San Francesco nell’arte - Pubblicato da martin_inside

0

Informazioni evento

Quest’anno ricorrono gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi: un anniversario importante, che offre l’occasione per riscoprire e approfondire la figura del patrono d’Italia, uno dei santi più iconici e amati in tutto il mondo.
Durante la conferenza scopriremo come la sua immagine è stata interpretata dai grandi artisti nella storia dell’arte, dal Medio Evo fino ad oggi.
Giotto ha fissato il canone visivo del santo attraverso il celebre ciclo di affreschi nella Basilica Superiore di Assisi, e l'arte medievale ha trasformato subito Francesco nel simbolo del Vangelo vissuto in prima persona, facendone una narrazione basata sull'umanità, sulla corporeità e sul realismo, scardinando l'astrattismo bizantino e ponendo le basi per lo sviluppo della pittura moderna occidentale.
Nel Cinquecento e Seicento, dopo il Concilio di Trento, la Chiesa ha rilanciato l'immagine di Francesco in meditazione per rinnovare la fede. Caravaggio, Guercino e il pittore spagnolo Zurbarán hanno dipinto un santo umano, spesso assorto con un teschio o un crocifisso in mano, che diventa il santo penitente e ascetico.
Nell'Ottocento e nel Novecento, l'iconografia si è allontanata dai canoni rigidi per focalizzarsi sulla spiritualità pura e sul legame con la natura.

Artisti moderni e contemporanei (come Libero Andreotti, Gerardo Dottori, Giuseppe Penone o Alberto Burri) lo rappresentano come figura di accoglienza universale, custode del creato e interlocutore di domande esistenziali ancora aperte.

Gli artisti del secondo Novecento e del nuovo millennio utilizzano, invece, la figura del santo per riflettere sulla fragilità dell'esistenza e sulle contraddizioni della società moderna: Marina Abramović esplora la privazione, l'ascesi e il controllo del corpo, Michelangelo Pistoletto con la sua Venere degli stracci, crea un cortocircuito visivo tra l'ideale classico e l'accumulo di materiali poveri, rievocando concettualmente la spoliazione dei beni attuata da Francesco. Maurizio Cattelan interroga lo spettatore sul senso del sacrificio e della sofferenza nella società contemporanea.

DOCENTE: dott.ssa Zangirolami Patrizia, storica dell’arte ed archeologa
COSTO: € 10.00
POSTI: min. 5 max 25

Contatti :

Il prossimo evento si terrà tra :

00

giorni

00

ore

00

minuti

00

Date e orari evento :

  • Lun 19 Ottobre, 202616:30-18:30 |

Potrebbe interessarti anche :

