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Eventi

Women’s Run Brixen
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Sport
Venerdì, 28 Ago 2026 18:30

all different – all women: Alla 14ª edizione della Women’s run Brixen, le partecipanti percorrono il tragitto di 4,2 km attraverso il centro storico di Bressanone, correndo o camminando – e tutto per una buona causa. Ogni anno, la Women’s run Brixen sostiene un obiettivo solidale: un terzo della quota di partecipazione viene donato all’iniziativa „es geat di a un – tocca a te“, che offre un aiuto rapido e senza burocrazia alle donne vittime di violenza. Attenzione: Il numero di partecipanti è limitato. Iscrizione: www.womensrun.it Programma: Ore 13:00 - 18:00: Apertura ufficio gara Dalle ore 16:00: Percorso bici per bambini in piazza palazzo vescovile. Ore 18:00: Saludto ufficiale Ore 18:30: Riscaldamento con Alexa Ore 19:00: Partenza Ore 20:00: After-Race-Party con “Sitting Bull”

Bolzano Festival - Un air d’Italie
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Music
Venerdì, 28 Ago 2026 20:00

Il mandolino a Parigi nel XVIII secolo PIZZICAR GALANTE ANNA SCHIVAZAPPA Mandolino Giovanni Battista Gervasio (n. Napoli, c. 1730 – m.? dopo il 1786) Sonata in do maggiore per mandolino e basso continuo Autore anonimo (da Francesco Mancini et F. B. Conti) Sonata VI in sol minore Autore anonimo (da Francesco Mancini et F. B. Conti) Sonata Prima in do maggiore Autore anonimo La Fürstenberg Giovanni Battista Gervasio (n. Napoli, c. 1730 – m.? dopo il 1786) Sonata in re maggiore Il mandolino è uno strumento quasi dimenticato, se si esclude il suo aspetto di nostalgico cliché di una certa cultura partenopea. Eppure, questo strumento di origine napoletana fu ad un certo punto, nella seconda metà del Settecento, estremamente di moda in tutta Europa. Il concerto dell’ensemble Pizzicar Galante con la solista Anna Schivazappa ci offre un ritratto proprio di questa età dell’oro del mandolino, quando alcuni grandi virtuosi napoletani come Giovanni Battista Gervasio e Gabriele Leone contribuirono alla sua diffusione con una serie di tournée europee. In Francia in particolare, la borghesia e l’aristocrazia del tempo si dedicarono allo studio del mandolino con l’ausilio di maestri italiani e di metodi che tra le altre cose offrivano anche regole essenziali per accompagnarsi al mandolino cantando le arie della Comédie Italienne, per il piacere dei dilettanti.

Castel Mareccio Via C. de’ Medici 8, Bolzano, BZ
Bolzano Festival - Josu de Solaun
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Music
Venerdì, 28 Ago 2026 20:00

