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Eventi

Mostra tematica: Private Collections. Arte & Passione
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Exhibitions
Mercoledì, 29 Lug 2026 10:00-17:00 |
L'evento si tiene dal 23 Mag 2026 al 08 Nov 2026

Il collezionismo appartiene alle pratiche più antiche dell’agire umano. A partire dagli anni Novanta il collezionismo d’arte ha coinvolto sempre più imprenditrici e imprenditori privati, che con il loro sostegno agli artisti integrano la responsabilità delle istituzioni pubbliche. La mostra tematica pone al centro quindici collezioniste e collezionisti. Dalle loro testimonianze personali emerge una profonda passione per l’arte e la cultura. Così come differenti sono le singole personalità, altrettanto eterogenei si presentano i contenuti delle collezioni: dalla prima Età moderna all’Impressionismo, fino ai movimenti artistici del XX e XXI secolo. I rapporti personali con gli artisti arricchiscono ulteriormente il collezionismo e favoriscono il dialogo. Private Collections si inserisce inoltre nel dibattito culturale a ottant’anni dalla firma dell’Accordo di Parigi, che ha avviato il percorso dell’autonomia dell’Alto Adige: un esempio di impegno culturale interamente sostenuto da iniziative private. Questo può essere letto come uno stimolo a coniugare l’interesse per l’arte con l’attività imprenditoriale. Le opere esposte portano alla luce preziosità che altrimenti potrebbero essere vissute soltanto in ambito privato.

POLVERE
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Exhibitions
Mercoledì, 29 Lug 2026 10:00-13:00 | 16:00 - 19:00
L'evento si tiene dal 05 Giu 2026 al 15 Ago 2026

Con opere di Alice Ahad, Jasmine Deporta, Jörg Hofer e Lois Weinberger, nonché con un’intervista di Alexander Kluge e oggetti provenienti dalla collezione della Hofburg di Bressanone. A cura di Michaela Stolte (curatrice presso il Museo Civico e Museo Multscher di Vipiteno e dramaturga freelance). La polvere è la nostra compagna costante. Con guanti e stracci cerchiamo di combatterla – eppure è tanto ricca e multiforme quanto la vita stessa. La Galleria Civica di Bressanone dedica ora una mostra a questo elemento di disturbo, che sarà inaugurata giovedì 4 giugno 2026 alle ore 19. L’esposizione riunisce posizioni artistiche contemporanee nelle quali la polvere si manifesta nella sua capacità di trasformazione quasi infinita: come materiale che oltrepassa i confini, conserva tracce e genera qualcosa di nuovo. La polvere nasce sempre e ovunque. Durante la costruzione, l’aratura o la guida di un’auto, così come in natura: vulcani, deserti, piante e oceani producono incessantemente minuscole particelle. Spesso è indesiderata e rappresenta un problema igienico, sanitario e non da ultimo estetico. Ma la polvere è anche una materia fondamentale: rende il cielo azzurro e permette la formazione delle nuvole. In ogni goccia di pioggia si nasconde una minuscola particella. La polvere racconta storie della vita quotidiana così come dell’origine dell’universo. Nella mostra, le fotografie dell’artista altoatesina Jasmine Deporta affrontano il fenomeno della luce, che diventa visibile solo attraverso la diffusione sulle particelle più minute. Qui la polvere non appare direttamente, ma si rende percepibile in modo atmosferico. Nel “Mobile Garden” di Lois Weinberger, le piante crescono da una terra apparentemente priva di vita. L’opera rimanda al potenziale di germinazione e trasformazione – e alla polvere come origine di nuova vita. Da sempre, inoltre, la polvere fa parte della pratica artistica: come pigmento costituisce la base del colore e della pittura. Jörg Hofer conferisce alle sue opere una struttura inconfondibile grazie alla polvere di marmo prodotta durante l’estrazione del marmo di Lasa. Nelle opere di Alice Ahad, la polvere domestica diventa portatrice di tempo e memoria. Come “collettivo di frammenti”, raccoglie e conserva tracce, trasformandosi in una struttura attiva di storia, identità e trasformazione. La mostra affronta inoltre la dimensione religiosa della polvere e presenta oggetti provenienti dalla collezione della Hofburg di Bressanone.

