro Brass accompagna il pubblico in un viaggio musicale che va dal sorriso malizioso all'allegria genuina, fino alla nostalgia agrodolce. Un programma concertistico pieno di sorprese, che tocca con ironia, charme e profondità. Un programma che ci unisce – e non ci lascia più. Una serata che invita allo stupore, alla risata e alla riflessione. Lasciati contagiare dalla magia della musica – e torna a casa con un sorriso! Nel nuovo programma SMILE il pubblico potrà godersi un repertorio variegato, ricco di melodie che toccano il cuore e l'anima. I classici intramontabili di Pro Brass si incontrano con scoperte preziose – musica che emoziona, incanta e unisce. Il brano che dà il nome al programma, SMILE di Charlie Chaplin, regala da generazioni speranza e fiducia – e porta anche questa sera il messaggio che, nonostante tutte le difficoltà, rimane sempre un sorriso, che accompagna il pubblico fino a casa. Garanzia di buonumore.

0
Music
Sabato, 10 Ott 2026 20:00

Sportfreunde Stiller auf Tour 30 wunderbaren Jahren Kartenvorverkauf: in allen Athesia Buchhandlungen und online auf www.ticketone.it Sportfreunde Stiller kommen im Oktober nach Bozen Zum Anlass ihres 30-jährigen Bandjubiläums, laden Sportfreunde Stiller zu einem Abend voller Erinnerungen, großer Songs und jener besonderen Energie ein, die die Band auszeichnet. Drei Jahrzehnte Bandgeschichte stehen für unzählige Konzerte, Geschichten, Umwege und Glücksmomente. 2026 blicken die Sportfreunde Stiller auf 30 Jahre gemeinsames Musikmachen zurück und feiern dieses Jubiläum mit einer großen Best-of-Tour. Was Mitte der 1990er-Jahre in einem spartanischen Proberaum begann, entwickelte sich zu einer der konstantesten und beliebtesten Erfolgsgeschichten der deutschsprachigen Pop- und Rockmusik. Seit der Gründung 1996 steht die Band für eingängige Melodien, kluge Texte und eine besondere Nähe zum Publikum. Aus kleinen Clubshows wurden ausverkaufte Hallen, aus ersten Songs Hymnen, die Generationen begleiten. Die Sportfreunde Stiller spielten vor wenigen Zuhörern ebenso wie vor zehntausenden Fans, veröffentlichten zahlreiche Alben, feierten Chart-Erfolge und blieben dabei stets ihrem eigenen Stil treu. Zum Jubiläum blicken Rüdiger Linhof, Florian Weber und Peter Brugger nicht nur zurück, sondern auch nach vorn: Neue Musik ist geplant, im Mittelpunkt steht jedoch vor allem das gemeinsame Feiern mit dem Publikum. Die Jubiläumstour führt durch Deutschland, Österreich, die Schweiz, Luxemburg und Italien – viele Termine sind bereits ausverkauft. Dabei verspricht die Band nicht nur einen Abend voller bekannter Hits, sondern auch besondere Überraschungen, emotionale Momente und intime Einblicke in drei Jahrzehnte gemeinsamer Musikgeschichte.

0
Theatre
Sabato, 10 Ott 2026 15:00

INGRESSO LIBERO Per informazioni scrivere al numero: +39 3472117634 La Contact Improvisation approfondisce la ricerca del contatto e dell’interazione del corpo nella danza. Include elementi di improvvisazione e virtuosismo acrobatico unitamente ad una dimensione meditativa correlata al rilassamento. Invita alla consapevolezza ed allo sviluppo creativo, valorizzando la spontaneità del movimento nella progressione delle competenze tecniche.

0
Theatre
Venerdì, 09 Ott 2026 20:00-
L'evento si tiene dal 09 Ott 2026 al 25 Ott 2026

von Peter Jordan mit: Margot Mayrhofer, Markus Tavakoli, Günther Götsch, Linda Covi Regie: Christina Khuen Bühne: Sara Burchia Kostüme: Andrea Kerner In Paris herrscht Revolution, im Palast von Versailles hingegen die Ratlosigkeit: Während draußen das Volk wütet, warten drinnen Marie-Antoinette und ihr Mann König Ludwig XVI. seit nunmehr 15 Jahren auf ihre angekündigte Hinrichtung. Doch damals wie heute die gleichen Probleme: Bürokratie, Intrigen und Machtkämpfe auf allen Ebenen. Marie-Antoinette oder: Kuchen für alle! ist eine bitterböse, feinhumorige Farce von Peter Jordan, die soziale Ungleichheit und politische Machtkämpfe thematisiert und Altbekanntes noch einmal völlig neu beleuchtet. In dieser todernst- turbulenten Komödie wechseln vier Schauspieler: innen in rasantem Tempo Haltungen und Identitäten und schießen bitterböse Zeitpfeile in unsere Gegenwart. Diese brüllend komische schwarze Komödie reflektiert mit viel Slapstick aktuelle politische Strukturen und wirft eine Parabel auf abgehobene Eliten und gesellschaftliche Krisen.

0
Theatre
Venerdì, 09 Ott 2026 20:00

Up Close è una performance di danza immersiva che esplora la prossimità, la percezione e il delicato equilibrio tra individuo e collettività. Pubblico e performer condividono lo stesso spazio, incontrandosi in un ambiente in cui sguardi, respiri e minimi spostamenti diventano parte della coreografia. Il lavoro indaga come la vicinanza trasformi la nostra percezione e quali dinamiche emergano quando le persone si muovono in uno stesso spazio. In questo organismo coreografico complesso e stratificato, pur mantenendo la propria identità, le singole voci e movimenti si intrecciano progressivamente fino a dare vita a un corpo collettivo, costruito con rigorosa precisione compositiva. Con Up Close, Anastasia Kostner supera la frontalità della scena tradizionale e crea uno spazio performativo vivo, in cui attenzione, risonanza e relazione diventano il cuore dell’esperienza. Concetto, coreografia: Anastasia Kostner (nato in collaborazione con ArtET University of the Arts-Artisteducator in Dance Finals 2024) Interpreti: Giorgia Calliari, Elsbeth de Boer, Stefania Bertola, Thea Malfertheiner, Maicol Mariz, Riccardo Meneghini, Mirjam Plank, Miriam Taschler, Paola Zadra Foto: Karlheinz Sollbauer Musiche originali e suoni: Erwin Tuijl Regia luci: ArtEZ Costumi: Tanzschmiede/Fucinadanza Outside Eye: Sanne Clifford, Jordi Ribot Thunnissen, Martina Marini Produzione: Tanzschmiede/Fucinadanza (Martina Marini), IDEA-tanztheaterperformance (Doris Plankl)

0
Cinema
Giovedì, 08 Ott 2026 20:00

vincitore dell’Oscar per il Miglior Documentario nel 2026 diretto da David Borenstein e Pavel Talankin sceneggiatura David Borenstein e Christian Einshøj star Pavel Talankin, Vladimir Putin e Galina Aleksandrovna distribuito in Italia da ZaLab durata: 90' “Mr Nobody Against Putin” è un documentario sulla storia reale di un insegnante e videomaker russo, Pavel “Pasha” Talankin, che ha filmato in segreto la militarizzazione e la propaganda nelle scuole. Film vincitore agli Oscar 2026 come Miglior Documentario, “Mr. Nobody Against Putin” è un film contro tutte le guerre, diretto da David Borenstein e Pavel Talankin e distribuito in Italia da ZaLab. Mentre la guerra riscrive la vita quotidiana di una scuola, un insegnante filma in segreto ciò che il potere vorrebbe tenere nascosto: il film è una testimonianza urgente su come l’educazione possa trasformarsi durante ogni guerra, e sul coraggio di opporsi al potere anche quando si pensa di non contare nulla. La serata è introdotta da un referente della sede bolzanina di Emergency. MADRE TERRA - SGUARDI SUL MONDO - Teatro Cristallo e Emergency Bolzano

0
Theatre
Mercoledì, 07 Ott 2026 20:00

Up Close è una performance di danza immersiva che esplora la prossimità, la percezione e il delicato equilibrio tra individuo e collettività. Pubblico e performer condividono lo stesso spazio, incontrandosi in un ambiente in cui sguardi, respiri e minimi spostamenti diventano parte della coreografia. Il lavoro indaga come la vicinanza trasformi la nostra percezione e quali dinamiche emergano quando le persone si muovono in uno stesso spazio. In questo organismo coreografico complesso e stratificato, pur mantenendo la propria identità, le singole voci e movimenti si intrecciano progressivamente fino a dare vita a un corpo collettivo, costruito con rigorosa precisione compositiva. Con Up Close, Anastasia Kostner supera la frontalità della scena tradizionale e crea uno spazio performativo vivo, in cui attenzione, risonanza e relazione diventano il cuore dell’esperienza. Concetto, coreografia: Anastasia Kostner (nato in collaborazione con ArtET University of the Arts-Artisteducator in Dance Finals 2024) Interpreti: Giorgia Calliari, Elsbeth de Boer, Stefania Bertola, Thea Malfertheiner, Maicol Mariz, Riccardo Meneghini, Mirjam Plank, Miriam Taschler, Paola Zadra Foto: Karlheinz Sollbauer Musiche originali e suoni: Erwin Tuijl Regia luci: ArtEZ Costumi: Tanzschmiede/Fucinadanza Outside Eye: Sanne Clifford, Jordi Ribot Thunnissen, Martina Marini Produzione: Tanzschmiede/Fucinadanza (Martina Marini), IDEA-tanztheaterperformance (Doris Plankl)

0
Theatre
Martedì, 06 Ott 2026 20:00

READING di e con Paola Caridi in collaborazione con Collettivo Articolo 11 Nord Est durata: 70' “Raccontano. Con voce sommessa. Con la forza immanente di un sussurro. Di un soffio di vento. I sudari di Gaza raccontano. E ci ricordano ciò che spesso, forse sempre, dimentichiamo. L’uso, potente e ineludibile, della parola.” I sudari sono la stoffa della memoria, il segno visibile di un genocidio invisibile che continua ogni giorno, nel silenzio. Ogni telo tenta di restituire umanità là dove l’abbiamo perduta. Su quei sudari, un popolo – quello palestinese - viene chiamato per nome, per non dimenticarne neanche uno. Noi, noi italiani ed europei, noi che assistiamo dall’altra parte del Mediterraneo al genocidio di Gaza, cosa facciamo? Con una lingua che è insieme cronaca, lamento funebre e canto di resistenza, Paola Caridi costruisce una lettura scenica che non è solo lettura del libro da cui prende corpo, Sudari. Elegia per Gaza (Feltrinelli 2025). È descrizione, è sollecitazione, è richiesta di empatia e condivisione. È, in particolare, una chiamata a raccolta per noi che non dimentichiamo attraverso la coscienza che la parola è determinante. Ineludibile. MADRE TERRA - SGUARDI SUL MONDO - Teatro Cristallo, Collettivo Articolo 11 Nord Est LE VIE DEL SACRO - Teatro Cristallo, ACLI sede provinciale di Bolzano (realizzato col finanziamento del 5X1000 Irpef annualità 2025), Diocesi Bolzano-Bressanone

0
Theatre
Domenica, 04 Ott 2026 21:00

con Matteo Gracis FUORIGREGGE è uno spettacolo satirico e di denuncia, a tratti quasi eretico e sovversivo. Un inno al giornalismo libero e indipendente, al pensiero critico e alla consapevolezza. Il pubblico viene coinvolto e accompagnato in un viaggio oltre il tempo e lo spazio, un sali-scendi di emozioni, dove nonostante i temi importanti trattati (dalla geopolitica alle lotte sociali, dalle malefatte dei governi alle guerre in corso), prevale alla fine un messaggio positivo, che infonde coraggio, fiducia e gratitudine. Matteo Gracis porta in scena un monologo capace di unire filosofia e attivismo, comicità e informazione senza filtri. Matteo Gracis, 1983, Pieve di Cadore (BL). Giornalista, pensatore libero e autore bestseller. È direttore della rivista Dolce Vita e fondatore del giornale online L'Indipendente. È stato assistente alla comunicazione di un Deputato della Repubblica Italiana. Ha scritto "Canapa, una storia incredibile", "Lontano, 10 viaggi che cambiano la vita", "Manuale di sopravvivenza per esseri umani che si sentono alieni”, "Compiti per anime irrequiete” e “Tutto il bene del mondo”. Con oltre 1 milione di follower sulle varie piattaforme social, Matteo Gracis è una figura di spicco nel panorama dell’informazione indipendente.

0
Theatre
Domenica, 04 Ott 2026 20:30

DOVE IL CLIMA DELLE OSTERIE INCONTRA LA MAGIA DEL TEATRO Protagonista e padrone di casa: Giuseppe Giacobazzi E con: Andrea Vasumi – nel ruolo dell’“aiuto oste” E con: Alberto Caiazza, Margherita Zoli, Fabrizio Iseppato Musiche e intrattenimento: I Masa Regia: Giuseppe Giacobazzi Ospiti a sorpresa Produzione: Ridens Produzioni Osteria Giacobazzi, lo spettacolo che stravolge completamente tutte le regole del teatro. Il palco si trasforma in una vera e propria Osteria: tavoli imbanditi, vino e vettovaglie serviti durante lo spettacolo ad ospiti che, seduti sul palco, mangiano e bevono durante lo show. Un’esperienza teatrale immersiva e unica nel suo genere. Giuseppe Giacobazzi, a capo di una brigata straordinaria per oltre due ore di risate continue. Se il vostro concetto di teatro è polvere e balconate, vi sbagliate di grosso. Questa non è solo un’osteria, ma un’Osteria con spettacolo incluso. È come se avessero incrociato Broadway con una vendemmia in Toscana! Non ci sono il fantasma dell’opera, costumi d’epoca, abiti da sera, smoking e cravatte. No signori e signore. Qui si parla di tavoli pieni zeppi di vino e formaggi, con Giacobazzi e Andrea Vasumi che servono non solo cibo, ma anche battute da far ribaltare i bicchieri e intrattengono il pubblico dalla “loro” Osteria, coadiuvati dalla musica dei cuochi musicisti, I Masa, dalle cameriere cantanti Margherita e Marta, da Biccio, disturbatore seriale e ospiti a sorpresa che potrebbero cambiare ogni sera. Il bello di quest’Osteria è che non sai mai chi potrebbe passarti il sale! Se siete in vena di ridere a crepapelle, senza i formalismi del teatro e sentire un po’ di musica, Osteria Giacobazzi è il posto che fa per voi. E potreste anche ritrovarvi sul palco insieme a Giuseppe Giacobazzi!

0
Music
Sabato, 03 Ott 2026 20:00

La Brass Band R.E.T. riunisce ottoni di alto livello, che lavorano come musicisti d'orchestra professionisti e insegnanti di musica, nonché studenti di musica provenienti da tutto il Tirolo. Partecipando a concorsi nazionali e internazionali, questi ambiziosi musicisti desiderano migliorare continuamente la qualità del loro lavoro e farsi un nome anche a livello internazionale. Così, già nel 2014, anno della sua fondazione, l'ensemble, composto esclusivamente da musicisti tirolesi, ha vinto il primo concorso austriaco per brass band e ha rappresentato l'Austria a livello europeo. Andreas Lackner, direttore della R.E.T Brass Band, era entusiasta delle possibilità sonore e musicali offerte da una brass band. Quando, anni dopo, i membri fondatori della R.E.T. Andreas Lackner, Gerd Bachmann e Thomas Steinbrucker hanno tenuto un corso presso “El Sistema” in Venezuela, si è aggiunto il fascino dell'energia con cui bambini e giovani agivano e suonavano nel contesto orchestrale. Poco dopo è nata una brass band giovanile presso la scuola di musica di Innsbruck. Alcuni dei “ragazzi” sono diventati rapidamente molto bravi e dal 2014 ad oggi trovano nuove sfide musicali nella R.E.T. Brass Band.

0
Theatre
Sabato, 03 Ott 2026 20:00

NUR EINMAL: SIMPLY POETIC 2026 “L’incertezza che accompagna il percorso di ricerca di sé conduce, dopo un continuo oscillare, a un nuovo equilibrio”. In questo spettacolo, Yunjung Kim volge l’attenzione all’ “io”, che prende forma nell’incontro con l’ignoto. Utilizzando un linguaggio corporeo essenziale e rigoroso, traccia un percorso in cui l’orientamento viene perduto per poi essere ritrovato. L’insicurezza è rappresentata non come un ostacolo ma come una forza generativa che conduce ad un nuovo equilibrio. Concetto, coreografia, interprete, regia, produzione: Yunjung Kim Foto: Stefan Schwienbacher Regia luci: Yunjung Kim L’ARTE DI CADERE E RIALZARSI L’arte di cadere e rialzarsi è una performance partecipativa e d’ispirazione autobiografica. Traendo spunto da esperienze personali, situazioni assurde e rocambolesche, Sabrina Valle mette in scena un work in progress, site-specific, che coinvolge venti persone non professioniste. Cadere, perdersi, farsi male sono i temi che ricorrono. E poi la morte, che è al centro della ricerca dell’artista, così presente in questo momento storico eppure così lontana dalla cultura occidentale contemporanea. Lo spettacolo si caratterizza per l’assenza di scenografia, il minimalismo, la lentezza e l’utilizzo dello spazio pubblico come un palcoscenico naturale. Il confine tra pubblico e privato si assottiglia, perché il teatro è strettamente legato alla “polis” – alla politica, al vivere insieme. Concetto, regia, produzione: Sabrina Valle Interpreti: Sabrina Valle e 20 persone non professioniste THE WEIGHT OF UNCERTAINTY Quest’opera di video danza mette in scena la ricerca di bilanciamento in un mondo pieno di incertezza e cambiamenti. Al centro c’è il corpo, come sensibile spazio di risonanza che reagisce, si adatta, perde l’equilibrio e lo ritrova. Vicinanza e distanza, tensione e rilascio, resistenza e resa diventano esperibili fisicamente e riflettono dinamiche tanto personali quanto collettive. Lo spazio scenografico si apre ad uno sguardo intimo, che indaga un’esperienza di vita caratterizzata dal cambiamento costante. Il film invita a considerare l’incertezza non solo come minaccia, ma anche come opportunità per immaginare nuove forme di relazione, consapevolezza ed equilibrio. Concetto, coreografia, costumi, produzione: Marion Sparber Interpreti: Marion Sparber, Alan Fuentes Guerra Direttore della fotografia e montaggio video: Ky-Anh Tran Musica originale e sound design: Stefano Ciardi, Ky-Anh Tran UMBILICAL “Non abbiamo scelto il momento per venire al mondo: adesso possiamo creare il mondo in cui nascerà e crescerà il seme che abbiamo portato con noi.” Gioconda Belli Umbilical è un’installazione fatta di forme, suoni e canzoni. Un quadro vivente. Una visione del meraviglioso momento della nascita. “Dar a luz” si dice in spagnolo – dare alla luce. La performance è un viaggio in cui una mano di donna apre la via attraverso lo stretto canale dell’utero, per illuminare il cammino, con voce dolce e calda. La vita si apre la strada a colpi di pianto riempiendo d’aria i polmoni per la prima volta: sono qui, sono io! Dopo torna la quiete, qualcuno lava una camicia da notte sporca di sangue con l’acqua cristallina di una fonte. Concetto, coreografia, regia, interprete, costumi, produzione: Iosu Lezameta Foto: Ainoa Artola Musiche e suoni: Iosu Lezameta, Diego Potron, Silvana Berton

0
Exhibitions
Sabato, 03 Ott 2026 09:00-18:00 |
L'evento si tiene dal 03 Ott 2026 al 23 Ott 2026

L'esposizione, aperta al pubblico dal 2 al 23 ottobre 2026, presenta una ricerca artistica sviluppata da Jana Kasalová a partire dal 2007 attraverso un articolato percorso di opere fotografiche e performative dedicate al tema dell'animalità e alla complessa relazione tra essere umano e animale. Il progetto nasce da una lunga indagine sul concetto stesso di "animale" e sulla trasformazione che questo termine ha assunto nel nostro immaginario culturale. Attraverso fotografia, performance e una ricerca sul corpo come luogo di metamorfosi e conoscenza, l'artista mette in discussione il confine apparentemente netto tra uomo e animale, interrogando il modo in cui l'essere umano ha costruito la propria identità distinguendosi dall'“altro”. La mostra si sviluppa attorno ad alcune domande fondamentali: che cos'è un animale? Cosa significa essere animale? Chi è davvero l'animale? Dove si colloca il limite tra umano e non umano? Nella ricerca di Jana Kasalová l'animale non rappresenta una presenza separata o subordinata, ma diventa un luogo di confronto, di conoscenza e di riconoscimento reciproco. L'animalità emerge come una dimensione profondamente intrecciata all'esistenza umana, capace di aprire nuove prospettive sul rapporto tra identità, natura e cultura. La mostra invita così a riflettere sulla responsabilità che l'essere umano ha nei confronti del mondo vivente, sul rapporto con la natura e sulla compassione verso ogni forma di vita, riconoscendo l'interdipendenza che lega tutti gli esseri. Questa prospettiva trova significative consonanze nel pensiero di Rudolf Steiner, che affermava: «Ogni essere dotato di intelligenza, buon senso e compassione prova una profonda gratitudine verso le forme di vita meno evolute, perché senza di esse non potrebbe esistere. Le piante non potrebbero esistere senza i minerali, gli animali non potrebbero esistere senza le piante e gli esseri umani non potrebbero esistere senza gli animali.» Una sensibilità analoga attraversa anche la tradizione cristiana orientale nelle parole di San Basilio Magno: «O Signore, accresci in noi la fratellanza con i nostri piccoli fratelli; concedi che essi possano vivere non per noi, ma per se stessi e per Te; facci capire che essi amano, come noi, la dolcezza della vita e ti servono nel loro posto meglio di quanto facciamo noi nel nostro.» Due riflessioni che, pur appartenendo a epoche e contesti differenti, richiamano una medesima idea di rispetto, gratitudine e responsabilità nei confronti del vivente. Il titolo dell'esposizione richiama la riflessione del filosofo Jacques Derrida, che mette in discussione il celebre principio cartesiano «Penso, dunque sono», proponendo una diversa possibilità di lettura: «L'animale che dunque sono». L'incontro con l'animale diventa così un momento di reciproco riconoscimento: l'animale ci guarda e, attraverso quello sguardo, siamo chiamati a interrogarci sulla nostra stessa condizione. La pratica artistica di Kasalová, attraversando il confine tra fotografia e performance, tra rappresentazione e trasformazione, crea uno spazio nel quale l'animale diventa una figura al tempo stesso simbolica e concreta: un dispositivo attraverso cui esplorare la fragilità, la memoria, il corpo e la relazione con ciò che abitualmente definiamo come "altro". Prodotta da Spazio5 Contemporary Cluster, la mostra si inserisce nel percorso di ricerca e promozione dell'arte contemporanea portato avanti dall'organizzazione, con particolare attenzione ai linguaggi interdisciplinari e ai progetti capaci di mettere in dialogo arte, filosofia, ecologia e società. Con L'animale che dunque sono, il Centro Culturale Claudio Trevi offre al pubblico un'occasione di incontro con una significativa ricerca artistica internazionale che invita a ripensare il posto dell'essere umano nel mondo vivente, superando le tradizionali gerarchie tra le specie e promuovendo una cultura della responsabilità, della cura e della convivenza con tutte le forme di vita. BIOGRAFIE Jana Kasalová (*1974, Turnov) ha studiato pittura alla Facoltà di Belle Arti di Brno e ha seguito studi post-laurea in arte presso l’Universidad Complutense di Madrid. Ha vissuto e lavorato a Londra, Parigi e New York; dal 2005 ha un atelier a Praga. Le sue opere sono presenti in numerose collezioni private e pubbliche in Europa e negli Stati Uniti. Si dedica principalmente al disegno e alla pittura, alla realizzazione di installazioni audiovisive, alla videoarte e alla fotografia. La sua creazione artistica trae ispirazione non solo dagli studi artistici ma anche dalla filosofia, dalla cosmologia e dalla spiritualità. Da tempo si occupa dell’interpretazione del paesaggio e della cartografia, del corpo e dell’impronta umana nel paesaggio, nonché del concetto di animale e della trasformazione in esso. Il suo tema principale è la scoperta come processo, la ricerca dell’orientamento umano nello spazio e nel tempo reali. Collabora con Miroslava Hájek dal 2008. www.kasalova.eu Miroslava Hájek (*1947, Brno) è una storica dell'arte e curatrice ceca che si focalizza sull'arte moderna e contemporanea. Vive in Italia dal 1969, dove ha fondato la galleria "UXA". Attraverso il suo lavoro in Italia, promuove l'arte contemporanea mondiale (Bruno Munari, Franco Vaccari, Gianni Colombo, Jean Tinguely, Joseph Beuys), ma soprattutto artisti cechi (Jiří Kolář, Milan Knížák, Václav Boštík, Dalibor Chatrný, Adriena Šimotová, Běla Kolářová). www.munariarchive.org

0
Theatre
Venerdì, 02 Ott 2026 20:00
L'evento si tiene dal 02 Ott 2026 al 17 Ott 2026

Eine Produktion der Carambolage: „NA, WENIGSTENS BETRACHTEN WIR DENSELBEN MOND" von Oliver Bukowski Mit Eva Kuen, Laura Masten, Anna Pircher und Markus Fisher Regie: Torsten Schilling Bühne und Kostüme: Kerstin Kahl Licht und Technik: Julian Geier Bühnenbau: Robert Reinstadler Foto: Tiberio Sorvillo Beim gemeinsamen Kaffeetrinken lässt Maya die Bombe platzen. Sie will in den Krieg ziehen, um an der Seite der Ukraine zu kämpfen. Ihre Partnerin Leo beschließt, sie zu begleiten. Für Mayas Eltern, Jenny und Raffael, bricht eine Welt zusammen. Während die Mutter verzweifelt versucht, ihre Tochter von diesem Entschluss abzubringen, eskaliert das Familiengespräch zu einem schonungslosen Schlagabtausch. Alte Verletzungen brechen auf, Weltanschauungen prallen aufeinander und aus dem privaten Konflikt wird ein hochbrisantes Generationendrama. Die Älteren verstehen den Aktionismus der Jüngeren nicht mehr, die Jüngeren werfen den Älteren Tatenlosigkeit vor. Oliver Bukowski erzählt mit scharfem Witz und großer Genauigkeit von einer Familie, die stellvertretend für eine zutiefst verunsicherte Gesellschaft steht. Der Ukrainekrieg, die Klimakrise, die Gender-Debatte, Ost-West-Biografien, politische Haltungen und die Frage nach persönlicher Verantwortung verdichten sich zu einer ebenso tragikomischen wie provozierenden Auseinandersetzung. Niemand behält recht – und niemand bleibt unberührt. Ein Stück, das unbequeme Fragen stellt und den Nerv der Zeit trifft. Bukowski zählt zu den bedeutendsten deutschsprachigen Dramatikern der Gegenwart. Der Durchbruch gelang ihm 1993 mit „Londn-LÄ-Lübbenau“. Mit „Gäste“ gewann er 1999 den Mülheimer Dramatikerpreis. Zudem ist er Erfinder der Serie „Warten auf den Bus“, die seit 2020 im RBB zu sehen ist.