Josu De Solaun (1981) Toccata [Preludio, Fantasia, Ciaccona su un tema di Busoni] (2026) Josu De Solaun (1981) Tre glosse concertanti dal Canzoniere ispanico (2026) Joaquín Turina (1882-1949) Sonata Pittoresca, Op. 24 “Sanlúcar de Barrameda” (1921) Josu De Solaun (1981) 21 “Tientos” (2025-2026) Manuel de Falla (1876-1946) Fantasía Baetica [Fantasia Andalusa] (1919) [ci sarà una breve improvvisazione prima e dopo ciascun brano principale del programma] Lettera all’ascoltatore Caro ascoltatore, Non so esattamente che cosa ti abbia portato fin qui. A volte si entra in una sala da concerto perché si conosce un brano, a volte perché ci si fida di un nome, a volte perché la giornata lo consente e qualcosa dentro, in silenzio, dice: entra. Non ho una ragione del tutto chiara per suonare questa musica in questo modo, qui e ora. Alcune decisioni vengono prese prima di poter essere spiegate, e forse l’unico gesto onesto è non fingere di sapere sempre perché… Questo recital muove da una premessa risoluta: intende la musica come un campo di pratica, piuttosto che come una divisione di ruoli musicali. Composizione, improvvisazione, trascrizione e interpretazione non sono qui trattate come discipline separate, ma come diverse articolazioni di un unico continuum gesto-musicale. Questo approccio generalista non si oppone al rigore né alla profondità; si oppone alla frammentazione. È strettamente allineato con l’etica artistica di Ferruccio Busoni, per il quale la musica non è mai stata l’esecuzione di una funzione, ma il ripensamento continuo del suono attraverso il tocco, la memoria e l’immaginazione. Penso sempre più a questa posizione come a quella di un musicista generalista, non nel senso di padroneggiare tutto, ma di restare permeabile a molteplici modalità del pensiero musicale. La musica, prima di diventare una professione o una specializzazione, era un modo di stare al mondo. Questo recital è plasmato da tale convinzione. Le brevi improvvisazioni poste prima e dopo ciascuna opera principale non sono introduzioni, spiegazioni o commenti. Riconoscono qualcosa di più semplice e più esigente: la musica non comincia con la partitura, né finisce con essa. Segnano una soglia tra memoria e azione presente. L’improvvisazione non è qui libertà opposta alla forma, ma responsabilità assunta senza protezione. È un modo di restare in contatto con l’immediatezza, con il sé così com’è oggi, piuttosto che con un’idea astratta di correttezza o di stile. Questa idea di immediatezza plasma anche il mio modo di programmare. Non posso più avvicinarmi a ciò che di solito viene chiamato repertorio classico come un amministratore neutrale — una sorta di curatore museale — perché quella posizione presuppone già un’astrazione in cui non credo. La programmazione, per me, non può partire dalla nozione di repertorio o di canone, categorie storiche utili ma in ultima analisi impersonali. Deve partire da qualcosa di più vicino a un canzoniere personale: un corpo di musica che si è abitato, con cui si è lottato, che ci ha formati, e che non si può suonare senza esserne implicati come esseri umani. È anche per questo che il repertorio canonico occupa oggi un posto diverso nei miei programmi. Non si può suonare in modo significativo la tradizione austro-tedesca — così centrale nella vita del recital — senza restare in contatto con le fonti vernacolari, corporee e rituali che l’hanno nutrita: ritmo popolare, danza, canto, gesto. Quando questo contatto si perde, il canone rischia di diventare un museo di gesti piuttosto che un linguaggio vivo. Programmare, dunque, non è per me un atto curatoriale, ma un atto esistenziale: un allineamento antropico tra ciò che si suona e il modo in cui si ascolta, si vive, si ricorda e si sta al mondo. La mia Toccata (Preludio, Fantasia, Ciaccona su un tema di Busoni) è una composizione originale scritta in dialogo esplicito con la prassi di Busoni. Il riferimento non è imitazione né omaggio decorativo, ma procedurale ed etico. Il titolo, la struttura e la forma parentetica riecheggiano consapevolmente la Toccata di Busoni, mentre l’uso di un tema busoniano segue una pratica centrale nel suo pensiero: la composizione come trasformazione, la trascrizione come pensiero creativo, la tradizione come materia viva. Così come Busoni si muoveva liberamente da Bach a Chopin e dalla musica notata alle fonti vernacolari, quest’opera tratta l’eredità non come qualcosa da conservare intatto, ma come qualcosa da mettere alla prova, piegare e ri-enunciare attraverso il tocco. Le Tre glosse concertanti dal Canzoniere ispanico nascono dalla stessa linea, ma la estendono in un atto deliberato di espansione del repertorio. La