Galleria Civica di Bressanone Portici Maggiori, 5, Bressanone, BZ
Di quadro in quadro. L'arte della citazione
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Exhibitions
Mercoledì, 29 Lug 2026 10:00-18:00 |
L'evento si tiene dal 13 Giu 2026 al 01 Nov 2026

Credits A cura di Daniela Ferrari Per “citazione” si intende la ripresa di elementi già esistenti: temi, immagini o idee che tornano in opere diverse, dalla letteratura al cinema fino all’arte. In questo senso, tutta la storia dell’arte può essere vista come un continuo dialogo con il passato, fatto di richiami, reinterpretazioni e omaggi. A partire dalle raffigurazioni più antiche, le fonti primigenie, si inanellano una serie di rimandi e dialoghi serrati, talvolta con variazioni significative, talvolta con più o meno dichiarati o celati riferimenti. Attraverso otto sezioni, il percorso esplora questo meccanismo di corsi e ricorsi storici, mostrando come gli artisti si confrontino con chi li ha preceduti. Grandi maestri e grandi eredi. Si comincia con il capolavoro Giovane che guarda Lorenzo Lotto realizzato da Giulio Paolini nel 1967, esempio emblematico di questo dialogo tra passato e presente. La mostra raccoglie le opere di grandi maestri che hanno citato o sono stati citati, come Giorgio de Chirico, Giorgio Morandi, Felice Casorati, Filippo de Pisis, Renato Guttuso. Vengono proposti, inoltre, suggestivi dialoghi tra epoche diverse, dall’antico al contemporaneo, vere e proprie sequenze che uniscono, per esempio, Vermeer a Salvador Dalí; Lorenzo Lotto e Velázquez a Giulio Paolini; Claude Monet a Vik Muniz, Stefano Arienti e Mario Schifano; Leonardo ad Andy Warhol. Tra gli artisti contemporanei sono presenti, tra gli altri e le altre, Salvo, Luigi Ontani, Mariella Bettineschi, Mirella Bentivoglio, Flavio Favelli.

Mart Rovereto Corso Bettini 43, Rovereto, TN
Animacies
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Exhibitions
Mercoledì, 29 Lug 2026 10:00-20:00 |
L'evento si tiene dal 14 Giu 2026 al 11 Ott 2026

La mostra collettiva "Animacies" esplora nuovi modi di pensare e raccontare le relazioni tra Europa e Asia. Attraverso installazioni, pittura e fotografia, le artiste e gli artisti mettono in discussione criticamente strutture di pensiero occidentali, proponendo visioni alternative della storia, delle comunità e dell’identità culturale. Al centro di questa riflessione c’è l’idea di Animacy, che mette in discussione la tradizionale divisione tra vivente e non vivente. In questa visione, anche gli oggetti e i materiali sono considerati possedere una sorta di vitalità e capacità di agire. La mostra esplora come materiali come i tessuti, le materie prime o gli artefatti possano influenzare la costruzione di strutture sociali, relazioni economiche e concezioni spirituali. Particolare attenzione è rivolta a prospettive di regioni spesso marginalizzate nel discorso globale: Bangladesh, Indonesia, Mongolia, Filippine e la diaspora indiana delle Fiji. Queste esperienze non sono lette come periferiche, ma come punti di partenza per forme alternative di conoscenza e di interazione culturale.

