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Benutzer : martin_inside

Event von : martin_inside

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Theatre
Freitag, 12 März 2027 20:45

Siamo nel 1645 ed a Creta, importantissima isola del dominio da mar veneziano, sta per avere luogo il più terribile assedio che la Serenissima abbia mai conosciuto. E mentre la quinta guerra turco-veneziana è alle porte, Pantalone de’ Bisognosi, mercante e colono dell’isola, intreccia rapporti con la capitale Venezia per dare in sposa la figlia Ortensia al ricco Don Alonso. Ma proprio a Venezia Don Alonso si imbatte in Scaramuccia, napoletano male in arnese, e nel suo servo Arlecchino, e ne nasce, per l’appunto, una scaramuccia che vede Don Alonso avere la peggio e perire. Scaramuccia fugge in direzione di Candia (così era allora chiamata l’isola di Creta), inseguito da Flavia, innamorata di Don Alonso e assetata di vendetta. A Candia la situazione precipita, levando un momento gli occhi verso oriente, si intravedono già le vele nere della flotta Ottomana dirigersi a gran velocità verso l’avamposto veneziano. In questo Mediterraneo che non è solo mare, ma un’anima liquida dove storie millenarie hanno intessuto un arazzo di lingue multiformi, prende vita una storia che parla d’amore, di gelosia, di lotte e di guerre. Una storia che, come nella migliore tradizione della commedia all’improvviso, mescola il serio e il faceto, il sacro e il profano, la verità e il romanzo, e ci porta in un viaggio straordinario tra le antiche maschere, le navi d’alto bordo e le solide mura dell’isola di Creta. Scaramuccia Di origine napoletana, evoluzione del capitano fanfarone e vanaglorioso, Scaramuccia è diventato poi, grazie alla sapienza dell’attore Tiberio Fiorilli, una sorta di simpatico furbacchione che preferì sostituire la spada con la chitarra. Ancora una volta un lavoro di ricerca nel mescolare materiale antico e ritmi moderni, dove l’approccio filologico si affianca all’artigianato e al lavoro d’insieme. Un grande omaggio alla Commedia dell’Arte, anche chiamata «Commedia d’intrecci», proprio per il gran mulinare di situazioni, di rovesciamenti e di fraintendimenti, di celamenti ed agnizioni. La Compagnia “STIVALACCIO TEATRO ” – Vicenza due atti soggetto originale e regia Marco Zoppello produzione Stivalaccio Teatro, TSV - Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Bolzano

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Theatre
Freitag, 05 März 2027 20:45

Francesco rifiuta la spada, la restituisce al fabbro che l’ha forgiata: faccia vanghe e attrezzi per coltivare i campi. Francesco si congeda da Chiara, il suo grande amore, e lei come dono d’addio gli confeziona un saio fatto di tutte le pezze della condizione umana, un arlecchino di esperienze e di dolori. Francesco chiede agli uccelli: “Cosa posso insegnare agli uomini?” Sì perché sono gli animali oggi, che predicano a noi, ammesso che qualcuno sappia ancora capirli nella “lengua del Creator” (e se questa è il veneto, tanto meglio: capiranno anche gli animali-uomini). Francesco incontra un bambino sopravvissuto alla crociata, e per scaldarlo e consolarlo gioca con lui al presepio: statuine di amici (ancora umili animali) e di prepotenti, in ginocchio per domandargli scusa di tutte le stragi di innocenti. Francesco cieco si avvicina a Sorella Morte cantando la bellezza della vita. Francesco oggi è la rivoluzione, per qualsiasi rivoluzione ci vuole fede; e la fede “xe roba da Mati”. Atto unico Durata 85 minuti testo di Fulvio Ervas e Roberto Cuppone Regia di Roberto Cuppone Gruppo Teatrale “Ass. Cult. IL SATIRO TEATRO” a.p.s. – Paese (TV)

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Freitag, 19 Feb. 2027 20:45

Maggio 1974, la legge sul divorzio è stata approvata e la serenità della famiglia Conti viene scossa dai sospetti di tradimento che Almerina nutre verso il marito Oreste. Per difendersi, Oreste inventa un’amante misteriosa, ”Donnafugata”, scatenando pettegolezzi e tensioni. Durante una cena di beneficenza, la comparsa improvvisa di ”Donnafugata” getta tutti nello scompiglio. Nessuno sembra conoscere la sua vera identità e i dubbi crescono Solo alla fine, tra silenzi e sguardi sospetti la figura lascia il paese a interrogarsi su ciò che è vero e ciò che è solo apparenza… mentre la famiglia Conti scopre qualcosa di inatteso: non tutte le verità fanno male. Alcune uniscono. Commedia brillante in due atti in dialetto veneto Durata 110 minuti Gruppo Teatrale “ ASOLO TEATRO” a.p.s. – Asolo (TV) commedia in dialetto veneto - 2 atti di Simona Ronchi adattamento e regia di Rossana Mantese

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Samstag, 13 Feb. 2027 19:30-
Es gibt Termine vom 13 Feb. 2027 bis 26 Feb. 2027

von Bonn Park Vier Männer – Jürgen A., Jürgen D., Cem und Noah-Wilhelm – besuchen ihre Kindheit, wo sie noch „Freundschaft waren“. Zwischen Spiel, Fantasie und großen Träumen war unterschiedlich sein und sich trotzdem mögen leicht und die Großen in weiter Ferne. Ein großer Schlüssel öffnet ihnen die Tür zu „Pubertät+“. Es ist das Jahr, als noch alles in Ordnung war. Wo Rausch und Liebe und Aggression ganz nah beieinander lagen. Doch der Blick in die Zukunft wird zur gruseligen Geisterbahn und mitten im Traum ist der „Rest“ angebrochen. Man trifft sich wieder, ohne sich wirklich zu erinnern und plötzlich spricht ein Ministerpräsident mit einem Superhelden. Aber welche Ära ist das nun eigentlich? Der unkonventionelle Autor und Regisseur Bonn Park untersucht in seinen vielfach ausgezeichneten Theaterstücken und Inszenierungen universelle Themen auf eine popkulturelle Art und Weise. Mit dem Stück „They Them Okocha“ (Originaltitel), das 2025 für den Mülheimer Dramatikerpreis nominiert war, gelang ihm ein starkes Coming-of-age-Drama, das die Sehnsucht nach einer unbeschwerten Zeit ebenso thematisiert wie die politische Dimension dieser Sehnsucht. Mit großer Leichtigkeit und feiner Komik erzählen vier Männer von Freundschaft, Liebe und Identitätssuche. Für Südtirol haben wir den Titel „Notti magiche“ gewählt, um wie die Protagonisten „ein bisschen in Erinnerung zu sein“. Die künstlerische Handschrift von Regisseurin Michaela Senn, die zuletzt „Magdalena, ma dai“ an den Vereinigten Bühnen Bozen inszeniert hat, verspricht gemeinsam mit dem Sound Design von DJ Ena einen Abend voll Pop, Trash und Nostalgie. mit Roman Blumenschein Emil Lug Frederick Redavid Lukas Spisser Regie Michaela Senn

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Freitag, 12 Feb. 2027 20:45

Le ALLEGRE COMARI in questa nuova avventura disegnata dalla penna del bardo inglese che tanto ci appassiona. Una serie di sfortunati accadimenti travolgono il nostro protagonista Sir John Falstaff, alle prese con le “donne veneziane” determinate ad impartirgli una sana lezione di vita. Tutto all’insegna del divertimento e della burla... condito con della musica, proposta da improbabili suonatori. commedia brillante in due atti in dialetto veneziano Durata 100 minuti Autore Benoit Roland e Roberto Zamengo Regia Benoit Roland Gruppo Teatrale “TEATROIMMAGINE ets” – Salzano (VE) due atti di Benoit Roland e Roberto Zamengo Regia di Benoit Roland

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Freitag, 22 Jan. 2027 20:45

In una ridente parrocchia situata nelle campagne fiorentine a metà degli anni '50, sta per essere celebrato il matrimonio riparatore, tra due giovani innamorati: Renzo Villani e Lucia Fellini. Tutto sarebbe quasi semplice se non fosse che lo sposo è figlio della Signora Giovanna, democristiana e Presidentessa delle Sorelle del Tempio; la sposa invece è figlia di Olinto Fellini, il più fervente attivista del Partito Comunista del paese. II disaccordo la fa da padrone e la sempre presente Perpetua, non aiuta certo a mediare. Ce la farà il buon Don Facondio ad unire nel sacro vincolo del matrimonio i due innamorati? Sembrerebbe quasi di sì. Ma l'arrivo di Ulderiga alla vigilia delle nozze dà l'idea che questo matrimonio, proprio, non s'abbia da fare. Compagnia Teatrale L’ANTICA FRASCHETTA – Bucine - AR commedia in dialetto toscano 3 atti di Tito Zenni Regia di Claudio Fuccini

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Samstag, 16 Jan. 2027 19:30-
Es gibt Termine vom 16 Jan. 2027 bis 24 Jan. 2027

von Federico García Lorca in der Übersetzung von Hans Magnus Enzensberger Bernarda Alba verschließt ihr Haus in Trauer. Nach dem Tod ihres zweiten Mannes verhängt sie über ihre fünf Töchter traditionell acht Jahre Ausgangssperre. Kein Sterbenswort darf zu den gespitzten Ohren des Dorfes dringen, kein Mann die dicken Mauern des Trauerhauses passieren. In der bleiernen Sommerhitze schließt sich die Welt um Angustias, Magdalena, Amelia, Martirio und Adela. Als alleinige Erbin verlobt sich Angustias, die älteste Tochter aus erster Ehe, mit Pepe el Romano, der in Bernardas autoritärem Regime den lebensvernichtenden Freiheitskampf unter den Frauen entfesselt. Federico García Lorca, 1898 in Fuente Vaqueros (Andalusien) geboren, schrieb die drei Akte der Bernarda Alba „als photographisch genaue Dokumentation“ kurz vor seiner Ermordung von Falangisten 1936. Das „Drama von den Frauen in Spaniens Dörfern“ ist eine prophetisch anmutende Allegorie auf den aufkommenden europäischen Faschismus. Der für großes Sprechtheater und präzise Figurenzeichnung bekannte Regisseur Matthias Rippert folgt der psychologischen Spur der Enzensberger Übersetzung hinein in das grausame Spiel der Unterdrückung und gibt – wie Lorca – einem starken Ensemble von ausschließlich Frauen die Bühne. mit Gerti Drassl Swintha Gersthofer Elke Hartmann Cornelia Heyse Laura Laufenberg Jasmin Mairhofer Margot Mayrhofer Karola Niederhuber Nadia Schwienbacher Nele Trebs Regie Matthias Rippert

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Theatre
Freitag, 08 Jan. 2027 20:45

La commedia è ambientata negli anni 50, tre donne, tre sorelle non più giovanissime, vivono nella monotonia delle quattro mura domestiche tra rimpianti e frustrazioni fino a quando la loro esistenza viene improvvisamente sconvolta da un inaspettato e in apparenza drammatico arrivo di un evaso dal carcere che stravolgerà la loro esistenza. Da quel momento la loro vita non sarà più la stessa ed inizieranno una gara per accaparrarsi le grazie del malcapitato…. commedia brillante in due atti in dialetto trentino Compagnia Teatrale I SARCAIOLI aps ” – Arco (TN) due atti di Valerio Di Piramo Regia di Michele Comite

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Freitag, 18 Dez. 2026 20:45

Dopo “La vecchiaia è più tranquilla se la passi a Villa Arzilla” non potete perdervi questa nuova commedia. “C’è chi urla, c’è chi strilla, chi comanda a Villa Arzilla” è infatti il seguito della prima divertentissima storia. Anche questa volta i protagonisti saranno i simpatici ospiti della casa di riposo, alle prese con vecchi acciacchi e nuove avventure. Per fortuna a rendere frizzante la vita all’interno della piccola comunità c’è la fisioterapista che farà innamorare tutti gli uomini che incontrerà nel suo cammino. L’irruzione nel secondo atto di un personaggio a sorpresa sconvolgerà la vita di tutti i protagonisti. Ma cosa c’entrano Parigi, il Louvre, Lourdes, il Burundi e Apiro con il nostro ospizio? Lo scoprirete solo venendo a teatro! Ah! Dimenticavamo la cosa più importante: preparatevi ad un finale a sorpresa, dove i veri protagonisti sarete voi spettatori! Commedia brillante in due atti Adattamento e regia di Pietro Romagnoli Compagnia Teatrale “G.LUCARONI” a.p.s. – Mogliano (MC)

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Theatre
Freitag, 04 Dez. 2026 20:45

Un anziano barone incarica un investigatore per ritrovare il figlio avuto in giovane età dalla relazione occasionale con una ballerina. Con l’intento di spillargli più soldi possibili, il sedicente segugio fornisce informazioni poco dettagliate e fuorvianti. Il caso vuole però che per un mero gioco del destino il barone si ritrovi in casa proprio il figlio tanto desiderato. Caso chiuso? Per niente l’investigatore pur di non perdere il facile guadagno inculca nell’animo del povero barone il dubbio che il figlio ritrovato non sia il suo legittimo erede, ma il frutto di un errore e gli presenta un nuovo giovane spacciandolo per il vero baroncino. Chi sarà dei due? L’uno o l’altro? Commedia brillante in due atti. Durata 140 min. Adattamento e regia di G. Malena Ass. Cult. Teatrale KRIMISA – Cirò Marina CZ

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Donnerstag, 03 Dez. 2026 17:00-

von Lukas Schrenk, Nils Strunk und Henry Jimenenz Morales nach Carlo Collodi für alle ab 6 Jahren „Ich will lieber ein Kind sein“, ruft das Holzstück, das Geppetto gerade zu einem Tisch verarbeiten möchte. Aber wie soll das gehen? Naja, höchstens eine Puppe könnte der Tischler daraus schnitzen. Aber was wird dann aus seinem Lohn? Das Holzstück lässt nicht locker und Geppetto erschafft „Pinocchio“, ein wahres Meisterwerk. Auch wenn dieses schelmische Kerlchen alles durcheinanderbringt, schließt Geppetto es sofort ins Herz, bringt ihm das Laufen bei und schickt es in die Schule. Pinocchios Neugier führt ihn aber hinaus in die Welt, wo er lernt, dass Fuchse und Katzen nicht immer ehrlich sind und dass Lügen lange Nasen haben. Im Spielzeugland sehnt er sich so sehr nach seinem Papa, dass er beschließt, ihn zu suchen. Nur gut, dass die Fee mit den blauen Haaren weiß, was er dazu braucht: Coraggio! Mit „Pinocchios Abenteuer“ schrieb der berühmte italienische Autor Carlo Collodi, der 2026 seinen 200. Geburtstag feiert, einen Kinderbuchklassiker über das Menschsein, das Sich-Verlieren und Wiederfinden und die Kraft der Magie. Das erfolgreiche Wiener Theaterduo Nils Strunk und Lukas Schrenk verwandelt den Erziehungsroman in ein liebevolles zeitgenössisches Theaterstück mit Musik. In ihren Kompositionen zitieren sie charmant und witzig italienische Operarien und Evergreens im Italo-Pop Stil. Regisseurin Verena Holztrattner, die bereits sensibel das Klassenzimmerstück „Dschabber“ an den Vereinigten Bühnen Bozen inszeniert hat, wird das Kindsein humorvoll und sprachverspielt auf der Bühne feiern. mit Coco Brell René Dalla Costa Justus Henke Lukas Lobis Regie Verena Holztrattner

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Theatre
Mittwoch, 02 Dez. 2026 20:30

Commedia (con musica) transanimalista e transalpina Aldo e Giuliana, esseri umani di montagna. Giuliana diventa ragioniera per talento, mentre Aldo, allevatore e cacciatore, si immedesima negli animali, uccidendo solo ciò che è necessario all’ecosistema. Sposati, la loro quotidianità viene scossa quando un orso divora alcune delle bestie di Aldo. È qui che prende forma L’invidia dell’orso: Aldo invidia la forza, l’impulsività e la libertà dell’animale, capace di dormire per mesi e poi risorgere. Angela Demattè, trentina d’origine, ha scritto questo spettacolo osservando il delicato rapporto tra comunità alpine e orsi, la cui presenza in Trentino è passata da dieci esemplari reintrodotti nel 1999 a circa 120 oggi, creando dibattiti e polemiche. Sul palco, un coro di canti alpini accompagna i protagonisti, tessendo memoria, tradizione e solidarietà: un legame invisibile che ricorda ai due che, anche nei momenti più difficili, non sono mai soli. di Angela Dematté regia Alice Sinigaglia con Giuliano Comin e Angela Dematté scene e costumi Rubidori Puddu-Manshaft musiche Federica Furlani e con Coro Ana Piani produzione Teatro Stabile di Bolzano

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Dienstag, 01 Dez. 2026 17:00-

von Lukas Schrenk, Nils Strunk und Henry Jimenenz Morales nach Carlo Collodi für alle ab 6 Jahren „Ich will lieber ein Kind sein“, ruft das Holzstück, das Geppetto gerade zu einem Tisch verarbeiten möchte. Aber wie soll das gehen? Naja, höchstens eine Puppe könnte der Tischler daraus schnitzen. Aber was wird dann aus seinem Lohn? Das Holzstück lässt nicht locker und Geppetto erschafft „Pinocchio“, ein wahres Meisterwerk. Auch wenn dieses schelmische Kerlchen alles durcheinanderbringt, schließt Geppetto es sofort ins Herz, bringt ihm das Laufen bei und schickt es in die Schule. Pinocchios Neugier führt ihn aber hinaus in die Welt, wo er lernt, dass Fuchse und Katzen nicht immer ehrlich sind und dass Lügen lange Nasen haben. Im Spielzeugland sehnt er sich so sehr nach seinem Papa, dass er beschließt, ihn zu suchen. Nur gut, dass die Fee mit den blauen Haaren weiß, was er dazu braucht: Coraggio! Mit „Pinocchios Abenteuer“ schrieb der berühmte italienische Autor Carlo Collodi, der 2026 seinen 200. Geburtstag feiert, einen Kinderbuchklassiker über das Menschsein, das Sich-Verlieren und Wiederfinden und die Kraft der Magie. Das erfolgreiche Wiener Theaterduo Nils Strunk und Lukas Schrenk verwandelt den Erziehungsroman in ein liebevolles zeitgenössisches Theaterstück mit Musik. In ihren Kompositionen zitieren sie charmant und witzig italienische Operarien und Evergreens im Italo-Pop Stil. Regisseurin Verena Holztrattner, die bereits sensibel das Klassenzimmerstück „Dschabber“ an den Vereinigten Bühnen Bozen inszeniert hat, wird das Kindsein humorvoll und sprachverspielt auf der Bühne feiern. mit Coco Brell René Dalla Costa Justus Henke Lukas Lobis Regie Verena Holztrattner

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Montag, 30 Nov. 2026 20:30

Commedia (con musica) transanimalista e transalpina Aldo e Giuliana, esseri umani di montagna. Giuliana diventa ragioniera per talento, mentre Aldo, allevatore e cacciatore, si immedesima negli animali, uccidendo solo ciò che è necessario all’ecosistema. Sposati, la loro quotidianità viene scossa quando un orso divora alcune delle bestie di Aldo. È qui che prende forma L’invidia dell’orso: Aldo invidia la forza, l’impulsività e la libertà dell’animale, capace di dormire per mesi e poi risorgere. Angela Demattè, trentina d’origine, ha scritto questo spettacolo osservando il delicato rapporto tra comunità alpine e orsi, la cui presenza in Trentino è passata da dieci esemplari reintrodotti nel 1999 a circa 120 oggi, creando dibattiti e polemiche. Sul palco, un coro di canti alpini accompagna i protagonisti, tessendo memoria, tradizione e solidarietà: un legame invisibile che ricorda ai due che, anche nei momenti più difficili, non sono mai soli. di Angela Dematté regia Alice Sinigaglia con Giuliano Comin e Angela Dematté scene e costumi Rubidori Puddu-Manshaft musiche Federica Furlani e con Coro Ana Piani produzione Teatro Stabile di Bolzano

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Freitag, 27 Nov. 2026 20:30

Commedia (con musica) transanimalista e transalpina Aldo e Giuliana, esseri umani di montagna. Giuliana diventa ragioniera per talento, mentre Aldo, allevatore e cacciatore, si immedesima negli animali, uccidendo solo ciò che è necessario all’ecosistema. Sposati, la loro quotidianità viene scossa quando un orso divora alcune delle bestie di Aldo. È qui che prende forma L’invidia dell’orso: Aldo invidia la forza, l’impulsività e la libertà dell’animale, capace di dormire per mesi e poi risorgere. Angela Demattè, trentina d’origine, ha scritto questo spettacolo osservando il delicato rapporto tra comunità alpine e orsi, la cui presenza in Trentino è passata da dieci esemplari reintrodotti nel 1999 a circa 120 oggi, creando dibattiti e polemiche. Sul palco, un coro di canti alpini accompagna i protagonisti, tessendo memoria, tradizione e solidarietà: un legame invisibile che ricorda ai due che, anche nei momenti più difficili, non sono mai soli. di Angela Dematté regia Alice Sinigaglia con Giuliano Comin e Angela Dematté scene e costumi Rubidori Puddu-Manshaft musiche Federica Furlani e con Coro Ana Piani produzione Teatro Stabile di Bolzano

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Donnerstag, 26 Nov. 2026 20:30

Commedia (con musica) transanimalista e transalpina Aldo e Giuliana, esseri umani di montagna. Giuliana diventa ragioniera per talento, mentre Aldo, allevatore e cacciatore, si immedesima negli animali, uccidendo solo ciò che è necessario all’ecosistema. Sposati, la loro quotidianità viene scossa quando un orso divora alcune delle bestie di Aldo. È qui che prende forma L’invidia dell’orso: Aldo invidia la forza, l’impulsività e la libertà dell’animale, capace di dormire per mesi e poi risorgere. Angela Demattè, trentina d’origine, ha scritto questo spettacolo osservando il delicato rapporto tra comunità alpine e orsi, la cui presenza in Trentino è passata da dieci esemplari reintrodotti nel 1999 a circa 120 oggi, creando dibattiti e polemiche. Sul palco, un coro di canti alpini accompagna i protagonisti, tessendo memoria, tradizione e solidarietà: un legame invisibile che ricorda ai due che, anche nei momenti più difficili, non sono mai soli. di Angela Dematté regia Alice Sinigaglia con Giuliano Comin e Angela Dematté scene e costumi Rubidori Puddu-Manshaft musiche Federica Furlani e con Coro Ana Piani produzione Teatro Stabile di Bolzano

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Mittwoch, 25 Nov. 2026 17:00-

von Lukas Schrenk, Nils Strunk und Henry Jimenenz Morales nach Carlo Collodi für alle ab 6 Jahren „Ich will lieber ein Kind sein“, ruft das Holzstück, das Geppetto gerade zu einem Tisch verarbeiten möchte. Aber wie soll das gehen? Naja, höchstens eine Puppe könnte der Tischler daraus schnitzen. Aber was wird dann aus seinem Lohn? Das Holzstück lässt nicht locker und Geppetto erschafft „Pinocchio“, ein wahres Meisterwerk. Auch wenn dieses schelmische Kerlchen alles durcheinanderbringt, schließt Geppetto es sofort ins Herz, bringt ihm das Laufen bei und schickt es in die Schule. Pinocchios Neugier führt ihn aber hinaus in die Welt, wo er lernt, dass Fuchse und Katzen nicht immer ehrlich sind und dass Lügen lange Nasen haben. Im Spielzeugland sehnt er sich so sehr nach seinem Papa, dass er beschließt, ihn zu suchen. Nur gut, dass die Fee mit den blauen Haaren weiß, was er dazu braucht: Coraggio! Mit „Pinocchios Abenteuer“ schrieb der berühmte italienische Autor Carlo Collodi, der 2026 seinen 200. Geburtstag feiert, einen Kinderbuchklassiker über das Menschsein, das Sich-Verlieren und Wiederfinden und die Kraft der Magie. Das erfolgreiche Wiener Theaterduo Nils Strunk und Lukas Schrenk verwandelt den Erziehungsroman in ein liebevolles zeitgenössisches Theaterstück mit Musik. In ihren Kompositionen zitieren sie charmant und witzig italienische Operarien und Evergreens im Italo-Pop Stil. Regisseurin Verena Holztrattner, die bereits sensibel das Klassenzimmerstück „Dschabber“ an den Vereinigten Bühnen Bozen inszeniert hat, wird das Kindsein humorvoll und sprachverspielt auf der Bühne feiern. mit Coco Brell René Dalla Costa Justus Henke Lukas Lobis Regie Verena Holztrattner

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Dienstag, 24 Nov. 2026 20:30

Commedia (con musica) transanimalista e transalpina Aldo e Giuliana, esseri umani di montagna. Giuliana diventa ragioniera per talento, mentre Aldo, allevatore e cacciatore, si immedesima negli animali, uccidendo solo ciò che è necessario all’ecosistema. Sposati, la loro quotidianità viene scossa quando un orso divora alcune delle bestie di Aldo. È qui che prende forma L’invidia dell’orso: Aldo invidia la forza, l’impulsività e la libertà dell’animale, capace di dormire per mesi e poi risorgere. Angela Demattè, trentina d’origine, ha scritto questo spettacolo osservando il delicato rapporto tra comunità alpine e orsi, la cui presenza in Trentino è passata da dieci esemplari reintrodotti nel 1999 a circa 120 oggi, creando dibattiti e polemiche. Sul palco, un coro di canti alpini accompagna i protagonisti, tessendo memoria, tradizione e solidarietà: un legame invisibile che ricorda ai due che, anche nei momenti più difficili, non sono mai soli. di Angela Dematté regia Alice Sinigaglia con Giuliano Comin e Angela Dematté scene e costumi Rubidori Puddu-Manshaft musiche Federica Furlani e con Coro Ana Piani produzione Teatro Stabile di Bolzano

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Samstag, 21 Nov. 2026 17:00-
Es gibt Termine vom 21 Nov. 2026 bis 20 Dez. 2026

von Lukas Schrenk, Nils Strunk und Henry Jimenenz Morales nach Carlo Collodi für alle ab 6 Jahren „Ich will lieber ein Kind sein“, ruft das Holzstück, das Geppetto gerade zu einem Tisch verarbeiten möchte. Aber wie soll das gehen? Naja, höchstens eine Puppe könnte der Tischler daraus schnitzen. Aber was wird dann aus seinem Lohn? Das Holzstück lässt nicht locker und Geppetto erschafft „Pinocchio“, ein wahres Meisterwerk. Auch wenn dieses schelmische Kerlchen alles durcheinanderbringt, schließt Geppetto es sofort ins Herz, bringt ihm das Laufen bei und schickt es in die Schule. Pinocchios Neugier führt ihn aber hinaus in die Welt, wo er lernt, dass Fuchse und Katzen nicht immer ehrlich sind und dass Lügen lange Nasen haben. Im Spielzeugland sehnt er sich so sehr nach seinem Papa, dass er beschließt, ihn zu suchen. Nur gut, dass die Fee mit den blauen Haaren weiß, was er dazu braucht: Coraggio! Mit „Pinocchios Abenteuer“ schrieb der berühmte italienische Autor Carlo Collodi, der 2026 seinen 200. Geburtstag feiert, einen Kinderbuchklassiker über das Menschsein, das Sich-Verlieren und Wiederfinden und die Kraft der Magie. Das erfolgreiche Wiener Theaterduo Nils Strunk und Lukas Schrenk verwandelt den Erziehungsroman in ein liebevolles zeitgenössisches Theaterstück mit Musik. In ihren Kompositionen zitieren sie charmant und witzig italienische Operarien und Evergreens im Italo-Pop Stil. Regisseurin Verena Holztrattner, die bereits sensibel das Klassenzimmerstück „Dschabber“ an den Vereinigten Bühnen Bozen inszeniert hat, wird das Kindsein humorvoll und sprachverspielt auf der Bühne feiern. mit Coco Brell René Dalla Costa Justus Henke Lukas Lobis Regie Verena Holztrattner

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Freitag, 20 Nov. 2026 20:45

Perché proprio il Campiello? Ci piace immensamente il Goldoni popolare ed il Goldoni reazionario-aristocratico, alla vigilia della sua partenza per Parigi. Il testo è straordinario e pieno d’amore per il popolo povero e senza carnevali in un giorno di carnevale, un testo di grande umanità e tenerezza. Volevamo inoltre dare spazio ai nostri attori giovani e lavorare sull’immedesimazione, quella faticosissima disciplina che differenzia l’interpretare dall’essere. Il Campiello come ben spiega Strehler parla di un rapporto sociale ed etnico consolidato da una parte e stranieri (nobili o semi nobili “foresti”) dall’altra, dove vinceranno i popolani respingendo l’intruso o meglio, gli intrusi, che possono vivere con loro solo per poco, il campiello è del popolo, appartiene alle loro famiglie senza padri, famiglie matriarcali dove le giovani non possono stare in strada, devono stare ai loro balconi. La strada è permessa per il gioco o per qualche colloquio intimo e solo se accompagnate. La strada è dei maschi e delle madri. Sono le regole del tempo e del campiello e non vi è possibilità di cambiamento, la rottura di tali regole farà infatti nascere la prima baruffa tra due famiglie e nasceranno gelosie. Compagnia Teatrale “SOGGETTI SMARRITI” a.p.s. – Treviso Commedia in due atti in dialetto veneziano Durata 90 minuti Adattamento e Regia di Mariarosa Maniscalco

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Mittwoch, 18 Nov. 2026 20:30

Ironico, polemico e politico. Da decenni Roberto Castello è artista di punta della danza contemporanea italiana. Con Mbira procede nel suo cammino sul terreno dei temi sociali, delle battaglie civili additando volenterosamente ciò che va storto. Mbira è un concerto per due danzatrici, due musicisti e un regista che – utilizzando musica, danza e parola – analizza il complesso rapporto fra la nostra cultura e quella africana. Mbira è il nome di uno strumento musicale dello Zimbabwe ma anche il nome della musica tradizionale che con questo strumento si produce. Mbira, inoltre, è il nome di una importante festa della tradizione del popolo Shona, la principale etnia dello Zimbabwe, in cui si canta e balla. Mbira è però anche il titolo di una composizione musicale del 1981 intorno alla quale è nata una controversia che ben rappresenta l’estrema problematicità e complessità dell’intrico culturale e morale che caratterizza i rapporti fra Africa ed Europa. Una parola intorno a cui si intreccia una sorprendente quantità di storie, musiche, balli, feste e riflessioni su arte e cultura che fanno da trama ad uno spettacolo che, combinando stili e forme, partiture minuziose e improvvisazioni, scrittura e oralità, contemplazione e gioco, ha come inevitabile epilogo una festa. Finalista Premio UBU 2019 “Migliore spettacolo di Danza” coreografia e regia Roberto Castello musiche Marco Zanotti, Zam Moustapha Dembélé testi Renato Sarti, Roberto Castello con la preziosa collaborazione di Andrea Cosentino interpreti Ilenia Romano, Giselda Ranieri, Erica Bravini (Danza, Voce), Marco Zanotti (Percussioni, Limba), Zam Moustapha Dembélé (Kora, Tamanì, Voce, Balafon), Roberto Castello produzione ALDES - Teatro della Cooperativa con il sostegno di MiC - Direzione Generale Spettacolo dal vivo, Regione Toscana - Sistema Regionale dello Spettacolo, Romaeuropa Festival media partner NIGRIZIA ALDES sostiene l'opera di informazione critica della rivista Nigrizia, cui vanno i proventi della vendita delle t-shirt dello spettacolo un ringraziamento a Cooperativa Sociale Odissea durata 60 minuti

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Mittwoch, 18 Nov. 2026 20:00-
Es gibt Termine vom 18 Nov. 2026 bis 22 Nov. 2026

Un anziano professore aspetta nella sua stanza l’arrivo del proprio figlio, che lo accompagnerà nella casa di riposo dove ha scelto di stabilirsi, per lasciare più spazio ai nipoti. Durante l’attesa, densa d’inquietudine e malinconia, dialoga con il ricordo della moglie, morta molti anni prima. È una conversazione ricca di tenerezze, memorie e di struggenti verità: la vecchiaia, la paura della morte, la fredda prospettiva dell’ospizio, dove poi il protagonista si arrenderà allo scorrere del tempo e della vita. Scritto nei primi anni Novanta, tradotto e pubblicato in molte lingue e rappresentato in più di 20 Paesi, Le ultime lune di Furio Bordon è un capolavoro, considerato un vero classico. La sua scrittura potente, raffinata, ironica e vera conduce in un universo palpitante di tensioni, di dinamiche familiari e intime, tutte condivisibili. Interpretato per la prima volta nel 1995 da un memorabile Marcello Mastroianni, è ora Alessandro Haber, sotto la guida di Paolo Valerio, ad affrontare in modo poetico, ma anche dolorosamente sincero, del tema della fragilità della vecchiaia. di Furio Bordon con Alessandro Haber regia Paolo Valerio produzione Il Rossetti Teatro Stabile Del Friuli Venezia Giulia, Goldenart Production

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Theatre
Dienstag, 17 Nov. 2026 20:30

Ironico, polemico e politico. Da decenni Roberto Castello è artista di punta della danza contemporanea italiana. Con Mbira procede nel suo cammino sul terreno dei temi sociali, delle battaglie civili additando volenterosamente ciò che va storto. Mbira è un concerto per due danzatrici, due musicisti e un regista che – utilizzando musica, danza e parola – analizza il complesso rapporto fra la nostra cultura e quella africana. Mbira è il nome di uno strumento musicale dello Zimbabwe ma anche il nome della musica tradizionale che con questo strumento si produce. Mbira, inoltre, è il nome di una importante festa della tradizione del popolo Shona, la principale etnia dello Zimbabwe, in cui si canta e balla. Mbira è però anche il titolo di una composizione musicale del 1981 intorno alla quale è nata una controversia che ben rappresenta l’estrema problematicità e complessità dell’intrico culturale e morale che caratterizza i rapporti fra Africa ed Europa. Una parola intorno a cui si intreccia una sorprendente quantità di storie, musiche, balli, feste e riflessioni su arte e cultura che fanno da trama ad uno spettacolo che, combinando stili e forme, partiture minuziose e improvvisazioni, scrittura e oralità, contemplazione e gioco, ha come inevitabile epilogo una festa. Finalista Premio UBU 2019 “Migliore spettacolo di Danza” coreografia e regia Roberto Castello musiche Marco Zanotti, Zam Moustapha Dembélé testi Renato Sarti, Roberto Castello con la preziosa collaborazione di Andrea Cosentino interpreti Ilenia Romano, Giselda Ranieri, Erica Bravini (Danza, Voce), Marco Zanotti (Percussioni, Limba), Zam Moustapha Dembélé (Kora, Tamanì, Voce, Balafon), Roberto Castello produzione ALDES - Teatro della Cooperativa con il sostegno di MiC - Direzione Generale Spettacolo dal vivo, Regione Toscana - Sistema Regionale dello Spettacolo, Romaeuropa Festival media partner NIGRIZIA ALDES sostiene l'opera di informazione critica della rivista Nigrizia, cui vanno i proventi della vendita delle t-shirt dello spettacolo un ringraziamento a Cooperativa Sociale Odissea durata 60 minuti

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Theatre
Montag, 16 Nov. 2026 20:30

Ironico, polemico e politico. Da decenni Roberto Castello è artista di punta della danza contemporanea italiana. Con Mbira procede nel suo cammino sul terreno dei temi sociali, delle battaglie civili additando volenterosamente ciò che va storto. Mbira è un concerto per due danzatrici, due musicisti e un regista che – utilizzando musica, danza e parola – analizza il complesso rapporto fra la nostra cultura e quella africana. Mbira è il nome di uno strumento musicale dello Zimbabwe ma anche il nome della musica tradizionale che con questo strumento si produce. Mbira, inoltre, è il nome di una importante festa della tradizione del popolo Shona, la principale etnia dello Zimbabwe, in cui si canta e balla. Mbira è però anche il titolo di una composizione musicale del 1981 intorno alla quale è nata una controversia che ben rappresenta l’estrema problematicità e complessità dell’intrico culturale e morale che caratterizza i rapporti fra Africa ed Europa. Una parola intorno a cui si intreccia una sorprendente quantità di storie, musiche, balli, feste e riflessioni su arte e cultura che fanno da trama ad uno spettacolo che, combinando stili e forme, partiture minuziose e improvvisazioni, scrittura e oralità, contemplazione e gioco, ha come inevitabile epilogo una festa. Finalista Premio UBU 2019 “Migliore spettacolo di Danza” coreografia e regia Roberto Castello musiche Marco Zanotti, Zam Moustapha Dembélé testi Renato Sarti, Roberto Castello con la preziosa collaborazione di Andrea Cosentino interpreti Ilenia Romano, Giselda Ranieri, Erica Bravini (Danza, Voce), Marco Zanotti (Percussioni, Limba), Zam Moustapha Dembélé (Kora, Tamanì, Voce, Balafon), Roberto Castello produzione ALDES - Teatro della Cooperativa con il sostegno di MiC - Direzione Generale Spettacolo dal vivo, Regione Toscana - Sistema Regionale dello Spettacolo, Romaeuropa Festival media partner NIGRIZIA ALDES sostiene l'opera di informazione critica della rivista Nigrizia, cui vanno i proventi della vendita delle t-shirt dello spettacolo un ringraziamento a Cooperativa Sociale Odissea durata 60 minuti

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Theatre
Samstag, 07 Nov. 2026 19:30-
Es gibt Termine vom 07 Nov. 2026 bis 15 Nov. 2026

von Simon Stephens nach Anton Tschechows „Onkel Wanja“ Deutsch von Barbara Christ Vanya trauert, um seine verstorbene Schwester, um sein vertanes Leben als Gutsverwalter in der Provinz, um seine vergebliche Liebe zu der mythisch schönen Helena, der jungen Frau seines schlecht alternden Schwagers Alexander. Als Alexander nach dem Karriereaus in der Großstadt zurück auf den Hof seiner Tochter Sonja kehrt, bricht die Sehnsucht aus: Sonja will den ehemals gutaussehenden Arzt und Waldfanaten Michael. Michael will Helena, die junge Frau des bankrotten Alexander. Alexander will den Hof seiner Tochter Sonja verkaufen. Und Vanya? Vanya will Alexander erschießen. In der provinziellen Enge träumen Tschechows Figuren voneinander und leben doch im Zeichen des Verzichts. Gibt es das noch, das Glück einer realen Begegnung? Simon Stephens radikal-lyrische Adaption von Tschechows modernem Klassiker – ein Schauspieler spielt alle Figuren – schlägt den Bogen von den gesellschaftlichen Zersetzungsprozessen Ende des 19. Jahrhunderts zu der Verlust-Epoche Gegenwart. Das Solo, inszeniert von Rudolf Frey, setzt seinen Spieler – einsam – in die Mitte einer sich immer weiter vereinzelnden und parasozial vereinsamenden Gesellschaft. Der junge Südtiroler Schauspieler Fabian Mair Mitterer verleiht der Tschechowschen Welt mit ihren grassierenden FOMO- und No-Future-Gefühlen ein zeitgenössisches, tragikomisches Gesicht. mit Fabian Mair Mitterer Regie Rudolf Frey

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Theatre
Mittwoch, 04 Nov. 2026 19:30
Es gibt Termine vom 04 Nov. 2026 bis 06 Nov. 2026

Beim diesjährigen Europäischen Kleinkunstwettbewerb dreht sich alles um Fenster, Türen und neue Perspektiven. Kleine Öffnungen werden zu Übergängen in andere Welten: zwischen Realität und Fantasie, Vergangenheit und Zukunft, Innen und Außen. Die Bühne wird zum Ort der Verwandlung, an dem nichts ganz so ist, wie es scheint. Neben Ruhm und Ehre warten Preisgelder in Höhe von 4.000 Euro, 3.000 Euro und 1.500 Euro. Wer den Sieg erringt, entscheidet das Publikum. Die Trophäen wurden heuer von der Schmuckkünstlerin Federica Pallaver gestaltet. Freuen Sie sich auf drei außergewöhnliche Beiträge der internationalen Kleinkunst: das italienische Ensemble Eccentrici Dadarò, die Schweizer Performerin Annina Mosimann und das ukrainische Pantomimenquartett Dekru. Durch die Abende begleitet Sie Eva Kuen.