musica iberica ha naturalmente prodotto una ricca tradizione pianistica radicata in idiomi vernacolari. Ciò che è rimasto in gran parte marginale, tuttavia, è la trasformazione in repertorio da concerto di linguaggi musicali tradizionalmente esclusi dal canone classico: copla, zarzuela, canto teatrale popolare, bolero, romanza taurina. Queste glosse si muovono precisamente in questo territorio, consapevolmente nello spirito di Ferruccio Busoni, per il quale trascrizione e arrangiamento non erano arti secondarie, ma modalità centrali della composizione — modi di pensare musicalmente attraverso la trasformazione del materiale ereditato. Non sono arrangiamenti, né stilizzazioni folkloriche. Sono glosse nel senso medievale del termine: atti di pensiero musicale condotti dall’interno di un vernacolo vivo, scritti per il pianoforte moderno con piena consapevolezza delle sue capacità architettoniche e virtuosistiche. In questo senso, cercano di aprire un percorso pianistico analogo — pur non imitativo — a quello che Liszt realizzò con il materiale ungherese: non conservazione, ma trasformazione in un nuovo linguaggio concertistico. Ogni glossa prende avvio da una fonte concreta. La Campanera, celebre copla andalusa, bilancia intimità ed esposizione teatrale, desiderio e distanza. Il Coro delle spigolatrici da La Rosa del Azafrán incarna il lavoro collettivo, il tempo ciclico e la dignità delle voci anonime centrali nel teatro popolare spagnolo. Romanza di valentia, radicata nel canto taurino, affronta il coraggio non come bravura, ma come esposizione — un’etica del restare di fronte al rischio. In tutti e tre i casi, il vernacolo non è citato come colore, ma lasciato generare forma, conflitto e virtuosismo dall’interno. All’interno di questo quadro, la Sonata Pittoresca op. 24 di Joaquín Turina non appare come descrizione pittoresca, ma come meditazione sull’abitare. Nell’arte spagnola, il luogo è raramente semplice paesaggio. È tempo vissuto, ritmo abitato, un modo di essere. I titoli non nominano spazi per rappresentarli, ma per abitarli musicalmente. Sanlúcar de Barrameda funziona qui come un locus amoenus, quasi arcadico, ma mai idealizzato o separato dalla vita. Torre, strada, spiaggia e pescatori articolano modalità complementari dell’abitare: distanza senza dominio, coesistenza senza gerarchia, sospensione senza sviluppo narrativo, ripetizione senza spettacolo. La strada porta attrito, la spiaggia sospende il tempo tra terra e mare, i pescatori incarnano il lavoro come ritmo più che come immagine. La forma di Turina non offre rifugio; chiede responsabilità. Dopo la pausa, si dispiega il mio ciclo dei 21 Tientos. Questi brani non sono stati concepiti come un sistema chiuso né come un ciclo predefinito. Sono apparsi uno a uno, nel tempo, come risposte a situazioni concrete — personali, geografiche, storiche. Il termine tiento è usato nel suo senso iberico originario: tentare, tastare, avvicinarsi senza possedere. I riferimenti modali indicati non funzionano come sistemi teorici, ma come orientamenti poetici del respiro, della gravità e della pressione temporale. Rumore e canto, immobilità e violenza, rituale e interruzione coesistono senza risoluzione. Città, paesaggi, lingue e forme di esilio sono iscritti non come narrazione, ma come tensione. L’identità non è affermata; è esposta come movimento. Il pianoforte non è trattato come strumento neutro, ma come corpo che ricorda. Il recital si conclude con la Fantasía Baetica di Manuel de Falla, dove l’unità interna del programma diventa esplicita. Profondamente radicata nel flamenco e nel cante jondo, l’opera tratta il ritmo come legge piuttosto che come colore, e il gesto come necessità piuttosto che come effetto. Allo stesso tempo, l’interesse di Falla per la musica indiana e lo studio del raga aprono il brano verso una concezione più ampia della modalità, del tempo ciclico e della gravità melodica oltre l’armonia funzionale occidentale. Questo incontro non indebolisce la tradizione classica; la rinnova dall’interno. La precisione è qui solo la condizione minima. Senza rischio, l’accuratezza diventa vuota. L’opera non chiude il recital — lo affronta. Questo programma non propone alcuna gerarchia tra composizione e interpretazione, né separa tradizione e invenzione. Propone una pratica: una in cui il musicista si pone come generalista, non per dominare tutto, ma per restare permeabile a ciò che lo precede e a ciò che lo supera. Se qualcosa rimane esposto questa sera, è perché non è stato protetto. Forse fare musica oggi è semplicemente questo: permettere a suono, memoria e presenza di incontrarsi senza chiedere permesso. Josu de Solaun