Merano Arte Portici, 163, Merano, BZ
RELATIONES. Esplorazioni fotografiche nello spazio fra di no
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Exhibitions
Mercoledì, 29 Lug 2026 10:00-17:00 |
L'evento si tiene dal 27 Giu 2026 al 31 Ago 2026

Il nostro cuore è inquieto finché non trova pace in te — scrisse Agostino di Ippona. Sottratta al contesto teologico, resta una verità antropologica: l'essere umano non è un essere che riposa in sé stesso. È orientato verso un esterno — verso l'altro, verso il mondo, verso ciò che lo supera. Diciotto posizioni fotografiche esplorano questo spazio intermedio: tra due persone, tra il singolo e il mondo, tra l'io e ciò che lo sostiene o lo scuote. Con: Anna Anvidalfarei, Julia Bornefeld, Florian Borkenhagen, Karin Ferrari, Michael Fliri, Werner Gasser, Heinz Innerhofer & Christina Auer, Giancarlo Lamonaca, Katharina Mayr, Sissa Micheli, Anuschka Prossliner, Karin Schmuck, Michael Schmücking, Othmar Seehauser, Tiberio Sorvillo, Nicole Weniger, Gustav Willeit, Marko Zink. A cura di Sandra Mutschlechner Giuria dell’Open Call: Lorenzo Brivio, Sandra Mutschlechner, Paul Renner, Marialuisa Schmid

Abbazia di Novacella - Castel Sant'Angelo Via Abbazia, 1, Varna, BZ
Marmolada. Il respiro della Regina
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Mercoledì, 29 Lug 2026 10:00-13:00 | 16:00 - 19:00
L'evento si tiene dal 04 Lug 2026 al 13 Giu 2027

Lasciati attraversare da un’esperienza che non si guarda: si vive. Un’architettura sonora costruita sui dati reali del ghiacciaio ti porta dentro un’estate sulla Marmolada, sospesa tra il presente e un futuro che ci interroga. Modula con le tue mani le interferenze umane, ascolta come cambia la voce del paesaggio. Il confine tra noi e la natura esiste? L’opera integra monitoraggio acustico, ricerca scientifica e produzione artistica con l’obiettivo di tradurre dati ambientali in strumenti di divulgazione capaci di raccontare il cambiamento climatico attraverso il linguaggio universale del suono. Dopo tre anni di monitoraggio continuo sul ghiacciaio dell’Adamello, la ricerca si è spostata sulla Marmolada, ampliando lo sguardo dal ghiacciaio all’intero ecosistema montano.

Museo Geologico delle Dolomiti a Predazzo Piazza SS. Filippo e Giacomo 138037 Predazzo (), Predazzo, TN
Project Room S+T+ARTS Aqua Motion
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Mercoledì, 29 Lug 2026 10:00-18:00 |
L'evento si tiene dal 11 Lug 2026 al 13 Set 2026

Una project room che mette al centro l’acqua come risorsa vitale e le sfide che ne riguardano la gestione, la tutela e il futuro: scopri i primi sviluppi delle tre residenze artistiche ospitate dal MUSE nell’ambito del progetto europeo S+T+ARTS AQUA MOTION. Entra nel vivo di un processo creativo internazionale che intreccia pratiche artistiche, saperi scientifici, tecnologie e ascolto del territorio. Attraverso prototipi, materiali di ricerca e opere in progress, conosci i primi sviluppi dei lavori di Salomé Bazin, Micol Grazioli e David Rickard.

Palazzo delle Albere Via Roberto da Sanseverino 45, Trento, TN
Hermann Josef Runggaldier. Spazi Intermedi
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Mercoledì, 29 Lug 2026 10:00-18:30 |
L'evento si tiene dal 24 Lug 2026 al 30 Set 2026

“Spazi intermedi“ riunisce opere dello scultore altoatesino Hermann Josef Runggaldier, che si sviluppano nel campo di tensione tra uomo e natura. Le sue figure ridotte e le opere fortemente legate al materiale si collocano in una dimensione intermedia: tra vicinanza e distanza, visibilità e nascondimento, corpo e spazio. Le opere di Runggaldier aprono spazi di percezione che si rivelano pienamente solo attraverso il movimento e il mutare dei punti di vista. La scultura diventa così uno spazio esperienziale – un luogo in cui l’esistenza umana si manifesta nel dialogo con i processi naturali.

