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Art & Culture: Conferenza Events

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Quo Vadis? Gli arbëreshë: una diaspora tra assimilazione e i
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Art & Culture
Dienstag, 26 Mai 2026 18:00

Gli arbëreshë: una diaspora tra assimilazione e integrazione DURATA: 1 H CON GIUSEPPINA TURANO La diaspora albanese in Italia, formatasi a partire dalla metà del XV secolo, rappresenta un tassello unico nel mosaico culturale italiano, per la sua etnogenesi e la sua tradizione linguistica, religiosa e letteraria. Attraverso un’analisi multidisciplinare che spazia dalla storia alla linguistica, verrà illustrato come questo gruppo sia riuscito a preservare un’identità distinta pur integrando il proprio destino in quello italiano. I principali “marcatori identitari” individuati sono la lingua arbëresh, la tradizione religiosa bizantina, una produzione letteraria che dai temi sacri si è evoluta verso la celebrazione del mito patriottico di Skanderbeg e il ricco patrimonio orale (canti, fiabe e rapsodie) come strumento di consapevolezza storica. Gli Arbëreshë rappresentano un modello unico di “sintesi tra tradizione e contaminazione”, capaci di difendere la propria alterità culturale in un dialogo costante tra passato e modernità. * la partecipazione del pubblico agli eventi è gratuita ma è necessaria la prenotazione sulla piattaforma Eventbrite. Giuseppina Turano, professoressa associata di Lingua e Letteratura Albanese all’Università Ca’ Foscari Venezia, si occupa di linguistica albanese e di dialettologia arbëreshe. È autrice di monografie e articoli che indagano le strutture morfosintattiche dell’albanese e dei dialetti italo-albanesi, di studi comparativi che riguardano la linguistica del contatto e del bilinguismo e plurilinguismo in area italo-albanese, i fenomeni di interferenza e i riflessi dei contatti dell’italiano sulle strutture sintattiche delle varietà arbëreshe. Oltre che nel campo della sintassi albanese e arbëreshe, l’attività di ricerca spazia in altri ambiti che includono analisi di tipo filologico, studi sulle metodologie di traduzione di testi letterari albanesi in lingua italiana, studi di taglio culturale, con specifica focalizzazione sui rapporti tra la cultura arbëreshe e quella italiana nell’area romanza e studi letterari.

Centro Trevi – TreviLab Via Cappuccini 28, Bolzano, BZ
Quo Vadis? L’Albania: così vicina e così lontana
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Art & Culture
Mittwoch, 27 Mai 2026 18:00

DURATA: 1 H CON GIUSEPPINA TURANO Sull’altra sponda dell’Adriatico, l’Albania è un paese di frontiera nei Balcani, sintesi feconda tra il mondo occidentale e orientale. Punto di incontro di civiltà diverse, da quella romana a quella greca e più tardi a quella asiatica, l’Albania ha custodito per secoli una tradizione intrisa di orgoglio e memoria. Tra le aspre montagne dei Balcani e il mare Adriatico, l’Albania ha attraversato guerre, dittature e rinascite. Questo incontro sarà un viaggio nel tempo e nello spazio, tra modernità e tradizione, durante il quale verranno esplorati temi universali quali identità, libertà ed esilio. * la partecipazione del pubblico agli eventi è gratuita ma è necessaria la prenotazione sulla piattaforma Eventbrite. Giuseppina Turano, professoressa associata di Lingua e Letteratura Albanese all’Università Ca’ Foscari Venezia, si occupa di linguistica albanese e di dialettologia arbëreshe. È autrice di monografie e articoli che indagano le strutture morfosintattiche dell’albanese e dei dialetti italo-albanesi, di studi comparativi che riguardano la linguistica del contatto e del bilinguismo e plurilinguismo in area italo-albanese, i fenomeni di interferenza e i riflessi dei contatti dell’italiano sulle strutture sintattiche delle varietà arbëreshe. Oltre che nel campo della sintassi albanese e arbëreshe, l’attività di ricerca spazia in altri ambiti che includono analisi di tipo filologico, studi sulle metodologie di traduzione di testi letterari albanesi in lingua italiana, studi di taglio culturale, con specifica focalizzazione sui rapporti tra la cultura arbëreshe e quella italiana nell’area romanza e studi letterari.

