Esposizione Internazionale Felina I gatti più belli del mond - Pubblicato da martin_inside

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Informazioni evento

Pronti a non avere più segreti con l’universo felino?
L’Esposizione Internazionale Felina ENFI vi aspetta il 5 e 6 aprile 2025 alla Fiera di Bolzano per un weekend dedicato alla meraviglia e all’eleganza del mondo felino!
Un’occasione speciale per scoprire le caratteristiche di ogni razza e ammirare da vicino gatti straordinari come i maestosi Norvegesi delle Foreste, gli eleganti Abissini, i soffici Siberiani e tante altre razze provenienti da tutto il mondo.

Un evento per tutta la famiglia, e non solo!
Concorsi, attività per bambini e incontri con esperti allevatori per scoprire tutto ciò che c’è da sapere sul mondo dei gatti!

Agevolazioni per famiglie e ingresso gratuito per i bambini fino agli 8 anni se accompagnati!

Contatti :

Date e orari evento :

L'evento si tiene dal 05 Apr 2025 al 06 Apr 2025

Potrebbe interessarti anche :

  • L'evento si tiene dal 10 Mag 2026 al 29 Mag 2026
    A cura di Joost Pantelmann e Andreas Wieser In collaborazione con unibz Imprinted by Light – Techniques of Cameraless Photography è dedicata alla fotografia astratta e sperimentale realizzata senza l’ausilio della fotocamera in senso classico. Oltre a un progetto didattico della Libera Università di Bolzano, che presenta molteplici esperimenti fotografici analogici e digitali, l’esposizione offre una panoramica delle tecniche fotografiche cameraless. La mostra, curata da Joost Pantelmann e Andreas Wieser, espone i risultati del seminario This Is Not a Photograph!, tenutosi nel semestre invernale 24/25 sotto la guida dell’allora professore a contratto Thomas Mayfried. Al centro della ricerca vi era l’indagine su come le immagini fotografiche generino significato. A tal proposito, Mayfried riflette: “Concentriamoci sulla lettura delle immagini. Le immagini chiare e concrete non fanno più presa, quindi proviamoci con immagini vaghe, confuse – astratte. Immaginiamo ora di produrre una fotografia senza macchina fotografica, un fotogramma, ‘l’assoluta peculiarità della fotografia’ (László Moholy-Nagy, 1927). In quanto produttori di immagini dotati di strumenti semiotici, siamo interessati – oggi più che mai – alla possibilità sperimentale di giocare con le convenzioni della rappresentazione e di mettere così in discussione la costruzione del significato.” Il cuore della mostra è il risultato del progetto: una pubblicazione che raccoglie interpretazioni astratte di eventi significativi del XX secolo. Poiché le immagini, prese singolarmente, suscitano spesso associazioni ambivalenti, esse sono accompagnate da testi precisi che guidano il processo percettivo. Essendo la maggior parte dei partecipanti nata nel XXI secolo, la loro selezione offre uno sguardo affascinante sulle prospettive storiche di una nuova generazione. Inoltre, l’esposizione offre una panoramica tecnica su fotogrammi, cianotipie e scannogrammi, illustrati attraverso stampe originali e ingrandimenti. Presso una stazione interattiva, i visitatori sono invitati a sperimentare in prima persona la tecnica dello scannogramma. Con opere di: Argentina Carrino, Matteo Dal Pra, Marianna Franceschi, Adisa Habibovic, Nikolaos Mavropoulos, Joost Pantelmann, Sonja Sieder, Teti Vismara, Andreas Wieser.
  • L'evento si tiene dal 10 Apr 2026 al 23 Mag 2026
    La pratica artistica di Wolfgang Zingerle è caratterizzata da processi lunghi e sperimentali e da dispositivi di prova, la cui apertura e struttura metodologica ricordano la ricerca scientifica. Al centro del suo interesse si trova il “fluido”: stati della materia che, sotto l’influenza di forze esterne, vengono continuamente trasformati e acquisiscono stabilità solo nel corso della loro processualità. Zingerle rende visibili dinamiche descrivibili scientificamente e le traduce in una logica visiva autonoma, in cui controllo e caso, così come intenzione e le leggi intrinseche del materiale, si intrecciano. Sebbene la pittura costituisca il punto di partenza formale, essa viene coerentemente ampliata, mentre i concetti tradizionali di immagine vengono consapevolmente dissolti e messi in discussione. Le opere sviluppano una presenza sensoriale immediata e affrontano la percezione come un processo instabile e legato al tempo, segnando al contempo i limiti del rappresentabile. Possono essere lette come indagini sulla trasformazione, la materialità e le condizioni della visibilità, in cui esperienza estetica e questioni epistemologiche si intrecciano in modo inseparabile. Wolfgang Zingerle, nato a Brunico, ha studiato in Val Gardena, Vienna e Berlino e nel 2000 ha conseguito il diploma presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. La sua pratica artistica si distingue per una grande varietà di media – dalla pittura e arte del vetro fino a lavori scultorei, graffiti, land art e progetti in ambito sociale.
  • L'evento si tiene dal 02 Giu 2026 al 13 Giu 2026
    «How wide is a smile?» pone una domanda volutamente aperta e imprecisa che non cerca risposte concrete, ma intende descrivere uno stato: lo spostamento della percezione di fronte a un sovraccarico visivo. Il sorriso non si presenta come un segno univoco, ma come una superficie instabile. Un’espressione che oscilla tra attrazione e disagio, sfuggendo a ogni interpretazione chiara. L’artista sudtirolese Max Brenner, membro del collettivo viennese Brenner-Havelka-Plessl, presenta un intreccio di pittura e stampa serigrafica. Parte da frammenti d’immagini del mondo digitale che trasforma a mano, manipola e traspone in composizioni dense, ramificate e affollate. Sono complessi insiemi visivi in cui innumerevoli motivi si sovrappongono, si attraversano e si caricano a vicenda. Queste immagini sono segnate da un eccesso di stimoli e informazioni legate a paure ed emergenze esistenziali che il digitale riversa nella nostra mente. Scene di violenza, crisi e incertezze appaiono frammentate, moltiplicate e in costante movimento. Nei lavori di Brenner, queste scene non vengono ordinate, ma condensate in stati visivi che sfuggono a qualsiasi gerarchia, mettendo in discussione il vedere stesso. La mostra ruota attorno a una smorfia, che, se osservata da vicino, fa parte di uno stormo. La testa non è un elemento a sé stante, ma è composta da molti piccoli motivi che si espandono continuamente verso l’esterno. La maschera diventa quindi una superficie di proiezione della memoria collettiva dell’immagine. Singoli frammenti ricompaiono in altre opere, collegandole tra di loro. A completare la mostra, la serie di rilievi lignei «Flowers», in cui Brenner affina ulteriormente i meccanismi di estetizzazione e commercializzazione. Modelli di armi atomiche appaiono come oggetti stilizzati e beni di consumo. Emerge così come perfino forme di violenza estrema possano tradursi in superfici visive e logiche economiche. «How wide is a smile?» si interroga sull’ampliamento e sui confini: quanta raffigurazione può sostenere uno sguardo? E come cambia la nostra percezione quando paura, informazione e estetica si intrecciano?

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