0
Theatre
Venerdì, 02 Ott 2026 20:00

durata: 75' tratto dall’opera “Michael Kohlhaas” di Heinrich von Kleist di Marco Baliani, Remo Rostagno con Marco Baliani regia Maria Maglietta organizzazione e promozione Ilenia Carrone produzione Trickster Teatro/Casa degli Alfieri Tratto dall’opera di Heinrich von Kleist, il racconto narra una vicenda realmente accaduta nella Germania del Cinquecento: un sopruso che, negato dalla giustizia ufficiale, genera una spirale di violenza in nome di un ideale di giustizia naturale. Nel racconto orale, il testo originale si trasforma attraverso una personale ricerca teatrale e narrativa, diventando un organismo vivo e in continua evoluzione. Come un work in progress costruito nel confronto con pubblici sempre diversi, lo spettacolo ha continuato a crescere e trasformarsi nel tempo. Le domande morali che attraversano la storia – che cosa sia la giustizia e fin dove ci si possa spingere in suo nome – richiamano ancora oggi i conflitti politici e sociali contemporanei. CORPI ERETICI - Teatro la Ribalta - Kunst der Vielfalt

0
Art & Culture
Venerdì, 02 Ott 2026 18:00

Il giorno 2 ottobre 2026 alle ore 18.00 il Centro Culturale Claudio Trevi di Bolzano ospita la mostra L'animale che dunque sono dell'artista ceca Jana Kasalová, a cura di Miroslava Hájek e prodotta da Spazio5 Contemporary Cluster nell’ambito degli eventi per il vent’anni di attività dell’associazione Studio Openspace / Spazio5 Contemporary Cluster. Inoltre il progetto è parte della Bolzano Art Weeks 2026. L'esposizione, aperta al pubblico dal 2 al 23 ottobre 2026, presenta una ricerca artistica sviluppata da Jana Kasalová a partire dal 2007 attraverso un articolato percorso di opere fotografiche e performative dedicate al tema dell'animalità e alla complessa relazione tra essere umano e animale. Il progetto nasce da una lunga indagine sul concetto stesso di "animale" e sulla trasformazione che questo termine ha assunto nel nostro immaginario culturale. Attraverso fotografia, performance e una ricerca sul corpo come luogo di metamorfosi e conoscenza, l'artista mette in discussione il confine apparentemente netto tra uomo e animale, interrogando il modo in cui l'essere umano ha costruito la propria identità distinguendosi dall'“altro”. La mostra si sviluppa attorno ad alcune domande fondamentali: che cos'è un animale? Cosa significa essere animale? Chi è davvero l'animale? Dove si colloca il limite tra umano e non umano? Nella ricerca di Jana Kasalová l'animale non rappresenta una presenza separata o subordinata, ma diventa un luogo di confronto, di conoscenza e di riconoscimento reciproco. L'animalità emerge come una dimensione profondamente intrecciata all'esistenza umana, capace di aprire nuove prospettive sul rapporto tra identità, natura e cultura. La mostra invita così a riflettere sulla responsabilità che l'essere umano ha nei confronti del mondo vivente, sul rapporto con la natura e sulla compassione verso ogni forma di vita, riconoscendo l'interdipendenza che lega tutti gli esseri. Questa prospettiva trova significative consonanze nel pensiero di Rudolf Steiner, che affermava: «Ogni essere dotato di intelligenza, buon senso e compassione prova una profonda gratitudine verso le forme di vita meno evolute, perché senza di esse non potrebbe esistere. Le piante non potrebbero esistere senza i minerali, gli animali non potrebbero esistere senza le piante e gli esseri umani non potrebbero esistere senza gli animali.» Una sensibilità analoga attraversa anche la tradizione cristiana orientale nelle parole di San Basilio Magno: «O Signore, accresci in noi la fratellanza con i nostri piccoli fratelli; concedi che essi possano vivere non per noi, ma per se stessi e per Te; facci capire che essi amano, come noi, la dolcezza della vita e ti servono nel loro posto meglio di quanto facciamo noi nel nostro.» Due riflessioni che, pur appartenendo a epoche e contesti differenti, richiamano una medesima idea di rispetto, gratitudine e responsabilità nei confronti del vivente. Il titolo dell'esposizione richiama la riflessione del filosofo Jacques Derrida, che mette in discussione il celebre principio cartesiano «Penso, dunque sono», proponendo una diversa possibilità di lettura: «L'animale che dunque sono». L'incontro con l'animale diventa così un momento di reciproco riconoscimento: l'animale ci guarda e, attraverso quello sguardo, siamo chiamati a interrogarci sulla nostra stessa condizione. La pratica artistica di Kasalová, attraversando il confine tra fotografia e performance, tra rappresentazione e trasformazione, crea uno spazio nel quale l'animale diventa una figura al tempo stesso simbolica e concreta: un dispositivo attraverso cui esplorare la fragilità, la memoria, il corpo e la relazione con ciò che abitualmente definiamo come "altro". Prodotta da Spazio5 Contemporary Cluster, la mostra si inserisce nel percorso di ricerca e promozione dell'arte contemporanea portato avanti dall'organizzazione, con particolare attenzione ai linguaggi interdisciplinari e ai progetti capaci di mettere in dialogo arte, filosofia, ecologia e società. Con L'animale che dunque sono, il Centro Culturale Claudio Trevi offre al pubblico un'occasione di incontro con una significativa ricerca artistica internazionale che invita a ripensare il posto dell'essere umano nel mondo vivente, superando le tradizionali gerarchie tra le specie e promuovendo una cultura della responsabilità, della cura e della convivenza con tutte le forme di vita. BIOGRAFIE Jana Kasalová (*1974, Turnov) ha studiato pittura alla Facoltà di Belle Arti di Brno e ha seguito studi post-laurea in arte presso l’Universidad Complutense di Madrid. Ha vissuto e lavorato a Londra, Parigi e New York; dal 2005 ha un atelier a Praga. Le sue opere sono presenti in numerose collezioni private e pubbliche in Europa e negli Stati Uniti. Si dedica principalmente al disegno e alla pittura, alla realizzazione di installazioni audiovisive, alla videoarte e alla fotografia. La sua creazione artistica trae ispirazione non solo dagli studi artistici ma anche dalla filosofia, dalla cosmologia e dalla spiritualità. Da tempo si occupa dell’interpretazione del paesaggio e della cartografia, del corpo e dell’impronta umana nel paesaggio, nonché del concetto di animale e della trasformazione in esso. Il suo tema principale è la scoperta come processo, la ricerca dell’orientamento umano nello spazio e nel tempo reali. Collabora con Miroslava Hájek dal 2008. www.kasalova.eu Miroslava Hájek (*1947, Brno) è una storica dell'arte e curatrice ceca che si focalizza sull'arte moderna e contemporanea. Vive in Italia dal 1969, dove ha fondato la galleria "UXA". Attraverso il suo lavoro in Italia, promuove l'arte contemporanea mondiale (Bruno Munari, Franco Vaccari, Gianni Colombo, Jean Tinguely, Joseph Beuys), ma soprattutto artisti cechi (Jiří Kolář, Milan Knížák, Václav Boštík, Dalibor Chatrný, Adriena Šimotová, Běla Kolářová). www.munariarchive.org

0
Theatre
Venerdì, 02 Ott 2026 18:00

Sul filo della digitalizzazione – In questo spettacolo, danza e installazione artistica dialogano con il corpo, la parola e la musica dal vivo. Con ironia la performance racconta il tentativo di non restare intrappolati nella rete della rivoluzione digitale e di preservare la propria autonomia. Il lavoro di Dirler, Schenk-Delgado e Goetz si muove tra i poli dell’autodeterminazione e della dipendenza, della connessione e della solitudine, rendendo visibile quanto queste esperienze siano profondamente intrecciate – e spesso separate solo da un clic. In lingua tedesca e italiana. Concetto: Joy Luna Schenk-Delgado Coreografia: Joy Luna Schenk-Delgado, Birke van Maartens Interpreti: Rebecca Dirler, Anna Goetz, Joy Luna Schenk-Delgado Regia: Birke van Maartens Costumi: Birke van Marteens, Rebecca Dirler Foto: Agnes Gerevich Produzione: Rebecca Dirler

0
Others
Venerdì, 02 Ott 2026 09:30-18:00 |
L'evento si tiene dal 02 Ott 2026 al 04 Ott 2026

Vinschger Paarlen, Schüttelbrot e Strudel di mele dell'Alto Adige. I prodotti da forno contadini hanno una lunga tradizione a Bressanone. Non a caso ci sono circa 10 panetterie solo nel centro storico, che sorprendono con i loro prodotti. Nel primo fine settimana di ottobre tutto ruota attorno alla tradizionale specialità culinaria con prodotti regionali dell'Alto Adige. Al Mercato del pane e strudel dell'Alto Adige si possono gustare e assaporare creazioni salate e dolci nella piazza del Duomo. Green Event: Questa manifestazione è organizzata secondo i criteri di un Green Event e promuove un uso responsabile delle risorse, la valorizzazione dei prodotti regionali e una mobilità sostenibile.

0
Theatre
Giovedì, 01 Ott 2026 20:30

A LITTLE NIGHT MUSICAL. I GRANDI SUCCESSI DEL MUSICAL INTERNAZIONALE Performer: Valeria Camici, Francesca Canova, Giulia Dascoli, Lorenzo Deliso, Teresa Gioda, Gabriele Molli, Federico Natale, Silvia Zatti Direzione musicale: Angelo Fernando Galeano Il gruppo vocale The Barry’s porta in scena un concerto spettacolo travolgente: una carrellata dei successi più famosi della storia del Musical di Broadway. Dieci musical performer e una live band in un concerto dinamico, divertente, emozionante, interamente cantato, ballato e suonato dal vivo! Ti lascerà senza fiato e ti farà alzare dalla sedia e ballare! Il tutto presentato con grande expertise dall’attore e comico Luca Vincent Pecora e diretto dal Maestro Angelo Fernando Galeano, uno dei massimi esperti di vocalità artistica in Italia. Ascolterete: “Jesus Christ Superstar”, “Grease”, “Greatest Showman”, “The Sound of Music”, “Chicago”, “Sister Act”, “West Side Story”, “Footloose”, “Mamma Mia”, “Dirty Dancing”… e molti altri! I The Barry’s sono un gruppo vocale torinese di performer professionisti, nato con l’intento di condividere e propagare la passione per il Musical Theatre. Sul palco sono in dieci, ma attorno al progetto ruotano più di quindici perfomer, ciascuno con il proprio percorso artistico e le qualità vocali uniche. Il progetto dà voce ai più grandi successi del musical theatre. Un genere teatrale che racconta storie di tutti noi. Grazie alla magia della musica fa emozionare, scatenare e vibrare l’anima.

0
Art & Culture
Giovedì, 01 Ott 2026
L'evento si tiene dal 01 Ott 2026 al 04 Ott 2026

Lo sport torna a Trento Dall’1 al 4 ottobre il Festival dello Sport di Trento torna con la nona edizione: 4 giorni live nei teatri e nelle piazze in compagnia dei campioni più amati tra talk, interviste, camp ed eventi speciali.

0
Art & Culture
Mercoledì, 30 Set 2026 18:30-20:30 | 00:30
L'evento si tiene dal 30 Set 2026 al 26 Mag 2027

Ziel und Inhalt: Als Lesekreis treffen wir uns regelmäßig, um über Bücher zu sprechen. Wir tauschen uns nicht nur über den Inhalt eines Werkes, sondern auch über die sprachliche Umsetzung sowie unterschiedliche Interpretationsmöglichkeiten aus. Gelesen wird dasselbe Werk, um sich anschließend über die eigene Leseerfahrung zu unterhalten. Jede*r Interessierte ist willkommen! Zielgruppe: Alle, die Freude am Lesen und am gemeinsamen Austausch haben Teilnehmerzahl: 4 - 12 Ort: Bildungshaus Jukas, Brixen Zeit: An folgenden Mittwochen, jeweils von 18.30 – ca. 20.30 Uhr: 30. September 26 25. November 26 27. Jänner 27 31. März 27 26. Mai 27 Treffleiter*in: Roberta Bortolotti, Brixen. Studium der Komparatistik, Germanistik sowie Anglistik/Amerikanistik in Innsbruck und Mancheste Beitrag: Der Treff ist kostenlos Anmeldung: erwünscht unter bildung@jukas.net

0
Formation
Martedì, 29 Set 2026 18:00-20:00 | 00:30
L'evento si tiene dal 29 Set 2026 al 13 Ott 2026

Ziel und Inhalt: Für diese drei Abende nehmen wir uns ganz leichte Projekte vor und üben dabei Schritt für Schritt das Häkeln. Wir fertigen einen waschbaren Spüllappen und einen praktischen Topflappen an. Gleichzeitig lernen wir das Einmaleins des Häkelns kennen: Luftmaschen, feste Maschen, Kettmaschen, halbe und ganze Stäbchen, Doppelstäbchen sowie das Häkeln in Runden. Wer diese Grundlagen mal beherrscht, wird wohl bald weitere Ausflüge in die Häkelwelt wagen! Zielgruppe: Alle Anfänger*innen von 10 bis 99 Teilnehmerzahl: 3 - 5 Zeit: An folgenden Dienstagen, jeweils von 18.00 – 20.00 Uhr: 29. September 26 6. Oktober 26 13. Oktober 26 Mitzubringen: Einfarbiges Baumwollgarn oder Wolle für eine Nadelstärke von 3,5 – 5 und die entsprechende Häkelnadel; Schere; eine Nadel zum Vernähen Referent*in: Leni Leitgeb, Brixen. Pädagogische Leiterin im Bildungshaus Jukas, Erzählerin, häkelt gerne Beitrag: 45,00 € inkl. 22% Mwst. Anmeldeschluss: 22.09.2026

0
Theatre
Domenica, 27 Set 2026 20:00-
L'evento si tiene dal 27 Set 2026 al 17 Ott 2026

Antje spielt. Die andere träumt. Beide arbeiten in einer Fleischerei. Sie zerteilen Schweinehälften, belegen lustige Sandwiches und kommen sich näher. Die eine wartet auf den großen Gewinn am Spielautomaten. Die andere spricht mit ihrem ungeborenen Kind. Über allem hängt der Mond. Mit skurrilem Humor und großer Zärtlichkeit erzählt faulender Mond von zwei Frauen, die vom Leben an den Rand gedrängt wurden und trotzdem nicht aufhören, an ein besseres Morgen zu glauben. Hinter den komischen Dialogen steckt eine Geschichte über Einsamkeit und Freundschaft. Und darüber, wie eine Partei Menschen in schwierigen Lebenslagen mit einfachen Antworten und großen Versprechen für sich gewinnt. Die Schweizer Autorin Anaïs Clerc gehört zu den spannendsten jungen Autorinnen der deutschsprachigen Theaterwelt. Mit großer Leichtigkeit verbindet sie Humor und Melancholie, Poesie und Politik und erzählt von Menschen, die sonst selten im Mittelpunkt stehen. Regie führt die Theatermacherin Julia Jenewein. Die Künstlerin AliPaloma schafft einen Raum zwischen Fleischerei und Raumschiff. Die Musikerin und Klangkünstlerin Natyra Elezi entwickelt den Sound des Abends live. Es spielen (und singen) Brigitte Knapp und Viktoria Obermarzoner. Theaterstück von Anaïs Clerc Regie: Julia Jenewein Schauspiel: Brigitte Knapp und Viktoria Obermarzoner Komposition und Live-Vertonung: Natyrë Elezi Ausstattung: AliPaloma Regieassistenz: Michaela Zetzlmann Foto: FREIUNDZEIT

0
Cinema
Domenica, 27 Set 2026 19:30

Im zehnten Teil der Heimatkrimi-Filmreihe ermittelt Polizist Franz Eberhofer im Wellnessbereich des Golfclubs. Mit Sebastian Bezzel, Simon Schwarz, Lisa Maria Potthoff u.a. D 2026, Ed Herzog, 99 Min. Ab 12 Jahren Es herrscht wieder einmal Aufregung im niederbayerischen Niederkaltenkirchen. Polizist Franz Eberhofer und sein ehemaliger Partner Rudi Birkenberger werden mit einer neuen Leiche konfrontiert. Der Steckerlfischkönig Sebastian Paulus hat sein Leben ausgerechnet in der Wellnesslandschaft des neuen Golf-Clubs ausgehaucht. Die Ermittlungen führen Franz nicht nur zu den golfenden Reichen, sondern auch in die Gefilde zwielichtiger Volksfest-Clans. Und dann will seine Freundin Susi jetzt auch noch Bürgermeisterin werden …

0
Others
Domenica, 27 Set 2026 09:00-13:00 |

Internationale Sammlerbörse für Ansichtskarten, Briefmarken, Münzen, Briefe, Militaria, Heimatbelege, Aktien, Fotos, Ganzsachen, Heiligenbildchen, Tirolensien, Bücher, Grafik und Zubehör; mit Beratung. Eintritt frei

0
Theatre
Sabato, 26 Set 2026 21:00

Il mondo suggestivo della magia torna in città grazie alla tredicesima edizione del Merano Magic Festival. Una serata nella quale tutto può succedere: vari spettacoli e affermati interpreti del settore scandagliano i diversi volti della magia, i suoi lati più divertenti e quelli più oscuri. Prevendita in tutte le librerie Athesia e su www.ticketone.it

0
Theatre
Sabato, 26 Set 2026 19:30-
L'evento si tiene dal 26 Set 2026 al 11 Ott 2026

nach dem Roman „Eva dorme“ von Francesca Melandri Theaterfassung von Anita Buchart und Ivan Fauri in deutscher und italienischer Sprache mit Übertiteln Als Eva einen Anruf bekommt, fährt sie mit dem Zug 1397 km von Südtirol nach Süditalien, um Vito noch ein Mal wiederzusehen, jenen Mann, der sie als Kind eine Zeitlang liebevoll „sisiduzza“ (Fünkchen) genannt hatte. Die Reise quer durch Italien wird zugleich eine Reise in die Vergangenheit. Eva taucht ein in die Geschichte ihrer Heimat Südtirol, die von Grenzen erzählt zwischen zwei Ländern, zwei Sprachen und zwei Kulturen. 1919 geht ein Riss durch das Land und langsam auch durch die Menschen, die wie Evas Großvater Hermann plötzlich ihrer Sprache beraubt den Boden unter den Füßen verlieren. Widerstand macht sich breit und spaltet Familien und Sprachgruppen. Evas Mutter Gerda geht emanzipiert ihren eigenen Weg, kämpft dabei wie ihre Heimat um Autonomie und ringt um eine Liebe unabhängig von Herkunft und Sprache. Geblieben ist eine große Sehnsucht, die Mutter und Tochter verbindet und die einen Wunsch in sich birgt: Grenzen zu öffnen. Mit dem Roman „Eva schläft“ gelang der beliebten italienischen Autorin Francesca Melandri ein vielschichtiges Porträt Südtirols und seiner bewegenden Geschichte, die sich über Generationen in die Menschen eingeschrieben hat. Die renommierte Regisseurin und Künstlerische Leiterin des TEATA in der Gumpendorfer Straße in Wien Sara Ostertag versteht das Theater als Ort der Vielsprachigkeit und Multidisziplinarität. Mit einem feinen Gespür für Poesie inszeniert sie die Geschichte über Identitätssuche mehrsprachig, mit Musik, choreografischen Elementen und eindrücklichen Bildern. mit Andressa Miyazato Patrizia Pfeifer Brit Purwin Peter Schorn Paolo Tosin Regie Sara Ostertag

0
Others
Sabato, 26 Set 2026 10:00-16:00 |
L'evento si tiene dal 26 Set 2026 al 27 Set 2026

Preparatevi a un evento culinario unico: La Festa dello Speck Alto Adige vi offrirà un'esperienza che non dimenticherete presto. Dal 26/09 al 27/09/2026 potrete intraprendere un piacevole viaggio nel mondo dello speck. La Festa dello Speck rende omaggio all'artigianato tradizionale della produzione dello speck in Alto Adige e presenta una delle specialità culinarie più tipiche della regione, ovvero l'originale speck altoatesino in diversi modi. Qui è possibile non solo conoscere i migliori produttori di speck della regione e assaggiare i loro prodotti, ma anche saperne di più sulla storia e sulla produzione dello speck. Non vediamo l'ora di darvi il benvenuto in questa esperienza culinaria unica! Le informazioni più importanti: - La Festa dello Speck Alto Adige inizia il 26 settembre 2026 alle ore 10.00. - La salita con gli impianti Kronplatz 2000 (da Riscone) e Olang 1+2 (da Valdaora/Gassl) è possibile a partire dalle ore 9:00. - Biglietto andata e ritorno: 18,00€ a persona - In caso di maltempo, l’evento si terrà a Brunico.

0
Theatre
Venerdì, 25 Set 2026 20:00-
L'evento si tiene dal 25 Set 2026 al 13 Ott 2026

Ein Glas Wein, ein harmloser Besuch, ein gewöhnlicher Abend. Doch nichts bleibt gewöhnlich in Marius von Mayenburgs faszinierendem Psychothriller „Ellen Babić“. Die Lehrerin Astrid lebt mit ihrer deutlich jüngeren Partnerin Klara zusammen, einer ehemaligen Schülerin. Als sich Astrids Vorgesetzter kurzfristig bei ihnen ankündigt, scheint zunächst alles auf ein informelles Gespräch hinauszulaufen. Doch bald wird deutlich, dass sein Besuch einen brisanten Anlass hat: Im Zentrum steht die Schülerin Ellen Babić und ein Vorfall, der schwerwiegende Fragen aufwirft. Was geschah wirklich auf jener Klassenfahrt? Wer sagt die Wahrheit? Und wem kann man überhaupt noch glauben? Mit meisterhafter Präzision entwickelt Marius von Mayenburg ein vielschichtiges Kammerspiel über Macht, Verantwortung, Erinnerung und die Zerbrechlichkeit von Gewissheiten. Aus Andeutungen werden Verdächtigungen, aus Vertrauen wird Misstrauen. Die Figuren geraten in ein immer dichteres Netz aus Abhängigkeiten, Schuldzuweisungen und widersprüchlichen Wahrheiten. „Ellen Babić“ ist ein spannungsgeladener Theaterabend, der gesellschaftlich hochaktuelle Themen wie Machtmissbrauch, Grenzüberschreitungen und die Frage nach der Deutungshoheit über die eigene Geschichte verhandelt. Dabei verbindet Mayenburg psychologische Schärfe mit subtiler Komik und thrillerartige Spannung. Bis zum Schluss bleibt offen, wo Wahrheit endet und Manipulation beginnt. Ein intelligentes, packendes Stück über die Grauzonen menschlicher Beziehungen und die verstörende Erkenntnis, dass jede Wahrheit mehrere Gesichter haben kann. Mit Anna Fink | Christine Lasta | Mirko Roggenbock Regie Christian Mair | Ausstattung Andrea Kerner | Licht Jan Gasperi | Regieassistenz Paula Renzler

0
Art & Culture
Venerdì, 25 Set 2026
L'evento si tiene dal 25 Set 2026 al 27 Set 2026

Il 25-26-27 settembre, il centro di Bolzano ospita Festival Orizzonti Creativi. Cinque percorsi unici per esplorare il futuro attraverso la cultura: Letteratura — Parole che stimolano il pensiero. Incontri con autori, dialoghi e riflessioni per leggere il mondo che cambia. Arte e Design — Lo spazio si fa idea. Confronti dedicati alla creatività visiva. Musica e Teatro — Il battito e la voce della città. Performance dal vivo e spettacoli musicali animeranno il festival. Fuorifestival — Idee in circolo per il territorio. Un'area di dibattito dedicata a economia e sostenibilità. Kids — L'immaginazione diventa scoperta. Laboratori creativi pensati per i più piccoli. Il futuro non si aspetta, si crea. E tu, che orizzonte guardi?

0
Art & Culture
Venerdì, 25 Set 2026
L'evento si tiene dal 25 Set 2026 al 04 Ott 2026

TUTTO PER TUTT* BAW – Bolzano Art Weeks apre spazi e riflessioni. BAW – Bolzano Art Weeks mostra posizioni e visioni. BAW – Bolzano Art Weeks connette luoghi e persone. BAW – Bolzano Art Weeks è un progetto ideato e curato da Nina Stricker, organizzato da Cooperativa 19 in collaborazione con Südtiroler Künstlerbund e Südtirol Kultur, con il sostegno delle Ripartizioni Cultura Italiana e Cultura Tedesca della Provincia Autonoma di Bolzano, della Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano, del Comune di Bolzano e dell’Azienda di Soggiorno e Turismo.