  • L'evento si tiene dal 25 Set 2026 al 04 Ott 2026
    TUTTO PER TUTT* BAW – Bolzano Art Weeks apre spazi e riflessioni. BAW – Bolzano Art Weeks mostra posizioni e visioni. BAW – Bolzano Art Weeks connette luoghi e persone. BAW – Bolzano Art Weeks è un progetto ideato e curato da Nina Stricker, organizzato da Cooperativa 19 in collaborazione con Südtiroler Künstlerbund e Südtirol Kultur, con il sostegno delle Ripartizioni Cultura Italiana e Cultura Tedesca della Provincia Autonoma di Bolzano, della Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano, del Comune di Bolzano e dell’Azienda di Soggiorno e Turismo.
  • Foto © Konrad Gös Von Sigmund Freud bis Erich Fromm: Über Revolutionäre, die unser Bild vom modernen Ich prägten, erzählt Steve Ayan in zwei Büchern, die er im Sachbuchsalon vorstellt. Im Wien des Fin-de-Siècle entwickelte sich die Psychologie zu einer der prägenden Wissenschaften des 20. Jahrhunderts. Visionäre wie Sigmund Freud, C. G. Jung oder Viktor Adler läuteten die Geburtsstunde der Psychotherapie ein. Das Bahnbrechende wie Abgründige dieser Anfänge betrachtet der Wissenschaftsjournalist und Psychologe Steve Ayan in seinem Buch „Seelenzauber“ und erzählt darin die Geschichte der Psychotherapie so spannend wie in einem Roman. Auch heute leben wir in einer Ära der Selbstbespiegelung: Die Befassung mit dem Ich bis hin zur Selbstoptimierung und Achtsamkeit zählen zum Kernstück unserer Kultur. Karen Horney, Erich Fromm, Paul Watzlawick und Alice Miller haben durch ihr Denken die Erfindung dieses modernen Selbst entscheidend geprägt. Ihnen widmet Steve Ayan mit „Die Revolutionäre des Ich“ ein weiteres spannendes wie kritisches Buch. Im Sachbuchsalon spricht Steve Ayan mit Moderatorin Nina Schröder über seine zwei Bücher und liest Passagen daraus vor. Es diskutiert und liest: Steve Ayan Moderation: Nina Schröder Zeit: Sonntag, 15. November 2026, 17 Uhr Ort: Bozen, Waltherhaus, Schlernstraße 1 Eintritt frei Die Bücher zur Veranstaltung: - Steve Ayan. Seelenzauber. Aus Wien in die Welt. Das Jahrhundert der Psychologie (dtv, 2024), erscheint im Oktober 2026 als Taschenbuch unter dem Titel „Die Architekten der Seele“ (dtv, 2026) - Steve Ayan. Die Revolutionäre des Ich. Und die Erfindung des modernen Selbst (dtv, 2026) Eine Veranstaltung der Sprachstelle im Südtiroler Kulturinstitut im Rahmen des Literaturfests im Waltherhaus
  • A cura di Hugo Vitrani e Cédric Fauq Exhibition design di Pascal Rodriguez Mostra organizzata in collaborazione con il Palais de Tokyo (Parigi) e il Capc – Musée d’art contemporain de Bordeaux Museion presenta RAMM:ELL:ZEE TIME:LINE, capitolo conclusivo della prima grande retrospettiva europea dedicata a RAMMELLZEE (1960–2010) e unica tappa italiana del progetto. Realizzata in collaborazione con il Palais de Tokyo di Parigi e il Capc Musée d’art contemporain di Bordeaux, la mostra si sviluppa su due piani del museo e riunisce oltre 150 opere, molte delle quali esposte per la prima volta in Italia. Artista, teorico, scultore, performer e Master of Ceremonies, RAMMELLZEE è stato una delle figure più influenti e sfuggenti emerse dalla scena culturale newyorkese degli anni Ottanta. Rifiutando ogni categorizzazione, ha sviluppato una pratica che intreccia graffiti, teoria del linguaggio, performance, musica, fantascienza e scultura, dando vita a un universo artistico unico. Al centro della sua ricerca si collocano le teorie del “Futurismo Gotico” e del “Panzerismo Iconoclasta”, attraverso le quali immagina il linguaggio come un campo di battaglia e le lettere come forme viventi capaci di opporsi ai sistemi di controllo. Concepita come una linea del tempo, la mostra ripercorre le condizioni storiche, culturali, tecnologiche e politiche che hanno plasmato il lavoro di RAMMELLZEE. Lungo il percorso espositivo si sviluppano narrazioni parallele che collocano la sua pratica all’interno di una storia più ampia, che attraversa la cultura dei manoscritti medievali, il Futurismo italiano, l’hip-hop, le tecnologie e la cultura visiva contemporanea. Un focus specifico del capitolo a Museion è dedicato al rapporto dell’artista con l’Italia. Attraverso materiali d’archivio, opere chiave e connessioni storiche, la mostra esplora una dimensione meno nota della sua biografia e del suo percorso artistico, dalle collaborazioni e performance realizzate in Italia negli anni Ottanta fino al suo interesse per le tradizioni figurative italiane. Prestiti provenienti dall’Abbazia di Novacella e opere di Fortunato Depero danno vita a dialoghi inaspettati che mettono in luce affinità tra manoscritti miniati, sperimentazione futurista e la radicale reinvenzione dell’alfabeto operata da RAMMELLZEE. Al centro dell’esposizione si trova Gasholear, il monumentale esoscheletro indossabile sviluppato da RAMMELLZEE tra il 1987 e il 1998 e considerato dall’artista una delle sue creazioni più ambiziose. Attorno a quest’opera si dispiegano nuclei fondamentali della sua produzione, tra cui i Letter Racers, i Garbage Gods e i Monster Models, insieme a materiali d’archivio, oggetti mai esposti in precedenza, fotografie, film e documenti che restituiscono l’ampiezza della sua visione. Rammellzee © Mari Horiuchi. Courtesy of Red Bull Arts New York and Rammellzee Estate La mostra riunisce inoltre opere di artisti e artiste che hanno condiviso il contesto culturale di RAMMELLZEE e ne hanno influenzato il percorso, tra cui Jean-Michel Basquiat, Andy Warhol, Futura 2000, Phase 2, Dondi White, Lady Pink, Lee Quiñones, Martin Wong, David Hammons, Gordon Matta-Clark e Arthur Jafa. Fotografie e film di Henry Chalfant, Maripol, Gianni Pettena, Charlie Ahearn e Jim Jarmusch offrono uno sguardo sul vivace intreccio di relazioni artistiche e sociali da cui ha preso forma la sua pratica. Più che una retrospettiva, TIME:LINE è un invito a entrare nell’universo di RAMMELLZEE, dove il linguaggio diventa architettura, le lettere si trasformano in armi e l’arte diventa uno strumento per immaginare futuri alternativi.

Inserisci i tuoi eventi sul primo e più amato calendario di eventi dell'Alto Adige!

HAI GIÀ UN ACCOUNT?

ACCEDI

NON HAI ANCORA UN ACCOUNT?

Non perderti i migliori eventi in Alto Adige!

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER SETTIMANALE

Vuoi vedere i tuoi eventi pubblicati sul nostro magazine?

RICEVI UN AVVISO AL MESE PER LA CHIUSURA REDAZIONALE

Vuoi promuovere i tuoi eventi o la tua attività? Siamo il tuo partner ideale e possiamo proporti soluzioni e pacchetti su misura per tutte le tue esigenze.

VAI ALLA SEZIONE PUBBLICITÀ

CONTATTACI DIRETTAMENTE

INSIDE EVENTS & CULTURE

Magazine mensile gratuito di cultura, eventi e manifestazioni in Alto Adige-Südtirol, Trentino e Tirolo.
Testata iscritta al registro stampe del Tribunale di Bolzano al n. 25/2002 del 09.12.2002 | Iscrizione al R.O.C. al n. 12.446.
Editore: InSide Società Cooperativa Sociale ETS | Via Louis Braille, 4 | 39100 Bolzano | 0471 052121 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..