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Samstag, 31 Okt. 2026 20:00

Nach einem gruselig heißen Sommer geht vielleicht so manchem Politiker ein Licht auf in der Birne… oder im kürbisfarbenen Kürbis? Egal, stellen Sie den allergrößten Kürbiskopf einfach ans Fenster, verlassen Sie das Haus und stürmen Sie das Theater. Denn Improtheater Carambolage eröffnet wieder an Halloween mit schaurigen Schmankerln von schwindligen Schuften die Saison! Horrender Spaß und unheimliche Spannung garantiert! Aber Achtung: immer süß lächeln, sonst gibt’s Saures!

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Freitag, 30 Okt. 2026 20:45

Filo “R.A.L. ” – Ville d’Anaunia TN Un matrimonio logoro, una suocera ingombrante, una vicina di casa con le visioni... sono ciò che spinge Arturo ad una drastica decisione: farla finita! D’accordo con l’amico e complice Giacomo, decide di mettere in scena la sua morte. Ma i piani di Arturo vengono scombinati da strambi personaggi che inaspettatamente si presentano in casa sua. Una commedia divertente e vivace che vi farà morire dalle risate. Commedia brillante in tre atti - Autore Luciano Lunghi Adattamento al dialetto trentino e Regia a cura della Filodrammatica R.A.L. La Filodrammatica “R.A.L. ” – Ville d’Anaunia (TN)

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Freitag, 30 Okt. 2026 20:30

Tutti gli uomini che non sono ripercorre l’incredibile storia realmente accaduta delle trasformazioni di Paolo Calabresi in personaggi realmente esistenti. Molti ricordano la straordinaria performance del falso Nicolas Cage, accolto allo stadio con tutti gli onori dal presidente del Milan, ma ci furono anche John Turturro, Marilyn Manson, un capo africano e persino un cardinale. Performance impressionanti che però nascono in conseguenza di alcuni eventi traumatici che Calabresi ha subito nel giro di poche settimane, e da cui è uscito attraverso un uso “improprio” del suo mestiere di attore. Una serie di operazioni che ha finito per coinvolgere la sua vita privata investendo la sua numerosa famiglia, e in particolare la relazione con la moglie, figura fondamentale interpretata da Carolina Di Domenico. Una commedia-verità, di una comicità a tratti esilarante, che ha l'ambizione di sviluppare delle tematiche complesse filtrandole attraverso la costante lente dell'ironia, ma soprattutto una riflessione su quella che percepiamo come “identità”. tratto dal libro omonimo di Paolo Calabresi con Paolo Calabresi e Carolina Di Domenico scritto e diretto da Paolo Calabresi scene Roberto Crea luci Marco D'Amelio progetto video Carmine Acconcia costumi Alessandro Lai produzione Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo durata 90 minuti circa

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Theatre
Donnerstag, 29 Okt. 2026 20:30

Tutti gli uomini che non sono ripercorre l’incredibile storia realmente accaduta delle trasformazioni di Paolo Calabresi in personaggi realmente esistenti. Molti ricordano la straordinaria performance del falso Nicolas Cage, accolto allo stadio con tutti gli onori dal presidente del Milan, ma ci furono anche John Turturro, Marilyn Manson, un capo africano e persino un cardinale. Performance impressionanti che però nascono in conseguenza di alcuni eventi traumatici che Calabresi ha subito nel giro di poche settimane, e da cui è uscito attraverso un uso “improprio” del suo mestiere di attore. Una serie di operazioni che ha finito per coinvolgere la sua vita privata investendo la sua numerosa famiglia, e in particolare la relazione con la moglie, figura fondamentale interpretata da Carolina Di Domenico. Una commedia-verità, di una comicità a tratti esilarante, che ha l'ambizione di sviluppare delle tematiche complesse filtrandole attraverso la costante lente dell'ironia, ma soprattutto una riflessione su quella che percepiamo come “identità”. tratto dal libro omonimo di Paolo Calabresi con Paolo Calabresi e Carolina Di Domenico scritto e diretto da Paolo Calabresi scene Roberto Crea luci Marco D'Amelio progetto video Carmine Acconcia costumi Alessandro Lai produzione Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo durata 90 minuti circa

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Theatre
Donnerstag, 29 Okt. 2026 20:00
Es gibt Termine vom 29 Okt. 2026 bis 30 Okt. 2026

Von und mit Gianluca Iocolano Musik: Christa Plank Regie: Marta Dalla Via Männer tun manchmal so, als würden sie nichts sehen. Oft erkennen sie Mechanismen nicht, die für sie längst zur Gewohnheit geworden sind – unabhängig von der Generation. Gerade deshalb ist es heute wichtiger denn je, Dinge beim Namen zu nennen. Das Stück lädt dazu ein, das Schweigen zu brechen und den Blick zu schärfen – damit Gewalt früh erkannt wird, selbst dort, wo sie sich in den feinen Nuancen der Sprache verbirgt. Nicht mit dem Anspruch auf die große Revolution, sondern mit kleinen Schritten, die Veränderung möglich machen. Gianluca Iocolano nutzt die Satire, um den Schleier der Gleichgültigkeit zu zerreißen. Freuen Sie sich auf ein zweisprachiges Wechselspiel aus Storytelling, Sketches und eigenen Singer-Songwriter-Stücken.

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Music
Donnerstag, 29 Okt. 2026 19:30

O/Modernt Hugo Ticciati / Violine KALEIDOSCOPIC SOUNDS Henry Purcell Chacony in G Nebojsa Zivkovic Fluctus Gene Koshinski Caleidoscópio Vincent Ho Nostalgia Arvo Pärt Da pacem domine Ludwig van Beethoven Große Fuge Op. 133 Peteris Vasks ‘Meditation’ from String Quartet No. 4 Emmanuel Witzthum The Trace of Echoes* Albert Schnelzer Apollonian Dances Pablo Casals Song of the Birds In Zusammenarbeit mit Südtiroler Kulturinstitut Jëuni de Mujiga de Gherdëina Fondazione Musica Classica Perugia

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Theatre
Dienstag, 27 Okt. 2026 20:30

Tutti gli uomini che non sono ripercorre l’incredibile storia realmente accaduta delle trasformazioni di Paolo Calabresi in personaggi realmente esistenti. Molti ricordano la straordinaria performance del falso Nicolas Cage, accolto allo stadio con tutti gli onori dal presidente del Milan, ma ci furono anche John Turturro, Marilyn Manson, un capo africano e persino un cardinale. Performance impressionanti che però nascono in conseguenza di alcuni eventi traumatici che Calabresi ha subito nel giro di poche settimane, e da cui è uscito attraverso un uso “improprio” del suo mestiere di attore. Una serie di operazioni che ha finito per coinvolgere la sua vita privata investendo la sua numerosa famiglia, e in particolare la relazione con la moglie, figura fondamentale interpretata da Carolina Di Domenico. Una commedia-verità, di una comicità a tratti esilarante, che ha l'ambizione di sviluppare delle tematiche complesse filtrandole attraverso la costante lente dell'ironia, ma soprattutto una riflessione su quella che percepiamo come “identità”. tratto dal libro omonimo di Paolo Calabresi con Paolo Calabresi e Carolina Di Domenico scritto e diretto da Paolo Calabresi scene Roberto Crea luci Marco D'Amelio progetto video Carmine Acconcia costumi Alessandro Lai produzione Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo durata 90 minuti circa

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Music
Mittwoch, 21 Okt. 2026 20:00

Barencia vereint Jazz, Flamenco und zeitgenössischen Tanz zu einer außergewöhnlichen Performance. Der katalanische Pianist Xavi Torres trifft auf den Florentiner Schlagzeuger Bernardo Guerra, den italienischen Kontrabassisten Michelangelo Scandroglio und die preisgekrönte mexikanische Tänzerin Karen Lugo. Virtuose Improvisation, kraftvolle Rhythmen und Bewegung verschmelzen zu einem lebendigen Dialog zwischen Barcelona und Florenz. Xavi Torres: Klavier Bernardo Guerra: Schlagzeug Michelangelo Scandroglio: Kontrabass Karen Lugo: Tanz

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Theatre
Dienstag, 20 Okt. 2026 20:00-
Es gibt Termine vom 20 Okt. 2026 bis 25 Okt. 2026

Lunetta Savino è la protagonista di Madre Courage e i suoi figli di Bertolt Brecht, nella nuova rilettura di Leo Muscato. Un capolavoro del Novecento riportato alla sua natura più autentica: popolare, emotivo, dialettico, abbagliante. «Questo nuovo allestimento parte da una verità semplice e brutale: Brecht non racconta una donna travolta dalla guerra, ma una donna che vive grazie alla guerra. Una sopravvissuta amorale, attraversata da un’energia feroce e vitale. Courage non è un’eroina: è una mercante che tratta il conflitto come un mercato. È per questo che ci riguarda ancora» scrive Muscato. Scivolosa, contraddittoria, inafferrabile: per questo Madre Courage è umana. In lei convivono la madre che sopravvive nel sistema che la divora, l’individuo che non impara, chi specula nelle crisi e chi vive nell’emergenza permanente. Uno spazio scenico essenziale, senza protezioni, per un teatro in cui tutto viene evocato è il terreno ideale perché lo straniamento brechtiano torni vivo. Il cuore visivo dello spettacolo è il carro con cui Madre Courage segue gli eserciti – i suoi principali clienti – durante l’eterno conflitto: un oggetto reale, un corpo parallelo, il termometro della sua vita. «Scena dopo scena si trasforma, crescendo, collassando, tornando scheletro e delineando in questo modo un viaggio epico dentro il viaggio della protagonista […].» La musica suonata e cantata dal vivo ha un ruolo centrale. Brecht voleva canzoni «come una sveglia stonata», dure e sentimentali insieme. «Noi proponiamo una nuova partitura contemporanea, più rock che militare, che non si limita ad accompagnare l’azione ma la interrompe, la spacca, la illumina» prosegue Muscato «La scena avrà la forza di un concerto: luce, suono e corpi in un impatto frontale con il pubblico. Il nostro spettacolo non vuole offrire una lezione, ma un’esperienza: un’energia che esplode, un viaggio feroce attraverso l’Europa devastata del Seicento e il nostro presente. Un teatro che non consola, ma che tiene lo spettatore incollato alla scena e gli sbatte in faccia la complessità del presente». Per gli/le abbonati/e di Merano, Bressanone, Vipiteno e Brunico è riservata l'anteprima di martedì 20 ottobre h. 19.30 con servizio pullman gratuito fino a esaurimento posti e solo su prenotazione via messaggio WhatsApp al numero 3666311044 Per gli/le abbonati/e della Bassa Atesina in abbonamento la recita di domenica 25 ottobre h. 16.00 con servizio pullman gratuito fino a esaurimento posti e solo su prenotazione via messaggio WhatsApp al numero 3666311044 di Bertolt Brecht con Lunetta Savino e cast in definizione regia Leo Muscato scene Andrea Belli costumi Margherita Baldoni luci Alessandro Verazzi produzione Teatro Stabile di Bolzano, Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale

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Others
Montag, 19 Okt. 2026 09:30-17:00 |
Es gibt Termine vom 19 Okt. 2026 bis 22 Okt. 2026

Die Messe für Hotellerie und Gastronomie Wo der Gast im Mittelpunkt steht. - Hotel ist die führende Hotelmesse im Nordosten Italiens. Jedes Jahr bringt Hotel die besten Hoteliers zusammen, um innovative Lösungen kennenzulernen und berufliche Beziehungen zwischen Experten zu knüpfen. - Immer einen Schritt voraus, bietet Hotel die wichtigste Gelegenheit, alle Akteure und relevanten Lösungen kennenzulernen, um eine nachhaltige Gastfreundschaft umzusetzen – in jeder Hinsicht: wirtschaftlich, ökologisch oder sozial. - Über 400 Aussteller und über 19.000 Besucher treffen sich jedes Jahr auf der Hotel, in einer sorgfältig kuratierten und ansprechenden Umgebung, um ihren Betrieb zukunftssicher zu machen, neue Perspektiven und Chancen kennenzulernen.

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Music
Samstag, 17 Okt. 2026 20:00

German Brass verdankt seinen Erfolg seinem Klang. Als Pionier unter den Brass-Ensembles hat German Brass seit seiner Gründung 1974 nicht nur Musikgeschichte geschrieben, sondern führt kontinuierlich seine Erfolgsgeschichte fort. Die zehn Solobläser und Hochschulprofessoren zeichnen sich dadurch aus, dass sie kompromisslos diesen genuinen Klang ihres Ensembles erschaffen, ihn in jedem Konzert und jeder Aufnahme aufs Neue finden und erfinden. Klang wird bei German Brass zelebriert – und für das Publikum so zum Erlebnis. Seit die Feiern für Johann Sebastian Bach, dem klanglichen Ideengeber des legendären German Brass Sounds, 1984 zur endgültigen Besetzung mit zehn Bläsern geführt hatten, konzertiert German Brass in dieser Formation. Längst ist Blechbläserkammermusik national und international ein fester wie selbstverständlicher Bestandteil im Konzertleben geworden, und German Brass ist in all den Jahrzehnten seinem Ruf als Vorreiter gerecht geworden. Die eigens auf die künstlerischen und technischen Spitzenleistungen der Ensemblemitglieder zugeschnittenen Arrangements von Mathias Höfs und Alexander Erbrich-Crawford sind längst zu Klassikern im Brass-Repertoire geworden.

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Music
Freitag, 16 Okt. 2026 20:00

Mit sechs Jahren erklärt Matthias Höfs die Trompete zu „seinem Instrument, weil sie so schön glänzt“. Gerade 18 jährig wird er Solotrompeter des Philharmonischen Staatsorchester Hamburg. Die faszinierende Welt der Oper genießt er 16 Jahre lang. Höfs wird zur gleichen Zeit Mitglied des Ensembles GERMAN BRASS, mit dem er weltweit erfolgreich ist. Seit dem ersten Konzert des Ensembles 1985 schreibt er sich und seinen Kollegen Arrangements „auf den Leib“, die innovativ, nachhaltig und genreübergreifend die Brasswelt inspirieren. Mit musikalischem Pioniergeist erweitert Matthias Höfs kontinuierlich den Horizont seines Instruments – sei es durch die enge Zusammenarbeit mit Komponisten, die sich durch seine unvergleichliche Virtuosität und Experimentierfreude inspirieren lassen, sei es als „Botschafter der Trompete“ in seiner Heimat Schleswig-Holstein oder durch die langjährige Kooperation mit den Instrumentenbauern Max und Heinrich Thein. Die Leidenschaft für sein Instrument vermittelt Matthias Höfs auch seinen Studenten, die er seit 2000 als Professor an der Hochschule für Musik und Theater mit großem Engagement unterrichtet. Neben seiner ausgedehnten Konzerttätigkeit als Solist und Kammermusiker hat Höfs bislang zahlreiche Solo-CDs produziert. Mit GERMAN BRASS gibt es darüber hinaus mehr als 20 CD Aufnahmen. Im Oktober 2016 wurde GERMAN BRASS der Deutsche ECHO Klassik verliehen – eine der höchsten Auszeichnungen für nationale und internationale Musiker. Michael Schöch ist einer der wenigen Musiker, die das Klavier- wie auch das Orgelrepertoire in gleichem Umfang auf höchstem Niveau beherrschen. Mit dem 1. Preis beim Internationalen Musikwettbewerb der ARD im Fach Orgel, einer Auszeichnung, die zum ersten Mal seit 40 Jahren wieder vergeben wurde, startete er eine Karriere, die ihn in bedutende Konzertsäle, wie die Berliner Philharmonie, das Berliner Konzerthaus, das Wiener Konzerthaus, den Wiener Musikverein, das KKL Luzern, das Gewandhaus Leipzig, die Philharmonie im Gasteig München, den Münchener Herkulessaal, die Semperoper Dresden und Kirchen wie Dome von Riga, Passau, Merseburg, Mainz und Speyer führte. Als Solist konzertierte der mit renommierten Orchestern, wie dem Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks, der Wiener Akademie, dem Stuttgarter Kammerorchester, dem Deutschen Symphonie-Orchester Berlin, der Camerata Salzburg, dem Orchester der Akademie St. Blasius, dem Staatsorchester Kassel, den Nürnberger Symphonikern, dem Tiroler Symphonieorchester Innsbruck und dem Orchestre de l´Opérea de Rouen. Michael Schöchs Arbeit ist in zahlreichen Runkfunk-Mitschnitten (u.a. ORF, BR, SWR, Deutschlandradio) sowie CD-Produktionen dokumentiert. Mittlerweile hat Michael Schöch 15 CDs veröfentlicht. Neben zah,reichen anderen Preisen gewann er 1. Preise beim Internationalen Klavierwettbewerb “Franz Schubert” in Ruse/Bulgarien, beim Internationalen Orgelwettbewerb “August Everding” in München und beim Internationalen Musikwettbewerb der ADR 2011. Seit 2015 leitet er die Orgelklasse am Tiroler Landeskonservatorium in Innsbruck und ist seit 2024 küntlerischer Leiter des Internationalen Paul-Hofhaimer.

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Kids
Freitag, 16 Okt. 2026 16:00-
Es gibt Termine vom 16 Okt. 2026 bis 18 Okt. 2026

geschrieben und illustriert von Chris Naylor-Ballesteros aus dem Englischen von Uwe-Michael Gutzschhahn für Kinder zwischen 3 und 5 Jahren Eines Tages kommt ein fremdes, grünes Tier mit einem großen Koffer im Wald an. Der Vogel, der Hase und der Fuchs wundern sich. Wo kommt es her? Warum ist es voller Staub und Angst und Müdigkeit? Und vor allem: Was um Himmels willen ist in dem Koffer? Der Fremde setzt sich und erzählt: In dem Koffer sind eine Tasse und ein Tisch und ein Stuhl und eine Hütte mit Blick auf das Meer. Ein ganzes Zuhause in einem Koffer? Die Tiere werden misstrauisch und wollen um alles in der Welt die Wahrheit herausfinden. Chris Naylor-Ballesteros, geboren in Bradford (Großbritannien), Lieblingsfarbe Grün, ist Autor und Illustrator zahlreicher Kinderbücher, darunter „Der Koffer“ (2019). Die Regisseurin Naemi Friedmann, geboren in Thüringen, wird das Bilderbuch und seine grüne Hauptfigur mit Puppe, Musik und Spiel für die Bühne adaptieren. Das mobile Sitzkissenformat stellt sich mit einer hoffnungsfrohen Geschichte über Offenheit und Toleranz seinem jüngsten Publikum vor. mit Lotta Lechtenberg Almut Schäfer-Kubelka Regie Naemi Friedmann

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Theatre
Donnerstag, 15 Okt. 2026 20:30

(avannotti, sole Blu e la storia della giovane Saracinesca) Alessandro Bergonzoni torna in teatro con il suo nuovo spettacolo Arrivano i Dunque (avannotti, sole blu e la storia della giovane saracinesca). Un'asta dei pensieri alla ricerca del “miglior (s)offerente” per mettere all'incanto il verso delle cose. Tra arte e sorte, fiamminghi e piromani, van Gogh e Bangkok, bene e Mahler, sangue fuori mano e stigmate, stigmate e astigmatici, Dalì fino Allah, Bergonzoni cerca di ricreare, attraverso la sua inconfondibile scrittura comica, una realtà che non solo non ci basta più ma che possiamo/dobbiamo reinventare giorno per giorno alla ricerca di un futuro di pace assoluta e definitivamente più accogliente fino alle soglie di nuove percezioni e di altri significati. di e con Alessandro Bergonzoni scene Alessandro Bergonzoni regia Alessandro Bergonzoni e Riccardo Rodolfi produzione Teatro Carcano durata 90 minuti

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Music
Samstag, 10 Okt. 2026 20:00

PRO BRASS ist nicht einfach nur ein Brass-Ensemble – es ist ein Erlebnis. Seit mittlerweile über vier Jahrzehnten begeistert diese Ausnahmeformation mit einer einzigartigen Mischung aus virtuosem Können, mitreißender Musikalität und humorvoller Bühnenpräsenz. In PRO BRASS vereinen sich einige der besten Blechbläser aus Österreich und darüber hinaus, darunter Mitglieder international führender Orchester wie der Berliner Philharmoniker, Wiener Philharmoniker, Wiener Symphoniker, WDR-Sinfonieorchester, NDR-Radiophilharmonie, RSO Wien, Volksoper Wien und dem Brucknerorchester Linz, sowie Hochschulprofessoren der Universität der Künste Berlin, Hochschule für Musik und Theater München, Anton Bruckner Privatuniversität Linz und Gustav Mahler Privatuniversität Klagenfurt. Doch was macht PRO BRASS so besonders? Das Ensemble kombiniert meisterhafte Blechbläserkunst mit eigenen Kompositionen, kreativen Arrangements und einer faszinierenden Stilvielfalt. Es ist die Verbindung von Perfektion, Spielfreude und musikalischer Emotion. Dazu kommt die unnachahmliche Art, mit der PRO BRASS seine Konzerte gestaltet: humorvoll, charmant und voller Überraschungen. Wer einmal dabei war, weiß: Hier wird Musik nicht nur gespielt, sondern zelebriert. Die musikalische Vielfalt und Kreativität von PRO BRASS ist auf 13 CDs dokumentiert, die den unverwechselbaren Klang und die visionäre Musikalität des Ensembles festhalten. SMILE Lächeln ist die kürzeste Verbindung zwischen Menschen – und genau das stellt Pro Brass in seinem Programm SMILE musikalisch unter Beweis. Lächeln hat viele Facetten. Es kann fröhlich und unbeschwert sein, aber auch ironisch, melancholisch oder sogar herausfordernd. Pro Brass nimmt das Publikum mit auf eine musikalische Reise von verschmitztem Schmunzeln über herzhafte Heiterkeit bis hin zu bittersüßer Nostalgie. Ein Konzertprogramm voller Überraschungen, das mit Witz, Charme und Tiefgang berührt. Ein Programm, das uns verbindet – und nicht mehr loslässt. Ein Abend, der zum Staunen, Lachen und Nachdenken anregt. Lass dich anstecken von der Magie der Musik – und geh mit einem Lächeln nach Hause! Im neuen Programm SMILE erwartet das Publikum ein abwechslungsreiches Programm voller Melodien, die Herz und Seele berühren. Bekannte Pro Brass Klassiker treffen auf feine Entdeckungen – Musik, die bewegt, verzaubert und verbindet. Der Namensgeber des Programms, das Lied SMILE von Charlie Chaplin schenkt seit Generationen Hoffnung und Zuversicht – und trägt auch an diesem Abend die Botschaft, dass trotz aller Schwierigkeiten immer ein Lächeln bleibt, welches das Publikum bis nach Hause begleitet. Garantie für Gute Laune.

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Music
Samstag, 10 Okt. 2026 20:00

Sportfreunde Stiller auf Tour 30 wunderbaren Jahren Kartenvorverkauf: in allen Athesia Buchhandlungen und online auf www.ticketone.it Sportfreunde Stiller kommen im Oktober nach Bozen Zum Anlass ihres 30-jährigen Bandjubiläums, laden Sportfreunde Stiller zu einem Abend voller Erinnerungen, großer Songs und jener besonderen Energie ein, die die Band auszeichnet. Drei Jahrzehnte Bandgeschichte stehen für unzählige Konzerte, Geschichten, Umwege und Glücksmomente. 2026 blicken die Sportfreunde Stiller auf 30 Jahre gemeinsames Musikmachen zurück und feiern dieses Jubiläum mit einer großen Best-of-Tour. Was Mitte der 1990er-Jahre in einem spartanischen Proberaum begann, entwickelte sich zu einer der konstantesten und beliebtesten Erfolgsgeschichten der deutschsprachigen Pop- und Rockmusik. Seit der Gründung 1996 steht die Band für eingängige Melodien, kluge Texte und eine besondere Nähe zum Publikum. Aus kleinen Clubshows wurden ausverkaufte Hallen, aus ersten Songs Hymnen, die Generationen begleiten. Die Sportfreunde Stiller spielten vor wenigen Zuhörern ebenso wie vor zehntausenden Fans, veröffentlichten zahlreiche Alben, feierten Chart-Erfolge und blieben dabei stets ihrem eigenen Stil treu. Zum Jubiläum blicken Rüdiger Linhof, Florian Weber und Peter Brugger nicht nur zurück, sondern auch nach vorn: Neue Musik ist geplant, im Mittelpunkt steht jedoch vor allem das gemeinsame Feiern mit dem Publikum. Die Jubiläumstour führt durch Deutschland, Österreich, die Schweiz, Luxemburg und Italien – viele Termine sind bereits ausverkauft. Dabei verspricht die Band nicht nur einen Abend voller bekannter Hits, sondern auch besondere Überraschungen, emotionale Momente und intime Einblicke in drei Jahrzehnte gemeinsamer Musikgeschichte.

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Theatre
Freitag, 09 Okt. 2026 20:00-
Es gibt Termine vom 09 Okt. 2026 bis 25 Okt. 2026

von Peter Jordan mit: Margot Mayrhofer, Markus Tavakoli, Günther Götsch, Linda Covi Regie: Christina Khuen Bühne: Sara Burchia Kostüme: Andrea Kerner In Paris herrscht Revolution, im Palast von Versailles hingegen die Ratlosigkeit: Während draußen das Volk wütet, warten drinnen Marie-Antoinette und ihr Mann König Ludwig XVI. seit nunmehr 15 Jahren auf ihre angekündigte Hinrichtung. Doch damals wie heute die gleichen Probleme: Bürokratie, Intrigen und Machtkämpfe auf allen Ebenen. Marie-Antoinette oder: Kuchen für alle! ist eine bitterböse, feinhumorige Farce von Peter Jordan, die soziale Ungleichheit und politische Machtkämpfe thematisiert und Altbekanntes noch einmal völlig neu beleuchtet. In dieser todernst- turbulenten Komödie wechseln vier Schauspieler: innen in rasantem Tempo Haltungen und Identitäten und schießen bitterböse Zeitpfeile in unsere Gegenwart. Diese brüllend komische schwarze Komödie reflektiert mit viel Slapstick aktuelle politische Strukturen und wirft eine Parabel auf abgehobene Eliten und gesellschaftliche Krisen.

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Music
Samstag, 03 Okt. 2026 20:00

Die Brass Band R.E.T. vereint Spitzenblechbläser, die als professionelle Orchestermusiker und Musikpädagogen tätig sind, sowie Musikstudenten aus ganz Tirol. Durch die Teilnahme an nationalen und internationalen Wettbewerben wollen die ambitionierten Musiker und Musikerinnen die Qualität ihrer Arbeit kontinuierlich weiterentwickeln und sich auch international einen Namen machen. So konnte das Ensemble, das ausschließlich aus Tirolerinnen und Tirolern besteht, bereits in seinem Gründungsjahr 2014 den ersten österreichischen Brass Band Wettbewerb für sich entscheiden und Österreich auf europäischer Wettbewerbs-Ebene vertreten. Andreas Lackner, Dirigent der R.E.T Brass Band, war begeistert von den klanglichen und musikalischen Möglichkeiten, die mit einer Brassband einhergehen. Als die R.E.T.-Gründungsmitglieder Andreas Lackner, Gerd Bachmann und Thomas Steinbrucker Jahre später einen Kurs bei „El Sistema“ in Venezuela hielten kam die Faszination darüber hinzu, mit welcher Energie Kinder und Jugendliche im Orchester-Kontext agierten und musizierten. Bald darauf entstand eine Jugend-Brassband an der Musikschule Innsbruck. Einige der „Jungen“ wurden rasch sehr gut und finden seit 2014 bis zum heutigen Tag in der R.E.T. Brass Band neue musikalische Herausforderungen.