UNIBZ Library Piazza Università 1, Bolzano, BZ
Stelvio Bike Day - Scalata Cima Coppi
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Sport
Sabato, 29 Ago 2026 08:00-16:00 |

Giornata della bici sulla strada dello Passo Stelvio, 48 tornanti mozzafiato e 1.869 m d’altitudine in bici - Stelvio Bike Day 1.869 metri di dislivello, 48 tornanti e un incredibile vista panoramica a 360° attendono i ciclisti che si mettono in sella per la Giornata della Bici. Ogni anno la leggendaria Strada del Passo dello Stelvio – una delle più alte strade alpine – viene chiusa al traffico per un giorno per fare posto alla biciclette dello Stelvio Bike Day. Punto di partenza dello Stelvio Bike Tour è Prato allo Stelvio. Un’altra partenza si trova a Spondigna. In questa meravigliosa giornata ciclistica si tratta di conquistare i 2.760 metri di Passo Stelvio, uno dei passi più alti di tutte le Alpi. Non è una gara ciclistica: l'importante è partecipare! Altitudine più bassa (PARTENZA): Prato allo Stelvio (910 m) Altitudine massima (ARRIVO): Passo dello Stelvio (2758 m) Distanza: Prato allo Stelvio – Passo dello Stelvio 24,96 km Dislivello: Prato allo Stelvio – Passo dello Stelvio 1.848 m Pendenza max.: 15% Pendenza media: 9–11% Sicurezza e chiusure stradali: La chiusura della strada per i veicoli motorizzati (eccetto le e-bike) si applica da TRAFOI alla cima del Passo Stelvio (BZ) dalle ore 8.00 alle ore 16.00. La stessa chiusura si applica da Bormio alla cima del passo (LO) e, sul lato Siusi, al Passo Umbrail! Il casco è obbligatorio per la sua sicurezza. Essere presenti è tutto! Non è necessario registrarsi alla partenza di Prato per partecipare alla Giornata Ciclistica di Prato allo Stelvio. Non c'è una partenza di massa! Ognuno parte per conto proprio. L'orario di partenza migliore a Prato è dalle 6.30 alle 10.30.

Bolzano Festival - Kit Armstrong
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Music
Sabato, 29 Ago 2026 11:00

Le fasi finali dell’Arthur Rubinstein International Piano Master Competition 2026, inizialmente previste per il mese di maggio, sono state posticipate a settembre. Il Bolzano Festival Bozen è pertanto lieto di poter presentare il pianista Kit Armstrong nell’ambito del proprio programma. Ulteriori dettagli saranno comunicati a breve.

Palazzo Mercantile Via Argentieri 6, Bolzano, BZ
27° Potato Run
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Sport
Sabato, 29 Ago 2026 17:00-22:00 |

La famosa Corsa delle Patate: ¾ - mezza maratona da Brunico a Campo Tures – 17,6 chilometri da Brunico a Campo Tures in un ambiente meraviglioso, una gara splendida per tutti e specialmente per te. Gara del Circuito Podistico Top 7 Alto Adige. Prenotazione solo online. Il percorso dei 17,6 km: Partenza da Piazza Municipio a Brunico (835 m), si prosegue fino a Piazza Cappuccini, raggiungendo il Kolpinghaus. Costeggiando il fiume Aurino, sulla pista ciclabile, si toccano varie località, quali Teodone, Villa Santa Caterina, Gais, Villa Ottone, Caminata, fino a raggiungere l’hotel Bad Winkel. All’altezza del centro balneare Cascade si attraversa il ponte sull’Aurino, si percorre Via Daimer per proseguire verso il traguardo sito in Piazza delle feste a Campo Tures (870 m.).

Classic & More - QUARTETTO MATIEGKA
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Music
Sabato, 29 Ago 2026 18:00

SALVATORE SEMINARA chitarra UBALDO ROSSO flauto VERA ANFOSSI viola MILENA PUNZI ANFOSSI violoncello PROGRAMMA János Fusz Quartetto op.1 in Do Maggiore · Quartett Op.1 in C Dur - Andante - Minuetto - Trio - Adagio - Finale (Allegro) Franz Schubert – Matiegka Quartetto in Sol Maggiore · Quartett in G Dur - Moderato - Minuetto – Trio I – Trio II - Lento e patetico - Zingara - Tema e variazioni

Felsenkeller Laimburg 6, Vadena, BZ
Bolzano Festival - Igor Levit
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Music
Sabato, 29 Ago 2026 20:00