0
Kids
Giovedì, 24 Set 2026 17:00
L'evento si tiene dal 24 Set 2026 al 26 Set 2026

Eine Kaspergeschichte vom Sherwood Forest Im Sherwood Forest haust der Räuber Knubbelbum. Als Robins Großmutter beim Beerenpflücken entführt wird und kurz darauf auch noch der Sheriff von Notthingham verschwindet, macht sich Robin auf den Weg um Knubbelbum zu stellen. Franka & Andreas Kilger (DE) Theater Knuth Für Kinder ab 4 Jahren Dauer: ca. 50 Minuten

0
Art & Culture
Mercoledì, 23 Set 2026 18:00

- con Daniele Menozzi, storico e Prof. emerito della Scuola Normale Superiore di Pisa - presentazione del libro curato da Daniele Menozzi – co-curatori Valerio De Cesaris, Andrea Possieri - “Pensare Francesco. Storia, memoria e uso politico” (ed. Il Mulino, 2025) - in dialogo con Andrea Sarri, docente di storia e filosofia Menozzi in questo suo lavoro racconta l’immagine di Francesco d’Assisi, una delle figure più significative del cristianesimo occidentale, dalla cui eredità sono scaturite non poche esperienze religiose e civili, che ha subito nel corso del tempo una serie di innumerevoli metamorfosi culturali. Questo volume ricostruisce la parabola storica della sua rappresentazione pubblica tra Ottocento e Novecento. Nel corso di questi due secoli, infatti, Francesco è stato descritto come un «grande riformatore» e una «gloria italiana», un democratico-cristiano e un «cavaliere umbro», salvo poi subire un profondo mutamento semantico nella seconda parte del Novecento, quando la sua figura inizia a combinarsi con i temi dell’ecologia e della pace. Le scansioni tematiche in cui è suddiviso il libro - storia, memoria, uso politico - indicano le diverse modalità con cui uomini, movimenti e istituzioni hanno costruito e veicolato l’immagine del Santo nel mondo contemporaneo. Oggi, dopo che dal 2013 al 2025, un pontefice romano ne ha assunto il nome per la prima volta nella storia, la sua immagine continua ad avere una fortissima risonanza pubblica. LE VIE DEL SACRO - Teatro Cristallo, ACLI sede provinciale di Bolzano (realizzato col finanziamento del 5X1000 Irpef annualità 2025), Diocesi Bolzano-Bressanone Luogo Sala don Lino Giuliani, II PIano Centro Culturale Cristallo, via Dalmazia 30 Bolzano BIGLIETTI Ingresso gratuito. Prenotazione obbligatoria

0
Art & Culture
Lunedì, 21 Set 2026 19:00

Presentazione del libro Nel loro nuovo volume illustrato, le due giornaliste pluripremiate Barbara Bachmann e Franziska Gilli approfondiscono, attraverso reportage, interviste e ritratti, il concetto di “mascolinità” in Italia e condividono le loro riflessioni. Moderazione: Ulrich Ladurner (corrispondente estero di „Die ZEIT“ in Italia)

0
Formation
Lunedì, 21 Set 2026 19:00

Una serata in lingua italiana con Letizia Espanoli, esperta nazionale nel settore sociale e sanitario, nota soprattutto per lo sviluppo del modello Sente-mente®. Questo modello culturale e assistenziale innovativo rivoluziona l’approccio alle demenze come l’Alzheimer. Il gioco di parole unisce i concetti di «sentire» (provare/percepire) e «mente» (intelletto). Nasce dalla constatazione scientifica che le persone affette da demenza, nonostante la perdita del linguaggio e dell’orientamento cognitivo, conservano fino all’ultimo la capacità di provare emozioni e di percepire i sentimenti di chi le circonda. L’idea di fondo: la vita non finisce con la diagnosi di demenza. L’attenzione si sposta dai deficit (dolore, perdita) alle capacità emotive residue e al benessere. Senza di loro saremmo tutti molto più poveri Il Mese mondiale dell’Alzheimer è un’iniziativa globale che si svolge ogni anno a settembre per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla demenza e combattere lo stigma ad essa associato. A tal fine vengono organizzati eventi e attività in tutto il mondo. L’associazione Alzheimer Südtirol Alto Adige ASAA presenta quest’anno due esperte di grande prestigio e invita cordialmente la popolazione a partecipare a due eventi interessanti.

0
Cinema
Domenica, 20 Set 2026 19:30

Ein musikalisch hochbegabter Klavierstimmer entdeckt neue Möglichkeiten sein absolutes Gehör zu nutzen! Mit Leo Woodall, Dustin Hoffman, Havana Rose Liu u.a. USA 2026, Daniel Roher, 109 Min. Ab 14 Jahren Niki war mal ein Wunderkind am Klavier, Harry gehörte zum Inner-Circle von Jazzgrößen wie Herbie Hancock. Dann entwickelte Niki ein Gehörleiden, Harry hatte einen Herzinfarkt. Als harmonisches Ersatzvater-Sohn-Gespann tingeln sie jetzt durch Manhattan und stimmen die Pianos von neureichen Möchtegern-Kulturbeflissenen. Per Zufall stellt sich heraus, dass Nikis absolutes Gehör auch Safes und deren Kombinationen knacken kann. Es eröffnet sich ihm ein völlig neues Betätigungsfeld …

0
Theatre
Domenica, 20 Set 2026 11:00

Manuel Zwerger Un luogo abbandonato si trasforma in un corpo sonoro. The Sanatorium of Soft Gravity è un progetto di teatro musicale immersivo che si colloca tra installazione, concerto e composizione scenica: spazio, suono, movimento e luce si condensano in un'esperienza attraversabile. Al centro del lavoro vi sono due ensemble. I loro strumenti sono amplificati e arricchiti da basi audio, oggetti sonori autocostruiti e una macchina semi-analogica sviluppata appositamente, collegata direttamente allə musicistə tramite tubi e connessioni meccaniche. Essa agisce simultaneamente come corpo risonante, elemento scenico scultoreo e presenza autonoma all’interno dell’installazione. I suoni attraversano lo spazio, vengono spostati, trasformati e ricollocati. Ispirata all’atmosfera del sanatorio de La montagna incantata di Thomas Mann, l’opera genera una condizione di lieve slittamento percettivo: una dimensione sospesa tra concerto, installazione e sogno.

0
Partyzone
Domenica, 20 Set 2026 10:00-19:00 |

La leggendaria Schupfenfest a San Genesio è una rustica sagra gastronomica che entusiasma sia la gente del posto che i turisti. La festa offre l'occasione per collegare il piacere di abbinare una bella camminata sugli alpeggi a quello di gustare specialità tradizionali dell'Alto Adige nei rifugi. L'itinerario consente di far sosta lungo il cammino in diverse "Schupfe", ossia baite in dialetto altoatesino, tra San Genesio e Meltina, assaggiando diverse specialità tipiche, dall'immancabile merenda contadina ai canederli, Strauben e altre frittelle dolci. Naturalmente, non mancano né la buona musica né la compagnia. E allora, via, tutti alla Schupfenfest a San Genesio, possibilmente con i costumi tradizionali: lederhosen e dirndl!

0
Cinema
Sabato, 19 Set 2026 19:30

Der Dokumentarfilm begleitet Simon Messner ins Karakorum-Gebirge und erzählt von der Leidenschaft des Bergsteigens und dem Bestreben, sich von seinem Vater zu emanzipieren. Mit Simon Messner, Sabine Messner, Magdalena Messner u.a. D 2026, Veronika Kaserer, 91 Min. Ab 12 Jahren Als sich Simon Messner, der einzige Sohn der Bergsteigerlegende Reinhold Messner, im Sommer 2025 auf den Weg zur spektakulären Erstbesteigung des 6.754 Meter hohen Chumik Kangri im pakistanischen Karakorum macht, steht er an einem Wendepunkt in seinem Leben. Nachdem er Vater einer kleinen Tochter geworden ist, fühlt sich diese Expedition anders an. Geprägt von der emotionalen Distanz zu seinem Vater, beginnt Simon, seine bergsteigerischen Vorhaben zu hinterfragen …

0
Exhibitions
Sabato, 19 Set 2026 18:00-19:30 |
L'evento si tiene dal 19 Set 2026 al 30 Ott 2026

Gallmetzer appartiene a quegli artisti che non accompagnano le proprie opere con lunghe spiegazioni. Le sue sculture, i suoi dipinti e i suoi disegni parlano per sé. Possono suscitare sorpresa, sollevare interrogativi, rimanere enigmatici e stimolare una riflessione critica. Lo spettatore non viene guidato verso un’interpretazione prestabilita, ma è invitato a sviluppare un proprio rapporto con l’opera. Il titolo „INVENTUR” è stato scelto consapevolmente: un inventario è una ricognizione, una presa d’atto di ciò che esiste, di ciò che è rimasto, di ciò che è cambiato e forse anche di ciò che manca. Nel contesto artistico, il termine assume un significato aperto e ricco di sfumature. La mostra invita a non limitarsi a osservare le opere esposte, ma a sottoporre anche le proprie percezioni e i propri pensieri a un personale „inventario”. „INVENTUR” non vuole offrire risposte preconfezionate, ma punta sull’incontro tra opera e spettatore: sul momento in cui ci si ferma, ci si pone delle domande e, forse, non si comprende tutto. Eric Gallmetzer è presente con le sue opere in numerose mostre in Alto Adige e oltre i confini regionali. Le sue opere sono inoltre presenti in diversi spazi pubblici, entrando così in dialogo con le persone nella loro quotidianità.

0
Theatre
Sabato, 19 Set 2026 16:00

Anche quest'anno abbiamo organizzato, per inaugurare la nuova stagione, la FESTA DEL TEATRO! Vi aspettiamo negli spazi del Teatro Cristallo - cortile, piazzetta e sala teatro - per una giornata ricca di eventi ed emozioni da vivere insieme! Questo il programma: dalle 16 alle 18 - GIOCHI, LABORATORI e ATTIVITA' PER BAMBINI a cura di Teatro Cristallo insieme ad ASSB, AiBi, UNICEF BOLZANO, OfficineVispa - SPETTACOLO DI BURATTINI "L'OCA LUCIA" con VLADIMIRO STRINATI organizzato dalla compagnia teatroBlu nell'ambito della rassegna estiva "Blu d'Estate" dalle 19 alle 20.30 - CONCERTO CON LA THE HOMELESS BAND Nancy Travaglini, Voce / Nico Aldegani, tastiere / Giulio Pattaro, Batteria / Mirko Giocondo, Basso / Michele Baldo, Chitarra / Elena Basso, Sax Tenore / Randy Montero Granado, Tromba alle 21.00 - SPETTACOLO "(IN)GRATO" di e con Antonio Ornano (a pagamento). Tutti gli eventi sono gratuiti tranne lo spettacolo serale di Antonio Ornano.

0
Others
Sabato, 19 Set 2026 16:00

Sabato 19 settembre, raggiungi la Festa bei bambini in sella alla tua bici! Dalle ore 16.00 in Piazza Municipio ti aspetta un ricco programma con controllo bici, fotobox e una stazione creativa per decorare la tua bicicletta e prepararla alla parata luminosa. Alle ore 17.30 è prevista la benedizione delle bici, mentre alle ore 19.00 partirà la grande parata luminosa in bici con DJ. Tutti insieme pedaleremo per le vie di Brunico fino a Piazza Paul Tschurtschenthaler, dove la parata sarà accolta dal coro giovanile di Rasun di Sopra e si concluderà il progetto “Passi per il clima”.

0
Art & Culture
Sabato, 19 Set 2026 16:00-19:00 |

Nel contesto dei Social Park Comune di Bolzano - Edizione 2026 - l'associazione Lettera 7 propone per sabato 19 settembre, a partire dalle ore 16.00, un interessante evento letterario presso il Parco Mignone (vedasi locandina allegata). Si tratta di un "Piccolo Festival di Poesia", in omaggio a Pier Paolo Pasolini, dove verranno letti ed interpretati diversi testi poetici con la regia di Enea Bonato. Accompagnamento musicale di Roberto Cogo. Entrata libera. Sede alternativa in caso di pioggia Sala Rosenbach.

0
Theatre
Venerdì, 18 Set 2026 20:00

Rocio Marquez, Los Voluble Flamenco sin género(s), a cura di Esther Regueira Mauriz, esplora le forme più radicali e innovative del flamenco contemporaneo. La rassegna mette in relazione tradizione e avanguardia attraverso opere che sfidano classificazioni e confini prestabiliti, rivelando un flamenco vivo, plurale e in costante trasformazione. Presso lo Stadttheater Bruneck, la rassegna accoglie: Rocío Márquez con Himno Vertical e Los Voluble con Flamenco is not a crime. Himno Vertical di Rocío Márquez Himno Vertical di Rocío Márquez nasce dall'incontro tra la cantaora andalusa e il chitarrista Pedro Rojas Ogáyar, trasformando il Requiem – tradizionalmente canto d'addio e messa in onore dei defunti – in un'opera che non celebra soltanto la fine, ma anche l'inizio, il fluire e la trasformazione. Lontano dall'idea di un lavoro chiuso e riconducibile a un'unica autorialità, il progetto prende forma come un'eco corale e collettiva: un rito di commiato e di accoglienza insieme, una cerimonia che invita a pensare vita e morte non come poli opposti, ma come parte di un unico movimento continuo. Sul palco, la voce di Márquez e la chitarra di Rojas Ogáyar costruiscono uno spazio sonoro intimo e immersivo, in cui sperimentazione, improvvisazione e libertà creativa incontrano le radici del flamenco jondo, tra suggestioni di poesia classica e contemporanea. Flamenco is not a crime di Los Voluble Flamenco is not a crime è il progetto audiovisivo e performativo di Los Voluble – il duo formato dai fratelli Pedro e Benito Jimenez – che intreccia flamenco, electronica, cultura critica e pratiche di remix audiovisivo politico. Ispirato al movimento “free party is not a crime” e in continuità con la ricerca sviluppata in lavori come Raverdial ed En el nombre de – incentrati sulla festa, sulla dimensione collettiva e sulla complessità del remix – il progetto esplora il flamenco attraverso alcune delle sue tensioni più vive: tra purismo e avanguardia, spirito ribelle e virtuosismo tecnico. Attraverso materiali d’archivio e manipolazioni video live, Los Voluble mette in relazione il flamenco con generi come gqom, footwork, experimental dub, grime e reggaeton, rivendicandolo come uno spazio libero, aperto e ibrido. Un progetto che supera ogni idea di purezza e rilancia il flamenco come uno spazio di libertà, collisione e continua reinvenzione. Il biglietto include l'accesso a entrambe le performance.

0
Theatre
Venerdì, 18 Set 2026 18:0019:00

Romeo Castellucci Romeo Castellucci torna a Transart con Credere alle maschere, creazione presentata in prima assoluta a FOG – Performing Arts di Triennale Milano. Un’esperienza immersiva, priva di parola, che convoca un alfabeto di immagini, silenzi e maschere, chiamando in causa la responsabilità dello sguardo. Una stanza vuota, asettica. All’ingresso, cinquanta maschere che generano la sospensione della propria identità e l’adesione a una comunità temporanea di volti senza nome. In questo anonimato condiviso, chi guarda è a sua volta guardato, in un silenzio carico di tensione. Al centro, una sedia isolata, evocazione muta di violenza e potere, concentra lo sguardo: è un oggetto che racchiude una lunga storia tra arte e morte. La finzione teatrale si incrina e, con essa, la rassicurante separazione tra scena e pubblico. Presentata alla Triennale Milano, Credere alle Maschere conferma la radicalità di Romeo Castellucci, figura centrale del teatro contemporaneo europeo. Un’esperienza che sottrae ogni rifugio, chiamando chi partecipa a confrontarsi con la responsabilità del proprio sguardo. Consigliato a partire dai 14 anni di età.

0
Formation
Venerdì, 18 Set 2026 18:00

Sophie Rosentreter war früher als Model und Fernsehmoderatorin tätig. Heute ist sie Demenz-Aktivistin, die sich dafür einsetzt, über die Krankheit aufzuklären und ihre Erfahrungen mitzuteilen. Sie hat zahlreiche Auszeichnungen für Ihr Engagement wie beispielsweise den Health Award 2012 oder den Deutschen Pflegepreis “Freund-der Pflege-Preis 2018” erhalten. Daneben gehören ihre Bücher über die Demenzerkrankung zu den erfolgreichsten der letzten Jahre. Sophie Rosentreter verbindet ihre Expertise, persönliche Erfahrungen und journalistische Fähigkeiten zu einem inspirierenden Event am 18.09.2026. Mit Leidenschaft, Empathie und Tiefgang motiviert sie ihr Publikum, aktiv zu handeln, Verständnis zu fördern und Organisationen zukunftssicher und menschlich auszurichten. Ohne sie wären wir alle viel ärmer Der Welt-Alzheimer-Monat ist eine globale Initiative, die jedes Jahr im September stattfindet, um das Bewusstsein für Demenz zu schärfen und das damit verbundene Stigma abzubauen. Dazu werden rund um den Globus Veranstaltungen und Aktivitäten organisiert. Der Verein Alzheimer Südtirol Alto Adige ASAA wartet dieses Jahr mit zwei ausgewiesenen, besonderen Expertinnen auf und lädt die Bevölkerung herzlich zu 2 spannenden Veranstaltungen dazu ein.

0
Art & Culture
Venerdì, 18 Set 2026 18:00

Venerdì 18 settembre 2026, alle ore 18, presso il Lanserhaus di San Michele | Appiano, verrà inaugurata la mostra “INVENTUR”, con opere dell’artista altoatesino Eric Gallmetzer. Gallmetzer appartiene a quegli artisti che non accompagnano le proprie opere con lunghe spiegazioni. Le sue sculture, i suoi dipinti e i suoi disegni parlano per sé. Possono suscitare sorpresa, sollevare interrogativi, rimanere enigmatici e stimolare una riflessione critica. Lo spettatore non viene guidato verso un’interpretazione prestabilita, ma è invitato a sviluppare un proprio rapporto con l’opera. Il titolo „INVENTUR” è stato scelto consapevolmente: un inventario è una ricognizione, una presa d’atto di ciò che esiste, di ciò che è rimasto, di ciò che è cambiato e forse anche di ciò che manca. Nel contesto artistico, il termine assume un significato aperto e ricco di sfumature. La mostra invita a non limitarsi a osservare le opere esposte, ma a sottoporre anche le proprie percezioni e i propri pensieri a un personale „inventario”. „INVENTUR” non vuole offrire risposte preconfezionate, ma punta sull’incontro tra opera e spettatore: sul momento in cui ci si ferma, ci si pone delle domande e, forse, non si comprende tutto. Eric Gallmetzer è presente con le sue opere in numerose mostre in Alto Adige e oltre i confini regionali. Le sue opere sono inoltre presenti in diversi spazi pubblici, entrando così in dialogo con le persone nella loro quotidianità. Inaugurazione: venerdì 18 settembre 2026, ore 18 La partecipazione all’inaugurazione è possibile esclusivamente previa iscrizione scritta via e-mail entro il 15 settembre.

0
Theatre
Giovedì, 17 Set 2026 20:00

Rocio Marquez, Paula Comitre, Los Voluble Flamenco sin Género(s), a cura di Esther Regueira Mauriz, esplora le forme più radicali e innovative del flamenco contemporaneo. La rassegna mette in relazione tradizione e avanguardia attraverso opere che sfidano classificazioni e confini prestabiliti, rivelando un flamenco vivo, plurale e in costante trasformazione. Presso il NOI Techpark di Bolzano, la rassegna accoglie: Rocío Márquez con Himno Vertical, Paula Comitre con Après Vous, Madame e Los Voluble con Flamenco is not a crime. Himno Vertical di Rocío Márquez Himno Vertical di Rocío Márquez nasce dall'incontro tra la cantaora andalusa e il chitarrista Pedro Rojas Ogáyar, trasformando il Requiem – tradizionalmente canto d'addio e messa in onore dei defunti – in un'opera che non celebra soltanto la fine, ma anche l'inizio, il fluire e la trasformazione. Lontano dall'idea di un lavoro chiuso e riconducibile a un'unica autorialità, il progetto prende forma come un'eco corale e collettiva: un rito di commiato e di accoglienza insieme, una cerimonia che invita a pensare vita e morte non come poli opposti, ma come parte di un unico movimento continuo. Sul palco, la voce di Márquez e la chitarra di Rojas Ogáyar costruiscono uno spazio sonoro intimo e immersivo, in cui sperimentazione, improvvisazione e libertà creativa incontrano le radici del flamenco jondo, tra suggestioni di poesia classica e contemporanea. Après Vous, Madame di Paula Comitre Negli anni Venti, quando Parigi era l’epicentro delle avanguardie, Antonia Mercé, nota come “La Argentina” (1890–1936), rivoluzionò il flamenco, elevandolo a linguaggio moderno e universale. Da questa eredità luminosa nasce Après vous, madame, progetto in cui la bailaora e coreografa Paula Comitre attraversa il lascito dell’artista per trasformarlo in una creazione contemporanea, audace e visionaria. Più che un tributo biografico, l’opera apre un dialogo tra epoche: la memoria di La Argentina incontra una nuova scrittura coreografica, in cui il flamenco entra in relazione con la ricerca musicale e la sperimentazione visiva. In scena, il gesto della danza dialoga con le sonorità del pianoforte e con suggestive installazioni tessili, creando uno spazio sospeso tra memoria storica e invenzione creativa. Prende così forma un’opera vibrante, capace di restituire nuova vitalità a un’arte che attraversa il tempo senza smettere di reinventarsi. Flamenco is not a crime di Los Voluble Flamenco is not a crime è il progetto audiovisivo e performativo di Los Voluble – il duo formato dai fratelli Pedro e Benito Jimenez – che intreccia flamenco, electronica, cultura critica e pratiche di remix audiovisivo politico. Ispirato al movimento “free party is not a crime” e in continuità con la ricerca sviluppata in lavori come Raverdial ed En el nombre de – incentrati sulla festa, sulla dimensione collettiva e sulla complessità del remix – il progetto esplora il flamenco attraverso alcune delle sue tensioni più vive: tra purismo e avanguardia, spirito ribelle e virtuosismo tecnico. Attraverso materiali d’archivio e manipolazioni video live, Los Voluble mette in relazione il flamenco con generi come gqom, footwork, experimental dub, grime e reggaeton, rivendicandolo come uno spazio libero, aperto e ibrido. Un progetto che supera ogni idea di purezza e rilancia il flamenco come uno spazio di libertà, collisione e continua reinvenzione. Il biglietto include l'accesso a tutte e tre le performance.

0
Music
Giovedì, 17 Set 2026 19:00

Masa-Daiko + Felix Nussbaumer, Noah Punkt, Niklaus Mäder Una serata dedicata all’esplorazione del ritmo attraverso due visioni differenti: dalla potenza ancestrale e corale dei tamburi giapponesi di Masa-Daiko alle trame jazz ed elettroniche del trio OUU!D. Un dialogo tra la forza della tradizione e le nuove frontiere della sperimentazione contemporanea. 太鼓 – TAIKO The Soul of Japanese Drumming di Masa-Daiko Ritmo, energia, precisione: Masa-Daiko evoca la forza arcaica del Taiko, l’arte giapponese dei tamburi, con una straordinaria potenza sonora e fisica. Fondato nel 1996 dal polistrumentista e compositore Masakazu Nishimine, l’ensemble riunisce artistə provenienti dall’Europa e dal Giappone in un intenso dialogo tra tradizione e contemporaneità. Ogni colpo è un richiamo ancestrale che unisce forza e controllo attraverso sorprendenti cesure ritmiche. Sul palco, il gesto dellə percussionistə e la potenza del suono si fondono in una performance di grande intensità. Con composizioni di Nishimine e brani della tradizione Taiko, Masa-Daiko dà vita a un’esperienza concertistica intensa e ipnotica, in cui la forza dei tamburi entra in un affascinante dialogo con il silenzio, la concentrazione e il movimento. OUU!D di Felix Nussbaumer, Noah Punkt, Niklaus Mäder OUU!D – collettivo formato da Felix Nussbaumer, Niklaus Mäder e Noah Punkt – è un laboratorio sonoro alla ricerca di linguaggi inediti, con radici ben piantate nel jazz e nella libera improvvisazione di matrice europea. Le loro influenze spaziano dalla musica strumentale contemporanea ai drone ambient modulari, fino alle tecniche di sampling e chopping tipiche dell’hip-hop. Da questo intreccio nascono architetture sonore complesse animate da groove insoliti: ritmi asimmetrici eppure fluidi, attraversati da una tensione meccanica che rende la loro musica stranamente trascinante e ballabile. Nelle parole della band, l'esperienza è paragonabile al danzare sui suoni di un fax o di una stampante in funzione: un insieme di impulsi ritmici che tessono una trama sonora capace di scardinare le concezioni tradizionali di melodia e armonia. Il biglietto include l'accesso a entrambe le performance. Apre la serata alle ore 18:00 il concerto TAIKO, esito del workshop con Kids Culture Club.

0
Theatre
Giovedì, 17 Set 2026 18:0019:00

Romeo Castellucci Romeo Castellucci torna a Transart con Credere alle maschere, creazione presentata in prima assoluta a FOG – Performing Arts di Triennale Milano. Un’esperienza immersiva, priva di parola, che convoca un alfabeto di immagini, silenzi e maschere, chiamando in causa la responsabilità dello sguardo. Una stanza vuota, asettica. All’ingresso, cinquanta maschere che generano la sospensione della propria identità e l’adesione a una comunità temporanea di volti senza nome. In questo anonimato condiviso, chi guarda è a sua volta guardato, in un silenzio carico di tensione. Al centro, una sedia isolata, evocazione muta di violenza e potere, concentra lo sguardo: è un oggetto che racchiude una lunga storia tra arte e morte. La finzione teatrale si incrina e, con essa, la rassicurante separazione tra scena e pubblico. Presentata alla Triennale Milano, Credere alle Maschere conferma la radicalità di Romeo Castellucci, figura centrale del teatro contemporaneo europeo. Un’esperienza che sottrae ogni rifugio, chiamando chi partecipa a confrontarsi con la responsabilità del proprio sguardo. Consigliato a partire dai 14 anni di età.