Hofburg di Bressanone Piazza Palazzo Vescovile, 2, Bressanone, BZ
Solo im Ensemble II_Humana Identitas
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Exhibitions
Mercoledì, 29 Lug 2026 11:00-17:00 |
L'evento si tiene dal 06 Giu 2026 al 01 Ago 2026

Marlies Baumgartner, Heinz Innerhofer, Markus Moling HUMANA IDENTITAS In un tempo in cui la comunicazione tra noi esseri umani sembra diventare sempre più difficile, aspetti essenziali della nostra esistenza rischiano facilmente di passare in secondo piano. Proprio per questo l’arte dovrebbe confrontarsi con le domande fondamentali dell’esistenza umana. I temi dell’esistenza umana sono senza tempo e ci accompagnano da epoca a epoca, da generazione a generazione. Anche se continuiamo costantemente a ridefinirci, l’essere umano rimane sempre umano. Le sfide legate alla nostra caducità, alla nostra capacità di adattamento, alla fede e al progresso rendono la nostra esistenza sempre nuovamente complessa e affascinante. Solo su questo sfondo emergono anche le tensioni del presente – talvolta segnate da conflitti o notizie di guerra – che però rappresentano soltanto una piccola parte di uno spazio esperienziale umano molto più ampio. Le domande essenziali restano sempre le stesse, mentre le circostanze della nostra epoca in rapido mutamento cambiano continuamente. Performance musicale e di movimento Ira-Arca per flauto basso e contrabbasso: il compositore Beat Furrer trasforma gli strumenti in “ombre di un’ombra” e fonde le loro “identità” sonore in un’unità appena riconoscibile. Dal suono prende forma il corpo come spazio di risonanza. Segue la musica e subito dopo se ne distacca, muovendosi tra abbandono e resistenza. In esso si manifesta un divenire: da un’unità nasce un secondo elemento – un’identità che si divide e si ricerca, oscillando tra connessione e autonomia. Christina Auer (flauto basso) e Riccardo Coelati Rama (contrabbasso) Performance di movimento: Marlies Baumgartner e Carmen Niederkofler Marlies Baumgartner Nata nel 1995, vive e lavora a Varna. Dopo una formazione quinquennale con diploma di “Maestro d’Arte” e maturità presso la “Cademia” di Ortisei, ha completato un corso triennale di studi in Belle Arti e Pittura presso la “LABA” di Firenze. Heinz Innerhofer Ha studiato presso la ZeLIG – Scuola di documentario e nuovi media, lavorando successivamente come assistente alla camera per diverse produzioni documentaristiche. Ha concluso con diploma e menzione d’onore la Scuola Fotografica di Praga per fotografia applicata e artistica. Markus Moling Nato a La Valle nel 1973. Dopo la maturità presso l’Istituto d’Arte di Ortisei, ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Firenze e all’Accademia di Brera a Milano, dove si è diplomato nel 1996. Dal 1996 espone regolarmente in Italia e all’estero.

SKB Artes Via Weggenstein, 12A, Bolzano, BZ
Theatrum Naturae – Il palcoscenico del vivente
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Mercoledì, 29 Lug 2026 16:00-19:00 |
L'evento si tiene dal 10 Lug 2026 al 10 Ago 2026