Centro Trevi – TreviLab Via Cappuccini 28, Bolzano, BZ
La morte come passaggio: confronto tra religioni e laicità
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Art & Culture
Mittwoch, 27 Mai 2026 19:00-20:30 |

Si terrà presso la Sala Civica di via Hueber 8 a Merano il 27 maggio, alle ore 19:00, la tavola rotonda dal titolo “La morte come passaggio: un confronto tra religione e visione laica”, un incontro aperto al pubblico con ingresso libero, dedicato a uno dei temi più profondi e universali dell’esperienza umana. L’evento, organizzato dal Centro Buddhista Deua Ling di Merano, nasce con l’obiettivo di offrire uno spazio di riflessione e dialogo tra diverse prospettive culturali, spirituali e scientifiche, mettendo a confronto approcci religiosi e visioni laiche sul significato della morte e sul suo ruolo nel percorso dell’esistenza. Tra i relatori, figure di grande esperienza e provenienti da ambiti differenti: per il Buddhismo interverrà Lama Paljin Tulku Rinpoce (Arnaldo Graglia), monaco della tradizione tibetana riconosciuto come reincarnazione di Je Paljin e attivo da anni nella diffusione del Buddhismo in Occidente e nel dialogo interreligioso. Per la religione cattolica sarà presente Giuseppe Morotti, ex sacerdote nel 1974 ed ex membro dei Piccoli Fratelli del Vangelo, con una lunga esperienza di vita comunitaria e spirituale tra Europa e Medio Oriente, oggi impegnato in attività di accompagnamento e meditazione. Accanto alle prospettive religiose, il confronto sarà arricchito dagli interventi del Dr. Andrea Bernardi, psicoterapeuta specializzato in analisi esistenziale e psicoterapia bioenergetica, e di Vanda Brigadoi, Insegnante di yoga e meditazione è facilitatrice del gruppo di AUTO MUTUO AIUTO di Bolzano: “UNITI NELLA SPERANZA” per l'elaborazione del lutto e si impegna nella promozione del benessere psicofisico, relazionale e spirituale. A moderare l’incontro sarà Walter Taranto, manager pubblicitario e giornalista, attivo da anni nel mondo dell’associazionismo locale e attualmente Presidente dell’Aesse Merano Nuoto e Vicepresidente del Consorzio delle Associazioni Meranesi. La tavola rotonda si propone come un’occasione di confronto autentico e multidisciplinare, aperta a tutti coloro che desiderano approfondire il tema della morte non solo come fine, ma anche come possibile passaggio, secondo diverse chiavi di lettura. Al termine degli interventi, sarà previsto uno spazio di dialogo con il pubblico.

Sala Civica Vicolo Steinach,9, Merano, BZ
Quo Vadis? Albania, un ritratto intenso e femminile
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Art & Culture
Donnerstag, 28 Mai 2026 17:30

DURATA: 1 H CON ANILDA IBRAHIMI MODERA ROBERTA CATANIA Attraverso il suo sguardo e quello delle donne protagoniste dei suoi romanzi, la scrittrice albanese Anilda Ibrahimi – ormai da molti anni residente in Italia – offre un ritratto dell’Albania del Novecento: una terra di forte memoria culturale, segnata dall’emigrazione ma capace di lasciare un profondo senso di appartenenza in chi se ne va. Tra tutti i suoi personaggi, sono le donne a spiccare: protagoniste della società con le loro storie, le loro scelte, la loro forza, la loro resistenza. Donne non vittime ma protagoniste silenziose, complesse, contraddittorie e profondamente umane. * la partecipazione del pubblico agli eventi è gratuita ma è necessaria la prenotazione sulla piattaforma Eventbrite. Anilda Ibrahimi è nata a Valona nel 1972. Ha studiato letteratura a Tirana. Nel 1994 ha lasciato l’Albania, trasferendosi prima in Svizzera e poi, dal 1997, in Italia. Il suo primo romanzo Rosso come una sposa è uscito presso Einaudi nel 2008 e ha vinto i premi Edoardo Kihlgren – Città di Milano, Corrado Alvaro, Città di Penne, Giuseppe Antonio Arena. Per Einaudi ha pubblicato anche il suo secondo romanzo L’amore e gli stracci del tempo (2009 e 2011, di cui sono stati opzionati i diritti cinematografici, premio Paralup della Fondazione Nuto Revelli). Nel 2012 ha pubblicato, sempre per Einaudi Non c’è dolcezza e, nel 2017 Il tuo nome è una promessa premio Rapallo 2017. L’ultimo romanzo Volevo essere Madame Bovary (Einaudi), uscito nel 2022, ha vinto il premio Acerbi. I suoi romanzi sono tradotti in sei Paesi. Vive e lavora a Roma.