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Exhibitions
Samstag, 03 Okt. 2026 09:00-18:00 |
Es gibt Termine vom 03 Okt. 2026 bis 23 Okt. 2026

L'esposizione, aperta al pubblico dal 2 al 23 ottobre 2026, presenta una ricerca artistica sviluppata da Jana Kasalová a partire dal 2007 attraverso un articolato percorso di opere fotografiche e performative dedicate al tema dell'animalità e alla complessa relazione tra essere umano e animale. Il progetto nasce da una lunga indagine sul concetto stesso di "animale" e sulla trasformazione che questo termine ha assunto nel nostro immaginario culturale. Attraverso fotografia, performance e una ricerca sul corpo come luogo di metamorfosi e conoscenza, l'artista mette in discussione il confine apparentemente netto tra uomo e animale, interrogando il modo in cui l'essere umano ha costruito la propria identità distinguendosi dall'“altro”. La mostra si sviluppa attorno ad alcune domande fondamentali: che cos'è un animale? Cosa significa essere animale? Chi è davvero l'animale? Dove si colloca il limite tra umano e non umano? Nella ricerca di Jana Kasalová l'animale non rappresenta una presenza separata o subordinata, ma diventa un luogo di confronto, di conoscenza e di riconoscimento reciproco. L'animalità emerge come una dimensione profondamente intrecciata all'esistenza umana, capace di aprire nuove prospettive sul rapporto tra identità, natura e cultura. La mostra invita così a riflettere sulla responsabilità che l'essere umano ha nei confronti del mondo vivente, sul rapporto con la natura e sulla compassione verso ogni forma di vita, riconoscendo l'interdipendenza che lega tutti gli esseri. Questa prospettiva trova significative consonanze nel pensiero di Rudolf Steiner, che affermava: «Ogni essere dotato di intelligenza, buon senso e compassione prova una profonda gratitudine verso le forme di vita meno evolute, perché senza di esse non potrebbe esistere. Le piante non potrebbero esistere senza i minerali, gli animali non potrebbero esistere senza le piante e gli esseri umani non potrebbero esistere senza gli animali.» Una sensibilità analoga attraversa anche la tradizione cristiana orientale nelle parole di San Basilio Magno: «O Signore, accresci in noi la fratellanza con i nostri piccoli fratelli; concedi che essi possano vivere non per noi, ma per se stessi e per Te; facci capire che essi amano, come noi, la dolcezza della vita e ti servono nel loro posto meglio di quanto facciamo noi nel nostro.» Due riflessioni che, pur appartenendo a epoche e contesti differenti, richiamano una medesima idea di rispetto, gratitudine e responsabilità nei confronti del vivente. Il titolo dell'esposizione richiama la riflessione del filosofo Jacques Derrida, che mette in discussione il celebre principio cartesiano «Penso, dunque sono», proponendo una diversa possibilità di lettura: «L'animale che dunque sono». L'incontro con l'animale diventa così un momento di reciproco riconoscimento: l'animale ci guarda e, attraverso quello sguardo, siamo chiamati a interrogarci sulla nostra stessa condizione. La pratica artistica di Kasalová, attraversando il confine tra fotografia e performance, tra rappresentazione e trasformazione, crea uno spazio nel quale l'animale diventa una figura al tempo stesso simbolica e concreta: un dispositivo attraverso cui esplorare la fragilità, la memoria, il corpo e la relazione con ciò che abitualmente definiamo come "altro". Prodotta da Spazio5 Contemporary Cluster, la mostra si inserisce nel percorso di ricerca e promozione dell'arte contemporanea portato avanti dall'organizzazione, con particolare attenzione ai linguaggi interdisciplinari e ai progetti capaci di mettere in dialogo arte, filosofia, ecologia e società. Con L'animale che dunque sono, il Centro Culturale Claudio Trevi offre al pubblico un'occasione di incontro con una significativa ricerca artistica internazionale che invita a ripensare il posto dell'essere umano nel mondo vivente, superando le tradizionali gerarchie tra le specie e promuovendo una cultura della responsabilità, della cura e della convivenza con tutte le forme di vita. BIOGRAFIE Jana Kasalová (*1974, Turnov) ha studiato pittura alla Facoltà di Belle Arti di Brno e ha seguito studi post-laurea in arte presso l’Universidad Complutense di Madrid. Ha vissuto e lavorato a Londra, Parigi e New York; dal 2005 ha un atelier a Praga. Le sue opere sono presenti in numerose collezioni private e pubbliche in Europa e negli Stati Uniti. Si dedica principalmente al disegno e alla pittura, alla realizzazione di installazioni audiovisive, alla videoarte e alla fotografia. La sua creazione artistica trae ispirazione non solo dagli studi artistici ma anche dalla filosofia, dalla cosmologia e dalla spiritualità. Da tempo si occupa dell’interpretazione del paesaggio e della cartografia, del corpo e dell’impronta umana nel paesaggio, nonché del concetto di animale e della trasformazione in esso. Il suo tema principale è la scoperta come processo, la ricerca dell’orientamento umano nello spazio e nel tempo reali. Collabora con Miroslava Hájek dal 2008. www.kasalova.eu Miroslava Hájek (*1947, Brno) è una storica dell'arte e curatrice ceca che si focalizza sull'arte moderna e contemporanea. Vive in Italia dal 1969, dove ha fondato la galleria "UXA". Attraverso il suo lavoro in Italia, promuove l'arte contemporanea mondiale (Bruno Munari, Franco Vaccari, Gianni Colombo, Jean Tinguely, Joseph Beuys), ma soprattutto artisti cechi (Jiří Kolář, Milan Knížák, Václav Boštík, Dalibor Chatrný, Adriena Šimotová, Běla Kolářová). www.munariarchive.org

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Theatre
Freitag, 02 Okt. 2026 20:00
Es gibt Termine vom 02 Okt. 2026 bis 17 Okt. 2026

Eine Produktion der Carambolage: „NA, WENIGSTENS BETRACHTEN WIR DENSELBEN MOND" von Oliver Bukowski Mit Eva Kuen, Laura Masten, Anna Pircher und Markus Fisher Regie: Torsten Schilling Bühne und Kostüme: Kerstin Kahl Licht und Technik: Julian Geier Bühnenbau: Robert Reinstadler Foto: Tiberio Sorvillo Beim gemeinsamen Kaffeetrinken lässt Maya die Bombe platzen. Sie will in den Krieg ziehen, um an der Seite der Ukraine zu kämpfen. Ihre Partnerin Leo beschließt, sie zu begleiten. Für Mayas Eltern, Jenny und Raffael, bricht eine Welt zusammen. Während die Mutter verzweifelt versucht, ihre Tochter von diesem Entschluss abzubringen, eskaliert das Familiengespräch zu einem schonungslosen Schlagabtausch. Alte Verletzungen brechen auf, Weltanschauungen prallen aufeinander und aus dem privaten Konflikt wird ein hochbrisantes Generationendrama. Die Älteren verstehen den Aktionismus der Jüngeren nicht mehr, die Jüngeren werfen den Älteren Tatenlosigkeit vor. Oliver Bukowski erzählt mit scharfem Witz und großer Genauigkeit von einer Familie, die stellvertretend für eine zutiefst verunsicherte Gesellschaft steht. Der Ukrainekrieg, die Klimakrise, die Gender-Debatte, Ost-West-Biografien, politische Haltungen und die Frage nach persönlicher Verantwortung verdichten sich zu einer ebenso tragikomischen wie provozierenden Auseinandersetzung. Niemand behält recht – und niemand bleibt unberührt. Ein Stück, das unbequeme Fragen stellt und den Nerv der Zeit trifft. Bukowski zählt zu den bedeutendsten deutschsprachigen Dramatikern der Gegenwart. Der Durchbruch gelang ihm 1993 mit „Londn-LÄ-Lübbenau“. Mit „Gäste“ gewann er 1999 den Mülheimer Dramatikerpreis. Zudem ist er Erfinder der Serie „Warten auf den Bus“, die seit 2020 im RBB zu sehen ist.

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Art & Culture
Freitag, 02 Okt. 2026 18:00

Il giorno 2 ottobre 2026 alle ore 18.00 il Centro Culturale Claudio Trevi di Bolzano ospita la mostra L'animale che dunque sono dell'artista ceca Jana Kasalová, a cura di Miroslava Hájek e prodotta da Spazio5 Contemporary Cluster nell’ambito degli eventi per il vent’anni di attività dell’associazione Studio Openspace / Spazio5 Contemporary Cluster. Inoltre il progetto è parte della Bolzano Art Weeks 2026. L'esposizione, aperta al pubblico dal 2 al 23 ottobre 2026, presenta una ricerca artistica sviluppata da Jana Kasalová a partire dal 2007 attraverso un articolato percorso di opere fotografiche e performative dedicate al tema dell'animalità e alla complessa relazione tra essere umano e animale. Il progetto nasce da una lunga indagine sul concetto stesso di "animale" e sulla trasformazione che questo termine ha assunto nel nostro immaginario culturale. Attraverso fotografia, performance e una ricerca sul corpo come luogo di metamorfosi e conoscenza, l'artista mette in discussione il confine apparentemente netto tra uomo e animale, interrogando il modo in cui l'essere umano ha costruito la propria identità distinguendosi dall'“altro”. La mostra si sviluppa attorno ad alcune domande fondamentali: che cos'è un animale? Cosa significa essere animale? Chi è davvero l'animale? Dove si colloca il limite tra umano e non umano? Nella ricerca di Jana Kasalová l'animale non rappresenta una presenza separata o subordinata, ma diventa un luogo di confronto, di conoscenza e di riconoscimento reciproco. L'animalità emerge come una dimensione profondamente intrecciata all'esistenza umana, capace di aprire nuove prospettive sul rapporto tra identità, natura e cultura. La mostra invita così a riflettere sulla responsabilità che l'essere umano ha nei confronti del mondo vivente, sul rapporto con la natura e sulla compassione verso ogni forma di vita, riconoscendo l'interdipendenza che lega tutti gli esseri. Questa prospettiva trova significative consonanze nel pensiero di Rudolf Steiner, che affermava: «Ogni essere dotato di intelligenza, buon senso e compassione prova una profonda gratitudine verso le forme di vita meno evolute, perché senza di esse non potrebbe esistere. Le piante non potrebbero esistere senza i minerali, gli animali non potrebbero esistere senza le piante e gli esseri umani non potrebbero esistere senza gli animali.» Una sensibilità analoga attraversa anche la tradizione cristiana orientale nelle parole di San Basilio Magno: «O Signore, accresci in noi la fratellanza con i nostri piccoli fratelli; concedi che essi possano vivere non per noi, ma per se stessi e per Te; facci capire che essi amano, come noi, la dolcezza della vita e ti servono nel loro posto meglio di quanto facciamo noi nel nostro.» Due riflessioni che, pur appartenendo a epoche e contesti differenti, richiamano una medesima idea di rispetto, gratitudine e responsabilità nei confronti del vivente. Il titolo dell'esposizione richiama la riflessione del filosofo Jacques Derrida, che mette in discussione il celebre principio cartesiano «Penso, dunque sono», proponendo una diversa possibilità di lettura: «L'animale che dunque sono». L'incontro con l'animale diventa così un momento di reciproco riconoscimento: l'animale ci guarda e, attraverso quello sguardo, siamo chiamati a interrogarci sulla nostra stessa condizione. La pratica artistica di Kasalová, attraversando il confine tra fotografia e performance, tra rappresentazione e trasformazione, crea uno spazio nel quale l'animale diventa una figura al tempo stesso simbolica e concreta: un dispositivo attraverso cui esplorare la fragilità, la memoria, il corpo e la relazione con ciò che abitualmente definiamo come "altro". Prodotta da Spazio5 Contemporary Cluster, la mostra si inserisce nel percorso di ricerca e promozione dell'arte contemporanea portato avanti dall'organizzazione, con particolare attenzione ai linguaggi interdisciplinari e ai progetti capaci di mettere in dialogo arte, filosofia, ecologia e società. Con L'animale che dunque sono, il Centro Culturale Claudio Trevi offre al pubblico un'occasione di incontro con una significativa ricerca artistica internazionale che invita a ripensare il posto dell'essere umano nel mondo vivente, superando le tradizionali gerarchie tra le specie e promuovendo una cultura della responsabilità, della cura e della convivenza con tutte le forme di vita. BIOGRAFIE Jana Kasalová (*1974, Turnov) ha studiato pittura alla Facoltà di Belle Arti di Brno e ha seguito studi post-laurea in arte presso l’Universidad Complutense di Madrid. Ha vissuto e lavorato a Londra, Parigi e New York; dal 2005 ha un atelier a Praga. Le sue opere sono presenti in numerose collezioni private e pubbliche in Europa e negli Stati Uniti. Si dedica principalmente al disegno e alla pittura, alla realizzazione di installazioni audiovisive, alla videoarte e alla fotografia. La sua creazione artistica trae ispirazione non solo dagli studi artistici ma anche dalla filosofia, dalla cosmologia e dalla spiritualità. Da tempo si occupa dell’interpretazione del paesaggio e della cartografia, del corpo e dell’impronta umana nel paesaggio, nonché del concetto di animale e della trasformazione in esso. Il suo tema principale è la scoperta come processo, la ricerca dell’orientamento umano nello spazio e nel tempo reali. Collabora con Miroslava Hájek dal 2008. www.kasalova.eu Miroslava Hájek (*1947, Brno) è una storica dell'arte e curatrice ceca che si focalizza sull'arte moderna e contemporanea. Vive in Italia dal 1969, dove ha fondato la galleria "UXA". Attraverso il suo lavoro in Italia, promuove l'arte contemporanea mondiale (Bruno Munari, Franco Vaccari, Gianni Colombo, Jean Tinguely, Joseph Beuys), ma soprattutto artisti cechi (Jiří Kolář, Milan Knížák, Václav Boštík, Dalibor Chatrný, Adriena Šimotová, Běla Kolářová). www.munariarchive.org

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Art & Culture
Mittwoch, 30 Sep. 2026 18:30-20:30 | 00:30
Es gibt Termine vom 30 Sep. 2026 bis 26 Mai 2027

Ziel und Inhalt: Als Lesekreis treffen wir uns regelmäßig, um über Bücher zu sprechen. Wir tauschen uns nicht nur über den Inhalt eines Werkes, sondern auch über die sprachliche Umsetzung sowie unterschiedliche Interpretationsmöglichkeiten aus. Gelesen wird dasselbe Werk, um sich anschließend über die eigene Leseerfahrung zu unterhalten. Jede*r Interessierte ist willkommen! Zielgruppe: Alle, die Freude am Lesen und am gemeinsamen Austausch haben Teilnehmerzahl: 4 - 12 Ort: Bildungshaus Jukas, Brixen Zeit: An folgenden Mittwochen, jeweils von 18.30 – ca. 20.30 Uhr: 30. September 26 25. November 26 27. Jänner 27 31. März 27 26. Mai 27 Treffleiter*in: Roberta Bortolotti, Brixen. Studium der Komparatistik, Germanistik sowie Anglistik/Amerikanistik in Innsbruck und Mancheste Beitrag: Der Treff ist kostenlos Anmeldung: erwünscht unter bildung@jukas.net

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Formation
Dienstag, 29 Sep. 2026 18:00-20:00 | 00:30
Es gibt Termine vom 29 Sep. 2026 bis 13 Okt. 2026

Ziel und Inhalt: Für diese drei Abende nehmen wir uns ganz leichte Projekte vor und üben dabei Schritt für Schritt das Häkeln. Wir fertigen einen waschbaren Spüllappen und einen praktischen Topflappen an. Gleichzeitig lernen wir das Einmaleins des Häkelns kennen: Luftmaschen, feste Maschen, Kettmaschen, halbe und ganze Stäbchen, Doppelstäbchen sowie das Häkeln in Runden. Wer diese Grundlagen mal beherrscht, wird wohl bald weitere Ausflüge in die Häkelwelt wagen! Zielgruppe: Alle Anfänger*innen von 10 bis 99 Teilnehmerzahl: 3 - 5 Zeit: An folgenden Dienstagen, jeweils von 18.00 – 20.00 Uhr: 29. September 26 6. Oktober 26 13. Oktober 26 Mitzubringen: Einfarbiges Baumwollgarn oder Wolle für eine Nadelstärke von 3,5 – 5 und die entsprechende Häkelnadel; Schere; eine Nadel zum Vernähen Referent*in: Leni Leitgeb, Brixen. Pädagogische Leiterin im Bildungshaus Jukas, Erzählerin, häkelt gerne Beitrag: 45,00 € inkl. 22% Mwst. Anmeldeschluss: 22.09.2026

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Theatre
Sonntag, 27 Sep. 2026 20:00-
Es gibt Termine vom 27 Sep. 2026 bis 17 Okt. 2026

Antje spielt. Die andere träumt. Beide arbeiten in einer Fleischerei. Sie zerteilen Schweinehälften, belegen lustige Sandwiches und kommen sich näher. Die eine wartet auf den großen Gewinn am Spielautomaten. Die andere spricht mit ihrem ungeborenen Kind. Über allem hängt der Mond. Mit skurrilem Humor und großer Zärtlichkeit erzählt faulender Mond von zwei Frauen, die vom Leben an den Rand gedrängt wurden und trotzdem nicht aufhören, an ein besseres Morgen zu glauben. Hinter den komischen Dialogen steckt eine Geschichte über Einsamkeit und Freundschaft. Und darüber, wie eine Partei Menschen in schwierigen Lebenslagen mit einfachen Antworten und großen Versprechen für sich gewinnt. Die Schweizer Autorin Anaïs Clerc gehört zu den spannendsten jungen Autorinnen der deutschsprachigen Theaterwelt. Mit großer Leichtigkeit verbindet sie Humor und Melancholie, Poesie und Politik und erzählt von Menschen, die sonst selten im Mittelpunkt stehen. Regie führt die Theatermacherin Julia Jenewein. Die Künstlerin AliPaloma schafft einen Raum zwischen Fleischerei und Raumschiff. Die Musikerin und Klangkünstlerin Natyra Elezi entwickelt den Sound des Abends live. Es spielen (und singen) Brigitte Knapp und Viktoria Obermarzoner. Theaterstück von Anaïs Clerc Regie: Julia Jenewein Schauspiel: Brigitte Knapp und Viktoria Obermarzoner Komposition und Live-Vertonung: Natyrë Elezi Ausstattung: AliPaloma Regieassistenz: Michaela Zetzlmann Foto: FREIUNDZEIT

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Cinema
Sonntag, 27 Sep. 2026 19:30

Im zehnten Teil der Heimatkrimi-Filmreihe ermittelt Polizist Franz Eberhofer im Wellnessbereich des Golfclubs. Mit Sebastian Bezzel, Simon Schwarz, Lisa Maria Potthoff u.a. D 2026, Ed Herzog, 99 Min. Ab 12 Jahren Es herrscht wieder einmal Aufregung im niederbayerischen Niederkaltenkirchen. Polizist Franz Eberhofer und sein ehemaliger Partner Rudi Birkenberger werden mit einer neuen Leiche konfrontiert. Der Steckerlfischkönig Sebastian Paulus hat sein Leben ausgerechnet in der Wellnesslandschaft des neuen Golf-Clubs ausgehaucht. Die Ermittlungen führen Franz nicht nur zu den golfenden Reichen, sondern auch in die Gefilde zwielichtiger Volksfest-Clans. Und dann will seine Freundin Susi jetzt auch noch Bürgermeisterin werden …

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Others
Sonntag, 27 Sep. 2026 09:00-13:00 |

Internationale Sammlerbörse für Ansichtskarten, Briefmarken, Münzen, Briefe, Militaria, Heimatbelege, Aktien, Fotos, Ganzsachen, Heiligenbildchen, Tirolensien, Bücher, Grafik und Zubehör; mit Beratung. Eintritt frei

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Theatre
Samstag, 26 Sep. 2026 21:00

Die faszinierende Welt der Magie kehrt mit der 13. Ausgabe des Merano Magic Festivals in die Stadt zurück. Ein Abend, an dem alles möglich ist: Verschiedene Shows und renommierte Künstler präsentieren die vielfältigen Facetten der Magie – von ihren unterhaltsamen bis hin zu ihren geheimnisvollen Seiten. Kartenvorverkauf in allen Athesia-Buchhandlungen und auf www.ticketone.it

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Theatre
Samstag, 26 Sep. 2026 19:30-
Es gibt Termine vom 26 Sep. 2026 bis 11 Okt. 2026

nach dem Roman „Eva dorme“ von Francesca Melandri Theaterfassung von Anita Buchart und Ivan Fauri in deutscher und italienischer Sprache mit Übertiteln Als Eva einen Anruf bekommt, fährt sie mit dem Zug 1397 km von Südtirol nach Süditalien, um Vito noch ein Mal wiederzusehen, jenen Mann, der sie als Kind eine Zeitlang liebevoll „sisiduzza“ (Fünkchen) genannt hatte. Die Reise quer durch Italien wird zugleich eine Reise in die Vergangenheit. Eva taucht ein in die Geschichte ihrer Heimat Südtirol, die von Grenzen erzählt zwischen zwei Ländern, zwei Sprachen und zwei Kulturen. 1919 geht ein Riss durch das Land und langsam auch durch die Menschen, die wie Evas Großvater Hermann plötzlich ihrer Sprache beraubt den Boden unter den Füßen verlieren. Widerstand macht sich breit und spaltet Familien und Sprachgruppen. Evas Mutter Gerda geht emanzipiert ihren eigenen Weg, kämpft dabei wie ihre Heimat um Autonomie und ringt um eine Liebe unabhängig von Herkunft und Sprache. Geblieben ist eine große Sehnsucht, die Mutter und Tochter verbindet und die einen Wunsch in sich birgt: Grenzen zu öffnen. Mit dem Roman „Eva schläft“ gelang der beliebten italienischen Autorin Francesca Melandri ein vielschichtiges Porträt Südtirols und seiner bewegenden Geschichte, die sich über Generationen in die Menschen eingeschrieben hat. Die renommierte Regisseurin und Künstlerische Leiterin des TEATA in der Gumpendorfer Straße in Wien Sara Ostertag versteht das Theater als Ort der Vielsprachigkeit und Multidisziplinarität. Mit einem feinen Gespür für Poesie inszeniert sie die Geschichte über Identitätssuche mehrsprachig, mit Musik, choreografischen Elementen und eindrücklichen Bildern. mit Andressa Miyazato Patrizia Pfeifer Brit Purwin Peter Schorn Paolo Tosin Regie Sara Ostertag

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Others
Samstag, 26 Sep. 2026 10:00-16:00 |
Es gibt Termine vom 26 Sep. 2026 bis 27 Sep. 2026

Bereitet euch auf ein kulinarisches Highlight der Extraklasse vor: Das Südtiroler Speckfest bietet euch ein Erlebnis, das ihr so schnell nicht vergessen werdet. Vom 26.09 - 27.09.2026 könnt ihr euch auf eine genussvolle Reise durch die Welt des Specks begeben. Das Speckfest ist eine Hommage an das traditionsreiche Handwerk der Südtiroler Speckherstellung und präsentiert eines der typischsten kulinarischen Highlights der Region, nämlich den originalen Südtiroler Speck in unterschiedlicher Art und Weise. Hier könnt ihr nicht nur die besten Speckproduzenten der Region kennenlernen und ihre Produkte verkosten, sondern auch mehr über die Geschichte und Herstellung des Specks erfahren. Wir freuen uns darauf, euch zu diesem einzigartigen kulinarischen Erlebnis begrüßen zu dürfen! Die wichtigsten Informationen im Überblick: - Das Südtiroler Speckfest beginnt am 26. September 2026 um 10.00 Uhr. - Auffahrt mit den Aufstiegsanlagen Kronplatz 2000 (ab Reischach) und Olang 1+2 (ab Olang/Gassl) ab 09.00 Uhr möglich - Ticketpreis Berg- und Talfahrt: 18,00€/Person - Bei schlechter Witterung findet das Event in Bruneck statt.

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Art & Culture
Freitag, 25 Sep. 2026
Es gibt Termine vom 25 Sep. 2026 bis 27 Sep. 2026

Am 25.-26.-27. September empfängt das Zentrum von Bozen das Festival Orizzonti Creativi. Fünf einzigartige Wege, um die Zukunft durch Kultur zu entdecken: Literatur — Worte, die zum Denken anregen. Begegnungen mit Autoren, Dialoge und Reflexionen, um die sich wandelnde Welt zu lesen. Kunst & Design — Der Raum wird zur Idee. Gespräche rund um visuelle Kreativität. Musik & Theater — Der Puls und die Stimme der Stadt. Live-Performances und musikalische Aufführungen beleben das Festival. Off-Festival — Ideen im Umlauf für die Region. Ein Debattenbereich zu Wirtschaft und Nachhaltigkeit. Kids — Fantasie wird zur Entdeckung. Kreative Workshops für die Kleinsten. Die Zukunft wartet nicht, sie wird gemacht. Und du – auf welchen Horizont richtest du deinen Blick?

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Kids
Donnerstag, 24 Sep. 2026 17:00
Es gibt Termine vom 24 Sep. 2026 bis 26 Sep. 2026

Eine Kaspergeschichte vom Sherwood Forest Im Sherwood Forest haust der Räuber Knubbelbum. Als Robins Großmutter beim Beerenpflücken entführt wird und kurz darauf auch noch der Sheriff von Notthingham verschwindet, macht sich Robin auf den Weg um Knubbelbum zu stellen. Franka & Andreas Kilger (DE) Theater Knuth Für Kinder ab 4 Jahren Dauer: ca. 50 Minuten

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Art & Culture
Mittwoch, 23 Sep. 2026 18:00

- con Daniele Menozzi, storico e Prof. emerito della Scuola Normale Superiore di Pisa - presentazione del libro curato da Daniele Menozzi – co-curatori Valerio De Cesaris, Andrea Possieri - “Pensare Francesco. Storia, memoria e uso politico” (ed. Il Mulino, 2025) - in dialogo con Andrea Sarri, docente di storia e filosofia Menozzi in questo suo lavoro racconta l’immagine di Francesco d’Assisi, una delle figure più significative del cristianesimo occidentale, dalla cui eredità sono scaturite non poche esperienze religiose e civili, che ha subito nel corso del tempo una serie di innumerevoli metamorfosi culturali. Questo volume ricostruisce la parabola storica della sua rappresentazione pubblica tra Ottocento e Novecento. Nel corso di questi due secoli, infatti, Francesco è stato descritto come un «grande riformatore» e una «gloria italiana», un democratico-cristiano e un «cavaliere umbro», salvo poi subire un profondo mutamento semantico nella seconda parte del Novecento, quando la sua figura inizia a combinarsi con i temi dell’ecologia e della pace. Le scansioni tematiche in cui è suddiviso il libro - storia, memoria, uso politico - indicano le diverse modalità con cui uomini, movimenti e istituzioni hanno costruito e veicolato l’immagine del Santo nel mondo contemporaneo. Oggi, dopo che dal 2013 al 2025, un pontefice romano ne ha assunto il nome per la prima volta nella storia, la sua immagine continua ad avere una fortissima risonanza pubblica. LE VIE DEL SACRO - Teatro Cristallo, ACLI sede provinciale di Bolzano (realizzato col finanziamento del 5X1000 Irpef annualità 2025), Diocesi Bolzano-Bressanone Luogo Sala don Lino Giuliani, II PIano Centro Culturale Cristallo, via Dalmazia 30 Bolzano BIGLIETTI Ingresso gratuito. Prenotazione obbligatoria

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Art & Culture
Montag, 21 Sep. 2026 19:00

Buchpräsentation Die beiden preisgekrönten Journalistinnen Barbara Bachmann und Franziska Gilli gehen in ihrem neuen Text- und Bildband in Reportagen, Interviews und Porträts dem Verständnis des „Mannseins“ in Italien nach und sprechen über ihre Erkenntnisse. Moderation: Ulrich Ladurner (Auslandskorrespondent der ZEIT in Italien)

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Formation
Montag, 21 Sep. 2026 19:00

Una serata in lingua italiana con Letizia Espanoli, esperta nazionale nel settore sociale e sanitario, nota soprattutto per lo sviluppo del modello Sente-mente®. Questo modello culturale e assistenziale innovativo rivoluziona l’approccio alle demenze come l’Alzheimer. Il gioco di parole unisce i concetti di «sentire» (provare/percepire) e «mente» (intelletto). Nasce dalla constatazione scientifica che le persone affette da demenza, nonostante la perdita del linguaggio e dell’orientamento cognitivo, conservano fino all’ultimo la capacità di provare emozioni e di percepire i sentimenti di chi le circonda. L’idea di fondo: la vita non finisce con la diagnosi di demenza. L’attenzione si sposta dai deficit (dolore, perdita) alle capacità emotive residue e al benessere. Senza di loro saremmo tutti molto più poveri Il Mese mondiale dell’Alzheimer è un’iniziativa globale che si svolge ogni anno a settembre per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla demenza e combattere lo stigma ad essa associato. A tal fine vengono organizzati eventi e attività in tutto il mondo. L’associazione Alzheimer Südtirol Alto Adige ASAA presenta quest’anno due esperte di grande prestigio e invita cordialmente la popolazione a partecipare a due eventi interessanti.

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Cinema
Sonntag, 20 Sep. 2026 19:30

Ein musikalisch hochbegabter Klavierstimmer entdeckt neue Möglichkeiten sein absolutes Gehör zu nutzen! Mit Leo Woodall, Dustin Hoffman, Havana Rose Liu u.a. USA 2026, Daniel Roher, 109 Min. Ab 14 Jahren Niki war mal ein Wunderkind am Klavier, Harry gehörte zum Inner-Circle von Jazzgrößen wie Herbie Hancock. Dann entwickelte Niki ein Gehörleiden, Harry hatte einen Herzinfarkt. Als harmonisches Ersatzvater-Sohn-Gespann tingeln sie jetzt durch Manhattan und stimmen die Pianos von neureichen Möchtegern-Kulturbeflissenen. Per Zufall stellt sich heraus, dass Nikis absolutes Gehör auch Safes und deren Kombinationen knacken kann. Es eröffnet sich ihm ein völlig neues Betätigungsfeld …

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Theatre
Sonntag, 20 Sep. 2026 11:00

Manuel Zwerger Ein verlassener Ort wird zum Klangkörper. The Sanatorium of Soft Gravity ist ein immersives Musiktheater zwischen Installation, Konzert und szenischer Komposition – Raum, Klang, Bewegung und Licht verdichten sich zu einer begehbaren Erfahrung. Den Kern bilden zwei Ensembles. Ihre Instrumente treffen auf Audioplaybacks, selbstgebaute Klangobjekte und eine eigens entwickelte semianaloge Maschine, die über Schläuche und mechanische Verbindungen direkt mit den Musiker*innen gekoppelt ist – Klangkörper, skulpturales Bühnenelement und eigenständiger Akteur in einem. Die Klänge wandern durch den Raum, verändern Gestalt und Ursprung, knüpfen immer neue räumliche Beziehungen. Inspiriert von der Atmosphäre des Sanatoriums in Thomas Manns Der Zauberberg entsteht ein Zustand sanfter Verschiebung – zwischen Konzert, Installation und Traum.

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Partyzone
Sonntag, 20 Sep. 2026 10:00-19:00 |

Endlich ist es wieder soweit! Das Schupfenfest in Jenesien am Salten ist legendär und bei Einheimischen und Gästen sehr beliebt! Das Fest verbindet Almwanderung mit Genuss von Südtiroler Köstlichkeiten in Almhütten. Die teilnehmenden Schupfen - so werden die Almhütten im Dialekt genannt - können in mehreren Etappen zwischen Jenesien und Mölten erwandert werden und bieten unterschiedliche Köstlichkeiten, von der Bauernmarende über Knödel, Spareribs, Schlutzer, Weißwurst bis zu süßen Krapfen und Strauben. An Musik und guter Gesellschaft fehlt es ebenfalls nicht. Auf zum Schupfenfest in Jenesien – am besten in Lederhose und Dirndl!

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Cinema
Samstag, 19 Sep. 2026 19:30

Der Dokumentarfilm begleitet Simon Messner ins Karakorum-Gebirge und erzählt von der Leidenschaft des Bergsteigens und dem Bestreben, sich von seinem Vater zu emanzipieren. Mit Simon Messner, Sabine Messner, Magdalena Messner u.a. D 2026, Veronika Kaserer, 91 Min. Ab 12 Jahren Als sich Simon Messner, der einzige Sohn der Bergsteigerlegende Reinhold Messner, im Sommer 2025 auf den Weg zur spektakulären Erstbesteigung des 6.754 Meter hohen Chumik Kangri im pakistanischen Karakorum macht, steht er an einem Wendepunkt in seinem Leben. Nachdem er Vater einer kleinen Tochter geworden ist, fühlt sich diese Expedition anders an. Geprägt von der emotionalen Distanz zu seinem Vater, beginnt Simon, seine bergsteigerischen Vorhaben zu hinterfragen …

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Theatre
Samstag, 19 Sep. 2026 16:00

Anche quest'anno abbiamo organizzato, per inaugurare la nuova stagione, la FESTA DEL TEATRO! Vi aspettiamo negli spazi del Teatro Cristallo - cortile, piazzetta e sala teatro - per una giornata ricca di eventi ed emozioni da vivere insieme! Questo il programma: dalle 16 alle 18 - GIOCHI, LABORATORI e ATTIVITA' PER BAMBINI a cura di Teatro Cristallo insieme ad ASSB, AiBi, UNICEF BOLZANO, OfficineVispa - SPETTACOLO DI BURATTINI "L'OCA LUCIA" con VLADIMIRO STRINATI organizzato dalla compagnia teatroBlu nell'ambito della rassegna estiva "Blu d'Estate" dalle 19 alle 20.30 - CONCERTO CON LA THE HOMELESS BAND Nancy Travaglini, Voce / Nico Aldegani, tastiere / Giulio Pattaro, Batteria / Mirko Giocondo, Basso / Michele Baldo, Chitarra / Elena Basso, Sax Tenore / Randy Montero Granado, Tromba alle 21.00 - SPETTACOLO "(IN)GRATO" di e con Antonio Ornano (a pagamento). Tutti gli eventi sono gratuiti tranne lo spettacolo serale di Antonio Ornano.

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Others
Samstag, 19 Sep. 2026 16:00

Am Samstag, 19. September heißt es: Mit dem Rad zum Kinderfest! Ab 16:00 Uhr erwartet dich am Rathausplatz ein buntes Rahmenprogramm mit Fahrradcheck, Fotobox und Rad-Dekostation - perfekt, um dein Fahrrad für die Lichterparade herauszuputzen. Um 17:30 Uhr werden die Fahrräder gesegnet, bevor um 19:00 Uhr die große Fahrrad-Lichterparade mit DJ startet. Gemeinsam geht es quer durch Bruneck bis zum Paul-Tschurtschenthaler-Platz, wo die Parade mit dem Kinder- und Jugendchor Oberrasen empfangen und das Projekt "Klimaschritte" abgeschlossen wird.

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Art & Culture
Samstag, 19 Sep. 2026 16:00-19:00 |

Nel contesto dei Social Park Comune di Bolzano - Edizione 2026 - l'associazione Lettera 7 propone per sabato 19 settembre, a partire dalle ore 16.00, un interessante evento letterario presso il Parco Mignone (vedasi locandina allegata). Si tratta di un "Piccolo Festival di Poesia", in omaggio a Pier Paolo Pasolini, dove verranno letti ed interpretati diversi testi poetici con la regia di Enea Bonato. Accompagnamento musicale di Roberto Cogo. Entrata libera. Sede alternativa in caso di pioggia Sala Rosenbach.

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Theatre
Freitag, 18 Sep. 2026 20:00

Rocio Marquez, Los Voluble Flamenco sin género(s), kuratiert von Esther Regueira Mauriz, ist ein Projekt, das die gewagtesten Ausdrucksformen des zeitgenössischen Flamenco erkundet. Indem es Tradition und Avantgarde in einen Dialog bringt, präsentiert die Reihe Werke, die Genregrenzen und konventionelle Etikettierungen überwinden und den Flamenco als lebendige, marginale und sich in ständiger kritischer Weiterentwicklung befindliche Kunstform beleuchten. Im Stadttheater Bruneck stehen folgende Künstler auf dem Programm: Rocío Márquez mit Himno vertical und Los Voluble mit Flamenco is not a crime. Himno Vertical von Rocío Márquez Himno Vertical ist eine Zusammenarbeit der andalusischen Sängerin Rocío Márquez mit dem Gitarristen Pedro Rojas Ogáyar. Gemeinsam verwandeln sie das Requiem – traditionell die Messe zum Gedenken an die Verstorbenen – in ein Werk, das nicht nur das Ende, sondern auch den Anfang, die Entwicklung und die Verwandlung zelebriert. Das auf Offenheit und Veränderung angelegte Werk erschafft einen vielstimmiger Resonanzraum und wird zu einem Ritual des Abschieds und des Aufbruchs zugleich, einer Zeremonie, die dazu einlädt, Leben und Tod nicht als Gegensatz, sondern als Teil einer fortwährenden Bewegung zu begreifen. Die Stimme von Márquez und die Gitarre von Rojas Ogáyar schaffen einen intimen Klang. Improvisation und künstlerische Freiheit treffen auf die tiefen Wurzeln des flamenco jondo und Anklänge klassischer und zeitgenössischer Poesie. Flamenco is not a crime von Los Voluble Flamenco is not a crime ist ein audiovisuelles Performanceprojekt des andalusischen Brüderduos Los Voluble. Es verbindet Flamenco mit elektronischer Musik, Videokunst und politischer Remix-Kultur. Inspiriert von der Bewegung „Free Party Is Not a Crime“ knüpft das Projekt an frühere Arbeiten an, im Mittelpunkt stehen Themen wie gemeinsames Feiern, kultureller Austausch und die kreative Kraft des Remix. Mit Archivmaterial und Live-Videomontagen zeigen Los Voluble den Flamenco in einem neuen Zusammenhang. Sie verbinden ihn mit Musikstilen wie Gqom, Footwork, Experimental Dub, Grime und Reggaeton. So entsteht ein Flamenco, der offen für neue Einflüsse ist und Tradition mit Gegenwart verbindet. Flamenco is not a crime versteht Flamenco als lebendige Kunstform – offen, vielfältig und ständig im Wandel. Das Ticket gilt für beide Vorstellungen.