Theatrum Naturae rivolge lo sguardo allo spettacolo silenzioso ma grandioso della natura, ai movimenti che spesso passano inosservati e ai processi che si svolgono al di là delle nostre azioni. Da sempre, le forme, i colori e i ritmi della natura influenzano l’arte, non solo come soggetto, ma anche come impulso vitale per la percezione, la materia e l’idea. La bellezza dell’arte e della natura ci trasforma in osservatori meravigliati. Rimaniamo incantati di fronte alla delicata grazia di un paesaggio, a una forma organica o agli affascinanti sviluppi della flora e della fauna. La bellezza non si manifesta solo nella natura, ma anche nella forza creativa dell'arte che rende visibili e sensorialmente percepibili le esperienze umane universali, regalandoci un assaggio di qualcosa di intramontabile e unificante. La mostra crea uno spazio in cui arte e natura non sono viste come opposti, ma come forze che interagiscono tra loro. In questo modo, il nostro sguardo si amplia e nascono nuove prospettive. Oggi, natura e cultura si presentano sempre più spesso in costellazioni ibride, come elementi costitutivi di un complesso intreccio di relazioni e influenze reciproche. I presupposti concettuali di molte forme d'arte contemporanea sono strettamente intrecciati con questioni relative all'ecologia, alla materialità e alle forme di vita. Natura, civiltà e cultura possono quindi essere intese non come sfere separate, ma come sistemi che interagiscono in modo variegato. I loro confini sono diventati porosi. Il filosofo Bruno Latour ha quindi proposto di sostituire il concetto di "natura" con quello di "natura/cultura". Mentre la natura appare spesso spontanea, primitiva e perfetta, l'arte è espressione di riflessione, tecnica e volontà creativa. Nell'arte contemporanea, tuttavia, la natura non è più solo un oggetto rappresentato, ma sempre più spesso viene considerata una co-creatrice: nelle strutture mutevoli, nei processi di crescita e decadimento e nel gioco di luce, movimento e tempo. Le opere esposte riprendono queste qualità e le traducono in diversi linguaggi artistici. L'uomo stesso fa parte della natura. Fin dall'antichità, la natura è stata considerata una maestra le cui leggi sono state studiate e interpretate. Theatrum Naturae esplora il modo in cui l'arte contemporanea dà vita a nuove forme di percezione della natura e, al contempo, si confronta con questioni ecologiche, scientifiche e sociali. Solo quando la Terra viene riconosciuta come condizione fondamentale per la vita umana, ma anche come un sistema che non ha alcun obbligo nei confronti dell'uomo, è possibile cogliere appieno il profondo legame tra natura e cultura. Artisti partecipanti: Karoline Gacke, Hanna Battisti, Hans Finezza, Julia Bornefeld, Kristina Weiss e Egon Digon Karoline Gacke Le opere di Karoline Gacke non rappresentano una realtà esterna, ma esprimono ciò che può essere percepito e avvertito nel fluire del tempo. La sua pittura non segue un progetto prestabilito o definito nei minimi dettagli. Il punto di partenza delle sue opere è piuttosto un impulso, una vaga intuizione interiore. Nel processo creativo, le immagini prendono forma gradualmente davanti ai suoi occhi — gesto dopo gesto — guidate da qualcosa di difficile da definire: l’inconscio, una voce interiore o l’istinto. Hanna Battisti Con le sue fotografie artistiche, Hanna Battisti amplia la mostra con una riflessione sulla bellezza e, al tempo stesso, sulla fragilità della natura. Al centro del suo lavoro vi è la varietà del mondo animale e vegetale nei rispettivi habitat. Per l’artista, rappresentare la natura significa soprattutto rendere visibili le emozioni che nascono dall’incontro con ciò che non è umano. Le sue opere creano momenti meditativi e rendono omaggio alla complessità e all’autonomia del mondo naturale. Hans Finezza Le opere di Hans Finezza aprono nuove prospettive sul paesaggio e sulla percezione, mostrando lo stesso soggetto da differenti punti di vista. Ne deriva un effetto di straniamento che mette in discussione le concezioni tradizionali della rappresentazione classica del paesaggio. I suoi lavori invitano non solo a osservare questi ecosistemi vivi e complessi, ma anche a immergersi in essi. L’irritazione che ne scaturisce si trasforma così in un invito metaforico ad affinare lo sguardo verso l’ignoto e ad assumere una posizione consapevole. Kristina Weiss Kristina Weiss racconta storie non dette e crea luoghi immaginari. Nelle sue composizioni si incontrano visibile e invisibile, presenza e assenza, densità e vuoto. Le sue pennellate delicate sviluppano strutture organiche, quasi cavernose, dotate di un proprio ritmo e di una propria vitalità. Osservate da lontano, le sottili trame delle sue opere appaiono paradossali e ambigue. I suoi mondi visivi non seguono una narrazione univoca; le allegorie rimangono frammentarie e aperte. Sembrano completarsi reciprocamente — mai concluse, sempre alla ricerca di un interlocutore. Julia Bornefeld Bornefeld affronta il tema del “naturale” attraverso intense impressioni visive e universi iconografici stratificati. Con un tono al tempo stesso ironico e amaro, collega questi elementi alle questioni sociali del nostro presente, portando l’attenzione su una tensione quanto mai attuale. Al centro delle sue opere vi è il rapporto con la “natura naturale” — il tentativo di comprenderla attraverso l’immaginazione e di dare un ordine alle diverse forme della vita biologica. Allo stesso tempo, l’artista sovverte consapevolmente e in modo provocatorio questo approccio: attraverso la costruzione di scenari completamente artificiali e l’elaborazione di nuovi materiali tecnologici, richiama quei paesaggi para-naturali che influenzano sempre più la nostra quotidianità. Le sue opere si muovono così in uno spazio di tensione tra natura, artificialità e realtà sociale. Egon Digon Le assemblage di Egon si collocano nella tensione tra crescita organica e ordine costruito. Attraverso la combinazione di sculture lignee finemente lavorate con frammenti architettonici e residui industriali, l'artista crea opere nelle quali il rapporto tra natura e cultura viene costantemente ridefinito. La natura non appare come un contrappunto romantico alla civiltà, bensì come una forza autonoma capace di permeare e trasformare le strutture esistenti. Fiori, tralci e forme vegetali si sviluppano all'interno di dispositivi tecnici e resti architettonici. In questo dialogo tra decadimento e rigenerazione, le opere indagano tanto la persistenza dei processi naturali di crescita quanto la fragilità delle costruzioni umane. Emergono così temi quali l'impermanenza e la durata, la resistenza e la trasformazione.

