Una mostra tutta dedicata alle donne
Opere di 18 artisti internazionali esposte nel giardino del Kränzelhof a Cermes

La mostra Donne/Frauen 2026, allestita al Kränzelhof di Cermes per celebrare il ventesimo anniversario dei giardini, riunisce 18 artisti e artiste nazionali e internazionali che si confrontano, ognuno a modo proprio, con il tema della donna.
Nel presentare la mostra, la curatrice Nicole Abler sottolinea che “la donna non appare qui come oggetto ma come soggetto, non come forma definita, ma come processo”. Abbiamo incontrato Franz von Pfeil, proprietario del Kränzelhof, per parlare di visione, bellezza e del dialogo profondo tra arte e natura.
Il Kränzelhof è una tenuta storica che lei ha trasformato in un luogo dove natura, arte e vino convivono. Quale visione ha guidato questo percorso?
Più che di “trasformazione” parlerei di sviluppo, del fluire naturale delle cose. Come ogni persona cambia nel tempo, così cambia un luogo. Noi non abbiamo inventato nulla, abbiamo semplicemente continuato un processo che esiste da secoli. Mangiare, bere, condividere: in Italia tutto questo è cultura. E noi abbiamo ascoltato ciò che sentivamo dentro, la gioia che nasce dalla bellezza e dallo stare insieme. Abbiamo creato ciò che ci dava piacere, e ciò che dà piacere a noi spesso dà piacere anche agli altri.
Negli ultimi vent’anni il Kränzelhof è diventato un riferimento culturale dell’Alto Adige. Quali sono stati i passaggi più significativi di questo percorso?
In realtà la cultura è sempre stata qui. Non è solo una mostra o un evento: è la lingua che parliamo, le tradizioni, l’apertura verso ciò che è diverso. Viviamo in un luogo dove convivono dialetto, tedesco, italiano, ladino. Questa è già cultura. Il vino ha un solo obbligo: creare gioia in chi lo beve. Il giardino ha un solo compito: offrire bellezza a chi lo attraversa. Per questo abbiamo scelto di non andare alle fiere, ma abbiamo preferito rendere il nostro maso e giardino così belli che fossero gli altri a venire qui.
Per il 20° anniversario dei giardini avete scelto il tema Donne. Come è nata questa scelta?
L’ha scelto mia moglie. D’altronde chi meglio di una donna può intuire la profondità del femminile? Il mondo senza le donne sarebbe un inferno. La donna è un miracolo: è simbolo di bellezza, morbidezza, gioia, dolore, vita – infatti si dice “madre terra”.
Quali criteri hanno guidato la scelta degli artisti?
La prima condizione è che le opere potessero vivere nel giardino. Questo limita la scelta, ma allo stesso tempo la rende più autentica. Cerchiamo artisti che non parlino solo al gusto comune: l’arte deve anche confrontare, mettere in discussione, aprire nuove visioni. Ogni artista ha una propria idea del mondo, e questo è prezioso. È un processo di ascolto, più che di selezione.
Le sculture sono immerse nel verde: come cambia la percezione delle opere in un contesto naturale?
In una galleria la scultura è messa in un punto dove “si vede bene”. Nel giardino, invece, entra in dialogo con la natura. E questo cambia tutto. Ogni scultura crea un’atmosfera diversa a seconda del luogo in cui si trova. Ogni angolo del giardino prende vita in modo nuovo quando accoglie un’opera. È affascinante come arte e natura si influenzino a vicenda.
In che modo il paesaggio naturale influenza la scelta delle opere e la loro collocazione?
È un processo creativo molto bello. Prima ascoltiamo l’espressione della scultura, poi cerchiamo il luogo dove può “parlare” meglio. A volte il posto giusto si trova subito; altre volte dobbiamo spostare l’opera più volte, finché non sentiamo che è arrivata “a casa”. Quando l’artista è presente, il dialogo diventa ancora più interessante: c’è chi vuole che la scultura sia scoperta lentamente, chi preferisce che sia visibile subito. È un confronto di idee, di sensibilità. È arte che nasce dal rapporto tra persone e paesaggio.
Qual è il messaggio che desidera arrivi al pubblico attraverso questa esposizione?
Vorremmo che le sculture toccassero l’anima delle persone. Un’opera non è solo un oggetto: porta con sé l’anima che l’artista le dona, e questa anima può parlare alla nostra. Il messaggio è semplice e difficile allo stesso tempo: ricordarsi che siamo esseri umani, che abbiamo una responsabilità verso l’umanità, verso la vita. Capirlo ogni giorno sarebbe meraviglioso.
La mostra è stata inaugurata in primavera: qual è la reazione più frequente dei visitatori?
La sorpresa. Quando escono dalla mostra si sente che sono stati toccati. Ognuno dice qualcosa, ognuno trova un proprio punto di risonanza. È bello vedere come la bellezza agisca in modo diverso su ogni persona.
[Ana Andros]
Mostra Donne/Frauen
Quando: fino all’8 novembre 2026.
Dove: Kränzelhof, via Palade 1 - Cermes
Artiste e artisti: Otto Beer, Markus Gasser, Siegmund Geiser, Armin Grunt, Monika Hartl, Martin Hell, Manuel Hinter, Michael Höllrigl, Philipp Klammsteiner, Susanne Kreißer, Felicitas von Lensing-Hebben, Andrea Mattheisen, Clara Mayr, Lukas Mayr, Carl Pfeol, Hermann Josef Runggaldier, Matthias Sieff, Simone Turra.
Info: 0473 564549 -
Orari di apertura tenuta e giardino d’arte: ogni giorno 9.30–19 tutto l’anno.


























































































