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Theatre
Freitag, 18 Sep. 2026 18:0019:00

Romeo Castellucci Romeo Castellucci kehrt mit Credere alle maschere (wörtlich "An die Maskenglauben") zu Transart zurück. Die neue Arbeit wurde beim FOG Performing Arts Festival der Triennale Milano uraufgeführt. Es handelt sich um eine immersive Performance, die die Verantwortung des eigenen Blickes ins Zentrum stellt – zwischen Bildern, Worten, Stille und Masken. Ein leerer, steriler Raum. Am Eingang liegen fünfzig Masken bereit, die die eigene Identität in den Hintergrund treten lassen und die Zugehörigkeit zu einer temporären Gemeinschaft namenloser Gesichter ermöglichen. In dieser Anonymität werden die Betrachtenden selbst zu Betrachteten, umgeben von spannungsgeladener Stille. In der Mitte des Raumes steht ein einzelner Stuhl – ein Objekt, das ohne Worte Assoziationen von Gewalt heraufbeschwört. Die theatrale Fiktion beginnt zu bröckeln, und mit ihr die beruhigende, gewohnte Trennung zwischen Bühne und Publikum. Mit Credere alle Maschere („An die Masken glauben“), uraufgeführt auf der Triennale Milano, zeigt sich Romeo einmal mehr als prägende, radikale Figur des zeitgenössischen europäischen Theaters. Im Mittelpunkt steht die Erfahrung, als Zuschauer*in keinen Rückzugsort zu haben und sich der Verantwortung des eigenen Blicks zu stellen. Empfohlen ab 14 Jahren.

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Formation
Freitag, 18 Sep. 2026 18:00

Sophie Rosentreter war früher als Model und Fernsehmoderatorin tätig. Heute ist sie Demenz-Aktivistin, die sich dafür einsetzt, über die Krankheit aufzuklären und ihre Erfahrungen mitzuteilen. Sie hat zahlreiche Auszeichnungen für Ihr Engagement wie beispielsweise den Health Award 2012 oder den Deutschen Pflegepreis “Freund-der Pflege-Preis 2018” erhalten. Daneben gehören ihre Bücher über die Demenzerkrankung zu den erfolgreichsten der letzten Jahre. Sophie Rosentreter verbindet ihre Expertise, persönliche Erfahrungen und journalistische Fähigkeiten zu einem inspirierenden Event am 18.09.2026. Mit Leidenschaft, Empathie und Tiefgang motiviert sie ihr Publikum, aktiv zu handeln, Verständnis zu fördern und Organisationen zukunftssicher und menschlich auszurichten. Ohne sie wären wir alle viel ärmer Der Welt-Alzheimer-Monat ist eine globale Initiative, die jedes Jahr im September stattfindet, um das Bewusstsein für Demenz zu schärfen und das damit verbundene Stigma abzubauen. Dazu werden rund um den Globus Veranstaltungen und Aktivitäten organisiert. Der Verein Alzheimer Südtirol Alto Adige ASAA wartet dieses Jahr mit zwei ausgewiesenen, besonderen Expertinnen auf und lädt die Bevölkerung herzlich zu 2 spannenden Veranstaltungen dazu ein.

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Theatre
Donnerstag, 17 Sep. 2026 20:00

Rocio Marquez, Paula Comitre, Los Voluble Flamenco sin Género(s), kuratiert von Esther Regueira Mauriz, untersucht die mutigsten Strömungen des zeitgenössischen Flamenco. Das Projekt präsentiert durch das Zusammenspiel von Tradition und Avantgarde Werke, die starre Kategorien und konventionelle Zuschreibungen hinter sich lassen. Flamenco wird hier als lebendige, randständige Kunst begriffen, die sich durch stetige, kritische Erneuerung auszeichnet. Im Rahmen dieser Reihe präsentiert der NOI Techpark Bozen: Rocío Márquez mit Himno Vertical, Paula Comitre mit Après Vous, Madame und Los Voluble mit Flamenco Is Not A Crime. Himno Vertical von Rocío Márquez Himno Vertical ist das Ergebnis der Zusammenarbeit der andalusischen Sängerin Rocío Márquez mit dem Gitarristen Pedro Rojas Ogáyar. Gemeinsam verwandeln sie das Requiem – traditionell die Messe zum Gedenken an die Verstorbenen – in ein Werk, das nicht nur das Ende, sondern ebenso den Anfang, das Werden und die Verwandlung feiert. Fernab der Vorstellung eines abgeschlossenen Werks und einer singulären Autorenschaft entfaltet sich das Projekt als kollektiver, vielstimmiger Resonanzraum: als Ritual des Abschieds und des Aufbruchs zugleich, als Zeremonie, die dazu einlädt, Leben und Tod nicht als Gegensätze, sondern als Teile einer fortwährenden Bewegung zu begreifen. Auf der Bühne schaffen die Stimme von Márquez und die Gitarre von Rojas Ogáyar einen intimen, immersiven Klang, in dem Improvisation und künstlerische Freiheit auf die tiefen Wurzeln des flamenco jondo treffen – durchzogen von Anklängen klassischer wie zeitgenössischer Poesie. Après Vous, Madame von Paula Comitre In den 1920er Jahren ist Paris das Zentrum der europäischen Avantgarde. Von dort aus macht Antonia Mercé, bekannt als „La Argentina“ (1890–1936), den Flamenco und den spanischen Tanz international bekannt. Mit ihrer Kunst prägt sie eine moderne Tanzsprache, die Tradition und Innovation verbindet. Mit Après vous, madame nähert sich die Tänzerin und Choreografin Paula Comitre diesem Erbe aus heutiger Perspektive. Die Aufführung versteht sich weniger als biografische Hommage denn als Dialog zwischen Vergangenheit und Gegenwart. Im Zentrum steht die Frage, wie die künstlerische Kraft und die Ideen von La Argentina bis heute nachwirken. Tanz, Musik und textile Installationen schaffen einen poetischen Raum aus Erinnerungen, Bildern und neuen Blickwinkeln. Bewegung, Klang und visuelle Elemente treten in einen intensiven Austausch und erzeugen eine Atmosphäre zwischen Geschichte und Gegenwart. So entsteht ein sensibles Werk, das die Lebendigkeit des Flamenco zeigt und seine stetige Erneuerung sichtbar macht. Flamenco is not a crime von Los Voluble Flamenco is not a crime ist ein audiovisuelles Performanceprojekt des andalusischen Brüderduos Los Voluble. Es verbindet Flamenco mit elektronischer Musik, Videokunst und politischer Remix-Kultur. Inspiriert von der Bewegung „Free Party Is Not a Crime“ knüpft das Projekt an frühere Arbeiten an, im Mittelpunkt stehen Themen wie gemeinsames Feiern, kultureller Austausch und die kreative Kraft des Remix. Mit Archivmaterial und Live-Videomontagen zeigen Los Voluble den Flamenco in einem neuen Zusammenhang. Sie verbinden ihn mit Musikstilen wie Gqom, Footwork, Experimental Dub, Grime und Reggaeton. So entsteht ein Flamenco, der offen für neue Einflüsse ist und Tradition mit Gegenwart verbindet. Flamenco is not a crime versteht Flamenco als lebendige Kunstform – offen, vielfältig und ständig im Wandel. Das Ticket gilt für alle drei Vorstellungen.

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Music
Donnerstag, 17 Sep. 2026 19:00

Masa-Daiko + Felix Nussbaumer, Noah Punkt, Niklaus Mäder Ein Abend, der der Erforschung des Rhythmus aus zwei unterschiedlichen Perspektiven gewidmet ist: von der archaischen und choralen Kraft der japanischen Masa-Daiko-Trommeln bis hin zu den Jazz- und Elektronik-Texturen des Trios OUU!D. Ein Dialog zwischen der Stärke der Tradition und den neuen Grenzen zeitgenössischer Experimentierfreude. 太鼓 – TAIKO The Soul of Japanese drumming von Masa-Daiko Rhythmus, Energie, Präzision: Masa-Daiko erweckt die archaische Kraft des Taiko, der japanischen Trommelkunst, mit außergewöhnlicher klanglicher und körperlicher Wucht zum Leben. Das Ensemble wurde 1996 vom Multiperkussionisten und Komponisten Masakazu Nishimine gegründet und vereint Künstler*innen aus Europa und Japan in einem intensiven Dialog zwischen Tradition und Gegenwart. Jeder Trommelschlag wirkt wie ein urtümlicher Ruf, der Kraft und Kontrolle mit überraschenden rhythmischen Zäsuren verbindet. Auf der Bühne verschmelzen Bewegung und Klang zu einer lebendigen, sinnlichen Erfahrung. Mit Kompositionen von Nishimine und Stücken aus der traditionellen Taiko-Kultur gestaltet Masa-Daiko ein eindringliches, hypnotisches Konzerterlebnis, in dem die Kraft der Trommeln mit Stille, Konzentration und Bewegung in einen faszinierenden Dialog tritt. OUU!D von Felix Nussbaumer, Noah Punkt, Niklaus Mäder OUU!D, bestehend aus Felix Nussbaumer, Niklaus Mäder und Noah Punkt, versteht sich als kollaboratives Musikprojekt auf der Suche nach neuen Klangwelten und einer eigenständigen musikalischen Sprache, die im Jazz und in der europäischen freien Improvisation verwurzelt ist. Ihre Einflüsse reichen von zeitgenössischer Instrumentalmusik über modulare Ambient-Drones bis hin zu Sampling- und Chopping-Techniken des Hip-Hops. Aus dieser Verbindung entstehen komplexe Klangstrukturen mit ungewöhnlichen Grooves: unregelmäßige und dennoch fließende Rhythmen, die zugleich etwas Mechanisches besitzen – eine Musik, die auf seltsame Weise mitreißend und tanzbar wirkt. Wie die Band selbst beschreibt, ist es, als würde man zu den Klängen eines Faxgeräts oder Druckers tanzen, die eine Symphonie rhythmischer Impulse und ein klangliches Gewebe erzeugen, das traditionelle Vorstellungen von Melodie und Harmonie hinter sich lässt. Einheitliches Ticket für beide Performances. Der Abend wird um 18:00 Uhr mit dem TAIKO-Konzert, dem Ergebnis des Workshops mit dem Kids Culture Club eröffnet.

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Theatre
Donnerstag, 17 Sep. 2026 18:0019:00

Romeo Castellucci Romeo Castellucci kehrt mit Credere alle maschere (wörtlich "An die Maskenglauben") zu Transart zurück. Die neue Arbeit wurde beim FOG Performing Arts Festival der Triennale Milano uraufgeführt. Es handelt sich um eine immersive Performance, die die Verantwortung des eigenen Blickes ins Zentrum stellt – zwischen Bildern, Worten, Stille und Masken. Ein leerer, steriler Raum. Am Eingang liegen fünfzig Masken bereit, die die eigene Identität in den Hintergrund treten lassen und die Zugehörigkeit zu einer temporären Gemeinschaft namenloser Gesichter ermöglichen. In dieser Anonymität werden die Betrachtenden selbst zu Betrachteten, umgeben von spannungsgeladener Stille. In der Mitte des Raumes steht ein einzelner Stuhl – ein Objekt, das ohne Worte Assoziationen von Gewalt heraufbeschwört. Die theatrale Fiktion beginnt zu bröckeln, und mit ihr die beruhigende, gewohnte Trennung zwischen Bühne und Publikum. Mit Credere alle Maschere („An die Masken glauben“), uraufgeführt auf der Triennale Milano, zeigt sich Romeo einmal mehr als prägende, radikale Figur des zeitgenössischen europäischen Theaters. Im Mittelpunkt steht die Erfahrung, als Zuschauer*in keinen Rückzugsort zu haben und sich der Verantwortung des eigenen Blicks zu stellen. Empfohlen ab 14 Jahren.

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Kids
Donnerstag, 17 Sep. 2026 17:00
Es gibt Termine vom 17 Sep. 2026 bis 19 Sep. 2026

Figurentheater und Schauspiel nach einem Theaterstück von Ellis Kaut Pumuckl überredet den Meister Eder, bei einem Preisausschreiben mitzumachen, und tatsächlich gewinnt Eder die Schiffsreise. Dabei handelt es sich jedoch um eine Falle: der große blaue Klabauter und seine kleinen Klabautergehilfen wollen Pumuckl zurück ins Meer holen. An Deck des Urlaubsdampfers freundet sich Pumuckl mit einem der kleinen Klabauter an. Aber auf See will er nur bleiben, wenn Meister Eder mitkommt. Franka & Andreas Kilger (DE) Theater Knuth Für Kinder ab 4 Jahren Dauer: ca. 50 Minuten

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Others
Donnerstag, 17 Sep. 2026 09:00-18:00 |
Es gibt Termine vom 17 Sep. 2026 bis 20 Sep. 2026

bike festa Südtirol feiert das Fahrrad und macht es im Herzen von Brixen erlebbar – Profis ebenso wie Einsteiger*innen erwartet eine bunte Bike-Expo sowie ein umfangreiches Rahmenprogramm im historischen Zentrum von Brixen. Sie steht für erstklassige Beratung, einzigartige Testmöglichkeiten, gemeinschaftliches Erleben und genussvolle Momente. Entdecke einen Ort voller Fachwissen, inspirierender Erlebnisse und innovativer Impulse!

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Music
Mittwoch, 16 Sep. 2026 20:00

Sepidar Ensemble and Sepideh Raissasat Die Sängerin Sepideh Raissasat und das Sepidar Ensemble widmen sich in diesem Programm der persischen klassischen Musik und ihrem zentralen Ordnungsprinzip, dem Dastgāh. Dieser ist weit mehr als ein System von Tonleitern oder harmonischen Formeln: Der Dastgāh bildet die Grundlage einer eigenständigen musikalischen Sprache, die über Generationen mündlich von Meister zu Schüler weitergegeben und in jeder Aufführung neu gestaltet wird. Seine heutige Form entwickelte sich während der Kadscharenzeit zwischen dem 18. und frühen 20. Jahrhundert. Bis heute bildet der Dastgāh das Herz der iranischen Kunstmusik. Seine Lebendigkeit beruht auf dem Zusammenspiel von Überlieferung und schöpferischer Freiheit. Das Sepidar Ensemble versteht Tradition als einen lebendigen Prozess. Die Musik entfaltet sich im Spannungsfeld von Kontinuität und Veränderung – ein Raum, in dem die Vergangenheit im gegenwärtigen Hören immer wieder neu Gestalt annimmt.

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Exhibitions
Mittwoch, 16 Sep. 2026 10:00-12:00 | 15:00 - 19:00
Es gibt Termine vom 16 Sep. 2026 bis 27 Sep. 2026

VERFLECHTUNGEN erforscht das, was Leben möglich macht: Beziehung. In der Natur wie in Gemeinschaften entsteht nichts im Alleingang. Wurzeln, Äste, Rhizome und unsichtbare Netzwerke zeigen, dass Leben immer ein Geflecht ist. Die Arbeiten von Francesca Tomasi, mit den kahlen Ästen und der kontrastreichen Struktur, erzählen vom Potential der Erneuerung. Die Collagen von Thea Unteregger zeigen die Pflanzen als Persönlichkeiten, die uns mit dem einheimischen, indigenen Wissen verbinden. Gemeinsam bilden sie einen Zyklus: von der Struktur zur Erneuerung, von der Ruhe zur neuen Blüte.

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Exhibitions
Mittwoch, 16 Sep. 2026 08:00-17:00 |
Es gibt Termine vom 16 Sep. 2026 bis 28 Sep. 2026

Traudi Messini „Im kühlen weißgräulichen Licht des Nordens malt sie Eismeerlandschaft mit den eisig zerfurchten Klippen, die durch ein gewagtes Licht- und Schattenspiel eine große Fülle und Dichte bekommen und beinahe abstrakt wirken. Die Malerin hat mit diesen letzten Bildern ein klares Statement über Herkunft und künstlerisches Credo gegeben." Giancarlo Mariani „Die von den Alten erträumte Ultima Thule. Kalaallit Nunaat. Grönland. Kalaallit Nunaat - das Land der Menschen. Es handelt sich nicht um jenes bedrohliche Land, das die isländischen Fischer fürchteten - erinnern wir uns an Pierre Loti -, sondern um das sichere Land - eben das Land der Menschen -, um festen Boden - nicht das knirschende Polareis -, um die Heimat der Inuit." Knud Rassmussen „Gebt mir Schnee, gebt mir Hunde, den Rest könnt ihr behalten."

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Theatre
Dienstag, 15 Sep. 2026 20:00

Thom Luz Ein rauchendes Autowrack auf einer nächtlichen Waldlichtung, aus dessen kaputtem Radio romantische Salon-Träume von Felix Mendelssohn Bartholdy rauschen. Diese musikalische Crash-Skulptur wird im Lauf einer Vorstellung von fünf Klang- und Illusionsexpert*innen minutiös aufgebaut - Scherbe um Scherbe, Klang um Klang. In der Gegenüberstellung zu dieser sich langsam zusammensetzenden Blech-Katastrophe erweitert ein elektrisches Kammermusiktrio Mendelssohns Klavierzyklus Lieder ohne Worte um ungeahnte Hall- und Geräuschdimensionen. So wird das Ende eines Road-Movies zum Ausgangspunkt der neuen Musiktheater-Entwicklung des Schweizer Regisseurs und Bühnenbildners Thom Luz. Lieder ohne Worte handelt von Schock und Sprachlosigkeit, von Perspektivenwechseln, Zerstörung und Zukunft und der notwendigen Neukonstruktion der Gegenwart. Wie haben wir uns gegen die Wand gefahren? Existieren wir noch? Und was nun? Wo die Worte nicht hinreichen, formieren sich die Töne neu. Im Zusammenspiel von katastrophischen Bildern und musikalischen Überlagerungen entsteht eine filigrane, minutiös durchdachte Raumkomposition. Wenig Sprache auf Deutsch/Englisch/Französisch mit Untertiteln.

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Art & Culture
Dienstag, 15 Sep. 2026 18:00

VERFLECHTUNGEN erforscht das, was Leben möglich macht: Beziehung. In der Natur wie in Gemeinschaften entsteht nichts im Alleingang. Wurzeln, Äste, Rhizome und unsichtbare Netzwerke zeigen, dass Leben immer ein Geflecht ist. Die Arbeiten von Francesca Tomasi, mit den kahlen Ästen und der kontrastreichen Struktur, erzählen vom Potential der Erneuerung. Die Collagen von Thea Unteregger zeigen die Pflanzen als Persönlichkeiten, die uns mit dem einheimischen, indigenen Wissen verbinden. Gemeinsam bilden sie einen Zyklus: von der Struktur zur Erneuerung, von der Ruhe zur neuen Blüte.

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Theatre
Dienstag, 15 Sep. 2026 18:00

Rocío Márquez, Javi Mora, Los Voluble Ein Abend mit Talks und Performances eröffnet das von Esther Regueira Mauriz kuratierte Projekt Flamenco sin género(s). Im Mittelpunkt steht Flamenco als lebendige, sich ständig wandelnde Kunstform, entstanden aus romani, muslimischen, jüdischen und christlichen kulturellen Einflüssen. Angesiedelt zwischen Tradition und Avantgarde versammelt das Projekt spannende Positionen des zeitgenössischen Flamenco. Es zeigt künstlerische Praktiken, die sich festen Kategorien entziehen und dabei auch gesellschaftliche Fragen der Gegenwart kritisch und experimentell verhandeln. Mit Rocío Márquez – für diesen Anlass begleitet von Javi Mora – und Los Voluble bietet der Abend einen ersten Einblick in die künstlerischen Perspektiven des Projekts. Die Veranstaltung ist ein Vorgeschmack auf die Abende am 17. September im NOI Techpark Bozen und am 18. September im Stadttheater Bruneck.

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Kids
Dienstag, 15 Sep. 2026 09:00-12:00 |
Es gibt Termine vom 15 Sep. 2026 bis 17 Sep. 2026

Mit Masakazu Nishimine und Emiko Karayilmaz Was stärkt den Zusammenhalt einer Gruppe? Rhythmus! Genau der steht im Zentrum von Taiko, der jahrhundertealten, japanischen Kunst des Trommelns, bei der die Kraft nicht von einzelnen ausgeht, sondern in der Energie des gemeinsamen Spiels liegt. Jeder einzelne Schlag trägt zum gemeinsamen Rhythmus bei, getragen von Zuhören, Konzentration und Zusammenspiel. Ursprünglich wurde das Trommeln bei Ritualen für die Geister und Gottheiten Kami verwendet, wie etwa den Gott des Sturms Susanoo. Heute verbindet Taiko Musik, Bewegung und Energie und macht jede Aufführung zu einem kraftvollen Erlebnis. Im Workshop mit Masakazu Nishimine und Emiko Karayilmaz erlernt ihr Grundtechniken, spielt gemeinsam und erlebt selbst das mitreissende Gefühl beim gemeinsamen Musikmachen. Intensiv, spielerisch und energiegeladen für Körper und Geist. Seid ihr bereit? Also los, Banzai! Für Jugendliche von 11-16 Jahren. Info und Anmeldungen: Kids Culture Festival 2026 | TAIKO Workshop Das Abschlusskonzert findet am Donnerstag, den 17. September, um 18:00 Uhr bei BASIS statt.

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Theatre
Montag, 14 Sep. 2026 20:00

ZOE - Theater im Forst Inspiriert von Federico García Lorcas Sonetos del Amor Oscuro verwebt Dell’amore oscuro Wort, Musik und Tanz, um ein absolutes Gefühl wiederzugeben. Das Material hat einen besonderen Entstehungshintergrund, Lorca schrieben diesen Zyklus von erotischen Gedichten im Jahr 1935 für Juan Ramírez de Lucas, die Texte wurden jedoch von seiner Familie jahrzehntelang zurückgehalten und erst in den 1980er Jahren posthum veröffentlicht. Die Aufführung ist das Ergebnis eines transdisziplinären Prozesses, in dem der Text zur Wurzel eines fließenden, gleichberichtigten Dialogs zwischen den künstlerischen Ausdrucksformen wird. Auf der Bühne verkörpern ein Streichquartett, ein Schauspieler und ein Tänzer die Intensität der Sonette: Sechs Körper interagieren in Ausübung ihrer Disziplin, um die Unmittelbarkeit und Intimität dieser Worte wieder zum Leben zu erwecken. Die Gedichte, von einem Mann für einen Mann und nur für ihn geschrieben, überschreiten gerade in ihrer Radikalität das Besondere und werden universell: Sie beschwören Leidenschaft und Verletzlichkeit herauf, sind dabei zutiefst erschütternd. Dell’amore oscuro, bei Transart in der Uraufführung zu erleben, ist eine Hymne an die Freiheit des Fühlens, eine Reise in die verwundete und leuchtende Schönheit einer grenzenlosen Liebe. “Tra come mi ami, e come ti amo io / Aria di stelle, tremito di pianta” Die Aufführung ist auf Italienisch mit Deutsche Untertiteln. Dieser Veranstaltung vorausgeht der Videotalk : **Constance Debré in Conversation with Alice Friedland - Recorded Remotely** Constance Debré, ehemalige Strafverteidigerin aus einer prominenten französischen Familie, begann mit Anfang vierzig zu schreiben. Die Entwicklung ihres Schreibens, literarische Einflüsse, Begegnungen mit anderen Autorinnen und Autoren sowie persönliche Reflexionen stehen im Mittelpunkt des für Transart aufgezeichneten Videogesprächs mit Alice Friedland.

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Music
Sonntag, 13 Sep. 2026 20:30

L'Accademia Giocosa Dorothee Oberlinger (Blockflöte) Johann Sebastian Bach: Orchestersuite Nr. 1 BWV 1066 Georg Friedrich Telemann: Quartett für Blockflöte , Violine, Oboe und b. c. TWV 43:A3 Georg Friedrich Telemann: Konzert für Blockflöte und Streicher TWV 51:C1 Antonio Vivaldi: Konzert für 2 Oboen und Streicher RV 535 Antonio Vivaldi: Quartett für Blockflöte, Oboe, Violine, Fagott und b.c. RV 107 Antonio Vivaldi: Konzert für Blockflöte und Streicher RV 443

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Cinema
Sonntag, 13 Sep. 2026 15:00-22:30 |

Béla Tarr In seinem 1994 entstandenen Meisterwerk Sátántangó, basierend auf der Romanvorlage von László Krasznahorkai, begleitet Béla Tarr die letzten Tage einer vergessenen Gemeinschaft, gefangen zwischen Elend, Stillstand und unerfüllten Hoffnungen. In der wind- und regengepeitschten ungarischen Tiefebene scheint die Zeit stillzustehen. Als die totgeglaubten Irimiás und Petrina, zwei rätselhafte Figuren, ins Dorf zurückkehren, klammern sich die Bewohner an das Versprechen eines Neubeginns, das sich jedoch bald als weitere Illusion erweist. Über zwölf Kapitel und mehr als sieben Stunden entfaltet sich ein radikales Schwarz-Weiß-Epos. Lange Plansequenzen, bedrückende Stille und kaum wahrnehmbare Bewegungen verleihen selbst den unscheinbarsten Gesten gleichzeitig eine eigentümliche Feierlichkeit und Unruhe. Sátántangó ist eine ebenso extreme wie hypnotische Kinoerfahrung. Anlässlich der 41. Literaturtage Lana unter dem Motto „und vergeßt mir die Gärten nicht …“ findet am 27. August um 20:00 Uhr in der Villa Arnica in Lana ein Talk mit László Krasznahorkai statt. Der Autor des 1985 erschienenen Romans Sátántangó wurde 2025 mit dem Nobelpreis für Literatur ausgezeichnet. Originalfassung auf Ungarisch mit italienischen Untertiteln.

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Theatre
Samstag, 12 Sep. 2026 20:00

Xiu Xiu + Matthew Herbert In den Räumen von Rothoblaas treffen im Rahmen einer Veranstaltung in Kooperation mit dem Museion zwei visionäre Ansätze klanglicher Experimentierfreude aufeinander: Xiu Xiu, das kompromisslose Experimental-Duo um Jamie Stewart und Angela Seo, und Matthew Herbert, ein wegweisender Künstler, dessen Schaffen die Konventionen elektronischer Musik immer wieder aufs Neue herausfordert. ERASERHEAD XIU XIU von Xiu Xiu ERASERHEAD XIU XIU ist eine intensive Auseinandersetzung mit David Lynchs Debütfilm Eraserhead (1977). Nach Plays the Music of Twin Peaks widmet sich die US-amerikanische Experimental-Alternative-Band Xiu Xiu erneut dem Kosmos des Regisseurs und ihn in ein audiovisuelles Gesamterlebnis. Musik und eigens geschaffene Bildwelten – Originalaufnahmen, Lichtblitze, analoge Texturen und verfremdete Montagen – greifen ineinander und erinnern an Lynchs unverwechselbare Ästhetik. Mit Live-Aufnahmen, selbstgebauten Instrumenten, Orgel, modularen Synthesizern, Stimme und Elementen der Musique concrète erschaffen Jamie Stewart und Angela Seo einen hypnotischen Klangraum, der zentrale Motive des Films aufgreift und in einer dichte audiovisuelle Form überführt. So entsteht eine eigenständige Neuinterpretation von Eraserhead, die die Grenzen zwischen Traum, Erinnerung und Wirklichkeit verschwimmen lässt. theukhasmorefoodbanksthanbranchesofmcdonalds.com von Matthew Herbert Seit mehr als dreißig Jahren verwandelt Matthew Herbert Klänge aus der Wirklichkeit in elektronische Musik, die gleichzeitig politisch, dabei aber auch emotional und körperlich erfahrbar ist. Für sein neues Projekt greift er eine alarmierende Entwicklung auf: Im Vereinigten Königreich gibt es inzwischen mehr Tafeln und Lebensmittelausgabestellen als McDonald’s-Filialen. Ihre Zahl ist von rund 35 im Jahr 2010 auf über 2.800 gestiegen. Für dieses Werk hat Herbert die Klänge jener Dinge aufgenommen, die dort besonders häufig gebraucht werden: Konservendosen, Verpackungen, Flaschen, Kartons, Seife, Windeln, Reis oder Shampoo. Aus diesen Geräuschen entwickelt er kraftvolle, tanzbare elektronische Musik, die Energie mit gesellschaftlicher Realität verbindet. Das Ticket gilt für beide Vorstellungen. Im Ticket ist auch der Zugang zum Symposium SOUNDS LIKE THE FUTURE – Giorgio Moroder across media, arts and communication enthalten, das am selben Tag um 09:30 Uhr an der Freien Universität Bozen stattfindet.In den Räumen von Rothoblaas treffen zwei visionäre Positionen klanglicher Experimentierfreude aufeinander – im Rahmen einer Veranstaltung in Kooperation mit dem Museion: Xiu Xiu, das kompromisslose Experimental-Duo um Jamie Stewart und Angela Seo, und Matthew Herbert, ein wegweisender Künstler, dessen Schaffen die Konventionen elektronischer Musik immer wieder aufs Neue herausfordert.

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Cinema
Samstag, 12 Sep. 2026 19:30
Es gibt Termine vom 12 Sep. 2026 bis 13 Sep. 2026

Der Trojanische Krieg ist dank Odysseus' List des Holzpferdes vorüber. Nun will der König und Feldherr von Ithaka mit seinen Männern nur noch nach Hause segeln, wo seine Gattin Penelope und sein Sohn Telemachos warten. Die Schiffsreise verwandelt sich für Odysseus und seine Männer allerdings in eine harte Prüfung, die länger dauert als erwartet. Auf seinen Irrfahrten ankert Odysseus an unterschiedlichen Inseln und muss sich auch im Meer immer neuen Gegnern stellen, die seine Rückkehr verzögern. So muss er dem Zyklopen Polyphemus ebenso die Stirn bieten wie den singenden Sirenen, der Zauberin Kirke, die Männer in Schweine verwandeln kann, und dem menschenfressenden Seemonster Skylla. Doch nicht einmal die Nympse Kalypso soll Odysseus davon abhalten, seine Heimkehr nach 10 Jahren doch noch zu bewältigen. Regie:Christopher Nolan Genre:Action, Fantasy Darsteller:Anne Hathaway, Matt Damon, Tom Holland Nation:USA, GB Jahr:2026

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Theatre
Samstag, 12 Sep. 2026 18:00

Fernando Strasnoy, Gaetano Palermo, Michele Petrosino, Giuliana Kiersz DRAWN TO RISK entsteht aus der Zusammenarbeit zwischen dem Südtiroler Künstlerbund (SKB) und der Antonio Dalle Nogare Stiftung im Rahmen von Transart. In einer performativen Matinee verwandeln sich die Ausstellungsräume in ein Haus der Performance – einen lebendigen Ort für Forschung, Experiment und Begegnung. Das Projekt fördert mutige und radikale performative Praktiken, die das Verhältnis von Körper, Raum und gesellschaftlichen Fragestellungen durch unmittelbare physische oder mentale Handlungen erforschen. So entstehen neue Perspektiven, während die Museumsräume zu Orten künstlerischer Präsenz und aktiver Interaktion werden. DRAWN TO RISK versteht Kunst als Labor der Gegenwart – als Raum für Experiment, Offenheit und Austausch – und möchte der Performancekunst in Südtirol mehr Sichtbarkeit verleihen. ausgewählte Künstler*innen: Matteo De Caminada, frranzrrrina, Peter KOMPRIPIOTR Holzknecht, Katharina Theresa Mayr, Harald Plattner, Camilla Prey, Susanna Schoenberg, Leander Schwazer, Lena Simonetti, Valeria Stuflesser

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Exhibitions
Samstag, 12 Sep. 2026 16:00-19:00 |
Es gibt Termine vom 12 Sep. 2026 bis 11 Okt. 2026

Die Ausstellung gibt Einblick in das Werk von Laurenz Stockner und seine langjährige Auseinandersetzung mit Material, Bearbeitung und Transformation. Im Zentrum steht die archetypische Form des Gefäßes, die der Künstler aus Kupfer, Stahl und Zinn immer wieder neu entwickelt. Besonders das selbst gewonnene und verarbeitete Prettauer Kupfer verbindet Herkunft, Handwerk und Zeit: In den Spuren seiner Bearbeitung werden Geschichte und Verwandlung des Materials sichtbar. Zwischen Schwere und Leichtigkeit, Festigkeit und Elastizität entstehen Skulpturen, die vertraute Formen ihrer ursprünglichen Funktion entheben und den Blick auf das Material selbst lenken. Laurenz Stockner (*1971 in St. Andrä bei Brixen) verbindet in seiner künstlerischen Arbeit traditionelles Handwerk mit zeitgenössischer Formensprache. Geprägt von der Arbeit des Dorfschmieds, absolvierte er zunächst eine Schlosserlehre, bevor er sich in Florenz zum Goldschmied weiterbildete. Seit 2003 arbeitet er in seinem eigenen Atelier und seiner Werkstatt in St. Andrä. Seine Arbeiten wurden international ausgestellt und vielfach ausgezeichnet, unter anderem mit dem Bayerischen Staatspreis und dem Grassipreis. 2018 war er Finalist des internationalen LOEWE Craft Prize. Seine Werke befinden sich in internationalen Kunstsammlungen. Geöffnet von 12.09. bis 11.10.2026 Täglich außer montags von 16.00 – 19.00 Uhr Der Künstler ist an folgenden Tagen in der Ausstellung anwesend: Sa. 12.09. / So. 13.09. / So. 20.09. / Sa. 26.09. / Sa. 03.10. / So. 11.10. 03.10.2026 – 11.00 Uhr KÜNSTLERGESPRÄCH Katherina Perlongo im Gespräch mit Laurenz Stockner

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Theatre
Samstag, 12 Sep. 2026 11:00-12:30 |

Südtiroler Künstlerbund + Fondazione Antonio Dalle Nogare DRAWN TO RISK entsteht aus der Zusammenarbeit zwischen dem Südtiroler Künstlerbund (SKB) und der Antonio Dalle Nogare Stiftung im Rahmen von Transart. In einer performativen Matinee verwandeln sich die Ausstellungsräume in ein Haus der Performance – einen lebendigen Ort für Forschung, Experiment und Begegnung. Das Projekt fördert mutige und radikale performative Praktiken, die das Verhältnis von Körper, Raum und gesellschaftlichen Fragestellungen durch unmittelbare physische oder mentale Handlungen erforschen. So entstehen neue Perspektiven, während die Museumsräume zu Orten künstlerischer Präsenz und aktiver Interaktion werden. DRAWN TO RISK versteht Kunst als Labor der Gegenwart – als Raum für Experiment, Offenheit und Austausch – und möchte der Performancekunst in Südtirol mehr Sichtbarkeit verleihen. ausgewählte Künstler*innen: Matteo De Caminada, frranzrrrina, Peter KOMPRIPIOTR Holzknecht, Katharina Theresa Mayr, Harald Plattner, Camilla Prey, Susanna Schoenberg, Leander Schwazer, Lena Simonetti, Valeria Stuflesser

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Art & Culture
Samstag, 12 Sep. 2026 10:00-12:00 |

An event dedicated to books and shared reading Waag event in collaboration with Nati per Leggere Alto Adige Südtirol (Provincia autonoma di Bolzano Alto Adige) e LaAV – Letture ad Alto Voce / Piazza del Grano A cura di Sandra Passarello, bibliotecarie e volontarie del progetto Nati per Leggere Alto Adige Südtirol Big Open Books – La Piazza che legge è una mattinata dedicata ai libri, alla lettura condivisa e al piacere dell’ascolto, pensata per trasformare Piazza del Grano in un luogo aperto e partecipato, dove la lettura esce dagli spazi tradizionali e incontra la cittadinanza. Una piazza che, per una mattina, diventa una grande stanza di lettura a cielo aperto. L’evento nasce da un’idea di Greta Marcolongo e dalla collaborazione tra Casa della Pesa–Waaghaus, Ufficio Educazione permanente, biblioteche e audiovisivi (Provincia Autonoma di Bolzano Alto Adige), Biblioteca civica “C. Battisti”, Biblioteca Novacella, Biblioteca Oltrisarco (Comune di Bolzano ) e Biblioteca Terraferma, con il coinvolgimento di volontari e volontarie di Nati per Leggere Alto Adige-Südtirol e LAAV – Letture ad Alta Voce PROGRAMMA 10:00 – 10:30 | Ma cos’è un libro? Il libro come oggetto, come esperienza sensoriale e come strumento capace di mettere in moto curiosità e immaginazione: i libri saranno fisicamente presenti e mostrati al pubblico; libri per bambini e libri particolarmente interessanti per forma, materiali, immagini e caratteristiche tattili. L’obiettivo è partire dalla domanda “Che cos’è un libro?” per aprire uno spazio di curiosità e relazione. 10:30 – 11:30 | Bibliotombola Chiunque passi dalla piazza o si trovi sedut* ai tavoli potrà partecipare all’estrazione dei numeri. A ogni numero corrisponderà un brano da leggere, scelto attorno ai temi del libro, della lettura, delle parole e dell’esperienza del leggere. 11:30 – 12:00 | Promemoria per chi legge A partire dallo stimolo delle carte “A chi insegna” di Cristina Bellemo, edite da Settenove, verrà realizzata una selezione di brevi frasi e pensieri legati al valore della lettura, da distribuire ai partecipanti.