Vijion Art Gallery Ortisei Vijion Art Gallery Pontives 28 Ortisei/Val Gardena, Ortisei, BZ
Between Two Worlds
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Mercoledì, 29 Lug 2026 16:00-19:00 |
L'evento si tiene dal 25 Lug 2026 al 16 Ago 2026

Mostra "Between Two Worlds" - Mathis Gabillard, Clemens Gerber, Joséphine Jobard, Damian Piazza “Between Two Worlds” (tra due mondi) Il concetto alla base di “Between Two Worlds” esplora i momenti di transizione — quegli stati che si collocano tra ciò che è stato e ciò che deve ancora venire. Piuttosto che concentrarsi su opposti ben definiti, la mostra si interessa allo spazio che li collega: la soglia in cui realtà diverse si sovrappongono, dove le identità mutano e dove il cambiamento avviene silenziosamente. Il titolo riflette non solo le opere stesse, ma anche la situazione comune degli artisti. Sono arrivati a Val Gardena da luoghi diversi e hanno trascorso anni ad imparare, lavorare e crescere insieme. Ora i loro percorsi iniziano a divergere. Questa mostra occupa quel breve momento intermedio: né un inizio né una fine, ma un punto di passaggio in cui le esperienze vengono condivise un’ultima volta prima che si aprano nuovi viaggi. Il blu è il colore che è stato scelto in modo naturale per questa idea. Trasmette sia distanza che intimità, calma e profondità. Può evocare contemporaneamente il cielo, l’acqua, l’ombra, il ricordo e la possibilità. È un colore che raramente appare statico; al contrario, sembra esistere in un costante stato di divenire. Per questo motivo, entra in risonanza con il tema centrale della mostra: la transizione e l’intermedietà. Piuttosto che presentare risposte definitive, la mostra invita gli spettatori a riflettere su momenti che sfuggono a una definizione semplice — situazioni in cui due realtà coesistono, si sovrappongono o si trasformano l’una nell’altra.