Franz Schubert Sonata per pianoforte n. 19 in do minore, D 958 Ferruccio Busoni Fantasia contrappuntistica su J.S. Bach, BV 253 Ludwig van Beethoven Sonata per pianoforte n. 23 in fa minore, op. 57 “Appassionata” Quasi nessun pianista – almeno nei Paesi di lingua tedesca – ha avuto un impatto così profondo anche al di fuori della carriera musciale, come Igor Levit. L’artista, nato in Russia e cresciuto in Germania, non è soltanto un interprete eccezionale, ma anche una voce autorevole nel dibattito pubblico. Levit si esprime con passione su questioni sociali e politiche, prende una posizione netta contro l’antisemitismo e l’estremismo di destra e non teme le controversie. Da qui la sua notorietà mediatica, che va ben oltre l’ambiente della musica classica. Anche Levit è sempre stato un convinto sostenitore di Busoni. Definendosi “cittadino, europeo e pianista”, si pone in diretta continuità con la concezione transnazionale di identità di Busoni e con la sua eredità intellettuale. Allo stesso tempo, rappresenta i valori cardine attraverso cui si definisce anche la Fondazione Busoni-Mahler. Appare dunque logico che Levit diversifichi il programma della sua tournée per il debutto a Bolzano, inserendo un’opera di Busoni tra due capolavori del repertorio pianistico: tra la Sonata in la maggiore D 959 di Schubert e l’“Appassionata” di Beethoven, verrà eseguita la Fantasia nach J. S. Bach BV 253 di Busoni.

Auditorium Via Dante 15, Bolzano, BZ
Grisù Day
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Partyzone
Domenica, 30 Ago 2026 08:30-17:00 |

Festa dei Vigili del Fuoco Volontari di San Giacomo-Agruzzo, con intrattenimento, stand gastronomici e musica, nonché esposizione di autovetture storiche che, partendo da San Giacomo, saranno portate in mostra anche a Pineta e Laives.

FESTA DEI FIENILI A VERANO
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Others
Domenica, 30 Ago 2026 11:19-18:00 |

Lo Stadelefest (Festa dei Fienili) a Verano è una popolare festa popolare che si svolge ogni anno in estate. È famoso per le sue prelibatezze culinarie e per la musica tradizionale che si diffonde lungo i pittoreschi prati di Pichler. I visitatori possono gustare le specialità locali. Ci sono anche molte attività per bambini, come un'area giochi con parco giochi e stazioni di lavori manuali. Lo Stadelefest a Vöran è un'ottima occasione per scoprire la cultura e le tradizioni locali, godersi la compagnia e trascorrere del tempo in relax immersi in una natura unica.

Via Malga Leadner Via Malga Leadner, Verano, BZ
Bolzano Festival - Gustav Mahler Academy Ensembles
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Music
Domenica, 30 Ago 2026 18:00

Toward Mahler Johannes Brahms Quartetto d’archi in do minore, op. 51 n.1 Johannes Brahms Quartetto d’archi in la minore, op. 51 n.2 I Quartetti per archi di Johannes Brahms figurano tra le opere cameristiche all’apice di questa categoria: doni preziosi che la storia ci offre per arricchire e dare significato alla nostra esistenza. La musica di Brahms precede direttamente quella di Gustav Mahler: i musicisti che conobbero Brahms, suonarono con lui e portarono in scena per la prima volta le sue opere furono in molti casi gli stessi che, in seguito, promossero la musica di Mahler. Non si potrebbero immaginare pezzi più congeniali di questi per analizzare lo stile e cercare di comprendere come potessero suonare i musicisti nella Vienna di fine Ottocento. Insieme ai due quartettisti Volker Jacobsen (Artemis Quartett) e Stefan Arzberger (Leipziger Streichquartett), ai due violoncellisti-direttori d’orchestra Bruno Weinmeister e Philipp von Steinaecker, e al musicologo Clive Brown, massimo esperto di prassi esecutiva brahmsiana, gli studenti della Mahler Academy, suonando con corde di budello, presentano la loro esplorazione stilistica di Brahms nel percorso verso Gustav Mahler. I Quartetti di Brahms sono affiancati dalla splendida Humoresque per quintetto di fiati di Alexander von Zemlinsky. Zemlinsky fu insegnante di composizione di Alma Mahler e godeva di grande stima e sostegno da parte di Gustav Mahler. Sebbene l’Humoresque sia stato creato come genere solo nel 1939 durante l’esilio americano, la sua intera struttura e il suo universo sonoro sono profondamente radicati nello spirito di inizio secolo. Potrebbe quindi essere lecito, anzi persino logico, eseguirlo sugli strumenti viennesi originali di Mahler risalenti a quell’epoca.