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Others
Samstag, 12 Sep. 2026 10:00-17:00 |

Am 12. September 2026 lädt die OEW von 10 bis 17 Uhr zur ECOTEX auf dem Thermenplatz in Meran ein. 2026 organisieren wir als OEW die ECOTEX zum sechsten Mal. Rund 20 Kleinproduzent*innen und Sozialgenossenschafften, denen eine transparente, nachhaltige und menschenfreundliche Wertschöpfungskette am Herzen liegt, bieten an ihrem Stand Textilartikel, Kleidung und Accessoires an. Das Rahmenprogramm findet in Kooperation mit verschiedenen Vereinen und Gruppen statt. Die ECOTEX steht 2026 unter der Schirmherrschaft der Stadtgemeinde Meran und wird vom Land Südtirol, Amt für Weiterbildung und Sprache, unterstützt.

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Art & Culture
Samstag, 12 Sep. 2026 09:30-10:30 |

Giorgio Moroder across media, arts and communication Es ist die berühmte Anekdote, dass ein begeisterter Brian Eno, fasziniert vom Hören von "I Feel Love", zu David Bowie rannte und verkündete, den Klang der Zukunft entdeckt zu haben. In den siebziger Jahren revolutionierte das Aufkommen von Synthesizern und Sequenzern nicht nur die Klänge, sondern warf auch tiefe Bedenken auf, die Künstlerr*innen und Publikum zwangen, die Beziehung zwischen Mensch und Maschine in der Musikproduktion radikal neu zu definieren. Heute entstehen ähnliche Herausforderungen mit künstlicher Intelligenz und Algorithmen, die diese Spannung in einem Szenario aktualisieren, in dem die Automatisierung die Identität und das Überleben der Musiker selbst in Frage stellt. Tavia Nyong’o und Maria Perevedentseva führen durch ihre jeweiligen Perspektiven eine kritische Analyse der komplexen Entwicklung der Verbindung zwischen Automatisierung und Kreativität. Das Symposium ist Teil der englischsprachigen Konferenz «Everybody Calls Me Giorgio»: Moroder across media, arts and communication, die dem Südtiroler Pionier der elektronischen und Disco-Musik gewidmet ist. Keynote-Sprecher*innen: Prof. Tavia Nyong’o William Lampson Professor für American Studies, Black Studies, Performance Studies sowie Women’s, Gender & Sexuality Studies an der Yale University Dr. Maria Perevedentseva Dozentin für Musikwissenschaft, University of Salford Raum BZ D1.03 Im Ticket für den Rothoblaas-Abend, der am selben Tag stattfindet, ist auch der Zugang zum Symposium inbegriffen.

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Theatre
Freitag, 11 Sep. 2026 20:00

Opera Aperta Wie macht man Oper im vom Krieg bestimmten Alltag? Das ukrainische Kollektiv Opera Aperta stellt sich dieser Frage mit einer interdisziplinären Arbeit zwischen Theater, Musik und politischer Reflexion. Mōdraniht. Songs of Winter War folgt einem Ensemble auf einer Reise durch Stile, Texte, Zeiten und Erzählebenen. Verarbeitet werden auch reale Reiserfahrungen des Kollektivs, von den Karpaten, deren Geschichte von Konflikten und politischen Veränderungen geprägt ist, über den Aralsee, Symbol einer der größten menschengemachten Umweltkatastrophen, bis nach Silió in Kantabrien, wo mit „La Vijanera“ ein archaischer Karnevalsbrauch als gemeinschaftliches Fest weiterlebt. Dramaturgischer Fixpunkt ist das heidnische Ritual der Mōdraniht, der „Nacht der Mütter“. Ein kraftvolles, hochaktuelles Musiktheater, das reale Konflikte, Kriegstraumata und Umweltkatastrophen in eine rituelle Erzählung transformiert. Empfohlen ab 18 Jahren. Die Performance enthält Nacktheit. Es werden Stroboskopeffekte und laute Geräusche verwendet.

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Art & Culture
Freitag, 11 Sep. 2026 18:30

Venerdì 11 settembre, alle ore 18.30, la Biblioteca Culture del Mondo di Bolzano, in Via Macello 50, ospita la presentazione del libro "Siria, il giorno dopo – Le ferite e le speranze" (Add Editore, 2026), di Asmae Dachan, giornalista, fotografa, poeta e scrittrice italo-siriana. A dialogare con l'autrice sarà Elisa Piras, Senior Researcher presso il Center for Advanced Studies di Eurac Research. Con questo libro, Asmae Dachan compie un viaggio che da Ancona, sua città natale, la porta ad Aleppo, la città della sua famiglia, componendo un mosaico di luoghi e persone: da Jiza, dove undici anni fa fu torturato e ucciso il giovane Hamza al-Khatib, a Dar'a; da Darayya a Sednaya, definita "la macelleria umana di Assad"; da Damasco, dove la guerra sembra non essere mai arrivata, a Ghouta, Homs, Hama e Idlib, fino ad Aleppo, le sue radici. Incontri di dolore si mescolano a incontri di speranza, come quelli con due adolescenti che salvano libri e oggetti d'arte o un artigiano che riapre la sua bottega di biciclette, mentre le storie dei mafqudin — le persone scomparse o arrestate e allontanate forzatamente dalle proprie case — raccontano una ferita ancora aperta e la domanda che attraversa tutto il libro: come si scrive la parola fine a tutto questo? Asmae Dachan è tra le voci italiane più autorevoli sull’Asia sud-occidentale e sulla Siria nello specifico: dopo la laurea in Editoria, Informazione e Sistemi Documentari a Urbino e un master in Etnopsichiatria e Psicologia delle Migrazioni a Roma, lavora come freelance per testate come Avvenire, Vita, Panorama, L'Espresso, Valigia Blu e Altreconomia, ed è stata sul campo in Siria, Turchia, Giordania, Grecia e in altri paesi. Elisa Piras, che modera l'incontro, ha un dottorato in Politica, diritti umani e sostenibilità e ha insegnato e fatto ricerca all'Università di Bologna e alla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, occupandosi in particolare di teorie del liberalismo contemporaneo e di politica internazionale. L'evento è realizzato grazie al contributo della Provincia Autonoma di Bolzano, in collaborazione con la Nuova Libreria Cappelli di Bolzano.

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Theatre
Donnerstag, 10 Sep. 2026 20:00

Simon Steen-Andersen + Michael Gordon & Bill Morrison Das Transart Festival wird mit CRASH, einer Musikperformance, die sich klanglichen und audiovisuellen Erforschungen widmet, eröffnet. Diese ist in Zusammenarbeit mit der Stiftung Haydn von Bozen und Trient entstanden. Mit den italienischen Erstaufführungen von Simon Steen-Andersens Piano Concerto und Gotham von Michael Gordon und Bill Morrison werden Konventionen gesprengt und die Grenzen des traditionellen Konzerts neu definiert. Unter der Leitung von Vimbayi Kaziboni interpretiert das Haydn-Orchester die beiden Werke und befeuert einen intensiven Dialog zwischen Klang und Bild. Das musikalische Erlebnis verwandelt sich dabei in ein dichtes, pulsierendes Zusammenspiel der Sinne. Piano Concerto von Simon Steen-Andersen Das Leitmotiv des Werks Piano Concerto (2014) von Simon Steen-Andersen ist das Experiment. Der dänische Komponist ist bekannt für seine Fähigkeit, Performance, Video und klangliche Forschung zu radikal neuen Ausdrucksformen zu verweben.  Auf der Bühne entfaltet sich ein beeindruckender multimedialer Dialog: Eine Pianistin - in Bozen Ning Yu - interagiert an einem perfekt intakten Konzertflügel mit der Videoinstallation eines anderen Pianisten, der seinerseits an den Überrestem eines Flügels spielt, den man aus acht Metern Höhe auf einen Betonboden fallen ließ. Das digitale Gegenüber in diesem virtuellen "Doppelkonzert" ist Nicholas Hodges, Ikone der zeitgenössischen Klaviermusik, der das Werk 2014 in Donaueschingen uraufführte und hier indirekt zu Transart zurückkehrt.  Die permanente Spannung zwischen der Präzision des intakten Flügels und der rohen Kraft der Zerstörung am anderen Instrument wird selbst zum musikalischen Material. Das Orchester nimmt die Energie auf, verstärkt sie und formt daraus eine Partitur von außergewöhnlicher Präzision, die das Ereignis in Raum und Zeit ausdehnt. Gotham von Michael Gordon und Bill Morrison Gotham ist eine sensorische und hypnotische Reise nach New York, die Stadt, die niemals schläft. Erzählt wird sie vom Komponisten Michael Gordon und dem Filmemacher Bill Morrison. Musik und Archivaufnahmen des frühen 20. Jahrhunderts zeigen eine Metropole im tiefgreifenden, industriellen Umbruch. Sie verschmelzen zu einer filmischen Sinfonie, die das Gedächtnis der Stadt in lebendige, pulsierende Materie verwandelt. Baustellen, rauchverhangene Skylines und plötzliche pastorale Bilder, wie etwa von einer Schafherde mitten im Central Park, fügen sich zu einem fragmentierten Porträt einer Stadt in ständigem Wandel zusammen. Die Partitur entfaltet sich, mal zerbrechlich, mal überwältigend, und fängt dabei das Chaos und die unerschöpfliche Energie der Metropole ein. Gotham idealisiert nicht: Es zeigt Staub, Lärm, den rastlosen Rhythmus und all die Härte und Faszination dieser Stadt. Daraus entsteht eine immersive Erfahrung, die ihre Zuschauer direkt in das Herz der Metropole zieht – zwischen Erinnerung, Bewegung und Traum. Das Ticket gilt für beide Vorstellungen.

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Others
Donnerstag, 10 Sep. 2026 10:00-19:00 |
Es gibt Termine vom 10 Sep. 2026 bis 13 Sep. 2026

Die UNIKA-Kunstmesse steht seit jeher für Qualität, Vielfalt und den Mut, neue künstlerische Wege zu gehen. Die Verbindung von zeitgenössischer Kunst und einer reichen handwerklichen Tradition macht sie zu einem besonderen Aushängeschild des Grödnertals. Auf mehr als 500 m² Ausstellungsfläche im Tenniscenter Runggaditsch erwartet die Besucherinnen und Besucher ein eindrucksvoller Rundgang durch Kunst und Kultur. Rund 200 Werke – darunter Skulpturen, Gemälde und Fotografien – werden präsentiert: einzigartige Schöpfungen, die Geschichten von Tradition und Innovation erzählen. Insgesamt nehmen 29 UNIKA-Künstlerinnen und -Künstler sowie ein Gastkünstler an der Ausstellung teil. Mit Leidenschaft, Kreativität und handwerklichem Können verwandeln sie verschiedenste Materialien in Werke, die sowohl die Einzigartigkeit des lokalen Erbes verkörpern als auch die kontinuierliche Weiterentwicklung des Kunsthandwerks sichtbar machen. In diesem Jahr steht die Kunstmesse unter einem besonderen Zeichen: Als Teil der neuen Initiative „Enes dl’Ert“ ist UNIKA erstmals in ein gemeinsames Projekt eingebettet, das Künstlervereinigungen und verschiedene Organisationen des Grödnertals zusammenführt. Gemeinsam möchten sie zeigen, was das Tal seit Generationen auszeichnet: kreatives Schaffen, handwerkliche Meisterschaft und eine lebendige Tradition, die sich stetig weiterentwickelt.

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Formation
Donnerstag, 10 Sep. 2026 09:00-13:00 |

Netzwerkstrategien zur Suizidprävention bei Caregivers Die Caritas, das Forum Prävention und die anderen Organisationen des Netzwerks für Suizidprävention laden zur Fachtagung „Caring for Care“ ein, bei der Netzwerkstrategien zur Suizidprävention bei Caregivers vorgestellt werden. Die Tagung findet anlässlich des Welttages der Suizidprävention am Donnerstag, 10. September 2026, von 9 bis 13 Uhr im Pastoralzentrum Bozen (Domplatz 2) statt. Die Fachtagung richtet sich an Fachleute und Interessierte. Die Teilnahme an der Tagung ist kostenlos, jedoch ist eine Anmeldung bis 7. September erforderlich. Siehe hierzu das Datenschutzinformationsblatt Die Tagung findet teils in deutscher und teils in italienischer Sprache statt. (Simultanübersetzung: Peter Paul Litturi). Die Vergabe von ECM/ECS Punkten ist nicht vorgesehen. Weitere Informationen zum Netzwerk Suizidprävention: https://www.suizid-praevention.it/

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Kids
Donnerstag, 10 Sep. 2026 15:00-19:00 |
Es gibt Termine vom 10 Sep. 2026 bis 13 Sep. 2026

Ein Ereignis für Kinder und Familien: Straßentheater, Musik, Kreativ-Ateliers, Ponyreiten, etc. Küche / KINDERgasthaus Tägliches Mittagessen und Abendessen mit Spezialitäten von Rolli's Grill Eintritt frei Donnerstag und Freitag 15.00 - 19.00 Uhr Samstag und Sonntag 11.00 - 18.30 Uhr

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Formation
Mittwoch, 09 Sep. 2026 18:00-19:30 |

Quali sono gli strumenti e le opportunità a disposizione degli studenti per affrontare il percorso universitario? È questo il tema al centro della Giornata del Diritto allo Studio universitario, organizzata dal MUA, Movimento Universitario Altoatesino, in programma mercoledì 9 settembre 2026, dalle 18:00 alle 19:30, presso l’Aula Magna della Fondazione UPAD, in via Firenze 51 a Bolzano. L’iniziativa si svolge in vista dell’apertura delle domande per le borse di studio provinciali per l’anno accademico 2026/27, prevista dal 22 settembre al 3 novembre 2026, e nasce con l’obiettivo di offrire a studenti, futuri studenti e famiglie una panoramica sul diritto allo studio e sulle principali forme di sostegno disponibili durante il percorso universitario, mettendo a confronto il sistema nazionale e quello della Provincia autonoma di Bolzano. Ad aprire l’incontro sarà Francamaria Carriglio, Presidente del MUA, con un’introduzione dedicata al tema del diritto allo studio e i saluti istituzionali. Seguirà l’intervento di Stefano Zuliani, Direttore del MUA, sul diritto allo studio come principio costituzionale e strumento per garantire pari opportunità nell’accesso e nella prosecuzione degli studi. Interverrà quindi Philipp Achammer, Assessore provinciale per il Diritto allo studio e l’Università, che illustrerà le politiche per il diritto allo studio e il ruolo delle istituzioni nel sostegno agli studenti. A seguire, Simone Fait Giacomini, Responsabile fiscale di CAF Acli Service Bolzano, illustrerà i requisiti economici e i criteri per l’accesso alle borse di studio in Italia, con particolare riferimento all’ISEE universitario e alla documentazione necessaria. Seguirà la presentazione del sistema del diritto allo studio universitario della Provincia autonoma di Bolzano da parte di Nicol Mastella, Direttrice dell’Ufficio per il diritto allo studio universitario della Provincia. L’intervento riguarderà borse di studio, contributi e altre misure di sostegno, insieme alle caratteristiche del sistema provinciale e gli strumenti DURP e VSE. La serata si concluderà con uno spazio aperto a domande e confronto con il pubblico, per permettere a studenti, futuri studenti e famiglie di approfondire i temi affrontati durante gli interventi. A moderare l’incontro sarà Valentina Cibin, programmista Rai Alto Adige. Sarà inoltre possibile seguire l’evento in diretta streaming, permettendo così di partecipare all’incontro anche a distanza. In vista dell’apertura delle domande per le borse di studio provinciali, come ogni anno il MUA offre un servizio di consulenza individuale, previo appuntamento, per chi desidera un supporto nella compilazione della domanda di borsa di studio provinciale.

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Partyzone
Montag, 07 Sep. 2026
Es gibt Termine vom 05 Sep. 2026 bis 07 Sep. 2026

Den "Sarnar Kirchte" feiern wir Sarner nach langer Tradition immer am ersten Sonntag im September, nämlich dem "Schutzengelsonntag". Dieses Volksfest ist weit über das Sarntal hinaus bekannt und beliebt. Samstag, 05. September 2026 17.50 Uhr: Musikalischer Einzug mit anschließendem Konzert. 20.30 Uhr: Fackelumzug durch das Dorfzentrum von Sarnthein zum Festplatz. 21 Uhr: Musik, Tanz und Stimmung. Sonntag, 06. September 2026 08.45 Uhr: Feierliche Prozession nach St. Zyprian in Sarnthein. 10.15 Uhr: Musikalischer Einzug zum Festplatz und Frühschoppenkonzert bis 12.30 Uhr. 14 Uhr: Großer Trachtenumzug. 20.30 Uhr - Musik, Tanz und Stimmung. Montag, 07. September 2026 Kirchtagsausklang und traditioneller Bauernmarkt.

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Exhibitions
Dienstag, 08 Sep. 2026 11:00-17:00 |
Es gibt Termine vom 04 Sep. 2026 bis 24 Okt. 2026

Im Rahmen der Ausstellungsreihe „Solo im Ensemble“ zeigen sieben Kunstgraphiker:innen ihre Arbeiten. Die unterschiedlichen Positionen werden unter dem Titel „Spitzfindigkeiten“ vereint. Eine heterogene Gruppe von Individualisten:innen, die die Leidenschaft für grafisches Gestalten in Freundschaft verbindet, präsentiert ihre graphischen Arbeiten im SKB ARTES. Technisch wie auch gestalterisch wurde ein Großteil der teilnehmenden Künstler:innen von der unvergessenen Grafik-Künstlerin Rina Riva inspiriert, motiviert und unterrichtet, die Künstler:innen haben sich jedoch eigenständig weitergebildet und experimentierend weiterentwickelt. Der Titel „Spitzfindigkeiten“ bezieht sich dabei auf zweierlei, zum einen auf ein Spezifikum sehr vieler künstlerischer Menschen. Die Eigenschaft setzt einen wachen Geist, scharfe Beobachtungsgabe, kritische Hinterfragung aber auch Sensibilität und ja auch vertiefte Reflexion voraus, die zu der persönlichen Auseinandersetzung mit Fakten, Zuständen und deren Wechselwirkungen führt. Zum anderen mag es sein, dass es bei den spitzfindigen Autor:innen dieser Grafik-Ausstellung einen Zusammenhang mit den Werkzeugen dieser – wohlgemerkt analog arbeitenden Grafik-Künstler:innen gibt – so etwa die Bleistiftspitze, die Zeichenfeder, den Stahlstichel oder gut geschliffene Schneidemesser. Werkzeuge, mit denen sie im Gegensatz zum weichen Pinselstrich des Malers ihren Bildinhalten kompromisslos scharfe Konturen setzen und wie nebenbei manche Widersprüchlichkeiten unserer Spezies lustvoll aufspießen… Monika Fiechter Rossi, Renate Hausbrandt, Hilde Kljun, Lucia Nardelli, Margaretha Pertoll, Anke Stampfer (†), Peter Verwunderlich

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Exhibitions
Dienstag, 08 Sep. 2026 15:00-19:00 |
Es gibt Termine vom 02 Sep. 2026 bis 26 Sep. 2026

Die zwischen Karlsruhe und Hangzhou lebende Künstlerin Hangyan Chen zeigt im Foto Forum die Ausstellung Das ist ein Kinderspiel, not an Apple. Die Arbeit ist eine intime und zugleich zutiefst zeitgenössische Auseinandersetzung mit Identität, Sprache und kultureller Wahrnehmung. Ausgehend von ihrer Erfahrung eines Lebens zwischen Deutschland und China entfaltet sich die Ausstellung als Reflexion darüber, wie Ort, Erinnerung und Sprache unser Verständnis von uns selbst und den Welten, in denen wir leben, fortwährend verändern. Hangyan Chen arbeitet mit Fotografie, Video, Performance und Künstlerpublikationen. Auf sensible und zugleich tiefgründige Weise untersucht sie die leisen Verflechtungen des Alltags. Dabei macht sie übersehene Orte, verborgene Erzählungen und jene subtilen Spannungen sichtbar, die zwischen unterschiedlichen kulturellen und sprachlichen Wirklichkeiten entstehen. Die Fotografie nimmt in Chens künstlerischer Praxis eine zentrale Stellung ein. Ihr Blick richtet sich auf die Randlandschaften urbaner Räume – Orte, die zwar sichtbar sind, jedoch weitgehend unbeachtet bleiben. Aus der durch Distanz und Migration veränderten Perspektive nimmt sie ihre vertrauten Lebenswelten in Deutschland und China neu wahr. Sie dokumentiert periphere Bereiche der Städte ebenso wie deren stille, oft unsichtbare Rhythmen. Zwischen Vertrautheit und Entfremdung angesiedelt, untersucht Chens Werk, wie Migration, Sprache und kulturelle Mobilität die Wahrnehmung selbst verändern. Anstatt Identität als festgelegt oder eindeutig darzustellen, versteht ihre Praxis sie als einen fortlaufenden Prozess des Aushandelns, der durch Bewegungen über sprachliche, geografische und kulturelle Grenzen hinweg kontinuierlich neu geformt wird. In der gesamten Ausstellung verwebt Chen unterschiedliche Zeitebenen zu einer komplexen Konstellation, in der Menschen, Gegenstände, Orte und Erinnerungen innerhalb paralleler Erzählstränge aufeinandertreffen. Jedes Fragment – sei es eine Fotografie, ein Bewegtbild oder ein gedrucktes Medium – erscheint als eigenständige und zugleich verbundene Perspektive, die zwischen persönlicher Erinnerung und kollektiver Erfahrung oszilliert. Ihr Blick bewegt sich zwischen der Position einer Innenstehenden und jener einer Außenstehenden und macht sichtbar, wie grundlegend sich Wahrnehmung durch die Erfahrung verändert, in mehr als einer kulturellen Welt zu leben. Mit einer zugleich poetischen und kritisch aufmerksamen künstlerischen Praxis legt Hangyan Chen die politische Bedeutung frei, die alltäglichen Begegnungen innewohnt. Sie eröffnet einen Raum, in dem Erinnerung, Sprache und Zugehörigkeit in einem kontinuierlichen Dialog miteinander stehen. Susanne Kriemann

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Exhibitions
Dienstag, 08 Sep. 2026 16:00-19:00 |
Es gibt Termine vom 22 Aug. 2026 bis 13 Sep. 2026

Ausstellung "con.tain #4" - Alan Biehlig | Clara Pötsch | Nele Hendrikje Sandner | Katharina Schreiter | Teresa Szepes zu besuchen Im Fokus der Ausstellung steht die Wiederverwendung von „Abfall“ und der Prozess des Findens und Transformierens von Zurückgelassenem. Objekte, Zustände und Situationen verschiedener Art werden beobachtet, gesammelt, kategorisiert, umgewandelt und in Form von Fotografie, Malerei, Collage, Drucktechnik, Texten sowie Installation in neue inhaltliche und formale Kontexte gesetzt. Die Arbeitsweise der fünf Künstlerinnen und Künstler verbindet, dass sie vorhandene Ressourcen, in Form von gesammeltem Material, für ihre Werke nutzen. Dieser Aspekt der Nachhaltigkeit ist ein wesentlicher Bestandteil der künstlerischen Positionen. Darüber hinaus verfolgen sie individuelle Fragestellungen und Themen in ihren Werken wie Mythendarstellung, Diversität, Identität und Beziehungsfähigkeit, Organismen, Körperwahrnehmung und Körperlichkeit. Der Name unseres Kollektivs, „Con.tain“ wurde in seiner Schreibweise dem Lexikon entnommen. Die Bedeutung des Wortes reicht dabei von Enthalten und Beinhalten, bis hin zu Kontrollieren, Umfassen, Einbinden oder Eingrenzen. Er deutet ein Beobachten und Durchschreiten der Welt an, das Ähnlichkeiten mit Forschungsarbeiten aufweist. Objekte, Zustände und Situationen verschiedenster Art werden gefunden, gesammelt, kategorisiert, umgewandelt oder in neue Kontexte gesetzt. Diese Überreste oder Hinterlassenschaften und deren Transformation bilden den roten Faden der Arbeiten. Sowohl in seiner Wortbedeutung als auch in seiner Schreibweise greift der Titel verschiedene Denkräume auf. Er stellt daher die Frage nach dem Wesen der Dinge, die uns umgeben sowie den Inhalten und Funktionen, die wir ihnen zuschreiben. Sowohl in den Bildern, als auch in den Plastiken von Alan Biehlig (@alanogismus) finden sich Spuren von menschlichen Hinterlassenschaften wieder. Dabei handelt es sich meistens um Müll, den er auf der Straße aufsammelt. Gefundene Objekte erzeugen farbige Abdrücke im Kreidegrund oder auf Glas, Fragmente von Gegenständen werden mit Hilfe von Abgusstechniken zu scheinbar zeitlosen Fossilien. Die Arbeiten spielen mit menschlichen Vorstellungen von Naturkunde und Naturbetrachtung. Sie befragen uns selbst und die Beschaffenheit der Spuren, die wir auf der Erde hinterlassen, während sie gleichzeitig die Widerstandsfähigkeit und Kraft der Natur beschwören. Alan Biehlig studierte Medienkunst an der Hochschule für Grafik und Buchkunst Leipzig bei Helmut Mark und Annette Schröter. 2021 schloss er sein Studium mit Diplom ab. Er lebt und arbeitet in Leipzig. Nele Hendrikje Sandner (@nelehendrikjesandner) schafft Zeichnungen, Collagen und Bildobjekte aus Papier. Mal von Hand geschöpft, mal eingefärbt, mal auseinandergeschnitten und neu zusammengesetzt ist für sie das Papier der wichtigste Werkstoff. Das Material bietet ihr eine flexible Haptik, die sie je nach thematischer Ausrichtung vielfältig einsetzen kann. Ausgangspunkt ihrer Untersuchungen ist der menschliche Körper in seiner Ganzheit. Sandner entwickelt abstrakte und subtile Werke, die das Figurative hinter sich lassen, ohne den Körper zu vergessen. Dabei interessieren die Künstlerin vor allem die Spuren und Zeichnungen, die das Leben auf und an uns Menschen hinterlässt. Nele Hendrikje Sandner lernte den Beruf der Theatermalerin- und Plastikerin am Stadttheater Bielefeld um anschließend für ihr Studium der Malerei/Grafik an der Hochschule für Grafik und Buchkunst nach Leipzig zu gehen. Heute arbeitet sie als selbstständige Künstlerin und künstlerische Mitarbeiterin für Malerei an der Burg Giebichenstein in Halle. Katharina Schreiter (@meta_katharina_schreiter) arbeitet mit Fotografie, Installation und Text. Ihre künstlerische Auseinandersetzung kreist um zentrale Fragen: Was konstituiert Identität? Wie bewahren wir Erinnerung, und wie entgleitet sie uns? Wie entstehen Beziehungen, und wo liegen die Grenzen unserer Fähigkeit zur Resonanz? In ihrer Arbeit werden tatsächliche und inszenierte Räume zu Projektionsflächen und Spiegeln der menschlichen Psyche. Sie arbeitet mit echten Situationen und Beobachtungen, erweitert sie jedoch fiktiv – ein Verfahren, das ihr erlaubt, persönliche Fragen auszuloten und zu klären. Diese Fragen werden zum Angebot an die Betrachtenden, sich selbst zu befragen. Das Reale wird zum Ausgangspunkt, das Fiktive zur Methode. Dabei bleibt die Arbeit immer fragmentarisch, nie abgeschlossen und offen für das Ungewisse. Dabei verwendet sie tatsächliche und inszenierte Räume als Projektionsflächen und Analogien zur menschlichen Psyche. Katharina Schreiter schloss 2022 an der Hochschule für Grafik und Buchkunst Leipzig bei Prof. Tina Bara mit Diplom ab und war von 2022 bis 2025 Meisterschülerin bei Pro. Joachim Blank. Teresa Szepes (@teresa.szepes) stellt Bilder und Objekte aus gesammelten Papieren und anderen Materialien her. In den einzelnen Serien beschäftigt sie sich neben eigenen, persönlichen Themen, auch mit gesellschaftspolitischen Fragen von Verteilung, Konsum und wissenschaftlicher Naturbetrachtung. Ihre Arbeiten sind vielschichtig, farbintensiv, können klein und detailreich, aber auch raumgreifend in ihrer Ausgestaltung und Präsentation sein. Neu entstandene Arbeiten sind der Anfang neuer Serien oder schließen an ältere an. So bleibt es ein sich ständig erweiterndes und veränderndes Archiv. Teresa Szepes hat Kunstpädagogik mit Abschluss Master of Art an der Universität Leipzig und Malerei an der Kunstakademie in Budapest bei András Halász studiert. Sie arbeitet seit 2011 als freischaffende Künstlerin in Leipzig und nahm an unterschiedlichen Stipendienprogrammen teil wie Leonardo da Vinci in Porto, Möb-Stipendium in Budapest und Salz-Stipendium in Bernburg. Clara Pötsch (@clara_poetsch) befasst sich in ihren Malereien formal wie auch inhaltlich mit Werken der frühchristlichen Kunst bis zur Renaissancemalerei. Das geschieht aus einer tiefen Bewunderung und Verwunderung spezifischer Ästhetiken. Zum anderen möchte sie die Wirkmächtigkeit solcher Bilder und den fortwährenden Einfluss auf Sehgewohnheiten im Jetzt künstlerisch erforschen. Durch das Wiederaufgreifen und Kombinieren bestimmter Elemente werden Geschichten neu erzählt, kritisch hinterfragt, interpretiert und erweitert. Wegwerfverpackungen, Holzreste und andere Hinterlassenschaften dienen ihr als Träger und Kompositionsgrundlage der Werke. Mit Hilfe von Blattgold, Eitempera und Acrylfarben entstehen kleinformatige Miniaturmalereien, die komplexe Szenen in bühnenhafter Landschaft zeigen. Clara Pötsch studierte Malerei/Grafik an der Hochschule für Grafik und Buchkunst Leipzig bei Prof. Anne Speier und Prof. Ingo Meller, welches sie 2022 abschloss. Sie lebt und arbeitet als freischaffende Künstlerin in Leipzig.

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Others
Donnerstag, 10 Sep. 2026 18:00-23:00 |
Es gibt Termine vom 25 Juni 2026 bis 10 Sep. 2026

Mit THURS-Stay entsteht in Meran ein Treffpunkt für Jugendliche und junge Erwachsene bis 25 Jahre. Jeden Donnerstagabend im Sommer verwandeln sich abwechselnd das Jugendzentrum Jungle und die Jugendkirche am Sandplatz (geführt vom Jugenddienst Meran) in offene Begegnungsräume, in denen Gemeinschaft, Austausch und eine entspannte Atmosphäre im Mittelpunkt stehen, ganz ohne Konsumzwang. Das Projekt reagiert auf den Wunsch vieler junger Menschen nach sicheren und attraktiven Orten, an denen sie ihre Freizeit verbringen, neue Leute kennenlernen und eigene Ideen einbringen können. Ob bei entspannter Musik, Beachvolleyball, Tischtennis, Brettspielen, Live-Musik oder einfach bei guten Gesprächen – THURS-Stay bietet Raum für Begegnung, Mitgestaltung und kulturellen Austausch über Sprachgruppen hinweg. Dabei stehen Offenheit, Freiwilligkeit und ein respektvolles Miteinander im Vordergrund. THURS-Stay ist ein sommerlicher Safe Space für junge Menschen – ein Ort zum Ankommen, Austauschen, Mitgestalten und Wohlfühlen. MEET.CHILL.REPEAT!

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Montag, 07 Sep. 2026
Es gibt Termine vom 20 Juni 2026 bis 14 Sep. 2026

Una Boccata d’Arte ist ein italienweites Kunstprojekt, das zeitgenössische Kunst in kleine Orte und historische Dörfer bringt. Jedes Jahr werden 20 Künstlerinnen und Künstler eingeladen, in 20 Orten in allen 20 Regionen Italiens ein eigenes, ortsspezifisches Kunstprojekt zu entwickeln. Die Projekte entstehen im direkten Austausch mit dem jeweiligen Ort, seiner Geschichte, seinen Menschen und seiner Landschaft. Das Ziel ist es, zeitgenössische Kunst nicht nur in Museen oder Galerien zu zeigen, sondern sie mitten in den Alltag der Orte zu bringen. Straßen, Plätze, Fassaden, leerstehende Räume oder besondere Schauplätze werden zu Ausstellungsorten. So entstehen neue Begegnungen zwischen Kunst, Bevölkerung und Besucherinnen und Besuchern. In Klausen wird Una Boccata d’Arte zu einem besonders passenden Projekt: Das Künstlerstädtchen im Eisacktal bringt seine lange Kunstgeschichte, seine mittelalterliche Altstadt und seinen lebendigen öffentlichen Raum mit. Genau hier setzt das Projekt 2026 an.