Circolo artistico e culturale Piazza S. Antonio 102, Ortisei, BZ
Prospective
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Exhibitions
Sabato, 01 Ago 2026 16:00-19:00 |
L'evento si tiene dal 01 Ago 2026 al 30 Ago 2026

PROSPECTIVE La mostra presenta il lavoro di quattro artisti gardenesi e trae argomento e titolo da Prospective : giustifica la scelta del termine il fatto che siano giovani creativi e singolari alla ricerca della propria definizione artistica, ma tuttora incerti sui loro prossimi destini. Thomas, Valeria, Damian e Christine, sono accomunati dalla scultura, dai materiali simili e dal confrontarsi quotidianamente con quel cibo squisito che è il fare creativo, tuttavia, è nel loro linguaggio specifico che vi si scorge la traccia di un pensiero personale e proprio, unico nella sostanza e nei particolari. I 4 artisti possiedono una formazione culturale solida e una tecnica che sfiora la maestria, tutti e 4 trattano il tema uomo-natura, tutti e 4, accanto al legno della tradizione dei padri, sperimentano senza timore e senza pregiudizio materiali nuovi e inusuali, e tutti e 4 credono che i presidi fondamentali dell’uomo siano l’ingegno e la creatività e che questi, a dispetto dei tempi e dei cambiamenti, lo salveranno dalla brutalità del male. Il loro è un lavoro “potenziale” e in divenire, da considerare “in prospettiva”: potrebbero restare fedeli ai valori formali proposti qui oggi o seguire strade espressive completamente nuove e inaspettate. Le loro opere continueranno ad essere osservate, ad evocare emozioni e a mormorare al visitatore di oggi e di domani i loro muti significati.

Associazione culturale Tublà da Nives Via Nives 6, Selva di Val Gardena, BZ
Jette Christiansen – HYGGE IN GREENLAND
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Exhibitions
Martedì, 25 Ago 2026 10:00-12:30 | 15:00 - 19:00
L'evento si tiene dal 25 Ago 2026 al 30 Ago 2026

Per Jette Christiansen, originaria della Danimarca, la Groenlandia è probabilmente una metafora della patria – trasportata nel surreale. Nelle pieghe di questi giganti di ghiaccio quasi nessuno ha casa propria; l’esistenza umana viene accennata solo marginalmente, per lo più sotto forma di barche arenate da tempo. La contemplazione si perde nel regno del freddo, lasciata sola con i propri pensieri e le proprie interpretazioni. Lo sguardo si perde in onde gorgoglianti, tra fessure e fiordi di un leggendario mondo di ghiaccio. Queste immagini documentano una fase importante dell’evoluzione della pittura di Jette Christiansen. L’esistenza e l’agire umani tacciono di fronte al canto del ghiaccio, che con le sue forme bizzarre stimola l’immaginazione. Karin Dalla Torre Nella mostra, Jette Christiansen presenta anche diversi disegni a matita che toccano lo spettatore e lo stimolano alla riflessione, incarnando la filosofia accogliente e consapevole del Nord.

Hermann Josef Runggaldier. Spazi Intermedi
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Giovedì, 01 Ott 2026 10:00-17:00 |
L'evento si tiene dal 01 Ott 2026 al 15 Nov 2026

“Spazi intermedi“ riunisce opere dello scultore altoatesino Hermann Josef Runggaldier, che si sviluppano nel campo di tensione tra uomo e natura. Le sue figure ridotte e le opere fortemente legate al materiale si collocano in una dimensione intermedia: tra vicinanza e distanza, visibilità e nascondimento, corpo e spazio. Le opere di Runggaldier aprono spazi di percezione che si rivelano pienamente solo attraverso il movimento e il mutare dei punti di vista. La scultura diventa così uno spazio esperienziale – un luogo in cui l’esistenza umana si manifesta nel dialogo con i processi naturali.

Hofburg di Bressanone Piazza Palazzo Vescovile, 2, Bressanone, BZ
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