MEDIATECA MULTILINGUE Piazza della Rena 10, Merano, BZ
Quo Vadis? Il punto di vista delle donne
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Art & Culture
Freitag, 29 Mai 2026 17:30

DURATA: 1 H CON ANILDA IBRAHIMI MODERA ROBERTA CATANIA Il tema della donna è centrale nelle opere di Anilda Ibrahimi, scrittrice albanese che ormai da anni vive e lavora a Roma, e viene sviluppato in modo molto sfaccettato, mai ridotto a un’unica prospettiva. Più che raccontare le donne, Anilda Ibrahimi mostra nelle sue opere come esse vivono all’interno di sistemi sociali rigidi e come li sfidano, li subiscono o li trasformano. Donne che resistono, non in modo plateale o eroico, ma in modo silenzioso, mostrandosi solidali tra generazioni e capaci di reinventarsi. È attraverso il loro punto di vista che scorre la storia dell’Albania nel suo romanzo d’esordio, Rosso come una sposa, che l’ha resa nota al grande pubblico. * la partecipazione del pubblico agli eventi è gratuita ma è necessaria la prenotazione sulla piattaforma Eventbrite. Anilda Ibrahimi è nata a Valona nel 1972. Ha studiato letteratura a Tirana. Nel 1994 ha lasciato l’Albania, trasferendosi prima in Svizzera e poi, dal 1997, in Italia. Il suo primo romanzo Rosso come una sposa è uscito presso Einaudi nel 2008 e ha vinto i premi Edoardo Kihlgren – Città di Milano, Corrado Alvaro, Città di Penne, Giuseppe Antonio Arena. Per Einaudi ha pubblicato anche il suo secondo romanzo L’amore e gli stracci del tempo (2009 e 2011, di cui sono stati opzionati i diritti cinematografici, premio Paralup della Fondazione Nuto Revelli). Nel 2012 ha pubblicato, sempre per Einaudi Non c’è dolcezza e, nel 2017 Il tuo nome è una promessa premio Rapallo 2017. L’ultimo romanzo Volevo essere Madame Bovary (Einaudi), uscito nel 2022, ha vinto il premio Acerbi. I suoi romanzi sono tradotti in sei Paesi. Vive e lavora a Roma.

Nuova Libreria Cappelli Corso Libertà 2, Bolzano, BZ
Paul Naredi-Rainer
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Art & Culture
Donnerstag, 16 Juli 2026 15:30

Den Auftakt der Vortragsreihe zum Thema Beginn bildet das Referat von Paul Naredi-Rainer, langjähriger Ordinarius und heute emeritierter Professor für Kunstgeschichte an der Universität Innsbruck. Er ist nicht nur ein äußerst produktiver Autor zahlreicher Bücher und Artikel, sondern auch ein in ganz Europa gefragter Referent. In seinem Beitrag widmet er sich dem Beginn in der bildenden Kunst, den er anhand ausgewählter Werke und Bildbeispiele untersucht. So entfaltet sich eine faszinierende Reise durch die Kunstgeschichte, in der unterschiedliche Erscheinungsformen künstlerischer Anfänge sichtbar werden. Vortrag auf Deutsch mit Simultanübersetzung ins Italienische Kuratiert von der Forschungsstelle Gustav Mahler, Toblach-Innsbruck

Euregio Kulturzentrum Dolomitenstr. 41, Toblach, BZ
Sybille Werner
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Art & Culture
Freitag, 17 Juli 2026 15:30

Gustav Mahlers Erste Symphonie entstand 1888 in Leipzig und wurde nach der Uraufführung 1889 in Budapest mehrfach überarbeitet, bevor sie 1896 in Berlin in der heutigen Fassung erklang. Der Multimedia-Vortrag zeichnet diesen Weg vom umstrittenen Beginn bis zur Anerkennung als Meisterwerk nach. Sybille Werner ist Dirigentin und Mahler-Expertin. Sie dirigierte international (u. a. in New York, London und Tokio) und realisierte Archivaufnahmen mit den Bamberger Symphonikern. Als Musikwissenschaftlerin kooperierte sie mit Henry-Louis de La Grange, veröffentlichte zu Mahler und hält regelmäßig Vorträge. Multimedia Vortrag auf Deutsch mit projizierter italienischer Übersetzung Kuratiert von der Forschungsstelle Gustav Mahler, Toblach-Innsbruck

Euregio Kulturzentrum Dolomitenstr. 41, Toblach, BZ
Prof. Massimo Cacciari
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Art & Culture
Samstag, 18 Juli 2026 15:30