0
Kids
Giovedì, 17 Set 2026 17:00
L'evento si tiene dal 17 Set 2026 al 19 Set 2026

Figurentheater und Schauspiel nach einem Theaterstück von Ellis Kaut Pumuckl überredet den Meister Eder, bei einem Preisausschreiben mitzumachen, und tatsächlich gewinnt Eder die Schiffsreise. Dabei handelt es sich jedoch um eine Falle: der große blaue Klabauter und seine kleinen Klabautergehilfen wollen Pumuckl zurück ins Meer holen. An Deck des Urlaubsdampfers freundet sich Pumuckl mit einem der kleinen Klabauter an. Aber auf See will er nur bleiben, wenn Meister Eder mitkommt. Franka & Andreas Kilger (DE) Theater Knuth Für Kinder ab 4 Jahren Dauer: ca. 50 Minuten

0
Others
Giovedì, 17 Set 2026 09:00-18:00 |
L'evento si tiene dal 17 Set 2026 al 20 Set 2026

bike festa Südtirol celebra la bicicletta e la rende un'esperienza tangibile nel cuore di Bressanone – una vivace Expo e un ricco programma attendono sia i professionisti che i principianti nel centro storico di Bressanone. L'evento offre consulenza di altissimo livello, opportunità uniche di test, esperienze condivise e momenti di puro piacere. Scopri un luogo ricco di competenze, esperienze ispiratrici e impulsi innovativi!

0
Music
Mercoledì, 16 Set 2026 20:00

Sepidar Ensemble and Sepideh Raissasat La voce di Sepideh Raissadat incontra l’Esemble Sepidar in un percorso che attraversa la musica classica persiana a partire dal Dastgāh, il sistema modale che ne costituisce uno dei cardini più profondi. Più di un semplice insieme di scale o strutture melodiche, il Dastgāh è una forma di pensiero musicale: tramandato oralmente da maestro ad allievo, viene continuamente rinnovato nell’atto stesso dell’esecuzione. La sua ricchezza nasce dall’equilibrio tra memoria e invenzione, tra repertorio codificato e libertà espressiva. L’Esemnle Sepidar si immerge in questa tradizione non per replicarne le forme antiche, ma per coglierne lo spirito più vivo, laddove la fedeltà alle radici passa necessariamente attraverso il rinnovamento. È in questo incontro che il passato non scompare, ma si fa voce presente, aprendo nuovi orizzonti dell’ascolto.

0
Exhibitions
Mercoledì, 16 Set 2026 10:00-12:00 | 15:00 - 19:00
L'evento si tiene dal 16 Set 2026 al 27 Set 2026

INTRECCI esplora ciò che rende possibile la vita: la relazione. Nella natura come nelle comunità, nulla cresce da solo. Radici, rami, rizomi e reti invisibili ci mostrano che la vita è un intreccio continuo. Le opere di Francesca Tomasi, con tronchi spogli e strutture essenziali, evocano la memoria e la possibilità di rigenerazione. I collage di Thea Unteregger ritraggono le piante come entità dotate di personalità, che ci mettono in contatto con il sapere locale e indigeno. Insieme costruiscono un ciclo: dalla struttura alla rinascita, dalla mancanza alla nuova vita.

0
Exhibitions
Mercoledì, 16 Set 2026 08:00-17:00 |
L'evento si tiene dal 16 Set 2026 al 28 Set 2026

Traudi Messini "Nella luce fredda e bianco-grigiastra del Nord, dipinge paesaggi di mari glaciali e scogliere solcate dal ghiaccio che, grazie a un audace gioco di luci e ombre, acquistano grande pienezza e densità, apparendo quasi astratti. Con queste ultime opere, la pittrice ha espresso una chiara dichiarazione d'intenti riguardo alle proprie origini e al proprio credo artistico." Giancarlo Mariani „L'ultima thule sognața dagli antichi. Kalaalit nunaat. la groenlandia. Kalaalit nunaat - la terra degli uomini. Non si tratta della terra minacciosa che i pescatori d'islanda temevano - rileggiamo pierre loti - ma della terra sicura - la terra degli uomini appunto - la terra ferma - non la banchisa polare scricchiolante - la patria degli inuit." Knud Rassmussen "Datemi la neve, datemi i cani, il resto potete tenervelo."

0
Theatre
Martedì, 15 Set 2026 20:00

Thom Luz Nella penombra di una radura boschiva, tra i resti di un’auto ridotta a un cumulo di lamiere fumanti, una radio agonizzante diffonde le note di Felix Mendelssohn Bartholdy. Su questo scenario fatto di rottami e sogni da salotto, cinque artefici del suono e dell’illusione danno forma alla loro opera: un montaggio minuzioso che, nel corso della performance, ricompone ogni scheggia e ogni risonanza in una scultura sonora dello schianto. In dialogo con questo ammasso di rottami in lenta ricomposizione, un trio elettroacustico di musica da camera dilata il ciclo pianistico di Mendelssohn, Lieder ohne Worte, esplorando nuove dimensioni di riverberi e paesaggi sonori. Così, la fine di un road movie diventa l’incipit dell’ultimo esperimento di teatro musicale del regista e scenografo svizzero Thom Luz. Lieder ohne Worte parla di shock e di afasia, di cambi di prospettiva, di distruzione e futuro, ma anche della necessaria ricostruzione del presente. Come siamo finiti a schiantarci contro un muro? Siamo ancora vivi? E adesso? Laddove le parole non bastano, i suoni si riorganizzano. Dal dialogo tra immagini catastrofiche e sovrapposizioni musicali scaturisce una composizione spaziale sottile, frutto di una riflessione minuziosa. Lo spettacolo contiene pochi dialoghi in tedesco, inglese e francese, con sottotitoli.

0
Art & Culture
Martedì, 15 Set 2026 18:00

INTRECCI esplora ciò che rende possibile la vita: la relazione. Nella natura come nelle comunità, nulla cresce da solo. Radici, rami, rizomi e reti invisibili ci mostrano che la vita è un intreccio continuo. Le opere di Francesca Tomasi, con tronchi spogli e strutture essenziali, evocano la memoria e la possibilità di rigenerazione. I collage di Thea Unteregger ritraggono le piante come entità dotate di personalità, che ci mettono in contatto con il sapere locale e indigeno. Insieme costruiscono un ciclo: dalla struttura alla rinascita, dalla mancanza alla nuova vita.

0
Theatre
Martedì, 15 Set 2026 18:00

Rocío Márquez, Javi Mora, Los Voluble Un’anteprima scandita da talk e performance introduce Flamenco sin género(s), progetto a cura di Esther Regueira Mauriz, che interpreta il flamenco come pratica viva e in costante mutamento. Nato ai margini, nell'oscurità della notte e nell'incontro tra culture rom, musulmane, ebraiche e cristiane, il flamenco rivendica, in questa cornice, la propria natura plurale, radicale e stratificata. In un dialogo stretto tra tradizione e avanguardia, il progetto mette in luce alcune delle ricerche più audaci del flamenco contemporaneo: pratiche che sfuggono a etichette e categorie di genere e che si misurano, in modo critico e sperimentale, con le tensioni del presente. Con Rocío Márquez – per l’occasione accompagnata da Javi Mora – e Los Voluble, la serata offre un primo sguardo sulle traiettorie artistiche del progetto. L'evento anticipa le serate del 17 settembre al NOI Techpark di Bolzano e del 18 settembre allo Stadttheater Bruneck.

0
Kids
Martedì, 15 Set 2026 09:00-12:00 |
L'evento si tiene dal 15 Set 2026 al 17 Set 2026

Con Masakazu Nishimine ed Emiko Karayilmaz Cosa tiene davvero unito un gruppo? Il ritmo! È da qui che nasce il Taiko, l’antica arte giapponese del tamburo, dove la forza non sta nel singolo, ma nell’energia che si crea suonando insieme. Ogni colpo di tamburo diventa parte di un ritmo condiviso, fatto di ascolto, concentrazione e collaborazione. Le sue origini risalgono a secoli fa, quando i tamburi venivano probabilmente utilizzati nei rituali dedicati ai kami, gli spiriti e le divinità della tradizione giapponese, tra cui Susanoo, il dio della tempesta. Oggi il Taiko è una disciplina che unisce musica, movimento ed energia, trasformando ogni esibizione in un’esperienza potente e coinvolgente. In questo workshop, guidato da Masakazu Nishimine ed Emiko Karayılmaz, proverete le tecniche di base, suonerete in gruppo e scoprirete quanto sia entusiasmante creare musica. Un’esperienza intensa, divertente e piena di energia, capace di far vibrare corpo e mente. Pronti a mettervi in gioco? Banzai! Per giovani dagli 11 ai 16 anni. Info e iscrizioni: Kids Culture Festival 2026 | TAIKO Workshop Il concerto finale si terrà giovedì 17 settembre alle ore 18:00 a BASIS.

0
Theatre
Lunedì, 14 Set 2026 20:00

ZOE - Theater im Forst Nel 1935, a un solo anno dalla sua tragica scomparsa, Federico García Lorca compose un ciclo di sonetti dedicati al suo amore e amante, Juan Ramírez de Lucas. Questi versi, noti come i Sonetos del Amor Oscuro, sono un’esplosione di passione, carnalità e intimità, sorprendentemente lirica e musicale. La loro storia è densa di ombre: custoditi nel silenzio per decenni dalla famiglia, emersero solo nel 1983 in un’edizione pirata, diventando immediatamente un oggetto di culto. Queste poesie brucianti costituiscono oggi il cuore pulsante di un dialogo transdisciplinare che anima la ricerca di Zoe-Theater im Forst. Qui la parola si fa corpo, movimento e suono: un’esperienza dove il sublime incontra la carne e l’amore si manifesta come armonia, desiderio e materia viva. Dell'amore oscuro accoglie la complessità del materiale originale in un processo creativo che intreccia drammaturgia, musica e danza su un unico piano espressivo. Il testo di Lorca diventa così la radice di un dialogo paritario tra i linguaggi, un incontro vitale e libero da gerarchie predefinite. Sul palco, un quartetto d’archi dal vivo, un attore e un danzatore: sei corpi che, guidati dalle proprie discipline, interagiscono per restituire l’immediatezza e l’urgenza di queste parole. I sonetti, scritti da un uomo per un uomo e per uno solo, proprio nella loro radicalità trascendono il particolare per farsi universali: evocano passione e fragilità, scuotono l’anima e invitano a una profonda condivisione. “Tra come mi ami, e come ti amo io / Aria di stelle, tremito di pianta” Lo spettacolo è in lingua italiana, con sottotitoli in tedesco.

0
Music
Domenica, 13 Set 2026 20:30

L'Accademia Giocosa Dorothee Oberlinger (flauto) Johann Sebastian Bach: Suite per orchestra n. 1 BWV 1066 Georg Friedrich Telemann: Quartetto per flauto, violino, oboe e b. c. TWV 43:A3 Georg Friedrich Telemann: Concerto per flauto e archi TWV 51:C1 Antonio Vivaldi: Concerto per 2 oboi e archi RV 535 Antonio Vivaldi: Quartetto per flauto, oboe, violino, fagotto e b.c. RV 107 Antonio Vivaldi: Concerto per flauto e archi RV 443

0
Cinema
Domenica, 13 Set 2026 15:00-22:30 |

Béla Tarr Sátántangó (1994), capolavoro del regista ungherese Béla Tarr, tratto dall’omonimo romanzo di László Krasznahorkai, segue gli ultimi giorni di una comunità dimenticata, sospesa tra miseria, immobilità e speranze destinate a infrangersi. Nella pianura ungherese, battuta dal vento e dalla pioggia, il tempo sembra essersi arrestato. Quando Irimiás e Petrina, due figure enigmatiche credute morte, tornano al villaggio, gli abitanti si aggrappano alla promessa di un nuovo inizio, che presto si rivelerà l’ennesima illusione. In dodici capitoli e lunghi piani-sequenza in bianco e nero, Tarr trasforma la durata in una dimensione fisica che avvolge lo spettatore. Sátántangó è un’esperienza ipnotica e totalizzante: un viaggio nella solitudine, nei fallimenti e nelle imperfezioni della condizione umana. In occasione della 41esima Literaturtage Lana: "und vergeßt mir die Gärten nicht …", il 27 agosto alle ore 20:00 a Villa Arnica a Lana si terrà un talk con László Krasnahorkai, autore dell'omonimo romanzo Sátántangó del 1985 e vincitore del Premio Nobel per la Letteratura 2025. Versione originale in ungherese con sottotitoli in italiano.

0
Others
Domenica, 13 Set 2026 10:00-18:00 |

Tradizione, musica e natura sotto il Catinaccio! La Festa delle malghe "Re Laurino" attira ogni anno numerosi visitatori da vicino e da lontano, per trascorrere insieme una splendida e socievole giornata d'escursione in montagna. Anche quest'anno le associazioni di Nova Levante trasformano i pascoli ai piedi del Catinaccio in un piccolo regno di delizie e divertimento, con piatti e bevande locali in ogni baita, oltre a musica, giochi e tanto intrattenimento. Ma l'evento è coronato dallo scenario mozzafiato delle due montagne dolomitiche Catinaccio e Latemar, che rendono la giornata un’esperienza indimenticabile per famiglie e amici.

0
Theatre
Sabato, 12 Set 2026 20:00

Xiu Xiu + Matthew Herbert Negli spazi di Rothoblaas, due visioni radicali della ricerca sonora si incontrano in un evento con Museion: gli Xiu Xiu, duo experimental-alternative di Jamie Stewart e Angela Seo, e Matthew Herbert, pioniere dell'elettronica da sempre dedito al superamento delle convenzioni musicali. ERASERHEAD XIU XIU di Xiu Xiu ERASERHEAD XIU XIU è un’immersione viscerale nell’universo di Eraserhead (1977), il capolavoro d’esordio di David Lynch. Dopo il progetto Plays the Music of Twin Peaks, gli Xiu Xiu tornano a confrontarsi con l'immaginario del regista, traducendolo in un’esperienza multimediale totale. Qui il suono, plasmato attraverso registrazioni live, strumenti artigianali, sintetizzatori modulari ed elementi di musica concreta, entra in simbiosi con un apparato visivo creato ad hoc: riprese originali, lampi di luce e texture analogiche evocano l'estetica notturna e industriale del film. Ne scaturisce un paesaggio sonoro ipnotico, una densa forma audiovisiva che rielabora i temi del film in una reinterpretazione autonoma, dove i confini tra sogno, memoria e realtà svaniscono completamente. theukhasmorefoodbanksthanbranchesofmcdonalds.com di Matthew Herbert Da oltre trent’anni Matthew Herbert lavora ai margini più radicali dell’elettronica, trasformando i suoni del mondo reale – dal ciclo di vita di un maiale al fragore di un bombardamento in Libia – in materiale politico, emotivo e ritmico. Il suo ultimo lavoro da solista trasforma in titolo una statistica brutale: nel Regno Unito le banche alimentari hanno ormai superato per numero le filiali di McDonald’s. Dai circa 35 del 2010 si è arrivati a oltre 2.800 food bank, che nel 2023 hanno distribuito oltre tre milioni di pacchi. L’album nasce dal campionamento di beni di prima necessità — lattine, sapone, pannolini, riso, shampoo — trasformati in energia sonora cruda e fisica. Il risultato è un’elettronica sperimentale pensata per il dancefloor, capace di infondere energia ma, allo stesso tempo, destabilizzare. Il biglietto include l'accesso a entrambe le performance. Nel biglietto è incluso anche l'accesso al simposio SOUNDS LIKE THE FUTURE - Giorgio Moroder across media, arts and communication, previsto per lo stesso giorno, alle ore 09:30 presso la Libera Università di Bolzano.

0
Cinema
Sabato, 12 Set 2026 19:30
L'evento si tiene dal 12 Set 2026 al 13 Set 2026

Der Trojanische Krieg ist dank Odysseus' List des Holzpferdes vorüber. Nun will der König und Feldherr von Ithaka mit seinen Männern nur noch nach Hause segeln, wo seine Gattin Penelope und sein Sohn Telemachos warten. Die Schiffsreise verwandelt sich für Odysseus und seine Männer allerdings in eine harte Prüfung, die länger dauert als erwartet. Auf seinen Irrfahrten ankert Odysseus an unterschiedlichen Inseln und muss sich auch im Meer immer neuen Gegnern stellen, die seine Rückkehr verzögern. So muss er dem Zyklopen Polyphemus ebenso die Stirn bieten wie den singenden Sirenen, der Zauberin Kirke, die Männer in Schweine verwandeln kann, und dem menschenfressenden Seemonster Skylla. Doch nicht einmal die Nympse Kalypso soll Odysseus davon abhalten, seine Heimkehr nach 10 Jahren doch noch zu bewältigen. Regie:Christopher Nolan Genre:Action, Fantasy Darsteller:Anne Hathaway, Matt Damon, Tom Holland Nation:USA, GB Jahr:2026

0
Theatre
Sabato, 12 Set 2026 18:00

Fernando Strasnoy, Gaetano Palermo, Michele Petrosino, Giuliana Kiersz Dopo il debutto nel 2025 di Ouverture, opera-performance a cappella per cinque cantanti e cinque tapis roulant, Ouverture (Extras) ne costituisce una nuova versione pensata per gli spazi del Teatro Comunale di Bolzano. Collocandosi in uno spazio-tempo di soglia, l’opera indaga la tensione performativa che anticipa l’evento, dello spettacolo come della vita. I preparativi e i rituali della lirica si intrecciano a quelli della pratica sportiva e del wellness, alla ricerca di un benessere, o di una forma, sempre a venire. Abitando la sala prove del teatro, questa nuova configurazione ridefinisce i rapporti tra figura e sfondo, scena e fuori scena, mentre voce, parola e movimento concorrono a mettere a nudo il paradosso del corpo contemporaneo: disciplinato e insieme consumato, sospeso tra promessa di equilibrio e autosfruttamento. Il punto di ritrovo per l'accesso alla performance è nel foyer del teatro.

0
Exhibitions
Sabato, 12 Set 2026 16:00-19:00 |
L'evento si tiene dal 12 Set 2026 al 11 Ott 2026

La mostra Spuren (tracce) offre uno sguardo sull’opera di Laurenz Stockner e sulla sua lunga ricerca intorno alla materia, alla lavorazione e alla trasformazione. Al centro si trova la forma archetipica del recipiente, che l’artista sviluppa e reinterpreta continuamente attraverso rame, acciaio e stagno. In particolare, il rame della Valle Aurina, estratto e lavorato personalmente dall’artista, unisce origine, artigianato e tempo: nei segni della sua lavorazione diventano visibili la storia e la trasformazione della materia. Tra pesantezza e leggerezza, solidità ed elasticità, nascono sculture che liberano forme familiari dalla loro funzione originaria e invitano a soffermarsi sulla materia stessa. Laurenz Stockner (*1971 a Sant’Andrea, Bressanone) unisce nella sua ricerca artistica la tradizione artigianale a un linguaggio formale contemporaneo. Influenzato fin dall’infanzia dal lavoro del fabbro del paese, si forma inizialmente come fabbro per poi specializzarsi nell’oreficeria a Firenze. Dal 2003 lavora nel proprio atelier e laboratorio a Sant’Andrea. Le sue opere sono state esposte a livello internazionale e hanno ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Bayerischer Staatspreis e il Grassipreis. Nel 2018 è stato finalista del prestigioso LOEWE Craft Prize. Le sue opere sono presenti in collezioni d’arte internazionali. Orari di apertura dal 12.09. al 11.10.2026 tutti i giorni tranne lunedì dalle ore 16.00 alle ore 19.00 L’ artista sarà presente in mostra nei seguenti giorni: Sa. 12.09. / Do. 13.09. / Do. 20.09. / Sa. 26.09. / Sa. 03.10. / Do. 11.10. 03.10.2026 – ore 11.00 INCONTRO CON L'ARTISTA Katherina Perlongo dialoga con Laurenz Stockner in lingua tedesca

0
Theatre
Sabato, 12 Set 2026 11:00-12:30 |

Südtiroler Künstlerbund + Fondazione Antonio Dalle Nogare DRAWN TO RISK nasce dalla collaborazione tra il Südtiroler Künstlerbund (SKB) e la Fondazione Antonio Dalle Nogare nell'ambito di Transart. In una matinée performativa, gli spazi espositivi si trasformano in una Casa della Performance: un luogo vivo di ricerca, sperimentazione e incontro. Il progetto promuove pratiche performative coraggiose e radicali che esplorano il rapporto tra corpo, spazio e questioni sociali attraverso azioni fisiche o mentali immediate. Nascono così nuove prospettive, mentre gli spazi del museo diventano luoghi di presenza artistica e interazione attiva. DRAWN TO RISK intende l'arte come un laboratorio del presente – uno spazio di sperimentazione, apertura e scambio – e mira a dare maggiore visibilità alla performance art in Alto Adige. artistə selezionate: Matteo De Caminada, frranzrrrina, Peter KOMPRIPIOTR Holzknecht, Katharina Theresa Mayr, Harald Plattner, Camilla Prey, Susanna Schoenberg, Leander Schwazer, Lena Simonetti, Valeria Stuflesser

0
Art & Culture
Sabato, 12 Set 2026 10:00-12:00 |

An event dedicated to books and shared reading Waag event in collaboration with Nati per Leggere Alto Adige Südtirol (Provincia autonoma di Bolzano Alto Adige) e LaAV – Letture ad Alto Voce / Piazza del Grano A cura di Sandra Passarello, bibliotecarie e volontarie del progetto Nati per Leggere Alto Adige Südtirol Big Open Books – La Piazza che legge è una mattinata dedicata ai libri, alla lettura condivisa e al piacere dell’ascolto, pensata per trasformare Piazza del Grano in un luogo aperto e partecipato, dove la lettura esce dagli spazi tradizionali e incontra la cittadinanza. Una piazza che, per una mattina, diventa una grande stanza di lettura a cielo aperto. L’evento nasce da un’idea di Greta Marcolongo e dalla collaborazione tra Casa della Pesa–Waaghaus, Ufficio Educazione permanente, biblioteche e audiovisivi (Provincia Autonoma di Bolzano Alto Adige), Biblioteca civica “C. Battisti”, Biblioteca Novacella, Biblioteca Oltrisarco (Comune di Bolzano ) e Biblioteca Terraferma, con il coinvolgimento di volontari e volontarie di Nati per Leggere Alto Adige-Südtirol e LAAV – Letture ad Alta Voce PROGRAMMA 10:00 – 10:30 | Ma cos’è un libro? Il libro come oggetto, come esperienza sensoriale e come strumento capace di mettere in moto curiosità e immaginazione: i libri saranno fisicamente presenti e mostrati al pubblico; libri per bambini e libri particolarmente interessanti per forma, materiali, immagini e caratteristiche tattili. L’obiettivo è partire dalla domanda “Che cos’è un libro?” per aprire uno spazio di curiosità e relazione. 10:30 – 11:30 | Bibliotombola Chiunque passi dalla piazza o si trovi sedut* ai tavoli potrà partecipare all’estrazione dei numeri. A ogni numero corrisponderà un brano da leggere, scelto attorno ai temi del libro, della lettura, delle parole e dell’esperienza del leggere. 11:30 – 12:00 | Promemoria per chi legge A partire dallo stimolo delle carte “A chi insegna” di Cristina Bellemo, edite da Settenove, verrà realizzata una selezione di brevi frasi e pensieri legati al valore della lettura, da distribuire ai partecipanti.

0
Others
Sabato, 12 Set 2026 10:00-17:00 |

Il 12 settembre 2026, dalle ore 10:00 alle 17:00, l'OEW vi invita a ECOTEX in Piazza delle Terme a Merano. Nel 2026, L’OEW organizza per la sesta volta “ECOTEX”. Circa 20 piccoli produttori*trici e cooperative sociali che hanno a cuore un tipo di produzione trasparente, sostenibile e rispettoso delle persone offrono articoli tessili, abbigliamento e accessori nei propri stand. Il programma è organizzato in collaborazione con diverse associazioni e gruppi. L’edizione 2026 di ECOTEX si svolge sotto il patrocinio del Comune di Merano ed è sostenuta dalla Provincia Autonoma di Bolzano – Alto Adige, Ufficio Educazione permanente e lingue.

0
Art & Culture
Sabato, 12 Set 2026 09:30-10:30 |

Giorgio Moroder across media, arts and communication È celebre l’aneddoto secondo cui un entusiasta Brian Eno, folgorato dall’ascolto di I Feel Love, corse da David Bowie annunciando di aver scoperto il suono del futuro. Negli anni Settanta, l’avvento di sintetizzatori e sequencer non solo rivoluzionò le sonorità, ma sollevò anche profonde perplessità, costringendo artistə e pubblico a ridefinire radicalmente il rapporto tra esseri umani e macchine nella creazione musicale. Oggi, sfide analoghe emergono con l’intelligenza artificiale e gli algoritmi, che riattualizzano tale tensione in uno scenario in cui l’automazione interroga l’identità e la sussistenza stessa dellə musicistə. Tavia Nyong’o e Maria Perevedentseva, attraverso le rispettive prospettive, guidano un’analisi critica della complessa evoluzione del legame tra automazione e creatività. Il simposio si inserisce nell’ambito del convegno «Everybody calls me Giorgio»: Moroder across media, arts and communication, dedicato al pioniere altoatesino della musica elettronica e disco, e si svolge in lingua inglese. Relatori principali: Prof. Tavia Nyong’o William Lampson Professor di American Studies, Black Studies, Performance Studies e Women’s, Gender & Sexuality Studies alla Yale University Dott.ssa Maria Perevedentseva Docente di Musicologia, University of Salford Aula BZ D1.03 Con il biglietto per la serata Rothoblaas (XIU XIU + Matthew Herbert), prevista lo stesso giorno, è incluso anche l'accesso al simposio.