Palazzo Mercantile Via Argentieri 6, Bolzano, BZ
Festival della Solitudine - Talk: P. del Soldà e I. Gaspari
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Art & Culture
Domenica, 30 Ago 2026 19:00-20:00 |

Info: https://www.meran.academy/29-30-08-2026-festival-der.../ Domenica, 30 agosto, ore 19.00 – Parco dell' Accademia Merano Pietro del Soldà e Ilaria Gaspari (Talk) Weitere Termine - altre date: Sabato, 29 agosto, ore 19.00 – Palais Mamming Museo Raffaele Esposito con Olga Chiaia (Talk e Performance) Samstag, 29. August, 21.00 Uhr – Stadttheater Meran Philipp Egger (Talk und Fotoprojektion) Sonntag, 30. August, 21.00 Uhr – Stadttheater Christoph Fauster im Gespräch mit Armin Zöggeler La solitudine è una delle grandi sfide del nostro tempo, ma al contempo rappresenta una delle esperienze più universali dell’essere umano. Può assumere forme molto diverse: da un lato come solitude, uno spazio scelto consapevolmente per la riflessione, la crescita personale e l’incontro con sé stessi; dall’altro come loneliness, una condizione di isolamento non desiderato che può generare vulnerabilità, sofferenza e un senso di distanza dagli altri. Tra questi due poli si sviluppa un tema complesso e affascinante che attraversa ogni ambito della vita: le relazioni, il lavoro, la famiglia, la salute, la cultura, lo sport e la partecipazione sociale. Il Festival della Solitudine nasce con l’obiettivo di creare uno spazio aperto di dialogo e di incontro nel quale la solitudine possa essere raccontata, compresa e riflettuta da punti di vista diversi. Il festival offre l’opportunità di confrontarsi su un fenomeno che riguarda persone di tutte le generazioni e che negli ultimi anni è diventato sempre più centrale nel dibattito pubblico e nella ricerca scientifica. Promosso dall’Accademia di Studi Italo-Tedeschi insieme al Comune di Merano, con un concept artistico curato da The Family, il Festival della Solitudine è destinato a diventare un appuntamento annuale a partire dal prossimo anno, con svolgimento previsto a metà marzo. La prima rassegna, pensata come pre-festival, comprende quattro incontri speciali nel formato del dialogo a due. Quattro personalità provenienti da ambiti differenti racconteranno il proprio percorso umano e professionale, condividendo esperienze, storie e punti di vista che illuminano il tema della solitudine in modi inattesi. Arte, sport e psicoterapia si intrecciano in un unico filo conduttore, mostrando come la solitudine possa essere allo stesso tempo sfida, risorsa, ostacolo e opportunità di cambiamento. Attraverso racconti personali e conversazioni autentiche, verranno affrontate domande che riguardano tutti noi: quando la solitudine diventa uno spazio creativo? Quando si trasforma in isolamento? Quale ruolo svolgono le relazioni, la comunità e la cura reciproca nel nostro benessere? Il Festival della Solitudine non vuole offrire risposte definitive, ma aprire spazi di ascolto e riflessione. Al centro vi è il dialogo come strumento per comprendere meglio una realtà che ci accomuna tutti. Parlare di solitudine significa infatti interrogarsi sul nostro modo di stare nel mondo e di costruire relazioni con gli altri e con noi stessi. L’ingresso agli eventi è gratuito

Accademia di Merano, Villa San Marco Via Innerhofer 1, Merano, BZ
Bolzano Festival - Gustav Mahler Academy Ensembles
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Music
Domenica, 30 Ago 2026 20:00