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Exhibitions
Dienstag, 08 Sep. 2026 09:30-12:00 | 15:30 - 18:00
Es gibt Termine vom 16 Juni 2026 bis 07 Nov. 2026

Zeitgenössische Kunst im öffentlichen Raum / Kulturveranstaltung mit inklusiven Aspekten Die Triennale Klausen 2026 ist eine fünfmonatige, öffentlich zugängliche Kunst- und Kulturveranstaltung, die zeitgenössische künstlerische Positionen im öffentlichen Raum der Gemeinde Klausen integriert. Insgesamt fünf Orte im öffentlichen Raum sowie das Stadtmuseum Klausen werden in das Ausstellungskonzept eingebunden. Öffentlichen Raum Fünf Hauptkünstler bilden das künstlerische Fundament der Triennale: Christian Gufler, Lukas Mayr, Patrick Obkircher, Bernhard Reiterer, Florian Tschurtschenthaler. Jeder Künstler entwickelt eine eigenständige, ortsspezifische Arbeit an einem festgelegten Standort im Gemeindegebiet. Stadtmuseum Marlies Baumgartner, Rebekka Frei, Markus Gasser, Sophie Lazari, Paul Moroder dë Doss, Lissy Pernthaler, Albin Portner, Florian Prünster, Evelyn Rier, Matthias Sieff, Ariel Trettel, Vera Überbacher. Dazu zählen Malerei, Skulptur, Performance, Lyrik und musikalische Formate. „Una boccata d’arte“ Eröffnung: 10.6.2026 Ergänzt wird die Triennale vom Projekt „Una boccata d’arte“, ein italienweites Projekt, das vom Verein „I Borghi più belli d’Italia“ gefördert wird, dem auch Klausen angehört. Dort wird in Zusammenarbeit mit dem italienischen Künstler und Forscher Francesco Alberico (Pescara, 1996), der sich in seiner Arbeit zwischen Skulptur, Performance und Zeichnung mit der Beziehung zwischen Imagination und öffentlichem Raum beschäftigt, ebenfalls der öffentliche Raum in der Oberstadt bespielt.

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Exhibitions
Dienstag, 08 Sep. 2026 10:00-18:00 |
Es gibt Termine vom 13 Juni 2026 bis 01 Nov. 2026

Credits A cura di Daniela Ferrari Per “citazione” si intende la ripresa di elementi già esistenti: temi, immagini o idee che tornano in opere diverse, dalla letteratura al cinema fino all’arte. In questo senso, tutta la storia dell’arte può essere vista come un continuo dialogo con il passato, fatto di richiami, reinterpretazioni e omaggi. A partire dalle raffigurazioni più antiche, le fonti primigenie, si inanellano una serie di rimandi e dialoghi serrati, talvolta con variazioni significative, talvolta con più o meno dichiarati o celati riferimenti. Attraverso otto sezioni, il percorso esplora questo meccanismo di corsi e ricorsi storici, mostrando come gli artisti si confrontino con chi li ha preceduti. Grandi maestri e grandi eredi. Si comincia con il capolavoro Giovane che guarda Lorenzo Lotto realizzato da Giulio Paolini nel 1967, esempio emblematico di questo dialogo tra passato e presente. La mostra raccoglie le opere di grandi maestri che hanno citato o sono stati citati, come Giorgio de Chirico, Giorgio Morandi, Felice Casorati, Filippo de Pisis, Renato Guttuso. Vengono proposti, inoltre, suggestivi dialoghi tra epoche diverse, dall’antico al contemporaneo, vere e proprie sequenze che uniscono, per esempio, Vermeer a Salvador Dalí; Lorenzo Lotto e Velázquez a Giulio Paolini; Claude Monet a Vik Muniz, Stefano Arienti e Mario Schifano; Leonardo ad Andy Warhol. Tra gli artisti contemporanei sono presenti, tra gli altri e le altre, Salvo, Luigi Ontani, Mariella Bettineschi, Mirella Bentivoglio, Flavio Favelli.

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Freitag, 12 Juni 2026 08:00-12:00 |
Es gibt Termine vom 12 Juni 2026 bis 11 Sep. 2026

Diese Ausstellung widme ich meinem im Jahr 2019 verstorbenen Vater. Schon als kleines Kind lauschte ich seinem Spiel am Flügelhorn, während er verschiedene Melodien aus bekannten Ouvertüren übte. Diese Stimmungen und Tonfolgen klingen bis heute in mir nach. Meine Bilder erschaffe ich wie Musikstücke mit Fröhlichkeit, Witz, Tempi und unerwarteten Wendungen. Ob leise Traurigkeit oder ausgelassene Purzelbäume – all das fließt in meine Malerei ein, welche durch die reiche Farbgebung und das Glas zum Leuchten gebracht wird. Ouvertüren führen oft in die musikalische Stimmung eines Werkes ein. So könnte man meine Hinterglasbilder als ein Vorspiel der emotionalen Reaktion des Betrachters sehen. Anna Maria Mayr, 1957 in Bruneck geboren und dort lebend, fand nach ihrer kaufmännischen Ausbildung und langjährigen Tätigkeit im Verwaltungswesen als Autodidaktin zu ihrem persönlichen künstlerischen Ausdruck. Seit 2010 präsentiert sie ihre Hinterglasmalerei als freischaffende Künstlerin bei verschiedenen Ausstellungen in Südtirol.

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Montag, 07 Sep. 2026
Es gibt Termine vom 31 Mai 2026 bis 13 Sep. 2026

Die Biennale Gherdëina ist eine internationale Biennale für zeitgenössische Kunst, die in Gröden im Herzen der Dolomiten, einem UNESCO-Welterbe, stattfindet Die Dolomiten bieten eine inspirierende Kulisse, eine atemberaubende Landschaft, handwerkliche Traditionen und Berglegenden – ein idealer Rahmen, um das Konzept der (Future) Paradise Gardens zu erkunden. Diese Gärten, die an der Schnittstelle zwischen natürlicher Erhabenheit und Kulturlandschaft liegen, sind nicht nur als Zufluchtsorte für Flora und Fauna gedacht, sondern auch als Räume, die unser kollektives Streben nach einer Zukunft auf der Grundlage von Gerechtigkeit und Gleichheit widerspiegeln. Hier können Gärten sowohl Körper als auch Geist nähren und als Orte des Rückzugs, der Möglichkeit und der Erneuerung für alle dienen. Die Ausstellung ist in verschiedene Kapitel gegliedert, die jeweils einen anderen Aspekt des vom Menschen geschaffenen Konstrukts namens Garten untersuchen. Symbolisch, metaphorisch und emotional kreisen die Themen um Vorstellungen des “Commoning“ (gemeinsame Nutzung) – wo das Anbauen und Teilen von Nahrung sowie das Pflegen und Bewahren aller Lebensspuren Priorität haben. Ein weiteres Kapitel mit dem Titel “Divine Love and Growth” (Göttliche Liebe und Wachstum), lädt dazu ein, den Garten als Symbol spirituellen Wachstums und transzendenter Entfaltung zu betrachten. Die Ausstellung geht zudem auf das Konzept des “Violent Garden” (Gewaltsamen Gartens), ein, das die dringende Notwendigkeit anspricht, den Garten zu dekolonisieren – anthropozentrische Sichtweisen infrage zu stellen und Raum für Tiere und die Natur zu schaffen, sich frei zu bewegen und Eigenständigkeit zurückzugewinnen. Das Kapitel über ”Queer Ecology” (Queere Ökologie) untersucht, warum die Natur oft als inhärent queer wahrgenommen wird, und erweitert die Diskussion über Diversität und Fluidität innerhalb ökologischer Systeme. Darüber hinaus erforschen wir das “Botanical” (Botanische) – das Ordnen und Klassifizieren von Pflanzen Exemplaren – im Gegensatz zu “Gardens as Spaces for Reflection and Poetry” (Gärten als Räume für Reflexion und Poesie), in denen sich Gärten in Orte der Introspektion, Schönheit und kreativen Fantasie verwandeln.Die Dolomiten bieten eine inspirierende Kulisse, eine atemberaubende Landschaft, handwerkliche Traditionen und Berglegenden – ein idealer Rahmen, um das Konzept der (Future) Paradise Gardens zu erkunden. Diese Gärten, die an der Schnittstelle zwischen natürlicher Erhabenheit und Kulturlandschaft liegen, sind nicht nur als Zufluchtsorte für Flora und Fauna gedacht, sondern auch als Räume, die unser kollektives Streben nach einer Zukunft auf der Grundlage von Gerechtigkeit und Gleichheit widerspiegeln. Hier können Gärten sowohl Körper als auch Geist nähren und als Orte des Rückzugs, der Möglichkeit und der Erneuerung für alle dienen.

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Dienstag, 08 Sep. 2026 10:00-17:00 |
Es gibt Termine vom 23 Mai 2026 bis 08 Nov. 2026

Die Ausstellung gewährt einen überraschenden Einblick in zahlreiche Südtiroler Privatsammlungen und präsentiert anhand ausgewählter Beispiele Kunstwerke lokaler sowie internationaler Künstlerinnen und Künstler, die von der frühen Neuzeit bis in die Gegenwart reichen. Im Mittelpunkt stehen die Sammlerinnen und Sammler selbst, ihre Motivation, ihr Kultursponsoring, ihr Mäzenatentum sowie ihre besondere Beziehung und Vorliebe für bestimmte Künstlerinnen und Künstler.

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Dienstag, 08 Sep. 2026 10:00-22:00 |
Es gibt Termine vom 25 Apr. 2026 bis 08 Nov. 2026

Kuratiert von Leonie Radine Das Museion freut sich, die erste institutionelle Einzelausstellung von Evelyn Taocheng Wang (*1981, Chengdu) in Italien zu präsentieren. An den Schnittstellen verschiedener Medien wie Malerei, Text, Installation, Performance und Mode hat die in Rotterdam lebende Künstlerin eine einzigartige visuelle Poesie entwickelt, die von feinem Humor und kritischer Tiefe geprägt ist. Indem sie kunsthistorische Traditionen mit persönlichen Erinnerungen und autofiktionalen Elementen verbindet, hinterfragt sie Vorstellungen von Authentizität und ergründet zugleich, wie Kultur dargestellt und verkörpert wird. Wangs Bildwelt schöpft aus dem, was sie augenzwinkernd ihre „Lidschattenpalette der Kunstgeschichte“ nennt. Dabei verknüpft sie Verweise auf ihre Ausbildung in klassischer chinesischer Tuschemalerei und Kalligrafie mit den Schulen westlicher Kunst und Literatur, die sie seit ihrem Umzug nach Europa durchlaufen hat. Themen wie Migration, kulturelle Anpassung, Ausdruck von Gender und Klassenzugehörigkeit filtert sie durch ihre eigenen Lebenserfahrungen und beleuchtet dabei die Komplexität der Selbstwahrnehmung im Spannungsfeld äußerer Zuschreibungen. Wangs fortwährende Beschäftigung mit der Wandelbarkeit von Identität und kultureller Hybridität findet besonderen Widerhall in Südtirol, wo sich verschiedene Sprachen und Traditionen mischen. Für ihre Ausstellung entwickelte Wang eine Szenografie mit zahlreichen neuen Gemälden auf verschiedenen Bildträgern, die an frühere Werkgruppen anknüpfen und Eindrücke ihrer Ortsbesuche widerspiegeln. Eine ihrer Inspirationsquellen war der Bozener Obstmarkt, wo sich frische Bioprodukte in bunten Auslagen zu Miniaturlandschaften auftürmen. Diese vielschichtigen Kompositionen aus Farbe, Textur und Form, wie die Künstlerin sie auch in den mittelalterlichen Fresken im Schloss Runkelstein und in der Dominikanerkirche vorfand, finden ihren Nachhall in ihrer eigenen bildnerischen Erzählweise. Durch die Überlagerung ihrer Werke mit Erinnerungen an die visuelle Sprache Bozens und Fragmenten ihrer Wahrnehmung der italienischen Kultur schreibt sie sich mit Humor, Feingefühl und poetischen Nuancen in die Szenerie ein. Die Fähigkeit, sich in verschiedene kulturelle und visuelle Landschaften zu versetzen oder in die Rolle historischer oder fiktiver Figuren zu schlüpfen, prägt Wangs künstlerisches Schaffen seit jeher. Besonders deutlich wird dies in den fünf Werkgruppen, die sie für die Ausstellung mit neuen Arbeiten weiterführt. Neben der Ergänzung ihrer bekannten Imitationen der Rastergemälde von Agnes Martin um ortsspezifische Referenzen integriert sie regionale Motive in Seidenmalereien und eigene Kleidungsstücke. Auch das Märchen „Der Froschkönig“ der Brüder Grimm bleibt eine Inspiration für Wang. Diesmal versetzt sie die wiederkehrende Figur der Froschprinzessin in ein Stadtbild, das an ein Gemälde von August Macke erinnert. Zudem erweitert sie ihre Serie der Fensterbilder. Indem sie ihre Gemälde in eine architektonische Installation einbettet, die Innen- und Außenperspektiven in Einklang bringt, verwandelt sie die zweite Etage des Museums in eine „sweet landscape“. Wie der Ausstellungstitel andeutet, bildet der vermeintlich unschuldige Ausdruck, der durch eine ansprechende Landschaft hervorgerufen wird, den Hintergrund, vor dem sich Wangs tiefere Betrachtung des Ortes entfaltet. Ihr Werk steckt voller Metaphern und Sprachspiele und lädt die Betrachter*innen zu einer eingehenden Lektüre ein, bei der sich nach und nach verschiedene Bedeutungsebenen eröffnen. Zugleich reflektiert der Titel Wangs Beschäftigung mit den Gemeinsamkeiten und Widersprüchen östlicher und westlicher Auffassungen von Landschaftsmalerei. Die Tradition des „Schreibens der Landschaft“, die von chinesischen Literati (Gelehrten) mit kalligrafischem Pinsel und Tinte gepflegt wurde, ist eng mit taoistischen Prinzipien des harmonischen Gleichgewichts verbunden. Statt die Natur zu kopieren, diente diese Landschaftsmalerei der Selbstreflexion, Heilung und dem Rückzug aus politischen Machtstrukturen. Sowohl auf philosophischer als auch auf ästhetischer Ebene lädt Wangs Ausstellung dazu ein, über die Beziehung zwischen Vorder- und Hintergründigem, Sichtbarem und Verborgenem nachzudenken und Resonanzen zwischen Außenwelt und inneren Zuständen, äußeren und inneren Landschaften nachzuspüren. In diesem Sinne erklärt die Künstlerin: „Ich stelle mir meine Ausstellung wie einen imaginären Mutterleib vor. Dieser Raum des Werdens erlaubt es mir, auf die Geschichte des Ortes zu reagieren.“

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Dienstag, 08 Sep. 2026 10:00-17:00 |
Es gibt Termine vom 18 Apr. 2026 bis 08 Nov. 2026

Esther Stocker zeigt in der letzten Ebene des Bergfrieds neben mehreren Arbeiten eine eigens für den Ausstellungsraum entworfene lebensgroße Installation, die das Thema der mythischen Figur des den Erdenball schleppenden Atlas aufgreift.

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Dienstag, 08 Sep. 2026 10:00-17:00 |
Es gibt Termine vom 17 Apr. 2026 bis 09 Nov. 2026

Eine erfolgreiche Beziehungsgeschichte Hunde sind wichtige Jagdbegleiter, treue Gefährten und vielseitige Helfer. Ihr Instinkt und ihre Fähigkeiten machen sie zu einzigartigen Partnern des Menschen. Die Ausstellung gibt Einblicke in dieses Beziehungsgeflecht, das neben der Jagd auch die Kulturgeschichte beeinflusst hat. Sie stellt den Jagdhund selbst, seine Bindung zum Menschen und seine unterschiedlichen Einsatzbereiche vor.

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Montag, 07 Sep. 2026 09:00-19:00 |
Es gibt Termine vom 01 Apr. 2026 bis 08 Nov. 2026

Einflüsse aus den Metropolen Wien und insbesondere München hinterließen in der Architektur Südtirols prägende Spuren. Daran wesentlich beteiligt war der Fremdenverkehr. Denn mit den Gästen und ihren Architekten „reisten“ auch neue Tendenzen im Bauwesen ins Land. Es entstanden Villen, Wohnhäuser und Hotels. Als facettenreiches Erbe des Tourismus der Belle Époque stehen viele dieser Bauten heute unter Denkmalschutz. 1906 beauftragte der Industrielle Friedrich Wannieck die Münchner Architekten Alois und Gustav Ludwig mit dem Bau der Villa Salgart in Meran. Die beiden Brüder eröffneten bald darauf in Bozen eine Zweigstelle ihres Büros. Neben der Villa und mehreren Grandhotels errichteten sie hier bis 1914 auch Geschäftshäuser und Bildungseinrichtungen. 2022 wurden in Meran Baupläne der Brüder Ludwig wiederentdeckt und als Schenkung dem Touriseum übergeben. Aktuell führt das Südtiroler Landesmuseum für Tourismus in Kooperation mit der Universität Innsbruck ein Forschungsprojekt über Leben und Werk der Architekten durch. In der Ausstellung sind Teile des Materials erstmals öffentlich zu sehen.

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Dienstag, 08 Sep. 2026 10:00-22:00 |
Es gibt Termine vom 28 März 2026 bis 13 Sep. 2026

Das Museion freut sich, eine umfassende Ausstellung des Künstlers Franco Vaccari (Modena, 1936–2025) zu präsentieren, der zu den prägnantesten Stimmen der italienischen Konzeptkunst der Nachkriegszeit zählt. Sie versammelt Foto- und Videoarbeiten, Künstlerbücher und Archivmaterialien und bietet erstmals einen eingehenden Überblick über die im Zentrum seines Schaffens stehenden Rauminstallationen. Ursprünglich aus Anlass von Vaccaris 90. Geburtstag geplant, ist dies die erste große institutionelle Ausstellung des Künstlers in Italien seit über einem Jahrzehnt. Sie ordnet sein Werk in einen breiteren internationalen Diskurs ein, der um die Mitwirkung des Publikums kreiste und den Besucher*innen eine aktive Rolle bei der Gestaltung des Kunstwerks selbst zuwies. Nach einem Studium der Physik wandte sich Franco Vaccari Ende der 1960er-Jahre der bildenden Kunst zu und hinterfragte in seiner Praxis konsequent die Vorstellung des Kunstwerks als eines feststehenden Objekts. Anstatt autonome Werke zu erschaffen, konzipierte er die von ihm entwickelten Projekte als Ausstellungen in Echtzeit (Esposizioni in tempo reale): Hierbei entfaltet sich das Kunstwerk in der Zeit und wird durch Gegenwart und Handlungen der Betrachter*innen geformt. Dieser Ansatz zieht sich durch sein mehr als 50 Jahre umspannendes Œuvre und vereint Werke mit einer großen medialen Bandbreite – von der Fotografie und der Filmkunst über Sound und Video bis hin zu frühen internetbasierten Projektarbeiten. Für Vaccari spielt die Technologie eine wichtige Rolle in der Weise, wie Wirklichkeit wahrgenommen, erinnert und geteilt wird. Diese künstlerische Strategie beschrieb der Künstler in seinem wegweisenden Essay Fotografia e inconscio tecnologico (Fotografie und das technologische Unbewusste) (1979) als „occultamento dell’autore” („Verschwinden des Autors“). Anstatt diesem eine endgültige Form zu geben, schafft er vielmehr Bedingungen, unter denen Bedeutung – im Zusammenwirken von Interaktion, Zufall und kollektiver Präsenz – entstehen kann. Die Betrachtenden stellen somit keine passiven Beobachter*innen dar, sondern sind wesentlicher Bestandteil des Kunstwerks an sich. Vollendeten Ausdruck findet dieses Prinzip in Vaccaris Rauminstallationen: Meist handelt es sich dabei um temporäre Architekturen, die Ausstellungsräume in Orte der Erfahrung verwandeln. Vaccaris Werke verfolgen keine bestimmte gestalterische oder architektonische Absicht, stattdessen sind sie oft angeregt von alltäglichen oder wiederverwendeten Materialien. Sie bleiben offen für das Unvorhersehbare und geben dem, was in ihnen geschieht, den Vorrang gegenüber ihrer physischen Struktur. Die thematisch geordnete Ausstellung entfaltet sich in einer Abfolge von Rauminstallationen und weiteren Arbeiten, die grundlegende Aspekte von Vaccaris Praxis ausloten. Themensetzungen zu den Spuren, die Menschen hinterlassen, zum kollektiven Unbewussten und zur Bildung von Erinnerungen lenken den Blick auf die Werke und bestimmen die von Fosbury Architecture besorgte Ausstellungsgestaltung. Den Auftakt zur Ausstellung bilden Projektarbeiten, die auf die Dunkelheit fokussieren – als Möglichkeit einer Annäherung an die Welt des Unbewussten und des Traumes. Im übertragenen wie im wörtlichen Sinne sind die Besucher*innen eingeladen, in das eigene Innere „hinabzusteigen“. In gedimmter Umgebung verlangsamt sich die Wahrnehmung, und vertraute Sichtweisen treten in den Hintergrund, erlauben ein aufmerksameres Erleben über die Sinne. Rauminstallationen wie La Scultura Buia (1968), Esposizione in tempo reale n. 19, Codemondo (1980) und Esposizione in tempo reale n. 20, Ambiente grigio multiuso, scatola per sondare lo spazio vicino e lontano (1987) schaffen Situationen, in denen die persönliche Erfahrung Teil eines gemeinsamen Raumes wird. Die Ausstellung setzt sich fort mit Rauminstallationen, die Vaccaris Interesse an den Spuren menschlicher Gegenwart adressieren. Diese finden ihren Niederschlag in öffentlichen urbanen Räumen ebenso wie in den gesellschaftlichen Dynamiken temporärer Gemeinschaften. Neben dem 1972 auf der Biennale in Venedig vorgestellten, ikonischen Projekt Esposizione in tempo reale n. 4, Lascia su queste pareti una traccia fotografica del tuo passaggio und dem hieraus entwickelten, ambitionierten Werk Photomatic d’Italia (1972–1975), das unter Einbeziehung von Fotoautomaten in öffentlichen Räumen in ganz Italien entstand, spüren auch die beiden Arbeiten Esposizione in tempo reale n. 21, Bar Code – Code Bar (1993) und Mini cinema (2003) Aspekten von sozialer Interaktion, kollektivem Verhalten und Momenten spontaner Begegnungen nach. Vaccaris Rauminstallationen werden in der Ausstellung nicht im Sinne statischer Rekonstruktionen präsentiert, sie bilden vielmehr reaktivierte Situationen, die den ursprünglichen Intentionen des Künstlers treu bleiben und zugleich auf das heutige Publikum reagieren. Die Sammlung des Museion umfasst etwa 20 Werke Franco Vaccaris, die überwiegend dem im Jahr 2020 dem Museum als Schenkung überlassenen Archivio di Nuova Scrittura angehören. Dieses Werkkompendium beinhaltet auch einige der frühen Text-Bild-Arbeiten des Künstlers, die seine Anfänge als visueller Dichter markieren und in denen bereits sein anhaltendes Interesse an Sprache, Spuren und menschlicher Präsenz hervortritt. Die Aufnahme einiger dieser Werke in die aktuelle Ausstellung zeigt Querverbindungen zwischen Vaccaris frühen künstlerischen Erkundungen und den Sammlungsbeständen des Museums auf. Franco Vaccari Franco Vaccari wurde am 18. Juni 1936 in Modena geboren und absolvierte zunächst eine wissenschaftliche Ausbildung im Bereich der Physik. Nach künstlerischen Anfängen als visueller Dichter gestaltete er 1969 seine erste Esposizione in tempo reale, in der er das für seine spätere künstlerische Praxis zentrale Konzept der „Ausstellung in Echtzeit“ einführte. Wenngleich sein Schaffen unterschiedliche Herangehensweisen umfasst, wird es doch häufig aus dem Blickwinkel des konzeptuellen Realismus betrachtet. Esposizione in tempo reale n. 4, Lascia su queste pareti una traccia fotografica del tuo passaggio gehört zu seinen bekanntesten Arbeiten und war 1972 in einem eigenen Raum im Hauptpavillon der Biennale von Venedig zu sehen; in den Jahren 1980 und 1993 bespielte Vaccari dort erneut separate Räume. Neben seiner künstlerischen Arbeit begründete Vaccari ebenfalls eine einflussreiche theoretische Tätigkeit und publizierte wegweisende Texte wie Duchamp e l’occultamento del lavoro (1978) und Fotografia e inconscio tecnologico (1979). Seine Werke wurden international in bedeutenden Ausstellungen und Institutionen präsentiert, so etwa auf der Gwangju Biennale in Südkorea, in der Kunsthalle Basel, im Musée de l’Elysée in Lausanne, im Mostyn in Wales, in der Fondazione Morra Greco in Neapel und auf der Mailänder Triennale. Franco Vaccari verstarb 2025.

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Montag, 07 Sep. 2026
Es gibt Termine vom 20 Feb. 2026 bis 31 Jan. 2027

Kuratiert von der Museion Passage Group in Zusammenarbeit mit dem Künstler Eduard Habicher Das Museion eröffnet sein Programm 2026 mit der Ausstellung Eduard Habicher. Memory in Motion. Die Präsentation, die dem 70. Geburtstag des Südtiroler Bildhauers (geb. 1956 in Mals) gewidmet ist, findet in der Museion Passage statt und ist frei zugänglich. Eduard Habicher zählt zu den prägenden Positionen der zeitgenössischen Skulptur aus Südtirol mit internationaler Ausstrahlung. Bekannt ist er vor allem für seine großformatigen Arbeiten im öffentlichen Raum, die sich durch eine starke räumliche Präsenz und einen sensiblen Dialog mit ihrer Umgebung auszeichnen. Seine Werke sind dauerhaft an zahlreichen Orten installiert, unter anderem in der Therme Meran, in der Fundación Pablo Atchugarry in Uruguay sowie in Berlin, Italien und Österreich. Für die Museion Passage hat Habicher vier monumentale Skulpturen geschaffen: Hommage, Passage, Geöffnet–aperto und Pro-tetto. Die Arbeiten bestehen aus Industrieprofilen und Edelstahl, Materialien, die ursprünglich für Rationalität, Stabilität und Funktionalität stehen. Durch präzise handwerkliche Eingriffe werden sie gebogen, geöffnet und neu ausbalanciert. So entstehen skulpturale Linien, die trotz ihrer Masse eine überraschende Leichtigkeit entfalten. Ein zentrales Element in Habichers Werk ist die charakteristische rote Farbe. Diese „rote Linie“ durchzieht auch die Skulpturen in der Passage: Sie spannt sich durch den Raum, setzt Akzente und verbindet die einzelnen Arbeiten visuell miteinander. Ohne Sockel direkt im Raum platziert, begleiten die Skulpturen die Besucher*innen durch diesen offenen Bereich und werden Teil des alltäglichen Bewegungsflusses. Bewegung, Offenheit und räumliche Erfahrung stehen im Zentrum von Memory in Motion. Die Museion Passage als frei zugänglicher Raum ermöglicht Kunstbegegnungen jenseits klassischer Eintrittsschwellen und lädt dazu ein, Skulptur im Vorübergehen ebenso wie im bewussten Verweilen zu erleben. Mit dieser Präsentation realisiert das Museion zugleich die erste Initiative der landesweiten Kampagne Museiopolis. Inspiriert von der Idee der Polis als gemeinschaftlichem urbanen Lebensraum, versteht sich Museiopolis als Einladung, Kunst und Kultur stärker in den Alltag von Stadt und Region einzubinden: offen, zugänglich und in kontinuierlichem Dialog mit der Gesellschaft. Eduard Habicher Eduard Habicher wurde 1956 in Mals im Vinschgau geboren und absolvierte ein Studium an der Accademia di Belle Arti in Florenz. Er lebt und arbeitet in Riffian (BZ). Der Künstler war mit Einzelausausstellungen in zahlreichen italienischen Museen und Galerien vertreten, unter anderem in der Galleria Civica in Trient (1993), der Galleria Comunale d’Arte Contemporanea in Arezzo (1993), dem Museo della Scultura Contemporanea in Matera (2006) sowie der Galleria d’Arte Moderna G. Carandente im Palazzo Collicola in Spoleto (2024). Im Jahr 2025 hatte er im Rahmen der viennacontemporary eine Solopräsentation in der renommierten Privatsammlung Dolezal. Seine großformatigen Skulpturen sind dauerhaft an öffentlichen Orten ebenso wie in privaten Einrichtungen installiert, so etwa in der Therme Meran in Italien und in der Fundación Pablo Atchugarry in Uruguay. Darüber hinaus befinden sich seine Arbeiten in Berlin am Spreeufer, im Innenhof der Wallstraße 16 und auf dem Campus des Europäischen Energieforums (EUREF); in Italien im Südtiroler Landesmuseum für Kultur- und Landesgeschichte auf Schloss Tirol, auf der Piazza della Vittoria in Spoleto, im Freilichtmuseum Museo Diffuso Albisola sowie in Leifers; außerdem in Österreich in Feldbach in der Gleichenberger Straße und im Kulturzentrum Kugelmühle. Eine großformatige Arbeit Habichers zum Gedenken an den antifaschistischen Widerstandskämpfer Josef Mayr-Nusser wurde 2017 im Bozner Dom aufgestellt. 2016 erhielt der Künstler den ersten Preis für sein Werk Misurare lo spazio im Palazzo Ducale in Gubbio, und 2018 gewann er einen Wettbewerb zur Gestaltung einer Skulptur für die Piazza Castello, die sich innerhalb des Palazzo Ducale in Mantua befindet. Im Jahr 2023 wurde Habicher zum Nationalakademiker ernannt und in die Accademia Nazionale di San Luca in Rom aufgenommen.

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Dienstag, 08 Sep. 2026 10:00-18:00 |
Es gibt Termine vom 10 Feb. 2026 bis 07 Feb. 2027

Eine verborgene Welt Pilze gehören zu den ältesten und zugleich verborgensten Akteuren des Lebens auf der Erde. Die Sonderausstellung FUNGA lädt dazu ein, dieses eigenständige Reich neu zu entdecken – jenseits der bekannten Fruchtkörper und weit über die Rolle von Speisepilzen hinaus. Die Ausstellung zeigt, wie Pilze als Netzwerke aus Myzelien ökologische Kreisläufe steuern, Böden aufbauen und Symbiosen ermöglichen, ohne die das Leben an Land kaum denkbar wäre. Sie führt von den uralten Ursprüngen der Pilze über ihre Schlüsselrolle in Natur und Evolution bis hin zu ihrer engen Beziehung zum Menschen – etwa im Mikrobiom von Haut und Darm. Neben naturwissenschaftlichen Einblicken öffnet FUNGA auch kulturelle Perspektiven: Pilze als Heilmittel, als Teil von Ritualen und Mythen sowie als prägende Motive in Kunst und Popkultur. Aktuelle Forschungsansätze zu nachhaltigen Materialien und biotechnologischen Anwendungen schlagen schließlich den Bogen in die Zukunft. FUNGA lädt dazu ein, die Welt aus einer neuen Perspektive zu betrachten – vernetzt, vielschichtig und überraschend lebendig.

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Dienstag, 08 Sep. 2026 10:00-18:00 |
Es gibt Termine vom 25 Nov. 2025 bis 08 Nov. 2026

Archäologie erzählt Geschichte – doch manchmal wird sie selbst Teil der Geschichte. Zwischen 1920 und 1972 nutzten politische Systeme, um ihre eigenen Ideologien zu untermauern. Während im Faschismus italienische Wissenschaftler Belege für die „römische Vergangenheit“ in Südtirol suchten, deuteten nationalsozialistische Forscher urgeschichtliche Funde in Südtirol als Bestätigung für dessen „germanische“ Vergangenheit. Die Wissenschaft geriet dadurch in den Sog der Politik: Archäologische Objekte wurden ideologisch überinterpretiert statt sachlich erforscht, archäologische Ausgrabungen wurden instrumentalisiert. Selbst nach dem Zweiten Weltkrieg wirkte der Kampf der Kulturen lange nach. In der Sonderausstellung UNDER PROPAGANDA wird dieser spannungsreiche Abschnitt der Südtiroler Archäologiegeschichte sichtbar. Erstmals werden zahlreiche Funde aus den Jahren 1920–1972 nach modernen wissenschaftlichen Kriterien gedeutet – einige davon waren zuvor noch niemals öffentlich ausgestellt. Interaktive Stationen mit historischen Grabungsdokumenten geben Einblick in die Arbeitsmethodik des vorigen Jahrhunderts. Auch Kinder kommen in der Ausstellung auf ihre Kosten: in einer humorvollen „Untergrund“-Aktion lassen sich manchen Objekten überraschende Geschichten entlocken. Die Ausstellung vermittelt abwechslungsreich und anschaulich, wie Wissenschaft propagandistisch missbraucht wurde – und wie wichtig und bereichernd es ist, archäologische Objekte mit kritischem Blick neu zu betrachten. Ein vielfältiges Aktions- und Rahmenprogramm für Erwachsene und Kinder erlaubt Zugänge zur Ausstellung für unterschiedliche Zielgruppen. Die Ausstellung richtet sich sowohl an ein interessiertes Fachpublikum als auch an die breite Öffentlichkeit und ist von Dienstag 25. November 2025 bis Sonntag 8. November 2026 zugänglich.

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Castello

Die mächtige, mittelalterliche Burganlage zählt zu den größten und schönsten Burgen im Tiroler Raum. Sie beherbergt eine sehenswerte Sammlung von Einrichtungs- und Kunstgegenständen des 12. bis frühen 17. Jahrhunderts. Besonders wertvoll sind die Fresken von Friedrich Pacher in der Burgkapelle.

Castello

Als Dynastenburg der Grafen von Tirol gab die Burg dem Land seinen Namen. Ihre Errichtung reicht ins späte 11. Jahrhundert zurück. Der Schwerpunkt des musealen Parcours liegt in der Präsentation der Landesgeschichte von den Anfängen bis in die heutige Zeit. Im Südpalas liegen die beiden romanischen Portale. Die Burgkapelle zum Heiligen Pankratius ist als Doppelkapelle errichtet, bedeutsam sind ihre gotischen Wandmalereien. Im Bergfried findet sich eine Darstellung zur Geschichte Südtirols im 20. Jahrhundert.

Castello

Schloss Prösels war der Stammsitz der Herren Völs-Colonna und beherbergt neben den Bildern und Zeichnungen der Batzenhäusl-Sammlung aus dem 19. und 20. Jahrhundert eine Waffensammlung aus dem 19. Jahrhundert, Bilder der Schenkung Lotte Copi und die Dauerausstellung archäologischer Funde "finff Majolica Schaln" im Tischlerhaus.

Castello

Die Ursprünge des Schlosses gehen auf 1140 zurück. Der Rundgang führt zu den Ywein-Fresken aus dem frühen 13. Jahrhundert – sie zählen zu den ältesten profanen Wandmalereien im deutschsprachigen Raum – in den farbenprächtigen Hochzeitssaal und zur Waffensammlung.

Castello

Schloss Runkelstein geht auf das 13. Jahrhundert zurück. Neben dem größten erhaltenen profanen Freskenzyklus aus dem Mittelalter und Objekten aus der ehemaligen Waffenkammer werden wechselnde Ausstellungen zu kulturhistorischen Themen gezeigt.

Museo

Die Capriz Erlebniskäserei lässt Besuchende mit allen Sinnen in die Welt der Ziegenkäse-Herstellung eintauchen. In den Schauräumen im Erd- und im Untergeschoss wird der gesamte Prozess, ausgehend von der Ziege als Rohstofflieferant, über die Milch als Ausgangsprodukt bis hin zum fertigen Käselaib und seiner fachgerechten Lagerung dargestellt. Dabei spielen interaktive Elemente eine besondere Rolle.