0
Exhibitions
Sabato, 12 Set 2026 10:00-13:00 | 16:00 - 19:00
L'evento si tiene dal 11 Set 2026 al 14 Nov 2026

Mostra, consulti e programma di eventi presso la Galleria Civica di Bressanone “The Doctor Is Present” nasce in collaborazione con professioniste e professionisti in pensione dell’Alto Adige, il Med Bistro Guggenberg, Medizin Gespräch Bruneck e altre figure professionali del settore sanitario. Aspettando il medico Cosa succede quando una galleria d’arte si trasforma in uno studio medico? La mostra “The Doctor Is Present” trasforma la Galleria Civica di Bressanone in un luogo insolito, a metà strada tra arte, medicina e confronto sociale. L’inaugurazione si terrà il 10 settembre alle ore 19. Per tutta la durata della mostra, ogni mercoledì, giovedì e venerdì mattina la Galleria Civica di Bressanone si trasformerà in uno studio medico: in queste giornate, mediche e medici in pensione dell’Alto Adige saranno a disposizione delle visitatrici e dei visitatori per colloqui e momenti di confronto. Sarà possibile portare con sé referti medici, porre domande e parlare di eventuali dubbi o incertezze. Non è necessaria la prenotazione. Non si tratta espressamente di una classica visita medica, bensì di creare uno spazio dedicato all’incontro, all’ascolto e allo scambio di conoscenze ed esperienze. Ciò che nella quotidianità della pratica medica, spesso segnata dalla mancanza di tempo, rischia di passare in secondo piano trova nella galleria lo spazio e il tempo necessari. La sala d’attesa come spazio sociale Lo studio medico allestito nella Galleria Civica comprende anche una grande sala d’attesa. Da sempre questo luogo svolge una particolare funzione sociale, quasi fosse una piazza di paese allargata: persone di età e provenienze diverse si incontrano, si osservano, iniziano a conversare oppure semplicemente aspettano insieme in silenzio. Per “The Doctor Is Present”, il fotografo altoatesino Gustav Willeit ha rivolto il proprio sguardo alle peculiarità di questi spazi. La serie fotografica, realizzata appositamente per la mostra, verrà continuamente modificata nel corso dell’esposizione. Quando è stata l’ultima volta che vi siete persi a guardare nel vuoto? Che si aspetti il medico o un messaggio, il prossimo autobus, il grande amore o tempi migliori, l’attesa è un’esperienza fondamentale dell’essere umano. Eppure, sembra che stia progressivamente scomparendo dalla nostra quotidianità. Lo smartphone riempie anche la più breve delle pause e sembra non esserci più spazio per i momenti vuoti. “The Doctor Is Present” invita quindi a riflettere anche su ciò che rischiamo di perdere quando non siamo più abituati ad aspettare. Insieme all’attesa perdiamo forse anche la pazienza e la capacità di rallentare? Il piacere di non dover fare nulla? Forse persino il desiderio e l’emozione di ciò che deve ancora arrivare? E se proprio l’attesa, apparentemente improduttiva, potesse diventare uno spazio libero in una società che tende a riempire ogni momento? La sala d’attesa della Galleria Civica invita proprio a sperimentare tutto questo: aspettare, soffermarsi, osservare e incontrarsi attraverso il dialogo. Le professioniste e i professionisti saranno presenti nella Galleria Civica dalle ore 10 alle ore 12. Non è necessaria la prenotazione. Pediatria 11.09. / 01.10. / 04.11. Medicina generale, disposizioni anticipate di trattamento e cure palliative 16.09. / 07.10. / 09.10. / 21.10. / 22.10. / 05.11. Medicina dello sport 17.09. / 24.09. / 08.10. Gastroenterologia e medicina interna 18.09. / 16.10. / 12.11. Anestesia, terapia intensiva e disposizioni anticipate di trattamento 23.09. / 15.10. / 29.10. Traumatologia e ortopedia 30.09. / 14.10. / 28.10. / 11.11. Chirurgia generale 25.09. / 02.10. / 23.10. / 30.10. / 06.11. / 12.11.

0
Others
Sabato, 12 Set 2026 10:00-19:00 |
L'evento si tiene dal 10 Set 2026 al 13 Set 2026

La fiera d’arte UNIKA è da sempre sinonimo di qualità, varietà e coraggio nel percorrere nuove strade artistiche. È proprio l’incontro tra l’arte contemporanea e la ricca tradizione artigianale a renderla un’autentica eccellenza della Val Gardena. Su una superficie espositiva di oltre 500 m², presso il Tennis Center Runggaditsch, i visitatori potranno intraprendere un suggestivo percorso attraverso arte e cultura. Saranno presentate circa 200 opere – sculture, dipinti e fotografie – creazioni uniche che raccontano storie di tradizione e innovazione. Alla manifestazione partecipano complessivamente 29 artiste e artisti UNIKA e un artista ospite. Con passione e maestria trasformano i materiali in opere che incarnano l’unicità del patrimonio locale e, al contempo, rendono visibile l’evoluzione dell’artigianato artistico. Quest’anno la fiera d’arte assume un significato ancora più speciale: nell’ambito della nuova iniziativa „Enes dl’Ert“, UNIKA è per la prima volta inserita in un progetto comune che riunisce associazioni artistiche e diverse organizzazioni della Val Gardena. Insieme desiderano mostrare ciò che caratterizza la valle da generazioni: creatività, maestria artigianale e una tradizione viva, in continua evoluzione.

0
Kids
Sabato, 12 Set 2026 15:00-19:00 |
L'evento si tiene dal 10 Set 2026 al 13 Set 2026

Un'avvenimento per i bambini e per tutta la famiglia: teatro di strada, musica, ateliers creativi, cavalcate con i ponies ecc. Cucina / osteriaKINDERgasthaus A pranzo e a cena gusta le specialità di Rolli's Grill. Ingresso libero giovedí e venerdì ore 15.00 - 19.00 sabato e domenica ore 11.00 - 18.30

0
Exhibitions
Sabato, 12 Set 2026 11:00-17:00 |
L'evento si tiene dal 04 Set 2026 al 24 Ott 2026

Nell'ambito della rassegna espositiva “Solo im Ensemble”, sette artiste/artisti grafici d'arte presentano le proprie opere. Le diverse posizioni artistiche sono riunite sotto il titolo “Spitzfindigkeiten”. Un gruppo eterogeneo di artiste e artisti, ciascuno con una propria forte individualità, accomunati dall'amicizia e dalla passione per la grafica d'arte, presenta le proprie opere allo SKB ARTES. Sotto il profilo tecnico e creativo, gran parte delle artiste e degli artisti partecipanti è stata ispirata, incoraggiata e formata dall'indimenticabile artista Rina Riva. Ognuno ha poi sviluppato un percorso autonomo, approfondendo la propria ricerca attraverso la sperimentazione. Il titolo “Spitzfindigkeiten” richiama un duplice significato. Da un lato allude a una caratteristica tipica di molte persone dedite all'arte: una qualità che presuppone uno spirito vigile, un'acuta capacità di osservazione, uno sguardo critico, ma anche sensibilità e profonda riflessione, elementi che conducono a un confronto personale con i fatti, le situazioni e le loro reciproche relazioni. Dall'altro lato, questa sottigliezza di pensiero potrebbe essere legata anche agli strumenti utilizzati dalle autrici e dagli autori di questa mostra grafica, che lavorano consapevolmente con tecniche analogiche: la punta della matita, il pennino da disegno, il bulino d'acciaio o coltelli da incisione accuratamente affilati. Strumenti con i quali, a differenza della morbidezza del pennello del pittore, imprimono ai loro soggetti contorni netti e incisivi, arrivando talvolta, quasi con leggerezza, a mettere ironicamente in luce le contraddizioni della nostra specie… Monika Fiechter Rossi, Renate Hausbrandt, Hilde Kljun, Lucia Nardelli, Margaretha Pertoll, Anke Stampfer (†), Peter Verwunderlich

0
Exhibitions
Sabato, 12 Set 2026
L'evento si tiene dal 03 Set 2026 al 03 Ott 2026

Giovedì 3 settembre si apre a DRIN, in Corso Italia 34 a Bolzano, la mostra Trapunta di carta di Tania Mancini, seconda esposizione del progetto FR8MES. L’opera sarà visitabile fino al 3 ottobre e prosegue il percorso espositivo inaugurato a luglio con Eleonorengrün di Anna Fischnaller. FR8MES è una residenza artistica promossa da BeYoung (UPAD) con il sostegno dell’Ufficio Politiche Giovanili della Provincia Autonoma di Bolzano. Cos’è FR8MES? Il progetto, svoltosi dall'8 al 12 aprile, ha selezionato sei artiste under 30 attraverso una call anonima che ha raccolto 155 candidature da tutta Italia. Durante la residenza le 6 vincitrici del bando, selezionate dalla giuria per i linguaggi artistici eterogenei e la qualità artistica, hanno sviluppato opere ispirate al territorio e alla città di Bolzano, che verranno presentate al pubblico attraverso un ciclo di mostre personali ospitate a DRIN, negli spazi degli Ex Telefoni di Stato. La mostra di settembre Trapunta di carta nasce dalle immagini e dai luoghi di Bolzano che si sono sedimentati nella memoria di Tania Mancini, giovane artista originaria di Ascoli Piceno la cui ricerca si muove tra illustrazione, pittura e narrazione. L’opera è composta da 132 fogli di carta, disegnati con pastelli a olio, matite colorate e collage e successivamente cuciti tra loro a macchina, fino a formare una grande e fragile trapunta. La cucitura diventa un gesto dal doppio significato: segna e ferisce la carta, ma allo stesso tempo la unisce e la preserva. Anche il trascorrere del tempo entra a far parte dell’opera: quando un ricordo svanisce, il disegno che lo rappresenta può essere rimosso, lasciando un vuoto nella struttura. La trapunta diventa così un’immagine della memoria, composta da ciò che conserviamo ma anche dalle assenze lasciate da ciò che dimentichiamo. Trapunta di carta rimarrà esposta dal 3 settembre al 3 ottobre e sarà visibile dall’esterno attraverso le vetrate di DRIN, sotto il portico di Corso Italia. Nei mesi successivi il percorso di FR8MES proseguirà con le esposizioni delle altre artiste selezionate. BeYoung BeYoung è un’associazione giovanile che lavora in ambito culturale con progetti rivolti soprattutto a ragazze e ragazzi tra i 14 e i 35 anni. L’associazione lavora principalmente insieme a Provincia e Comune di Bolzano con cui ha realizzato festival come Game Ground e Indiependence, ma collabora anche con molti altri partner sul territorio, su tematiche dedicate al mondo della comunicazione, del gaming, della musica, dell’ambiente, focalizzandosi in special modo sulla cultura pop. L’associazione fa parte di UPAD e ha sede in via Firenze 51 a Bolzano e in piazza della Rena 10 a Merano.

0
Exhibitions
Sabato, 12 Set 2026 15:00-19:00 |
L'evento si tiene dal 02 Set 2026 al 26 Set 2026

L’artista Hangyan Chen, attiva tra Karlsruhe e Hangzhou, presenta al Foto Forum la mostra Das ist ein Kinderspiel, not an Apple. Il lavoro costituisce un’esplorazione intima e al tempo stesso profondamente contemporanea dell’identità, del linguaggio e della percezione culturale. Radicata nella sua esperienza di vita tra Germania e Cina, la mostra si sviluppa come una riflessione sui modi mutevoli in cui i luoghi, la memoria e il linguaggio plasmano la comprensione di noi stessi e dei mondi che abitiamo. Hangyan Chen lavora con la fotografia, il video, la performance e le pubblicazioni d’artista. Con uno sguardo sensibile e al tempo stesso profondo, indaga le silenziose complessità della vita quotidiana, portando alla luce spazi trascurati, narrazioni nascoste e le sottili tensioni che emergono tra differenti realtà culturali e linguistiche. La fotografia occupa una posizione centrale nella pratica artistica di Chen. Il suo obiettivo si rivolge ai paesaggi periferici dell’ambiente urbano, spazi che rimangono visibili ma che vengono in gran parte ignorati. Osservando i contesti a lei familiari in Germania e in Cina attraverso una prospettiva trasformata dalla distanza e dalla migrazione, documenta gli spazi marginali delle città insieme ai loro ritmi silenziosi e spesso invisibili. Situato tra intimità e spaesamento, il lavoro di Chen indaga il modo in cui la migrazione, il linguaggio e la mobilità culturale trasformano la percezione stessa. Invece di presentare l’identità come qualcosa di fisso o univoco, la sua pratica la interpreta come un processo continuo di negoziazione, costantemente ridefinito attraverso il movimento tra confini linguistici, geografici e culturali. Nel corso della mostra, Chen intreccia una complessa costellazione di temporalità, all’interno della quale persone, oggetti, luoghi e ricordi si incontrano in narrazioni parallele. Ogni frammento, che si tratti di una fotografia, di un’immagine in movimento o di un materiale stampato, emerge come un punto di vista autonomo ma al tempo stesso interconnesso, oscillando tra ricordo personale ed esperienza collettiva. Il suo sguardo rimane sospeso tra quello di chi appartiene a un luogo e quello di chi lo osserva dall’esterno, rivelando come la percezione venga profondamente trasformata dall’esperienza di abitare più di un mondo culturale. Attraverso una pratica al tempo stesso poetica e criticamente attenta, Hangyan Chen porta alla luce la risonanza politica racchiusa negli incontri quotidiani, aprendo uno spazio in cui memoria, linguaggio e appartenenza rimangono in continuo dialogo. Susanne Kriemann

0
Exhibitions
Sabato, 12 Set 2026 16:00-19:00 |
L'evento si tiene dal 22 Ago 2026 al 13 Set 2026

Mostra "con.tain #4" - Alan Biehlig | Clara Pötsch | Nele Hendrikje Sandner | Katharina Schreiter | Teresa Szepes La mostra è incentrata sul riutilizzo degli "scarti" e sul processo di scoperta e trasformazione di materiali di recupero. Oggetti, stati e situazioni di varia natura vengono osservati, raccolti, classificati e trasformati – ricontestualizzati sia concettualmente che formalmente attraverso fotografia, pittura, collage, tecniche di stampa, testi e installazioni. Un tratto distintivo del metodo di lavoro dei cinque artisti è l'impiego di risorse preesistenti – nello specifico, materiali raccolti – per la creazione delle proprie opere; tale aspetto legato alla sostenibilità è parte integrante del loro approccio artistico. Inoltre, gli artisti esplorano temi e interrogativi individuali, quali la rappresentazione del mito, la diversità, l'identità e la capacità di relazionarsi, gli organismi, la percezione del corpo e la fisicità. Il nome del collettivo, "Con.tain", è stato tratto dal dizionario. I significati del termine spaziano dall'atto di contenere e trattenere a quelli di controllare, comprendere, integrare o limitare. Esso suggerisce una modalità di osservazione e attraversamento del mondo che rispecchia la natura stessa della ricerca. Oggetti, stati e situazioni di ogni genere vengono reperiti, raccolti, classificati, trasformati o inseriti in nuovi contesti. Tali residui – o tracce lasciate dietro di sé – e la loro successiva trasformazione costituiscono il filo conduttore delle opere esposte. Sia nel significato che nella grafia, il titolo apre a molteplici ambiti di riflessione, sollevando interrogativi sull'essenza delle cose che ci circondano, nonché sui significati e sulle funzioni che ad esse attribuiamo. Alan Biehlig (@alanogismus) incorpora tracce di residui umani – materiali solitamente recuperati dalla strada – sia nelle sue immagini che nelle sue sculture. Oggetti trovati lasciano impronte colorate su fondi di gesso o sul vetro, mentre frammenti di oggetti vengono trasformati, tramite tecniche di calco, in fossili dall'aspetto senza tempo. Le opere giocano con i concetti umani di storia naturale e di osservazione della natura; interrogano noi – e la natura delle tracce che lasciamo sulla Terra – evocando al contempo la resilienza e la potenza del mondo naturale. Alan Biehlig ha studiato Media Art presso l'Accademia di Belle Arti di Lipsia (HGB) sotto la guida di Helmut Mark e Annette Schröter, conseguendo il diploma nel 2021. Vive e lavora a Lipsia. Nele Hendrikje Sandner (@nelehendrikjesandner) realizza disegni, collage e oggetti pittorici utilizzando la carta. Che sia fatta a mano, tinta, oppure tagliata e riassemblata, la carta costituisce il suo mezzo espressivo privilegiato. Questo materiale offre una versatilità tattile che l'artista impiega in modi differenti a seconda del tema trattato. La sua ricerca prende le mosse dal corpo umano nella sua interezza; Sandner crea opere astratte e sottili che superano la dimensione figurativa senza tuttavia perdere di vista il corpo. È particolarmente interessata alle tracce e ai segni che la vita lascia su di noi. Nele Hendrikje Sandner si è formata come scenografa pittrice e scultrice presso lo Stadttheater di Bielefeld, per poi trasferirsi a Lipsia e studiare pittura e grafica d'arte all'Accademia di Belle Arti (HGB). Attualmente lavora come artista indipendente e come collaboratrice artistica per il corso di pittura presso la Burg Giebichenstein University of Art and Design di Halle. Katharina Schreiter (@meta_katharina_schreiter) lavora con la fotografia, l'installazione e il testo. La sua pratica artistica ruota attorno a interrogativi centrali: cosa costituisce l'identità? Come preserviamo la memoria e in che modo essa ci sfugge? Come nascono le relazioni e dove si collocano i limiti della nostra capacità di risonanza? Nelle sue opere, spazi reali e spazi messi in scena diventano superfici di proiezione e specchi della psiche umana. L'artista parte da situazioni e osservazioni reali per poi ampliarle attraverso la finzione: un processo che le consente di esplorare e chiarire questioni personali. Tali interrogativi invitano lo spettatore a interrogare se stesso. Il reale funge da punto di partenza, mentre la finzione costituisce il metodo. Il suo lavoro mantiene un carattere intrinsecamente frammentario: mai definitivo, ma sempre aperto all'ignoto. Katharina Schreiter ha conseguito il diploma presso l'Accademia di Belle Arti di Lipsia (HGB) nel 2022 sotto la guida della Prof.ssa Tina Bara e, tra il 2022 e il 2025, ha frequentato il corso di perfezionamento artistico (*Meisterschülerin*) con il Prof. Joachim Blank. Teresa Szepes (@teresa.szepes) crea immagini e oggetti utilizzando carte raccolte e altri materiali. Attraverso le sue diverse serie, affronta non solo temi personali ma anche questioni socio-politiche legate alla distribuzione, al consumo e all'osservazione scientifica della natura. Le sue opere sono stratificate e ricche di colore; spaziano da piccoli pezzi intricati a installazioni su larga scala che dominano lo spazio. I nuovi lavori danno vita a serie inedite o si sviluppano a partire da quelle precedenti, creando un archivio in costante espansione ed evoluzione. Teresa Szepes ha studiato Educazione Artistica (conseguendo un Master of Arts) presso l'Università di Lipsia e Pittura sotto la guida di András Halász all'Accademia di Belle Arti di Budapest. Lavora come artista indipendente a Lipsia dal 2011 e ha partecipato a diversi programmi di residenza e borse di studio, tra cui il programma Leonardo da Vinci a Porto, la borsa di studio Möb a Budapest e la borsa di studio Salz a Bernburg. Clara Pötsch (@clara_poetsch) si confronta con opere che spaziano dall'arte paleocristiana alla pittura rinascimentale, esplorandole sia nella forma che nel contenuto. Il suo approccio è guidato da una profonda ammirazione – e da un senso di meraviglia – per specifiche estetiche. Inoltre, cerca di indagare artisticamente la potenza di tali immagini e la loro influenza duratura sulle abitudini visive contemporanee. Attraverso la rielaborazione e la combinazione di elementi specifici, l'artista racconta nuovamente, mette in discussione criticamente, interpreta ed espande le narrazioni. Imballaggi di scarto, frammenti di legno e altri residui fungono da supporto e base compositiva per le sue opere. Utilizzando foglia d'oro, tempera all'uovo e colori acrilici, realizza dipinti in miniatura che raffigurano scene complesse ambientate in paesaggi simili a scenografie teatrali. Ha studiato Pittura e Grafica presso l'Accademia di Belle Arti di Lipsia (HGB) sotto la guida dei professori Anne Speier e Ingo Meller, diplomandosi nel 2022. Vive e lavora a Lipsia come artista indipendente.

0
Exhibitions
Sabato, 12 Set 2026
L'evento si tiene dal 20 Giu 2026 al 14 Set 2026

Una Boccata d’Arte è un progetto artistico diffuso in tutta Italia, nato per portare l’arte contemporanea nei piccoli centri e nei borghi storici. Ogni anno, 20 artiste e artisti vengono invitati a realizzare un progetto site-specific in 20 luoghi diversi, uno per ciascuna regione italiana. Ogni intervento nasce dal dialogo diretto con il territorio, la sua storia, le persone che lo abitano e il paesaggio che lo circonda. L’obiettivo è far uscire l’arte contemporanea dai musei e dalle gallerie, portandola nel cuore della vita quotidiana. Strade, piazze, facciate, spazi sfitti e luoghi particolarmente significativi si trasformano così in spazi espositivi. Nascono nuovi incontri tra arte, comunità locale, visitatrici e visitatori. A Chiusa, Una Boccata d’Arte trova un contesto particolarmente adatto: la cittadina degli artisti nel cuore della Valle Isarco unisce una lunga tradizione artistica, un centro storico medievale e uno spazio pubblico vivo e vissuto. È proprio da qui che prende avvio il progetto del 2026.

0
Exhibitions
Sabato, 12 Set 2026 09:30-12:00 | 15:30 - 18:00
L'evento si tiene dal 16 Giu 2026 al 07 Nov 2026

Arte contemporanea nello spazio pubblico / Evento culturale con aspetti inclusivi La Triennale di Chiusa 2026 è un evento artistico e culturale di cinque mesi, aperto al pubblico, che espone opere d'arte contemporanea negli spazi pubblici del Comune di Chiusa. Nel concetto espositivo sono coinvolti complessivamente cinque luoghi dello spazio pubblico e il Museo Civico di Chiusa. Spazio pubblico Cinque artisti principali Christian Gufler, Lukas Mayr, Patrick Obkircher, Bernhard Reiterer, Florian Tschurtschenthaler espongono all’esterno. Ogni artista realizza un'opera indipendente e specifica per un luogo scelto nell’ambito del territorio comunale. Museo Civico Marlies Baumgartner, Rebekka Frei, Markus Gasser, Sophie Lazari, Paul Moroder dë Doss, Lissy Pernthaler, Albin Portner, Florian Prünster, Evelyn Rier, Matthias Sieff, Ariel Trettel, Vera Überbacher presentano al Museo Civico le loro opere interdisciplinari di pittura, scultura, performance, poesia e musica. “Una boccata d'arte” Inaugurazione: 10.6.2026 La Triennale è completata dal progetto "Una boccata d'arte", un'iniziativa nazionale promossa dall'associazione "I Borghi più belli d'Italia", di cui fa parte anche Chiusa. In questo contesto, l'artista e ricercatore italiano Francesco Alberico (Pescara, 1996) — il cui lavoro, a metà tra scultura, performance e disegno, esplora il rapporto tra immaginazione e spazio pubblico — animerà anch'egli lo spazio pubblico del centro storico.

0
Exhibitions
Sabato, 12 Set 2026 10:00-18:00 |
L'evento si tiene dal 13 Giu 2026 al 01 Nov 2026

Credits A cura di Daniela Ferrari Per “citazione” si intende la ripresa di elementi già esistenti: temi, immagini o idee che tornano in opere diverse, dalla letteratura al cinema fino all’arte. In questo senso, tutta la storia dell’arte può essere vista come un continuo dialogo con il passato, fatto di richiami, reinterpretazioni e omaggi. A partire dalle raffigurazioni più antiche, le fonti primigenie, si inanellano una serie di rimandi e dialoghi serrati, talvolta con variazioni significative, talvolta con più o meno dichiarati o celati riferimenti. Attraverso otto sezioni, il percorso esplora questo meccanismo di corsi e ricorsi storici, mostrando come gli artisti si confrontino con chi li ha preceduti. Grandi maestri e grandi eredi. Si comincia con il capolavoro Giovane che guarda Lorenzo Lotto realizzato da Giulio Paolini nel 1967, esempio emblematico di questo dialogo tra passato e presente. La mostra raccoglie le opere di grandi maestri che hanno citato o sono stati citati, come Giorgio de Chirico, Giorgio Morandi, Felice Casorati, Filippo de Pisis, Renato Guttuso. Vengono proposti, inoltre, suggestivi dialoghi tra epoche diverse, dall’antico al contemporaneo, vere e proprie sequenze che uniscono, per esempio, Vermeer a Salvador Dalí; Lorenzo Lotto e Velázquez a Giulio Paolini; Claude Monet a Vik Muniz, Stefano Arienti e Mario Schifano; Leonardo ad Andy Warhol. Tra gli artisti contemporanei sono presenti, tra gli altri e le altre, Salvo, Luigi Ontani, Mariella Bettineschi, Mirella Bentivoglio, Flavio Favelli.