Toward Mahler Leoš Janáček Mládí (Gioventù) Sestetto di strumenti a fiato Johannes Brahms Quartetto d’archi in Si bemolle Maggiore, op. 67 I Quartetti per archi di Johannes Brahms figurano tra le opere cameristiche all’apice di questa categoria: doni preziosi che la storia ci offre per arricchire e dare significato alla nostra esistenza. La musica di Brahms precede direttamente quella di Gustav Mahler: i musicisti che conobbero Brahms, suonarono con lui e portarono in scena per la prima volta le sue opere furono in molti casi gli stessi che, in seguito, promossero la musica di Mahler. Non si potrebbero immaginare pezzi più congeniali di questi per analizzare lo stile e cercare di comprendere come potessero suonare i musicisti nella Vienna di fine Ottocento. Insieme ai due quartettisti Volker Jacobsen (Artemis Quartett) e Stefan Arzberger (Leipziger Streichquartett), ai due violoncellisti-direttori d’orchestra Bruno Weinmeister e Philipp von Steinaecker, e al musicologo Clive Brown, massimo esperto di prassi esecutiva brahmsiana, gli studenti della Mahler Academy, suonando con corde di budello, presentano la loro esplorazione stilistica di Brahms nel percorso verso Gustav Mahler. I Quartetti di Brahms sono affiancati dalla splendida Humoresque per quintetto di fiati di Alexander von Zemlinsky. Zemlinsky fu insegnante di composizione di Alma Mahler e godeva di grande stima e sostegno da parte di Gustav Mahler. Sebbene l’Humoresque sia stato creato come genere solo nel 1939 durante l’esilio americano, la sua intera struttura e il suo universo sonoro sono profondamente radicati nello spirito di inizio secolo. Potrebbe quindi essere lecito, anzi persino logico, eseguirlo sugli strumenti viennesi originali di Mahler risalenti a quell’epoca.

Palazzo Mercantile Via Argentieri 6, Bolzano, BZ
Bolzano Festival - Musica in Cortile
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Music
Lunedì, 31 Ago 2026 19:00

Ensemble del CONSERVATORIO C. MONTEVERDI di Bolzano Il Bolzano Festival Bozen è una vera festa per la città, un’improvvisa esplosione di musica. Non ci sono infatti solo le star internazionali nelle grandi sale da concerto: la musica si diffonde, fuoriesce coinvolgendo il tessuto urbano in una capillare esperienza di ascolto. Ti potrà capitare quindi di entrare in un cortile e trovare tamburi, marimbe e xilofoni, oppure trombe, flauti, corni e fagotti. Con “Musica in Cortile” il festival si insinua tra le case e grazie al talento degli studenti del Conservatorio di Bolzano offre a tutti i cittadini dei preziosi momenti di musica, in cui ascoltare partiture di diverse epoche, provenienti da diverse parti del mondo. Nelle calde serate di fine estate esci in strada o affacciati alla finestra, la musica classica ti aspetta!

Coop. Soc. Officine Vispa Piazzetta Anne Frank 9, Bolzano, BZ
Bolzano Festival - Musica in Cortile
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Music
Lunedì, 31 Ago 2026 19:00

Ensemble del CONSERVATORIO C. MONTEVERDI di Bolzano Il Bolzano Festival Bozen è una vera festa per la città, un’improvvisa esplosione di musica. Non ci sono infatti solo le star internazionali nelle grandi sale da concerto: la musica si diffonde, fuoriesce coinvolgendo il tessuto urbano in una capillare esperienza di ascolto. Ti potrà capitare quindi di entrare in un cortile e trovare tamburi, marimbe e xilofoni, oppure trombe, flauti, corni e fagotti. Con “Musica in Cortile” il festival si insinua tra le case e grazie al talento degli studenti del Conservatorio di Bolzano offre a tutti i cittadini dei preziosi momenti di musica, in cui ascoltare partiture di diverse epoche, provenienti da diverse parti del mondo. Nelle calde serate di fine estate esci in strada o affacciati alla finestra, la musica classica ti aspetta!

Timeless Sounds - Concerto d'organo e canto a Monte S Pietro
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Music
Mercoledì, 02 Set 2026 20:30-23:59 |

Vivi un suggestivo concerto d’organo nella chiesa parrocchiale di Monte San Pietro. La cantante Judith Gallmetzer e l’organista Lorenz Bozzetta offrono un’esperienza musicale intensa e coinvolgente. Chiesa di Monte San Pietro | Ingresso libero

Chiesa parrocchiale di Monte San Pietro Centro 1 - Chiesa parrocchiale di Monte San Pietro, Nova Ponente, BZ
i bin Mindfulness Festival
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Art & Culture
Giovedì, 03 Set 2026 16:30-20:00 |
L'evento si tiene dal 03 Set 2026 al 06 Set 2026

