Sarah Merler: il corpo oltre la danza
La performer altoatesina unisce arte, cura e consapevolezza

Il corpo non è soltanto uno strumento scenico: è memoria, linguaggio emotivo e trasformazione. Danzatrice contemporanea, coreografa e nutrizionista tra Alto Adige e Austria, Sarah Merler costruisce il proprio lavoro attorno a un’idea precisa: il corpo come ecosistema, da cui si diramano arte, benessere e relazione.
Sarah, partiamo dalle origini: quando ti sei avvicinata alla danza?
Da bambina. Avevo visto in televisione un balletto classico, forse Lo Schiaccianoci. Ho detto a mia madre che volevo fare quello. Mi iscrisse prima a un corso di danza creativa, ma dopo un anno le dissi: “Non è quello che ho visto in tv”. A sette anni ho quindi iniziato danza classica a Bressanone e mi è piaciuta fin da subito. Crescendo ho capito che nella danza trovavo uno spazio sospeso: in sala non esisteva altro che il presente, la fatica del corpo, la sensazione di essere viva. Era quasi una meditazione.
E quando è diventata una professione?
Più tardi. Fino ai 15 o 16 anni era un hobby molto serio. Poi durante un soggiorno studio in America ho iniziato a ballare ogni giorno e lì ho capito che volevo provarci davvero. Sono entrata al MUK - Musik und Kunst Privatuniversität der Stadt Wien - dove ho studiato danza classica e contemporanea. Da lì sono arrivate le prime opportunità professionali, che ho la fortuna di portare avanti ancora oggi.
Hai lavorato molto tra Vienna e Bolzano. Che differenze percepisci?
Vienna è una grande città con una scena continua. In Alto Adige ci sono realtà di qualità come Bolzano Danza, Transart, o Alps Move che per me è stato fondamentale: mi ha dato un palco da giovanissima e mi ha permesso di conoscere artisti e creare rete. Parliamo, però, di singoli eventi isolati. Sul territorio manca una struttura stabile che produca danza tutto l’anno, come accade nel teatro.
Oggi lavori stabilmente al Tiroler Landestheater di Innsbruck. Che esperienza è?
Bellissima. Siamo una compagnia di 17 danzatori, e avere una struttura stabile ti permette di crescere molto. Di recente assieme a otto colleghi ho creato una coreografia, When the Heart Starts to Whisper: vedere un’idea prendere forma con tutti i mezzi che un teatro può offrire è stato unico.
Anche nelle tue coreografie il corpo sembra avere un ruolo centrale. Da dove parti quando crei?
Da uno sguardo verso l’interno. Mi interessano i corpi umani, le posture, i piccoli gesti, quello che il corpo conserva. Perché il corpo ricorda esperienze, incontri, emozioni. Quando lasci ai danzatori lo spazio per cercare dentro di sé emergono immagini potentissime, che diventano universali.
Nel tuo percorso convivono danza, nutrizione, wellbeing, teatro e insegnamento. Ti riconosci nell’idea del corpo come ecosistema?
Assolutamente! Mi interessano tante cose e per me sono tutte collegate. Studiando nutrizione ho capito che il corpo di un danzatore funziona come quello di un atleta. La danza è arte, certo, ma spesso rifiuta gli strumenti scientifici applicati nello sport. Oggi qualcosa sta cambiando: si lavora di più con trainer, nutrizionisti, mental coach. Però c’è ancora molta strada da fare.
Quanto conta l’aspetto mentale nella danza?
Tantissimo. Ci saranno sempre persone con un corpo più “perfetto” del tuo e più dotate tecnicamente. Senza consapevolezza mentale non reggi questo lavoro nel tempo. Oggi ho molto più rispetto del mio corpo di quando ero più giovane. Voglio stare bene anche dopo la carriera.
Parallelamente continui a lavorare anche ai progetti di Community Dance e del teatro transnazionale KULA. Cosa ti danno queste esperienze?
Community Dance è speciale perché lavori spesso con bambini che non hanno mai danzato. Devi trovare modi semplici e autentici per trasmettere il movimento. Con KULA invece lavoriamo tra lingue e culture diverse: spesso il corpo basta per capirsi.
Cosa c’è nel futuro di Sarah?
Continuerò ad affrontare la vita con curiosità, portando avanti i progetti di cui faccio parte, ma ascoltando sempre i bisogni del mio corpo. Per anni ti insegnano che la danza deve essere tutto. Oggi invece so che resterà sempre parte di me. Anche lontano dal palco e solo sul pavimento di casa.
[Fabian Daum]
SARAH MERLER
Classe 1993, originaria di Ponte Gardena, Sarah Merler è danzatrice contemporanea, coreografa e nutrizionista.
Attiva tra Austria e Alto Adige, dal 2023 fa parte del corpo di danza del Tiroler Landestheater di Innsbruck. Ha collaborato con le Vereinigte Bühnen Bozen e in numerosi festival locali, lavorando come performer e coreografa. Fa parte della compagnia transnazionale KULA e del Community Dance Team altoatesino. Si occupa inoltre di nutrizione nella danza con Tamed e opera come wellbeing coach per artisti.
























































