Massimo Cacciari ist Philosoph, emeritierter Professor der Universität Venedig und ehemaliger Dekan des Instituts für Philosophie an der Universität Vita-Salute San Raffaele in Mailand. In den 1980er-Jahren arbeitete er mit Luigi Nono zusammen, später war er zweimal Bürgermeister von Venedig. Als einer der bedeutendsten zeitgenössischen Philosophen veröffentlichte er 1990 mit „Dell’inizio“ (Über den Beginn, 2001 überarbeitet) eines seiner zentralen Werke zur Thematik. In seinem Vortrag nähert sich Cacciari dem Begriff des Beginns aus philosophischer Perspektive und bezieht auch Werke von Ludwig van Beethoven und Gustav Mahler in seine Überlegungen ein. Vortrag in italienischer Sprache mit Simultanübersetzung ins Deutsche Kuratiert von der Forschungsstelle Gustav Mahler, Toblach-Innsbruck

Euregio Kulturzentrum Dolomitenstr. 41, Toblach, BZ

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Dienstag, 26 Mai 2026 18:00

Gli arbëreshë: una diaspora tra assimilazione e integrazione DURATA: 1 H CON GIUSEPPINA TURANO La diaspora albanese in Italia, formatasi a partire dalla metà del XV secolo, rappresenta un tassello unico nel mosaico culturale italiano, per la sua etnogenesi e la sua tradizione linguistica, religiosa e letteraria. Attraverso un’analisi multidisciplinare che spazia dalla storia alla linguistica, verrà illustrato come questo gruppo sia riuscito a preservare un’identità distinta pur integrando il proprio destino in quello italiano. I principali “marcatori identitari” individuati sono la lingua arbëresh, la tradizione religiosa bizantina, una produzione letteraria che dai temi sacri si è evoluta verso la celebrazione del mito patriottico di Skanderbeg e il ricco patrimonio orale (canti, fiabe e rapsodie) come strumento di consapevolezza storica. Gli Arbëreshë rappresentano un modello unico di “sintesi tra tradizione e contaminazione”, capaci di difendere la propria alterità culturale in un dialogo costante tra passato e modernità. * la partecipazione del pubblico agli eventi è gratuita ma è necessaria la prenotazione sulla piattaforma Eventbrite. Giuseppina Turano, professoressa associata di Lingua e Letteratura Albanese all’Università Ca’ Foscari Venezia, si occupa di linguistica albanese e di dialettologia arbëreshe. È autrice di monografie e articoli che indagano le strutture morfosintattiche dell’albanese e dei dialetti italo-albanesi, di studi comparativi che riguardano la linguistica del contatto e del bilinguismo e plurilinguismo in area italo-albanese, i fenomeni di interferenza e i riflessi dei contatti dell’italiano sulle strutture sintattiche delle varietà arbëreshe. Oltre che nel campo della sintassi albanese e arbëreshe, l’attività di ricerca spazia in altri ambiti che includono analisi di tipo filologico, studi sulle metodologie di traduzione di testi letterari albanesi in lingua italiana, studi di taglio culturale, con specifica focalizzazione sui rapporti tra la cultura arbëreshe e quella italiana nell’area romanza e studi letterari.

Centro Trevi – TreviLab Via Cappuccini 28, Bolzano, BZ
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Mittwoch, 27 Mai 2026 18:00

DURATA: 1 H CON GIUSEPPINA TURANO Sull’altra sponda dell’Adriatico, l’Albania è un paese di frontiera nei Balcani, sintesi feconda tra il mondo occidentale e orientale. Punto di incontro di civiltà diverse, da quella romana a quella greca e più tardi a quella asiatica, l’Albania ha custodito per secoli una tradizione intrisa di orgoglio e memoria. Tra le aspre montagne dei Balcani e il mare Adriatico, l’Albania ha attraversato guerre, dittature e rinascite. Questo incontro sarà un viaggio nel tempo e nello spazio, tra modernità e tradizione, durante il quale verranno esplorati temi universali quali identità, libertà ed esilio. * la partecipazione del pubblico agli eventi è gratuita ma è necessaria la prenotazione sulla piattaforma Eventbrite. Giuseppina Turano, professoressa associata di Lingua e Letteratura Albanese all’Università Ca’ Foscari Venezia, si occupa di linguistica albanese e di dialettologia arbëreshe. È autrice di monografie e articoli che indagano le strutture morfosintattiche dell’albanese e dei dialetti italo-albanesi, di studi comparativi che riguardano la linguistica del contatto e del bilinguismo e plurilinguismo in area italo-albanese, i fenomeni di interferenza e i riflessi dei contatti dell’italiano sulle strutture sintattiche delle varietà arbëreshe. Oltre che nel campo della sintassi albanese e arbëreshe, l’attività di ricerca spazia in altri ambiti che includono analisi di tipo filologico, studi sulle metodologie di traduzione di testi letterari albanesi in lingua italiana, studi di taglio culturale, con specifica focalizzazione sui rapporti tra la cultura arbëreshe e quella italiana nell’area romanza e studi letterari.

