CULTURE

Il Bunker 20, alla sorgente del fiume Adige
Una testimonianza della storia italiana e altoatesina in terra di confine

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Ci troviamo a pochi passi dal confine svizzero ed austriaco, più precisamente a Resia, frazione del comune di Curon Venosta, resa celebre dal suo bellissimo lago all’interno del quale si erge il campanile di una chiesa.

Con una passeggiata di circa venti minuti dal lago, è possibile raggiungere un luogo di grande valenza storica: il Bunker 20. Lo stato di conservazione di questo luogo e l’importanza strategica che rivestiva durante la Seconda guerra mondiale, sono solo due degli aspetti che permettono a questa installazione militare di godere ancora oggi di un immenso valore storico e culturale. L’opera, infatti, è stata costruita sopra la sorgente del fiume che dà il nome a questa terra: l’Adige. Assieme a Ludwig Schöpf, ex insegnante e attuale segretario dell’associazione culturale Oculus, scopriamo i segreti nascosti di questo luogo.

“L’inverno è lungo qui a Resia”. Queste sono le parole con cui Ludwig esordisce al nostro incontro. Difatti è in corso una fitta nevicata e, fin dai primissimi passi lungo il sentiero verso il Bunker 20, ci si accorge che le orme da noi lasciate sul manto nevoso sono destinate a sparire. Il destino delle nostre orme può essere paragonato al timore di Mussolini riguardo l’Italia verso la fine degli anni ’30. Nel marzo del 1938, infatti, la Germania nazista di Hitler annesse l’Austria al proprio impero, divenendo così territorio confinante dell’Italia. Temendo un’invasione da parte di Hitler, il Duce fece costruire lungo il confine di Passo Resia una vera e propria linea difensiva, costituita da un insieme di fortificazioni, strade di rifornimento, sbarramenti anticarro (famoso quello di Plamort con i cosiddetti “Denti del Drago”) e nove bunker, tra cui il numero 20.

Nascosto dalla vegetazione e dalla roccia che compone le sue mura, il Bunker 20 ha una lunghezza di circa 270 metri, con una superfice calpestabile che si aggira intorno ai 450 m² e una profondità massima che supera i 10 metri. Era destinato a contenere un massimo di 50 soldati, ma data la zona piuttosto pacifica, non ha mai superato la ventina. Mussolini era un grande appassionato dell’impero romano e lo si può scorgere dall’architettura interna del bunker: corridoi stretti che conducono a vani più ampi, i cui ingressi hanno la forma del celebre arco romano. Ad eccezione di pannelli informativi che raccontano la storia di questo luogo e di un impianto elettrico autonomo e moderno, ciò che troviamo all’interno del bunker è del tutto originale ed ancora oggi perfettamente conservato. è possibile, infatti, passare dalle postazioni per le mitragliatrici alle camerate di ufficiali e soldati, ammirando al loro interno maschere antigas, elmetti e letti dell’epoca. Menzione particolare va fatta per la postazione radio, dotata di telefono che permetteva la comunicazione con altri bunker e che ancora oggi è funzionante.

Questa atmosfera storica è corredata da un flusso d’acqua, il cui suono riecheggia tra le mura del bunker. Si tratta della sorgente dell’Adige, il secondo fiume più lungo d’Italia, le cui acque migliaia di anni fa hanno iniziato a scorrere per la prima volta in questa zona. Oltre a rappresentare oggigiorno un’importante risorsa per i contadini locali, le acque della sorgente erano utili a riempire le cisterne di acqua potabile e a garantire il funzionamento dei bagni all’interno del bunker. Una volta raggiunta la sorgente, è possibile avere una bellissima vista del paesino di Resia, del suo lago e delle zone limitrofe. Un vero piacere per gli occhi, ma anche per le orecchie: il suono dell’acqua che scorre lungo la roccia crea un’atmosfera di serenità e pace in un luogo storicamente concepito per la guerra.

Ludwig, qual è stato l’utilizzo del bunker nel dopoguerra e qual è quello odierno?
Nell’immediato dopoguerra ci fu la fondazione della NATO e pertanto cambiò anche il nemico: dalla Germania all’URSS. Il Bunker 20 e quelli di Resia furono occupati fino ai primi anni ’90, quando, con la fine della guerra fredda, gli impianti vennero chiusi definitivamente per poi entrare in possesso della Provincia di Bolzano nel 1999. Ad oggi, invece, vengono organizzate visite guidate all’interno del bunker, mostre fotografiche e feste per il 18° compleanno dei ragazzi residenti nel comune di Curon Venosta. Un bel cambiamento se si pensa che non troppo tempo fa, alla stessa età, un ragazzo si trovava qui per altri motivi.

Un aneddoto riguardo il fiume Adige?
Pochi sanno che l’Adige compie in realtà due percorsi: quello che entra nel lago Resia e attraversando diverse città italiane sfocia nel Mar Adriatico, e quello meno conosciuto che va in Austria e, unendosi alle acque dell’Inn prima e del Danubio poi, sfocia nel Mar Nero.

Chi sono i visitatori di questa zona?
Soprattutto appassionati di storia e scolaresche. Dipende poi anche dalle stagioni, ma molto spesso vengono a farci visita turisti italiani, austriaci e svizzeri. Il prossimo anno verranno a trovarci anche dei turisti americani.

[Fabian Daum]

COS’È OCULUS?
Il circolo promozionale Passo Resia Oculus è un’associazione culturale fondata nel 2011 e composta da volontari del territorio. Presidente dell’associazione è Florian Eller. Oculus organizza le visite guidate della zona, tra cui quelle al Bunker 20, garantendo la manutenzione di tutte le installazioni militari. I volontari hanno allestito lungo i sentieri pannelli informativi che raccontano la storia del luogo e zone ristoro con tavoli e panchine dove poter fare merenda all’aria aperta. Per visitare il Bunker 20 è necessario prenotarsi all’indirizzo info@passoresia.it. Fino al 15 aprile le visite sono in programma il lunedì alle 20.30. In estate le escursioni sono previste ogni venerdì alle 15, salvo modifiche.

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