0
Exhibitions
Sabato, 12 Set 2026
L'evento si tiene dal 31 Mag 2026 al 13 Set 2026

Biennale Gherdëina è una biennale d’arte contemporanea con sede in Val Gardena, nel cuore delle Dolomiti, Patrimonio Mondiale UNESCO. “Le Dolomiti offrono un contesto affascinante, ricco di bellezze naturali, tradizioni artigianali e racconti senza tempo delle montagne: un setting ideale per esplorare il concetto di (Future) Paradise Gardens. Questi giardini, in bilico tra la grandezza selvaggia della natura e la cultura antropizzata, fungono non solo da santuari per flora e fauna, ma anche come spazi che rispecchiano le nostre aspirazioni collettive per un futuro basato sulla giustizia e sull’uguaglianza. In questo ambiente, i giardini possono fornire nutrimento sia al corpo che allo spirito, prestandosi quali luoghi di rifugio, possibilità e rinnovamento, per tutte e tutti. La mostra si articola in capitoli distinti, ognuno dei quali esplora un diverso aspetto di quel costrutto umano che chiamiamo giardino. Simbolicamente, metaforicamente ed emotivamente, i temi ruotano attorno alle nozioni di “Commoning” (Condivisione comune) — dove assumono un ruolo centrale la coltivazione e la condivisione del cibo, insieme alla cura e alla preservazione di ciò che rimane di ogni forma di vita. Un altro capitolo, intitolato “Divine Love and Growth” (Amore divino e crescita), invita a riflettere sul giardino quale simbolo di fioritura spirituale e di trascendenza. La mostra approfondisce ulteriormente il concetto di “Violent Garden” (Giardino violento), affrontando l’urgente necessità di decolonizzare il giardino – mettendo in discussione la visione antropocentrica e liberando spazio affinché animali e natura possano muoversi senza restrizioni, riconquistando la propria autonomia. Il capitolo dedicato alla “Queer Ecology” (Ecologia queer) si interroga sul motivo per cui la natura viene spesso percepita come intrinsecamente queer, ampliando il discorso sulla diversità e la fluidità all’interno dei sistemi ecologici. Esploriamo poi il concetto di “Botanical” (Botanico) — l’ordinamento e la classificazione degli esemplari vegetali — in opposizione a “Gardens as Spaces for Reflection and Poetry” (Giardini quali spazi di riflessione e poesia), dove i giardini si trasformano in luoghi di introspezione, bellezza e immaginazione creativa.”

0
Exhibitions
Sabato, 12 Set 2026 10:00-17:00 |
L'evento si tiene dal 23 Mag 2026 al 08 Nov 2026

La mostra offre uno sguardo sorprendente su numerose collezioni private altoatesine e presenta, attraverso una selezione di esempi significativi, opere di artiste e artisti locali e internazionali, che spaziano dalla prima Età moderna fino all’epoca contemporanea. Al centro dell’esposizione vi sono le collezioniste e i collezionisti stessi: la loro motivazione, il loro impegno nel sostegno alla cultura, il loro mecenatismo e il rapporto privilegiato, talvolta profondamente personale, con determinati artisti e artiste.

0
Exhibitions
Sabato, 12 Set 2026 10:00-22:00 |
L'evento si tiene dal 25 Apr 2026 al 08 Nov 2026

Museion ha il piacere di presentare la prima mostra personale istituzionale in Italia di Evelyn Taocheng Wang (n. 1981, Chengdu). Attraverso una pratica artistica che spazia fra diversi media – tra cui pittura, scrittura, installazione, performance e moda – l’artista, che vive e lavora a Rotterdam, ha sviluppato un linguaggio visivo unico, intriso di poesia, umorismo sottile e profondità critica. Intrecciando tradizioni provenienti dalla storia dell’arte, frammenti di memoria personale e forme artistiche di autofiction, Wang mette in discussione l’idea di autenticità e indaga i modi in cui la cultura viene rappresentata, performata e incarnata. Il repertorio pittorico di Wang attinge a quella che l’artista spiritosamente descrive come la sua “makeup palette di storia dell’arte”, che mescola riferimenti alla sua formazione iniziale in pittura a inchiostro e calligrafia cinesi con le scuole delle arti e delle letterature occidentali, che l’artista ha incontrato dopo essersi trasferita in Europa. Nei suoi lavori affronta temi quali la migrazione, l’assimilazione culturale, l’espressione di genere e l’appartenenza di classe, e li filtra attraverso la sua esperienza di vita, soffermandosi spesso sulla complessità della percezione di sé in rapporto alle narrative imposte dall’esterno. L’attenzione dell’artista per la natura fluida dell’identità e dell’ibridazione culturale trova particolare risonanza in Alto Adige, dove convergono lingue e tradizioni diverse. Per la mostra, Wang ha ideato una scenografia con numerosi nuovi dipinti su media diversi, ispirati a partire dalle sue opere precedenti e dalle impressioni di Bolzano raccolte durante una serie di visite alla città. Una delle sue fonti di ispirazione è stata Piazza delle Erbe, con le sue coloratissime esposizioni di frutta e verdura biologica fresca, che richiamano dei paesaggi in miniatura. Queste composizioni di diversi colori, consistenze e forme – caratteristica che l’artista ha ritrovato negli affreschi medievali di Castel Roncolo e nella Chiesa dei domenicani – trovano un’eco nella sua personale narrazione artistica. Infondendo nei suoi lavori rimandi alle specificità visive di Bolzano e alla sua percezione della cultura italiana, Wang si inserisce nel panorama con umorismo, sensibilità e sfumature poetiche. La capacità di mutare forma, di reimmaginarsi in paesaggi culturali e visivi differenti o nei panni di diverse figure storiche o fittizie, è sempre stata centrale nella pratica artistica di Wang. Questo è particolarmente chiaro nei cinque nuclei principali di opere su cui l’artista ha lavorato per questa mostra. Oltre all’introduzione di riferimenti site-specific nelle sue note imitazioni delle celebri tele a griglia di Agnes Martin, l’artista integra motivi regionali in pitture su seta e capi di abbigliamento del proprio guardaroba. Anche la fiaba dei fratelli Grimm “Il principe ranocchio” continua a essere una fonte di ispirazione per Wang: questa volta inserisce il personaggio ricorrente della Principessa Ranocchio in un paesaggio urbano che ricorda un dipinto di August Macke. Inoltre, amplia la sua serie di quadri basati sul motivo della finestra. Integrando questi dipinti in un’installazione architettonica che mette in equilibrio prospettive interne ed esterne, Wang trasforma il secondo piano del museo in uno “sweet landscape”. L’espressione apparentemente innocente suscitata da un paesaggio gradevole, come suggerisce il titolo della mostra, fornisce lo sfondo su cui gradualmente l’artista sviluppa una sua riflessione più profonda sull’idea di luogo. I suoi lavori sono ricchi di metafore e giochi linguistici e invitano spettatori e spettatrici a un’attenta esperienza di lettura, nella quale i diversi livelli di significato si svelano lentamente. Il titolo rispecchia anche l’indagine svolta dall’artista sui punti di intersezione e divergenza tra le idee occidentali e orientali di pittura paesaggistica. La tradizione letteraria cinese dello “scrivere il paesaggio”, utilizzando pennello calligrafico e inchiostro, è profondamente collegata ai principi taoisti di equilibrio e armonia. Piuttosto che mirare all’imitazione della natura, questa pratica affonda le radici in un approccio caratterizzato da autoriflessione, guarigione e forme di allontanamento dalle strutture del potere politico. A livello filosofico ed estetico, la mostra di Wang invita a compiere una riflessione sul rapporto tra primo piano e sfondo, tra visibile e invisibile, e a percepire i rimandi tra mondo esterno e stati interiori, tra paesaggi esterni e interni. È con questo spirito che l’artista spiega: “Penso alla mia mostra come a un grembo materno immaginario: uno spazio del divenire che mi permette di reagire alla storia di questo luogo”.

0
Exhibitions
Sabato, 12 Set 2026 10:00-17:00 |
L'evento si tiene dal 18 Apr 2026 al 08 Nov 2026

Esther Stocker presenta, nell’ultimo livello del mastio, accanto a diverse opere, un’installazione a grandezza naturale appositamente concepita per lo spazio espositivo, che riprende il tema della figura mitica di Atlante intento a sorreggere il globo terrestre.

0
Exhibitions
Sabato, 12 Set 2026 10:00-17:00 |
L'evento si tiene dal 17 Apr 2026 al 09 Nov 2026

Storia di un legame vincente I cani sono importanti compagni di caccia, amici fedeli e aiutanti versatili. Il loro istinto e le loro capacità ne fanno partner impareggiabili dell’essere umano. La mostra aiuta a comprendere questo complesso legame, che oltre alla caccia ha influenzato la cultura. Pone al centro il cane da caccia, il suo legame con l’uomo e i diversi ambiti in cui è impiegato.

0
Exhibitions
Sabato, 12 Set 2026 09:00-19:00 |
L'evento si tiene dal 01 Apr 2026 al 08 Nov 2026

Le metropoli di Vienna e, in particolare, di Monaco di Baviera hanno lasciato la loro impronta nell’architettura dell’Alto Adige. A ciò ha dato un contributo fondamentale il turismo. Infatti, i vacanzieri e i loro architetti portavano con sé le nuove tendenze nel campo dell’edilizia, che si concretizzavano in ville, palazzi residenziali e alberghi. Sfaccettata eredità del turismo della Belle Époque, molte di queste costruzioni sono oggi tutelate dal vincolo delle Belle Arti. Nel 1906 l’industriale Friedrich Wannieck diede incarico agli architetti di Monaco Alois e Gustav Ludwig di progettare Villa Sangart, a Merano. Di lì a poco, i due fratelli aprirono a Bolzano una filiale del loro studio di architettura. Oltre alla villa e a svariati grand hotel , i Ludwig progettarono edifici commerciali e palazzi culturali. Nel 2022 alcune planimetrie dei fratelli Ludwig furono riscoperte a Merano e donate al Touriseum. Attualmente, il Museo provinciale del turismo sta conducendo, assieme all’Università di Innsbruck, un progetto di ricerca su vita e opere dei due architetti. Per la prima volta, in questa mostra, parte del materiale di ricerca è esposto al pubblico.

0
Exhibitions
Sabato, 12 Set 2026 10:00-22:00 |
L'evento si tiene dal 28 Mar 2026 al 13 Set 2026

Museion è lieto di presentare una grande mostra dedicata a Franco Vaccari (Modena, 1936–2025), una delle voci più innovative dell’arte del secondo dopoguerra e dell’arte concettuale in Italia. Riunendo opere fotografiche, video, libri d’artista e materiali d’archivio, la mostra propone per la prima volta un’estesa esplorazione degli ambienti come nucleo centrale della sua pratica artistica. Ideata in occasione di quello che sarebbe stato il novantesimo compleanno dell’artista, l’esposizione rappresenta la prima ampia presentazione istituzionale del suo lavoro in Italia dopo oltre un decennio e lo colloca all’interno di un più ampio discorso internazionale sulla partecipazione del pubblico, che mette in primo piano il ruolo attivo dei visitatori e delle visitatrici nella costruzione stessa dell’opera. Formatosi come fisico prima di dedicarsi all’arte alla fine degli anni Sessanta, Franco Vaccari ha sviluppato una pratica che ha costantemente messo in discussione l’idea dell’opera d’arte come oggetto statico. Piuttosto che produrre opere autonome e compiute, ha concepito i suoi progetti come esposizioni in tempo reale, in cui l’opera si sviluppa nel tempo ed è modellata dalla presenza e dalle azioni del pubblico. Questo approccio attraversa oltre cinquant’anni di produzione artistica, riunendo lavori realizzati con media diversi – dalla fotografia e dal cinema al suono, al video e ai primi progetti basati su internet. Per Vaccari, la tecnologia svolge un ruolo centrale nel modo in cui la realtà viene percepita, ricordata e condivisa. Nel saggio fondamentale Fotografia e inconscio tecnologico (1979), Vaccari ha descritto questo approccio artistico come un “occultamento dell’autore”. Anziché presentare un’opera finita, egli crea le condizioni affinché il significato emerga attraverso l’interazione, il caso e la presenza collettiva. Il pubblico non è quindi un osservatore passivo, ma una componente essenziale dell’opera stessa. Questo principio trova la sua espressione più compiuta negli ambienti di Vaccari: architetture spesso temporanee che trasformano gli spazi espositivi in luoghi di esperienza. Realizzati senza un intento progettuale o architettonico specifico, ma spesso costruiti con materiali di uso quotidiano o di recupero, questi lavori restano aperti all’imprevedibilità, privilegiando ciò che accade al loro interno rispetto alla loro struttura fisica. La mostra è suddivisa in nuclei tematici e si sviluppa attraverso una sequenza di ambienti e altre opere che esplorano aspetti chiave della pratica di Vaccari. Temi come le tracce lasciate dalle persone, l’inconscio collettivo e la formazione della memoria guidano sia la lettura delle opere sia il progetto espositivo, realizzato da Fosbury Architecture. Il percorso si apre con progetti incentrati sull’oscurità come modalità di avvicinamento all’inconscio e al mondo del sogno, invitando il pubblico a una “discesa” interiore, al tempo stesso metaforica e reale. In questo contesto attenuato, la percezione rallenta e le modalità abituali di visione lasciano spazio a un’esperienza più attenta e sensoriale. Ambienti come La Scultura Buia (1968), Esposizione in tempo reale n. 19, Codemondo (1980) ed Esposizione in tempo reale n. 20, Ambiente grigio multiuso, scatola per sondare lo spazio vicino e lontano (1987) creano situazioni in cui l’esperienza personale diventa parte di uno spazio condiviso. La mostra prosegue con ambienti che affrontano l’interesse di Vaccari per le tracce della presenza umana negli spazi pubblici urbani e per le dinamiche sociali delle comunità temporanee. Accanto al progetto iconico Esposizione in tempo reale n. 4, Lascia su queste pareti una traccia fotografica del tuo passaggio, presentato alla Biennale di Venezia del 1972, e al suo sviluppo Photomatic d’Italia (1972–75), ambizioso progetto realizzato attraverso cabine fotografiche installate in spazi pubblici in tutta Italia, la mostra presenta anche Esposizione in tempo reale n. 21, Bar Code – Code Bar (1993) e Mini cinema (2003). Queste opere esplorano l’interazione sociale, i comportamenti collettivi e i momenti di incontro spontaneo. Nel corso dell’esposizione, gli ambienti di Vaccari non sono presentati come ricostruzioni statiche, ma come situazioni riattivate, fedeli alle intenzioni originarie dell’artista e capaci di dialogare con il pubblico contemporaneo. La collezione di Museion comprende circa venti opere di Franco Vaccari, per la maggior parte provenienti dall’Archivio di Nuova Scrittura donato al museo nel 2020. Questo nucleo include alcuni dei primi lavori verbo-visivi che segnano gli esordi di Vaccari come poeta visivo e che già prefigurano il suo interesse costante per il linguaggio, le tracce e la presenza umana. L’inclusione di alcune di queste opere in mostra sottolinea la continuità tra la sua ricerca iniziale e il patrimonio stesso del museo. Franco Vaccari Franco Vaccari nasce a Modena il 18 giugno 1936 e riceve una formazione scientifica, laureandosi in fisica. Dopo aver avviato la sua carriera artistica come poeta visivo, nel 1969 realizza la prima Esposizione in tempo reale, introducendo il concetto che diventerà centrale nella sua pratica. La sua pratica si articola attraverso diversi approcci, ma è frequentemente interpretata nell’ambito del realismo concettuale. Tra le sue opere più celebri figura Esposizione in tempo reale n. 4, Lascia su queste pareti una traccia fotografica del tuo passaggio, presentata in una sala personale all’interno del Padiglione Centrale della Biennale di Venezia nel 1972; Vaccari tornerà alla Biennale con sale personali anche nel 1980 e nel 1993. Accanto alla produzione artistica, Vaccari ha sviluppato un’importante attività teorica, pubblicando testi fondamentali come Duchamp e l’occultamento del lavoro (1978) e Fotografia e inconscio tecnologico (1979). Il suo lavoro è stato presentato a livello internazionale in mostre e istituzioni di primo piano, tra cui la Biennale di Gwangju in Corea del Sud, la Kunsthalle Basel, il Musée de l’Elysée di Losanna, Mostyn in Galles, la Fondazione Morra Greco di Napoli e la Triennale di Milano, tra le altre. Franco Vaccari è scomparso nel 2025.

0
Exhibitions
Sabato, 12 Set 2026
L'evento si tiene dal 20 Feb 2026 al 31 Gen 2027

A cura del Gruppo Museion Passage in collaborazione con l’artista Eduard Habicher Museion Passage inaugura il suo programma 2026 con Eduard Habicher. Memory in Motion (20 febbraio 2026 – 31 gennaio 2027), un percorso espositivo che trasforma il museo in uno spazio dove le sculture dialogano con l’architettura e lo spazio circostante. Eduard Habicher è una figura di riferimento della scultura contemporanea altoatesina, con una presenza consolidata a livello internazionale. È noto soprattutto per le sue opere di grande formato in spazi pubblici, caratterizzate da una forte presenza nello spazio e da un dialogo sensibile con l’ambiente circostante. Le sue opere sono permanentemente esposte in numerose sedi, tra cui le Terme di Merano, la Fundación Pablo Atchugarry in Uruguay, e in diversi luoghi di Berlino, Italia e Austria. Per Museion Passage, Habicher ha realizzato quattro sculture monumentali: Hommage, Passage, Geöffnet–aperto e Pro-tetto. Le opere sono composte da profili industriali e acciaio inox, materiali tradizionalmente associati a razionalità, stabilità e funzionalità. Grazie a una lavorazione precisa, i materiali vengono piegati, aperti e riequilibrati, dando vita a linee scultoree che trasmettono una sorprendente leggerezza nonostante la loro massa. Elemento centrale del lavoro di Habicher è l’uso distintivo del rosso. Questa “linea rossa” attraversa anche le sculture di Passage, estendendosi nello spazio, definendolo e collegando visivamente le singole opere. Collocate direttamente nello spazio, senza piedistalli, le sculture dialogano con i visitatori, integrandosi nell’ambiente e nel percorso quotidiano che lo attraversa. Movimento, apertura ed esperienza dello spazio sono al centro di Memory in Motion. Museion Passage, aperto e liberamente accessibile, invita a un incontro con l’arte senza barriere: visitatori e visitatrici possono muoversi tra le sculture o soffermarsi ad ammirarle con attenzione. Con questa mostra, Museion inaugura anche la prima iniziativa della campagna regionale Museiopolis. Ispirata all’idea della polis come spazio urbano condiviso, Museiopolis si propone come invito a integrare arte e cultura nella vita quotidiana della città e della regione: aperta, accessibile e in dialogo continuo con la società. Eduard Habicher Nato a Malles (Val Venosta) nel 1956, Eduard Habicher si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Vive e lavora a Riffiano (BZ). Habicher ha realizzato mostre personali in numerosi musei e gallerie italiane, tra cui la Galleria Civica di Trento (1993), la Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Arezzo (1993), il Museo della Scultura Contemporanea di Matera (2006), e la Galleria d’Arte Moderna G. Carandente a Palazzo Collicola di Spoleto (2024). Nel 2025 ha avuto una mostra personale nella prestigiosa collezione privata Dolezal, nell’ambito di viennacontemporary. Le sue sculture monumentali sono esposte permanentemente sia in spazi pubblici sia in istituzioni private, come le Terme di Merano e la Fundación Pablo Atchugarry in Uruguay. Altre installazioni si trovano a Berlino, lungo le rive della Sprea, nel cortile di Wallstrasse 16, e al Campus del Centro Europeo per le Energie Alternative (EUREF); in Italia, al Museo della Cultura e Storia Provinciale dell’Alto Adige a Castello di Tirolo, in Piazza Vittoria a Spoleto, nel Museo Diffuso all’aperto di Albisola e a Laives; in Austria, a Feldbach, in Gleichenbergerstrasse, e al centro culturale Kugelmühle. Nel 2017 ha realizzato un’opera di grande formato nella Cattedrale di Bolzano in memoria dell’antifascista J. Mayr-Nusser. Nel 2016 Habicher ha ricevuto il primo premio per la scultura Misurare lo spazio al Palazzo Ducale di Gubbio, e nel 2018 ha vinto il concorso per la realizzazione di una scultura in Piazza Castello all’interno del Palazzo Ducale di Mantova. Nel 2023 è stato eletto Accademico Nazionale dell’Accademia di San Luca a Roma.

0
Exhibitions
Sabato, 12 Set 2026 10:00-18:00 |
L'evento si tiene dal 10 Feb 2026 al 07 Feb 2027

Un mondo nascosto I funghi sono tra i protagonisti più antichi e al tempo stesso più invisibili della vita sulla Terra. La mostra temporanea FUNGA invita a scoprire questo regno autonomo andando oltre i corpi fruttiferi e l’idea dei funghi come semplice alimento. L’esposizione racconta come i funghi, attraverso reti di micelio, guidino i cicli ecologici, costruiscano i suoli e rendano possibili simbiosi fondamentali per la vita terrestre. Dalle loro origini remotissime alla loro influenza sull’evoluzione degli ecosistemi, il percorso mette in luce il ruolo chiave dei funghi nella natura e il loro stretto legame con l’essere umano, dal microbioma della pelle e dell’intestino fino alla salute e alla malattia. Accanto all’approccio scientifico, FUNGA apre anche a prospettive culturali: i funghi come rimedi tradizionali, elementi di rituali e miti, ma anche come potenti simboli nell’arte e nella cultura pop contemporanea. Le più recenti ricerche su materiali sostenibili e applicazioni biotecnologiche conducono infine lo sguardo verso il futuro. FUNGA è un invito a osservare il mondo da una nuova prospettiva: interconnessa, complessa e sorprendentemente viva.

0
Exhibitions
Sabato, 12 Set 2026 10:00-18:00 |
L'evento si tiene dal 25 Nov 2025 al 08 Nov 2026

L’archeologia racconta la storia – ma a volte diventa essa stessa parte della storia. Tra il 1920 e il 1972, in Alto Adige, i diversi regimi politici utilizzarono ritrovamenti e scavi archeologici per legittimare le proprie ideologie. Così, mentre gli scienziati italiani di stampo fascista presentavano le testimonianze romane come prova delle radici latine della regione, i ricercatori nazionalsocialisti interpretavano i ritrovamenti preistorici come conferma di un presunto passato “germanico”. La scienza finì così nel vortice della politica: gli oggetti furono sovra interpretati in chiave ideologica, gli scavi trasformati in strumento di propaganda e la ricerca privata della sua autonomia. Le conseguenze di questo conflitto culturale si fecero sentire anche dopo la fine della seconda guerra mondiale. La mostra temporanea UNDER PROPAGANDA palesa questo complesso e controverso capitolo della storia dell’archeologia altoatesina. Per la prima volta numerosi reperti degli anni 1920–1972 vengono presentati al pubblico, riletti in chiave critica con criteri scientifici aggiornati. I documenti d’archivio e le postazioni interattive raccontano accanto ai reperti le pratiche di ricerca del passato. Per i più giovani è previsto un percorso “underground”: un’avventura che svela in oggetti appositamente selezionati storie inattese. Un’occasione per riflettere su come il passato sia stato strumentalizzato e per guardare con occhi nuovi le testimonianze archeologiche che ancora oggi hanno molto da raccontare. La mostra invita a riscoprire l’importanza di una ricerca libera e indipendente ricordandoci quanto possa essere stimolante osservare i reperti archeologici con occhi critici e consapevoli. Un ricco programma di attività e iniziative collaterali per adulti e bambini offre diversi modi di avvicinarsi alla mostra, pensati per differenti tipi di pubblico. La mostra si rivolge sia a un pubblico specializzato e interessato, sia al grande pubblico, ed è aperta da martedì 25 novembre 2025 fino a domenica 8 novembre 2026.

Location di : martin_inside

Castello

Residenza dinastica dei conti del Tirolo, il castello ha dato il nome all'intera regione. La sua realizzazione risale alla seconda metà dell'XI secolo. Il percorso museale è incentrato sulla storia del Tirolo dai primordi ai giorni nostri. Nel palazzo meridionale si trovano i due portali romanici, mentre nella cappella del castello, intitolata a San Pancrazio ed edificata su due piani, notevoli pitture murali gotiche. Nel mastio è possibile ripercorrere la storia dell’Alto Adige nel XX secolo.

Castello

Castel Presule, un tempo residenza dinastica dei signori Völs-Colonna, ospita, accanto a dipinti e disegni del XIX e XX sec. della raccolta “Cà de Bezzi”, una collezione d’armi del XIX secolo, dipinti della Donazione Lotte Copi e la mostra permanente di ritrovamenti archeologici "finff Majolica Schaln".

Castello

Il castello risale al 1140. Il percorso propone gli affreschi del “Ciclo di Ivano” (XIII sec.), primissima testimonianza della cultura profana e cavalleresca di area tedesca, la sala nuziale e la cappella riccamente dipinte, l’ampia biblioteca e una raccolta di dipinti, stemmi e armi.

Castello

Castel Roncolo risale al XIII sec. Oltre al celebre ciclo di affreschi profani risalenti al Medioevo e a oggetti dalla vecchia armeria, si possono periodicamente ammirare mostre temporanee su temi di storia culturale.

Museo

A chi lo visita, Capriz, il caseificio da vivere, permette di immergersi con tutti i sensi nel mondo della produzione di formaggio di capra. Negli ambienti espositivi a pianterreno e nel piano interrato è rappresentato l’intero processo, dalla capra che fornisce la materia prima, passando per il latte come prodotto di partenza fino alla forma di formaggio finita e al suo adeguato stoccaggio. Un ruolo speciale lo giocano elementi interattivi.

Museo

La Casa di via Bari 11 è uno dei pochi esempi ancora esistenti a Bolzano delle centinaia di case “semirurali” costruite alla fine degli anni Trenta e demolite a partire dagli anni Ottanta del Novecento per far posto a costruzioni a maggiore intensità abitativa. Da parte degli abitanti del quartiere delle Semirurali non è mai venuta meno la richiesta di conservarne la memoria. Il percorso espositivo, aperto al pubblico nel 2015, propone un viaggio nella storia di questo luogo attraverso fotografie, filmati, mappe, modellini tridimensionali e la suggestiva narrazione di storie di vita quotidiana.