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Mittwoch, 27 Mai 2026 19:00-20:30 |

Si terrà presso la Sala Civica di via Hueber 8 a Merano il 27 maggio, alle ore 19:00, la tavola rotonda dal titolo “La morte come passaggio: un confronto tra religione e visione laica”, un incontro aperto al pubblico con ingresso libero, dedicato a uno dei temi più profondi e universali dell’esperienza umana. L’evento, organizzato dal Centro Buddhista Deua Ling di Merano, nasce con l’obiettivo di offrire uno spazio di riflessione e dialogo tra diverse prospettive culturali, spirituali e scientifiche, mettendo a confronto approcci religiosi e visioni laiche sul significato della morte e sul suo ruolo nel percorso dell’esistenza. Tra i relatori, figure di grande esperienza e provenienti da ambiti differenti: per il Buddhismo interverrà Lama Paljin Tulku Rinpoce (Arnaldo Graglia), monaco della tradizione tibetana riconosciuto come reincarnazione di Je Paljin e attivo da anni nella diffusione del Buddhismo in Occidente e nel dialogo interreligioso. Per la religione cattolica sarà presente Giuseppe Morotti, ex sacerdote nel 1974 ed ex membro dei Piccoli Fratelli del Vangelo, con una lunga esperienza di vita comunitaria e spirituale tra Europa e Medio Oriente, oggi impegnato in attività di accompagnamento e meditazione. Accanto alle prospettive religiose, il confronto sarà arricchito dagli interventi del Dr. Andrea Bernardi, psicoterapeuta specializzato in analisi esistenziale e psicoterapia bioenergetica, e di Vanda Brigadoi, Insegnante di yoga e meditazione è facilitatrice del gruppo di AUTO MUTUO AIUTO di Bolzano: “UNITI NELLA SPERANZA” per l'elaborazione del lutto e si impegna nella promozione del benessere psicofisico, relazionale e spirituale. A moderare l’incontro sarà Walter Taranto, manager pubblicitario e giornalista, attivo da anni nel mondo dell’associazionismo locale e attualmente Presidente dell’Aesse Merano Nuoto e Vicepresidente del Consorzio delle Associazioni Meranesi. La tavola rotonda si propone come un’occasione di confronto autentico e multidisciplinare, aperta a tutti coloro che desiderano approfondire il tema della morte non solo come fine, ma anche come possibile passaggio, secondo diverse chiavi di lettura. Al termine degli interventi, sarà previsto uno spazio di dialogo con il pubblico.

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Donnerstag, 28 Mai 2026 17:30

DURATA: 1 H CON ANILDA IBRAHIMI MODERA ROBERTA CATANIA Attraverso il suo sguardo e quello delle donne protagoniste dei suoi romanzi, la scrittrice albanese Anilda Ibrahimi – ormai da molti anni residente in Italia – offre un ritratto dell’Albania del Novecento: una terra di forte memoria culturale, segnata dall’emigrazione ma capace di lasciare un profondo senso di appartenenza in chi se ne va. Tra tutti i suoi personaggi, sono le donne a spiccare: protagoniste della società con le loro storie, le loro scelte, la loro forza, la loro resistenza. Donne non vittime ma protagoniste silenziose, complesse, contraddittorie e profondamente umane. * la partecipazione del pubblico agli eventi è gratuita ma è necessaria la prenotazione sulla piattaforma Eventbrite. Anilda Ibrahimi è nata a Valona nel 1972. Ha studiato letteratura a Tirana. Nel 1994 ha lasciato l’Albania, trasferendosi prima in Svizzera e poi, dal 1997, in Italia. Il suo primo romanzo Rosso come una sposa è uscito presso Einaudi nel 2008 e ha vinto i premi Edoardo Kihlgren – Città di Milano, Corrado Alvaro, Città di Penne, Giuseppe Antonio Arena. Per Einaudi ha pubblicato anche il suo secondo romanzo L’amore e gli stracci del tempo (2009 e 2011, di cui sono stati opzionati i diritti cinematografici, premio Paralup della Fondazione Nuto Revelli). Nel 2012 ha pubblicato, sempre per Einaudi Non c’è dolcezza e, nel 2017 Il tuo nome è una promessa premio Rapallo 2017. L’ultimo romanzo Volevo essere Madame Bovary (Einaudi), uscito nel 2022, ha vinto il premio Acerbi. I suoi romanzi sono tradotti in sei Paesi. Vive e lavora a Roma.