Museo

Das Semirurali-Haus in der Baristraße 11 ist eines der wenigen, erhalten gebliebenen Häuser der Semirurali-Zone. Einige Hundert davon waren Ende der 1930er Jahre für die Arbeiter der großen Industriebetriebe in Bozen gebaut, ab den 1980er Jahren aber wieder abgerissen worden, an ihrer Stelle entstanden große Mehrfamilienhäuser. Viele ehemalige Bewohnerinnen und Bewohner der Semirurali-Häuser äußerten stets den Wunsch, dass die Geschichte des Entstehens und der Entwicklung dieses Wohnviertels dokumentiert werde. Der 2015 eröffnete Ausstellungsparcours ist daher eine Zeitreise mit Fotos, Filmen, Land- und Stadtkarten, dreidimensionalen Modellen und mit vielen Erzählungen von Zeitzeugen.

Castello

Schloss Lebenberg ist eine Burganlage aus dem 13. Jahrhundert mit Erweiterungen im 16., 17. und 18. Jahrhundert. Die Räume, der Ziergarten, malerische Innenhöfe und die gotische Kapelle bieten einen kunsthistorischen Rundgang vom Mittelalter bis zum Rokoko.

Museo

Die Stephanus-Kapelle nahe der Burgruine von Obermontani (Martelltal), die von Schloss Tirol verwaltet wird, birgt einen der umfangreichsten gotischen Wandmalereibestände in Tirol. Sonderöffnung für Gruppen auf Vormerkung unter Tel. +39 0473 220221.

Museo

Wanduhren, Schnitzereien, Masken, Flaschenstöpsel, Korkenzieher, Pfeifen, Kaffeemühlen und Küchengeräte, religiöse Gegenstände, Oldtimer und Motorräder, wie etwa mehrere Vespas, zählen zur privaten Sammlung der Familie Trebo. Die Objekte erzählen Geschichten aus den letzten 150 Jahren und sind auf die unterschiedlichen Räume des Hotels verteilt. Ein Paradies für Nostalgiker!

Museo

Der Archeoparc Feldthurns bezeugt eine Besiedelungsgeschichte, die ausgehend von der Jugendsteinzeit alle wichtigen Epochen einschließt. Grabstätten und Überreste der Keramikherstellung zeugen von Ackerbauern und Viehzüchtern, deren Geschichte bis 5000 v. Ch. zurückreicht.

Museo

Die Ausstellung Archimod zeigt knapp 50 architektonische Projektmodelle der Autonomen Provinz Bozen (Plätze, Schulen, Bürohäuser, Museen, Wohnsiedlungen, Krankenhäuser, Straßen, Tunnels, Brücken), welche in den vergangenen 25 Jahren realisiert wurden bzw. sich zurzeit in der Planungs- oder Ausführungsphase befinden. Archimod ist mit den öffentlichen Verkehrsmitteln (Zug, Bus) gut erreichbar und durch die Fassadengestaltung und den Schriftzug Archimod auf dem Gebäude schon von weitem ersichtlich.

Museo

Die im Juli 2014 eröffnete Dokumentations-Ausstellung "BZ '18–'45. Ein Denkmal, eine Stadt, zwei Diktaturen" beschäftigt sich mit der Geschichte des Bozner Siegesdenkmals. Dieses wurde vom faschistischen Regime in den Jahren 1926–1928 nach einem Entwurf von Marcello Piacentini errichtet. Am Bau waren auch zahlreiche italienische Künstler beteiligt. Vor dem Hintergrund der Denkmalgeschichte nimmt die Ausstellung auch den Zeitabschnitt 1918–1945 in regionaler und überregionaler Hinsicht in den Blick und thematisiert insbesondere den italienischen Faschismus und die Zeit der nationalsozialistischen Besetzung. Besonderes Augenmerk wird überdies auf die tiefgreifenden städtebaulichen Umgestaltungen gelegt, die Bozen seit den späten 1920er-Jahren erfuhr.

Museo

„Kein Mensch hat das Recht zu gehorchen“: Seit Ende 2017 prangt in den drei Landessprachen über dem Mussolini-Relief am Finanzgebäude des Bozner Gerichtsplatzes dieses Zitat der politischen Theoretikerin und Publizistin Hannah Arendt (1906–1975). Es stellt sich dem Befehlscharakter des faschistischen Denkmals und seinem Leitspruch „Credere, obbedire, combattere“ (deutsch: „Glauben, gehorchen, kämpfen“) entgegen. Ergänzt um die ausführlichen Erläuterungen einer Historikerkommission auf den Infoboxen am Platz, soll der von den Künstlern Arnold Holzknecht und Michele Bernardi entworfene Schriftzug das Monumentalrelief des Klausener Künstlers Hans Piffrader (1888-1950) auf nachhaltige Weise umdeuten und zum Lernort machen.

Museo

Das Bunker Museum befindet sich in einer ehemaligen Bunkeranlage aus der Zeit des Faschismus, die aber hauptsächlich während des Kalten Krieges von der NATO genutzt wurde. Daher liegt das Hauptaugenmerk auf der Struktur selbst und auf ihrem geschichtlichen Hintergrund und dem Kalten Krieg. Ausgestellt werden vorwiegend Objekte, die damals zur Ausstattung des Bunkers gehörten, wie zum Beispiel Funkanlagen, Feldtelefone, aber vereinzelt auch Waffen, Lebensmittelrationen u.Ä. Der Schwerpunkt wird künftig übrigens nicht nur auf den militärhistorischen Aspekt gelegt, sondern das Thema Grenze ganzheitlich beleuchten.

Castello

Die Schlossanlage aus dem 16. Jahrhundert war bis 1803 Sommersitz der Fürstbischöfe von Brixen. Sie weist im Inneren eine reiche Ausstattung aus der Renaissance mit Täfelungen, Einlegearbeiten, geschnitzten Portalen, Öfen und Fresken und eine Sammlung Südtiroler Kunstwerke des 15. bis 20. Jahrhundert auf. Die Struktur wird von Schloss Tirol verwaltet.

Castello

Die Landesfürstliche Burg liegt am Fuße des Küchelberges im Herzen der Stadt. Der älteste Umbau rührt von Herzog Sigmund von Österreich aus der Zeit um 1470. Die Tiroler Landesfürsten benutzten die Burg bei ihren Aufenthalten in der Stadt als Logis. Es ist traditionsbewussten Meranerinnen und Meranern zu verdanken, dass die Burg 1875 nicht abgerissen, sondern renoviert wurde. Heute ist die Landesfürstliche Burg ein erstklassiges Objekt, um die spätmittelalterlichen Lebensgewohnheiten zu studieren. Möbel des alltäglichen Bedarfs, Küchengeräte, einer der ältesten, erhaltenen Kachelöfen, Porträts, Musikinstrumente und Waffen lassen eine längst vergangene Epoche wiedererstehen.

Museo

Das Dokumentationszentrum "Culten" am Kirchhügel von St. Walburg/Ulten thematisiert eine bronze- und eisenzeitliche Siedlung (1400-600 v. Chr.), welche im sechsten Jahrhundert vor Christus in einen Brandopferplatz umfunktioniert wurde. Die Ausstellung dokumentiert den Lebensraum des Menschen in Ulten seit der Steinzeit und zeigt archäologische Fundstücke aus verschiedenen Epochen.

Castello

Schloss Schenna (14.–18. Jh.) ist die ehemalige Residenz des Erzherzogs Johann von Österreich. Möbel, Gemälde, Waffen und andere Exponate informieren über Geschichte, Kunst und Kultur Tirols. Die Grabstätte des Erzherzogs befindet sich im darunter liegenden neugotischen Mausoleum.

Museo

Das Naturparkhaus in Naturns erzählt von der Gegensätzlichkeit und der Vielfalt an Lebensräumen im Naturpark Texelgruppe. Hier erlebt man die große Welt des Naturparks im Kleinen. Das Teichbiotop, die Aquarien, der Wasserwaal, Gesteinsproben, Tierpräparate, Wandtafeln und Tastboxen machen Natur hautnah greifbar, spürbar und sichtbar.

Museo

Das Naturparkhaus ist in einer alten, elektrischen Mühle untergebracht, die saniert wurde und wieder funktionstüchtig ist. Der Außenbereich ist mit typischer Kalkstein- und Porphyrvegetation gestaltet, verfügt über einen Amphibienteich, einen Kräutergarten und ein kleines Kornfeld.

Museo

Das Naturparkhaus widmet sich der Geologie und Natur der Dolomiten und dem Alpinismus rund um Reinhold Messner. In der "Wunderkammer Natur" können Tierfelle, Vogeleier, Federn, Gebisse, Geweihe und Heilkräuter erkundet werden.

Museo

Das Naturparkhaus im ehemaligen Grand Hotel gewährt Einblicke in die Natur- und Kulturlandschaften des Schutzgebietes, in die alpine und touristische Erschließung der Region und in die Kriegsereignisse an der Dolomitenfront. Die Dauerausstellung zum Dolomiten UNESCO Welterbe erzählt, warum weite Bereiche der Dolomiten zum Welterbe gekürt wurden. Im Zentrum stehen die geologischen Besonderheiten und die phantastischen Landschaften des Naturparks.

Museo

Die Anlage des früheren Klosters ist bei einem Rundgang noch zu erkennen. Vor dem Kreuzgang erzählt ein neunminütiger Film in poetischen Bildern die wechselvolle Geschichte der Kartause. Kunst in der Kartause: Jedes Jahr gibt es im Kreuzgang von Mitte Juli bis Ende August eine Ausstellung zu Südtiroler Kunst.

Museo

Das Museum zur Kino- und Fernsehtechnologie präsentiert Projektionsgeräte aus der Vergangenheit, Videokameras, Schnitt- und Montageanlagen, Fernsehprojektoren, Filme, usw., sowie historische Dokumente, Plakate, Dokumentarfilme und weitere Zeugnisse der lokalen Kinogeschichte. Es organisiert außerdem Filmreihen, Vorträge, didaktische Tätigkeiten und Angebote zur Film-Restaurierung.

Museo

Das Dolomythos Museum führt in die Dolomiten als Unesco-Weltnaturerbe ein, zeigt deren Entstehung auf und vermittelt die Erforschung der geologischen Besonderheiten sowie die Pflanzen- und Tierwelt der "blassen Berge". In Form von Rekonstruktionen zeigt es zudem Dinosaurier als frühe Bewohner der Dolomiten. Weitere Themen sind die Mythen und Legenden rund um die Dolomiten und die Welt der Kräuter. Kinder können sich in einem eigenen Parcour auf Schatzsuche begeben und nach Versteinerungen, Bergkristallen und Gold graben.

Museo

Die Ausstellung im Freien Fossilia zeigt die schönsten Funde aus der Umgebung von Mölten und gibt Zeugnis geologischer Prozesse, die über Millionen Jahre gewirkt haben. Besondere Aufmerksamkeit verdienen die fossilen Baumreste. Erklärende Texten und eine Hörstation erlauben, die Ausstellung auch selbstständig zu besuchen. Gruppenführungen auf Anmeldung beim Tourismusbüro Mölten

Galleria d arte

Die Stiftung Antonio Dalle Nogare will zeitgenössische Kunst fördern; sie ist Formensprache, woran der Wandel der Gesellschaft ablesbar ist, und Instrument des Dialogs zwischen Kunst, Architektur, Innovation und künstlerischer Recherche. Kunst und Architektur verfließen an dem nach Plänen der Architekten Walter Angonese und Andrea Marastoni erbauten Sitz der Stiftung, in dem Teile der Kunstsammlung des Besitzers und Sonderausstellungen präsentiert und Künstlerresidenzen angeboten werden. Die Stiftung organisiert auch Tätigkeiten für Schulen und Führungen und nimmt an museumsübergreifenden Veranstaltungen mit.

Museo

Mit ihrem gigantischen Erscheinungsbild und Labyrinth aus Räumen, Gängen und Treppen zählt die Franzensfeste zu den interessantesten Festungen im Alpenraum und gilt als Meisterwerk österreichischer Festungsarchitektur. Sie wurde in den Jahren von 1833 bis 1838 erbaut und erlebte eine wechselvolle Geschichte. 2008 ist sie für ein breites Publikum geöffnet worden und dient seitdem als Austragungsort für internationale und regionale Kunst- und Architekturausstellungen sowie für unterschiedliche Veranstaltungen. Die Dauerausstellung „Kathedrale in der Wüste“ gibt Einblick in die Baugeschichte der Festung und deren Auswirkungen auf die unmittelbare Umgebung. Zum Areal der Franzensfeste gehört auch der Bunker Nr. 3., der sich in einem nahegelegenen Waldstück östlich der Festung unter einer dicken Vegetationsschicht versteckt und auf Anmeldung besichtigt werden kann.

Museo

Der GEOPARC Bletterbach zählt zum Dolomiten UNESCO Welterbe und erstreckt sich über eine Gesamtfläche von 818 Hektar. Seine einzigartige Landschaft weist Pflanzenfossilien und Saurierspuren auf. Der Geologie und Geomorphologie kommt daher im Freigelände und im Besucherzentrum eine besondere Bedeutung zu.

Galleria d arte

Die Galerie Gefängnis zeigt seit 2007 in den historischen Räumlichkeiten des ehemaligen Gefängnisses von Kaltern jährlich mehrere Ausstellungen zu zeitgenössischer Kunst. Dabei wird jedes Mal ein/e Südtiroler Künstler/-in eingeladen, mit einem/r Partner/-in die Ausstellung im Dialog zu gestalten.

Galleria d arte

SKB Artes versteht sich als Ort, an dem zeitgenössische Kunst präsentiert, vermittelt und diskutiert wird. Mit seinem Programm, das zeitgenössische Kunst / Literatur/ Musik und Architektur in all seinen Ausdrucksformen umfasst, will SKB Artes das Spektrum Südtiroler Kunst erfahrbar machen. SKB Artes versteht sich als Brücke des Austausches zwischen Kunstschaffenden, Kurator*innen, Kunstverständiger*innen aller Disziplinen und einem differenzierten Publikum. SKB Artes lotet, als nicht kommerzieller Kunstort, zeitgenössische Strömungen aus und führt seinen Mitglieder mit Künstler*innen anderer Disziplinen und Ländern zusammen. Dank seiner internationalen Verbindungen zu Kunstinstitutionen und Netzwerken ähnlicher Ausrichtung fördert SKB Artes die anspruchsvolle Vermittlung neuer Kunstformen und den Dialog mit der Öffentlichkeit in- und außerhalb Südtirols. Die historischen Räume bieten Platz für umfassende Gruppenausstellungen sowie für überschaubare Einzelausstellungen von Mitgliedern. Gleichzeitig werden Initiativen im Bereich Literatur, Musikkomposition und Architektur vorgestellt und damit Schnittstellen gebildet. Entwicklungen und Projekte eines erweiterten Kunstbegriffes werden beleuchtet, um über seine Mitglieder und darüber hinaus eine lebendige Kulturszene mitzugestalten und zu fördern. SKB Artes liegt in Bozen unweit des historischen Zentrums. Die großzügigen historischen Räume im Deutschaus in der Weggensteinstrasse gliedern sich in einen Ausstellungsraum von an die 400 m2, die variabel entweder ganzheitlich oder modular genutzt werden können, sowie einer Bibliothek, die ein umfassendes literarisches Werke von Südtiroler Autor*innen, Künstler*innenmonografien und Sammelwerken umfasst. SKB Artes wird 2024 eröffnet und tritt damit das Erbe der Galerie Prisma (1989 - 2023) an. Dank des langjährigen Bestehens des Südtiroler Künstlerbundes (Gründung 1946) und eingespielter Zusammenarbeit verfügt das SKB Artes von Anbeginn an, neben seinen über 450 Mitgliedern, über ein breites Netz von Partner*innen aus der Kunst, des Ausstellungshandlings, der Wirtschaft und der Wissenschaft.

Museo

Die Bunkeranlage wurde in den Jahren 1940 und 1941 vom faschistischen Regime aus verteidigungstechnischen Gründen errichtet. Der auf Grund seines Ausmaßes beeindruckende unterirdische und mehrstöckige Bau besteht aus einem breiten Netz von Tunnels, die Schießscharten und innere Räume verbinden. Im Anfangsbereich ist eine Bilderausstellung (Gampen Gallery) untergebracht, während im Inneren der Struktur unter anderem eine wertvolle Mineraliensammlung zu sehen ist.

Galleria d arte

Der private Skulpturengarten von Sieglinde Tatz Borgogno in Buchholz oberhalb von Salurn zeugt von einer langen und sehr intensiven Schaffensphase der Bildhauerin. Mehrere Hundert weibliche und einige männliche Figuren, zumeist aus Bronze, in den unterschiedlichsten Größen von sehr klein bis sehr groß, hockend, liegend und stehend, bevölkern das kleine, naturbelassene Grundstück im Wald und laden zum Anfassen ein. Der Garten gewährt zugleich eine beeindruckende Aussicht auf das Etschtal. Weitere Informationen beim Tourismusbüro Castelfeder.

Galleria d arte

Das Kunstforum Unterland - Galerie der Bezirksgemeinschaft Überetsch/Unterland zeigt in seinen mittelalterlichen Räumen unter den Lauben von Neumarkt zeitgenössische Kunst. Jährlich werden in sechs Ausstellungen verschiedene Positionen regionaler und internationaler Künstler/-innen präsentiert. Die Galerie wird so zu einem Treffpunkt für Kunstschaffende und Interessierte.

Museo

Auf 2.275 Meter, am Gipfel des Kronplatzes bei Bruneck, am Rande der Dolomiten angesiedelt, widmet sich dieses Museum der Fotografie der Berge. Auf 1.800 Quadratmetern und vier Stockwerken führt es durch die Geschichte der Bergfotografie von ihren Anfängen bis hin zur Gegenwart und zeigt die Kunst von Bergfotografinnen und -fotografen aus aller Welt, historische Aufnahmen, digitale Innovationen, Sonderausstellungen sowie Inszenierungen.

Museo

Ausgebildete Marmorführerinnen und -führer präsentieren Wissenswertes über die Entstehung, die Geschichte, den gefährlichen Abbau und die Verarbeitung des „weißen Goldes“, des edlen Laaser Marmors. Verschiedene Führungen starten täglich direkt am Bahnhof in Laas.

Galleria d arte

Ganzjährig geöffnet zeigt Kunst Meran auf drei Stockwerken mit rund 500 Quadratmetern Ausstellungsfläche wechselnde Ausstellungen zu künstlerischen Positionen der bildenden Kunst, Architektur, Literatur, Musik, Fotografie und Neuen Medien. Träger des Hauses ist der gemeinnützige Verein Kunst Meran, der das Programm mit öffentlichen und privaten Fördermitteln bestreitet.

Museo

Im MMM Corones, auf dem Gipfelplateau des Kronplatzes auf 2.275 Metern Höhe gelegen, geht es um den traditionellen Alpinismus, der und den Reinhold Messner entscheidend geprägt hat. Hier wird Alpingeschichte erzählt sowie der einmalige Blick auf die großen Wände der Dolomiten und Alpen in die Ausstellung miteinbezogen. Am Rande des großartigsten Aussichtsplateaus Südtirols, im unverwechselbaren Museumsbau von Zaha Hadid, geht der Blick in alle vier Himmelsrichtungen über die Landesgrenzen hinaus: von den Lienzer Dolomiten im Osten bis zum Ortler im Westen, von der Marmolada im Süden bis zu den Zillertalern im Norden.

Museo

Das Herzstück des Messner Mountain Museums, MMM Firmian auf Schloss Sigmundskron bei Bozen, thematisiert die Auseinandersetzung Mensch-Berg. Zwischen Schlern und Texelgruppe draußen – Kunst, Installationen, Reliquien drinnen – gibt die großräumige Anlage einen Parcours vor. Die Wege, Treppen, Türme führen die Besucher aus der Tiefe der Gebirge, wo Entstehung und Ausbeutung der Berge nachvollziehbar werden, über die religiöse Bedeutung der Gipfel als Orientierungshilfe und Brücke zum Jenseits, bis zur Geschichte des Bergsteigens und zum alpinen Tourismus unserer Tage.

Museo

Das MMM Juval, im gleichnamigen Privatschloss Reinhold Messners im Vinschgau untergebracht, ist dem Mythos Berg gewidmet. Hier sind seine umfangreiche Abenteuer-Bibliothek und Tibetika-Sammlung, eine Bildergalerie zu den heiligen Bergen der Welt, die Maskensammlung aus fünf Kontinenten, sein Expeditionskeller, die einmalige Ausstellung zu Gesar Ling, der Tantra-Raum und Renaissance-Fresken zu sehen. Die gesamte Ausstellung wird von geschulten Führern erklärt.

Museo

Das Museum in Sulden am Ortler ist auf 1900 m gelegen, unterirdisch angelegt und dem Thema Eis gewidmet. „Im End der Welt” ist in der Anich-Karte von 1774 der Ferner am Ortler bezeichnet, unter dem das Museum steht. Im MMM Ortles erzählt Reinhold Messner von den Schrecken des Eises und der Finsternis, von Schneemenschen und Schneelöwen, vom White Out und dem dritten Pol. Die weltweit größte Sammlung von Ortler-Bildern sowie Eisgeräte aus zwei Jahrhunderten sind zu sehen. Skilauf, Eisklettern, Polfahrten werden hier thematisiert.

Museo

Das MMM Ripa auf Schloss Bruneck, einst Sommersitz der Fürstbischöfe, ist den Bergvölkern aus aller Wellt – Asien, Afrika, Südamerika und Europa – sowie ihrer Kultur, ihrer Religion und dem Tourismus gewidmet. Da sich die Bergkultur besonders im Alltag der Bergbewohner spiegelt, wird das „Erbe der Berge“, das seit Jahrtausenden das Überleben hoch oben in den Bergen sichert, den Museumsbesuchern anhand von Wohnstätten, Filmen und Begegnungen näher gebracht.

Museo

Das Bergwerk Villanders zählte im Mittelalter zu den bedeutendsten Erzabbaugebieten Tirols. Nach seiner Stilllegung zu Beginn des 20. Jahrhunderts geriet es in Vergessenheit. Der Kultur- und Museumsverein Villanders hat das Bergwerk in mühevoller Arbeit wieder für die Öffentlichkeit zugänglich gemacht. Mehrere Stollen können im Rahmen geführter Rundgänge besichtigt werden.

Museo

In der Lodenwelt können Besucher/-innen den Weg vom Schaf zum fertigen Kleidungsstück kennenlernen. Anhand historischer Geräte wird die Geschichte der Stoffproduktion, das Spinnen der Frauen, die Wanderung der Störweber erzählt sowie das Walken des Lodenstoffs aufgezeigt.

Museo

Das Schloss geht auf einen mittelalterlichen Wehr- und Wohnturm zurück. Die Räume sind mit historischer Einrichtung und Fresken aus der Zeit um 1400 ausgestattet. Sie beherbergen die Gemäldesammlung Tiroler Künstler/-innen aus der ersten Hälfte des 20. Jahrhunderts der Stiftung Walter Amonn.

Museo

Das Stadtmuseum geht auf die Sammlung des ehemaligen Brunecker Heimatmuseums zurück und bewahrt in der Dauerausstellung herausragende Beispiele spätgotischer Kunst. Mehrere Sonderausstellungen im Jahr präsentieren moderne und zeitgenössische künstlerische Positionen.

Galleria d arte

Der Bozner Richter, Unternehmer und Kunstsammler Josef Kreuzer schenkte dem Land Südtirol durch sein Testament kurz vor seinem Tod im Jänner 2017 sein Haus unter den Bozner Lauben und die darin enthaltene Sammlung mit über 1.500 Werken von rund 300 Kunstschaffenden aus Südtirol, Tirol und dem Trentino. Die Bedingung, die er dabei stellte, war die, das Gebäude einem breiten Publikum zugänglich zu machen. Im Erdgeschoss befindet sich der Kunstraum Eccel Kreuzer, in dem Kunstausstellungen präsentiert werden.

Museo

Das Museum zeigt Skizzen und Entwürfe zu Fresken sowie Studien, Aquarelle und graphische Arbeiten des bekannten Südtiroler Künstlers Rudolf Stolz (1874–1960) sowie Bilder seines Bruders Albert Stolz und präsentiert jährlich Sonderausstellungen mit Werken von Künstlern vorwiegend aus dem Tiroler Raum.

Museo

Das Museum Zeitreise Mensch vermittelt das Leben des Menschen in Südtirol von der Steinzeit bis zur jüngsten Vergangenheit. Originale Objekte, Experimente und Animationen stellen die verschiedenen Epochen anschaulich dar. Jährlich wechselnde Ausstellungen bieten Einblicke in die umfangreiche Sammlung.

Museo

Das Museum zeigt die Natur- und Kulturgeschichte des Grödner Tals: die Entstehung der Dolomiten, die ältesten archäologischen Zeugnisse, Holzschnitzkunst, Spielzeugheimindustrie, die Bergfilm-Legende Luis Trenker, das Fastentuch von St. Jakob und die spätmittelalterliche Schlafkammer „Bierjun“.

Museo

Im Feuerwehrhelmmuseum sind rund 700 Helme aus der ganzen Welt und aus unterschiedlichen Epochen (darunter auch französische Metallhelme mit Federbusch), Ärmelabzeichen, Feuerwehrbeile, Offizierssäbel sowie seltene Uniformen ausgestellt.

Museo

Das Trachtenmuseum im historischen Ansitz Lächler sieht sich als Forschungs-, Dokumentations- und Informationsstätte rund um die Kastelruther Tracht. Zu sehen sind historische Trachten und deren Accessoires aus dem 18., 19. und 20. Jahrhundert sowie eine Sammlung von historischen Fotografien. Das Museum organisiert auch Wechselausstellungen, Führungen, Vorträge und Kurse und arbeitet eng mit lokalen Verbänden und Vereinen zusammen.

Museo

Im Stiftsmuseum zeugen sakrale Kunst, Domschatz, Bücher aus dem 15. bis 18. Jahrhundert und eine beachtliche Handschriftensammlung von der geistigen und geistlichen Leistung des ältesten Tiroler Stiftes. Im zweiten Standport, dem Franziskanerkloster (P.-P.-Rainerstraße 15, 39038 Innichen) hingegen werden zahlreiche archäologische Funde zu Innichen in den Jahrhunderten des Römischen Reiches und eine volkskundliche Sammlung gezeigt.

Museo

Das Museum entführt in die Vergangenheit eines Brixner Bürgerhauses mit prächtigen Täfelungen, Wandmalereien und Kachelöfen. Im Haus der Apotheke Peer hat sich ein reicher Schatz seltener Objekte erhalten, die von Vielfalt und Fantasie in der Heilkunst erzählen. Zugleich gilt dieses kleine, feine Museum als Geheimtipp für alle jene, die Architektur und moderne Kunst lieben.

Museo

Das Schulmuseum Bozen wurde als offenes Museum konzipiert. Die ausgestellten Objekte (Lehrmaterial, Fotos, Dokumente, Mobiliar, Wandbilder) spiegeln die Geschichte der drei Kulturen unseres Landes. Persönliche Erfahrungen und kollektive Geschichte begegnen sich.

Museo

Das Frauenmuseum beschreibt mit Alltagsgegenständen, Kleidung, mit Accessoires und kuriosen Utensilien die Geschichte der Frau und ihre Rolle in der Gesellschaft von der Vergangenheit bis heute. Jährlich gibt es frauenspezifische Sonderausstellung mit Rahmenprogramm.

Museo

Im ehemaligen Amtshaus Kaiser Maximilians I. hat heute das Landesmuseum für Naturkunde seinen Sitz. Auf zwei Stockwerken mit einer Gesamtfläche von etwa 1.000 m² wird Südtirols Landschafts- und Naturgeschichte gezeigt. Der Weg durch die Ausstellung entspricht einer Wanderung durch die Zeit. Modelle, Dioramen, Experimente und Multimedia-Stationen geben Einblicke in Südtirols Erdgeschichte, in die Entstehung und Entwicklung der Lebensräume. Im Erdgeschoss werden laufend interessante Wechselausstellungen gezeigt. Das Museum führt auch das Planetarium Südtirol in Gummer (Karneid). Dieses stellt - unabhängig von Wetter und Tageszeit - einen "Kosmos Simulator" sowie den Sternenhimmel und den Lauf der Gestirne naturgetreu dar.

Museo

Im Museum in der Synagoge zeugen Dokumente und Objekte von der Bedeutung der jüdischen Kultusgemeinde, die sich um die Jahrhundertwende in Meran gebildet hat. Sie wurde bis in die 1930er Jahre von einem wachsenden jüdischen Tourismus begleitet.

Museo

Im Dorfmuseum ist sakrale Kunst ausgestellt, die Zeugnis von der Frömmigkeit und den Kunstformen des Barock und Rokoko gibt. Besonderes Juwel ist der Schatz vom Thalhof. Das Museum bewahrt auch Gemälde, Holzschnitte, Münzen und Medaillen aus privaten Sammlungen.

Museo

Das Dorfmuseum ist im historischen Pfleghaus untergebracht. Auf vier Etagen werden Geräte aus dem bäuerlichen, handwerklichen und hauswirtschaftlichen Bereich sowie Objekte zur profanen und religiösen Volkskunst gezeigt.

Museo

Im ehemaligen Sitz des Merkantilmagistrats wird mit wertvollen Einrichtungsgegenständen aus dem 18. Jh., Gemälden von Barockmalern und Originalurkunden die Tradition der Bozner Messen als internationale Handelsstadt aufgezeigt.

Museo

Das Museum entstand aus einer jahrzehntelangen Leidenschaft, Mineralien zu suchen und zu sammeln, und zeigt ca. 1.000 Einzelexponate aus dem Bereich der Zillertaler Alpen und den Hohen Tauern. Als besondere Attraktion gilt neben den größten Rauchquarzen Südtirols und vielleicht das schönste Bergkristallgwindl der Welt aus dem Bergwerk von Prettau. Im Multimediaraum wird die Entstehung der Minerale, das Suchen und Finden und deren Heilwirkung gezeigt.

Museo

Das neu umgebaute und vergrößerte Museum beherbergt die umfangreiche Sammlung des Mineraliensuchers Paul Fischnaller. Es befinden sich darunter die berühmten Teiser Kugeln, Bergkristalle und andere Mineralien aus dem Alpenraum. Familien können in Begleitung des Sammlers nach den Kugeln suchen.

Museo

Das Pfarrmuseum zeigt in einer sorgfältig kuratierten Ausstellung rund 50 Werke sakraler Kunst. Die Exponate, darunter Statuen und Gemälde, spannen einen Bogen über 700 Jahre regionaler Geschichte. Das Museum befindet sich seit 1984 im gotischen Kornkasten in der Nordostecke des Pfarrgartens. Im Torbogen der Eingangstür ist die Jahreszahl 1559 zu lesen, die auf einen Umbau des kleinen Gebäudes hinweist.

Museo

Der Bergbau hat über Jahrhunderte und bis heute neben der Landschaft selbst vor allem auch die Menschen im zentralen Alpenraum geprägt. Im ehemaligen Kornkasten von Steinhaus werden ihnen anhand von Sonderausstellungen ein Gesicht gegeben und ihre Geschichten erzählt. In der diesjährigen Ausstellung „Menschenbilder. Bergleute im Porträt“ werden, ausgehend von Fotografien von Bergleuten, die in den letzten Jahrhunderten in den Bergwerken von Ridnaun/Schneeberg und Prettau tätig waren, deren Porträts gezeigt und Kurzbiografien erzählt. Durch Bild, Text und Ton, sowie durch eine Auswahl an persönlichen Gegenständen erhalten Bergwerksunternehmer, Knappen und auch die im Bergbau tätigen Frauen wieder Kontur und Stimme.

Museo

1996 wurde der St. Ignaz-Stollen des einstigen Kupferbergwerks in Prettau im Ahrntal als Schaubergwerk für Besucher/-innen geöffnet. Ausgestattet mit Helm und Regenjacke fahren sie mit der Grubenbahn einen Kilometer weit ins Bergwerk ein. Dort beginnt der 350 Meter lange Rundgang, auf dem lebensechte Nachbildungen von Knappen die verschiedenen Arbeitstechniken von einst veranschaulichen. Bei der Zementkupferanlage kann eine heute noch alternative Kupfergewinnungsmethode mitverfolgt werden. Ein Klimastollen befindet sich rund 1.100 Meter im Berginneren und soll ein Ort der Ruhe, Entspannung und Erholung sein.

Museo

Der Standort Ridnaun, vor 150 Jahren entstanden, zeigt sich als einmaliges Denkmal der industriellen Revolution. In der Erzaufbereitungsanlage von Maiern, ihrerzeit modernste Technologie, können Besucher den gesamten Produktionsprozess anhand funktionstüchtiger Maschinen miterleben. Die wohl längste Übertageförderanlage der Welt bestehend aus Bremsbergen und Pferdebahnstrecken die sich ins Hochgebirge zu den Stollen des Schneeberges ziehen, die großen Flotationsbecken und gewaltigen Maschinen lassen die gewaltigen Ausmaße und auch die Schwierigkeiten des Erzabbaus erahnen und laden den Besucher auf eine Zeitreise in die industrielle Revolution des Bergbaus ein.

Museo

Das Volkskundemuseum zeigt die Lebenswelt der ländlichen Bevölkerung in vorindustrieller Zeit vom Landadeligen über die selbstversorgenden Bauernfamilien bis zu den im Tagelohn Arbeitenden. Mittelpunkt ist der barocke Ansitz „Mair am Hof“ aus dem Ende des 17. Jahrhunderts mit den herrschaftlichen Räumen und den volkskundlichen Sammlungen. Auf dem rund drei Hektar großen Freigelände sind hingegen alte, originale Bauernhäuser, Handwerksstätten, Bauerngärten und Haustiere zu sehen.

Museo

Das Südtiroler Weinmuseum hat seinen Sitz im Zentrum von Kaltern, im ehemaligen Zehentkeller der Herrschaft Kaltern- Laimburg. Das Museum gibt Einblick in die Kulturgeschichte des Südtiroler Weinbaus: von historischen Geräten, die durch das Arbeitsjahr am Weinhof führen, bis zu religiösen Darstellungen, die auf die vielen Schnittpunkte zwischen Wein und Religion hinweisen. Im museumseigenen kleinen Weingarten werden über dreißig verschiedene Rebsorten kultiviert und können im Herbst auch verkostet werden.

Museo

Der Bunker-Rohbau ist ein Relikt aus den 1940er Jahren. Er beherbergt eine historisch-zeitgeschichtliche Ausstellung zum Tal von der Eiszeit bis ins 20. Jahrhundert und stellt als Infostelle des Naturparks Texelgruppe die naturkundlichen Besonderheiten des Gebiets vor. Das im April 2010 eröffnete Bunker Mooseum wird seit Januar 2017 vom neugegründeten Verein MuseumHinterPasseier geführt.

Museo

Im Jahr 2018 wurde in einer ehemaligen Kaserne am Timmelsjoch die museale Struktur Timmel_Transit eröffnet. Es soll das sich auf österreichischem Gebiet befindende Passmuseum sinnvoll ergänzen und den Parcours der “Timmelsjoch Erfahrung” mit dessen sechs kleinen musealen Stationen entlang der Timmelsjoch-Hochalpenstraße vervollständigen. Durch Bilder, Paneele und Filme, die Interviews mit Zeitzeuginnen und Zeitzeugen präsentieren, arbeitet die Dauerausstellung die Straßenbaugeschichte der Timmelsjochstraße auf Südtiroler Seite auf. Timmel_Transit schließt auch ein digitales Archiv mit fast 3.000 Dokumenten und Bildern zum Bau der Timmelsjochstraße ein, das im Bunker Mooseum aufbewahrt ist und zum Teil noch aufgearbeitet werden soll.