Castello

Castel Monteleone è una fortificazione del XIII secolo, ampliata nei secoli XVI, XVII e XVIII. Un percorso storico-artistico che si snoda attraverso giardini, cortili e sale offre un viaggio nei secoli, dal medioevo al periodo del rococò.

Museo

Orologi a muro, opere in legno intagliato, maschere, tappi di bottiglia, cavatappi, pipe, macinini per il caffè e utensili da cucina, oggetti religiosi, oldtimer e motociclette, come ad esempio diversi modelli di Vespa: fanno tutti parte della collezione privata della famiglia Trebo. Gli oggetti raccontano storie vecchie anche di 150 anni e sono disseminati nei diversi locali dell’hotel. Un paradiso per i nostalgici!

Museo

L’Archeoparc Velturno testimonia una storia insediativa che, a partire dal neolitico, abbraccia tutte le più importanti epoche e culture. Sepolture e resti di attività di produzione della ceramica parlano di coltivatori e allevatori le cui storie risalgono fino al 5000 a.C.

Museo

La mostra Archimod presenta una cinquantina di modelli architettonici della Provincia Autonoma di Bolzano (piazze, scuole, palazzi per uffici, musei, complessi residenziali, ospedali, strade, gallerie, ponti), realizzati nell’arco degli ultimi 25 anni o in fase di progettazione o costruzione. Archimod è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici (treno, autobus) e ben visibile grazie alla grande scritta sulla facciata.

Museo

Il percorso espositivo "BZ '18–'45. Un monumento, una città, due dittature", aperto al pubblico nel luglio del 2014, illustra la storia del Monumento alla Vittoria, eretto a Bolzano dal regime fascista tra il 1926 e il 1928 su progetto di Marcello Piacentini. Vengono ripercorse le vicende storiche locali, nazionali e internazionali degli anni compresi tra le due guerre mondiali (1918–1945), legate in particolare modo all’avvicendarsi di due dittature (quella fascista e quella nazionalsocialista) e vengono illustrati i radicali mutamenti urbanistici operati nella città di Bolzano, a partire dalla fine degli anni Venti. Il percorso espositivo affronta, infine, il difficile rapporto di convivenza di una così ingombrante eredità dell’epoca fascista con il territorio, nel mutato quadro politico e sociale della seconda metà del Novecento fino ai giorni nostri.

Museo

“Nessuno ha il diritto di obbedire”: da fine 2017 questa citazione della filosofa politica e scrittrice Hannah Arendt (1906-1975) spicca, in italiano, tedesco e ladino, sull’edificio degli Uffici finanziari di piazza del Tribunale a Bolzano. Esso si contrappone al carattere autoritario del monumento fascista e al suo motto “Credere, obbedire, combattere”. Integrata da esaurienti spiegazioni realizzate da una commissione di storici poste su stand informativi sulla piazza, la scritta progettata da Arnold Holzknecht e Michele Bernardi intende dare nuovo significato al bassorilievo monumentale dell’artista di Chiusa Hans Piffrader (1888-1950), rendendolo un’occasione educativa.

Museo

Sito in un ex bunker dell'epoca fascista, poi utilizzato dalla NATO durante la Guerra Fredda, il Bunker Museum tematizza in primo luogo la struttura stessa e il suo retroscena storico. Sotto la lente è posta anche la storia segreta della Guerra Fredda. Il museo espone prevalentemente oggetti che un tempo facevano parte dell'equipaggiamento del bunker, come impianti radio, telefoni da campo, armi, razioni alimentari, ecc. In futuro tuttavia l'esposizione si focalizzerà non tanto sull'aspetto militare, ma sul tema dei confini.

Castello

Il palazzo del XVI secolo fu fino al 1803 residenza estiva dei principi vescovi di Bressanone. Particolari attrazioni sono i preziosi arredi rinascimentali (pannelli lignei, stufe, affreschi) e una collezione di opere d’arte risalenti ai secoli XV–XX. La struttura è gestita da Castel Tirolo.

Castello

Il Castello Principesco è situato ai piedi del Monte Benedetto, nel cuore della città. Il Castello, completamente ricostruito dall’arciduca Sigismondo d’Austria intorno al 1470, venne in seguito utilizzato dai Principi del Tirolo come alloggio durante la loro permanenza a Merano. A partire dal 1875, dopo un provvidenziale intervento di salvaguardia che ne impedì l’abbattimento, questa storica residenza fu sottoposta ad un ampio restauro. Oggi il Castello Principesco offre una preziosa occasione per studiare abitudini e modi di vita del tardo Medioevo: arredi di uso quotidiano, utensili da cucina, una delle più antiche stufe di maiolica giunte fino a noi, ritratti, strumenti musicali e armi consentono di toccare con mano un passato ormai remoto.

Museo

Il Centro di documentazione "Culten" tematizza l'insediamento dell'età del bronzo e del ferro (1400-600 a.C.) - poi trasformato in luogo per olocausti - sul "Kirchbichl" a Santa Valpurga/Ultimo, presentando la storia insediativa della valle e reperti di diverse epoche.

Castello

Il castello di Scena (XIV–XVIII sec.) fu residenza dall’arciduca Giovanni d’Asburgo. Custodisce collezioni su storia, cultura e arte tirolesi, armi storiche, arredi originali e dipinti. Nel sottostante mausoleo neogotico si trova la tomba dell’arciduca.

Museo

Il Centro visite racconta i forti contrasti e la varietà di ambienti che contraddistinguono questo parco. Qui si sperimenta in piccolo il mondo del parco. Lo stagno, gli aquari, il canale di irrigazione tipico, detto "Waal", pietre, preparati di animali, pannelli verticali e box per esperienze tattili invitano a scoprire la natura.

Museo

Il Centro visite “Lahner Säge” del Parco Nazionale dello Stelvio illustra quanto sia essenziale l’ecosistema “bosco” per l’uomo e la natura. Nell’antica segheria ad acqua alla veneziana, ora restaurata, i tronchi vengono trasformati in tavole, mentre la macina trasforma i chicchi di grano in farina.

Museo

Il Centro visite è ospitato in un vecchio mulino elettrico ristrutturato. L’esterno del Centro comprende un’area con la tipica vegetazione su substrato calcareo e porfirico e dispone di uno stagno per anfibi, di un orto con erbe medicinali e di un piccolo campo di grano.

Museo

Il Centro visite è dedicato alla geologia delle Dolomiti e all’alpinismo di Reinhold Messner. Nell’area "Meraviglie della natura" è possibile scoprire animali e erbe, pellicce di animali, uova di volatili, penne, dentature e corna.

Museo

Il Centro visite, situato nell'ex-Grand Hotel di Dobbiaco, spiega i paesaggi naturali e culturali dell'area protetta, l'attività alpinistica e turistica sviluppatasi in questo territorio e gli avvenimenti bellici avvenuti lungo il fronte dolomitico. La mostra permanente dedicata alle Dolomiti Patrimonio Mondiale UNESCO illustra per quale motivo ampie aree delle Dolomiti sono state dichiarate Patrimonio mondiale dell'UNESCO ed evidenzia le particolerietà geologiche e i fantastici scenari paesaggistici del Parco naturale.

Museo

Nel visitare Certosa l’impianto dell’antico convento è ancora riconoscibile. Davanti al chiostro un film della durata di 9 minuti racconta con immagini poetiche le alterne vicende storiche della certosa. Arte nella Certosa: Ogni anno, circa dalla metà di luglio alla fine di agosto, il chiostro ospita una mostra di artiste e artisti altoatesini.

Museo

Il museo espone tecnologia cinematografica e televisiva: macchine di proiezione di varie epoche, telecamere, moviole, banchi di montaggio, videoproiettori, pellicole film, ecc., nonché documenti storici, manifesti, documentari e altre testimonianze della storia del cinema nella regione. Propone rassegne cinematografiche, conferenze, attività di mediazione e didattiche e restauro film.

Museo

Il Museo Dolomythos introduce nel mondo delle Dolomiti Patrimonio naturale dell’umanità Unesco, delle quali illustra la genesi, ed esplora, presentandole, le specificità geologiche e il mondo vegetale e animale dei “monti pallidi”. Per mezzo di ricostruzioni, rappresenta inoltre i dinosauri come antichi abitanti delle Dolomiti. Ulteriori temi sono i miti e le leggende sulle Dolomiti e il mondo delle erbe. In un apposito percorso, i bambini possono intraprendere una caccia al tesoro e cercare fossili, cristalli e oro.

Museo

La mostra all'aperto Fossilia mostra i più bei reperti della zona di Meltina e testimonia i complessi fenomeni geologici avvenuti nel corso di milioni di anni. Particolarmente interessanti sono i resti fossili di alberi. Testi esplicativi e una stazione audio permettono di scoprire la mostra anche autonomamente. Visite guidate di gruppo su richiesta contattando l'Ufficio turistico di Meltina

Galleria d arte

La Fondazione Antonio Dalle Nogare nasce per promuovere l’arte contemporanea, intesa come linguaggio per leggere i cambiamenti della società, come strumento di dialogo tra arte, architettura, innovazione e ricerca artistica. Il connubio di arte e architettura è evidente anche nella sede progettata dagli architetti Walter Angonese e Andrea Marastoni. La Fondazione espone periodicamente parti della collezione di arte astratta e concettuale del suo fondatore e ospita mostre temporanee. Organizza attività didattiche e visite guidate, promuove residenze d'artista ed aderisce a manifestazioni intermuseali.

Museo

Con la sua imponente struttura e il labirinto di stanze, corridoi e scale, il Forte di Fortezza è considerato una delle più interessanti fortificazioni dell’area alpina e un capolavoro dell’architettura bellica austriaca. Edificato tra il 1833 e il 1838, ha vissuto alterne vicende, finché nel 2008 non è stato aperto al pubblico. Da allora ospita mostre d’arte e di architettura di portata regionale e internazionale e diverse manifestazioni. La mostra permanente "Cattedrale nel deserto" offre sguardi nella realizzazione del Forte e negli effetti che questa ha avuto sulla zona circostante. Al suo areale appartiene anche il Bunker n. 3, che si nasconde sotto un fitto strato di vegetazione in un tratto di bosco sul suo perimetro orientale e si può visitare su prenotazione.

Museo

Il GEOMuseo di Redagno, allestito nell’edificio "Peter Rosegger", situato nei pressi della chiesa di Redagno di Sopra, espone i più importanti reperti fossili provenienti dal GEOPARC Bletterbach e le sue caratteristiche rocce.

Museo

Il GEOPARC Bletterbach rientra nelle Dolomiti Patrimonio Mondiale Unesco e si estende su una superficie complessiva di 818 ettari. Nel suo paesaggio unico si trovano fossili di piante e orme di sauri. Nell’areale e nel centro visitatori sono illustrate questa particolare geologia e geomorfologia.

Galleria d arte

SKB Artes si propone come luogo in cui l’arte contemporanea viene presentata, mediata e discussa. Attraverso il suo programma, che abbraccia l'arte contemporanea, la letteratura, la musica e l'architettura in tutte le sue forme espressive, SKB Artes intende rendere accessibile lo spettro dell'arte sudtirolese. SKB Artes si considera un ponte di scambio tra artisti, curatori, esperti d'arte di tutte le discipline e un pubblico diversificato. Come luogo artistico non commerciale, SKB Artes esplora le correnti artistiche contemporanee e mette in contatto i suoi membri con artisti di altre discipline e paesi. Grazie ai suoi legami internazionali con istituzioni artistiche e reti simili, SKB Artes promuove la sofisticata promozione di nuove forme d'arte e il dialogo con il pubblico dentro e fuori dall'Alto Adige. I locali storici offrono spazio per ampie esposizioni collettive come anche per esposizioni individuali dei membri. Allo stesso tempo, vengono presentate iniziative nel campo della letteratura, della composizione musicale e dell'architettura, creando così interconnessioni. Viene esplorato lo sviluppo e i progetti di una concezione estesa dell'arte al fine di contribuire e promuovere una scena culturale vivace, sia attraverso i suoi membri che oltre. SKB Artes si trova a Bolzano, non lontano dal centro storico. Gli spazi storici generosi nel Deutschhaus in via Weggenstein si suddividono in un'area espositiva di circa 400 m2, che può essere utilizzata in modo integrato o modulare, e una biblioteca che contiene un vasto assortimento di opere letterarie di autori sudtirolesi, monografie di artisti e opere collettive. SKB Artes inaugura nel 2024, assumendo così l'eredità della Galleria Prisma (1989 - 2023). Grazie alla lunga storia del Südtiroler Künstlerbund (fondato nel 1946) e alla sua consolidata collaborazione, SKB Artes può contare fin dall'inizio non solo sui suoi 450 membri, ma anche su una vasta rete di partner nel settore artistico, nella gestione delle mostre, nell'economia e nella scienza.

Museo

Realizzato nel 1940-41 dal regime fascista per scopi difensivi, il bunker è un’impressionante fortificazione sotterranea su più piani costituita da una lunga rete di gallerie che collegano postazioni di tiro e ampi spazi interni. Nella parte iniziale è allestita una galleria espositiva di immagini (Gampen Gallery), mentre l’interno ospita tra l’altro un’esclusiva collezione di minerali.

Galleria d arte

Il Giardino di sculture di Sieglinde Tatz Borgogno all'interno di un piccolo terreno boschivo a Pochi di Salorno è il risultato di una lunga e intensa fase creativa dell'artista. Vi si possono ammirare e toccare centinaia di figure femminili e alcune figure maschili, fatte prevalentemente di bronzo e di dimensioni diverse, alcune molto piccole, altre molto grandi, sedute, sdraiate, in piedi. Il giardino inoltre regala un panorama stupendo sulla sottostante Val d'Adige. Ulteriori informazioni presso l'Ufficio turistico Castelfeder.

Galleria d arte

Il Kunstforum Unterland - Galleria della Comunità Comprensoriale Oltradige/Bassa Atesina presenta, nei suoi spazi medievali sotto i portici di Egna, mostre d'arte contemporanea di caratura sia locale che internazionale. Diverse posizioni artistiche vengono presentate attraverso sei appuntamenti annuali. La galleria è diventata un punto d'incontro e di riferimento per gli operatori e amanti del settore.

Museo

Questo museo a 2.275 metri di altitudine, in cima al Plan de Corones nei pressi di Brunico, nelle Dolomiti, è dedicato alla fotografia di montagna. Il percorso si snoda su 1.800 metri quadrati e quattro piani, alla scoperta della storia della fotografia di montagna dagli inizi ad oggi, e propone opere artistiche di fotografi e fotografe da tutto il mondo, fotografie storiche, innovazioni digitali, mostre temporanee e allestimenti scenografici.

Museo

Sito nei locali della parrocchia di Lappago, il museo permette di conoscere l’acqua con tutte le sue qualità e i suoi segreti e richiama l’attenzione su ciò che è casuale e marginale, ovvero sulle piccole cose che si incontrano nella natura.

Museo

Guide con una formazione specifica sul tema del marmo presentano curiosità e informazioni interessanti sulla genesi, la storia, la pericolosa estrazione e la lavorazione dell’“oro bianco”, il pregiato marmo di Lasa. Tutti i giorni diverse visite guidate partono direttamente dalla stazione ferroviaria di Lasa.

Galleria d arte

Aperta tutto l'anno, Merano Arte presenta nei suoi 500 mq di superficie espositiva, distribuita su tre piani, le ricerche contemporanee più attuali in ambito di arte figurativa, architettura, letteratura, musica, fotografia e nuovi media. La struttura è gestita dall'associazione culturale Merano Arte che in collaborazione con istituzioni pubbliche e partner privati ne organizza la programmazione.

Museo

Situato sul Plan de Corones (2275 m), al margine del più spettacolare altopiano panoramico dell’Alto Adige, il MMM Corones è dedicato all’alpinismo tradizionale, disciplina che ha plasmato ed è stata plasmata in maniera decisiva da Reinhold Messner. La vista mozzafiato sulle Alpi, che si gode dall’inconfondibile edificio progettato da Zaha Hadid, è parte integrante dell'esperienza museale: lo sguardo spazia in tutte e quattro le direzioni cardinali, anche oltre i confini provinciali, dalle Dolomiti di Lienz a est fino all’Ortles a ovest, dalla Marmolada a sud fino alle Alpi della Zillertal a nord.

Museo

Il cuore del circuito museale ideato da Reinhold Messner trova spazio tra le antica mura di Castel Firmiano, rese accessibili da una struttura moderna in vetro e acciaio. Il percorso espositivo si snoda tra le torri, le sale e i cortili della rocca, offrendo al visitatore una visione d'insieme dell'universo montagna. Opere, quadri, cimeli e reperti naturali raccontano lo stretto rapporto che unisce l'uomo alla montagna, l'orogenesi delle catene montuose ed il loro disfacimento, il legame tra montagna e religione, la maestosità delle vette più famose del mondo, la storia dell'alpinismo dagli inizi fino all'odierno turismo alpino.

Museo

Arroccato su un'altura nella splendida val Venosta, Castel Juval ospita il museo che Reinhold Messner ha voluto dedicare al “mito” della montagna. Per molti popoli in tutto il mondo la montagna è sacra, dall'Olimpio all'Ararat, dal Sinai al Kailash, dal Fujiama in Giappone all'Ayers Rock in Australia. Il museo custodisce una raccolta di dipinti con vedute delle grandi montagne sacre, una preziosa collezione di cimeli tibetani e di maschere provenienti dai cinque continenti, la stanza del Tantra e, nei sotteranei, le attrezzature usate da Reinhold Messner nelle sue spedizioni. Nei pressi del museo, bello ed emozionante, si possono visitare i vigneti in pendenza dell'azienda agricola Unterortl e la trattoria Schlosswirt Juval che serve piatti tipici.

Museo

Dedicato al tema del ghiaccio e allestito in una moderna struttura sotterranea, il museo è situato a Solda, a 1900 metri di quota, ai piedi dalla vedretta dell'Ortles, che la famosa carta del Tirolo disegnata nel 1774 da Peter Anich indicava come la “Fine del mondo”. Nel MMM Ortles incontriamo il terrore del ghiaccio e dell'oscurità, i miti dell'uomo delle nevi e del leone delle nevi, il white out e il terzo polo, in un viaggio attraverso due secoli di storia degli attrezzi da ghiaccio, dello sci, dell'arrampicata su ghiaccio e delle spedizioni ai poli. MMM Ortles espone la più vasta collezione di dipinti con vedute dell'Ortles. La trattoria Yak&Yeti, situata accanto al museo, propone specialità delle montagne sudtirolesi e himalayane.

Museo

Nel Castello di Brunico, situato sulla collina a sud del capoluogo della val Pusteria, Reinhold Messner ha allestito il penultimo dei suoi sei musei dedicati alla montagna. Circondato da masi contadini, il castello ospita il museo dei popoli di montagna. Dal museo MMM Ripa (in lingua tibetana “ri” sta per montagna e “pa” per uomo) si gode una splendida vista su Plan de Corones, luogo di forte richiamo turistico, sul paesaggio rurale della valle Aurina e sulle Alpi della valle di Zillertal. Il moderno alpinismo è nato 250 anni fa, ma è da più di 10.000 anni che l'uomo abita e frequenta i rilievi montuosi. Da principio ci si recava per cacciare, poi per condurre mandrie e greggi di pascolo in pascolo, quindi vi si stabilì per lavorare la terra e allevare bestiame. Stabilitisi tra i fondali delle valli e i pascoli estivi, i popoli di montagna hanno saputo sviluppare una propria arte della sopravvivenza, una cultura che, al contrario della cultura urbana, si basa sulla responsabilità personale, sulla rinuncia al consumo, sul mutuo aiuto. È a questo modo di vivere, che solo all'osservatore superficiale può apparire diverso da luogo a luogo, che Reinhold Messner dedica il museo MMM Ripa.

Museo

Nel medioevo la miniera di Villandro era annoverata tra le aree di estrazione del minerale più significative del Tirolo. Dopo la sua chiusura all’inizio del XX secolo cadde nell’oblio. Con un faticoso lavoro, l’Associazione culturale e museale di Villandro l’ha resa nuovamente accessibile al pubblico. È possibile visitare diverse gallerie nell’ambito di visite guidate.

Museo

Il Mondo del Loden presenta ai visitatori l’intero processo che dalla pecora porta al capo di abbigliamento finito. Utensili storici raccontano la storia della produzione delle stoffe, l’attività di filatura delle donne, i viaggi dei venditori ambulanti di panni e la follatura del Loden.

Museo

La zona di Aldino era un tempo sede di innumerevoli mulini, brillatoi e pestini, poiché la coltivazione dei cereali rappresentava la più importante fonte di sostentamento. Lungo il rio Thal ora alcuni di essi, riattivati, sono accessibili al pubblico.

Galleria d arte

Nel 2017 il magistrato, imprenditore e collezionista bolzanino Josef Kreuzer donò alla Provincia di Bolzano la sua collezione di oltre 1.500 opere di circa 300 artisti del Tirolo, dell’Alto Adige e del Trentino, insieme al palazzo che la ospita in pieno centro storico a Bolzano, a condizione di farne un museo accessibile al pubblico. A pianterreno è stato ricavato un ambiente per mostre temporanee d’arte, lo Spazio Eccel Kreuzer.

Museo

Il Museo Mansio Sebatum è dedicato all’insediamento romano di San Lorenzo. I reperti esposti offrono una panoramica della vita nell’antica stazione di sosta di “Sebatum”, con le sue terme, il suo mercato e i suoi scambi, oltre che dei riti funebri e del mondo delle divinità dei Romani.

Museo

Il museo espone schizzi e bozzetti dei numerosi affreschi, oltre a studi, acquerelli e lavori di grafica del famoso pittore sudtirolese Rudolf Stolz (1874–1960), nonché dipinti del fratello Albert Stolz e propone ogni anno mostre temporanee con opere di artisti prevalentemente di area tirolese.

Museo

Il museo Uomo nel tempo ripercorre la vita dell’uomo in Alto Adige dall’età della pietra fino al recente passato. Le diverse epoche sono rappresentate attraverso innumerevoli oggetti originali, esperimenti e animazioni. Mostre temporanee a cadenza annuale offrono sguardi nell’ampia collezione.

Museo

Il museo illustra la storia naturale e culturale della Val Gardena: nascita delle Dolomiti, antiche testimonianze archeologiche, una collezione di sculture lignee gardenesi, vita e opere di Luis Trenker, regista e attore di film di montagna, la tela quaresimale di San Giacomo e la camera da letto “Bierjun” del tardo Medioevo.

Museo

Sito al secondo piano della Residenza Lächler, sopra l'associazione turistica, il museo intende essere un centro di ricerca, documentazione e informazione sul costume tradizionale ("Tracht") di Castelrotto e sulla sua storia. Espone costumi tradizionali del XVIII, XIX e XX sec. e parti di essi nonché una ricca raccolta di immagini storiche. Ospita mostre temporanee, organizza visite guidate, conferenze e corsi e collabora con associazioni del settore.

Museo

In questo museo privato della famiglia Schmid, attrezzi e utensili illustrano lo sviluppo della viticoltura e della lavorazione del vino, della lotta antiparassitaria e dell’agricoltura nel Burgraviato, nonché la tradizione della produzione dello speck.

Museo

Nel museo della Collegiata l’arte sacra della chiesa, il tesoro del Duomo, i libri risalenti ai sec. XV–XVIII e una significativa raccolta di manoscritti sono testimonianza dell’attività intellettuale e spirituale della più antica Collegiata del Tirolo. Nella seconda sede, ovvero nel Convento dei Francescani (via P.-P.-Rainer 15, 39038 San Candido) invece sono esposti numerosi reperti archeologici di San Candido risalenti ai secoli dell’Impero romano e una collezione di oggetti folkloristici.

Museo

Il museo conduce in un viaggio nel passato all’interno di un’abitazione dell’antica borghesia brissinese con i suoi sontuosi rivestimenti lignei, gli affreschi unici e le originali stufe ad olle. Nella sede della Farmacia Peer si è conservato un prezioso tesoro fatto di rari oggetti, che narrano con la loro molteplicità e fantasia «l'arte di curare». Allo stesso tempo questo piccolo gioiello museale rappresenta una perla di rara bellezza per gli amanti dell’architettura e dell’arte moderna.

Museo

Il Museo della Scuola di Bolzano è stato concepito come museo aperto. Gli oggetti esposti (materiali didattici, fotografie, documenti, arredi, cartelloni) rispecchiano la storia delle tre culture di questa terra, in un incontro tra esperienze personali e vicende collettive.

Museo

Attraverso abiti, accessori, oggetti di uso quotidiano e curiosi, il Museo delle Donne descrive la storia della donna e il suo ruolo sociale ieri e oggi. Ogni anno organizza mostre temporanee su temi che riguardano le donne e manifestazioni correlate.

Museo

Situato nell’antica residenza urbana e sede degli uffici amministrativi dell’imperatore Massimiliano I, il Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige illustra la storia naturale e paesaggistica dell’Alto Adige, uno dei territori più multiformi d’Europa. Su una superficie espositiva di circa 1.000 mq, il museo consente di scoprire – in una sorta di viaggio nel tempo scandito da plastici, diorami e postazioni sperimentali e multimediali – i momenti più importanti delle origini della terra e della nascita e dello sviluppo dei vari ambienti naturali. Il piano terra ospita regolarmente mostre temporanee. Il museo gestisce anche il Planetario "Alto Adige" di San Valentino in Campo (Cornedo all'Isarco), vero e proprio simulatore stellare il cui sistema tecnologico permette di ricreare il moto dei pianeti e delle stelle sfruttando la tecnologia 3D.

Museo

Nel museo allestito nell’edificio della sinagoga, documenti e oggetti offrono testimonianze della comunità ebraica formatasi a Merano tra fine ‘800 e inizio ‘900 e accompagnata fino agli anni ’30 da un fiorente turismo ebraico.

Museo

Il Museo locale espone opere di arte sacra che rispecchiano le forme di devozione religiosa e artistiche del barocco e del rococò. Un gioiello particolare è il tesoro del maso Thal. Il museo conserva anche dipinti, sculture lignee, monete e medaglie provenienti da collezioni private.