Immergetevi in un'esperienza affascinante all'I BIN FESTIVAL di Vöran, in Alto Adige! Per 4 giorni, daremo sfogo a notevoli talenti locali, incontrerete persone di cuore che vi sosterranno e vi ispireranno - e tutto questo in un luogo che dimostra che la vita è una festa che non deve viaggiare lontano per essere celebrata. La nostra missione è creare un festival senza confini che vi offra quattro giorni di comunità vibrante, gioia, connessione profonda e una ricchezza di esperienze potenti - da diverse sessioni di yoga, conferenze, lavoro sul respiro, poesia, cerimonie, danza e musica, un mercato creativo con artisti dell'Alto Adige e scambi arricchenti. Ci impegniamo a garantire che siate circondati da un programma di alta qualità, da un delizioso cibo vegano e da un mercato stimolante per creare un'esperienza che non solo vi tocchi, ma che vi ispiri anche a iniziare o continuare il vostro viaggio di realizzazione personale. Un fine settimana da non perdere! Acquistate subito il vostro biglietto e partecipate a questa impareggiabile avventura estiva! Da portare Un tappetino per lo yoga, una coperta, occhiali da sole e crema solare. Sul posto ci sarà un mercatino che offrirà una varietà di ottimi prodotti, oltre a cibo vegano e una selezione di bevande. Informazioni sul rimborso Nessun rimborso; il biglietto può essere trasferito Informazioni addizionali Vi aspettano 3 giorni con: Esibizioni dal vivo internazionali e DJ Yoga, respirazione consapevole, danza e lavoro sul corpo Workshop dedicati alla consapevolezza, alla creatività e allo sviluppo personale Kirtan, spazi sonori e incontri musicali Mercatino creativo “Handmade in Südtirol” Cibo vegano preparato con amore e con ingredienti regionali Bevande analcoliche e piacere consapevole Natura, comunità e un’area festival allestita con cura Giovedì sera gratuito come apertura aperta a tutte le visitatrici

parco manifestationi Verano Leadner-Alm-Weg, Verano, BZ
Bolzano Festival - Musica in Cortile
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Giovedì, 03 Set 2026 19:00

Ensemble del CONSERVATORIO C. MONTEVERDI di Bolzano Il Bolzano Festival Bozen è una vera festa per la città, un’improvvisa esplosione di musica. Non ci sono infatti solo le star internazionali nelle grandi sale da concerto: la musica si diffonde, fuoriesce coinvolgendo il tessuto urbano in una capillare esperienza di ascolto. Ti potrà capitare quindi di entrare in un cortile e trovare tamburi, marimbe e xilofoni, oppure trombe, flauti, corni e fagotti. Con “Musica in Cortile” il festival si insinua tra le case e grazie al talento degli studenti del Conservatorio di Bolzano offre a tutti i cittadini dei preziosi momenti di musica, in cui ascoltare partiture di diverse epoche, provenienti da diverse parti del mondo. Nelle calde serate di fine estate esci in strada o affacciati alla finestra, la musica classica ti aspetta!

Palazzo Mercantile Via Argentieri 6, Bolzano, BZ
Bolzano Festival - Musica in Cortile
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Giovedì, 03 Set 2026 19:00

Ensemble del CONSERVATORIO C. MONTEVERDI di Bolzano Il Bolzano Festival Bozen è una vera festa per la città, un’improvvisa esplosione di musica. Non ci sono infatti solo le star internazionali nelle grandi sale da concerto: la musica si diffonde, fuoriesce coinvolgendo il tessuto urbano in una capillare esperienza di ascolto. Ti potrà capitare quindi di entrare in un cortile e trovare tamburi, marimbe e xilofoni, oppure trombe, flauti, corni e fagotti. Con “Musica in Cortile” il festival si insinua tra le case e grazie al talento degli studenti del Conservatorio di Bolzano offre a tutti i cittadini dei preziosi momenti di musica, in cui ascoltare partiture di diverse epoche, provenienti da diverse parti del mondo. Nelle calde serate di fine estate esci in strada o affacciati alla finestra, la musica classica ti aspetta!

Terraferma Piazza Don Bosco 21, Bolzano, BZ
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INSIDE EVENTS & CULTURE

Magazine mensile gratuito di cultura, eventi e manifestazioni in Alto Adige-Südtirol, Trentino e Tirolo.
Testata iscritta al registro stampe del Tribunale di Bolzano al n. 25/2002 del 09.12.2002 | Iscrizione al R.O.C. al n. 12.446.
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