La virtuosa del bansuri
La bolzanina Virginia Nicoli ha appena inciso un cd di musica indiana

In lingua sanscrita il suo nome fonde le parole bambù e melodia. È il bansuri, il flauto traverso che vediamo suonare a Krishna in antichissime raffigurazioni e che, da un ambito prettamente popolare, negli anni ‘40 del ‘900 fece anche il suo ingresso nella musica classica indiana.
Strumento di cui è virtuosa Virginia Nicoli, originaria di Bolzano. Pubblicato il suo secondo album di composizioni proprie Taramandal (Felmay Records, 2025, con i tablisti Debojyoti Sanyal e Subhajit Brahmachari, oltre al pakhawaj di Sukhad Munde), reperibile in formato digitale e in cd sulla piattaforma Bandcamp, la flautista ha da pochissimo lasciato trapelare in Rete il nuovo singolo Dhrupad at the lake, dove si possono apprezzare anche le sue capacità nel canto. Con Igino Giovanni Brunori (bansuri e sax) e Ciro Montanari (tabla) partecipa al Samvad Trio, per esibizioni dal vivo che mescolano la tradizione del subcontinente a suggestioni jazz, oltre a insegnare il suo strumento. Proviamo a conoscerla meglio.
Raccontaci del tuo legame con l’Alto Adige.
Ho lasciato l’Alto Adige a 15 anni per andare a Milano dove ho concluso le superiori Steiner. Già allora suonavo il flauto traverso e oltre allo studio della musica classica mi piaceva improvvisare insieme ad altri musicisti, spesso all’Ost West di Merano. A Milano ho continuato lo studio del flauto traverso alla Civica di Musica e perseveravo nel frequentare le jam session. È così che la musica mi ha riportato all’India e alla musica classica indiana. Torno ogni tanto a Bolzano dove vive mia madre, l’artista Martina Stuflesser, ma è a Merano che ho tutti i miei ricordi d’infanzia e dove vado a trovare gli amici di allora. Spero di tornarci anche per continuare la mia collaborazione artistica con Marcello Fera, con il quale anni fa ho iniziato un progetto unico tra musica classica indiana e musica classica occidentale, purtroppo accantonato per motivi economici. Mio padre Roberto Nicoli ci ha lasciato nel 2014 e fu per lui che insieme a Marcello orchestrai delle composizioni e proponemmo un concerto chiamato “Concerto per Robi” a Castel Mareccio.
Ho letto che a farti innamorare del flauto fu proprio un cd di new age che tuo padre ti regalò a 3 anni e che poi a indirizzare il gusto provvide un viaggio in India all’età di 12 anni…
Non so se fu quel disco a farmi innamorare del flauto, di sicuro quell’album chiamato Ocean Dreams di Dean Evens ancora oggi è la musica che mi rilassa di più. Da sempre ho voluto imparare il flauto traverso e l’unico motivo credo possa essere quel disco in cui ci sono un flauto traverso e un’arpa. A casa mia c’è sempre stata tanta musica, mia madre suonava il violino. A dodici anni mio padre ha portato tutta la famiglia in India, che amava molto per averci fatto tanti trekking. Non ho conosciuto la musica classica indiana allora, ma rimasi folgorata da quel Paese tanto che dissi ai miei che avrei voluto tornare a studiarci.
Quali e quanti tipi di flauti adoperi? Hanno ancora diverse funzioni sociali o cerimoniali?
Suono principalmente il bansuri, un flauto traverso di bambù a sette buchi, il flauto traverso e il flauto d’amore leggermente più basso. Nel mio percorso di studio, su suggerimento dei miei maestri, ho iniziato anche ad adattare il flauto traverso alla musica classica indiana. La ricerca è stata apprezzata molto in India e mi ha portato sui grandi palchi indiani. La musica classica si è secolarizzata, non è più connessa alla religione o ai templi. Quello che ha conservato nella sua lunga storia è la natura di ricerca interiore: ecco perché ho intrapreso soprattutto lo studio del Dhrupad, il genere più antico che non ha come obiettivo principale l’intrattenimento bensì l’uso del suono come ricerca interiore. Infatti i praticanti di Dhrupad sono chiamati anche Nada Yogi, perché fanno del suono la loro ricerca di vita.
I raga della musica classica indiana sono spesso legati ai fenomeni meteorologici: il tuo progetto Taramandal è dedicato alle costellazioni e smuove ricordi di cosmogonie sepolte come il mito di Orione: cosa ti ha spinto da quelle parti?
I raga non hanno partiture, si tratta di musica prevalentemente improvvisata e trasmessa oralmente. Taramandal vuol dire letteralmente costellazione: ho chiamato così il mio ultimo disco pubblicato con Felmay Records perché sono state le stelle ad ispirare ogni composizione. Non ho particolare conoscenza delle costellazioni: quello che mi ha affascinato è che le stesse combinazioni di stelle, soli, nebule o galassie distanti migliaia di anni luce tra loro siano state unite in costellazioni uguali, anche se con nomi differenti, da popoli diversi. Credo che tanti artisti si ispirino al cosmo, perché cosa siamo se non polvere di stelle?
A proposito di stelle: tra quelle della musica classica indiana affermate, quali prediligi?
Il bansurista che mi ha fatto innamorare del bansuri è Hariprasad Chaurasia. Poi c’è il mio maestro di bansuri Pandit Rajendra Prasanna, virtuoso tra i più bravi al mondo. Ascolto spesso il citarista Nikhil Banerji, la cantante Kishori Amonkar e il suonatore di shehnai Ustad Bismillah Khan. La musica che ascolto più frequentemente è quella dei miei maestri di canto Dhrupad, i Gundecha Brothers, e i loro maestri Ustad Zia Mohiuddin Dagar e Ustad Fariddudin Dagar.
Progetti in vista?
Pochi giorni fa è uscito il primo di due brani di una nuova registrazione chiamato Dhrupad at the Lake. È la mia prima pubblicazione con il canto Dhrupad, pubblicata da Malimba Records. Il 12 marzo uscirà il secondo brano intitolato Full Moon Night. Al momento, oltre a qualche concerto di musica classica indiana con il tablista Ciro Montanari in Spagna e Francia, sono in fase di creazione di diversi progetti musicali non strettamente classici. La musica classica indiana è soprattutto una musica da solisti e a me piace tantissimo suonare assieme ad altri. Sono stata a Ravenna dal 21 al 26 febbraio in una residenza musicale con il pianista Matteo Arevalos e Ciro. Insomma tanto di bello sta per arrivare!
[Daniele Barina]












