Museo

Nell’antica sede del Magistrato Mercantile i preziosi oggetti d’arredo del XVIII sec., i dipinti di pittori barocchi e i documenti originali testimoniano la tradizione delle fiere di Bolzano, centro mercantile di fama internazionale.

Museo

Il museo è il risultato di un impegnativo lavoro di ricerca e raccolta durato diversi decenni nelle Alpi di Ziller (Aurine) e negli Alti Tauri ed espone circa 1.000 esemplari di minerali. Oltre ai più grossi quarzi affumicati trovati nella nostra regione, merita particolare attenzione un rarissimo cristallo di rocca “ritorto”, tra i più belli venuti alla luce finora e ritrovato nella miniera di Predoi. La sezione multimediale presenta la nascita dei minerali, la loro ricerca e il faticoso recupero, infine l’azione terapeutica di molti di essi.

Museo

Il museo, ampliato di recente, custodisce la collezione mineralogica composta dai famosi geodi di Tiso, cristalli di rocca e altri minerali della zona alpina, raccolti dal collezionista Paul Fischnaller. Le famiglie possono cercare geodi insieme al collezionista.

Museo

La Torre Bianca, uno dei simboli di Bressanone, ospita un museo che, a partire da vari modelli, racconta il suo significato di torre cittadina e campanaria. Propone inoltre campane in miniatura, l’interno dell’originale globo del campanile e il ruolo dei guardiani del campanile.

Museo

Il museo propone una cinquantina di opere di arte sacra, allestite con cura. Le statue, i dipinti e gli altri tesori esposti conducono attraverso oltre 700 anni di storia regionale. Dal 1984 il museo parrocchiale è ospitato nel granaio gotico, nell’angolo nord-est del giardino della canonica. Sopra il portone d’entrata è incisa la cifra 1559, data di ristrutturazione dell’edificio.

Museo

L’attività mineraria ha caratterizzato per secoli e fino ai nostri giorni non solo il paesaggio, ma anche la vita degli abitanti delle Alpi centrali. Nell’antico Granaio di Cadipietra le mostre temporanee raccontano ai visitatori i loro volti e le loro storie. Attraverso immagini di minatori al lavoro nei secoli passati nelle miniere di Ridanna/Monteneve e di Predoi la mostra in corso “Ritratti. Gente di miniera” presenta i loro ritratti e racconta con brevi biografie la loro vita. Immagini, testi, registrazioni audio e diversi oggetti personali permettono di ridare un volto e una voce a imprenditori minerari e minatori, ma anche alle donne impiegate nella miniera.

Museo

A Predoi dal 1996 è possibile effettuare, a bordo di un trenino, una suggestiva visita guidata vestiti con elmetto e cerata alla galleria “ Sant’Ignazio”, lunga oltre 1 km. Da essa ancora oggi si estrae rame di cementazione: il particolare impianto è visibile e perfettamente funzionante. All’interno comincia l’avventuroso percorso guidato di 350 m, disseminato di rappresentazioni di scene lavorative. Il centro climatico si trova a ca. 1.100 m nel cuore della montagna e si presenta come luogo di quiete, distensione e rigenerazione.

Museo

La sede di Ridanna fu costruita 150 anni fa ed è una testimonianza unica del periodo della rivoluzione industriale. Nell’impianto di arricchimento del minerale a Masseria, dotato delle tecnologie più moderne per l’epoca, i visitatori possono toccare con mano l’intero processo di produzione grazie a macchinari funzionanti. Il più lungo sistema di trasporto minerario al mondo, composto di piani inclinati e binari per il traino con i cavalli che si estendono dal distretto in alta montagna alle gallerie di Monteneve, ma anche i grandi bacini di flottazione e i potenti macchinari fanno intuire sia le dimensioni impressionanti sia le difficoltà dell'attività estrattiva e invitano il visitatore ad un viaggio nel tempo tornando alla rivoluzione industriale in campo minerario.

Museo

Il Museo degli usi e costumi di Teodone illustra la vita della società rurale in epoca preindustriale, dal nobile al contadino fino al bracciante. Al centro si trova la residenza barocca Mair am Hof (costruita alla fine del XVII secolo) con le sale padronali e le collezioni etnografiche. Nell’area all’aperto di oltre tre ettari, i masi contadini originali, le officine degli artigiani, gli orti agricoli e gli animali domestici raccontano la vita quotidiana di una volta.

Museo

Il Museo provinciale del vino si trova nel centro di Caldaro, in quello che fu l’edificio amministrativo della signoria Caldaro-Laimburg. Il museo offre uno sguardo sulla storia della viticoltura in Alto Adige: dagli attrezzi storici che accompagnavano l’annata lavorativa del viticoltore, fino alle rappresentazioni religiose che illustrano il rapporto tra vino e religione. Nel piccolo vigneto del museo si coltivano oltre 30 vitigni diversi le cui uve si possono assaggiare in autunno.

Museo

Il bunker è un residuato degli anni '40 scavato nella roccia. Ospita una mostra sulla storia della valle dall’epoca glaciale al XX sec. e presenta, come punto informativo del Parco naturale del Gruppo di Tessa, le specificità naturali della zona. Il museo, fondato nell'aprile del 2010, da gennaio 2017 viene gestito dalla neocostituita associazione MuseumHinterPasseier.

Museo

La struttura museale Timmel_Transit è stata inaugurata nel 2018 in una ex caserma sul valico del Rombo. Essa intende integrare il Museo del Passo, che si trova in territorio austriaco, e completare il percorso dell’“Esperienza Passo Rombo” – sei piccole stazioni museali lungo la strada alpina del Passo Rombo. Attraverso immagini, pannelli e filmati con interviste a testimoni d’epoca, la mostra permanente tematizza la storia della costruzione della strada del Passo Rombo sul versante altoatesino. Timmel_Transit include anche un archivio digitale con quasi 3.000 documenti e immagini relative alla realizzazione della strada del Passo Rombo, conservato al Bunker Mooseum e in parte ancora in elaborazione.

Museo

Ciastel de Tor, famoso per la sua caratteristica torre e nel XIII secolo sede del giudizio “Thurn an der Gader”, è luogo di riferimento della cultura degli oltre 30.000 ladini, uniti nella loro identità da due elementi essenziali: la lingua derivata dal latino volgare e lo straordinario paesaggio montuoso delle Dolomiti. Dal 2001 il ?iastel ospita il Museo provinciale ladino. Esso fornisce preziose informazioni sulla geologia, archeologia, storia, lingua, sul turismo e artigianato artistico delle cinque valli ladine.

Museo

Il museo è dedicato all’orso preistorico delle caverne di 40.000 anni fa e alla geologia delle Dolomiti. Illustrano gli aspetti dell’”Ursus ladinicus” e del suo habitat numerosi reperti originali – ossa, denti, crani – e installazioni video. Nel piano interrato si trova la ricostruzione della grotta delle Conturines, luogo di ritrovamento dell’Ursus ladinicus, con una ricostruzione dell’orso delle caverne in letargo e dell’orso bruno M12 (Mico).

Museo

In occasione della costruzione del centro anziani sono venute alla luce straordinarie testimonianze di epoca romana: un edificio riccamente affrescato con sala colonnata e una massiccia struttura, probabilmente la base di un tempio o di un monumento. Ad oggi sono i resti archeologici più importanti di Pons Drusi, la Bolzano di epoca romana.

Museo

Dal 2015 il Palais Mamming Museum – che presenta le collezioni del Museo Civico di Merano – è ospitato nella nuova sede di piazza Duomo, in un palazzo barocco ristrutturato recentemente. La collezione fornisce una panoramica sull'evoluzione storica della città. Il percorso, a sviluppo circolare, ha inizio dalla preistoria e protostoria, toccando via via tutti gli ambiti, fino all’arte del XX secolo. Ciò che contraddistingue il fascino particolare di questa collezione sono anche alcuni pezzi “esotici” e curiosi, tra cui una mummia egizia, la collezione d’armi sudanesi di Slatin Pascha, una macchina da scrivere di Peter Mitterhofer e una maschera funebre di Napoleone.

Museo

Promosso dall’Autostrada del Brennero spa, il Plessi Museum è il primo spazio museale in autostrada in Italia. È segnato dalla presenza dell’installazione che l’artista Fabrizio Plessi aveva realizzato nel 2000, in occasione dell’Expo di Hannover, pensata per celebrare l’Euregio. È una scultura che unisce tre composizioni rappresentanti le province di Trento, Bolzano e Innsbruck. Il percorso espositivo raccoglie installazioni video, sculture e presenze grafico-pittoriche.

Museo

Il “Rohrerhaus”, menzionato già nel 1280 e uno dei maggiori masi della valle, è un luogo di incontro a carattere museale. Oltre a stube, cucina e un’altra piccola stube fanno parte del complesso anche il forno e il mulino.

Museo

La "serra III" di fine anni '50 della Floricoltura Schullian è l'ultima di questo tipo in Alto Adige. Al suo interno, l'artista Paul Thuile ha ideato una mostra permanente. Oggetti e fotografie d’epoca, testi, filmati e interviste presentano la storia dell’ortofrutticoltura, le vicende delle dieci più importanti ditte e famiglie che hanno fondato il settore in Alto Adige nonché ritratti dei maggiori protagonisti del suo sviluppo in questa terra negli ultimi 60 anni. Tra essi, spicca il fondatore della floricoltura che ospita l'esposizione, Franz Schullian.

Museo

Lo Speckworld Moser è situato in un edificio costruito in stile architettonico alpino e mostra la storia dello Speck. Si possono ammirare la tradizionale cucina, l’affumicatoio, l’originale mangiatoia per i maiali, l’antica siringa per le salsicce, un’antica bilancia e molti altri i utensili originali utilizzati nella produzione dello Speck. Diverse stazioni interattive e tavole informative illustrano l’antica e moderna produzione artigianale dello Speck, elargendo consigli per conservare al meglio il prodotto, per affettarlo in modo ideale e molto altro ancora. Immagini e ricette di piatti a base di Speck svelano inoltre le sue possibilità di utilizzo.

Museo

All’interno della Torre di Porta Sluderno, su due piani, sono illustrate le "Tappe di una piccola città". Temi centrali sono il commercio, la difesa, il mercato, le professioni nonché la ricostruzione e fortificazione della città di Glorenza nel XVI sec.

Museo

Un tempo residenza estiva dell’imperatrice Elisabetta d’Austria, meglio nota come Sissi, Castel Trauttmansdorff oggi ospita il Touriseum, il Museo provinciale del Turismo, il primo in tutto l’arco alpino specializzato nella storia del turismo. Il Touriseum, circondato dallo spettacolare orto botanico di Castel Trauttmansdorff, offre un emozionante viaggio nel tempo alla scoperta dei 200 anni di tradizione turistica del Tirolo, attraverso un percorso arricchito di pannelli illustrati. Il visitatore, proiettato nel passato, rivive l’atmosfera del tempo sia dal punto di vista dei villeggianti sia da quello della popolazione locale.

Museo

Il museo è dedicato alle specificità della Val Venosta, come il sistema di irrigazione con i canali detti “Waale”, l’archeologia nel “magico triangolo retico” (siti del Ganglegg e del Tartscher Bühel) e il tema degli “Schwabenkinder” (bambini costretti a lavorare in Germania meridionale).

Museo

Nel 1905 Franz Fromm, commerciante di origini tedesche, si trasferì a Merano, dove diversi anni dopo acquistò Villa Freischütz. Essa divenne per Fromm il definitivo approdo per sé e la sua famiglia e il forziere per la sua collezione di tesori artistici raccolti con passione. È grazia a sua nipote Rosamaria Navarini (1926-2013) se questa collezione si è potuta conservare fino ai giorni nostri. Nel suo testamento, dispose che questi tesori diventassero fruibili al pubblico nella villa. Costruita nel 1909, Villa Freischütz rappresenta un significativo esempio di edificio dell’"età dell’oro" della città di cura e custodisce una varia e preziosa collezione di opere d’arte e d’arte applicata. L’intreccio degli oggetti e delle singole storie presentati nella mostra traccia un ritratto di una tipica famiglia borghese dell’epoca.

Galleria d arte

L'ar/ge kunst è il Kunstverein (Associazione artistica) di Bolzano. Il nome – un’abbreviazione di Arbeitsgemeinschaft, comunità di lavoro - indica l’obiettivo di promuovere un’idea di lavoro collettivo intorno ai linguaggi dell’arte contemporanea e alla loro relazione con discipline quali l’architettura, il design, le arti performative e il cinema. L’istituzione produce e presenta pratiche artistiche regionali, nazionali ed internazionali e, attraverso esse, conduce una ricerca critica sul ruolo dell’arte in rapporto alla sfera sociale e politica. Negli ultimi anni ar/ge kunst ha rivolto la propria indagine sull’idea di mostra come medium e ha sviluppato workshop, residenze, lecture e performance.

Museo

Il parco-museo didattico vicino al luogo di ritrovamento di Ötzi spiega come fu trovato l’Uomo venuto dal ghiaccio e come viveva 5300 anni fa. Nelle mostre spiccano le ricostruzioni delle capanne neolitiche e dell’equipaggiamento di Ötzi. A famiglie e amanti di tecniche artigianali antiche è consigliata la visita dei percorsi 2 e 3 (area laboratori, pontile canoa monossile e area tiro con l’arco).

Castello

Visita del castello Castel Mareccio è principalmente un centro eventi, che può essere affittato per diversi occasioni come congressi, mostre, concerti, matrimoni... Però è anche uno dei gioielli storico-artistici di Bolzano da non perdere! E può essere visitato nei giorni nei quali NON ci sono manifestazioni. Come tanti castelli medievali, anche Castel Mareccio venne ampliato nel corso del 1500. Oggi si possono vedere le sale affrescate e salendo nella torre si può ammirare il panorama a 360°. Prezzo d'ingresso: 5€ Orario per le visite: ore 9-12.45 (ultimo ingresso 12) e 14-17 (ultimo ingresso 16.15) Contattateci per maggiori informazioni: (+39) 0471 976615 oppure mareccio@mareccio.info

Castello

Arroccato su un’erta parete rocciosa sopra il comune di Appiano sulla Strada del Vino, troneggia maestoso Castel d’Appiano. Da qui, a 636 m s.l.m., lo sguardo spazia libero sull’intera Val d’Adige, l’Oltradige e la conca di Bolzano, posandosi su un idilliaco panorama in cui spiccano gli incantevoli vigneti – tratto distintivo di questo angolo dell’Alto Adige –, il profilo delle Alpi dell’Ötztal e le pallide vette delle Dolomiti. Castel d’Appiano ha alle spalle una lunga e interessante storia. Costruito nel 1130 dal conte Ulrico II, divenne presto una delle fortezze più significative e delle dimore più prestigiose della regione. Tutt’oggi, chi da vicino o da lontano osserva il castello prova un senso di soggezione alla vista del mastio pentagonale, che con i suoi 23 m di altezza si eleva verso il cielo. Nel suo nuovo ruolo di meta escursionistica distante poco meno di un’ora a piedi da Missiano, Castel d’Appiano ha moltissimo da offrire a giovani e anziani, amanti della natura e della buona tavola: dalla taverna, in cui si servono deliziosi piatti tipici, alla cappella, massima espressione della ricchezza culturale del maniero, fino al percorso per tiro con l’arco nei boschi circostanti alla rocca. Il Castello Hocheppan è aperto ogni giorno dalle ore 10.00 alle 18.00 (mercoledì giorno di riposo, ad ottobre nessun giorno di riposo). Visite guidate in italiano, tedesco e inglese da luglio ad agosto dal giovedì alla domenica, a settembre tutti i giorni tranne il mercoledì e ad ottobre fino all’8 novembre tutti i giorni dalle ore 11.00 alle ore 16.00. In caso di pioggia le visite guidate potrebbero essere sospese! Per maggiori informazioni sulle visite guidate, si prega di contattare l’Associazione Turistica Appiano scrivendo all’indirizzo di posta elettronica info@eppan.com o telefonando al numero +39 0471 662206.

Castello

Sulle orme dei signori del castello in Alto Adige Il Castel Tasso a Campo di Trens presso Vipiteno è uno dei castelli medioevali meglio conservati dell'Alto Adige. È ben protetto su una collina ed è accessibile tramite un breve sentiero. Il castello fu menzionato per la prima volta in documenti scritti nel 1100, fino alla metà del 13° secolo risiedeva il vescovo ministeriale che gestiva da lì la zona circostante. Nel 1469 è entrato in possesso dei Cavalieri Teutonici, fino al 1809. A seguito il castello è stato lasciato alla famiglia Thurn e Taxis, che è ancora proprietaria ed è tenuto in ottime condizioni. Particolarmente degne di nota all'interno del Castello Tasso sono la stanza di fumo, i dormitori dei soldati e dei servi, la stanza verde, le cui pareti sono decorate con bellissimi affreschi, la stanza delle torture, una prigione sotterranea e la vicina chiesetta di San Zeno. Visite guidate: Il castello può essere visitato solo nell'ambito di una visita guidata. Visitabile tramite audioguida, proprio smartphone(codice QR) o informazione scritta. - Costo del biglietto: bambini fino ai 6 gratuito, dai 6 anni 7 euro, adulti 9€ - Per gruppi con più di 15 persone richiediamo una prenotazione telefonica - Durata della visita: 1 ora circa - Sabato giorno di riposo, escluso la settimana di Ferragosto - Chiuso il 1 novembre Visite guidate alta stagione: 16 luglio - 10 settembre lun, mar, mer, gio, ven, dom 09:00 - 18:00

Castello

Il Castello di Monguelfo o Welsperg è il complesso fortificato più antico tra Brunico e Lienz e si trova a pochi minuti a piedi dalla località di Monguelfo, in cima ad una collina soleggiata. Il castello fu fatto costruire nel 1140 dai fratelli Schwikher e Otto von Welsperg. La signoria Von Welsperg fu una stirpe nobiliare potente ed influente, soprattutto con il Barone Guidobold Von Welsberg, che ricevette il titolo di conte da Leopoldo I. Dal Castello di Monguelfo i Signori Von Welsperg amministravano un ampio feudo. Per quanto riguarda il castello invece, il maschio antico e molto alto risale agli anni 1126-1140 ed è senza dubbio la parte più antica del castello – era perfetto per vedere in lontananza e osservare bene il territorio circostante. Solo poco tempo dopo furono costruiti la piccola cappella romanica, un fabbricato per la servitù e il palazzo. Tra il XV e il XVI secolo l'intero complesso fu ristrutturato e ampliato più volte. Purtroppo nel 1765 un incendio ha danneggiato gravemente il castello e ne ha distrutto alcune parti. Nonostante i restauri che seguirono, in seguito il castello non fu più abitato. Oggi il Curatorio del Castello di Monguelfo si occupa del complesso ed organizza ogni estate numerosi concerti, mostre e altri eventi.

Centro culturale

La piazza della cultura è il luogo d'incontro per antonomasia fra diversi linguaggi e culture. Il Centro Trevi rappresenta questa piazza nella provincia di Bolzano, piazza di passaggio di tutta la ricchezza e varietà del nostro territorio. Una piazza coperta in cui la parola possa fluire libera e dare inizio alla discussione. La piazza della cultura dell'Alto Adige è un luogo unico dove la Ripartizione Cultura italiana della Provincia autonoma di Bolzano può lavorare creando sinergie e nuovo interesse per l'intera cittadinanza. L'avvicinamento alla cultura, tramite l'incontro di diversi sguardi, va a formare una discussione costruttiva attorno a qualsiasi tema relativo ad arte, cinema, lingue, teatro, danza, musica. Tuttavia il Centro Trevi non è da pensare solamente come luogo fisico, ma anche virtuale, in quanto si impegna nell'avvicinamento alla cultura tramite i canali social. Per questo motivo, anche l'attività online - su Facebook, Instagram, Spotify e Medium - diventa parte integrante dell'esperienza collettiva.

Teatro

TidA – Il Theater in der Altstadt di Merano Dalla sperimentazione all’istituzione La storia del Theater in der Altstadt ha inizio nel secolo scorso ed è nata dal sogno di uno studente di ritorno da Vienna e dal suo incontro con un gruppo di irriverenti e coraggiosi teatranti amatoriali. Erano tempi di cambiamenti sociali e di forti tensioni artistiche e creative. Furono inizi pieni di entusiasmo e di uno spirito innovatore. La strada è stata lunga e a volte impervia, ma il risultato è ragguardevole…

Cinema

La nostra associazione, nata alla fine degli anni settanta, attualmente gestisce un cinema a 3 sale a Bolzano, con programmazione giornaliera. L’offerta cinematografica si concentra principalmente sui film d’essai, presentati in lingua italiana, tedesca e nella versione originale con sottotitoli.

Teatro

Per un lungo periodo il gruppo della "Kleinkunstszene” di Bolzano ha cercato una nuova sede adeguata alle proprie esigenze. Aveva già organizzato con grande successo numerose produzioni teatrali come "Wilhelm Tell” e "Frank und Stein”, così come cinque edizioni del Festival Cabarena nel cortile del Museo d’arte moderna. Vi era quindi il desiderio di trovare un luogo adeguato alle proprie esigenze. Ed in effetti, dopo lunghe ricerche, venne trovato un luogo adatto. Si trattava della cantina a volta di un magazzino di ferramenta in via Argentieri, 19 nel cuore della città vecchia. Il 10 maggio del 1996 il Piccolo Teatro Carambolage venne ufficialmente inaugurato. I membri fondatori sono Gabi Veit (presidente dal 1996 al 2008), Erwin Egger, Günther Gramm e Manfred Schweigkofler. Sin dall’inizio si sono avvicendate sul palcoscenico del Carambolage rappresentazioni teatrali di cabarettisti di fama internazionale e di artisti locali. Un programma musicale selezionato, l’accogliente atmosfera e la buona acustica del Piccolo Teatro hanno fatto il resto ed avvicinato al Carambolage anche un pubblico di lingua italiana. Il Piccolo Teatro Carambolage organizza circa 100 rappresentazioni ogni stagione ed offre al proprio pubblico un programma ricco e molto diversificato. Ogni anno sono circa 8.000 gli spettatori che frequentano il Piccolo Teatro e fruiscono di questa offerta culturale così variegata: cabaret, concerti, rappresentazioni teatrali, mostre e serate letterarie.

Sala polifunzionale

Cosa facciamo? Facciamo tutto ciò che le fiere hanno sempre fatto e che devono fare anche in futuro: facciamo convergere domanda e offerta di un settore produttivo. Tutto qui. Ma per quanto semplice possa sembrare, in realtà è un compito assai complesso, poiché occorre fare in modo che gli espositori giusti incontrino i visitatori giusti, creando un’atmosfera che favorisca lo scambio di idee ed elaborando un programma di informazione che dia valore aggiunto al settore e proponga modi nuovi per affrontare problemi condivisi. Ogni anno alle nostre rassegne oltre 3.000 espositori incontrano più di 230.000 visitatori! Come tutti i compiti difficili, non sempre riesce alla perfezione ma ogni volta lo affrontiamo con tutta la nostra passione per l’attività fieristica e ponendo in primo piano le esigenze dei clienti con correttezza e tempestività, e "last but not least" con simpatia. Siamo un’impresa amministrata in base ai criteri di gestione di un’azienda privata, ma tenendo ben presenti gli obiettivi dei nostri azionisti principali. Ci consideriamo quindi un’impresa di proprietà pubblica, non ispirata a mere finalità di lucro, ma consapevole di essere parte integrante dell’infrastruttura economica del proprio territorio e di doverla promuovere. Da diversi decenni siamo punto d’incontro e interlocutori essenziali per le imprese altoatesine e ci adoperiamo per fornire un contributo attivo allo sviluppo di nuovi settori di competenza per il tessuto produttivo del territorio. Abbiamo una spiccata sensibilità per le nuove tendenze e i mercati che ne possono scaturire: le nostre fiere e i nostri congressi vertono infatti sulle punte di diamante dell'economia locale, che contribuiamo a far crescere. Due esempi per tutti: la melicoltura o l’edilizia sostenibile. Come Fiera Bolzano siamo gli eredi di una tradizione di scambio di beni e di idee nell'arco alpino antica di secoli, se non di millenni. Oggi diamo continuità a questa tradizione nel contesto bilingue e biculturale dell’Alto Adige, a cavallo delle aree economiche e produttive germanofone e italiane, creando opportunità concrete per diffondere conoscenze e professionalità fra il Nord e il Sud dell’Europa. Nelle rassegne fieristiche che organizziamo fuori provincia – in Italia centrale e meridionale così come in Cina – diventiamo ambasciatori dell’Alto Adige, comunicando all'esterno le nostre competenze d’eccellenza.

Inserisci i tuoi eventi sul primo e più amato calendario di eventi dell'Alto Adige!

HAI GIÀ UN ACCOUNT?

ACCEDI

NON HAI ANCORA UN ACCOUNT?

Non perderti i migliori eventi in Alto Adige!

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER SETTIMANALE

Vuoi vedere i tuoi eventi pubblicati sul nostro magazine?

RICEVI UN AVVISO AL MESE PER LA CHIUSURA REDAZIONALE

Vuoi promuovere i tuoi eventi o la tua attività? Siamo il tuo partner ideale e possiamo proporti soluzioni e pacchetti su misura per tutte le tue esigenze.

VAI ALLA SEZIONE PUBBLICITÀ

CONTATTACI DIRETTAMENTE

INSIDE EVENTS & CULTURE

Magazine mensile gratuito di cultura, eventi e manifestazioni in Alto Adige-Südtirol, Trentino e Tirolo.
Testata iscritta al registro stampe del Tribunale di Bolzano al n. 25/2002 del 09.12.2002 | Iscrizione al R.O.C. al n. 12.446.
Editore: InSide Società Cooperativa Sociale ETS | Via Louis Braille, 4 | 39100 Bolzano | 0471 052121 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..