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Freitag, 29 Mai 2026 17:30

DURATA: 1 H CON ANILDA IBRAHIMI MODERA ROBERTA CATANIA Il tema della donna è centrale nelle opere di Anilda Ibrahimi, scrittrice albanese che ormai da anni vive e lavora a Roma, e viene sviluppato in modo molto sfaccettato, mai ridotto a un’unica prospettiva. Più che raccontare le donne, Anilda Ibrahimi mostra nelle sue opere come esse vivono all’interno di sistemi sociali rigidi e come li sfidano, li subiscono o li trasformano. Donne che resistono, non in modo plateale o eroico, ma in modo silenzioso, mostrandosi solidali tra generazioni e capaci di reinventarsi. È attraverso il loro punto di vista che scorre la storia dell’Albania nel suo romanzo d’esordio, Rosso come una sposa, che l’ha resa nota al grande pubblico. * la partecipazione del pubblico agli eventi è gratuita ma è necessaria la prenotazione sulla piattaforma Eventbrite. Anilda Ibrahimi è nata a Valona nel 1972. Ha studiato letteratura a Tirana. Nel 1994 ha lasciato l’Albania, trasferendosi prima in Svizzera e poi, dal 1997, in Italia. Il suo primo romanzo Rosso come una sposa è uscito presso Einaudi nel 2008 e ha vinto i premi Edoardo Kihlgren – Città di Milano, Corrado Alvaro, Città di Penne, Giuseppe Antonio Arena. Per Einaudi ha pubblicato anche il suo secondo romanzo L’amore e gli stracci del tempo (2009 e 2011, di cui sono stati opzionati i diritti cinematografici, premio Paralup della Fondazione Nuto Revelli). Nel 2012 ha pubblicato, sempre per Einaudi Non c’è dolcezza e, nel 2017 Il tuo nome è una promessa premio Rapallo 2017. L’ultimo romanzo Volevo essere Madame Bovary (Einaudi), uscito nel 2022, ha vinto il premio Acerbi. I suoi romanzi sono tradotti in sei Paesi. Vive e lavora a Roma.

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Donnerstag, 16 Juli 2026 15:30

Den Auftakt der Vortragsreihe zum Thema Beginn bildet das Referat von Paul Naredi-Rainer, langjähriger Ordinarius und heute emeritierter Professor für Kunstgeschichte an der Universität Innsbruck. Er ist nicht nur ein äußerst produktiver Autor zahlreicher Bücher und Artikel, sondern auch ein in ganz Europa gefragter Referent. In seinem Beitrag widmet er sich dem Beginn in der bildenden Kunst, den er anhand ausgewählter Werke und Bildbeispiele untersucht. So entfaltet sich eine faszinierende Reise durch die Kunstgeschichte, in der unterschiedliche Erscheinungsformen künstlerischer Anfänge sichtbar werden. Vortrag auf Deutsch mit Simultanübersetzung ins Italienische Kuratiert von der Forschungsstelle Gustav Mahler, Toblach-Innsbruck

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Gustav Mahlers Erste Symphonie entstand 1888 in Leipzig und wurde nach der Uraufführung 1889 in Budapest mehrfach überarbeitet, bevor sie 1896 in Berlin in der heutigen Fassung erklang. Der Multimedia-Vortrag zeichnet diesen Weg vom umstrittenen Beginn bis zur Anerkennung als Meisterwerk nach. Sybille Werner ist Dirigentin und Mahler-Expertin. Sie dirigierte international (u. a. in New York, London und Tokio) und realisierte Archivaufnahmen mit den Bamberger Symphonikern. Als Musikwissenschaftlerin kooperierte sie mit Henry-Louis de La Grange, veröffentlichte zu Mahler und hält regelmäßig Vorträge. Multimedia Vortrag auf Deutsch mit projizierter italienischer Übersetzung Kuratiert von der Forschungsstelle Gustav Mahler, Toblach-Innsbruck

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