Museo

Das ladinische Landesmuseum ist seit 2001 auf Schloss Thurn untergebracht, dem einstigen Mittelpunkt des Gerichts „Thurn an der Gader“ (13. Jahrhundert). Hier wird die Kultur der über 30.000 Ladinerinnen und Ladiner vermittelt, deren gemeinsame Identität zwei wesentliche Elemente bestimmen: ihre Sprache, zurückgehend auf das Volkslatein und die einzigartige Gebirgslandschaft der Dolomiten. Das Museum bietet einen unterhaltsamen Einstieg in Geologie, Archäologie, Geschichte, Sprache, Tourismus und Kunsthandwerk der fünf ladinischen Täler.

Museo

Das Museum ist dem prähistorischen Höhlenbären und der Geologie der Dolomiten gewidmet. Auf drei Stockwerken erklärt es die Geschichte und den Lebensraum der vor rund 40.000 Jahren lebenden Höhlenbären. Kernstück sind die originalen Knochen, Zähne und Schädel der im Jahr 1984 entdeckten Höhlenbärenart „Ursus ladinicus“. Videoinstallationen, ein vollständiges Skelett, die detailgetreue Nachbildung des schlafenden Ursus ladinicus und des Braunbären M12 (Mico) bereichern den Rundgang.

Museo

Bei den Bauarbeiten zur Errichtung des Seniorenzentrums kamen außergewöhnliche römerzeitliche Funde ans Tageslicht: ein reich mit Fresken ausgestattetes Gebäude mit Säulenhalle und ein massiver Unterbau, vermutlich die Basis eines Tempels oder eines Denkmals. Es sind die bedeutendsten bisher bekannten archäologischen Reste von Pons Drusi, dem römerzeitlichen Bozen.

Museo

Das Palais Mamming Museum – das die Sammlungen des Stadtmuseum präsentiert – ist ab 2015 im neu restaurierten Barockpalais am Pfarrplatz untergebracht. Die Schausammlung gibt einen Überblick über die historische Entwicklung der Stadt. Der Rundgang startet mit der Ur- und Frühgeschichte und streift alle Lebensbereiche, um mit der modernen Kunst zu enden. Was allerdings den besonderen Reiz dieser eigenwilligen Sammlung ausmacht, sind einige Exoten – darunter eine ägyptische Mumie und die sudanesische Waffensammlung des Abenteurers Slatin Paschas, eine Schreibmaschine Peter Mitterhofers und eine Totenmaske Napoleons.

Museo

Durch die Brenerautobahn AG gefördert, ist das Plessi Museum das erste Beispiel eines Museumgeländes entlang der italienischen Autobahn. Innen zeichnet es sich durch die große Installation aus, die der Künstler Fabrizio Plessi im Jahr 2000 für die Expo Hannover, zur Feier der Euregio geschaffen hat. Die Skulptur vereint drei Kompositionen: eine Darstellung der Provinz Bozen, Trient und des Bundeslandes Tirol. Im Austellungsparcours befinden sich zudem Videoinstallationen, Skulpturen sowie graphisch-malerische Werke.

Museo

Das Rohrerhaus, erstmals um 1280 erwähnt und einer der größten Höfe des Tales, ist ein Ort der Begegnung mit musealem Charakter. Neben Stube, Küche und Stubenkammer gehören auch ein Backofen und eine Mühle zum Bauernhaus.

Museo

Das "Glashaus III" in der Gärtnerei Schullian ist das letzte seiner Art in Südtirol. Der Künstler Paul Thuile hat hierfür eine Dauerausstellung konzipiert. Objekte und historische Fotografien, Texte, Videos und Interviews führen durch die Geschichte der Gartenkultur, die Franz Schullian, der Gründer der Gärtnerei, über viele Jahre in Südtirol maßgebend geprägt hat. Die Ausstellung erzählt aber auch die Geschichten der zehn ältesten und wichtigsten Gärtnereien in Südtirol und präsentiert die bedeutendsten, lokalen Protagonistinnen und Protagonisten seiner Entwicklung in den vergangenen 60 Jahren.

Museo

Die Moser Speckworld ist in originaler Almhüttenarchitektur gebaut und zeigt die Geschichte des Specks. Zu sehen sind eine traditionelle Selchküche mit altem Herd, ein originaler „Fockentrog“ (deutsch: Schweinetrog), eine originale Wurstspritze, eine alte Produktwaage und viele weitere Geräte aus der Speckproduktion. Interaktive Stationen und Informationstafeln erklären die traditionelle sowie die moderne Speck-Herstellung und geben Tipps zur Aufbewahrung des Specks, die richtige Schneidetechnik uAm. Fotos und Rezepte zeigen zudem auf, welche Gerichte mit dem Südtiroler Speck zubereitet werden können.

Museo

Im Schludernser Torturm wird auf zwei Stockwerken die Geschichte in "Stationen einer kleinen Stadt" illustriert. Die Themen sind Handel, Verteidigung, Markt und Berufe sowie der Wiederaufbau und die Befestigung der Stadt Glurns im 16. Jahrhundert.

Museo

Auf Schloss Trauttmansdorff bei Meran, dem ehemaligen Feriendomizil der Kaiserin Elisabeth von Österreich („Sissi“), befindet sich heute ein unterhaltsames Erlebnismuseum: das Südtiroler Landesmuseum für Tourismus. Inmitten des Botanischen Gartens gelegen, ist es das erste Museum des Alpenraums, das sich der Geschichte des Tourismus in Tirol widmet. In lebendig inszenierten Räumen werden die Besucher/- innen auf eine spannende Zeitreise eingeladen, die 200 Jahre Tourismusgeschichte aus der Sicht der Reisenden wie der Gastgeber/-innen erzählt.

Museo

Der in Deutschland geborene Kaufmann Franz Fromm zog 1905 mit seiner Familie nach Meran, wo er die 1909 erbaute Villa Freischütz kaufte. Hier fand er für sich, seine Familie und für seine mit Leidenschaft zusammengetragene Sammlung an Kunstschätzen ein bleibendes Zuhause. Der Stifterin, seiner Enkelin Rosamaria Navarini (1926-2013), ist es zu verdanken, dass die Sammlung bis zum heutigen Tage bewahrt wurde. In ihrem Testament verfügte sie, die Schätze sollten in einem Museum in der Villa Freischütz der Öffentlichkeit zugänglich gemacht werden. Die Villa selber gilt als typisches Gebäude für das „Goldene Zeitalter“ der Kurstadt und enthält eine vielfältige und wertvolle Sammlung an Kunst und Kunstgewerbe. Die in der Ausstellung präsentierten Objekte und einzelnen Geschichten verflechten sich zu dem Porträt einer typischen bürgerlichen Familie der Zeit.

Galleria d arte

Die ar/ge kunst ist der Kunstverein von Bozen. Der Name - eine Abkürzung für das Wort Arbeitsgemeinschaft - deutet auf die Absicht hin, kollektives Arbeiten rund um die Sprachen zeitgenössischer Kunst und ihrer Beziehung mit Disziplinen wie Architektur, Design, Performance und Kino zu fördern. Die ar/ge kunst produziert und präsentiert regionale, nationale und internationale künstlerische Praktiken und wirft durch sie eine kritische Recherche über die Rolle der Kunst im sozialen und politischen Bereich auf. In den letzten Jahren hat sie sich mit der Ausstellung als Medium beschäftigt und Workshops, Künstlerresidenzen, lectures und Performances entwickelt.

Museo

Unterhalb der Ötzi-Fundstelle gelegen, zeigt das archäologische Freilichtmuseum, wie Ötzi entdeckt wurde und wo er gelebt haben könnte. Highlights der Ausstellungen sind die rekonstruierten Steinzeithäuser und die Nachbildungen von Ötzis Kleidern und Ausrüstung. Familien und Freunde alter Handwerkstechniken sollten hier in der Besucherwerkstatt und am Bogenschießstand vorbeischauen (Parcours 2 und 3).

Castello

Besichtigungen Schloss Maretsch gehört sicherlich zu den Sehenswürdigkeiten, die man in Bozen nicht verpassen sollte. Das Schloss wurde im 16. Jahrhundert zu einem Renaissanceschloss erweitert. Heute kann man bei einem Besuch die Fresken in den Sälen bewundern und den Ausblick vom Wehrturm genießen. ? Da das Schloss in erster Linie aber ein Veranstaltungszentrum ist, kann die Besichtigung nicht immer garantiert werden. Eintrittspreis: 5 € Besucherzeiten: 9-12.45 Uhr (letzter Einlass 12) und 14-17 Uhr (letzter Einlass 16.15) ? Für Informationen und Anmeldungen erreichen Sie uns unter: (+39) 0471 976615 oder maretsch@maretsch.info

Castello

Hoch über der Gemeinde Eppan an der Weinstraße, oberhalb von steilen Felswänden, thront erhaben die Burg Hocheppan. Auf 636 Metern über dem Meeresspiegel gelegen, ist sie ein herrlicher Aussichtspunkt über das gesamte Etschtal, Überetsch und das Bozner Becken. Nicht nur die idyllischen Weinberge, die Eppan an der Weinstraße auszeichnen, sind von der Burg aus zu sehen, auch der Ausblick von den Ötztaler Alpen bis zu den Dolomiten ist einmalig. Die Geschichte der Burg Hocheppan reicht weit zurück, um 1130 von Graf Ulrich II erbaut, war sie schon damals einer der namhaftesten Ansitze und bedeutendsten Wehranlagen Südtirols. Sehr imposant, schon bei der Ankunft auf der Burg Hocheppan, ist der mächtige fünfeckige Bergfried, der 23 Meter in den Himmel ragt. Heute ist die Burg ein beliebtes Ausflugsziel für Jung und Alt, für Wanderer und Genießer. Bereits nach einer knappen Stunde Wanderung von Missian | Eppan aus wird von ausgezeichneter Kulinarik in der Burgschenke über einzigartige Kultur in der Burgkapelle bis hin zum sportlichen Bogenparcours im Wald rund um Hocheppan einiges geboten. Die Burg ist während der Sommersaison täglich von 10.00 bis 18.00 Uhr geöffnet (Mittwoch Ruhetag, Oktober kein Ruhetag). Führungen werden von Juli bis August von Donnerstag bis Sonntag, im September täglich außer mittwochs und im Oktober jeden Tag zwischen 11.00 und 16.00 Uhr in deutscher, italienischer und englischer Sprache angeboten. Nähere Informationen zu den Führungen erhalten Sie beim Tourismusverein Eppan unter info@eppan.com oder telefonisch unter der Nummer 0039 0471 662206. Bei Regenwetter können die Führungen entfallen.

Castello

Auf den Spuren der Burgherren in Südtirol Die Burg Reifenstein bei Sterzing zählt zu den am besten erhaltenen Burgen Südtirols. Gut geschützt thront sie auf einem felsigen Burghügel in Elzenbaum in der Gemeinde Freienfeld. In historischen Unterlagen taucht Reifenstein erstmals 1110 auf, als es den Herren von Stilfes als Lehen übergeben wurde. Bis zur Mitte des 13. Jahrhunderts residierten auf der Burg die bischöflichen Ministerialien und verwalteten von dort aus das Umland. Von 1469 bis 1809 befand sich die Burg Reifenstein in Besitz des Deutschen Ritterordens. Danach wurde die nie eroberte Burg der Familie Thurn und Taxis überlassen, die sie bis heute im glänzenden Zustand erhält. Besonders sehenswert im Inneren der Burg Reifenstein sind etwa die Rauchküche, die Schlafstellen der Kriegsknechte und der Dienerschaft, der grüne Saal, dessen Wände mit wunderschönen Fresken geschmückt sind, die Folterkammer, ein unterirdischer Kerker und das nahegelegenen St. Zeno-Kirchlein. Führungen: Die Burg kann nur im Rahmen einer Führung besichtigt werden. Besichtigung mittels Audiogerät, eigenem Smartphone (QR Code), oder schriftlicher Information. - Eintrittspreis: Kinder von 0 - 6: Frei, Kinder von 6 - 16: 7€, Erwachsene 9€, - Für Gruppen ab 15 Personen wird eine telefonische Voranmeldung erbeten - Führungsdauer rund 1 Stunde - Samstag Ruhetag, außer Mitte August - 1. November geschlossen Führungen Hochsaison: 16. Juli - 10. September Mo, Di, Mi, Do, Fr, So 09:00 - 18:00

Castello

Das Stammhaus der Herren 'von Welsperg' Im Jahre 1140, so scheint es haben die Brüder Schwikher und Otto von Welsperg auf einem Felsvorsprung oberhalb des Ortes Welsbergs das Schloss errichtet, das von da an für 800 Jahre im Familienbesitz bleiben sollte. Die Herren von Welsperg, die von sich behaupten, von den Welfen abzustammen, gehören zu den bedeutendsten adeligen Familien Tirols. Als Untervögte der Grafen von Görz und Tirol begann ihr politischer und gesellschaftlicher Aufstieg. Durch kluge Heiratspolitik sowie geschickte Handels-, Bergbau- und Verwaltungstätigkeit vergrößerten sie anschließend ihr Vermögen und ihre Bedeutung. Den Höhepunkt Ihrer Machtentfaltung erlebte die Familie mit Baron Guidobold von Welsperg und Primör, der offizieller Kämmerer und Berater des Kaisers wurde. Leopold I. verlieh Guidobald im April 1362 den Titel eines Grafen des damaligen Römischen Reiches deutscher Nation. Eine ungewöhnliche Burganlage Schloss Welsperg stellt eine ungewöhnliche und selten anzutreffende Burganlage dar, die in der Fachsprache auch als „Kernburg“ bezeichnet wird. Das älteste Element der Burg ist ohne Zweifel der ungewöhnlich hohe Bergfried dessen Bau im Jahre 1126 begonnen und 1140 abgeschlossen wurde. Er diente zur Beobachtung der Umgebung und war zugleich Bollwerk gegen Angreifer. Bald darauf entstanden der „Palas“ mit den Wirtschaftsgebäuden und eine romanische Kapelle. 1359 kaufte Georg von Welsperg die gegenüberliegende Burg Thurn bei Taisten. Im 15. und 16. Jahrhundert wurde die ursprüngliche Burg Welsperg erheblich erweitert und umgebaut. Das Jahr 1765 war für Schloss Welsperg ebenso wie für Burg Thurn das große Schicksalsjahr. Ein Brand zerstörte den Großteil des Palas und des Wirtschaftsgebäudes. So wurde das oberste Stockwerk des Palas abgetragen und der Dachstuhl auf die heutige Höhe herabgesetzt. Von da an blieb die Wehranlage mehr oder weniger ihrem Schicksal überlassen. Schloss Welsperg öffnet die Türen in der Sommersaison mit zahlreichen Konzerten und Ausstellungen.

Teatro

Vom Theaterexperiment zur Kulturinstitution in Meran Die Geschichte des Theaters in der Altstadt beginnt im letzten Jahrhundert und ist aus dem Traum eines aus Wien zurückgekehrten Studenten entstanden, der in Meran auf eine Gruppe aufmüpfiger, mutiger Laienschauspieler und Theaterliebhaber traf. Es war eine Zeit künstlerischen Aufbruchs und gesellschaftlicher Veränderungen mit großem, kreativem Potenzial. Die Anfänge waren voller Enthusiasmus und Pioniergeist. Der Weg war lang und oft holprig, doch das Resultat kann sich sehen lassen…

Teatro

Längere Zeit schaute sich die Gruppe der Bozner Kleinkunstszene nach einem eigenen Spielort um. Sie hatte bereits mit großem Erfolg mehrere Theaterproduktionen wie "Wilhelm Tell" und "Frank und Stein" sowie fünf Ausgaben des sommerlichen Kleinkunstfestivals Cabarena im Hof des Museums für Moderne Kunst organisiert. Da war der Wunsch nach einem eigenen bespielbaren Ort nur verständlich. Schließlich wurde die Gruppe fündig. Das schlauchförmige Kellergewölbe eines soeben freigewordenen Eisenwarenlagers in der Bozner Altstadt, Silbergasse 19, erwies sich als ideale Struktur. Am 10. Mai 1996 wurde das Kleinkunsttheater Carambolage offiziell aus der Taufe gehoben. Die Gründungsmitglieder sind Gabi Veit (Präsidentin von 1996 bis 2008), Erwin Egger, Günther Gramm und Manfred Schweigkofler. Von Anfang an wechselten sich Auftritte von internationalen Kabarettisten und Kleinkünstlern mit Vorstellungen einheimischer Theatermacher und Künstler ab. Ein erlesenes Musikprogramm, die schöne Atmosphäre und gute Akustik taten das Übrige, auch ein italienisches Stammpublikum ans Kleinkunsttheater zu binden. Mit rund 100 Veranstaltungen pro Saison bietet die Carambolage ein vielfältiges und abwechslungsreiches Programm. Um die 8.000 Interessierte besuchen das Kellertheater jährlich und nutzen das breitgefächerte, kulturelle Angebot: Kabarett, Konzerte, Theateraufführungen, Ausstellungen und Lesungen.

Teatro

Kleinkunst aus dem Keller Die Gruppe Dekadenz entstand aus dem Wunsch heraus, das Südtiroler Publikum mit hausgemachtem Kabarett herauszufordern. Heute stellen wir zum einen Eigenproduktionen im Bereich Kabarett und zeitgenössisches Theater auf die Bühne. Und zum anderen laden wir internationale Künstler*innen aus den Bereichen darstellender Kunst und Musik zu uns in den Anreiterkeller. Dieser wirklich wunderbare Kleinkunstkeller ist seit jeher der Spielort der Gruppe Dekadenz und zählt heute zu den vier Südtiroler Städtetheatern. Rund 100 Aufführungen sind im Jahr zu sehen und zu hören, und an die 10.000 Menschen tun dies auch regelmäßig.

Sala polifunzionale

Jahrhundertealt. Und topaktuell. Wir tun das, was Messen schon seit Jahrhunderten mit großem Erfolg tun: Wir bringen Angebot und Nachfrage einer Branche zusammen. Das klingt einfach, ist aber in Wirklichkeit eine recht komplexe Aufgabe: Wir müssen sicherstellen, dass die richtigen Aussteller*innen auf die richtigen Besucher*innen treffen, eine Atmosphäre schaffen, die den Austausch von Ideen und Innovationen fördert und ein Informationsprogramm mit Mehrwert für die Branche zusammenstellen. Jahr für Jahr treffen mehr als 3.000 Aussteller*innen auf über 230.000 Besucher*innen in unseren Messehallen! Wie alle schwierigen Aufgaben gelingt sie nicht immer perfekt, aber als waschechte #messemenschen gehen wir sie jedesmal mit all unserer Passion für das Zusammenbringen von Menschen und Ideen an. Unseren Kund*innen begegnen wir mit Fairness, Verlässlichkeit, Flexibilität und dem uns eigenen persönlichen Wohlfühl-Ambiente einer kleinen, feinen Messe. FieraMesse eben. Wir freuen uns auf Sie! Wir sind ein Unternehmen, das nach den Verwaltungskriterien eines Privatunternehmens verwaltet wird, aber die Ziele unserer Hauptaktionär*innen stets im Auge hat. Wir verstehen uns als ein Unternehmen in öffentlichem Besitz, das sich nicht von reinen Gewinnmotiven leiten lässt, sondern integraler Bestandteil der wirtschaftlichen Infrastruktur unserer Region ist. Seit mehreren Jahrzehnten sind wir Treffpunkt und Ansprechpartner für die Südtiroler Wirtschaft. Wir sind sensibel für neue Trends und die daraus entstehenden Märkte. Unsere Messen und Kongresse spiegeln die Stärkefelder der lokalen Wirtschaft wider, entwickeln diese weiter und verhelfen ihnen zu internationaler Sichtbarkeit. Zwei Beispiele: Apfelanbau (Interpoma) oder nachhaltiges Bauen (Klimahouse). Als Messe Bozen sind wir die Erben einer jahrhunderte-, wenn nicht gar jahrtausendealten Tradition des Waren- und Ideenaustausches in den Alpen. Heute setzen wir diese Tradition im zweisprachigen und bikulturellen Kontext Südtirols fort und schaffen konkrete Möglichkeiten zur Verbreitung von Wissen und Professionalität zwischen Nord- und Südeuropa. Bei den Messen, die wir außerhalb der Provinz - in Mittel- und Süditalien sowie in China - organisieren, werden wir zu Botschaftern Südtirols und vermitteln unsere Kompetenz nach außen.

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EMPFOHLENE EVENTS

Empfohlene Events

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Kids
Donnerstag, 10 Sep. 2026 15:00-19:00 |
Es gibt Termine vom 10 Sep. 2026 bis 13 Sep. 2026

Ein Ereignis für Kinder und Familien: Straßentheater, Musik, Kreativ-Ateliers, Ponyreiten, etc. Küche / KINDERgasthaus Tägliches Mittagessen und Abendessen mit Spezialitäten von Rolli's Grill Eintritt frei Donnerstag und Freitag 15.00 - 19.00 Uhr Samstag und Sonntag 11.00 - 18.30 Uhr

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Others
Dienstag, 15 Sep. 2026 19:00

CHEFKÖCHIN ARIANNA GATTI TRIFFT CHEFKOCH DARIO TORNATORE CENA A QUATTRO MANI Restaurant FORME x CONTANIMA 15.09.2026, 19:00 Uhr Am 15. September öffnet Chef Dario Tornatore im Glasshouse des Parkhotel Laurin seine Küche für Arianna Gatti, Chefköchin des Restaurants FORME in Brescia, die von Identità Golose als beste Köchin Italiens 2026 ausgezeichnet wurde. Arianna Gatti, 1991 in den Abruzzen geboren, schloss 2013 bei ALMA den 18. Kurs für gehobene italienische Küche ab. Anschließend arbeitete sie im Restaurant von Paolo Teverini in Bagno di Romagna (FC) sowie in Bologna bei den Brüdern Leoni. Ende 2013 trat sie als Sous-Chefin dem Team des „Miramonti l’Altro“, dem mit zwei Michelin-Sternen ausgezeichneten Restaurant in Concesio (BS), bei. Der Restaurantführer „Identità Golose“ verlieh ihr in der Ausgabe 2020 die Auszeichnung „Beste Sous-Chefin“. Seit 2023 ist sie im „Forme Restaurant“ tätig. Ein exklusives kulinarisches Erlebnis im Glasshouse des Parkhotel Laurin: Hier trifft die Authentizität der Aromen auf die große Autorenküche. Aperitif und 8-Gänge-Menü, 120 € pro Person (Getränke nicht inbegriffen) Optionale Weinbegleitung mit 5 Gläsern, 70 € pro Person Nur nach vorheriger Reservierung bis zum 01. September 2026 0471 311000, Diese E-Mail-Adresse ist vor Spambots geschützt! Zur Anzeige muss JavaScript eingeschaltet sein.

ConTanima, Glasshouse Parkhotel Laurin Laurin Straße 4, Bozen, BZ

Events

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Sport
Montag, 07 Sep. 2026
Es gibt Termine vom 01 Jan. 2026 bis 31 Dez. 2026

Erlebe unvergessliche Reitmomente am Matunschmied Hof! Ob idyllische Waldrunde, atemberaubender Panoramaritt oder einen Tagesausflug zu den "Stoanerne-Mandln" – bei uns findet jeder Pferdefreund das passende Abenteuer! Auch Anfänger sind herzlich willkommen beim geführten Schnupperreiten. Nur mit Voranmeldung Jetzt buchen bei Carmen: +39 340 54 61 835 Mehr Infos und Standorte per QR-Code!

Matunschmied Hof Mölten Aschlerbach 35, Mölten, BZ
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Partyzone
Montag, 07 Sep. 2026
Es gibt Termine vom 05 Sep. 2026 bis 07 Sep. 2026

Den "Sarnar Kirchte" feiern wir Sarner nach langer Tradition immer am ersten Sonntag im September, nämlich dem "Schutzengelsonntag". Dieses Volksfest ist weit über das Sarntal hinaus bekannt und beliebt. Samstag, 05. September 2026 17.50 Uhr: Musikalischer Einzug mit anschließendem Konzert. 20.30 Uhr: Fackelumzug durch das Dorfzentrum von Sarnthein zum Festplatz. 21 Uhr: Musik, Tanz und Stimmung. Sonntag, 06. September 2026 08.45 Uhr: Feierliche Prozession nach St. Zyprian in Sarnthein. 10.15 Uhr: Musikalischer Einzug zum Festplatz und Frühschoppenkonzert bis 12.30 Uhr. 14 Uhr: Großer Trachtenumzug. 20.30 Uhr - Musik, Tanz und Stimmung. Montag, 07. September 2026 Kirchtagsausklang und traditioneller Bauernmarkt.

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Kids
Montag, 07 Sep. 2026 08:00-19:00 |
Es gibt Termine vom 11 Feb. 2026 bis 31 Dez. 2026

Lama-Trekking – ein besonderes Naturerlebnis für Groß & Klein Lust auf eine Wanderung der etwas anderen Art? Dann kommt mit auf ein Lama-Trekking und erlebt die Natur gemeinsam mit unseren flauschigen, neugierigen Begleitern. Ob Familientrekking, Panorama-Wanderung oder ein gemütliches Frühstücks-Trekking – bei uns ist für Kinder wie Erwachsene etwas dabei. In ruhigem Tempo geht es durch Wald und Wiesen, fernab von Lärm und Hektik. Die Lamas sorgen dabei garantiert für viele Lacher, entspannte Momente und unvergessliche Erinnerungen. Perfekt für Familien Ideal für Natur- & Tierliebhaber Ein echtes Erlebnis – mal ganz anders als der Alltag Gemeinsam unterwegs sein, entschleunigen, frische Luft genießen und die besondere Verbindung zu den Tieren spüren – das ist Lama-Trekking. Meldet euch gerne für Infos oder zur Reservierung. Wir freuen uns auf euch!

Bacherhof Aschlerbach 37, Mölten, BZ
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Sport
Montag, 07 Sep. 2026 09:30-13:30 |
Es gibt Termine vom 17 März 2026 bis 31 Okt. 2026

Dauer ca. 3-4 Std. - jeweils vormittags - Min.1 Personen, max 12 Personen Preis auf Anfrage Für diesen Kurs gibt es keine festen Termine. Nutze das Formular auf der Homepage um ein Datum anzufragen. Private Guiding: Dein exklusives E-MTB Erlebnis Du möchtest das Hochplateau des Tschögglbergs ganz nach deinen eigenen Vorstellungen entdecken? Unser Private Guiding bietet dir die Freiheit, den Tag im Sattel so zu gestalten, wie es dir gefällt – ohne Kompromisse und fernab von großen Gruppen. Maßgeschneidert für dich: Dein Tempo, deine Route Egal ob du die Stille abgelegener Almwege suchst oder anspruchsvolle Singletrails bezwingen möchtest – wir passen den Schwierigkeitsgrad und die Streckenführung exakt an dein Fahrkönnen und deine Kondition an. Du bestimmst das Tempo und die Pausen, während wir uns um die perfekte Routenführung kümmern. Individuelles Coaching: Sicherheit gewinnen Möchtest du den Tag nutzen, um an deinem Fahrkönnen zu feilen? Auf Wunsch integrieren wir ein individuelles Fahrtechniktraining direkt in die Tour. Mit viel Ruhe und Geduld zeigen wir dir, wie du dein E-Mountainbike in jeder Situation souverän beherrschst – vom richtigen Bremsen bis zum sicheren Anfahren in steilem Gelände. Deine Vorteile auf einen Blick: 100 % Flexibilität: Routenplanung abgestimmt auf deine persönlichen Wünsche. Individueller Schwierigkeitsgrad: Perfekt für Einsteiger, Genießer oder Fortgeschrittene. Exklusivität: Privat mit dem Partner, der Familie oder Freunden unterwegs. Integrierter Lerneffekt: Optionales Technik-Coaching für mehr Sicherheit auf dem Bike. Genieße ein unvergleichliches Bergabenteuer, das genau dort beginnt, wo deine Wünsche liegen. Auf der Homepage https://salten.bike finden Sie eine Übersicht über alle Touren. Dort können Sie Ihre gewünschte Tour ganz einfach direkt buchen und bezahlen.

Saltenbike Schlaneiderstrasse 26, Mölten, BZ
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Art & Culture
Montag, 07 Sep. 2026 09:30-11:30 |
Es gibt Termine vom 23 März 2026 bis 02 Nov. 2026

Edle Ansitze, malerische Gassen und historische Denkmäler prägen das Partschinser Dorfbild. Die Zeitzeugen der Via Claudia Augusta, die Lebensgeschichte von Peter Mitterhofer, dem Erfinder der Schreibmaschine, und noch viel mehr Wissenswertes wird bei diesem Rundgang anschaulich vermittelt. Kostenlose Dorfführung durch Partschins mit Start in Partschins um 09:30 Uhr. Dauer: ca. 2 Stunden Anmeldung nicht erforderlich!

Tourismusbüro Partschins Spaureggstr. 10, Partschins, BZ
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Others
Montag, 07 Sep. 2026 09:30-10:30 |
Es gibt Termine vom 23 März 2026 bis 12 Nov. 2026

Was ist transformatives Atmen und wie kann unser Atem uns dabei helfen, raus aus dem Stress und rein in die Lebenskraft zu kommen? Die Antwort darauf erfahren Sie in diesem Atemübungs-Workshop im Freien. In herrlicher Natur, umgeben von reiner Luft und dem sanften Rascheln der Bäume, zeigt Ihnen unsere Yogalehrerin, wie Sie Ihren Atem bewusst steuern und dazu nutzen können, um Stress abzubauen, mehr Energie zu gewinnen und innere Ruhe zu finden. Egal ob beginnend oder fortgeschritten, in diesem Workshop erweitern Sie Ihre Fähigkeiten und verbinden sich tiefer mit sich selbst. Erleben Sie die erstaunliche Kraft des Atems im tiefgründigen Einklang mit der Natur. Preis: € 20,00 Anmeldung: Online bis 18:00 Uhr des Vortages oder bis Samstag im Tourismusbüro Partschins oder Rabland Treffpunkt: 9:30 Uhr an der Bushaltestelle Gasthaus Birkenwald

Partschinser Wasserfall Via cascata, 55, Partschins, BZ
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Others
Montag, 07 Sep. 2026 09:30
Es gibt Termine vom 25 Apr. 2026 bis 31 Okt. 2026

Bletterbach… ein Freiluftklassenzimmer! Wer sagt denn, dass die Themen Erdgeschichte, Vulkanismus und Fossilien staubig und trocken sind? Was mitunter sehr theoretisch klingt, kann gut aufbereitet in kleinen und größeren Kindern einen nahezu unstillbaren Wissensdurst auslösen. Das könnt ihr euch nicht vorstellen? Wir unterstützen euch gerne: mit kostenlosen didaktischen Unterlagen zur Vor- und Nachbereitung in der Klasse, bei einem lehrreichen Besuch an eurer Schule, während einer spannenden Führung durch die Bletterbachschlucht oder aber mit unserem neuen museumspädagogischen Programm „Forscherteam“… denn wir wissen aus Erfahrung, wie wir eure Schützlinge für die Geologie und für die Natur begeistern können! Link zu den Angeboten

GEOPARC Bletterbach Lerch, 40, Aldino, BZ
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Others
Montag, 07 Sep. 2026 09:30
Es gibt Termine vom 01 Mai 2026 bis 31 Okt. 2026

Der nächste Familienausflug soll etwas Besonderes werden? Ein Tag, an den sich Kinder und ihre Eltern, Oma und Opa, Tanten und Onkels noch lange erinnern? Dann nutzt doch die Möglichkeit, euren ganz persönlichen GEOPARC-Führer für eure private Führung zu buchen. Dabei seid ihr unter euch, deshalb können wir gezielt auf eure Wünsche eingehen: Was wollt ihr unbedingt sehen? Welche Themen interessieren euch besonders? Wie lange soll die Führung dauern? Brauchen die Kinder einen Ansporn zum Erforschen der Schlucht? Das Angebot gilt natürlich nicht nur für Familien, sondern auch für euch und euren Partner, eure Freunde, eure Mitarbeiter…

GEOPARC Bletterbach Lerch, 40, Aldino, BZ
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Sport
Montag, 07 Sep. 2026 09:30-13:30 |
Es gibt Termine vom 01 Juni 2026 bis 31 Okt. 2026

Min.1 Personen, max 12 Personen ab 50.-€ p.P. Startpunkt: Parkplatz Nusser, Hafling ca. 35 km - ca. 1000 Höhenmeter Start: 9.30 – Dauer ca. 3,5-4 Stunden Tour von Juni bis Oktober Diese erlebnisreiche Rundtour führt uns von Hafling über Falzeben und über den Panoramaweg mit tollen Ausblicken auf die Dolomiten bis zur urigen Öttenbacher Alm. Hier gönnen wir uns eine kleine Pause bevor es weiter geht in Richtung Auener Alm und über die Vöraner Alm wieder zurück nach Hafling. Ca. dreiviertel der Strecke erfolgt auf breiteren Forst- und Schotterwegen, der Rest auf etwas schmaleren, aber gut befahrbaren Wegen. Unterwegs gibt es neben Fotopausen auch immer wieder nützliche Fahrtechniktipps vom Bikeguide, sodass die Tour zu einem wirklich tollem Kompetterlebnis wird. Auf der Homepage https://salten.bike finden Sie eine Übersicht über alle Touren. Dort können Sie Ihre gewünschte Tour ganz einfach direkt buchen und bezahlen.

Startpunkt: Parkplatz Nusser, Hafling Schlaneiderstrasse, 26, Mölten, BZ
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Others
Montag, 07 Sep. 2026 10:30-12:00 |
Es gibt Termine vom 01 Jan. 2026 bis 31 Dez. 2026

Führung durch die höchstgelegene Sektkellerei Europas – „Arunda“ in Mölten. Anmeldung direkt bei der Sektkellerei Arunda: Tel. +39 0471 1552800 oder per E-Mail an Diese E-Mail-Adresse ist vor Spambots geschützt! Zur Anzeige muss JavaScript eingeschaltet sein. Auf Anfrage sind Führungen auch an anderen Tagen möglich. Teilnahmegebühr: 20,00 € pro Person Maximale Teilnehmerzahl 10 Personen

Prof.-Josef-Schwarz-Straße 18 Prof.-Josef-Schwarz-Straße 18, Mölten, BZ
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Art & Culture
Montag, 07 Sep. 2026 10:30-14:00 |
Es gibt Termine vom 01 Mai 2026 bis 31 Okt. 2026

Zwischen steilen Felswänden wandern, rauschende Wasserfälle und farbige Gesteinsschichten passieren, Überreste fossiler Pflanzen, versteinerten Saurier-Spuren und Mineralablagerungen entdecken: Ein geführter Besuch im GEOPARC Bletterbach ist ein besonderes Erlebnis auf den Spuren der Erdgeschichte. Wandern im Dolomiten UNESCO Welterbe Bletterbach Gemeinsam Pflanzenfossilien und Saurierspuren entdecken Geologie und Erdgeschichte erfahren Land und Leute kennenlernen

GEOPARC Bletterbach Lerch, 40, Aldein, BZ

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EVENTS

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Testata iscritta al registro stampe del Tribunale di Bolzano al n. 25/2002 del 09.12.2002 | Iscrizione al R.O.C. al n. 12.446.
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